Giornate in Oratorio ed in Parrocchia

Ciao a tutti.

Il periodo invernale non ha fermato gli appuntamenti in oratorio, soprattutto in occasioni particolari come il passaggio di Santa Lucia per la raccolta delle letterine, sant’Antonio abate con la benedizione degli animali domestici – e immancabile rinfresco – e la serata dedicata a sant’Agnese con santa Messa e pizza in compagnia.

Il Santo Natale  è stato celebrato in parrocchia con l’esposizione del bellissimo presepe realizzato dai nostri fantastici collaboratori e con la rappresentazione vivente della Sacra Famiglia: la notte di Natale la giovane famiglia Giacomazzi con il piccolo Filippo, il giorno di Natale invece San Giuseppe e Maria erano Giovanni Menapace ed Elisa Brulica.

In occasione della ricorrenza della Santa famiglia di Nazareth abbiamo ricordato e festeggiato gli anniversari di alcune coppie porzanesi: si va dal 14° anniversario dei signori Polo al sessantunesimo dei signori Cominelli.

La Santa Messa e il canto del Te Deum in ringraziamento ha chiuso il 2019: come ogni anno che se ne va’, lascia ricordi e pensieri per chi è tornato nelle braccia di Nostro Signore e  per chi invece è arrivato e a cui auguriamo cent’anni di serenità e cose belle.

L’Epifania con l’arrivo dei Re Magi e la cerimonia del bacio a Gesù Bambino ci riunisce in Parrocchia anche per premiare tutti i partecipanti al concorso dei Presepi: in questa occasione a fianco di Giovanni/San Giuseppe, è Giulia a vestire i panni di Maria. Come già anticipato ci siamo poi ritrovati per sant’Antonio e sant’Agnese.

A presto!

Campo scuola Tonale 2019-2020

Anche quest’anno, l’Oratorio San Luigi, ha proposto due turni per i campi scuola invernali al Tonale, una meta che da circa trent’anni interessa la programmazione della pastorale parrocchiale. Due turni con ovviamente due differenti fasce d’età: la prima che ha riguardato i ragazzi del gruppo 14-15 anni e la seconda che ha visto la presenza dei ragazzi dai 15 ai 20.

Organizzare un campo scuola è sempre una cosa entusiasmante perché ti immagini di poter offrire qualcosa di significativo e pensi al bene dei tuoi destinatari. L’entusiasmo è motivato anche dalla gratificazione che scaturisce dalla condivisione di un periodo con i tuoi ragazzi che segui e conosci da tempo. Contemporaneamente è qualcosa di decisamente impegnativo per la fatica di una presenza costante e che ti chiede una responsabilità per parecchi giorni ed è inoltre esigente dal punto di vista lavorativo per quanti si adoperano per la logistica riguardante i trasporti, i lavori di gruppo, la ristorazione ecc. Per chi è stato un “gnaro da Oratorio” sa, infine, che ai campi si dorme poco, occorrono occhi attenti e la sana pazienza di un genitore. Se da più decenni questa meta ha visto in modo continuativo la nostra presenza, è però altrettanto vero che fortemente è cambiata la tipologia della presenza.

Non occorre spendere chissà quali riflessioni dal punto di vista sociologico ma il panorama educativo richiede modalità differenti rispetto al passato. Sia chiaro: le persone andavano amate allora e vanno amate anche adesso, si è provato a raccontare di Cristo allora e si prova ad evangelizzare anche adesso ma solo una visione superficiale farebbe delle comparazioni affiancando semplicemente le esperienze. Più impegnativo o meno non lo so, so che “a ciascun giorno basta la sua fatica” dice San Matteo al capitolo sesto.

La pastorale è il luogo del tentativo, dello sperimentare, della “santa imprudenza” che si base sul fidarsi di chi accogli ma prepari questa fiducia affidandola al Signore. Il tema di quest’anno è stato proprio quello della fiducia dove il fidarsi significa accettare quello che noi siamo con i nostri limiti e le nostre risorse, gestire le nostre emozioni, non essere prigionieri delle aspettative che nutriamo verso gli altri. Fidarsi significa accettare l’incertezza e spiccare il volo.

La fiducia rende più liberi!

D’altronde la fede ci mette in una dimensione particolare di libertà perché essere disposti a mettersi nelle mani di Dio aumenta la qualità delle nostre relazioni. Fidarsi non significa delegare all’altro la nostra vita, la nostra felicità o la nostra sicurezza. Dire: “mi fido di te” non vuol dire far diventare la fiducia una scusa per non affrontare in prima persona le nostre paure o le nostre fatiche. Ovviamente non c’è certezza. Fidarsi è ogni volta un salto nel buio. Eppure non siamo così ingenui. Essere ingenui non è fiducia (fiducia # ingenuità). La nostra storia, le nostre esperienze, hanno creato dei filtri riguardo a ciò di cui possiamo fidarci oppure no e ci fidiamo di persone o esperienze che sono vicine alla nostra sensibilità, hanno comportamenti e valori simili ai nostri.

Ecco il motivo per cui la fiducia è un atteggiamento che si costruisce. Non sempre siamo così fortunati! A volte ci siamo fidati e siamo stati delusi. Ma parliamoci chiaro: di tutte le persone delle quali ti sei fidato, quante, realmente hanno disatteso le tue aspettative?

Guarda le immagini

Camposcuola al Tonale 19-20

Autunno o inverno?

Un assaggio a meno 18 in inverno il 10 di ottobre. La vita nel Dakota ha anche queste sorprese.

Anche l’Amministratore Diocesano deve pulirsi la drive way se vuol andare al lavoro. L’Amministratore fa le veci del vescovo finchè un nuovo vescovo viene installato per la diocesi. Questa diocesi copre un territorio di 43000 miglia quadrate pari a 69000 km2.

Un saluto. Fr. Riccardo.

Camposcuola Tonale 2016-2017

C’è veramente poco da dire sull’esperienza che abbiamo fatto, al Tonale è impossibile non star bene e creare o approfondire nuovi legami. È davvero come sentirsi in una grande famiglia, ci sono momenti di riflessione che a mio dire, sono molto stimolanti per noi giovani e ci sono altresì momenti di svago e attività comuni. Quali ovviamente i giochi sulla neve e i vari giochi di carte. A me personalmente ha lasciato tanto, in tutti gli anni in cui l’ho vissuta, mi ha sempre donato qualcosa, sia dal punto di vista umano che morale. È una vacanza invernale che porterò sempre in un angolo del mio cuore.

Greta

Durante i primi giorni del camposcuola di quest’anno, a differenza degli altri anni, i ragazzi sembravano essere divisi in gruppi, probabilmente perché non ci si conosceva ed è stata questa l’opportunità di conoscere gente nuova e di instaurare nuove amicizie, grazie soprattutto ai lavori di gruppo che ci facevano rimanere insieme a gente che non conoscevamo.
Il tema di quest’anno è stato la felicità che grazie ai vari lavori e discorsi del don ci hanno aiutato a capire più in fondo cosa è realmente la felicità.

Matteo

Ciò che un camposcuola può insegnare è molto più che stare insieme per fare una semplice gita… questo è soltanto uno dei tanti insegnamenti che si apprendono. Quello che più importa è l’obiettivo per cui si aderisce al camposcuola, obiettivo che ogni anno può differire a seconda di come si vogliono superare gli ostacoli che ci pone la vita.

Aiutati con la preghiera, si conoscono nuove persone e ognuno di noi cerca di dare un senso non solo alla propria gita, bensì un senso alla propria vita; perché è anche questo un obiettivo da raggiungere nonché un insegnamento da apprendere. A tutto questo si aggiunge una gran dose di divertimento e di rispetto gli uni degli altri, come una famiglia numerosa disposta ad aiutarsi e a convivere per il bene di tutti. Infatti alla fine, magari anche senza volerlo, è proprio stare bene la cosa più importante.

Perché diciamocelo… divertirsi e volersi bene è più facile se si sta insieme.

404

Il post correlato non è stato trovato

“Ci vorrebbe un miracolo…” Tonale 2010

Quanto è difficile alzarsi la mattina dopo le vacanze?! Cavoli ancora di più se non lo fai svegliata da un mare di gente che ti piomba in camera armata di padelle e mestoli provocando un enorme frastuono… Ancora di più  se non devi scavalcare le valigie di tutti i tuoi compagni di stanza riuscendo comunque a inciampare nell’ultima ciabatta che ti è sfuggita, solo per metterti in coda per il bagno… Ancora di più  se sai che non condividerai la giornata con un’altra cinquantina di persone fantastiche…
Ti rialzi però con la convinzione che ognuno dei tuoi compagni di viaggio ha lasciato in te, a modo suo, una traccia indelebile… E quando i ricordi uno alla volta riaffiorano dolcemente nella tua mente un brillante sorriso illuminerà la tua giornata, consapevole di essere una persona così coraggiosa da non aver avuto paura di lasciarsi scrivere nell’anima una dedica che giorno dopo giorno lo accompagnerà.
Tonale 2010Forse nemmeno la parola GRAZIE è  tanto grande da riuscire a spiegare al Signore quanto gli siamo grati per ogni piccolo dono che nella sua semplicità ha reso questo camposcuola unico e irripetibile, coscienti che ognuno dei nostri Angeli ci hanno accompagnato e protetto per tutta un’esperienza che, come potrei definirla… Beh, un’esperienza da cine!!!

La felicità è un bene vicinissimo, alla portata di tutti: basta fermarsi e raccoglierla (Seneca)

  Gloria 

Ho capito una cosa stando al Tonale, che quel posto, quell’esperienza fatta di persone in comunione tra loro ti insegna.
Che tu sia disposto o no ad imparare, t’insegna a condividere il tempo con le persone che vuoi o che non ti stanno simpatiche, che è impossibile capire una persona se non la frequenti, che le persone sono tutte uguali e allo stesso tempo diverse, stessi bisogni maniera diversa per soddisfarli.T’insegna a capire che tutti, compresi noi stessi, abbiamo pregi e difetti. Tonale 2010
Che infondo tutti vogliamo la stessa cosa: far parte di una famiglia, essere compresi, avere un ruolo, e proprio in questo campo scuola che tutto si avvera. Hai un ruolo delle piccole responsabilità che ti gratificano, il tempo per conoscere la parola di Dio e una vita per metterla in pratica.
Questo insegna il Tonale; ad ognuno di noi spetta impararlo e mettere quell’1% per metterci in gioco e vivere pienamente. Ma il camposcuola è un concentrato, gli ambienti ti costringono a stare a contatto con gli altri, io auguro che anche a Leno questa grande famiglia possa tenersi in contatto e allargarsi..

Isabella

C’è ancora qualcuno che al primo posto non mette se stesso, ma gli altri;
c’è ancora qualcuno che ha voglia di ascoltare e di confrontarsi con gli altri;
c’è ancora qualcuno che riesce a divertirsi e star bene con ciò che c’è di più  semplice a questo mondo.
E tutti siamo stati d’esempio per tutti.
Insieme abbiamo formato una grande Famiglia.

Messe. 

Se il servizio offerto ci è costato 10 ci ha ridato 100;

Il concetto di CHIESA POPOLO IN CAMMINO più volte mi è tornato alla mente durante questa settimana; vedere i ragazzi così bisognosi di avere risposte precise e concrete ai loro dubbi ed avere un sacerdote  che è stato in grado di affrontare la discussione in modo coinvolgente e “moderno” a nostro giudizio porterà ad avere ragazzi convinti della loro fede.

Tonale 2010 don CarloUn collega a conoscenza dell’esperienza che  siamo andati a fare mi ha chiesto:”  allora? Come sono i ragazzi di oggi? “ la mia risposta è  stata: “ mi hanno sorpreso! Mi hanno dato speranza e fiducia  nel futuro”.

C’è stato un clima di armonia sia tra i ragazzi che tra gli adulti presenti e questo ha contribuito a creare il clima giusto per un’esperienza costruttiva per tutti. Anna e Luca

Proseguo alle note di Anna e Luca cercando di integrare alcune riflessioni:

Per proporre il racconto dell’esperienza fatta al Tonale, partirei dal ruolo che abbiamo ricoperto: la cucina!

Scopo era di ottenere un piatto di effetto partendo da alcuni ingredienti semplici quali la convivenza e la condivisione di spazi, situazioni e tematiche.

Abbiamo quindi vissuto momenti di impegno comune nelle “faccende” domestiche come pure nel partecipare e costruire spazi ricreativi il tutto amalgamato e condito da buon umore ed insaporito da un pizzico di voglia di divertirsi.

L’ingrediente forte e caratterizzante il “piatto” erano comunque le riflessioni sui temi proposti ed estrapolati da alcuni brani Evangelici di miracoli.

Nella “cottura”  sono emerse una serie di domande, dubbi e speranze in merito alla nostra fede ed al rapporto con la Chiesa sia in termini di popolo di Dio sia come Istituzione di uomini; è interessante notare quanto i nostri ragazzi, pur “contestando” alcuni atteggiamenti e rituali non rinneghino o sottovalutino la fede ed anzi, sono attratti ed entusiasti del messaggio salvifico in essa contenuto.

Dopo aver gustato un piatto così saporito, si percepisce un gusto di speranza e fiducia nel futuro dei nostri ragazzi e della Chiesa locale che andranno a costruire.

Accompagnare il piatto con un buon Don Domenico di annata servito freddo e spumeggiante ed il tutto potrebbe essere degno di una valutazione a 5 stelle in qualsivoglia giuda.

Emanuela e Giorgio 

“Ci vorrebbe un miracolo” era il tema che ha caratterizzato il Tonale 2010 e, dei piccoli miracoli, in effetti, sono avvenuti:

– nei momenti di condivisione, in cui soprattutto i più giovani hanno messo in discussione sé stessi,cercando risposte concrete ed autentiche ai loro dubbi, non accontentandosi più  delle nozioni imparate al catechismo;

– nel clima gioioso che ha scaldato l’intera settimana (mentre, fuori, la colonnina delTonale 2010 termometro segnava 15 °C);

– nella collaborazione all’interno dei gruppi di servizio, che ha contribuito a creare una GRANDE FAMIGLIA MOLTO ALLARGATA;

– nell’ottima guida di Don Domenico che, fortunatamente, è stato risparmiato dalla pandemia influenzale!!

Ed alla fine della splendida settimana, nonostante non avessimo voglia di tornare a valle, nel nostro cuore risuonava un canto: “Ma il vostro posto è là, là in mezzo a loro: l’amore che vi ho dato, portatelo nel mondo!”.

Nadia e Umberto 

 

Camposcuola Tonale 2010

Tonale 2009

L’esperienza si rivolge ai giovani che abbiano desiderio di condividere una settimana di vita comunitaria lasciando spazio non solo alla riflessione e alla condivisione, ma anche al sano divertimento e a spericolate discese sulle piste innevate.

1 al 6 Gennaio 2010

Ritrovo ore 9.00, partenza pullmann ore 9.30.

Nella valigia metti le lenzuola, abbigliamento da montagna, spirito di adattamento e di servizio, voglia di divertirti e divertire e tutte le tue migliori qualità.

Camposcuola Tonale 2009

L’esperienza si rivolge ai giovani che abbiano desiderio di condividere una settimana di vita comunitaria lasciando spazio non solo alla riflessione e alla condivisione, ma anche al sano divertimento e a spericolate discese sulle piste innevate.

1 al 6 Gennaio 2009

La quota di partecipazione all’esperienza è di € 170,00. Per il pagamento ritira il bollettino postale presso la segreteria dell’Oratorio.

Nella valigia metti le lenzuola, abbigliamento da montagna, spirito di adattamento e di servizio, voglia di divertirti e divertire e tutte le tue migliori qualità.