La prima Festa dell’Oratorio di Milzanello

Era una sera di ottobre, da qualche giorno era passata la festa di sant’Urbano in quel di Milzanello.

Ci siamo trovati con don Ciro per la programmazione di alcune iniziative, ed a un certo punto ci ha spiazzati: “Perché – dice lui – anche a Milzanello non programmiamo una festa estiva dell’Oratorio?”. Di feste ne abbiamo fatte molte, ma una festa di tre giorni, ricca di momenti e… di molto lavoro (!!!) non ne avevamo mai fatte!

Abbiamo accolto la sfida e ci siamo messi al lavoro. Dicevamo che tre sono state le serate che, accompagnate dal bel tempo, hanno visto salire sul palco diversi ospiti.

Nella sera di venerdì 8 giugno gli animatori del grest hanno presentato il tema del grest di quest’anno con il ballo dell’inno e una scenetta che ha rallegrato tutti i presenti, e a seguire il gruppo “The Juke Box” ha intrattenuto tutti i convenuti con musica anni ’60. É stata la volta sabato del gruppo “Noi. Il viaggio nomade”, che già dal nome fa intendere che la cover band abbia suonato canzoni dei ben più famosi Nomadi. La seconda serata è stata definita campagnola, per il piatto a base di porchetta che lo chef Roberto ci ha gentilmente cucinato. La festa si è conclusa in bellezza domenica sera con la serata danzante, animata da Mirella Ambrosini e la scuola di ballo Rosy Dance.

É stato davvero piacevole vedere il nostro Oratorio così vivo per la grande partecipazione di gente, e così vivace per tutti i volontari dell’Oratorio stesso che con i ragazzi che hanno servito ai tavoli hanno saputo donare gratuitamente e generosamente il loro tempo. Quando al termine di una esperienza si arriva stanchi ma con il sorriso, significa che abbiamo donato, ma anche ricevuto da chi abbiamo incontrato in quelle serate.

Un grande grazie a tutti coloro quindi che hanno lavorato, partecipato, e reso questi giorni più belli! Per questo speriamo che la prima festa dell’Oratorio di Milzanello, possa vederne l’anno prossimo anche una seconda!!!

Guarda le immagini della festa:

La prima Festa dell’Oratorio di Milzanello

Chi si fida è libero

Omelia della Santa Messa della Festa dell’Oratorio – 17 giugno 2017.

Molti già lo sanno, ma per chi ancora non lo sapesse davanti alla chiesetta c’è un’aiuola con tre piante di ulivo. In quella che dà verso il centro del cortile c’è un nido di merli. Fino alla settimana scorsa nessuno sapeva di quel nido, perché i rami erano più lunghi. Quando abbiamo tagliato i rami il nido è venuto allo scoperto e penso che da allora in poi abbiamo creato decisamente ansia alla mamma di quei pulcini, perché avendo tolto la protezione sono sotto la luce del sole; non tanto per la luce, ma perché possono essere visti da altri uccelli più grandi che possono mangiarli. Se pensiamo poi alle mille pallonate che arrivano tutto il giorno, o a chi va a vederli perché sono belli… la mamma di quei pulcini sicuramente ha passato l’ultima settimana preoccupata. Quella mamma ovviamente ha deposto le uova, le ha covate perché era la cosa più cara che aveva e perché nel suo istinto sapeva che da quelle uova, la vita sarebbe uscita potente, sarebbe venuta fuori, avrebbe rotto il guscio, sarebbe venuta alla luce, e così è accaduto.

Con esempi simili a questo per il significato ci parla oggi la Sacra Scrittura. Nella prima lettura, di Ezechiele, ci viene descritto di un germoglio e di un seme che sono piccoli inizialmente, ma che poi diventano grandi.

La vita cresce e diventa potente nel suo sviluppo.

Perché Gesù utilizza queste immagini? Perché vuole parlarci del regno di Dio. Che cos’è il regno di Dio? Il regno di Dio è dove Dio è re. E se Dio è re per Lui vuol dire essere responsabile di un regno, responsabile di chi abita quel regno. Che caratteristiche deve avere chi abita in quel regno? Chi abita nel regno di Dio è colui che vive secondo la sua volontà e a questi Dio chiede di essere collaboratori. Ci chiede di essere giorno per giorno capaci di costruire quello stile, quel regno che diventa il suo regno. Non ha scelto a caso Gesù questa immagine. Gesù sa una cosa molto profonda: sa che nel nostro spirito, nel nostro animo, sono presenti alcune tentazioni. Tra queste ve n’è una che molto spesso trova spazio ed è la tentazione della sfiducia; diventa forte questa tentazione quando vedi che le cose non vanno come vorresti o quando, dopo tanti sforzi, non arrivi ai risultati che avevi sperato, o quando vedi che nonostante tu ti impegni a fare molte cose, altra gente va a dissipare quello che tu fai. Allora arrivi a dire “non ne vale la pena”.

Quando arriviamo dire “non ne vale la pena” vuol dire che il male ci ha già travolti e già siamo sulla via della sconfitta. Gesù ci dice oggi “il regno di Dio è come un piccolo seme” che vuol dire: non aspettate vi cambiamenti eclatanti, non aspettate di trasformazioni grandiose, perché noi vorremmo svegliarci la mattina con un mondo diverso, con un mondo migliore. Ma così non accade. Ci dice Gesù oggi che ogni piccolo gesto del suo regno, ogni piccolo gesto nel suo stile costruisce il regno di Dio, e contribuisce a far sì che la sfiducia non trovi spazio in noi. É una tentazione forte questa: quante volte sperimentiamo il senso di abbandono, di sfiducia? Diciamo “non val la pena essere onesti, con tutta quella corruzione che c’è in giro”, “non vale la pena provare a portare pace in tutta questa violenza”, “non vale la pena prendersi cura dell’oratorio, dei tanti limiti che ci possono essere nella società di oggi”, “non val la pena annunciare il Vangelo, quando sembra che nessuno interessi nulla”. Quando sembra che a nessuno interessi nulla.

Perché Dio arriva sempre a farti la domanda giusta. L’importante poi è rispondere nel modo giusto.

Ecco, quando noi pensiamo “non val la pena” allora purtroppo il male ci ha già travolti. E bisogna fare attenzione a non lasciarsi fagocitare da questo male; noi siamo quelli della speranza.

Il nostro Dio è un Dio di speranza.

La speranza è la vera categoria cristiana, che non si basa solo sulle nostre forze, ma si basa sul fatto che noi con Dio faremo grandi cose. Se non fosse così, se tutto fosse basato solo sulle nostre capacità o su quello che ci riserva la vita, saremmo in balia dei più forti e dei più fortunati. Dio non desidera questo e ci chiede di fidarci di lui. Ogni giorno, passo dopo passo, una briciola alla volta, un gesto alla volta. Ci rendiamo conto o no che anche momenti come questo, dove abbiamo duecento ragazzi che vengono a fare esperienza e si sentono appartenere a questo oratorio, un po’ alla volta segneranno la loro cultura, la loro crescita. Poi non sono tutti qua stamattina a messa, è vero. La messa non è più un punto di partenza, ormai deve diventare un punto di arrivo. Ci proviamo ogni giorno, anche i genitori ed anche i nonni. Proviamoci ogni giorno, non lasciamo cadere la speranza, con piccoli gesti che diventano grandi gesti.

Le grandi trasformazioni quasi sempre avvengono in seguito alla violenza. Solo le bombe trasformano i territori in un secondo. L’uomo nei millenni trasforma territorio, e qui siamo nel posto migliore per dirlo: mille anni di lavoro dei monaci hanno bonificato un’intera terra di cui noi siamo i figli. Anno dopo anno, giorno dopo giorno, e ci hanno portato qui a fidarci di quel piccolo seme che diventa grande perché la vita viene fuori e la vita va avanti sempre nella misura in cui noi la doniamo. Ma se la tratteniamo allora la vita si interrompe.

Ci chiede oggi il Signore di non avere paura, o meglio di fidarci di Lui nonostante la paura. Perché l’uomo coraggioso è l’uomo che ha paura, perché se non avesse paura non ci sarebbe neanche il coraggio. Oggi ci chiede di essere coraggiosi, anche  a Leno, nel nostro contesto.

Il Vangelo ci cambia, anche oggi continua a cambiarci. Allora apriamoci a questa speranza e ogni qualvolta ci rendiamo conto che in noi serpeggia, perché si insinua giorno dopo giorno logorante la sfiducia, e ci mangia, cerchiamo di avere la consapevolezza di non ascoltarla, perché ci mangerà. Chi vive di sfiducia muore.

Chi si fida è libero, ha vinto.

Non ha neanche bisogno di dimostrazioni perché sa che c’è un Dio che non lo abbandona. Questo vogliamo raccontare, questo dobbiamo raccontare a noi, ma soprattutto a loro, che saranno quelli che si prenderanno cura di noi quando saremo vecchi. Ora noi diamo a questi piccoli lo stile della carità o altrimenti, come purtroppo accade a volte, saremo vittima della cultura dello scarto, dove chi non produce non conta più niente. E qui zittisco perché non vorrei andare oltre, far star male, ma ascoltiamo di quanta meschinità c’è dietro le sole logiche del mercato.

Noi siamo di più di un mercato, noi andiamo avanti, viviamo perché c’è qualcuno che ci vuole bene, e questo porta avanti la vita. Dio ci chiede questo oggi, questo coraggio e questa fiducia.

Un, due, tre… Stella!

Ritorna il contest fotografico alla Festa dell’Oratorio: anche quest’anno vogliamo proporre una “sfida” a suon di fotografie. L’idea di base resta la stessa, catturare in un’istantanea lo spirito della Festa come viene visto da chi vi prende parte e spargerlo il più possibile.

Partecipare è semplicissimo: da giovedì 14 a domenica 17 (fino al pranzo) vieni a metterti in posa sulla nostra passerella. Puoi farti fotografare anche in gruppo, con amici o sconosciuti!

Pubblicheremo le foto in un album sulla nostra pagina Facebook, Oratorio San Luigi Leno, che sarà condiviso più volte durante la Festa. Il vincitore sarà semplicemente chi avrà accumulato più “mi piace” al momento della premiazione, che sarà domenica 17 alle 18:30. Conteremo come validi solo i “mi piace” messi direttamente alla foto, non alle condivisioni. Il premio? Una sorpresa fantastica!

Passa a trovarci, rimarrai sorpreso!

N.B. Per la pubblicazione della foto è necessaria l’autorizzazione da parte della persona ritratta, o dei genitori in caso di minore. Per questo ti chiederemo di firmare una liberatoria al momento dello scatto.

La notte beat

Arriviamo all’ultimo giorno di programmazione della Festa dell’Oratorio 2018.

Alle ore 10.30 verrà celebrata la Santa Messa, che sarà il momento culminate della settimana dedicata all’Oratorio.

Lo stand gastronomico aprirà alle ore 12.30 per il pranzo; oltre al consueto menu sarà possibile prenotare lo spiedo, anche da asporto (le prenotazioni si accettano durante tutta la settimana presso la cassa centrale).

Dopo la Santa Messa delle 18.30 in chiesa parrocchiale alle 19.30 riaprirà lo stand gastronomico. A partire dalle ore 21.00 penseranno i 60lire a chiudere la festa con il ritmo anni ’50 e ’60. Durante la serata verrà premiato il miglior abbigliamento a tema anni ’50 e ’60, quindi vi aspettiamo preparati!

Notte bianca della Festa dell’Oratorio

Arriva la notte più esaltante di tutte!

La consueta preghiera comunitaria nella cappella dell’Oratorio sarà sempre alle ore 18.30.

Alle 19.30, finita la celebrazione in chiesa parrocchiale, aprirà lo stand gastronomico. La serata animata avrà inizio alle ore 21.00 e vedrà alternarsi la scuola di danza Doppiopasso, il gruppo #newsbalac e dj Maurizio.

Alla fine della serata, da mezzanotte fino al mattino di domenica, si potrà rimanere nella chiesetta dell’oratorio per l’adorazione notturna animata.

Non puoi mancare, sarà la miglior serata di sempre!

La serata color bianco

La cena in bianco arriva alla Festa dell’Oratorio!

Dopo la preghiera aperta a tutta la comunità alle 18.30 presso la chiesetta dell’Oratorio, alle 19.30 aprirà lo stand gastronomico.

Il tema della serata sarà il color bianco, quindi vi invitiamo ad avere un abbigliamento bianco. A partire dalle ore 21.00 la serata sarà animata dai JUKEBOX, live band anni ’60.

Bada bim pam pam

Alle ore 19.00 ci sarà l’ormai consueto momento di preghiera aperto a tutta la comunità presso la cappella dell’Oratorio.

Subito dopo inizierà l’esibizione dei ragazzi della Bassa Bresciana Rugby. Durante l’esibizione sarà organizzato un piccolo torneo di Touch Rugby, una versione del gioco nella quale i placcaggi sono sostituiti con un semplice tocco ad una o due mani, aperto a tutti i presenti.

A partire dalle ore 21.00 sarà il turno dello spettacolo di danza dell’ASD Espressioni corporee nel teatro.

Cosa state aspettando?

Riparto da Te

Riparto da Te, il grest organizzato dalla parrocchia per l’estate del 2018 ed incentrato sulla figura di Noè, arriva alla Festa dell’Oratorio!

Alle 19.00 ci sarà un momento di preghiera presso la cappella dell’Oratorio, aperto a tutta la comunità ed al quale invitiamo in particolar modo i bambini e ragazzi che parteciperanno al grest.

Dalle ore 20.30 avrà luogo la presentazione del grest, con la consegna delle magliette ai ragazzi e ragazze e un piccolo spettacolo per introdurre il tema del grest.

Scuola di Musica in concerto

Serata interamente dedicata alla musica quella del martedì alla Festa dell’Oratorio.

Alle 19.00 presso la cappella dell’oratorio ci sarà un momento di preghiera aperto a tutta la comunità.

A partire dalle ore 21.00 il Corpo Musicale Lenese porterà in scena un’esibizione dei Gruppi di Musica di Insieme e della Banda Giovanile “Luca Colosio”. All’esibizione prenderà parte anche il Coro di Clarinetti, con la partecipazione della classe di clarinetto della Scuola di Musica Beppe Chiaf di Borgosatollo.

Durante la serata avrà luogo anche la premiazione del concorso fotografico “Il mio oratorio”, del quale potete trovare tutte le informazioni a questo link.

Vi aspettiamo numerosi!