Corso di iconografia cristiana per tutti

A partire dall’1 febbraio si terranno cinque incontri presso il Polo culturale di via Bollani, 20 riguardanti diversi temi del mondo ecclesiastico; particolare attenzione sarà data al corso “Il Mistero del Cristo Signore nell’ Iconografia delle Feste”, coordinato e guidato dal prof. Maurizio Marchini

A partire dall’1 febbraio 2020 si terranno cinque incontri, il sabato mattina, dalle 10.30 alle 12.30 presso l’ex seminario nonché polo culturale di via Bollani 20.

La proposta è quella di un corso “complementare” che offre la Scuola di Teologia per Laici. Accanto ai corsi ordinari quest’anno sarà proposto a tutti gli interessati un corso che intende indagare “Il Mistero del Cristo Signore nell’iconografia delle Feste”. Si tratta di un percorso nella Chiesa indivisa del I millennio attraverso i programmi iconografici degli edifici di culto relativi ai Misteri della vita di Cristo: trattandosi di opere legate al contenuto della fede celebrato dalla chiesa, queste possiedono un valore immutabile. Saper individuare gli elementi figurativi che ne determinano l’importanza quale “arte per il culto” cristiano, e non solo il loro valore estetico, può contribuire ad una maggior consapevolezza del senso delle Feste dell’anno liturgico di cui sono espressione.

A guidare gli incontri sarà il prof. Maurizio Marchini, già docente di Lettere nella Scuola Secondaria Superiore e guida turistica per Brescia e Provincia, che ha ottenuto il Baccalaureato in Teologia e ha conseguito la Licenza in Beni Culturali della Chiesa presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma, dedicandosi in particolare allo studio dell’iconografia paleocristiana.

Il corso è aperto a tutti e non prevede nessun particolare prerequisito.

Sinodo per l’Amazzonia

Cristo indica l’ Amazzonia

Con questa affermazione di San Paolo VI comincia il documento finale, approvato a larga maggioranza dai presenti nell’Aula del Sinodo. L’evento è stata parte del lungo cammino inaugurato da Papa Francesco a Puerto Maldonato, il 19 gennaio 2018, e proseguito con un attento ascolto “del popolo di Dio nella Chiesa d’Amazzonia”, fino alle tre settimane dell’ Assemblea Sinodale dell’Ottobre scorso.

“Connessione” è un concetto essenziale del documento. Connessione tra grido della terra e dei poveri, tra distruzione del Creato e sterminio della vita umana, tra annuncio della Buona Notizia di Gesù e testimonianza. La connessione si fa “alleanza”, quando si parla di Chiesa e popoli indigeni. Con “Dio indica l’Amazzonia” nei suoi 7,8 milioni di chilometri quadrati si concentrano le grandi sfide globali, dalla crisi socio-ambientale, al dramma delle migrazioni forzate, alla vivenza tra culture e religioni differenti. Perciò, l’ascolto dell’Amazzonia “nello spirito proprio del discepolo e alla luce della Parola di Dio e della Tradizione, ci porta a una profonda conversione dei nostri schemi e strutture a Cristo e al suo Vangelo.

La prima conversione è quella pastorale: a cui tutti i battezzati sono chiamati per costruire una Chiesa missionaria. Una Chiesa con volto e cuore indigeno.
La seconda conversione è culturale: un’apertura all’altro sincera, visto non come mezzo di cui servirsi, bensì come fratello di cui imparare. In quest’ottica di fraternità, si sviluppa l’ alleanza tra indigeni e Chiesa che si esprime in una sempre maggiore inculturazione.
La terza conversione è ecologica: il documento denuncia con coraggio lo scempio prodotto dall’estrattivismo di risorse, i pesanti contraccolpi contro l’ambiente e i diritti umani di intere comunità calpestati. E nel profilare nuovi cammini di sviluppo la Chiesa fa un’opzione chiara “per la difesa della vita, della terra e delle culture originarie amazzoniche”. In tal luce si comprende il “peccato ecologico” che è: ogni azione e omissione contro Dio, il prossimo presente e le future generazioni, e l’ambiente. Tra le proposte, spicca quella di un fondo mondiale per coprire parte dei bilanci delle comunità amazzoniche e la creazione di un osservatorio socio-ambientale pastorale che lavori in alleanza con i vari attori ecclesiali del Continente, a partire dal Consiglio Episcopale latinoamericano (Celam) e con i rappresentanti delle etnie native.

Il testo si chiude con la conversione sinodale, affinchè “in tali orizzonti di comunione e partecipazione cerchiamo i nuovi cammini ecclesiali, soprattutto nella ministeralità e nella sacramentalità della Chiesa con volto amazzonico”. Esso ribadisce l’urgenza di promuovere e conferire ministeri non ordinati a uomini e donne in modo paritario mentre al volto femminile della Chiesa amazzonica viene dedicata un’intera sezione dal titolo “la presenza e l’ora della donna”. Accanto alla valorizzazione del diaconato permanente, alla promozione delle vocazioni, e alla riaffermazione del dono del celibato sacerdotale, nelle zone più remote, in casi strettamente eccezionali, spiegati dalla necessità di garantire l’Eucarestia a comunità che sarebbero costrette ad esserne private per mesi se non anni, si apre la possibilità di “ordinare sacerdoti uomini idonei e riconosciuti dalla comunità, che abbiano un diaconato permanente fecondo”.

Come conclusione si avvia la costituzione di un organismo permanente e rappresentativo, che promuova la sinodalità nella Panamazzonia, in articolazione con il Celam (Consiglio Episcopale Latinoamericano), e la Repam (A quest’ultimo è affidata, attraverso un’ apposita commissione, lo studio ed eventuale elaborazione di un rito amazzonico “che esprima il patrimonio liturgico, teologico, disciplinare e spirituale amazzonico).

“Credo nell’unigenito Figlio di Dio che si è fatto uomo”. Perché Dio si è fatto uomo?

Incontro di formazione teologica per catechisti tenuto da Monsignor Renato Tononi, teologo. 4 dicembre 2019.

Per vivere bene il catechismo

Istruzioni per l’uso per ragazzi ragazze e genitori

Al Catechismo per

Per Conoscere e incontrare Gesù.
Un cammino per imparare a vivere, amare e scegliere come Lui viveva, amava e sceglieva!
La catechista è una compagna di cammino che mi aiuta a incontrarLo, mi insegna come riconoscere la presenza di Dio nella mia vita. A catechismo si va per: crescere nella fede, imparare a vivere da cristiani, prepararsi ai sacramenti, conoscere la Chiesa, per fare gruppo!
Porto solo i materiali essenziali: il catechismo, il quaderno attivo, la penna e i Vangelo quando richiesto.
Mentre devo lasciare a casa videogiochi, giocattoli, figurine e tener spento il cellulare se ce l’ho! L’incontro sarà bello e interessante se io darò il mio contributo ascoltando, proponendo… Sarò puntuale (magari qualche minuto prima dell’inizio e avviserò la catechista della mia assenza)

Al catechismo perché

Non per conformismo, non per tradizione, non per imposizione: altrimenti non possono fare la Comunione, la Cresima; neppure li mandiamo perché imparino a star buoni (noi non ci riusciamo). Ma perché l’uomo ha bisogno di uno che dia senso pieno alla vita. Senza Dio la vita, nei momenti più seri, diventa invivibile. Senza Gesù la vita è meno vita.


Cari Genitori

Ancora una volta bussiamo con discrezione alla porta del vostro cuore per farvi una proposta. In realtà la proposta non è proprio nostra ma di Colui che ci ama di un amore così grande che forse non riusciamo nemmeno ad immaginare. È una proposta antica, ma di una novità assoluta. È una proposta per i vostri figli, ma anche per voi.

Questa proposta si chiama Gesù

Vogliamo imparare a conoscerlo, ma soprattutto ad amarlo per cercare insieme il senso della nostra vita. Di seguito vi affidiamo un breve augurio che il papa Benedetto XVI ha fatto a tutti i genitori:

Dico semplicemente ai genitori: il Papa Vi ringrazia! Vi ringrazia perché avete donato la vita, perché volete aiutare questa vita che cresce e volete così costruire un mondo umano, contribuendo ad un futuro umano. E lo fate non dando solo la vita biologica, ma comunicando il centro della vita, facendo conoscere Gesù, introducendo i vostri bambini alla conoscenza di Gesù e all’amicizia con Gesù. Questo è il fondamento di ogni catechesi. Quindi bisogna ringraziare i genitori soprattutto perché hanno avuto il coraggio di dare la vita. E bisogna pregare per i genitori perché completino questo loro dare la vita dando l’amicizia con Gesù

Il Signore faccia a tutti il grande dono di incontrare il Suo volto d’amore

Vi aspettiamo in Parrocchia… venite e vedrete

I Sacerdoti e i catechisti

Ricordate che

È importante che i vostri figli non siano lasciati soli nel loro cammino, per questo vi proponiamo alcuni momenti di incontro. Non saranno molti proprio perché non vogliamo stancarvi (ammesso che la Parola di Dio stanchi), ma è un momento di riflessione che fa bene alla nostra fede. Le date degli incontri e degli appuntamenti comuni saranno comunicate in tempo, anche tramite il bollettino parrocchiale.

Le catechiste e i catechisti

Il maestro insegna a sapere, La catechista insegna a vivere
Il maestro da la scienza, La catechista da la sapienza.
Il maestro fa conoscere la terra, il catechista fa conoscere anche il Cielo. La catechista parla di Dio, di Cristo, l’uomo perfetto seguendo il quale ci facciamo più uomini.

“Credo in un solo Dio”, ma non in un Dio solo. Qual’è lo specifico della fede cristiana?

Incontro tenuto da Monsignor Renato Tononi, teologo. Percorso di formazione teologica per catechisti, 20 novembre 2019.

Non si tratta solo di migranti

Commissione Missionaria
29 Settembre 2019: Non si tratta solo di Migranti

Si è celebrata domenica 29 Settembre la 105° “Giornata Mondiale del Migrante e Rifugiato”. É stata una occasione di riflessione e preghiera affinchè in modo concreto nelle nostre comunità cristiane, i migranti, ogni persona che vive ai margini dell’Europa, nei campi in Grecia e in Libia, nei vari centri migratori nei Paesi membri dell’ unione europea, trovino un posto nel cuore della Chiesa.

Papa Francesco nel suo Messaggio per la Giornata ci ricorda che quando si guarda alle migrazioni, non si tratta solo di migranti. Ma di aspirazioni e bisogni che sono inerenti a tutte le persone, ma da cui molti sono esclusi.

I migranti raggiungono le nostre comunità di credenti, la loro presenza è occasione di incontro e a volte di preoccupazione. Richiede di saper accogliere, saper far spazio, saper ascoltare. Richiede di arricchire il racconto dell’ incontro con Dio, aggiungendo il capitolo dell’incontro con Dio che si fa straniero, per aiutarci ad uscire dalle nostre certezze, fondate su abitudini e paure, per aprirci alla verità che sorprende. Non si tratta solo di migranti, si tratta di come essere Chiesa.

Tra Brescia e Montecassino: un convegno su Petronace

É Paolo Diacono, lo storico dei longobardi, che ci racconta di Petronace, patrizio bresciano, originario della pianura, probabilmente di Pedergnaga, odierno San Paolo, che tra il 718 e il 719 decise di compiere un pellegrinaggio in Terra Santa, per visitare il Santo sepolcro. Giunto a Roma e incontrando il papa Gregorio II, gli fu consigliato di recarsi a Montecassino, per farvi rinascere il monastero fondato da san Benedetto e distrutto dai longobardi più di un secolo prima. Persino il sepolcro di san Benedetto giaceva abbandonato.

Con la sua opera, in pochi anni il monastero rinacque e divenne la grande abbazia che diffuse in tutta Europa la proposta del suo fondatore, ispirata al principio dell’ora et labora. Cinquant’anni dopo il suo successore Ottato, accogliendo la richiesta del lenese Desiderio re dei longobardi, inviò a Leno una colonia di dodici monaci, che fecero sorgere il monastero di San Salvatore, poi San Benedetto ad Leones, definito la Montecassino del nord.

Per ricordare la figura di Petronace, conosciuto anche come Secondo fondatore di Montecassino, Fondazione Dominato Leonense, in collaborazione con la Parrocchia dei Ss. Pietro e Paolo di Leno, promuove venerdì 29 giugno alle ore 15.00 presso Villa Badia a Leno il convegno “Petronace. Tra Brescia e Montecassino”.

All’incontro interverranno: dom Donato Ogliari, abate di Montecassino, Mariano Dell’Omo, direttore dell’archivio dell’Abbazia di Montecassino, Nicolangelo D’Acunto dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia e Cesare Alzati dell’Accademia Rumena di Bucarest.

Presiederà Angelo Baronio, coordinatore scientifico della Fondazione Dominato Leonense. Le conclusioni saranno affidate a mons Giovanni Palamini, abate di Leno.

Al termine del convegno si terrà la cerimonia di rinnovo del protocollo di intesa tra la Fondazione Dominato Leonense e l’Abbazia di Montecassino.

Il convegno è promosso dalla Fondazione Dominato Leonense e dalla Parrochhia dei Ss Pietro e Paolo in collaborazione con il Comune di Leno, il Comune di San Paolo, Brixia Sacra, Fondazione Civiltà Bresciana, Cassa Padana Bcc, Libera Università dei Santi Benedetto e Scolastica e con il sostegno di Arcoba srl.


INFORMAZIONI
Convegno “Petronace. Tra Brescia e Montecassino”
Sabato 29 giugno 2019 ore 15.00
Villa Badia, Leno (Bs) – via Marconi 28

Per info e contatti
Fondazione Dominato Leonense
tel.: 331-6415475 | 030-9038463
mail: info@fondazionedominatoleonense.it
web: www.fondazionedominatoleonense.it

Mettici il cuore… salva una vita

Insieme a AVIS di Leno, la Croce Bianca del Dominato Leonense organizza una  fantastica mattinata all’insegna della sicurezza e dell’educazione.

Evento indirizzato a tutti i cittadini che vogliono imparare le manovre di rianimazione in caso di necessità!! I requisiti sono: maggiore età e tanta voglia di imparare!

Non ve la sentite di iscrivervi? Fa niente! Venite a “curiosare”, si impara sempre!!!