I Doni dello Spirito nella famiglia: la Pietà

Pubblichiamo il percorso che i nostri gruppi famiglia hanno deciso di intraprendere quest’anno. Vogliamo ripartire dallo Spirito Santo e in modo particolare da suoi Doni. Questi doni ritrovati, pensiamo, possano essere di grande aiuto ad orientare, oggi, il vissuto delle nostre famiglie. É nell’ascolto, nel confronto, nella preghiera, nel dialogo di coppia, nell’accoglienza della Parola di Dio che lo Spirito, il nostro maestro interiore, ci vuole parlare, che ci ricorda le parole di Gesù , che ci svela il suo desiderio di dimorare in noi e ci farà scoprire la sua amorevole, tenera e forte, consolante e scomodante, inquieta e vivificante presenza.

La pietà: “un dono dello Spirito Santo che tante volte viene frainteso o considerato in modo superficiale, e invece tocca nel cuore la nostra identità e la nostra vita cristiana. Questo dono non si identifica con l’avere compassione di qualcuno, avere pietà del prossimo, ma indica la nostra appartenenza a Dio e il nostro legame profondo con Lui, un legame che dà senso a tutta la nostra vita e che ci mantiene saldi, in comunione con Lui, anche nei momenti più difficili e travagliati. Questo legame col Signore non va inteso come un dovere o un’imposizione. È un legame che viene da dentro.

Si tratta di una relazione vissuta col cuore: è la nostra amicizia con Dio, donataci da Gesù, un’amicizia che cambia la nostra vita e ci riempie di entusiasmo, di gioia. Per questo, il dono della pietà suscita in noi innanzitutto la gratitudine e la lode. È questo infatti il motivo e il senso più autentico del nostro culto e della nostra adorazione. Quando lo Spirito Santo ci fa percepire la presenza del Signore e tutto il suo amore per noi, ci riscalda il cuore e ci muove quasi naturalmente alla preghiera e alla celebrazione.

Pietà, dunque, è sinonimo di autentico spirito religioso, di confidenza filiale con Dio, di quella capacità di pregarlo con amore e semplicità che è propria delle persone umili di cuore. Se il dono della pietà ci fa crescere nella relazione e nella comunione con Dio e ci porta a vivere come suoi figli, nello stesso tempo ci aiuta a riversare questo amore anche sugli altri e a riconoscerli come fratelli. E allora sì che saremo mossi da sentimenti di pietà – non di pietismo! – nei confronti di chi ci sta accanto e di coloro che incontriamo ogni giorno. (…) Il dono della pietà significa essere davvero capaci di gioire con chi è nella gioia, di piangere con chi piange, di stare vicini a chi è solo o angosciato, di correggere chi è nell’errore, di consolare chi è afflitto, di accogliere e soccorrere chi è nel bisogno. C’è un rapporto molto stretto fra il dono della pietà e la mitezza. Il dono della pietà che ci dà lo Spirito Santo ci fa miti, ci fa tranquilli, pazienti, in pace con Dio, al servizio degli altri con mitezza. 

Da una Catechesi di Papa Francesco

Riflessione

Il dono della pietà nella nostra vita di fede si trova sulle vie misteriose che lo Spirito percorre per abitare i cuori. È come una grazia capace di trasformare le forme di chiusura, di durezza o di rigidità della persona fino ad aprirle alla tenerezza affettiva verso se stessi, verso il prossimo e verso Dio.

Se apriamo i nostri cuori questo dono ci guida, ci unifica, ci fa maturare aiutandoci così a rispondere alle tentazioni della disgregazione, delle visioni cupe, della menzogna, costruendo dentro di noi – nella profondità della nostra anima – la comunione, la pace, l’amicizia, la luce e la verità e invitandoci a vivere e a testimoniare tutto ciò nella propria esistenza e nella propria storia.

Le nostre vite di famiglia possono essere talora stentate e mediocri ma anche sante e splendide. Come dice il Cardinal Martini “lo Spirito con i suoi doni è presente e all’opera prima di noi, più di noi e meglio di noi” e pertanto impariamo a invocare Dio Padre in ogni situazione di miseria e ad esprimergli riconoscenza in ogni momento di splendore.

Pensando all’esperienza quotidiana delle nostre famiglie richiamiamo alcuni possibili frutti che il dono della pietà può generare, attivando le nostre risorse positive:

  • possiamo scoprire/riscoprire l’attenzione premurosa verso il coniuge e i figli che sono vicini; 
  • possiamo sperimentare la bellezza dei rapporti semplici con Dio tramite la preghiera, tra genitori e figli e tra sposi; 
  • possiamo attingere energie per rinnovare ogni giorno la nostra fedeltà al coniuge e la nostra perseveranza nell’amore, nei momenti belli e nei momenti difficili; 
  • possiamo essere più docili e sensibili nei rapporti umani trattando gli altri con delicatezza e con amorevolezza; 
  • possiamo smussare il modo talvolta spigoloso con cui ci relazioniamo tra di noi, con i figli e con gli altri.

Insieme verso il Matrimonio – Primavera 2020

Zona Pastorale San Salvatore

INSIEME VERSO IL MATRIMONIO

itinerario di formazione per coppie di fidanzati

Sede:

  • Gli incontri si terranno alle ore 20,30 presso l’Oratorio “San Luigi” – via Re Desiderio, 37 Leno (BS).

Metodologia:

  • Momenti di preghiera, di ascolto, di riflessione, di fraternità.
  • Lavori di gruppo.
  • L’itinerario è animato da un sacerdote e da alcune coppie di sposi, avvalendosi anche dell’intervento di esperti nella consulenza matrimoniale e familiare

Contributo:

  • Il contributo richiesto è di € 50,00 la coppia

DATE:

  • Aprile: 14 – 16 – 21 – 23 – 28 – 30
  • Maggio: 5 – 7 – 12 – 14,
    16 maggio, ore 18.30 in Chiesa Parrocchiale

Per loro natura gli incontri richiedono partecipazione assidua e continua.

Referente:

don Ciro Panigara – Leno;
tel.: 329 3822142.

Il modulo di iscrizione è disponibile nella pagina materiale.

Pellegrinaggio di San Valentino 2020

solo per coppie e famiglie

Roma rinascimentale

Venerdì 14 febbraio

Partenza da Leno in piazza alle ore 5.00 (venire un momento prima).
Sosta per la colazione lungo il percorso.
Pranzo in autogrill a Roma nord oppure al sacco (ognuno si organizzi).
Nel primo pomeriggio visita al Palazzo del Quirinale, piano nobile e piano terra. Spostamento e visita delle Chiese di San Silvestro al Quirinale e dei SS. Apostoli. In serata arrivo in albergo (Al Casaletto), sistemazione, cena e pernottamento.

Sabato 15 febbraio

Prima colazione in albergo.
Partenza per la passeggiata a Via Giulia. Visita della Chiesa di San Giovanni dei Fiorentini, Palazzo Falconieri, Arco Farnese, Palazzo Farnese, Fontana del Mascherone, Chiesa di santa Maria dell’Orazione e Morte, Palazzo Cisterna, Chiesa di sant’Eligio degli Orefici. Ingresso a Villa della Farnesina. Pranzo in ristorante.
Nel pomeriggio visita di Piazza Farnese e Palazzo Farnese, spostamento a Campo de’ Fiori e Palazzo Spada. Visita a Palazzo Venezia e tempo libero.
In serata rientro in albergo, S. Messa domenicale, cena e pernottamento.

Domenica 16 febbraio

Prima colazione in albergo.
Visita alla Chiesa di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri.
Visita alla Chiesa di San Pietro in Vincoli, ove è presente il Mosè di Michelangelo. Ore 12.00 Angelus di papa Francesco. Partenza per il rientro.
Pranzo al sacco fornito dall’albergo. Fermata a Salaria est. Rientro in serata a Leno.

Quota di partecipazione individuale: 300€ da portare al momento dell’iscrizione in segreteria parrocchiale in via Dante 15, nei giorni mercoledì – giovedì – venerdì dalle 9.30 alle 12.00. In caso di rinuncia verrà trattenuta la somma di 50 € a testa. Portare al momento dell’iscrizione i dati dei partecipanti, carta d’identità compresa. La quota comprende pullman, albergo, cene, colazioni, pranzi del sabato e domenica, guide, ingressi vari.

Ciao zio

Per tanti sei stato il don, ma per noi eri solo lo zio: zio Ettore.

A volte accadono cose che non si è pronti ad affrontare o di fronte alle quali non si sa come reagire. Non si trova risposta. Riaffiorano alla mente mille ricordi e in questi giorni tutti riguardano te. 

È difficile trovare le parole giuste in questo momento, perchè per noi sei stato molto più di uno zio. Vitale, come il tuo secondo nome, “proprio della vita”, una forza e uno spirito non indifferenti. Come ti piaceva dire: “Testa alta e pedalare”.

Ti sei sempre dedicato ai ragazzi e a noi giovani, che erano il tuo punto di partenza per costruire un futuro migliore, educandoli all’altruismo e alla solidarietà. Per i giovani, come per le tue passioni, ci hai sempre messo il cuore. Ci hai lasciato un bagaglio pieno di valori, di emozioni positive e di sogni da raggiungere, sempre con il sorriso in faccia. 

In questi tempi non è facile parlare ai giovani per farli ragionare senza annoiarli, eppure tu ci riuscivi. Durante le omelie non solo spiegavi le letture, ma strappavi anche un sorriso alle persone che erano lì, ed è una cosa bellissima. Si vedeva che con i tuoi discorsi volevi arrivare a tutti, dai più grandi ai più piccoli. Lo si capiva anche dai piccoli gesti, come quello che facevi venendoti a sedere vicino a noi nipoti dopo ogni pranzo dalla nonna, per scherzare e ridere insieme delle tue imitazioni, ma anche per fare discorsi seri e darci consigli preziosi. Ci mancherai quando ci troveremo a Natale o a Pasqua, e tu non sarai lì a farci ridere. Ci mancherai quando non dovremo più aspettarti arrivare dalla nonna la domenica, vestito con una camicia e i pantaloni corti, che ha vederti non lo si sarebbe detto che eri un prete.

Eri parte della nostra famiglia, anzi sei parte della nostra famiglia anche ora, perché ci guiderai da lassù: un angelo per noi nipoti e per tutti i giovani.

Ti porti via un pezzo dei nostri cuori, ma allo stesso tempo ci lasci un ricordo bellissimo che conserveremo sempre. Sappi che siamo sempre stati fieri di essere tuoi nipoti. Ora sei lì con il nonno e ti pensiamo felice, con tanta voglia di fare come l’hai sempre avuta.

In questi anni sei stato per tutti forte, deciso e accogliente, a volte anche duro, ma sempre saggio: come una quercia sotto cui i bambini si trovano a giocare. E quando un fulmine all’improvviso schianta la grande quercia, tutti rimangono sorpresi, spaventati e confusi, senza un punto di riferimento. Non sappiamo più dove guardare. E allora non resta che guardare a noi stessi, ai nostri vicini e alla nostra famiglia. 

È quello che abbiamo visto succedere in questi giorni, quando tutta questa gente è venuta a salutarti e a portare ciascuno la propria testimonianza, con affetto e gratitudine per quello che hai fatto. Tutti in qualche modo guardavamo a te e ora che non ci sei più ci troviamo a guardarci negli occhi e ci scopriamo più vicini di quanto pensassimo, accomunati da quello che tu hai lasciato a ognuno di noi. 

In questi giorni, è stata questa la tua ultima e più bella lezione: c’è tanto dolore oggi, è vero; ma c’è anche tanto amore; c’è tanta vita ancora davanti.

Grazie di tutto zio Ettore.

I tuoi nipoti Andrea, Miriam, Francesco, Luca, Edoardo, Irene, Francesca, Filippo, Paolo, Fabio, Sofia, Antonio.

Grazie

É una grande famiglia quella dei Piceni.

Siamo sempre stati in tanti, ma in questi giorni ci siamo scoperti ancora più numerosi di quanto pensassimo, grazie alla presenza e all’affetto che avete dimostrato tutti voi che vi siete stretti con noi attorno a Ettore.

Possiamo solo ringraziare sinceramente tutti quelli che hanno voluto, ciascuno a modo proprio, lasciarci una testimonianza di quello che Ettore è stato per loro.

Nel salutare lui che parte, è questo il modo più bello per sentirci vicini tra noi che restiamo.

Grazie di cuore dalla famiglia Piceni.

Lettera a don Ettore

Carissimo Ettore,

nel tuo cuore, il Signore aveva già posto la sua chiamata, ma tu non trovavi il coraggio di comunicarcelo e ti eri chiuso nel silenzio. Ti sei rivolto a Don Colenghi perché sapevi che godeva della nostra stima.

Mi chiamò dicendomi che aveva una cosa importante da dirmi e quindi partii subito per Brescia. In poche parole mi disse schiettamente che tu avevi deciso di entrare in seminario per diventare sacerdote. Tornato a casa lo comunicai alla mamma e abbracciandoci piangemmo, di stupore, di commozione e di gioia.

Ti voglio ringraziare per essermi ed esserci sempre stato vicino nei momenti più bui e difficili che abbiamo dovuto affrontare. 

Ti chiedo di continuare a manifestarci questa vicinanza anche ora che sei con Dio. La mamma e noi,  abbiamo bisogno del tuo amore e del tuo aiuto, che ora in Dio è perfetto.

Ti abbracciamo forte!

Ciao Ettore.

Mamma, fratelli e sorelle

La passione del perdono

Cammino dei gruppi famiglia: Osea e Gomer

I primi tre capitoli del Libro del profeta Osea sono autobiografici: il racconto narra la vicenda personale e familiare del poeta. La testimonianza della vita matrimoniale si interseca e si confonde con quella dell’alleanza tra Dio ed Israele; anche se ciò può essere interpretato in modo simbolico, è invece quasi certo che si tratti di fatti effettivamente accaduti, secondo la volontà del Signore, perché fossero di esempio per tutto il popolo ebraico.

Osea, il cui nome contiene il verbo “jasha’”che in ebraico indica la “salvezza” operata dal Signore, predica nel regno settentrionale d’Israele tra il 750 e il 724 a.C. Egli, seguendo la volontà di Dio, aveva sposato Gomer, figlia di Diblaim, la quale era una prostituta (forse una donna che partecipava ai culti della fertilità diffusi tra i Cananei, indigeni della Palestina). Dal matrimonio nascono tre figli che ricevono nomi capaci di esprimere un monito per tutto Israele: Izreel, Non-amata e Non-popolo-mio, a rappresentare la storia di infedeltà del popolo di Dio e la fine della benevolenza del Signore nei confronti di Israele.

La storia familiare di Osea si sviluppa con continuità secondo significati simbolici. La vicenda di infedeltà del popolo di Israele è ripresa dal profeta che, rivolgendosi ai figli, accusa la loro madre e propria moglie di tradimento, dichiarando la volontà di ripudiarla e di spogliarla della dignità nuziale, pur coltivando la segreta speranza di un pentimento e di un ritorno al focolare abbandonato per seguire gli amanti. Come Osea, anche Dio si rivela ferito dal popolo ebraico che lo ha abbandonato per andare in cerca di altri dei, ma profondamente innamorato e determinato a riconquistarlo.

Il profeta, attingendo all’esperienza personale, descrive il rapporto tra Dio e il suo popolo come una relazione nuziale: si ritorna allora alla luna di miele da vivere nella solitudine del deserto, luogo dell’intimità in cui si rinnova l’alleanza con la promessa di un amore eterno. Le clausole del vincolo sono le tipiche virtù del patto che ha unito Dio e Israele: giustizia, diritto, benevolenza, amore, fedeltà e conoscenza. In questo nuovo contesto anche i nomi dei figli devono cambiare perché rappresentano il legame che ora unisce tra loro i genitori e, simbolicamente, Dio e il popolo ebraico. Essi diventano Izreel, Amata, Mio popolo. Con la conversione ritornano gioia e amore.

Per una miglior comprensione del testo, si consiglia la lettura degli interi capitoli del Libro di Osea. 

1. Un matrimonio intaccato dall’infedeltà conosce una crisi più profonda di un matrimonio che, sebbene litigioso, vede i due coniugi ancora interessati l’uno all’altra. L’infedeltà tuttavia si insinua non di rado nella vita di coppia, anche senza arrivare all’adulterio o alla separazione. Ci può essere infatti un’infedeltà quotidiana che si afferma quando non si ravviva costantemente l’amore per il coniuge: il non essere attenti ai bisogni dell’altro, il passare tanto tempo nella freddezza, l’indifferenza reciproca… sono piccoli tradimenti in grado di far crollare anche i matrimoni apparentemente più saldi. Prima di essere o divenire un atto manifesto, l’adulterio nasce come realtà che germina nel cuore; prima di essere relazione con un amante l’adulterio è disaffezione verso il coniuge. Davanti all’infedeltà, nella vita quotidiana dei coniugi si generano reazioni istintive: rabbia, desiderio di controllare, tentazione di vendicarsi, disperazione, non riconoscimento del problema, presa di distanza dal coniuge. 

2. La storia di Osea, sposo di Gomer, donna ampliamente infedele, ci mostra una strada alternativa: la scelta di perdonare per ritrovarsi nell’amore. Quello scelto da Osea è un cammino in salita, che fa i conti con la rabbia e l’umiliazione ma che non manca di ascoltare l’amore che ancora abita nel suo cuore. Osea spera di ritrovare l’amore di un tempo: sceglie di attirare a sé la moglie, di condurla nel deserto e di parlare al suo cuore. Ecco ancora il deserto come luogo privilegiato di intimità ove, senza frastuoni o distrazioni, si può ascoltare la voce l’uno dell’altra. Quando tra due sposi si vive una crisi può innescarsi un cammino di conversione individuale e di coppia: la sofferenza e l’umiliazione sono una via per imparare o riscoprire l’umiltà, sentimento che predispone all’ascolto e all’incontro. Dall’incontro dei cuori può scaturire un’armonia ritrovata ed un nuovo orizzonte guadagnato nella sofferenza. La crisi diventa così un tempo di grazia perché porta in sé stessa, nella fatica che comporta e nelle energie nuove che provoca e mette in moto, la possibilità di trasformarsi. 

3. Nella coppia il perdono è sincero e bello quando punta a ritrovare la bellezza dell’amore coniugale. L’apertura al perdono da parte di uno dei due coniugi è il primo passo per concedere a sé stessi di riconoscersi e ritrovarsi come coniugi e per riscoprire l’amore in cui si era smesso di credere.  Nel perdono scambiato tra gli sposi è all’opera l’amore di Dio: così facendo essi consentono al Signore di manifestarsi come Colui che dà la forza di perdonare e che perdona. Nella storia di ciascuna coppia esiste il tempo della conversione. Ed anche per tale tempo la memoria ha un ruolo importante. Ricordare i momenti belli e importanti della propria storia, in cui abbiamo vissuto intensamente il nostro amore e la bellezza del vivere insieme, suscita nostalgia e desiderio di ritrovare il calore dell’abbraccio dell’altro ed, in lui, di Dio.

Domande per la coppia 

  • Quali infedeltà sono più comuni nella nostra storia di coppia?
  • Quando sfuggiamo all’amore tra noi e ci allontaniamo dall’amore di Dio riusciamo a cercare il deserto come luogo privilegiato di intimità e a parlare al cuore l’uno dell’altra?
  • Canterà come nei giorni della sua giovinezza…” Di quali momenti della nostra storia possiamo fare memoria per ritrovarci e fare comunione?

Quindicesima festa della Famiglia

Giornata all’aperto per bambini e famiglie presso il parco comunale “Gino Vaia” (area ex ippodromo).

Domenica 8 settembre

  • ore 11,00: S. Messa all’aperto (in caso di maltempo la funzione verrà celebrata nella chiesa parrocchiale di Leno)
  • ore 14,00: animazione ed intrattenimento gratuiti per i bambini: giochi gonfiabili, truccabimbi con animazione, trenino, scambio libri per ragazzi e sale colorato, gimkana con Veloteam (portare la bicicletta)

Stand gastronomico
spazio piccoli-nic ad accesso libero per pranzo al sacco

Stand informativi

  • Centro per la famiglia nido “Il melograno”: laboratori per bambini
  • Cag: truccabimbi e animazione
  • Commissione Famiglia: vendita libri
  • Nonsolonoi: raccolta materiale scolastico
  • Associazione genitori A.Ge. onlus

Durante tutta la giornata sarà presente l’Associazione Croce Bianca del Dominato Leonense.

Insieme verso il Matrimonio – Autunno 2019

Zona Pastorale San Salvatore

INSIEME VERSO IL MATRIMONIO

itinerario di formazione per coppie di fidanzati

Sede:

  • Gli incontri si terranno alle ore 20,30 presso l’Oratorio “San Luigi” – via Re Desiderio, 37 Leno (BS).

Metodologia:

  • Momenti di preghiera, di ascolto, di riflessione, di fraternità.
  • Lavori di gruppo.
  • L’itinerario è animato da un sacerdote e da alcune coppie di sposi, avvalendosi anche dell’intervento di esperti nella consulenza matrimoniale e familiare

Contributo:

  • Il contributo richiesto è di € 50,00 la coppia

DATE:

  • Ottobre: 1 – 3 – 8 – 10 – 15 – 17 – 23 – 24 – 29 – 31
  • Novembre: 2, ore 18.30 in Chiesa Parrocchiale

Per loro natura gli incontri richiedono partecipazione assidua e continua.

Referente:

don Ciro Panigara – Leno;
tel.: 329 3822142.

Il modulo di iscrizione è disponibile nella pagina materiale.

Grazie o Signore per il dono dei figli

Ti ringraziamo o Signore per averci sostenuti nei momenti in cui sembrava che non fossimo destinati a diventare genitori e quando le gravidanze si sono interrotte nonostante i nostri sforzi.

Ti ringraziamo o Signore perché poi sono arrivati due splendidi tesori e con loro un carico di gioia, speranza, fatiche e preoccupazioni.

Ti ringraziamo o Signore di donarci la sapienza affinché possano crescere amando e apprezzando la vita, affinché possiamo donare loro tutti gli strumenti per vivere in questa bellissima ma complicatissima società, affinché possiamo insegnare loro che la vita è meravigliosa se vissuta con gli altri, affinché possiamo far comprendere che le difficoltà sono parte della vita e vanno affrontate perché anche la fatica ha un valore e sopra ogni cosa affinché possano imparare a vederti e ad incontrarti in ogni fratello e in ogni piccolo gesto che segnerà la loro vita.

Grazie

Chiara e Enrico