Il lavoro secondo la regola benedettina

Per trattare questo argomento desidero citare direttamente la santa Regola al Capitolo 48 che così si esprime:

L’ozio è nemico dell’anima, perciò i fratelli devono essere occupati in ore determinate nel lavoro manuale e in altre ore nella lettura divina.
Riteniamo quindi che le due occupazioni siano ben ripartite nel tempo…

(Rb 48,1-2).

E ancora:

Se le necessità del luogo e la povertà richiederanno che si occupino loro stessi di raccogliere le messi, non se ne rattristino: allora sono veramente monaci se vivono del lavoro delle proprie mani, così come fecero i nostri Padri e gli Apostoli. Tutto però si deve fare con misura per riguardo ai deboli

(Rb.48,7-8-9)

Ai fratelli malati o di salute debole si assegni da svolgere un lavoro o un’attività di tipo adatto in modo che non restino in ozio e neppure siano schiacciati da fatica insostenibile… Spetta all’Abate avere considerazione della loro debolezza

(Rb.48,24-25)

Già in queste prime citazioni siamo di fronte alla grandezza spirituale e umana di Benedetto, e all’assoluta novità nella considerazione del lavoro umano.
Nella vita benedettina l’orario della giornata ha uno scopo pratico: ripartire bene lavoro e lectio divina. S. Benedetto considera il ritmo della vita umana con l’alternarsi di riposo e di sforzo, di lavoro spirituale e di lavoro manuale.

Il vero punto di svolta, questo l’ideale antico che riscopre e suggerisce S. Benedetto: non solo occuparsi dei lavori più o meno utili, perché “l’oziosità è nemica dell’anima”, (motivazione negativa), ma vivere veramente del proprio lavoro come i Padri e gli Apostoli (motivazione positiva). Per S.Benedetto non ci sono “azioni profane”, ma nella “casa di Dio” (Rb. 31,19;53,22;64,5)), tutto acquista il valore di un’azione sacra, perché il monaco ha consacrato a Dio non solo tutto ciò che ha, ma anche tutto ciò che è ( Rb 33,4). Non solo, ma: S. Benedetto impone che: “Tutti gli utensili e ogni bene del monastero siano considerati allo stesso modo dei vasi sacri dell’altare”! (Rb. 31,10). Ora ciò non era MAI stato detto ne fatto nella Chiesa!

Per commentare teologicamente e spiritualmente quanto sin qui detto ci vorrebbe lo spazio di alcuni volumi, che io non ho. Vorrei, però riassumere, in pochi tratti la dottrina di Benedetto sul tema del Lavoro Monastico. Lo farò prendendo spunto da un articolo di J. Leclercq tratto da “Dizionario degli Istituti di perfezione 1976”.

  1. Bisogna lavorare. S.Benedetto fa del lavoro quotidiano uno dei punti principali della sua concezione monastica: ne fissa l’orario, ne indica il senso, ne determina il valore. Per Lui il lavoro acquista il carattere di azione sacra; il suo valore è in rapporto all’ascesi e alla vita mistica: è un rimedio all’ozio che è nemico dell’anima, ma esige anche sforzo e fatica, ed è, quindi, per il monaco uno strumento di perfezione; non si lavora solo per tenersi occupati, ma per ascesi: si tratta di un atto di obbedienza. Il lavoro monastico, però, deve lasciare tempo al monaco per dedicarsi in pace alla preghiera e alla contemplazione.
  2. Inoltre il lavoro deve essere disinteressato: ciò è chiarissimo nel capitolo 57 della Regola sugli artigiani del monastero. Non solo, ma notiamo la continua insistenza sull’obbedienza e sull’umiltà. S. Benedetto inculca anche che il monaco deve essere distaccato dall’opera e dal suo risultato. Il risultato ha un suo valore, ma non è determinante. S. Benedetto prescrive anche che “si vendano a minor prezzo gli eventuali prodotti”, ma per mettere in evidenza che il lavoro NON si considera come un mezzo per far soldi!
  3. Infine, per S. Benedetto, il lavoro monastico tende alla “autarchia”: ciò è evidente nel capitolo 66,6-7 della Regola, infatti: l’attività monastica è condizionata dalla clausura e dalla stabilità. Concludendo: come la persona viene prima del lavoro, così il lavoro viene prima dei beni che produce e degli strumenti di cui si serve per produrli. Il lavoro umano non si può subordinare al “capitale” e alla logica produttiva. La ragione è che il lavoro rende l’uomo con-creatore con Dio. Dio non ha ultimato l’opera della creazione, ma l’affida da completare all’uomo tramite il lavoro. Ecco perché lo sviluppo economico va subordinato alle esigenze morali dell’esistenza umana, che non potrà mai essere privata della sua dimensione spirituale. Vedi anche la Colletta di san Giuseppe Lavoratore. Penso che il pensiero-dottrina di Benedetto sul lavoro possa dire ancora molto, anche al nostro mondo, nel nostro tempo.

Silvano Mauro Pedrini OBS

Barbara Laffranchi

Il 9 luglio ha conseguito, con il massimo dei voti, la laurea magistrale in “Psicologia del lavoro”, discutendo la tesi dal titolo “Work-Health Balance e Work Ability: una ricerca esplorativa in un’azienda metalmeccanica” presso l’Università degli studi di Torino. 

Congratulazioni dai tuoi nonni e da tutta la famiglia.

La redazione del sito si congratula con Barbara per il brillante risultato raggiunto.

Caritas: 52 posti per il Servizio civile

Il Servizio civile, come palestra di vita, è un’esperienza di cittadinanza attiva attraverso un servizio per la comunità. In questi 40 anni di servizio, la Caritas diocesana ha accompagnato più di 3000 giovani. Ora propone quattro nuovi progetti di servizio civile. Sono orientati alla cura delle persone, all’assistenza e al settore animazione

Il Servizio civile, come palestra di vita, è un’esperienza di cittadinanza attiva attraverso un servizio per la comunità. In questi 40 anni di servizio, la Caritas diocesana ha accompagnato più di 3000 giovani. Ora propone quattro nuovi progetti di servizio civile. Sono orientati alla cura delle persone, all’assistenza e al settore animazione.

Quattro le aree di intervento: area disagio adulto (“Per non perdersi”); area disabilità (“Sguardi nuovi”); area minori in difficoltà (“Invento quei colori”); ambito oratori (“I cortili dei talenti”). I posti complessivi a disposizione sono 52. Gli enti accreditati con la Caritas sono 33. Il servizio civile è una proposta per i giovani tra i 18 e i 28 anni: dura 12 mesi, per un impegno di 1.400 ore, il compenso mensile è di 433,80 euro. “I progetti promossi e coordinati dalla Caritas diocesana – ha spiegato Diego Mesa, responsabile della promozione volontariato giovanile della Caritas diocesana – vogliono essere per i giovani un’occasione per contribuire al bene comune e allo stesso tempo un percorso di crescita personale e comunitaria nei valori della pace, della solidarietà e della giustizia”.

L’Ufficio promozione volontariato di Caritas diocesana Brescia è aperto per informazione e orientamento dal lunedì al giovedì dalle 10 alle 12.30 e il giovedì dalle 14 alle 17. Per appuntamenti, chiamare lo 0303757746 o inviare una email a volontariatogiovanile@caritasbrescia.it. L’attività svolta non determina un rapporto di lavoro e non può considerarsi tale, tant’è che non comporta la cancellazione dalle liste di collocamento o di mobilità.

Gli elementi qualificanti sono: il servizio con un approccio promozionale, a vantaggio delle persone che vivono sul territorio; la formazione come grande occasione di crescita umana per chi compie il servizio. La Caritas propone un accompagnamento formativo articolato lungo tutto il periodo di servizio civile; la sensibilizzazione come mezzo per diffondere la cultura della nonviolenza e della solidarietà.

In Caritas l’esperienza che si vive è occasione di informazione e presa di coscienza da parte della comunità, riguardo ai disagi del territorio e ai valori del servizio civile.

Elena Cigala

Elena Cigala, si è laureata alla facoltà di scienze politiche e sociali con la tesi: “Catalizzazione della rete di fronteggiamento nel lavoro di comunità. Un’esperienza di stage“.

L’Oratorio San Luigi si unisce al Papà, alla mamma e al fratello nel congratularsi per il brillante risultato ottenuto.

Buon viaggio – Metà Quaresima 2018

Torna la compagnia Teatrodaccapo in Oratorio!

Giovedì 8 marzo alle ore 20:00 la compagnia porterà in scena lo spettacolo “Buon viaggio” nell’ormai tradizionale appuntamento di metà Quaresima. I biglietti sono già disponibili in Oratorio al costo di 7€.

Tutta la vita è un viaggio.
In scena, due compagni di viaggio ripercorrono, in chiave comica e con grande energia, le più antiche vie tracciate dall’ uomo sulla terra dall’ Oriente misterioso, alle pianure d’ Europa, dalla giungla nera, all’ assolato deserto del Sahara, fino agli Oceani infiniti.
Si seguono le tracce dei grandi viaggiatori: da Ulisse che peregrinò nel Mar Mediterraneo, a Marco Polo che esplorò le pianure dell’Asia, a Colombo che scoprì il Nuovo Mondo e via via, attraverso mezzi sempre più veloci fino agli eroi delle macchine volanti.
Ma viaggiatori sono anche gli scrittori che tracciano cammini volando sulle ali della fantasia e navigando sulle righe delle pagine.
Le fiabe sono percorsi antichi e misteriosi, le storie e i romanzi sono avventurosi viaggi attraverso la vita, le poesie sono taglienti passeggiate.
Per viaggiare ci vuole coraggio, stupore, voglia di scoprire e desiderio di imparare.

Il viaggio prosegue, sempre. Anche oltre ogni strada visibile.
Non finisce neppure con la fine della vita, poiché da lì si parte per l’ultimo viaggio: quello per cui occorre avere l’infinito nel cuore.

A seguire avrà luogo il rito del falò, che sarà il compimento di un lavoro portato avanti dai ragazzi del catechismo sui desideri.

Durante la serata sarà attivo un punto ristoro con vin brûlé e caldarroste.

Circolo ACLI di Leno

Si avvicina la fine dell’anno ed è tempo di bilanci anche per il circolo Acli di Leno che il 6 Novembre scorso ha visto concludersi l’iniziativa “Cammini e Confronti sull’Enciclica Laudato Sì”. Il tema “La cura della casa comune” trattato da don Gabriele Scalmana, responsabile della Pastorale del Creato della Diocesi di Brescia, e da Fabrizio Molteni, vicepresidente Acli provinciali Brescia, ci riguarda sicuramente sotto molteplici aspetti e da molto vicino; basta dare un’occhiata intorno a noi per vedere la poca cura e il poco rispetto che abbiamo della natura e delle cose che ci circondano. Le parole che abbiamo sentito, dopo un breve cammino, ci hanno aiutato sicuramente a riflettere su quello che ognuno di noi può fare per contribuire a fermare la distruzione in atto, perché ognuno di noi può fare molto. La partecipazione e l’interesse sono stati molto lusinghieri e grazie alla collaborazione dei Volontari dei Carabinieri, Protezione civile e Polizia Municipale, Fondazione Dominato Leonense e tutte le persone che si sono attivate per ospitarci presso la chiesetta di S. Nazaro e Celso, S. Bernardo a Mirabella e S. Michele a Milzanello dove purtroppo causa la pioggia non siamo riusciti ad arrivare, tutto è andato benissimo.

Pensiamo di proporre l’iniziativa anche il prossimo anno, probabilmente in tarda primavera quando il clima invita alle passeggiate.

Nel frattempo, le Acli provinciali con Fabula Mundi (Percorso di geopolitica) e Ipsia propongono a livello zonale tre incontri, che si terranno presso la nostra sede di via Collegio a cadenza settimanale partendo dalla seconda metà di Febbraio 2018. Gli argomenti trattati sono di stretta attualità e ci aiuteranno a comprendere meglio la sempre più complessa situazione politica internazionale.

Vi invitiamo pertanto fin d’ora a partecipare a queste serate di approfondimento.

Ricordando che il prossimo Gennaio verrà aperta la nuova campagna tesseramenti e rinnovi, i membri del consiglio direttivo ringraziano tutti coloro che hanno dimostrato fiducia e ci hanno seguiti in questo anno e colgono l’occasione per esprimere a tutti gli auguri di Buon Natale e Buon 2018.

A nome del Consiglio Direttivo del circolo
La Presidente Wilma Bonetti

Incontro zonale di formazione per catechisti – 22 novembre 2017

La ripresa dell’incontro tenuto dal prof. Giuseppe Mari nell’incontro zonale di formazione per catechisti tenutosi il 22 novembre 2017 presso l’Oratorio.

Lavori di manutenzione del parco giochi

LAVORI:

Castello con scivoli vari, tunnel ecc:
manutenzione completa, con sostituzione di tutti i pezzi logorati o mancanti € 600,00
Altalene n° 2: manutenzione completa € 300,00 Sostituzione n° 1 seggiolino a gabbia € 140,00
Panchine n°4: manutenzione completa
più sostituzione tavole rovinate, marcescenti o mancanti € 400,00
Palestra: manutenzione completa € 400,00
Giochi a molla n°2: da fissare e rimettere a posto con un disco di fissaggio nuovo € 150,00
Gioco a molla doppio: manutenzione completa € 70,00
Pavimentazione: sistemazione circa 25 mt.q. di pavimentazione in gomma,
(togliere la pavimentazione, pulire e rimettere mattonelle, fissare il bordo con tasselli) € 250,00
Eventuale rimozione della giostrina azzurra verrà valutata al momento.
Totale generale € 2.310,00 + IVA

NB per manutenzione di un gioco si intende: pulizia generale, carteggiatura con rotolevigatrici aspiranti, fissaggio di tutta la bulloneria, sostituzione di tutti i pezzi rovinati o marcescenti, serraggio bulloneria, pulizia delle varie scritte, riverniciatura con impregnanti o smalti appositi atossici originali.

Parco Oratorio

Realizzazione ad opera della ditta: FOR-GARDEN SOC.COOP.A.R.L. via De Gasperi 36 – 25057 Sale Marasino (BS) Ditta certificata per la manutenzione.

A questo, sempre per il parco, va unita la realizzazione della pavimentazione in gomma per sistemazione e ricollocazione tavoli in legno; movimento terreno e semina. Questa parte è svolta gratuitamente da volontari.

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COGLIAMO L’OCCASIONE per invitare tutti ad un uso corretto dei giochi e delle strutture dell’Oratorio, a prendervi cura anche del riordino e della sistemazione quando qualcosa è fuori posto.
Ricordiamo di parcheggiare le biciclette e i motorini nell’apposita zona all’ingresso.
Un buon utilizzo permette meno costi di manutenzione, e soprattutto sentiamo le cose sempre più nostre.
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Le Faine – Documentario sull’immigrazione

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“Siamo sempre lo straniero di qualcun altro”. La frase di Tahar Ben Jelloun fa ragionare sul senso del termine “straniero” e riguardo al suo utilizzo. Ormai la globalizzazione e tutto ciò che comporta, come una rete commerciale internazionale ci dirige verso una concezione di cittadinanza e appartenenza globale. Questo fenomeno non è del tutto nuovo alla Storia, infatti quando Socrate, nel pieno dell’età classica, affermava “Sono un cittadino, non di Atene o della Grecia, ma del mondo” poneva le basi per lo sviluppo della globalizzazione che continuò nell’età ellenistica con la diffusione della cultura e del pensiero greco grazie alle conquiste di Alessandro Magno. In seguito anche l’impero romano svolse un importante ruolo a riguardo, con per esempio la Constitutio Antoniniana del 212 d.C. che assicurò a tutti gli abitanti dell’impero la cittadinanza romana. Anche i flussi migratori non sono però estranei alla Storia. Intorno al IV-V secolo d.C. infatti la società romana fu protagonista della migrazione di popolazioni barbare provenienti dal nord Europa. In un primo momento crearono confusione e disordini tuttavia il connubio tra i due popoli fu fondamentale per l’avvento del Medioevo.

Sappiamo quindi che i flussi migratori e la globalizzazione sono eventi ciclici nella storia, ma per capire ciò che sta accadendo in questo periodo abbiamo deciso di creare un video nel quale presentare diverse opinioni a riguardo. Non abbiamo la pretesa di trovare delle soluzioni anche perché necessiterebbe di maggiori informazioni e riflessioni. Il nostro scopo è invece quello di confrontare idee per meglio comprendere questo aspetto e offrirvi spunti di riflessione.

Guarda il backstage!

La santità famigliare nell’esperienza del lavoro

Tavola rotonda internazionale dell’ IMF il 31 maggio a Brescia in Cattedrale

Il tessuto ecclesiale e sociale bresciano ha espresso grandi persone che hanno operato per migliorare la vita famigliare e dei luoghi lavorativi. Per questo ne sono state scelte tre, le cui vite sono state raccontate ai convegnisti internazionali con un dvd disponibile: S. Maria Crocifissa (Paola) Di Rosa, S. Arcangelo Tadini, il Beato Giuseppe Tovini. Nella sua comunicazione introduttiva alla Tavola Rotonda Fulvio De Giorgi si è soffermato sulle trasformazioni storico-sociali che l’Europa ha vissuto e sta vivendo, che sono epocali anche in riferimento al vissuto familiare. Ha citato la Caritas in Veritate n. 36 per chiarire la sfida odierna “fatta emergere dalle problematiche dello sviluppo in questo tempo di globalizzazione e resa ancor più esigente dalla crisi economico-finanziaria, è di mostrare, a livello sia di pensiero sia di comportamenti, che… nei rapporti mercantili il principio di gratuità e la logica del dono come espressione della fraternità possono e devono trovare posto entro la normale attività economica. Ciò è un’esigenza dell’uomo nel momento attuale”.

Qui si gioca la santità famigliare, perché la logica della gratuità e del dono appartengono al DNA costitutivo della coniugalità e dell’essere famiglia. E “l’icona efficace di questa santità è la povertà: non come mancanza di risorse ma come scelta di generosità; non come un non avere l’essenziale, ma come dare anche l’essenziale”. Una povertà che è sobrietà, legame disinteressato, reciprocità. É un consiglio evangelico per tutti. La famiglia che tende a questo stile di vita è un dono alla Chiesa, alla società, all’ambito sociale e lavorativo.

I coniugi Carlo e Maria Carla Volpini che facevano da moderatori, sul lavoro hanno proposto un testo del filosofo libanese cristiano-maronita K. Gibran e sottolineature dalla GS e dalla Laborem Excercens, affermando che la crisi attuale è anche un richiamo alla conversione del modo di vivere, una possibilità di riconsiderare il senso del lavoro e riposizionarlo in rapporto alla famiglia. Hanno lasciato due domande aperte: – esiste ancora il concetto di lavoro come condivisione per un bene comune? – Come cristiani quali interrogativi dobbiamo porci rispetto al nostro modo di pensare e vivere il lavoro, quali cambiamenti favoriscono la necessaria “conversione” nel rapporto famiglia, lavoro e festa?

Sono seguite le belle testimonianze di due coniugi. Maria Rosa e Alejandro Scarano, dall’Argentina. Hanno trasmesso il valore di un lavoro, anche di responsabilità, vissuto come servizio che permette di sperimentare il Bene e praticare l’Amore, perciò d’incontrare Dio. Vivere così il lavoro lo fa abitare dalla speranza, alimenta il senso di appartenenza e di solidarietà, di amicizia in Cristo, tra persone che passano a volte la maggior parte del tempo fuori casa. É un lavoro che umanizza.

I coniugi Marielle ed Eric Barthelemy, francesi, con la loro esperienza hanno raccontato il valore della preghiera per il discernimento famigliare sulle scelte lavorative, dell’affidarsi alla chiamata di Dio, anche quando essa comporta trasferirsi con tutta la famiglia per due anni in un altro Continente, dell’essere spogliati dalle proprie abitudini e confort. L’importanza di ascoltare le domande dei figli (“noi cosa facciamo per gli altri?”) e l’importanza di lasciarsi cambiare dagli incontri e dalle esperienze che vengono fatte anche in merito al rapporto tra famiglia, lavoro e festa. Per comprendere che anche la Francia è terra di missione.