Non si tratta solo di migranti

Commissione Missionaria
29 Settembre 2019: Non si tratta solo di Migranti

Si è celebrata domenica 29 Settembre la 105° “Giornata Mondiale del Migrante e Rifugiato”. É stata una occasione di riflessione e preghiera affinchè in modo concreto nelle nostre comunità cristiane, i migranti, ogni persona che vive ai margini dell’Europa, nei campi in Grecia e in Libia, nei vari centri migratori nei Paesi membri dell’ unione europea, trovino un posto nel cuore della Chiesa.

Papa Francesco nel suo Messaggio per la Giornata ci ricorda che quando si guarda alle migrazioni, non si tratta solo di migranti. Ma di aspirazioni e bisogni che sono inerenti a tutte le persone, ma da cui molti sono esclusi.

I migranti raggiungono le nostre comunità di credenti, la loro presenza è occasione di incontro e a volte di preoccupazione. Richiede di saper accogliere, saper far spazio, saper ascoltare. Richiede di arricchire il racconto dell’ incontro con Dio, aggiungendo il capitolo dell’incontro con Dio che si fa straniero, per aiutarci ad uscire dalle nostre certezze, fondate su abitudini e paure, per aprirci alla verità che sorprende. Non si tratta solo di migranti, si tratta di come essere Chiesa.

Oka: il gioco da tavolo della caritas

La Caritas di Brescia, in collaborazione con la Cooperativa Sociale Kemay, ha realizzato un nuovo gioco da tavolo:”Oka. È in gioco la vita”. L’obiettivo è quello di sensibilizzare la popolazione sul difficile tema dell’accoglienza. Si tratta di un vero e proprio percorso a tappe, che ricalca il viaggio dei migranti che, dalle zone sub-sahariane, cercano di raggiungere l’Italia

Un lancio di dadi per stabilire il proprio futuro.

Proprio come in un gioco da tavolo, la vita delle persone che si spostano dalla madre patria per richiedere asilo politico in altri Paesi sembra sia condizionata solo dalla fortuna. Non ci sono certezze né stabilità di alcun tipo. Chi arriva in Italia, passando attraverso le terre dell’Africa e partendo via mare dalla Libia, non sa quasi mai a cosa andrà incontro. “Oka. È in gioco la vita” è un nuovo gioco da tavolo realizzato dalla Caritas di Brescia, in collaborazione con la Cooperativa Sociale Kemay, che si occupa di promuovere la sensibilizzazione all’accoglienza nei confronti di famiglie, scuole ed istituti bresciani. Oka è un gioco in cui si dispiegano sul tabellone le numerose tappe cui va incontro chi approda in Italia, giungendo da Paesi africani della zona sub-sahariana. Le caselle, dai contenuti diversi, rispecchiano non solo l’iter geografico-territoriale dei profughi, ma anche quello burocratico-giudiziario da affrontare una volta arrivati nel Paese. Alcune potenziali tappe sono ad esempio la casella numero 10 “Carte d’imbarco” e la numero 4 “Carte verso l’Italia”. L’Italia però non è l’unica destinazione possibile, infatti sono presenti anche le cosiddette “Carte verso l’Europa”.

Questo non è un gioco da tavolo come tutti gli altri. Il suo obiettivo è, infatti, quello di educare ed informare la popolazione sul tema dell’immigrazione e di dare spunti per conversazioni e discussioni che coinvolgano chi decide di partecipare. Così come nel gioco del Monopoli, sono presenti al centro del tabellone due diversi tipi di carte: le “Carte medicinali” e le “Carte soldi”, elementi di vitale importanza per chi affronta un viaggio carico di ostacoli e pericoli. Il gioco è adatto a chi ha più di 11 anni d’età e rappresenta una vera e propria finestra sulla tumultuosa sfida per la richiesta di accoglienza in un Paese straniero.

Politica: la formazione è d’obbligo

“Migranti: accogliere, proteggere, promuovere, integrare. Una sfida possibile?” Questo il tema scelto per l’anno 2018-19 dalla Scuola di formazione all’Impegno sociale e politico della Diocesi di Brescia, che aprirà i lavori sabato 27 ottobre con il saluto del Vescovo, mons. Pierantonio Tremolada.

“Migranti: accogliere, proteggere, promuovere, integrare. Una sfida possibile?” Questo il tema scelto per l’anno 2018-19 dalla Scuola di formazione all’Impegno sociale e politico della Diocesi di Brescia, che aprirà i lavori sabato 27 ottobre con il saluto del Vescovo, mons. Pierantonio Tremolada.

“La scuola di politica che la Diocesi propone da ormai qualche anno ai giovani fino ai 35 anni è l’impegno che la Chiesa bresciana offre ai giovani che vogliono impegnarsi in politica con un taglio particolare, seguendo la dottrina sociale della Chiesa” spiega Enzo Torri, Vicedirettore dell’Ufficio per l’Impegno Sociale.

Ogni anno la scuola di Formazione, che si rivolge ai giovani dai 18 ai 35 anni interessati all’impegno socio-politico, adotta un tema cardine della vita comunitaria e lo affronta in un percorso formativo.

“In questo percorso – continua Torri – si vuole offrire una lettura articolata in 10 incontri che possono consentire il discernimento da parte di chi frequenterà il corso per comprendere i fenomeni attuali, comprendere il problema e capire fino a che punto questo problema ci toccherà in futuro”.

Quest’anno il corso si proporrà di rispondere ad una serie di domande più che mai attuali: quali sono i volti dell’immigrazione in Italia? Quali sono i numeri tra percezione e realtà? Qual è la situazione geopolitica delle migrazioni? Che tipo di risposte può dare la politica a questo fenomeno?

“Una scelta concreta e molto operativa che la diocesi ha messo in campo” sottolinea Silvano Corli, Direttore della Scuola di Formazione. “Quella di un’educazione e una formazione dei giovani per affrontare i problemi forti che si presentano nelle nostre comunità con maggiore consapevolezza e maggiore preparazione.”

Da qui l’importanza di scegliere un argomento, quello dell’immigrazione, che tocca tutte le comunità e pone l’urgenza di un approfondimento puntuale per fornire gli strumenti adatti ad affrontarlo nell’immediato futuro. “Noi viviamo una situazione nel presente – continua Corli – e la vivremo ancora di più nel futuro, dove il tema dell’immigrazione sarà un tema con il quale ci dovremo confrontare. Il rischio è confrontarsi con paura e timori che non sono fondati su dati concreti, quindi per noi è fondamentale la conoscenza della realtà in modo tale che ogni scelta sia compiuta in base alla conoscenza e non in base alla paura”.

Gli incontri proseguiranno fino a sabato 25 maggio 2019, tra interventi e testimonianze. Tra i relatori Valerio Corradi, docente di Sociologia del territorio, il giornalista di Avvenire Nello Scavo (nella foto), Matteo Villa dell’Istituto per gli studi di politica internazionale di Milano, la direttrice del CIRMIB Maddalena Colombo e una tavola rotonda con i parlamentari bresciani coordinata da Anna della Moretta del Giornale di Brescia.

L’iscrizione si effettua online, entro venerdì 19 ottobre, tramite il form raggiungibile dal sito oppure sulla pagina Facebook scuola.politica.brescia. La quota di iscrizione è di 60 euro, agli studenti è riconosciuta una riduzione del 50%.

Le Faine – Documentario sull’immigrazione

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“Siamo sempre lo straniero di qualcun altro”. La frase di Tahar Ben Jelloun fa ragionare sul senso del termine “straniero” e riguardo al suo utilizzo. Ormai la globalizzazione e tutto ciò che comporta, come una rete commerciale internazionale ci dirige verso una concezione di cittadinanza e appartenenza globale. Questo fenomeno non è del tutto nuovo alla Storia, infatti quando Socrate, nel pieno dell’età classica, affermava “Sono un cittadino, non di Atene o della Grecia, ma del mondo” poneva le basi per lo sviluppo della globalizzazione che continuò nell’età ellenistica con la diffusione della cultura e del pensiero greco grazie alle conquiste di Alessandro Magno. In seguito anche l’impero romano svolse un importante ruolo a riguardo, con per esempio la Constitutio Antoniniana del 212 d.C. che assicurò a tutti gli abitanti dell’impero la cittadinanza romana. Anche i flussi migratori non sono però estranei alla Storia. Intorno al IV-V secolo d.C. infatti la società romana fu protagonista della migrazione di popolazioni barbare provenienti dal nord Europa. In un primo momento crearono confusione e disordini tuttavia il connubio tra i due popoli fu fondamentale per l’avvento del Medioevo.

Sappiamo quindi che i flussi migratori e la globalizzazione sono eventi ciclici nella storia, ma per capire ciò che sta accadendo in questo periodo abbiamo deciso di creare un video nel quale presentare diverse opinioni a riguardo. Non abbiamo la pretesa di trovare delle soluzioni anche perché necessiterebbe di maggiori informazioni e riflessioni. Il nostro scopo è invece quello di confrontare idee per meglio comprendere questo aspetto e offrirvi spunti di riflessione.

Guarda il backstage!