L’importanza di un incontro

Nei lontani anni 1990, la Commissione Missionaria e in particolare l’ attività della Menonera, intrecciano il cammino del missionario saveriano Padre Silvio Turazzi e dell’ Associazione “Muungano-Solidarietè di Goma (R.d.Congo), da lui coordinata. Sono religiosi, amici, volontari, italiani e africani, una Comunità che cammina con il popolo Congolese. L’ associazione è di Parma, nata come appoggio alle attività dell’ omonima Associazione “Muungano-Solidarietè di Goma (R.d.Congo). Tutto è iniziato lì nel lontano 1976 a Goma: l’ eruzione del vulcano, l’ epidemia di colera incombevano sulla vita quotidiana, Mungano nasce così, per fare solidarietà, organizzazione, per fare attività, per fare sviluppo decentrato. Nel 1980 il primo Centro Nutrizionale gestito da personale locale che ha assistito negli anni 15.000 ospiti. La guerra arriva Nel 1994: i rifugiati e di nuovo il colera. La città di Goma diventa una metropoli di disperati e in questo contesto nasce la Casa dei Bambini, per assistere gli orfani. Nel 2002 il dramma di Goma si completa: la lava, il vulcano distrugge quello che le milizie hanno risparmiato. Distrugge l’ ospedale dei bambini e le strutture annesse. Se il primo giorno la visione è apocalittica, già durante il secondo inizia la ricostruzione. Le nuove strutture sono inaugurate nel 2005.

In Africa, nella Repubblica Democratica del Congo, città di Goma (nord Kivu), si impegnano in: Atelier di formazione professionale – per ragazzi e ragazze non scolarizzati, scappano dai villaggi a causa della guerra e giungono in città senza istruzione di base, offrono loro un’ istruzione di base, corsi di cucito e di falegnameria.
Centro Salute – il Centro Santè Muungano si rivolge ai poveri del quartiere ed è specializzato nella lotta alla malnutrizione e nel sostegno alla maternità. Offre anche visite a domicilio e percorsi di prevenzione.
Sostegno ai poveri – attraverso il Servizio Sociale di Mungano-Solidarietè sono aiutate famiglie e persone in difficoltà, sostenendoli nel cibo, vestiario, tasse scolastiche. Sono aiutati anche disabili e carcerati (facendo loro visita nelle carceri).

In Italia a Vicomero – Parma si impegnano in: Accoglienza a giovani stranieri – ospitano giovani africani e offrono loro vitto, alloggio e amicizia. Hanno bisogno di un posto letto, ma soprattutto di una “famiglia” che si prenda cura di loro.
Mercatino Solidale “Mille Cose” – ritirirano gratuitamente arredamento, oggettistica e abbigliamento. Sono a Baganzola (PR), altri impegni discarica, consegna a domicilio, raccolta ferro.
Iniziative di sensibilizzazione – incontrano studenti di ogni ordine e grado, nelle loro classi e nella loro sede. Propongono filmati della missione in Rd Congo, testimonianza dei migranti, proposte di sostegno a distanza e di attività di volontariato. Gli incontri sono rivolti anche alla cittadinanza, parrocchie, associazioni ed enti. Hanno anche una mostra itinerante sul tema dello sfruttamento dei minerali in Africa.
Campi di Lavoro e Studio per Giovani – propongono una settimana di vita comunitaria per giovani italiani e africani, con momenti di lavoro manuale e incontri di approfondimento e studio su temi legati all’ Africa, migrazioni, attualità. In collaborazione con l’ associazione “Chiama l’ Africa”.

Per chi volesse contattare l’ Associazione:
Solidarietà – Muungano Strada per G. Cavestro, 16 località Vicomero 43056 Torrile (PR) Tel./Fax + 39 0521.314263
C.F. 92045010342 info@mungano.it
C.c. Bancario Iban IT60U0623012711000035541521
C.c. Postale n. 12686432

L’efficacia della preghiera per le vocazioni

Carissimi lettori!

Gesù ha detto apertamente ai suoi discepoli: “La messe è molta, ma gli operai sono pochi! Pregate dunque il padrone della messe che mandi operai nella sua messe!”. (Mt 9,37-38) Pregate dunque è l’unica condizione che il Signore pone perché ci siano operai sufficienti per la sua messe. Tante volte abbiamo sentito ripetere queste parole del Maestro, ma ci crediamo veramente? Quanto bisogno abbiamo oggi di santi sacerdoti e persone consacrate fedeli a Gesù! Desidero raccontarvi l’esempio di alcune donne che hanno preso sul serio queste parole del Vangelo e che hanno così potuto sperimentare l’efficacia della preghiera per le vocazioni.

Ci rechiamo nel piccolo paese di Lu nell’Italia del nord, una località che conta poche migliaia di abitanti e che si trova in una regione rurale a 50 km ad este di Torino. Questo piccolo paese sarebbe rimasto sconosciuto se nel 1881 alcune madri di famiglia non avessero preso una decisione che avrebbe avuto delle “grandi ripercussioni”.Molte di queste mamme avevano nel cuore il desiderio di vedere uno dei loro figli diventare sacerdote o una delle loro figlie impegnarsi totalmente al servizio del Signore. Presero dunque a riunirsi tutti i martedì per l’adorazione del Santissimo Sacramento, sotto la guida del loro parroco, Monsignor Alessandro Canora, e a pregare per le vocazioni. Tutte le prime domeniche del mese ricevevano la Comunione con questa intenzione. Dopo la Messa tutte le mamme pregavano insieme per chiedere delle vocazioni sacerdotali. Grazie alla preghiera piena di fiducia di queste madri e all’apertura di cuore di questi genitori, le famiglie vivevano in un clima di pace, di serenità e di devozione gioiosa che permise ai loro figli di discernere molto più facilmente la loro chiamata.

Quando il Signore ha detto: “Molti sono chiamati, ma pochi eletti” (Mt. 22,14), bisogna comprenderlo in questo modo: molti saranno chiamati, ma pochi risponderanno. Nessuno avrebbe pensato che il Signore avrebbe esaudito così largamente la preghiera di queste mamme. Da questo piccolo paese sono uscite 323 vocazioni alla vita consacrata (trecento ventitré!): 152 sacerdoti (e religiosi) e 171 religiose appartenenti a 41 diverse congregazioni. In alcune famiglie ci sono state qualche volta anche tre o quattro vocazioni. L’esempio più conosciuto è quello della famiglia Rinaldi. Il Signore chiamò sette figli di questa famiglia. Due figlie entrarono tra le suore salesiane e, mandate a Santo Domingo, furono delle coraggiose pioniere e missionarie. Tra i maschi, cinque diventarono sacerdoti salesiani. Il più conosciuto dei cinque fratelli, Filippo Rinaldi, fu il terzo successore di Don Bosco e Giovanni Paolo II lo beatificò il 29 aprile 1990. In effetti, molte vocazioni entrarono tra i salesiani. Non è un caso dal momento che Don Bosco nella sua vita si recò quattro volte a Lu. Il santo partecipò alla prima Messa di Filippo Rinaldi, suo figlio spirituale, nel suo paese natio. Filippo amava molto ricordare la fede delle famiglie di Lu: “Una fede che faceva dire ai nostri genitori: il Signore ci ha donato dei figli e se Egli li chiama noi non possiamo certo dire di no!”.

Questo esempio dovrebbe incoraggiarci a formare gruppi di preghiera per le vocazioni. Se fossimo consapevoli di quanta forza abbiamo quando preghiamo, in particolare quando preghiamo insieme ad altri! Abbiamo nelle nostre mani la realizzazione dei progetti di Dio per quelle anime che Egli vorrà chiamare, perché Egli chiede sempre la nostra collaborazione per i suoi disegni di salvezza. Pensiamo alle ultime parole rivolte da Gesù ai suoi discepoli: “Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni battezzandole nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”.

In questo numero potrete conoscere le esperienze di alcuni giovani che hanno accolto l’invito di Gesù e, consacrandosi interamente a Lui, desiderano essere strumenti dell’amore e della misericordia del Signore ovunque Egli li manderà. Le loro vite sono sicuramente il frutto di tante preghiere nascoste e conosciute solo a Dio!

Unito con voi tutti nella preghiera per le vocazioni, Vi saluto e benedico!

Paolo Maria Hnilica, SJ