La proposta dell’Officina Laudato si’

L’Officina Laudato si’ è un gruppo di lavoro della Commissione diocesana per l’impegno sociale.

L’idea di “officina” richiama un fare concreto, a carattere industriale o artigiano, nel quale si effettuano azioni come analisi, montaggi, riparazioni e revisioni. Anticamente la parola indicava qualsiasi luogo dove si lavorasse e si producesse, anche a scopo culturale. Per capirne di più, ne abbiamo parlato con Antonio Molinari e Caterina Calabria.

Chi partecipa all’Officina?

Persone impegnate in diversi ambiti della società, dalla scuola all’impresa, che volontariamente mettono a servizio le proprie competenze personali e professionali a supporto dell’Ufficio per l’Impegno Sociale della Diocesi. È aperta a collaborazioni e proposte di parrocchie, gruppi e singoli.

Cosa anima i partecipanti?

Il significato di comunità intorno ai temi dello sviluppo umano integrale e sostenibile. Ogni partecipante può portare la propria storia di comunità e condividerla con altre persone per sentirsi veramente “Chiesa in cammino”.

A chi si rivolge?

A tutte le persone, in particolare alle parrocchie e zone pastorali, così come a gruppi, associazioni e movimenti di ispirazione cristiana.

Quali sono le principali attività?

“Far vivere” l’enciclica Laudato si’ di papa Francesco e la custodia del creato in ogni contesto delle comunità. L’Officina Laudato si’ intende promuovere un laboratorio di pensiero e di azione sui diversi territori e realtà della diocesi di Brescia, per costruire con le comunità il bene comune nella prospettiva dell’ecologia integrale, ispirandosi ai valori della dottrina sociale della Chiesa Cattolica.

In che modo l’Officina Laudato si’ può contribuire alla vita diocesana?

“Tutto è connesso” è uno dei concetti fondativi dell’enciclica di papa Francesco. Grazie al diverso radicamento sul territorio e alla partecipazione di persona da diverse zone geografiche è possibile “connettere” le proposte con sensibilità e storie diverse.

Quali sono le parole chiave?

Le parole chiave sono queste:

#tuttoèconnesso; #ecologiaintegrale; #comunità #cura.

Come si può contattare il gruppo?

Basta inviare una email a impegnosociale@diocesi.brescia.it o consultare il sito della Diocesi

www.diocesi.brescia.it/ufficio-impegno-sociale-diocesi-brescia.

L’importanza di un incontro

Nei lontani anni 1990, la Commissione Missionaria e in particolare l’ attività della Menonera, intrecciano il cammino del missionario saveriano Padre Silvio Turazzi e dell’ Associazione “Muungano-Solidarietè di Goma (R.d.Congo), da lui coordinata. Sono religiosi, amici, volontari, italiani e africani, una Comunità che cammina con il popolo Congolese. L’ associazione è di Parma, nata come appoggio alle attività dell’ omonima Associazione “Muungano-Solidarietè di Goma (R.d.Congo). Tutto è iniziato lì nel lontano 1976 a Goma: l’ eruzione del vulcano, l’ epidemia di colera incombevano sulla vita quotidiana, Mungano nasce così, per fare solidarietà, organizzazione, per fare attività, per fare sviluppo decentrato. Nel 1980 il primo Centro Nutrizionale gestito da personale locale che ha assistito negli anni 15.000 ospiti. La guerra arriva Nel 1994: i rifugiati e di nuovo il colera. La città di Goma diventa una metropoli di disperati e in questo contesto nasce la Casa dei Bambini, per assistere gli orfani. Nel 2002 il dramma di Goma si completa: la lava, il vulcano distrugge quello che le milizie hanno risparmiato. Distrugge l’ ospedale dei bambini e le strutture annesse. Se il primo giorno la visione è apocalittica, già durante il secondo inizia la ricostruzione. Le nuove strutture sono inaugurate nel 2005.

In Africa, nella Repubblica Democratica del Congo, città di Goma (nord Kivu), si impegnano in: Atelier di formazione professionale – per ragazzi e ragazze non scolarizzati, scappano dai villaggi a causa della guerra e giungono in città senza istruzione di base, offrono loro un’ istruzione di base, corsi di cucito e di falegnameria.
Centro Salute – il Centro Santè Muungano si rivolge ai poveri del quartiere ed è specializzato nella lotta alla malnutrizione e nel sostegno alla maternità. Offre anche visite a domicilio e percorsi di prevenzione.
Sostegno ai poveri – attraverso il Servizio Sociale di Mungano-Solidarietè sono aiutate famiglie e persone in difficoltà, sostenendoli nel cibo, vestiario, tasse scolastiche. Sono aiutati anche disabili e carcerati (facendo loro visita nelle carceri).

In Italia a Vicomero – Parma si impegnano in: Accoglienza a giovani stranieri – ospitano giovani africani e offrono loro vitto, alloggio e amicizia. Hanno bisogno di un posto letto, ma soprattutto di una “famiglia” che si prenda cura di loro.
Mercatino Solidale “Mille Cose” – ritirirano gratuitamente arredamento, oggettistica e abbigliamento. Sono a Baganzola (PR), altri impegni discarica, consegna a domicilio, raccolta ferro.
Iniziative di sensibilizzazione – incontrano studenti di ogni ordine e grado, nelle loro classi e nella loro sede. Propongono filmati della missione in Rd Congo, testimonianza dei migranti, proposte di sostegno a distanza e di attività di volontariato. Gli incontri sono rivolti anche alla cittadinanza, parrocchie, associazioni ed enti. Hanno anche una mostra itinerante sul tema dello sfruttamento dei minerali in Africa.
Campi di Lavoro e Studio per Giovani – propongono una settimana di vita comunitaria per giovani italiani e africani, con momenti di lavoro manuale e incontri di approfondimento e studio su temi legati all’ Africa, migrazioni, attualità. In collaborazione con l’ associazione “Chiama l’ Africa”.

Per chi volesse contattare l’ Associazione:
Solidarietà – Muungano Strada per G. Cavestro, 16 località Vicomero 43056 Torrile (PR) Tel./Fax + 39 0521.314263
C.F. 92045010342 info@mungano.it
C.c. Bancario Iban IT60U0623012711000035541521
C.c. Postale n. 12686432

Il nostro incontro con il virus della corona

Purtroppo all’inizio del mese di Marzo abbiamo avuta la sfortuna di incontrare di persona il Covid-19 che noi in confidenza abbiamo talvolta soprannominato il virus della corona. Lui è un virus subdolo e malvagio, ci ha fatto stare tutti male in comunità, tranne Entoni lui è la nostra roccia. Tutti anche gli Operatori si sono ammalati, in questo il virus è imparziale e da noi non ha fatto differenze. Abbiamo avuto la febbre, qualcuno la tosse ed eravamo spesso stanchi senza aver fatto nulla. Anche se le regole della Regione Lombardia ci hanno detto che non potevamo fare il tampone e quindi non siamo sicuri che per 7 di noi fosse proprio il corona, abbiamo invece saputo che Patrizia, che in Pronto Soccorso c’era andata e aveva fatto il tampone, aveva vinto il titolo di “paziente 1” della Comunità ed il suo premio è stato il trasferimento nella suite singola al secondo piano, con servizio in camera completo ed esclusivo, compresa la TV personale. Lei all’inizio era un po’ perplessa e spesso si è sentita tanto sola però tutto sommato tra un cruciverba e una dormita, un po’ di tv e un riposino, un po’ di ginnastica che aiuta ad alzare la saturazione ed un altro riposino, anche per lei le giornate sono trascorse.

Per riempire il tempo abbiamo visto tutta la filmografia completa di Bud Spencer e Terence Hill, i classici che fan sempre tornare il sorriso. Poi ci siamo inventati di fare il pigiama-mascherina party, il tachi-aperitivo, ginnastica in cortile e abbiamo giocato tanto a carte. Grazie alle videochiamate siamo riusciti a parlare e vedere i nostri familiari ed amici. Marco e Mauro hanno addirittura fatto le chiamate collegati contemporaneamente a due sorelle in due case diverse.

A proposito di amici siccome era diventato un po’ difficile per i nostri operatori preparaci la cena, abbiamo chiesto ai nostri volontari di aiutarci ma non solo a loro: abbiamo scoperto che a Leno tante persone hanno voluto diventare nostre amiche e ci hanno cucinato a turno per 2 mesi abbondanti delle cenette con i fiocchi. Alcune non le conoscevamo proprio ed è stato bello scoprire i loro messaggi fra i piatti e per questo li vogliamo ringraziare tutti. Ringraziamo di cuore anche i volontari della Protezione Civile e del Gruppo Alpini che ogni giorno si sono occupati di portare da noi proprio queste cene. Una sera c’è andata alla grande: pizza offerta dall’Oasi.

Anche la nostra Amica il Sindaco Cristina Tedaldi ci ha mandato delle torte ed anche i pasticcini, oltre a dei regali per chi di noi ha compiuto gli anni.

Per rassicurarci il nostro Presidente Paolo Bonometti ci telefonava tutti i giorni, ma talvolta ci siamo sentiti comunque soli perché vedere il cancello sempre chiuso e sapere che non si poteva spalancare ci ha faceva tristezza.

Figuratevi quando abbiamo visto che si stava aprendo perché era arrivata un’ambulanza: che momenti. Purtroppo la nostra amica Silvana è stata troppo male e qui in casa non riusciva a guarire, per cui i soccorritori l’hanno portata all’ospedale. Quando è uscita ci ha salutato tutti con la mano e tutti noi eravamo molto tristi. Lei era la più anziana di tutti in casa e per prenderla in giro la chiamavamo “Zia Silvy”. Era burbera a volte ma tanto generosa e forte, aveva sempre voglia di fare nuove esperienze, non si tirava mai indietro. Purtroppo non è più tornata nella nostra casa e speriamo di poter andare presto a portarle un fiore dove ora riposa serena. Le piacevano molto i fiori ed aveva il pollice verde.

Abbiamo dovuto farci molto coraggio perché la paura che qualcun altro potesse andare in ospedale era tanta ma non abbiamo mai ceduto ed alla fine abbiamo buttato fuori dalla nostra Comunità il subdolo virus ed ora stiamo tutti bene. Certo ancora non possiamo uscire ed abbiamo tutti i capelli in disordine. Giacomo dice che fra un po’ gli dobbiamo fare le trecce, anche se lui e Giovanni sembrano piuttosto i nuovi Beatles. Manuel invece sembra Mentana!

I più ridicoli però sono i nostri Operatori che quando arrivano in turno si devono mettere tute o assurdi camici e ovviamente le mascherine. Però lo sappiamo ed abbiamo capito che si conciano così solo per proteggerci.

Un’altra cosa difficile è resistere alla tentazione di farci le coccole, prenderci per mano e stare gli uni vicino agli altri. Anche in questo ci siamo inventati modi nuovi: ci tocchiamo con i piedi, con i gomiti, ci mandiamo i baci da lontano. La più geniale è stata Lucrezia: lei quando non resiste al bisogno di contatto propone il saluto con strofinata sedere contro sedere, certo è molto rischioso in tutti i sensi ma anche divertente.

Abbiamo anche ricominciato a fare delle passeggiate sempre muniti di guanti e mascherine e Loredana ad esempio ha ripreso ad andare dal giornalaio il sabato mattina.

Insomma ce la stiamo cavando ed abbiamo già deciso che appena sarà possibile riapriremo il nostro cortile per invitare tutti, nuovi e vecchi amici a festeggiare con noi la fine dell’epidemia e la sconfitta del maledetto virus.

Giovanni, Lucrezia, Entoni, Giacomo, Manuel, Loredana, Marco, Mauro, Patrizia ovvero i ragazzi della Comunità “Monica Crescini” – Cooperativa Collaboriamo

La nostra Comunità ha passato momenti davvero difficili ed abbiamo voluto narrarli come li abbiamo vissuti cioè cercando di sdrammatizzarli. I ragazzi sono stati coraggiosi e non hanno mai perso la voglia di sorridere e scherzare e mai hanno permesso allo sconforto di prendere il sopravvento. Loro per me sono dei Diamanti di Cristallo che affrontano il dolore senza mai permettere che diventi rabbia. Io ad esempio non ne sono capace.

Esa

Meeting dell’AC con il vescovo

Domenica 26 aprile alle 10 dal Centro pastorale Paolo VI la S. Messa presieduta dal vescovo Pierantonio per il Meeting diocesano dell’Azione Cattolica

Come una di quelle feste tradizionali che radunano una grande famiglia una volta all’anno. Dove quello che conta non è il luogo, il programma della giornata, il look o quello che si mangia. Ma l’incontro. Il fatto di esserci, di ritrovarsi insieme, di riconoscersi come parte di una realtà che esiste proprio grazie all’esistenza di ognuno. Così è un meeting dell’Azione Cattolica. Un incontro che è una festa, un intreccio di vite, volti e storie. Bambini, adulti, giovani, anziani che nella varietà delle singole esperienze condividono un cammino e si ritrovano, con le loro associazioni parrocchiali, in una giornata che è l’occasione per raccontarsi le esperienze dell’anno trascorso, per riflettere insieme e progettare un pezzo di futuro, per rinsaldare legami e scoprirne di nuovi, per rivivere il bello dell’essere associazione, del sentirsi parte di una grande famiglia, per celebrare insieme l’incontro con il Signore che dà fondamento e sostegno alla nostra esistenza. Siamo orfani di meeting. Non potremo incontrarci fisicamente domenica 26 aprile, ma avremo un’occasione per essere insieme, “distanti ma uniti” come dice lo slogan ormai entrato nella nostra quotidianità. Alle 10 il vescovo Pierantonio celebrerà la S. Messa come avrebbe fatto durante il meeting. Ognuno di noi seguirà in diretta (su Super Tv e su Teletutto), partecipando da casa con i segni che saranno proposti. Vivremo così il nostro incontro, con l’augurio di tornare presto meno distanti ma sempre più uniti.

ACLI Leno

Anche le Acli bresciane sono chiamate a riflettere sulle motivazioni del nostro operato come associazione di lavoratori. Si è iniziato con l’Assemblea Ordinaria dei Soci, presieduta dalla vicepresidente provinciale Stefania Romano, domenica 26 gennaio alle ore 10:00, che che ha previsto la discussione dei documenti programmatici, l’approvazione del bilancio di esercizio 2019, e l’elezione del consiglio di presidenza del circolo che è giunto alla fine del mandato.

Il 1° Maggio, giorno di festa per i lavoratori, dopo la S. Messa, ci sarà la distribuzione delle tessere seguita da un momento conviviale a cui siete tutti invitati.
Come consiglio uscente ringraziamo tutti i nostri tesserati per il loro caloroso sostegno che non è mai mancato, tutti coloro che in vari modi si sono adoperati per la buona riuscita delle iniziative che di volta in volta abbiamo proposto, tutti i partecipanti alle nostre attività e tutti coloro ci hanno aiutato e sostenuto soprattutto nel primo periodo del nostro mandato. Ricordiamo in particolare Don Giovanni Palamini, prezioso assistente spirituale, sempre disponibile a sostenerci e a spronarci nei momenti di difficoltà, Gianpaolo, segretario perfetto, e Giulia con Pietro, che con la loro grande esperienza e maturità ci hanno fatto da angeli custodi: grazie!

Siamo sicuri che il loro sostegno sarà garantito anche al nuovo Consiglio a cui facciamo i più sinceri auguri di buon lavoro per i prossimi quattro anni.
PS. Ricordiamo che nel mese di giugno riprendono le nostre passeggiate serali: fatevi trovare pronti e allenati!!!

Wilma Bonetti e il consiglio del circolo Acli di leno

Vivere con Maria

A Lourdes la Madonna invita alla penitenza con insistenza particolare, ripetendolo per tre volte. Ancora il 25 febbraio chiede a Bernardette: “Andate a bere alla fontana e a lavarvi. Andate a mangiare dell’erba che è là, andate a baciare la terra per la conversione dei peccatori”. A Fatima la Madonna rivolge ai pastorelli una domanda più esplicita e impegnativa: “Volete voi offrirvi a Dio per domandare la conversione dei peccatori?”. (13.5.1917). Chiede inoltre di sacrificarsi per i peccatori e di dire spesso, ma specialmente nel fare qualche sacrificio: “Gesù, è per vostro amore, per la conversione dei peccatori e in riparazione delle ingiurie commesse contro l’Immacolato Cuore di Maria “. (13.7.1917). Vivere con Maria, vedere la storia e le vicende umane con il suo sguardo, è un atteggiamento che si lega strettamente con l’avvenimento delle apparizioni. Queste sono indubbiamene un’espressione, particolare e ricca, della presenza di Maria che si fa presente nella storia degli uomini. Questa comunione, suscitata dalle richieste della Vergine Santa, favorisce un atteggiamento interiore che il Beato Novarese già viveva, prima di fissare lo sguardo sui messaggi di Lourdes e Fatima. Oltre alla penitenza, i messaggi della Vergine Santa, esortano ad un altro atteggiamento, necessario a chi è pellegrino verso il Regno: la preghiera. Questo avviene in molti e pressanti modi: vengono affidate ai bambini formule semplici e popolari, viene raccomandata la preghiera del Rosario. A Fatima la preghiera trova anche dei gesti specifici appresi dalla Vergine, che dolcemente giunge le mani in atteggiamento supplice, e dall’Angelo che invita a prostrarsi in adorazione dei misteri di Dio. Così Lourdes e Fatima ci presentano l’economia della salvezza mediante la forza operativa della preghiera, secondo l’insegnamento evangelico: “Tutto quello che domanderete nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato” (Mc 11,24).

Cena povera per i poveri

9 marzo in Oratorio

Ore 19.30 S.Messa nella Cappella oratorio, a seguire cena.

L’appuntamento è annuale e si inserisce opportunamente nel tempo quaresimale; la “cena del povero” è un incontro all’insegna della semplicità francescana e della fraternità.

Inizia sempre attorno alla mensa del Signore, con la celebrazione della Parola e dell’Eucaristia, e poi prosegue con la consumazione di un pasto povero (un minestrone di lunga ed elaborata preparazione, venti e più chili di verdure, le più diverse ma ben amalgamate e arricchite con gustosissime croste di formaggio… che sia una metafora della comunità?) accompagnato da una grande varietà di dolci casalinghi, cui è rigorosamente vietato resistere.

La cena del povero richiede la disponibilità a stare insieme in serenità di spirito, anche indossando il grembiule del servizio e con il cuore aperto alle necessità delle persone più povere, ai cui bisogni la Parrocchia desidera rispondere con la concretezza della prossimità.

Le offerte raccolte non potranno rispondere alle tante necessità che emergono, ma rappresentano pur sempre una goccia molto concreta nel vasto mare della solidarietà.

Grazie dunque a chi ha accolto nel bene questa proposta, ma soprattutto a chi l’ha resa possibile creando l’opportunità dell’incontro e della reciproca accoglienza.

Giusy