Itinerario di Fede in preparazione al matrimonio

Pubblichiamo alcune considerazioni che ci hanno inviato alcuni partecipanti al corso zonale in preparazione al matrimonio che si è svolto a Leno, nel mese di aprile e maggio scorsi. Un cammino che è stato vissuto con una grande consapevolezza dei temi trattati e della scelta vicina del matrimonio e con un clima molto familiare che fin da subito si è creato durante le serate.

Condivisione è la parola che meglio ha rappresentato il percorso in preparazione al matrimonio. É stata un’esperienza unica che ci ha arricchito e ci ha insegnato l’importanza del dialogo di coppia. Grazie di cuore a tutti coloro che ci hanno ascoltato, supportato e accompagnato in questo percorso, ve ne siamo immensamente grati!

Marta e Davide

All’inizio di giugno si è concluso il percorso di preparazione al matrimonio attraverso la celebrazione della Santa Messa. Molte coppie vi hanno partecipato come un ringraziamento e un arrivederci alle persone conosciute in questa nuova esperienza comunitaria. Eravamo ventotto coppie con ventotto storie diverse e altrettanti modi differenti di affrontare la vita ma con la stessa voglia di mettersi in gioco in questo cammino. Per una coppia che decide di sposarsi, il dover partecipare a un corso prematrimoniale è spesso fonte di perplessità: “Come si svolgerà?  Sarà noioso? Ci saremo solo noi due o anche altre coppie?” Questi sono alcuni degli interrogativi di due fidanzati che si accingono ad affrontarlo. La finalità principale dei dodici incontri è stata quella di invitarci a fare delle riflessioni sul significato del matrimonio in Chiesa, sulla consapevolezza e le responsabilità della nostra scelta e soprattutto sul ruolo fondamentale di Dio in questa nostra unione. Abbiamo preso maggiore consapevolezza che scegliere il rito cattolico non vuol dire solo sposarsi nel Signore, ma è sposare il Signore. Gli incontri sono stati guidati da Don Ciro che si è avvalso della preziosa collaborazione di altre persone, soprattutto quando si è parlato di esperienze di vita coniugale dal punto di vista religioso, affettivo e legale. Il suo intento è stato fin da subito quello di renderci parte attiva delle discussioni, soprattutto nei momenti di gruppo dove, dopo un’iniziale timidezza, c’è stata sempre maggiore partecipazione da parte nostra, fino a crearsi un’atmosfera più distesa e amicale. Insomma, sono stati incontri molto piacevoli e arricchenti, mai banali. Ringraziamo Don Ciro per aver reso queste serate molto piacevoli e interessanti, i professionisti per le preziose riflessioni e informazioni e, ultimi ma non meno importanti, i nostri animatori per averci aiutato e spronato a riflettere e a condividere le nostre opinioni, anche attraverso delle sane risate. Un augurio speciale a tutte le coppie: che il matrimonio sia per tutti noi l’inizio di una vita ricca di amore e felicità!

Alice e Stefano

Ho iniziato il corso con mille dubbi, con la voglia sotto i piedi, proprio convinto non di buttare le mie serate, ma quasi. Un dubbio lo avevo e quel dubbio è stato spazzato via dopo neanche la fine del primo incontro. A quasi 40 anni ho deciso di sposarmi, e pensavo ormai di averle viste tutte, sentite tutte, ma una cosa importantissima avevo sottovalutato: non le avevo affrontate a dovere. Ormai non sono più un ragazzino, ma il confronto con gli altri futuri sposi mi è servito moltissimo e gli incontri…beh gli incontri che mi aspettavo completamente e totalmente religiosi sono stati semplicemente e giustamente arricchiti dal tema della fede. 

Si perché i temi del matrimonio vengono discussi serenamente, sia da parte dei sacerdoti presenti che dagli animatori.

Il matrimonio è una cosa seria, tra bassi (tanti bassi!!) e alti, tra litigi e preoccupazioni, tra indecisioni e dubbi, tra perplessità e insicurezze, ma anche tra divertimento e vicinanza, tra rassicurazioni e presenza, tra amore e felicità.

Importante dirvi, amici miei, che ho capito di quanto sia importante la persona vicina a noi stessi, la sua presenza, le sue parole e il dialogo sono fondamentali per costruire quello che tutti noi chiamiamo famiglia. E non solo costruirla, ma mantenerla nel tempo. Come si dice? Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare? Ho davvero compreso che dialogo, confronto e sincerità aiutano, e non poco. Grazie a Chiara, la mia futura sposa, ho imparato questi concetti, ad affrontarli, a superarli, e grazie al corso ho capito come perfezionarli ed ora sono sempre qui sempre fissi nella mia mente. Si ma non credete che sia tutto rose e fiori… mentre scrivo penso a ieri sera: abbiamo avuto un litigio, ma credo che se lo abbiamo superato in una mezzora, è solo grazie all’amore, al dialogo e alla sincerità tra di noi. Di questo itinerario di fede posso solo aggiungere che il corso è un bellissimo viaggio sia dentro sé stessi, che di coppia mano nella mano, insieme e a confronto con altre coppie, tutti allo stesso livello, sia i partecipanti, che i sacerdoti, animatori e relatori. Peccato sia già terminato, ma non vedo l’ora di poter rivedere queste persone e di incontrarne di nuove, come si dice? La vita è un viaggio meraviglioso!

Stefano

Il corso dei fidanzati? un’esperienza unica che ti permette di confrontarti con il partner e con altre coppie, che ti porta a condividere realtà diverse dalla tua, che ti porta talvolta anche a discutere, anche animatamente, e a metterti in discussione. La riflessione spirituale sicuramente non ti dà la certezza di cosa sarà il tuo futuro ma è l’aiuto giusto per iniziare il cammino insieme. Quando si parla di corso prematrimoniale tutti storcono il naso, tutti dicono che barba che noia, tutti lo fanno… e adire il vero compresi noi! Oggi a distanza di un mese dalla sua fine proprio noi…rimpiangiamo che sia finito! Si perché non passa giorno che non ci mettiamo a riflettere sul nostro operato. Non passa giorno in cui ricordiamo quelle settimane passate con la voglia che arrivasse il giorno per andare agli incontri, non passa giorno in cui noi cerchiamo di rivivere l’esempio che gli altri ci hanno dato, cercando però di essere noi stessi di essere Chiara e Stefano, perché prima del corso pensavamo di voler essere forti, di avere un costante dialogo, di voler crescere insieme, di poter superare le difficoltà, di essere una sola famiglia. Ora ci prepariamo ad affrontare il matrimonio consapevoli che NOI con il Signore siamo la nostra forza, NOI siamo il nostro dialogo, NOI cresceremo insieme, NOI supereremo le difficoltà, NOI siamo la nostra famiglia. Ecco a cosa serve il corso a farti credere nel NOI. Certamente non sarà sempre semplice ma NOI ce la metteremo tutta, certi che Qualcuno dall’alto ci veglierà e aiuterà, e quindi sarà ancora più bello.

Chiara 

Insieme verso il Matrimonio – Autunno 2019

Zona Pastorale San Salvatore

INSIEME VERSO IL MATRIMONIO

itinerario di formazione per coppie di fidanzati

Sede:

  • Gli incontri si terranno alle ore 20,30 presso l’Oratorio “San Luigi” – via Re Desiderio, 37 Leno (BS).

Metodologia:

  • Momenti di preghiera, di ascolto, di riflessione, di fraternità.
  • Lavori di gruppo.
  • L’itinerario è animato da un sacerdote e da alcune coppie di sposi, avvalendosi anche dell’intervento di esperti nella consulenza matrimoniale e familiare

Contributo:

  • Il contributo richiesto è di € 50,00 la coppia

DATE:

  • Ottobre: 1 – 3 – 8 – 10 – 15 – 17 – 23 – 24 – 29 – 31
  • Novembre: 2, ore 18.30 in Chiesa Parrocchiale

Per loro natura gli incontri richiedono partecipazione assidua e continua.

Referente:

don Ciro Panigara – Leno;
tel.: 329 3822142.

Il modulo di iscrizione è disponibile nella pagina materiale.

Paolo VI, i bambini e la santità

A partire da sabato 7 aprile fino a domenica 13 maggio si snoderà al Centro pastorale Paolo VI (via Gezio Calini, 30 a Brescia) un itinerario artistico – spirituale – testimoniale attraverso il quale si intende presentare la speciale attenzione che papa Paolo VI ha sempre riservato ai piccoli. L’intervista a don Giorgio Comini.

Nel percorso di avvicinamento alla tanto attesa canonizzazione di Paolo VI non poteva mancare una pagina dedicata al rapporto tra il Papa bresciano e i più piccoli. Un’attenzione probabilmente suggerita anche dal fatto che, a definitiva prova della santità del Papa bresciano, ci sono un adolescente americano e una bambina veronese di tre anni, guariti grazie alla sua intercessione quando erano ancora nel grembo materno. A scrivere questa nuova pagina è l’Ufficio per famiglia che con “I piccoli nel cuore di Papa Paolo VI” ha pensato a un itinerario artistico-spirituale-testimoniale attraverso il quale si intende presentare la speciale attenzione che papa Paolo VI ha sempre riservato ai piccoli.

Tutto questo avverrà attraverso la proposta di una mostra “Ad occhi chiusi” dello scultore Alfonso Fortuna, la presentazione di un libro “La farfalla e l’aquilone” di don Giorgio Comini (direttore dello stesso ufficio), diversi laboratori artistico-esperienziali per i bambini e una tavola rotonda, con alcune associazioni bresciane che lavorano a servizio dei bambini in difficoltà.  “La nostra proposta – sottolinea don Giorgio Comini −nasce come sorta di omaggio, di ringraziamento per l’ormai certa canonizzazione del Papa bresciano (la data esatta sarà comunicata con il Concistoro del prossimo mese di maggio, ndr) e il conseguente pieno riconoscimento della sua santità. Con il tempo, però, si è fatta anche strada la necessità, direi l’urgenza, di sottolineare come il percorso di Paolo VI verso la santità avesse preso avvio ancora con opere compiute dallo stesso sulla terra”.

Il fatto che i miracoli attribuiti a papa Montini per la beatificazione prima e per la canonizzazione, poi, abbiamo avuto per protagonisti bambini ancora nel grembo materno è stato per il direttore dell’Ufficio per la famiglia e per i suoi collaboratori uno stimolo, un invito a rileggere quella parte del magistero, delicata e forte ma anche poco considerata, che Paolo VI dedicò alla difesa, all’accoglienza, alla tutela dei più piccoli, sin dal loro concepimento nel grembo materno.

Riscoperta. “Rileggere, riscoprire pagine che sono la prova del grande spazio che i bambini occuparono nel cuore di Paolo VI – continua ancora don Comini – ha portato a dare completezza alla nostra idea di un progetto che, valorizzando e facendo conoscere la parte del magistero di Paolo VI dedicata ai bambini, riuscisse da un lato a restituire a tutti noi la responsabilità di portarlo avanti e, dall’altro lato, ad accogliere la benevolenza di Dio, attraverso l’intercessione del Papa bresciano, per tutti quei bambini che ancora oggi vivono diverse forme di sofferenza, fisica e spirituali”. I miracoli e il magistero di Paolo VI, anche grazie a iniziativa come quella proposta dall’Ufficio per la famiglia dal 7 aprile al 13 maggio, devono allora essere letti come sollecitazioni agli uomini e alle donne di oggi perché si traducano in quelli che don Comini chiama “i veri miracoli quotidiani”, quelli che trovano concretezze nalla vita di tutti i giorni.

 Tutto questo ha trovato sintesi nel progetto “I piccoli nel cuore di Papa Paolo VI”, “un percorso – continua ancora il sacerdote − che, attraverso i diversi linguaggi della bellezza e della meraviglia che sono propri dell’arte ma anche dei bambini, aiuti a valorizzare il magistero del Papa riconosciuto santo, facendolo sempre nuovo, e permetta di comprendere che il valore della vita nascente e i legami familiari rappresentano oggi più che mai i presupposti, i fondamenti di quella civiltà dell’amore tanto cara al Papa bresciano”.

Itinerari via Crucis 2018

Di seguito sono riportati gli itinerari delle via crucis per la Quaresima.

Lunedì 19 marzo

  1. Chiesa
  2. Fam. Bertoletti, via Cavour 19
  3. Fam. Cavalli, via Ermengarda 45
  4. Fam. Chini, viale Italia
  5. Fam. Losio-Marenda, via Toscana 6
  6. Fam. Zanini, via Piemonte
  7. Fam. Braga Roberto, via Raffaello 3
  8. Fam. Sandrini Fiorenzo, via Tintoretto
  9. Fam. Bussacchini-Arrighini, via Tintoretto 23
  10. Fam. Ribaudo-Favagrossa, via Tintoretto 8
  11. Chiesetta S. Anna
  12. Fam. Marenda Pietro, via Botticelli 7
  13. Fam. Piacenza Caterina, via Modigliani 4
  14. Cap. S. Massimiliano Kolbe

Martedì 20 marzo

  1. Chiesa
  2. Fam. Tozzi-Panno, via Roma 12
  3. Fam. Reghenzi, via Re Desiderio
  4. Fam. Losio Erminia, Q.re Nazzari 2
  5. Fam. Nascimbeni Enrico, Q.re Nazzari 54
  6. Fam. Cameletti Luigi e Aldo, via Vender 21/23
  7. Fam. Sanguinetta Riccardo, via Cerutti 5
  8. Fam. Bessi Daniele, via Cerutti 35
  9. Fam. Parola-Compiani, Q.re La Famiglia 68
  10. Fam. Guerreschi Barbara, Q.re La Famiglia 18
  11. Fam. Trainini Omar, via Legnazzi 12
  12. Fam. Ceruti Pierina, via Legnazzi 8
  13. Fam. Zani Nadia, via Albini 13
  14. Oratorio

Mercoledì 21 marzo

  1. Chiesa
  2. S. Michele
  3. Fam. Del Condominio, Cascinetta Via Badia 36b
  4. Fam. Di, vicolo Fiume
  5. Fam. Bolentini-Rizzi, via Badia 59
  6. Fam. Milesi, via Beccalossi 16
  7. Statua Paolo VI – Associazione Hamici
  8. Fam. Bresciani, via Montale 43
  9. Fam. Dagani, via Pasolini
  10. Fam. Trotti Nadia, via A. Moro 2
  11. Fam. Pennati Renato, Q.re De Gasperi 10
  12. Chiesetta S. Scolastica
  13. Fam. Capoferri-Dagani, via Badia 102
  14. Cimitero

Giovedì 22 marzo

  1. Chiesa
  2. Fam. Colosio, via Repubblica 1
  3. Fam. Treccani, via 25 Aprile 15
  4. Statua Padre Pio
  5. Fam. Lanzini, via Ermoaldo 5/c
  6. Fam. Fiorini, via Galli
  7. Fam. Pasquali, via Petronace
  8. Fam. Sbarbada, via Petronace
  9. Cap. Madonna Fraternità
  10. Fam. Vaia, via Gonterio
  11. Fam. Piccioli Giancarlo, Q.re Ippodromo 12
  12. Fam. Piccioli-Trotti, Q.re Ippodromo 37
  13. Fam. Zanola Enzo, Q.re Ippodromo 51
  14. Fam. Floriani Antonia, Q.re Ippodromo 45

Venerdì 23 marzo

Rappresentazione via crucis vivente, percorso itinerante per le vie del paese di Porzano organizzata dalla parrocchia di S.Martino.

Guarda le immagini della via crucis vivente dello scorso anno.

Un pensiero sul percorso per fidanzati – Primavera 2017

Quando abbiamo iniziato l’itinerario di fede per fidanzati, mai avremmo pensato che ci saremmo arricchiti così tanto (nonostante le ottime premesse del primo incontro). Chiamarlo itinerario di fede secondo noi è forse un po’ riduttivo, in quanto, anche se fede e spiritualità sono state il fil rouge di ogni incontro, i temi affrontati hanno spaziato ampiamente tra i vari aspetti riguardanti la vita coniugale: dal lato psicologico fino a quello legale, senza tralasciare l’aspetto sessuale; facendo diventare questi 12 incontri un’ottima preparazione al Grande Passo che si compirà nella Chiesa nonché un’occasione di confronto e di maturazione personale. Inoltre tutti i relatori si sono dimostrati capaci e coinvolgenti e hanno saputo fornire spunti su cui continuare a riflettere e lavorare anche ad incontro concluso.

Un sentito ringraziamento nasce quindi spontaneo verso tutte le persone che hanno permesso questo cammino: don Ciro, gli animatori, in particolare Margherita e Mario, tutti i relatori, migliore fra tutti don Luciano, e le altre coppie che hanno seguito l’itinerario con noi. Che dire, un’esperienza che consigliamo vivamente di fare a tutti i fidanzati che intendono sposarsi.”

Alessandra e Ettore

Itinerario quaresimale: sulle orme di san Benedetto

Durante i pomeriggi delle domeniche di quaresima abbiamo potuto meditare sul tema della missionarietà della comunità cristiana alla luce di S. Benedetto, visitando tre abbazie benedettine e ascoltando le meditazioni dei monaci.

A Chiaravalle abbiamo ascoltato il Priore, Padre Stefano Zanolini, sul tema dell’ascolto della Parola per diventarne famigliari.  “Il cammino che san Benedetto propone al monaco, e al cristiano, puntualizza alcuni aspetti che vale la pena di riconsiderare. Ne prendiamo in considerazione due. Nel Prologo della Regola, san Benedetto, invita con forza ad «ascoltare con orecchie attentissime la Parola divina che ogni giorno grida a noi esortatrice: oggi se udite la sua voce non indurite il vostro cuore…» (RB Prol. 9-10).

Un primo aspetto che può sembrare scontato è che il Signore ci ha dotati di un organo per ascoltare, ad esso arriva, o facciamo arrivare di tutto. In questo contesto il modo giusto è “attentissime”, un aggettivo che indica certo un’attenzione ma che implica anche stupore; ascoltare con stupore la Parola divina. La tentazione che tutti proviamo è quella di Pietro, cioè di precederlo e non seguirlo. San Bernardo a questo proposito così si esprime: «Non lo seguono ma lo precedono quelli che alle parole del Maestro preferiscono le proprie». (Sermoni de diversis 62).

Un secondo aspetto è quello del tempo, cioè quando ascoltare la parola di Gesù? Oggi! «La Parola di Dio ogni giorno grida: oggi se udite la sua voce…». Ogni giorno, oggi. Questo vuol dire una frequentazione assidua, vale a dire quotidiana, rendere cioè abituale questo incontro, renderlo quotidiano come altre abitudini sono normali, quotidiane nella vita: la lettura del giornale, la frequentazione internet, il caffè, ecc… Il tempo che Dio dona è quello di oggi e una familiarità, in ogni ambito di vita, si radica grazie a una frequentazione costante, quotidiana che non è fatta necessariamente di ore. Il lavoro che il discepolo è chiamato a fare è esattamente quello della famiglia di Gesù, di sua madre Maria e di san Giuseppe che hanno vissuto una familiarità assolutamente unica, ma piena, quotidiana, umana e per questo esemplare per ogni discepolo”.

A Pontida abbiamo ascoltato Don Emanuel sul tema dell’apertura al fratello e al forestiero. “S. Benedetto, nella sua regola, ha un capitolo dedicato interamente all’ospitalità. Questo capitolo, il 53°, non si intitola “L’ospitalità “oppure “I monaci e l’ accoglienza” ma: “Come debbano essere accolti gli ospiti”. Dunque per S. Benedetto è molto importante la modalità (“come”) con cui si accolgono gli ospiti; infatti le persone si possono ricevere in modi differenti: in modo sbrigativo, in modo freddo, oppure facendo capire che si dà accoglienza ma col desiderio di non essere troppo disturbati. “Tutti gli ospiti che sopraggiungono, siano ricevuti come Cristo perché egli dirà: fui ospite e mi accoglieste”, riferendosi al vangelo di Matteo.

Penso che occorra partire prima di tutto da chi ci vive accanto, da coloro con cui passiamo la maggior parte del nostro tempo, ad esempio i nostri familiari, i colleghi di lavoro, coloro che conosciamo molto bene nei loro pregi e nei loro difetti e che, appunto, proprio per questi ultimi diventa più faticoso essere loro disponibili. Accogliere, in realtà, non significa immediatamente dare un alloggio a casa nostra ma, prima di tutto nel nostro cuore. Scendendo più nel concreto: se vivo con mio marito, con mia moglie, con qualunque familiare, a gomito a gomito o con un collega di lavoro senza essere disposto nei suoi confronti a fare tutto quanto farei se avessi davanti il Signore Gesù, devo ancora fare dei passi. Posso non lasciar mancare niente a mio marito, a mia moglie, al mio collega di quanto materialmente ha bisogno, ma se non gli sono vicino come fosse Gesù, se non lo accolgo nel mio cuore, non sono ancora sulla strada giusta.

S. Benedetto, poi, nel suo capitolo sul come debbano essere accolti gli ospiti, si premura di avvisare che verso i poveri e i pellegrini occorre avere particolari premure e attenzioni, perché specialmente in essi si riceve Cristo. I poveri e i pellegrini, lo si può intuire, sono coloro che hanno bisogno di tutto, che arrivano inaspettatamente, che rappresentano per noi coloro che fanno cambiare i nostri programmi, coloro che ci indispongono, che in fin dei conti ci chiedono di sacrificare qualcosa di noi stessi; chiedono in poche parole di dimenticarci, di uscire da noi stessi, di vincere un po’ il nostro egoismo, che è sempre pronto a farsi largo. Se si riesce a fare il primo passo in questo senso, se si riesce a fare il primo sforzo e a prendere coraggio mortificando noi stessi, allora si otterrà di essere veramente accoglienti proprio perché l’altro è più importante di me, per l’altro vale la pena di mettere da parte me stesso perché l’altro è Gesù”.

A Praglia abbiamo ascoltato don Sandro Carotta sul tema della centralità della Parola e dell’Eucaristia per vivere pienamente la nostra appartenenza alla Chiesa, che si riferisce a Dio come Padre. “Ascoltiamo la paternità di Dio, attraverso la preghiera del Padre Nostro, che ci riferisce Matteo 6,9-13). Abbiamo una invocazione iniziale rivolta a Dio come Padre, a cui segue la formulazione di tre grandi desideri: la santificazione del nome, il regno e la volontà di Dio. Quattro grandi domande, inerenti al pane, al perdono accolto e ricevuto, alla richiesta di non soccombere alla tentazione e alla liberazione dal male concludono la preghiera. In tutto abbiamo sette petizioni; quella centrale è relativa al “pane”, la prima e l’ultima sono poi antitetiche. Si inizia con la menzione del “Padre” e si conclude con la supplica per essere liberati dal “male”. La vita del credente è tra queste due realtà opposte: Dio e il male, il Padre e il Maligno. Come possiamo definire allora la preghiera cristiana? Una lotta. Bisogna infatti lottare affinché logiche perverse e mondane non neghino Dio nel cuore e nella vita.

Sono tre sostanzialmente le negazioni di Dio. Abbiamo l’idolatria, che fa di Dio una caricatura; l’idolatria nasce da una mancanza di ascolto e dalla pretesa di monopolizzare Dio. Vi è poi l’ateismo; nella vita del credente si manifesta quando la pratica religiosa viene abbandonata. Se è ancora tollerata (ma solo negli altri) è solo nella misura in cui si concretizza solo in un atteggiamento filantropico. Tutta la pratica religiosa è considerata inutile, ingenua e frutto di ignoranza. Infine l’incertezza, la quale ha come caratteristica principale il disagio e l’insicurezza. In questo caso si continua a pregare, ma solo lo stretto necessario; si rimane nella Chiesa, ma solo formalmente.

Ma la preghiera non è solo lotta. Abbiamo detto che nel Pater troviamo tre desideri e quattro domande. Nella preghiera bisogna allora imparare ad articolare armonicamente il desiderio e la domanda; il desiderio esprime la dimensione affettiva del pregare, la domanda la dimensione solidale. Se viene ribadita la dimensione affettiva è per ricordare che la preghiera nasce da un cuore che ama Dio. La preghiera non è un dovere, ma una necessità dell’anima. La dimensione solidale, altrettanto importante, ci ricorda invece come la preghiera debba abbracciare, sull’esempio di Cristo, il mondo intero”.

Pregare il “Padre Nostro” significa sentirsi pienamente figli di Dio e, quindi, riconoscersi fratelli con chi, come noi, si rivolge a Dio con questa preghiera. Questa figliolanza-fraternità ha bisogno, però, anche di segni concreti. Ecco che Gesù, ce ne ha offerti, tra gli altri, due, attraverso i quali esprimere in modo privilegiato e altamente significativo, questa realtà: la sua Parola e l’Eucaristia.

Esse sono il segno più espressivo della nostra adesione alla Paternità di Dio e la fonte inesauribile dell’energia per vivere la nostra figliolanza divina e la nostra fratellanza. Pregare Dio Padre e non accogliere il suo invito all’incontro coni fratelli per ascoltare la sua parola e sederci alla sua mensa significa avere un cuore ateo oppure vivere la fede in modo formale.

Insieme verso il Matrimonio – Autunno 2017

Zona Pastorale San Salvatore

INSIEME VERSO IL MATRIMONIO

itinerario di formazione per coppie di fidanzati

Sede:

  • Gli incontri si terranno alle ore 20,30 presso l’Oratorio “San Luigi” – via Re Desiderio, 37 Leno (BS).

Metodologia:

  • Momenti di preghiera, di ascolto, di riflessione, di fraternità.
  • Lavori di gruppo.
  • L’itinerario è animato da un sacerdote e da alcune coppie di sposi, avvalendosi anche dell’intervento di esperti nella consulenza matrimoniale e familiare

Contributo:

  • Il contributo richiesto è di € 50,00 la coppia

Date:

  • Ottobre:  5 – 10 – 12 – 17 – 19 – 24 – 26
  • Novembre: 2 – 7 – 9 – 14 – 16 – 18 (conclusione)

Per loro natura gli incontri richiedono partecipazione assidua e continua.

Referente:

don Ciro Panigara – Leno;
tel.: 329 3822142.

Il modulo di iscrizione è disponibile nella pagina materiale.

Itinerario di fede per fidanzati: un pensiero

Quando abbiamo iniziato l’itinerario di fede per fidanzati, mai avremmo pensato che ci saremmo arricchiti così tanto (nonostante le ottime premesse del primo incontro). Chiamarlo itinerario di fede secondo noi è forse un po’ riduttivo, in quanto, anche se fede e spiritualità sono state il fil rouge di ogni incontro, i temi affrontati hanno spaziato ampiamente tra i vari aspetti riguardanti la vita coniugale: dal lato psicologico fino a quello legale, senza tralasciare l’aspetto sessuale; facendo diventare questi 12 incontri un’ottima preparazione al Grande Passo che si compirà nella Chiesa nonché un’occasione di confronto e di maturazione personale. Inoltre tutti i relatori si sono dimostrati capaci e coinvolgenti e hanno saputo fornire spunti su cui continuare a riflettere e lavorare anche ad incontro concluso.

Un sentito ringraziamento nasce quindi spontaneo verso tutte le persone che hanno permesso questo cammino: don Ciro, gli animatori, in particolare Margherita e Mario, tutti i relatori, migliore fra tutti don Luciano, e le altre coppie che hanno seguito l’itinerario con noi. Che dire, un’esperienza che consigliamo vivamente di fare a tutti i fidanzati che intendono sposarsi.

Alessandra e Ettore.

Itinerario penitenziale quaresimale

Con San Benedetto per imparare ad essere “comunità di discepoli missionari del Vangelo e della gioia”

“Gli occhi nostri spalancati alla luce divina, gli orecchi attoniti per lo stupore, ascoltiamo la voce di Dio che ogni giorno si rivolge a noi gridando: ‘Oggi, se ascoltate la sua voce, non indurite il vostro cuore’ (Sal 94,8). Muniti, dunque, di una fede robusta e comprovata dal compimento delle buone opere (cfr Ef 6,14), procediamo sulle sue vie, sotto la guida del Vangelo, per meritare di vedere Colui che ci ha chiamati al suo regno (cfr 1Ts 2,12)”.

(San Benedetto Abate, Regola, prologo 9. 10)

“Ricuperiamo e accresciamo il fervore, la dolce e confortante gioia di evangelizzare, anche quando occorre seminare nelle lacrime (…) Possa il mondo del nostro tempo – che cerca ora nell’angoscia, ora nella speranza – ricevere la buona novella non da evangelizzatori tristi e scoraggiati, impazienti e ansiosi, ma da annunciatori del Vangelo la cui vita irradi fervore, che abbiano per primi ricevuto in loro la gioia di Cristo”.

(Paolo VI, Esort. Ap. Evangelii nuntiandi, 80: cit. da Papa Francesco in Evangeli Gaudium, 10)

NOTE ORGANIZZATIVE

Ciascuno può raggiungere le mete stabilite anche con mezzi propri. É necessario, essere puntuali, all’esterno del luogo di incontro dieci minuti prima dell’inizio dell’incontro. É opportuno comunicare comunque la presenza per meglio organizzare gli incontri sul posto.
Per ogni incontro (escluso il primo, che si tiene in oratorio) viene organizzato il pullman. Chi vuole servirsi del pullman deve confermare la sua partecipazione entro il giovedì di ogni settimana precedente all’incontro, partecipando la quota di € 10,00.
Chi si prenota per tutte e quattro le domeniche entro giovedì 09 marzo, sosterrà un costo di € 30,00 anziché € 40,00.
La prenotazione e la quota di iscrizione devono pervenire in sacrestia, tutti i giorni prima o dopo le Messe, oppure in canonica dal lunedì al sabato dalle ore 09.30 alle ore 15.00.

Incontri

Domenica 05 marzo
PRIMA DI QUARESIMA
ore 15 oratorio di Leno – sala verde

“IMPARARE LA ‘RISATA DEL CUORE’ PER ASCOLTARE E ANNUNCIARE IN MODO NUOVO IL VANGELO DELLA GIOIA”.

Tecniche interiori di approccio alla relazione con Dio e con gli uomini.
L’incontro si svolgerà in due momenti con un intermezzo: approccio alle tecniche – coffee break – attualizzazione delle tecniche nella preghiera.

Guida Matteo Locatelli, Consulente motivazionale della comunicazione e delle relazioni, Docente di comunicazione neuro-estetica e relazionale presso l’accademia dei Colibrì Teacher LY University.

Domenica 12 marzo
SECONDA DI QUARESIMA
ABBAZIA di CHIARAVALLE – MILANO
partenza ore 13 piazza chiesa parrocchiale

“IL DISCEPOLO-MISSIONARIO RIMANE IN ASCOLTO DI GESÙ PER DIVENTARE FAMIGLIARE DELLA SUA PAROLA”

Ore 14.45: Preghiera dell’ora media
Visita guidata all’Abbazia
Incontro con un monaco benedettino cistercense e meditazione della Parola

Ore 18.00: Ritorno

Domenica 19 marzo
TERZA DI QUARESIMA
ABBAZIA di PONTIDA – BERGAMO
partenza ore 13 piazza chiesa parrocchiale

“IL DISCEPOLO-MISSIONARIO RIMANE APERTO ALL’ACCOGLIENZA DEL FRATELLO E DEL FORESTIERO”

Ore 15.00: Preghiera dei vespri
Visita guidata all’Abbazia
Incontro con un monaco benedettino e meditazione della Parola

Ore 18.00: Ritorno

Domenica 26 marzo
QUARTA DI QUARESIMA
SANTUARIO DOMENICANO
di S. MARIA delle GRAZIE – MILANO
partenza ore 13 piazza chiesa parrocchiale

“COME MARIA, IL DISCEPOLO-MISSIONARIO PORTA NELLA VITA L’ESPERIENZA DI FEDE DEL SUO INCONTRO CON LA PAROLA”

Ore 14.45: Preghiera dell’ora media
Visita guidata al Santuario
Incontro con un padre domenicano e meditazione della Parola
Probabile visita al Cenacolo di Leonardo

Ore 18.00: Ritorno

Domenica 02 aprile
QUINTA DI QUARESIMA
ABBAZIA DI PRAGLIA – PADOVA
partenza ore 13 piazza chiesa parrocchiale

“IL DISCEPOLO-MISSIONARIO VIVE UN PROFONDO SENSO DI APPARTENENZA ALLA CHIESA NELLA SUA COMUNITÀ, RIUNITA INTORNO ALLA PAROLA E ALL’EUCARISTIA”

Ore 15.00: Momento di preghiera
Incontro con monaco benedettino e meditazione della Parola
Visita guidata all’Abbazia

Ore 18.00 Ritorno