Tra Brescia e Montecassino: un convegno su Petronace

É Paolo Diacono, lo storico dei longobardi, che ci racconta di Petronace, patrizio bresciano, originario della pianura, probabilmente di Pedergnaga, odierno San Paolo, che tra il 718 e il 719 decise di compiere un pellegrinaggio in Terra Santa, per visitare il Santo sepolcro. Giunto a Roma e incontrando il papa Gregorio II, gli fu consigliato di recarsi a Montecassino, per farvi rinascere il monastero fondato da san Benedetto e distrutto dai longobardi più di un secolo prima. Persino il sepolcro di san Benedetto giaceva abbandonato.

Con la sua opera, in pochi anni il monastero rinacque e divenne la grande abbazia che diffuse in tutta Europa la proposta del suo fondatore, ispirata al principio dell’ora et labora. Cinquant’anni dopo il suo successore Ottato, accogliendo la richiesta del lenese Desiderio re dei longobardi, inviò a Leno una colonia di dodici monaci, che fecero sorgere il monastero di San Salvatore, poi San Benedetto ad Leones, definito la Montecassino del nord.

Per ricordare la figura di Petronace, conosciuto anche come Secondo fondatore di Montecassino, Fondazione Dominato Leonense, in collaborazione con la Parrocchia dei Ss. Pietro e Paolo di Leno, promuove venerdì 29 giugno alle ore 15.00 presso Villa Badia a Leno il convegno “Petronace. Tra Brescia e Montecassino”.

All’incontro interverranno: dom Donato Ogliari, abate di Montecassino, Mariano Dell’Omo, direttore dell’archivio dell’Abbazia di Montecassino, Nicolangelo D’Acunto dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia e Cesare Alzati dell’Accademia Rumena di Bucarest.

Presiederà Angelo Baronio, coordinatore scientifico della Fondazione Dominato Leonense. Le conclusioni saranno affidate a mons Giovanni Palamini, abate di Leno.

Al termine del convegno si terrà la cerimonia di rinnovo del protocollo di intesa tra la Fondazione Dominato Leonense e l’Abbazia di Montecassino.

Il convegno è promosso dalla Fondazione Dominato Leonense e dalla Parrochhia dei Ss Pietro e Paolo in collaborazione con il Comune di Leno, il Comune di San Paolo, Brixia Sacra, Fondazione Civiltà Bresciana, Cassa Padana Bcc, Libera Università dei Santi Benedetto e Scolastica e con il sostegno di Arcoba srl.


INFORMAZIONI
Convegno “Petronace. Tra Brescia e Montecassino”
Sabato 29 giugno 2019 ore 15.00
Villa Badia, Leno (Bs) – via Marconi 28

Per info e contatti
Fondazione Dominato Leonense
tel.: 331-6415475 | 030-9038463
mail: info@fondazionedominatoleonense.it
web: www.fondazionedominatoleonense.it

Mettici il cuore… salva una vita

Insieme a AVIS di Leno, la Croce Bianca del Dominato Leonense organizza una  fantastica mattinata all’insegna della sicurezza e dell’educazione.

Evento indirizzato a tutti i cittadini che vogliono imparare le manovre di rianimazione in caso di necessità!! I requisiti sono: maggiore età e tanta voglia di imparare!

Non ve la sentite di iscrivervi? Fa niente! Venite a “curiosare”, si impara sempre!!!

La santità è vita trasfigurata

Parrocchie di Porzano – Leno – Milzanello

QUARESIMA 2019
ESERCIZI SPIRITUALI NELLA VITA CORRENTE

Questo è il bello del vivere: progredire nella santità

Venerdì15 marzo

Invocazione allo Spirito

(San Paolo VI, papa)

Spirito Santo, dammi un cuore grande
e aperto alla tua silenziosa e forte parola ispiratrice; chiuso a tutte le ambizioni meschine;
contrario a qualsiasi spregevole competizione umana, compenetrato dal senso della santa Chiesa.
Un cuore grande e desideroso
di farsi simile al Cuore del Signore Gesù.
Un cuore grande e forte per amare tutti,
servire tutti e soffrire per tutti.
Un cuore grande e forte per superare tutte le prove, tutto il tedio, tutta la stanchezza,
ogni disillusione e offesa.
Un cuore grande e forte,
costante fino al sacrificio,
quando sarà necessario.
Un cuore la cui felicità è palpitare
con il Cuore di Cristo,
e compiere umilmente,
fedelmente e virilmente
la volontà del Padre. Amen.

Il buon ladrone e il centurione romano

(Luca 23, 39-49)

39 Uno dei malfattori appesi lo insultava, dicendo: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!» 40 Ma l’altro lo rimproverava, dicendo: «Non hai nemmeno timor di Dio, tu che ti trovi nel medesimo supplizio? 41 Per noi è giusto, perché riceviamo la pena che ci meritiamo per le nostre azioni; ma questi non ha fatto nulla di male». 42 E diceva: «Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno!» 43 Ed egli gli disse: «Io ti dico in verità, oggi tu sarai con me in paradiso». 44 Era circa l’ora sesta, e si fecero tenebre su tutto il paese fino all’ora nona; 45 il sole si oscurò. La cortina del tempio si squarciò nel mezzo. 46 Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre, nelle tue mani rimetto lo spirito mio». Detto questo, spirò. 47 Il centurione, veduto ciò che era accaduto, glorificava Dio dicendo: «Veramente, quest’uomo era giusto». 48 E tutta la folla che assisteva a questo spettacolo, vedute le cose che erano accadute, se ne tornava battendosi il petto. 49 Ma tutti i suoi conoscenti e le donne che lo avevano accompagnato dalla Galilea stavano a guardare queste cose da lontano.

San Paolo VI, papa. (Giovanni Battista Montini)

Giovanni Battista Montini, nato a Concesio (Brescia), compì gli studi fino alla licenza ginnasiale presso il collegio “Arici” dei padri Gesuiti a Brescia, per lunghi periodi come alunno esterno, causa la salute delicata. Ottenne la licenza liceale come privatista presso il Liceo classico statale “Arnaldo da Brescia”. Avvertita la vocazione sacerdotale, entrò nel Seminario di Brescia, e seguì i corsi come esterno: fu ordinato sacerdote nella cattedrale bresciana il 29 maggio 1920. Indirizzato alla carriera diplomatica, ebbe numerosi incarichi di rilievo nella Curia Romana e fu assistente ecclesiastico degli universitari cattolici italiani. Diventato arcivescovo di Milano, compì il suo ingresso solenne il 6 gennaio 1955, impegnandosi ad ascoltare la società che cambiava e indicandole Dio come unico riferimento. Fu creato cardinale dal Papa san Giovanni XXIII il 15 dicembre 1958. Eletto Papa col nome di Paolo VI il 21 giugno 1963, dichiarò immediatamente di voler portare avanti il Concilio Ecumenico Vaticano II. Alla sua conclusione, cominciò quindi a metterne in opera le deliberazioni con grande coraggio, in mezzo a ostacoli di ogni segno. In particolare pubblicò il rinnovato Messale Romano. Fu importante e profonda la sua azione ecumenica, con proficui scambi e incontri con la Chiesa anglicana e la Chiesa ortodossa. Scrisse sette encicliche e compì nove viaggi apostolici fuori dall’Italia. L’ultimo periodo della sua vita fu segnato dalla contestazione ecclesiale, cui reagì con fortezza e carità, e dall’uccisione del suo amico, l’onorevole Aldo Moro. Morì nella residenza pontificia di Castel Gandolfo il 6 agosto 1978. È stato beatificato da papa Francesco il 19 ottobre 2014. Lo stesso Pontefice lo ha canonizzato il 14 ottobre 2018. Col Decreto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti del 25 gennaio 2019, la memoria liturgica di papa Montini è stata inserita nel calendario Romano Generale al 29 maggio, giorno della sua ordinazione sacerdotale. I suoi resti mortali sono venerati nelle Grotte Vaticane sotto la Basilica di San Pietro a Roma.

SALMO 138. Inno di ringraziamento

Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore: hai ascoltato le parole della mia bocca.
A te voglio cantare davanti agli angeli,
mi prostro verso il tuo tempio santo.
Rendo grazie al tuo nome
per la tua fedeltà e la tua misericordia:
hai reso la tua promessa più grande di ogni fama. Nel giorno in cui t’ho invocato, mi hai risposto, hai accresciuto in me la forza.
Ti loderanno, Signore, tutti i re della terra quando udranno le parole della tua bocca. Canteranno le vie del Signore,
perché grande è la gloria del Signore; eccelso è il Signore e guarda verso l’umile ma al superbo volge lo sguardo da lontano.
Se cammino in mezzo alla sventura
tu mi ridoni vita;
contro l’ira dei miei nemici stendi la mano e la tua destra mi salva.
Il Signore completerà per me l’opera sua. Signore, la tua bontà dura per sempre: non abbandonare l’opera delle tue mani.

La santità è un seme gettato

Parrocchie di Porzano – Leno – Milzanello

QUARESIMA 2019
ESERCIZI SPIRITUALI NELLA VITA CORRENTE

Questo è il bello del vivere: progredire nella santità

Martedì 12 marzo

Invocazione allo Spirito

(San Paolo VI, papa)

Vieni, o Spirito Santo,
e dà a noi un cuore nuovo, che ravvivi in noi tutti
i doni da te ricevuti
con la gioia di essere Cristiani, un cuore nuovo
sempre giovane e lieto.

Vieni, o Spirito Santo,
e dà a noi un cuore puro, allenato ad amare Dio, un cuore puro,
che non conosca il male
se non per definirlo,
per combatterlo e per fuggirlo; un cuore puro,
come quello di un fanciullo, capace di entusiasmarsi
e di trepidare.

Vieni, o Spirito Santo,
e dà a noi un cuore grande,
aperto alla tua silenziosa
e potente parola ispiratrice,
e chiuso ad ogni meschina ambizione,
un cuore grande e forte ad amare tutti, a tutti servire, con tutti soffrire;
un cuore grande, forte,
solo beato di palpitare col cuore di Dio.

Il diacono Filippo e il ministro della regina Candace

(Atti 8,26-40)

26 Un angelo del Signore parlò a Filippo così: «Àlzati e va’ verso mezzogiorno, sulla via che da Gerusalemme scende a Gaza. Essa è una strada deserta». 27 Egli si alzò e partì. Ed ecco un etiope, eunuco e ministro di Candace, regina di Etiopia, sovrintendente a tutti i tesori di lei, era venuto a Gerusalemme per adorare, 28 e ora stava tornandosene, seduto sul suo carro, leggendo il profeta Isaia. 29 Lo Spirito disse a Filippo: «Avvicìnati e raggiungi quel carro». 30 Filippo accorse, udì che quell’uomo leggeva il profeta Isaia, e gli disse: «Capisci quello che stai leggendo?» 31 Quegli rispose: «E come potrei, se nessuno mi guida?» E invitò Filippo a salire e a sedersi accanto a lui. 32 Or il passo della Scrittura che egli leggeva era questo: «Egli è stato condotto al macello come una pecora; e come un agnello che è muto davanti a colui che lo tosa, così egli non ha aperto la bocca. 33 Nella sua umiliazione egli fu sottratto al giudizio. Chi potrà descrivere la sua generazione?
Poiché la sua vita è stata tolta dalla terra».
34 L’eunuco, rivolto a Filippo, gli disse: «Di chi, ti prego, dice questo il profeta? Di se stesso, oppure di un altro?» 35 Allora Filippo prese a parlare e, cominciando da questo passo della Scrittura, gli comunicò il lieto messaggio di Gesù.
36 Strada facendo, giunsero a un luogo dove c’era dell’acqua. E l’eunuco disse: «Ecco dell’acqua; che cosa impedisce che io sia battezzato?» 37 [Filippo disse: «Se tu credi con tutto il cuore, è possibile». L’eunuco rispose: «Io credo che Gesù Cristo è il Figlio di Dio».] 38 Fece fermare il carro, e discesero tutti e due nell’acqua, Filippo e l’eunuco; e Filippo lo battezzò. 39 Quando uscirono dall’acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo; e l’eunuco, continuando il suo viaggio tutto allegro, non lo vide più. 40 Poi Filippo si ritrovò in Azot; e, proseguendo, evangelizzò tutte le città, finché giunse a Cesarea.

Beati 19 martiri dell’Algeria

Diciannove religiosi, quasi tutti di origini straniere, sono stati uccisi in Algeria negli anni dal 1994 al 1996, quando i gruppi islamisti armati erano al potere. Pur comprendendo i rischi a cui andavano incontro, scelsero di restare nel Paese, per offrire speranza al popolo algerino e per essere un segno di presenza cristiana, in dialogo con il mondo islamico. A capo del gruppo è stato posto monsignor Pierre-Lucien Claverie, vescovo di Orano e religioso domenicano, ma comprende anche sette monaci trappisti, quattro Padri Bianchi, due suore Agostiniane Missionarie, due Suore Missionarie di Nostra Signora degli Apostoli, una Piccola Suora del Sacro Cuore, una Piccola Suora dell’Assunzione e un religioso marista. Sono stati beatificati l’8 dicembre 2018 a Orano, nella basilica di Nostra Signora di Santa Cruz, sotto il pontificato di papa Francesco. La loro memoria liturgica cade l’8 maggio, giorno della nascita al Cielo dei primi due che vennero uccisi, fratel Henri Vergès e suor Paul-Hélène Saint-Raymond.

SALMO 145. Lode al Signore re

O Dio, mio re, voglio esaltarti e benedire il tuo nome
in eterno e per sempre.
Ti voglio benedire ogni giorno, lodare il tuo nome
in eterno e per sempre.
Grande è il Signore e degno di ogni lode,
la sua grandezza non si può misurare.
Una generazione narra all’altra le tue opere, annunzia le tue meraviglie.
Proclamano lo splendore della tua gloria
e raccontano i tuoi prodigi.
Dicono la stupenda tua potenza
e parlano della tua grandezza.
Diffondono il ricordo della tua bontà immensa, acclamano la tua giustizia.
Paziente e misericordioso è il Signore,
lento all’ira e ricco di grazia.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature. Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza,
per manifestare agli uomini i tuoi prodigi
e la splendida gloria del tuo regno.
Il tuo regno è regno di tutti i secoli,
il tuo dominio si estende ad ogni generazione. Canti la mia bocca la lode del Signore
e ogni vivente benedica il suo nome santo,
in eterno e sempre.

Tanti volti per il vero Volto

Il sussidio per la Quaresima missionaria 2019, distribuito in 80mila copie nelle parrocchie della diocesi, propone un’esperienza di incontro con volti, che aiuteranno a scoprire “Colui che vive e cammina con noi: il Signore Gesù”. Sul canale YouTube de “La Voce del Popolo” le interviste ai fidei donum che il vescovo Pierantonio ha incontrato il Brasile lo scorso novembre

“Il cammino si fa più volentieri quando lo si affronta insieme” scrive don Roberto Ferranti, direttore dell’Ufficio per le missioni, in una breve nota che apre “Nei volti, il volto”, il sussidio che la Diocesi di Brescia ha messo a punto per la Quaresima 2019. Il percorso quaresimale messo a punto per quest’anno si presenta come un’esperienza di incontro con dei volti, che aiuteranno a scoprire “Colui che vive e cammina con noi: il Signore Gesù”. I volti che nello scorrere delle settimane di Quaresima si potranno incontrare dalle pagine del sussidio racconteranno la missione della Chiesa nel mondo, il suo farsi vicina ad ogni uomo e donna, ad ogni popolo, ad ogni situazione di vita.

“I volti che incontreremo –continua ancora don Ferranti – ci aiuteranno ad assumere le attenzioni del volto di Gesù verso tutti coloro che vivono vicino a noi; i volti che incontreremo ci muoveranno alla necessità di condividere quello che abbiamo, con la nostra carità, con chi è meno fortunato di noi”. I volti che costellano le pagine della pubblicazione aiuteranno a pregare di più, proprio come desidera il vescovo Tremolada nella sua lettera pastorale: “Vorrei che non parlassimo troppo della preghiera ma che semplicemente pregassimo, che lo facessimo il più possibile e nel migliore dei modi, che lo facessimo insieme, come Chiesa del Signore, ma anche personalmente, ciascuno nel segreto del suo cuore, nel raccoglimento di momenti a questo dedicati, dentro le stanza della propria casa, prima di recarsi al lavoro, prima dei pasti, all’inizio e alla fine delle giornate”.

I volti diventano così un aiuto a vivere in modo proficuo l’ormai imminente Quaresima che deve accompagnare all’incontro con il Volto. Sono gli stessi volti che anche “Voce” ha avuto modo di incontrare nel corso del viaggio che mons. Tremolada ha compiuto in Brasile nel novembre del 2018. In quell’occasione il Vescovo ebbe modo di incontrare molti dei fidei donum che operano in Sud America e con la loro opera testimoniano quel “bello del vivere” che consente di far incontrare il Volto. Quegli incontri sono diventati interviste che, in queste settimane di Quaresima, saranno presentate sul canale YouTube de “La Voce del Popolo”. Di settimana in settimana, così, saranno i volti di don Giannino Prandelli, missionario in Venezuela, di don Giovanni Magoni, che, insieme a don Lino Zani, presta la sua opera a Mazagao, una parrocchia nel nord del Brasile, con circa 24mila abitanti che vivono in un’ottantina di comunità; di don Raffaele Donneschi, tornato nel settembre dello scorso anno in Brasile, dopo una precedente esperienza come fidei donum; di don Santo Bacherassi, dal 1998 in Uruguay; di don Pierino Bodei, di don Giuseppe Ghitti, di don Paolo Zola e di don Renato Soregaroli, fidei donum in Brasile, rispettivamente dal 2000, 1982 e 2009. Con i loro volti ci saranno anche quelli dei vescovi Conti e Verzeletti che da anni guidano diocesi brasiliane, di mons. Voltolini, arcivescovo emerito di Portoviejo, e di don Tarcisio Moreschi, fidei donum in Tanzania dal 1993, della missionaria laica Gabriella Romano.

Il carisma di S. Dorotea

Nuovo volume per approfondire la storia degli oratori bresciani al femminile

La proposta di ricerca per la “Storia dell’oratorio bresciano” continua con il volume: “Oratori al femminile. Il carisma della Pia Opera Santa Dorotea nell’Oratorio bresciano” a cura di Michele Marchesi e suor Veritas Caset. Il tema, che era stato già considerato nel primo Seminario del 6 luglio 2017, riguardava il ruolo svolto dalle Congregazioni religiose femminili nell’animare le esperienze e le strutture impegnate nel servizio alla gioventù femminile delle parrocchie.

“Oratori al femminile” è una sezione dell’articolato percorso di pubblicazioni che si propone di offrire dei quaderni dedicati alle fonti e a documenti che testimoniano il carisma delle comunità religiose al servizio della catechesi e dell’animazione non solo del mondo femminile. La sezione viene inaugurata dal quaderno numero 4 che presenta il carisma della Pia Opera di Santa Dorotea nella diocesi bresciana. Siamo nel 180° della Fondazione dell’Istituto. L’Opera ha sempre cercato di promuovere l’educazione cristiana delle ragazze attraverso il sostegno, il consiglio, l’amicizia, la guida delle stesse coetanee, a loro volta sostenute da giovani donne più adulte.

Un’Opera semplice, diceva il fondatore, don Luca Passi, ma insieme efficace e costruttiva, capace di generare una catena di bene a vantaggio delle persone, della famiglia, della chiesa, della società. Ai promotori del Quaderno pare un bel modo di fare memoria di volti, luoghi, proposte e passioni educative che hanno segnato molte comunità parrocchiali.

Nei prossimi mesi è prevista la pubblicazione di due nuovi quaderni dedicati ad altre Congregazioni. L’appuntamento è giovedì 14 febbraio alle 18.30 presso l’Istituto di Santa Dorotea in via Capriolo 36 a Brescia. Dopo i saluti di suor Carolina Segatore, intervengono: mons. Italo Gorni, Michele Marchesi e suor Veritas Caset. Le letture sono affidate a Luciano Bertoli, l’intermezzo musicale è a cura di Alberto Cavoli. Modera Michele Busi. A tutti i presenti verrà omaggiata una copia del quaderno.

La forza di pregare insieme

Dall’Incontro europeo dei giovani con la comunità ecumenica di Taizè alle iniziative per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

“Non dimentichiamo l’ospitalità!”. Questo è stato il tema scelto dalla comunità di Taizé per il 41° Incontro europeo dei giovani, che si è svolto, dal 28 dicembre al 1° gennaio, nella città di Madrid. “Viviamo in un’epoca − ha spiegato il priore frère Alois − in cui le paure si ingrandiscono, le frontiere si chiudono. Abbiamo voluto ricordare che l’ospitalità è un tema centrale nel Vangelo. Dio ci accoglie sempre, senza condizione”. Tra i 15mila giovani presenti in Spagna c’erano anche 50 giovani della nostra Diocesi tra cui alcuni seminaristi. 170 parrocchie e migliaia di famiglie hanno aperto le porte con spirito di accoglienza. I giovani hanno potuto fare una esperienza di preghiera, silenzio e amicizia oltre le frontiere. “Ci siamo sentiti a casa − racconta Jurgen, collaboratore del Centro Migranti e alla seconda esperienza con la comunità di Taizè −. Le famiglie, anche se non sanno chi sei, ti accolgono. A Madrid, durante la preghiera serale dove eravamo in migliaia tutti insieme, c’era un silenzio impressionante. Questa esperienza, che consiglio a tanti ragazzi, ti cambia”. Jurgen così come gli altri ragazzi si è preparato durante l’anno per vivere questo appuntamento. “Ogni mese, il primo sabato, ci ritroviamo al Mater Divinae Gratiae alle 21 per un’ora di preghiera sullo stile di Taizè. Il responsabile è Mauro Peli, la preghiera è guidata da don Daniele Mombelli. I canti ti permettono davvero di incontrare Gesù così come i momenti di silenzio. La preghiera del sabato mi permette di fermarmi in preghiera anche per ringraziare il Signore del dono della vita”.

L’unità dei cristiani. L’incontro di Madrid ha testimoniato, una volta di più, che i giovani cercano nella Chiesa un luogo di universalità. La Diocesi di Brescia, con l’Ufficio per l’ecumenismo, per la XXX Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei e per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani ha promosso una serie di celebrazioni. Mercoledì 16 gennaio alle 20.45 presso la Sala Bevilacqua di Via Pace 10 Lea Bartolini presenta il tema proposto dalla Cei e dalla Comunità Ebraica: il libro Ester dalle cinque Meghillot. Sabato 19 gennaio alle 17 nella chiesa di Sant’Antonio (sul colle) al Villaggio Badia la solenne celebrazione ecumenica dei Vespri con la comunità della Chiesa ortodossa rumena guidata da Padre Ioan Cirlan. Domenica 20 gennaio alle 10.30 nella Chiesa Valdese di Via Dei Mille 4, il vicario generale, mons. Gaetano Fontana, parlerà durante il culto presieduto dalla Pastora; alle 19 nella chiesa della Pace, la Pastora Anne Zell della Chiesa Valdese-Metodista interverrà dopo i riti di comunione. Mercoledì 23 gennaio, alle 20.45, presso la chiesa Valdese di Via Dei Mille ci sarà una celebrazione ecumenica della Parola di Dio alla presenza del vescovo Tremolada.

Una comunione tra le chiese

Il vescovo Pierantonio ripercorre il viaggio missionario in Brasile dove ha incontrato i sacerdoti fidei donum presenti in America Latina

Eccellenza, che impressione le ha lasciato questo primo viaggio missionario in Brasile?

Si incontra un mondo che è davvero molto diverso dal nostro di cui non si ha idea. Abbiamo incontrato quella parte del Brasile che è l’Amazzonia. Mi hanno colpito per esempio, in particolare, i frutti che non conoscevo in maniera così diretta. Ci dà la chiara percezione della vastità del mondo e di come sia importante non rimanere chiusi nel nostro. La dimensione missionaria in questa maniera davvero si tocca con mano. E l’esperienza della natura e dell’ambiente in cui siamo però incrocia immediatamente le persone che abbiamo incontrato. C’è una disparità sociale visibile anche per chi incontra per la prima volta questa realtà. Si ha l’impressione del peso della storia. Le popolazioni che abbiamo incontrato portano il segno della storia dei secoli. Delle popolazioni che abbiamo incontrato mi ha colpito in particolare la semplicità della vita, il rapporto con la natura e il grande rispetto per l’ambiente in cui vivono, e di conseguenza mi ha anche ancor più preoccupato invece questo modo di procedere almeno da parte di alcuni che tende invece a sottovalutare o addirittura ad annullare questo rapporto. Mi preoccupa l’impatto con una società completamente diversa, troppo esposta alle regole del consumo, alle regole dell’utilizzo delle risorse e secondo fini che non sempre sono positivi. Tornando invece all’aspetto positivo mi ha molto colpito l’ospitalità, l’accoglienza che abbiamo incontrato nelle varie comunità lungo le rive del Rio delle Amazzoni.

Che cosa l’ha colpita di questa Chiesa giovane?

La diversità rispetto alla nostra situazione, rispetto anche alla nostra esperienza di Chiesa. Ci sono alcuni dati che risultano evidenti: una parrocchia è costituita da 30, 50 o 70 comunità. Queste comunità si trovano sparse su un territorio vastissimo, magari lungo le rive del fiume. Il parroco le deve raggiungere attraverso un percorso di giorni in barca. È chiaro che la sua visita avviene quando è possibile, ma poi le comunità continuano con la loro vita e allora c’è bisogno di qualcuno che lì porti avanti la vita della chiesa. Mi ha colpito molto la scelta fatta, soprattutto nella diocesi di Castanhal e di Macapà, sul primato della Parola di Dio: è un forte investimento sulla forza della Parola nel costituire la chiesa e nel creare una mentalità di fede. Mi sembra molto importante. Anche questo mi fa molto pensare e mi convince ancora di più del fatto che anche noi dobbiamo prendere questa strada.

Quali possono essere le ricadute pastorali di questa esperienza?

I nostri fidei donum stanno facendo e hanno fatto sinora una collaborazione molto preziosa e colgo l’occasione per ringraziarli. Quando si viene qui e si sta con loro, ci si accorge di che cosa significa il ministero presbiterale, il farsi carico del cammino delle proprie comunità cristiane, il voler bene alla propria gente ed essere amati dalla propria gente. Questo è veramente confortante. C’è una condivisione di vita che diventa poi parte integrante del proprio essere sacerdoti. Ho visto il desiderio di valorizzare ciò che appartiene alla vita di queste persone, la fatica anche di spogliarsi di qualcosa per poter comunicare il Vangelo in una realtà diversa e il desiderio di riconoscere ciò che il Vangelo sta già operando. Gli incontri sono stati di grande arricchimento. Abbiamo prima pregato insieme e ascoltato il racconto della loro esperienza. Qui abbiamo toccato con mano che la dimensione missionaria della Chiesa è un elemento costitutivo. Adesso si tratta di capire come potremmo continuare in questa direzione. I fidei donum (laici e sacerdoti) sono un elemento originale e molto prezioso della storia della Chiesa bresciana. Mi preme che tutto questo possa proseguire, però occorre capire bene in che modo e secondo quali criteri, certo nella prospettiva di una comunione tra Chiese che oggi è ancora più importante.

Don Facchetti: Riscoprire la preghiera

L’Apostolato della Preghiera è presente oggi in tutto il mondo e anche nella nostra Diocesi è diffuso in molte parrocchie e comunità

Lo scorso 14 novembre, presso il Centro pastorale Paolo VI, in città, si è tenuto il primo incontro diocesano dell’Apostolato della Preghiera. Questo primo incontro, ha visto, in mattinata, la preghiera delle Lodi, una Meditazione dell’assistente diocesano don Diego Facchetti sulla prima Lettera pastorale del nostro Vescovo, spazio per Adorazione e Confessioni, S. Messa e pranzo condiviso. Nel pomeriggio, l’Ora Media, Echi dal Convegno Nazionale, presentazione del calendario con le iniziative per questo nuovo anno, tra cui i possibili pellegrinaggi e, al termine della giornata, il canto dei Vespri.

Nato in Francia nel 1844, l’Apostolato della Preghiera è presente oggi in tutto il mondo e anche nella nostra Diocesi è diffuso in molte parrocchie e comunità. L’Apostolato della preghiera è un programma di vita, uno strumento di evangelizzazione, una scuola di preghiera e una strada di santità, aperta a tutti, che aiuta a compiere un percorso di fede facendo vivere i Sacramenti nello spirito del sacerdozio comune a tutti i fedeli in Cristo.

“Lo scopo principale dell’Apostolato della Preghiera è molto semplice” ci ha detto don Facchetti: “Aiutare ogni cristiano, inserito in parrocchia o in qualche gruppo diocesano, ma anche non inserito e, talvolta, più lontano dall’ambiente ecclesiastico, a scoprire il valore della preghiera, soprattutto nell’aspetto di apostolato e condivisione”. Attraverso l’invito a pregare e riflettere mensilmente sulle intenzioni del Papa e dei Vescovi, l’Apostolato permette di collegare la vita spirituale con la realtà concreta della vita di ciascuno, ricca di gioie e speranze, ma anche di dolore, angoscia e preoccupazioni.

“Tra le iniziative che il nostro gruppo ha in programma quest’anno, ci sono altri due incontri diocesani, il momento di preghiera quotidiana secondo le intenzioni mensili, due pellegrinaggi, a Roma, Napoli e Pompei oltre che a Modena e all’abbazia di Nonantola e la scelta di proseguire a sostenere diversi progetti, come i Gemma, in aiuto delle donne in gravidanza ma interessate da svariate difficoltà e un aiuto concreto per i bambini di Betlemme” ha concluso don Facchetti.

“Perché i giovani, per grazia di Dio, diano compimento al loro desiderio di vita, conoscano sempre più il Volto amorevole di Cristo, camminino nella luce della fede e infondano al mondo speranza”: questa è l’intenzione che il vescovo Pierantonio ha “affidato” all’Apostolato della Preghiera per il 2018/2019 ma che ognuno di noi può far sua, rendendola parte della propria preghiera quotidiana.