San Giuseppe | I Santi dell’Abbazia

Oggi ci troviamo di fronte ad un maestoso altare, come lo è altrettanto la figura del santo cui lo stesso è dedicato. San Giuseppe, sposo della Vergine Maria e padre putativo di Gesù; patrono di tutti i papà e per noi potente intercessore.

Accompagnamento musicale ad opera di Paolo.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano

Solidali nel lavoro, solidali nella preghiera per il lavoro! L’Ufficio per l’impegno sociale propone una traccia di preghiera e un video per pregare insieme in occasione del primo maggio 2020, la festa di S. Giuseppe lavoratore

Solidali nel lavoro, solidali nella preghiera per il lavoro!

Il lavoro è una dimensione fondamentale della nostra vita. “In questo tempo di incertezza e di paura – spiega suor Italina Parente, vice direttore dell’Ufficio per l’impegno sociale – ne sentiamo con forza l’importanza ed il valore. In occasione della festa di S. Giuseppe lavoratore, siamo soliti ritrovarci a pregare con il nostro Vescovo. Quest’anno non è possibile stare assieme in un’azienda, ma dalle nostre case possiamo trasformare la nostra Diocesi in un grande laboratorio ed essere solidali nella preghiera per il lavoro”.

Introduzione

Sospesi nell’incertezza. È questa la condizione in cui ci sentiamo immersi a causa della pandemia del covid 19. E tutto quello che non sappiamo alimenta la nostra insicurezza e moltiplica le nostre domande.

In che condizioni sarà il settore del turismo, della ristorazione, il mondo della cooperazione e il Terzo settore, la filiera dell’agricoltura e del settore zootecnico, le ditte che organizzano eventi, il settore della cultura, le piccole e medie imprese che devono competere a livello globale? Quanti non riusciranno a ripartire e quanti rischieranno di rimanere senza lavoro? In che modo dovremo vivere il nostro lavoro? Sono solo alcune delle domande che si ripetono in noi.

Insieme dobbiamo abitare le domande per imparare ad assumere uno sguardo diverso, definire nuove priorità e scegliere la direzione in cui andare.
Alcune luci che ci aiutano ad orientarci possiamo intravederle nel nostro vissuto recente.

In questo tempo abbiamo avuto la possibilità di riscoprire l’unità della famiglia umana, di vedere come necessariamente servono risposte coordinate perché tutto è connesso e nessuno può pensare di cavarsela da solo.

Abbiamo sperimentato la fragilità smascherando l’illusione di poter trovare una soluzione tecnica a tutto, senza scomodarci più di tanto e in tempi brevi; abbiamo constatato l’importanza della qualità del legame che ci unisce e come la vita di ciascuno sia affidata alla responsabilità degli altri.

Abbiamo visto come l’etica nel lavoro fa la differenza. In tutti coloro che hanno continuato a svolgere il proprio lavoro con grande professionalità e dedizione, in tutti coloro che hanno cercato in ogni modo di evitare che qualcuno rimanesse indietro, in ogni uomo e donna che con responsabilità e creatività hanno cercato di mettersi in gioco superando la mera logica del guadagno e del benessere personale abbiamo riscoperto una risorsa fondamentale: la fiducia, la fondamentale fiducia nella vita che consente alle persone di impegnarsi.

Ci siamo concretamente accorti che il lavoro non è solo un modo per guadagnare. Ci sono domande di senso che vanno al di là del reddito; Il lavoro ha un significato antropologico e sociale, è ambito di espressione di senso e di valori, di umanità. C’è di mezzo la vocazione di ciascuno! In quella originaria vocazione al lavoro trova ragione il nostro voler accogliere questo tempo di crisi come tempo “che ci obbliga a riprogettare il nostro cammino, a darci nuove regole e a trovare nuove forme di impegno, a puntare sulle esperienze positive e a rigettare quelle negative. La crisi diventa così occasione di discernimento e di nuova progettualità» (Caritas in veritate 21).

Abbiamo bisogno di uno sguardo nuovo, che ci consenta di trovare la forza di allontanarci da modelli di sviluppo e concezioni dell’economia che alimentano disuguaglianze, esclusioni e degrado ambientale. Abbiamo bisogno di una spiritualità che dia forma ad una resistenza di fronte all’avanzare del paradigma tecnocratico (LS 111).

Ed è per questo che nella festa di S. Giuseppe lavoratore, nella festa del lavoro, vogliamo pregare. Preghiamo non per fuggire dalla realtà, non per eliminare l’incertezza, ma per guardare a Gesù ed imparare un modo di stare al mondo e nel lavoro, per imparare a farci prossimo, a vivere la nostra fragilità con uno sguardo nuovo, capace di trasformarla in strumento per trasmettere l’amore incondizionato per ogni essere umano e per ogni creatura. La crisi solo così non ci ruberà la speranza, la possibilità di un nuovo inizio. In occasione della festa di S. Giuseppe lavoratore, siamo soliti ritrovarci a pregare con il nostro Vescovo. Oggi non è possibile stare assieme in un’azienda, ma possiamo trasformare la nostra Diocesi in un grande laboratorio e unire la preghiera che esce dalle nostre case per formare un intreccio di grazia che attraversa ogni luogo.

G: Ci ritroviamo nel nostro angolo di preghiera, accendiamo una candela e apriamo la Bibbia, per rischiarare le tenebre dell’incertezza, del dubbio e della paura in cui ci sentiamo avvolti. Accanto mettiamo un oggetto simbolo del nostro lavoro e un contenitore vuoto che esprime le mancanze di cui soffre il mondo del lavoro in questo tempo. Favoriamo il silenzio fuori e dentro di noi….
Ci lasciamo abbracciare dal segno della nostra salvezza
T. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen
G: I discepoli dissero a Gesù “Signore, insegnaci a pregare” e Gesù consegnò loro le parole del Padre nostro. Con queste parole, nella ricorrenza del primo maggio, dalle nostre case, affidiamo a Dio le preoccupazioni e le speranze del mondo del lavoro.

Padre nostro

G. Ci rivolgiamo a te, nostro Dio e ti chiamiamo Padre. Ci mettiamo davanti a te, fonte di ogni vita e ti lodiamo perché nella consapevolezza di essere tuoi figli comprendiamo la verità della nostra esistenza: la felicità è possibile per tutti e per ciascuno solo vivendo da fratelli.
T. Dio -Padre creatore, Spirito sempre all’opera, Cristo Gesù carpentiere a Nazareth- come figli, creati a tua immagine, fa che possiamo assomigliarti costruendo relazioni sociali ed economiche giuste, fondate sul lavoro, solidali tra i popoli, in armonia con la natura, capaci di alleanza tra generazioni.

Che sei nei cieli

G. Una distanza, che, in questo tempo, a volte sentiamo incolmabile!
L’isolamento e il non poter incontrare i colleghi di lavoro amplifica la nostra solitudine. La mancanza della scansione abituale delle nostre giornate ci lascia smarriti ed irrequieti. L’aver perso la nostra attività lavorativa ci schiaccia sotto lo spettro della povertà e dell’incertezza. L’incognita di come sarà il lavoro di domani ci paralizza in un presente senza tempo in cui prevale il nostro sentirci inadeguati. Il sacrificio di tante persone morte sul luogo di lavoro, uomini e donne che hanno offerto la vita compiendo il loro dovere, interpella il senso della nostra esistenza.
T. Padre del cielo e della terra rendici capaci di abitare la complessità del nostro tempo. Donaci la pazienza di attendere che le lacrime puliscano i nostri sguardi e il coraggio di lasciarci convertire dalla storia, già toccata dal tuo cielo.

Sia santificato il tuo nome

G. Sono tanti i lavoratori e le lavoratrici che con competenza e dedizione compiono il loro servizio e rendono visibile un amore che ci supera, in particolare i medici, l’intero personale sanitario e ausiliario, gli operatori dei servizi e delle attività essenziali, gli agenti delle Forze dell’ordine, la Protezione Civile, gli scienziati, i ricercatori, le imprese che hanno riconvertito la loro produzione, gli amministratori e i governanti.
T. Padre Santo, nella gioia di un lavoro ben fatto, donaci di sperimentare la bellezza della nostra santità.

Venga il tuo Regno, sia fatta la tua volontà

G. Noi crediamo nel tuo regno, Padre, anche dove e quando è difficile vederlo.
Esso cresce misteriosamente, per tuo dono e per la buona volontà non solo degli altri ma anche mia. Non possiamo dimenticare la sofferenza di chi ha cessato l’attività, la precarietà di tanti contratti, lo sfruttamento dei poveri, l’inequità delle condizioni lavorative e retributive, la disperazione e l’apatia di chi non sa più perché vivere e perché morire.
T. Padre buono, ti ringraziamo per i tanti volontari impegnati ad alleviare le difficoltà delle persone più fragili, per quanti hanno elargito beni e denaro con generosità. Vogliamo non accomodarci sui nostri divani e con profondo senso civico ci impegniamo a vivere tutta la solidarietà che ci è possibile. Sostieni la nostra creatività per trovare nuove forme di solidarietà capaci di realizzare il tuo Regno.

The Sun: Lettera da Gerusalemme

Dacci oggi il nostro pane quotidiano

G. Abbiamo fame e tanta gente ha più fame di noi.
Fame di pane, anzitutto. Fame di affetto e amore, di speranza e futuro. L’esperienza ci insegna che il pane sovrabbonda per tutti e su nessuno grava la vergogna della povertà, se ciascuno ha accesso al sapere e al lavoro e le ricchezze sono equamente distribuite.
T. Padre provvidente, vogliamo crescere nella capacità di collaborare e di renderti grazie per il lavoro ed il pane di ogni giorno.

Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori

G. Spesso prevale il nostro egoismo, siamo troppo sicuri di quello che facciamo e pensiamo, ci illudiamo che il nostro benessere possa sussistere senza il rispetto di quello altrui e di tutta la creazione. Contrapponiamo beni come il profitto, la salute, il lavoro, la previdenza, la famiglia, la vita… senza rispettare la loro connessione e la gerarchia di servizio che li lega.
T. Padre misericordioso, illumina le nostre coscienze, dona autenticità evangelica alle nostre scelte, fa che le nostre azioni siano segni di riconciliazione in noi e nelle relazioni con tutto il creato.

Non ci abbandonare alla tentazione

G. Siamo presi dalla tentazione di considerare questo tempo di pandemia un incubo da cui poterci svegliare per tornare alla vita di prima.
La nostalgia e il rimpianto del nostro ordinario accrescono la presunzione di bastare a noi stessi e ci sviano verso la ricerca di note, seppure effimere, sicurezze che ci mettono in spietata competizione tra singoli e tra popoli.
T. Padre della storia, scegliamo di stare dentro questo tempo, senza sottrarci alla nostra fragilità nel comprendere, senza affrettare soluzioni preparate secondo vecchie ricette e lasciando spazio alla novità che attraverso di noi vorrai generare.

Liberaci dal male

G. Ti chiediamo che il male non vinca dentro di noi e contro di noi. Liberaci dalle strutture di peccato che imprigionano nella cupidigia i nostri sistemi economici e finanziari.
T. Padre onnipotente, sostieni le imprese che hanno il coraggio di scelte etiche, che sostengono l’innovazione, che assieme al profitto promuovono la sostenibilità sociale ed ambientale. Rafforza l’opera di tutti gli uomini e le donne che hanno il coraggio di essere profeti di uno sviluppo integrale e solidale.

Canto: Il mio futuro vive dentro te

ACLI Leno

Anche le Acli bresciane sono chiamate a riflettere sulle motivazioni del nostro operato come associazione di lavoratori. Si è iniziato con l’Assemblea Ordinaria dei Soci, presieduta dalla vicepresidente provinciale Stefania Romano, domenica 26 gennaio alle ore 10:00, che che ha previsto la discussione dei documenti programmatici, l’approvazione del bilancio di esercizio 2019, e l’elezione del consiglio di presidenza del circolo che è giunto alla fine del mandato.

Il 1° Maggio, giorno di festa per i lavoratori, dopo la S. Messa, ci sarà la distribuzione delle tessere seguita da un momento conviviale a cui siete tutti invitati.
Come consiglio uscente ringraziamo tutti i nostri tesserati per il loro caloroso sostegno che non è mai mancato, tutti coloro che in vari modi si sono adoperati per la buona riuscita delle iniziative che di volta in volta abbiamo proposto, tutti i partecipanti alle nostre attività e tutti coloro ci hanno aiutato e sostenuto soprattutto nel primo periodo del nostro mandato. Ricordiamo in particolare Don Giovanni Palamini, prezioso assistente spirituale, sempre disponibile a sostenerci e a spronarci nei momenti di difficoltà, Gianpaolo, segretario perfetto, e Giulia con Pietro, che con la loro grande esperienza e maturità ci hanno fatto da angeli custodi: grazie!

Siamo sicuri che il loro sostegno sarà garantito anche al nuovo Consiglio a cui facciamo i più sinceri auguri di buon lavoro per i prossimi quattro anni.
PS. Ricordiamo che nel mese di giugno riprendono le nostre passeggiate serali: fatevi trovare pronti e allenati!!!

Wilma Bonetti e il consiglio del circolo Acli di leno

Rosario e Pensiero

Mcl ripropone “Rosario e Pensiero” il lunedì, una volta al mese, dalle 18.30 nella chiesa di San Luca. L’inizio il 5 novembre con il Vescovo. 40 minuti di spiritualità e riflessione

Il 16 ottobre del 2002 Giovanni Paolo II pubblicava la Lettera apostolica Rosarium Virginis Mariae, invitando la comunità cristiana a riscoprire la ricchezza della preghiera del Rosario, spiegandone i contenuti teologici e i valori spirituali, rilanciandola con l’aggiunta di cinque nuovi misteri (i Misteri della luce) e proclamando l’Anno del Rosario.

“Il Rosario – affermava Wojtyla – se riscoperto nel suo pieno significato, porta al cuore stesso della vita cristiana ed offre un’ordinaria quanto feconda opportunità spirituale e pedagogica per la contemplazione personale. Il motivo più importante per riproporre con forza la pratica del Rosario – scriveva Wojtyla – è il fatto che esso costituisce un mezzo validissimo per favorire tra i fedeli quell’impegno di contemplazione del mistero cristiano”. Il 19 ottobre del 2008, al santuario di Pompei, Benedetto XVI ebbe a dire: “Il rosario è scuola di contemplazione e di silenzio. A prima vista, potrebbe sembrare una preghiera che accumula parole, difficilmente quindi conciliabile con il silenzio che viene giustamente raccomandato per la meditazione e la contemplazione. In realtà, questa cadenzata ripetizione dell’Ave Maria non turba il silenzio interiore, anzi, lo richiede e lo alimenta… il silenzio affiora attraverso le parole e le frasi, non come un vuoto, ma come una presenza di senso ultimo che trascende le parole stesse e insieme con esse parla al Cuore”.

Papa Francesco più volte ha ripetuto l’invito alle famiglie e a tutti credenti a pregare con il Santo Rosario, come la Madonna ha chiesto a molti Santi, promettendo la sua protezione speciale e grandissime grazie: “Il Santo Rosario, la preghiera a Gesù e alla Vergine Maria, la preghiera fatta insieme, è un momento prezioso per rendere ancora più salda la vita familiare e l’amicizia! Impariamo a pregare di più in famiglia e come famiglia!”. È agli inizi del XII secolo che la preghiera dell’Ave Maria (già conosciuta dalle prime comunità cristiane ancor prima del secolo XII) viene litanicamente recitata per 150 volte, soprattutto nei monasteri, in alternativa al salterio biblico, per favorire l’orazione dei monaci illetterati.

Il Movimento Cristiano Lavoratori ripropone anche quest’anno “Rosario e Pensiero”: 40 minuti di spiritualità e riflessione sui temi sociali e del lavoro. Quando? Il lunedì, una volta al mese, dalle 18.30 nella chiesa di San Luca in via San Martino della Battaglia. Il primo incontro è il 5 novembre (in diretta video su Super Tv) con il vescovo Pierantonio sul tema “La santità nel mondo del lavoro”. Nel secondo appuntamento, il 10 dicembre, interviene Luciano Zanardini su “Etica nel mondo virtuale tra i lavoratori”. Il 21 gennaio tocca al manager Carlo Contri parlare del lavoratore nell’industria 4.0. Su “Lavoro autonomo e lavoro dipendente: le prospettive” porta il suo contributo Emmanuele Massagli,presidente Adapt. Il 18 marzo, don Walter Magnoni, direttore della pastorale sociale della Lombardia, propone alcune considerazioni per un discernimento etico circa alcuni aspetti dell’attuale sistema economico. Il 13 maggio, infine, si parla di famiglia e lavoro con Luisa Pomi e Federico Plebani, collaboratori del progetto Mistero Grande. Per avere ulteriori informazioni, si può contattare il numero 0302807812.

Circolo ACLI di Leno

Il circolo Acli di Leno, in collaborazione con le Acli provinciali e di Ipsia Brescia Onlus, ha organizzato due incontri, con dibattito, riguardanti:

  1. L’America di Trump e lo sviluppo del Presidente;
  2. L’attuale situazione in medio oriente;
  3. L’Africa e i flussi migratori.

 Il primo incontro è stato trattato da Claudio Gandolfo, giornalista ed esperto di geopolitica; il secondo, invece, da Valerio Corradi, docente di Sociologia presso l’Università Cattolica di Brescia. In sintesi: l’obiettivo dei due relatori, sui tre temi trattati, è stato quello di ricercare qualche bandolo interpretativo analizzando attentamente, con professionalità ed esperienza, tutti i molteplici problemi, dal passato al presente, in una situazione internazionale sempre più ingarbugliata, complessa e, talvolta, difficile da decifrare.

1) L’America di Trump: a onor del vero, i suoi effetti, in prima analisi, sono già noti ma meglio si potrà vedere nel medio periodo anche se nulla più sarà come prima.

2) Il Medioriente: attualmente, appare senza futuro: migrazioni e terrorismo jihadista alimentano i populismi e rischiano di spezzare l’Europa non ancora stabilizzata e la globalizzazione appare in crisi.

3) L’Africa e flussi migratori: da sempre martoriata, in buona parte, da guerre, fame e miserie e di flussi migratori che, oggi, sono ormai costanti anche se, gradualmente, si evidenziano alcuni segnali in positivo per una graduale crescita di sviluppo e di sostegno.

A questa popolazione, In particolar modo, non manca la solidarietà e l’aiuto da parte di religiosi e associazioni di volontariato non profit che stanno portando aiuti economici e personale per l’insegnamento nel mondo del lavoro e l’aiuto per la costruzione di scuole e ospedali in aggiunta a medici specializzati per le cure con l’auspicio che, tali iniziative, possano generare, in futuro, crescita e sviluppo e, nondimeno, fiducia e speranza.

Infatti, Papa Francesco, sui poveri e sui bisognosi, in generale, nell’attuale e globale crisi antropologica in cui viviamo, è ritornato più volte sul tema e, non a caso, nel maggio 2015, in Vaticano, in Audizione per gli aclisti, ha ricordato e chiesto all’associazione di accorpare le storiche fedeltà in una nuova attenzione a queste persone in coerenza, innanzitutto, con le nostre fedeltà alla dottrina sociale della chiesa.

Per il circolo Acli di Leno.
Pietro Fracassi