Covid 19 – La mappa delle emozioni in Croce Bianca Leno

Due mesi di crescita in consapevolezza ed impegno, dove il sentimento del coraggio è protagonista

Gennaio passa velocemente, sembra tutto normale; da sempre in inverno, ma anche in recenti estati, abbiamo portato in ospedale pazienti con febbre alta presente da giorni e giorni o “sospette polmoniti”; ma stavolta questa “insolita polmonite” dai sintomi inequivocabili e costanti (tosse secca, febbre presente da giorni, difficoltà a respirare, stanchezza insolita) sembra un morbillo che dilaga senza possibilità di controllo. Anziché programmare le nostre attività di assistenza ad eventi sportivi, folkloristici e di festa, abbiamo dovuto dirottare tutte le nostre forze all’emergenza dice Massimiliano Cozzi, alla guida della Croce Bianca di Leno.

Dai primi di febbraio iniziano ad arrivare procedure e protocolli nuovi: ci troviamo ad entrare in scenari che sembrano appartenere ad altri tempi; nessuno di noi ha esperienza in merito. Qualche nonno ci parla di epidemia “spagnola” di tanti anni fa. Non abbiamo avuto tempo per riflettere, abbiamo subito reagito; lo smarrimento iniziale e non possiamo nascondercelo, la paura, hanno lasciato il posto alla tenacia e alla grande volontà di renderci utili. Ecco che il coraggio diventa protagonista: abbiamo scelto questa missione perché ci abbiamo sempre creduto, ma è un fulmine a ciel sereno, il covid! “Tutto cambia“, dice Veronica volontaria nei turni di notte, “quella che era la protezione individuale è diventata una sorta di calvario, una prassi da effettuare ogni volta che squilla il telefono con il messaggio “sospetto covid”. Esci dalla porta e inizi: guanti doppi, divisa, mascherina ffp2, tuta, camice, copriscarpe, visiera protettiva per gli occhi. Si parte per la missione, si sta attenti ad ogni minimo contatto per poi rientrare, spogliarsi e disinfettare ogni cosa e cosi per tutto il turno, anche per 4/5/6/7 volte, tutti i turni. E durante la missione? Tante sono le immagini e le emozioni, ma ce n’è una che mi ha toccato più di tutte. Una signora di mezza età con ossigeno da giorni mi confida: “ho paura di non riuscire a fare tutto quello che vorrei…”

Tensione e preoccupazione erano all’ordine del giorno” sostengono Milly e Davide, dipendenti della Croce Bianca in turno il mattino e il pomeriggio. “Si entrava nelle case della gente vestiti da astronauta sapendo che il “nemico invisibile” era indistruttibile. La situazione emotivamente più impegnativa era la paura negli occhi della gente; e quando portavi via il paziente il timore dei parenti era quello di non sapere quando riavrebbero rivisto il loro caro. La cosa che ci colpiva era la frase che tutti ci dicevano: grazie per quello che fate.”

Il nostro direttore sanitario D.ssa Antonella Prandini ci invita alla massima osservanza delle istruzioni operative e di tutela che ogni 5-6 ore ci giungono dalla Centrale Operativa del 112 e dalla Unità di Crisi creata a Milano dalle nostre associazioni di categoria ANPAS: ci misuriamo la febbre non appena entriamo in sede, sanifichiamo ambienti e mezzi, vietati sono gli assembramenti anche tra noi volontari, come se ci fosse tempo per un caffè!

Ci è capitato“, dicono Grazia e Alessandro, “di salire in ambulanza alle 6.30 di un sabato mattina con un cambio equipaggio fatto al volo in Via Brescia e di scendere dal mezzo alle 14.00 con tappa in ben 4 ospedali. E bardati da astronauti abbiamo usato i nostri occhi e le nostre mani per rassicurare e accudire pazienti e parenti. Con i pazienti colpiti dal calvario della dialisi, è stato più semplice: ci riconoscevano dalla voce!” dice Grazia. Quindi si continuavano le nostre relazioni e conversazioni.

“Per non parlare del contatto relazionale con i pazienti, mi manca stringere la mano durante un viaggio in ambulanza.. cosa che prima facevo spesso anche solo per donare un gesto di conforto e alleggerire il servizio e la preoccupazione. Il carico emotivo è davvero pesante, tornare a casa la sera e rielaborare il tutto non è mai troppo facile ma finito tutto questo ricorderò gli occhi, gli occhi dei miei colleghi, dei pazienti, degli infermieri e medici.. Che ti guardano cercando le stesse conferme che cerchi tu nei loro. Solo quelli, terribilmente bellissimi… “ dice Marika.

Leno e dintorni diventano “zona rossa”; il Sistema ci invia aiuti, arrivano volontari con la propria ambulanza da Empoli, Fiumicino, Firenze, Andria, Cosenza. Anche il Civile di Brescia ci chiede aiuto all’Ospedale Tenda. La Croce Bianca invia equipaggi la domenica, la notte e ogni qual volta trova disponibilità di volontari. Il nostro presidente Massimiliano è fra i primi ad affrontare questa nuova esperienza: “mi sembrava di essere in guerra..tende, brandine, ondate di persone che arrivavano; ma quello che più mi ha colpito in questi mesi è la paura e l’impotenza negli occhi delle persone sia medici, sia ammalati e naturalmente anche nei nostri volontari. Grandi sono state anche le soddisfazioni: ho conosciuto infermieri e medici di Roma, che mi hanno trattato come se fossi uno di loro.”

Tutti quanti sentiamo costantemente l’affetto dei cittadini lenesi che ci sono stati e ci sono vicini con gesti importanti o golosi (pizze e dolci, mascherine, disinfettanti, guanti, visiere) e siamo grati al nostro direttore sanitario Antonella che oltre alle immancabili raccomandazioni circa la nostra protezione e l’applicazione corretta dei protocolli ci commuove con le sue parole: “Smonto notte ore 9,30. Dopo un’interminabile notte spesa a lottare “contro il terribile virus” torno a casa nella speranza di poter riposare un po’ ma c’è un suono che mi tormenta: è la sirena dell’ambulanza che non smette, si avvicina e si allontana ma non cessa mai.

Poveri ragazzi penso; ogni giorno mettono a rischio la propria saluta e le loro famiglie per aiutare gli altri e soprattutto senza riconoscimenti economici.”

Bravi i miei ragazzi! Che sono sempre pronti e presenti al servizio degli altri. Bravi volontari e grandi professionisti con una preparazione eccellente.

È un piacere e un onore lavorare con voi e per voi. Con stima, il vostro direttore sanitario.

Questi mesi sono stati rallegrati dai bellissimi colorati disegni e pensieri inviatici dai bambini delle classi terze della Scuola Primaria; il nostro meraviglioso giardino curato dai volontari Achille e Aldo è diventato il set per video e scatti che hanno immortalato noi volontari in messaggi d’amore per le nostre mamme, per rassicurarle e stemperarne la preoccupazione.

Mamme è il vostro sorriso che cancella la stanchezza, attenua la paura e ci fa tornare il sorriso. I Volontari della Croce Bianca Leno

Itinerari delle via crucis 2019

Di seguito sono riportati gli itinerari delle via crucis che si terranno per le vie di Leno.

Venerdì 5 aprile

Martedì 9 aprile

Mercoledì 10 aprile

Giovedì 11 aprile