Il futuro ha cuore di pane

Giornata del Pane 2020 | Per un richiamo all’essenziale e alle cose semplici della vita

Anche nel tempo di Covid-19, la tradizionale Giornata del Pane apre l’Avvento di Carità. Emblematico il titolo – “Il futuro ha cuore di pane” – che porta con sé un richiamo all’essenziale e alle cose semplici della vita e, nel contempo, un invito a una pastorale cha sappia toccare il cuore.

Nel tempo di Covid-19, la Giornata del Pane, a tutela della salute di tutti e di ciascuno, non si svolgerà nella maniera tradizionale attraverso la preparazione di sacchetti di pane e la distribuzione al termine delle celebrazioni eucaristiche, ma assumerà la forma del “da.te”. Anziché prendere un sacchetto di pane, il pane verrà portato dai fedeli (grandi e bambini) alle celebrazioni eucaristiche che avranno come cuore la benedizione del pane. Un gesto vuole significare che nel pane di oggi riconosciamo l’essenziale per oggi e la benedizione di domani. La proposta del “da.te” si articola dunque in: porta il pane da casa, ricevi la benedizione, daTE cuore al futuro.

Le offerte verranno raccolte secondo le modalità che ogni parrocchia riterrà opportuno e saranno finalizzate alla Comunità di Vita Casa Betel, gestita dall’Associazione Casa Betel 2000 Onlus, una struttura di accoglienza per donne sole, in situazione di fragilità e di emarginazione.

Suor Giusi e il valore dell’essenziale

Suor Giuseppina Stevanin, della Congregazione delle Ancelle della Carità, lavora presso il Centro Domus Salutis per malati terminali di Brescia e dedica le sue giornate all’assistenza nei confronti di chi ne ha più bisogno

Suor Giuseppina Stevanin, della Congregazione delle Ancelle della Carità, lavora presso il Centro Domus Salutis per malati terminali di Brescia e dedica le sue giornate all’assistenza nei confronti di chi ne ha più bisogno. Suor Giusi fa parte delle Ancelle della Carità, una congregazione fondata a Brescia da Santa Maria Crocifissa di Rosa che si occupa prevalentemente della cura dei malati. Suor Giusi era una bambina molto vivace, nata in una famiglia semplice e piena d’amore: in lei era forte il bisogno di aiutare gli altri, svolgendo una vita che potremmo definire laica. Giuseppina, durante l’adolescenza, aveva anche un fidanzato. Ma ad un certo punto qualcosa è cambiato, perché per suor Giusi è arrivata una chiamata, proprio nel giorno dell’Assunta. Da quel momento, suor Giusi ha deciso di intraprendere un cammino di castità, carità e di totale dedizione per gli altri.

All’epoca Giuseppina Stevanin lavorava in ospedale e, una volta presa questa grande scelta, decise di comunicarlo ai genitori. “Mia madre rimase per un attimo in silenzio – ha raccontato suor Giusi a Tv2000 nei giorni scorsi – e poi mi ha detto che mi avrebbe sostenuta. Mio padre mi disse invece che non era d’accordo, ma che se quella era veramente la mia strada, avrei dovuto intraprenderla senza mai voltarmi”. Suor Giusi proviene da una formazione geriatrica, avendo lavorato a stretto contatto con pazienti anziani per anni. La rivoluzione che ha vissuto poi alla Domus Salutis di Brescia è stata quella di trovarsi a contatto con molti giovani, la cui vita sarebbe finita poco dopo il loro incontro.

Suor Giusi, attraverso il contatto con i malati, ha appreso, e apprende ogni giorno, che l’umanità sofferente è quella che le dà gioia nel cuore e la capacità di andare avanti. “La mia scelta di vita – ha detto poi suor Giusi – mi ha portato a comprendere ciò che è l’essenziale. Noi ci fermiamo su tante inezie, tante cose inutili, quando invece la vita è qualcosa d’altro, qualcosa di forte e di vero, qualcosa di unico ed essenziale”.