Cammini per adolescenti e giovani

Nello scorso ottobre, dopo un adeguato tempo di programmazione, sono partiti i cammini per gli adolescenti e i giovani che interesseranno tutto l’anno pastorale. Tre, sono i gruppi che si sono formati con i rispettivi educatori e ovviamente tre sono le progettualità e le modalità operative. 

Il primo interessa la fascia dei ragazzi dai 13 ai 14 anni e di questi, una cinquantina hanno aderito alla proposta. Con questo gruppo di ragazzi, proveremo a sviluppare un percorso che provi innanzitutto ad ascoltarli nelle loro esigenze e proponga la riflessione e l’approfondimento di 4 punti cardine, ossia: riconoscere l’unicità di ciascuno; l’apprendere che la vita “funziona” se la doni e per questo l’esempio più grande ci viene dal Signore Gesù, capace di andare fino alla croce; il maturare una capacità critica e la conseguente possibilità di scegliere ciò che è secondo Dio che per noi vuol dire il bene e rigettare ciò che non sia secondo la sua volontà; infine, dando spazio al “bisogno di futuro” e la naturale propensione al desiderio che è insito nell’animo umano. Proveremo, a differenziare anche la proposta, all’interno delle programmazioni, a seconda della componente femminile e di quella maschile facendo attenzione alla comprensione che abbiamo del nostro corpo.

Il secondo gruppo di ragazzi, è rivolto a quelli della fascia 15-18 anni. Per questi 30, già lo scorso anno ha funzionato la proposta del teatro, ricordiamo la bella esperienza di Noè in chiave moderna, una produzione Oratorio San Luigi. Quest’anno, anche a partire dalla loro richiesta, abbiamo dato inizio ad un nuovo progetto: “Quando cadono le stelle”. In questo caso, il piano educativo che passerà attraverso la dimensione teatrale, proverà a toccare i temi della ricerca della felicità e la scoperta della propria libertà. Le dimensioni dell’avventura, dello stupore, della ricerca e del saper cogliere gli aiuti che ci possono venire da chi ci sta accanto o incontriamo lungo il cammino, porteranno i protagonisti della nuova opera targata Oratorio San Luigi, nella prima metà del secolo scorso, in un’America carica di opportunità ma anche di contraddizioni. Lì, vedranno, come l’amore, che è il riflesso di quello di Dio, diventa la chiave per riconoscere la bellezza di maturare relazioni significative.

Il terzo gruppo, riguarda i più grandi. In realtà non sempre come età, ma come esperienza in Oratorio sì. La proposta, ha trovato l’accoglienza di una trentina di ragazzi dai 16 ai 22 anni. Con loro, abbiamo stabilito un percorso che è stato il risultato di una riflessione comune. Innanzitutto, va ricordato che l’input è partito proprio da loro, dopo la bella esperienza del servizio all’ultimo Grest e questo ha dato l’opportunità anche di coinvolgere altri ragazzi che normalmente non hanno una presenza costante in Oratorio. Complimenti, quindi a loro e al loro entusiasmo. L’idea è quella di confrontarci su ciò che ci permetta di realizzarci e diventare uomini e donne liberi, nel senso, appunto di cogliere le possibilità per raggiungere la felicità. Per questo, proveremo a incontrare persone che hanno vissuto esperienze di riscatto, che hanno saputo trovare attorno a loro e in loro, le forze per rialzarsi. Ci confronteremo con quanti stanno vivendo esperienze di dono attraverso l’attenzione ai più bisognosi. Ci metteremo in ascolto della Parola di Dio e proveremo a condividere la nostra fede. Abbiamo messo in programma quattro giorni di esercizi spirituali e daremo spazio a esperienze di volontariato. Infine, è stato calendarizzato un cammino da Assisi a Roma nella prossima estate. 

Come potete vedere, di opportunità ve ne sono parecchie. Che il Signore, benedica l’impegno e i desideri di quanti interverranno in tali proposte. Seguiteci su oratorioleno.it.

Giuditta ed Ester al servizio del loro popolo

Formazione spirituale per adulti – Montecastello 1-3 giugno 2018

L’appuntamento annuale con Montecastello è diventato ormai una buona consuetudine per la parrocchia, pausa di formazione e riflessione da consigliare a tutti per ricaricare lo spirito.

Tema di questi esercizi la lettura e meditazione dei libri di Giuditta ed Ester, testi inconsueti ed alquanto sconosciuti. Mai scelta fu più appropriata poiché il nostro gruppo contava quattordici partecipanti al femminile.

Di questi personaggi biblici conoscevamo praticamente solo il nome o poco più ed è stata una piacevole scoperta vedere quanto siano ancora attuali e quanto la Bibbia meriterebbe una conoscenza maggiore.

Giuditta ed Ester, due donne ebree, vedova la prima, ragazza e giovane sposa la seconda, che hanno rischiato la vita per la sopravvivenza della loro gente, il popolo di Israele. Queste due donne hanno vissuto alla presenza di Dio, si sono messe al Suo servizio, hanno pregato ed agito di conseguenza.

Giuditta ed Ester hanno attraversato la storia testimoniando la fede nel SIgnore e l’amore ai fratelli facendo scelte coraggiose. Non hanno disgiunto la preghiera dall’azione e si sono messe in gioco certe della fedeltà del Dio, mai disattesa, e della certezza del suo intervento nella storia umana di cui resta il Signore.

Il racconto di Giuditta assume un tema pasquale, il Signore è passato in mezzo ad un popolo e lo ha liberato servendosi di una donna. Nel suo libro la regina Ester insegna che dalla preghiera nasce l’azione giusta da compiere, incisiva anche nella società civile. Nella condivisione è emerso un quesito: Noi che popolo siamo? Siamo solo italiani o siamo anche popolo di Dio?

Le due cose dovrebbero andare di pari passo perché questa nostra società ritorni al rapporto intenso con Dio. Alla luce della situazione italiana infatti e per le condizioni socio-culturali che la connotano, questa è la sfida più attuale ed urgente per noi che ci diciamo cristiani.

La crescita umana e cristiana della comunità in cui viviamo dipende anche da noi. Prendendo come riferimento Giuditta ed Ester camminiamo portando il nostro piccolo contributo al regno di Dio che è qui tra noi, ognuno nel ruolo che ci compete.

Mettiamoci in gioco e crediamoci! Questo è l’augurio che di cuore facciamo a noi tutti.

Al prossimo anno

Rossella e Lucia

Lettera ai cresimandi

Sono già volati 5 anni insieme, 5 anni che ci hanno portato a questo giorno di festa, all’incontro con il Signore.

Siamo cresciuti insieme ed è stato bello farvi conoscere in modi diversi attraverso la preghiera, l’ascolto, il canto, il gioco quanto è bello e prezioso Gesù. É Lui il tesoro, il regalo più bello di questo giorno è lui la roccia su cui poggiare la vita che vi aiuterà a non vacillare, a non perdervi fra le mille voci di questo mondo.

Questo è l’augurio che vi facciamo: saltate lo steccato della mediocrità, volate alto insieme a Gesù per vedere realizzati i vostri sogni ed avere una vita piena. L’amore di Dio Padre e di Gesù siano per voi la certezza su cui poggiare le fondamenta della vostra crescita. Nelle curve pericolose sulla strada della vita restate ben saldi a colui che è vero e che non delude mai e che Forza, Sapienza, Scienza, Intelletto e Consiglio siano al vostro fianco e non vi manchi mai la Pietà verso il prossimo e il Timore di Dio.

Noi che vi vogliamo bene, vi terremo stretti nel nostro cuore come una grande famiglia riunita davanti all’altare, 

Buon viaggio ragazzi!

Incontri di formazione per animatori del grest

Vuoi fare l’animatore al grest? Cosa aspetti ad iscriverti?

Compila il modulo che trovi di seguito e consegnalo in oratorio! Ti ricordiamo che per poter svolgere il servizio è necessario frequentare gli incontri di formazione che si svolgeranno lunedì 28, martedì 29 maggio e martedì 4 giugno alle ore 20.30 presso l’aula verde.

Modulo iscrizione animatore

Incontro zonale di formazione per catechisti – 11 aprile 2018

La ripresa dell’incontro zonale di formazione per catechisti ed educatori tenutasi mercoledì 11 aprile presso il nostro oratorio.

Incontro zonale di formazione per catechisti – 7 marzo 2018 – don Raffaele Maiolini

La ripresa dell’incontro di formazione zonale per catechisti ed educatori tenutasi il 7 marzo 2018 e guidata da don Raffaele Maiolini.

L’incontro tra Dio e l’uomo

La ripresa dell’incontro zonale di formazione per catechisti ed educatori, tenuta da don Raffaele Maiolini il 7 febbraio 2018.

La relazione tra rivelazione e fede

Prof. Don Raffaele Maiolini

Rivelazione

Il movimento di Dio verso l’uomo

0. Intro. Rivelazione… un sostantivo troppo ambiguo

Nel linguaggio comune, infatti, si parla di “rivelazione” per indicare:

  • una scoperta sensazionale
  • una persona si manifesta in modo inaspettato e inedito
  • ciò che appare all’improvviso e quasi inspiegabilmente come “nuovo” – la divulgazione di un segreto
  • l’esperienza di fronte ad un’opera d’arte
  • l’indizio, il segno, il sintomo
  • la scoperta, l’intuizione del senso dell’esistenza

1. Come parla la Bibbia del movimento di Dio verso l’uomo

1.1. La “rivelazione” nel Primo Testamento…

  • «rivelazione» in greco apokalupto = rendere manifesto, togliere il velo
  • la questione delle tecniche per cercare di conoscere i segreti degli dèi: divinazione, sogni, consultazione del destino, presagi, ecc. (cfr. Lv 19,26; Dt 18,10ss; 1 Sam 15,23.28)
  • L’AT non ha un termine tecnico per designare ciò che chiamiamo «rivelazione»; l’espressione «parola di Jahvè», dabar JHWH resta l’espressione privilegiata per dire l’entrata in relazione di Dio con l’uomo

1.2. La “rivelazione” nel Nuovo Testamento…

  • Il corpus paolino: il mistero un tempo nascosto, si è fatto ora presente
    – il termine fondamentale per dire la “rivelazione” è “mistero”: 1Cor 2,6-10; Rm 16,25-26; Col 1,25-27; Ef 3,2-12.
  • La tradizione sinottica: Gesù manifesta il Padre
    – Gesù è l’unico rivelatore di Dio: cfr. in particolare: «Tutto mi è stato dato dal Padre mio: nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale lo voglia rivelare» (Mt 11,27; cf. Lc 10,22).
  • La tradizione giovannea: il Logos fatto carne
    – il filo conduttore del prologo (1,1-18) è la rivelazione: logos (parola), luce, gloria, verità, manifestare, vedere, comprendere, credere, testimoniare.
  • La lettera agli Ebrei: Dio parla nel Figlio
    In Eb 1,1-4 il termine che prevale nel designare la rivelazione è quello di parola.

2. Le preziose indicazioni conciliari…

DV 2. Piacque a Dio nella sua bontà e sapienza rivelarsi in persona e manifestare il mistero della sua volontà (cfr. Ef 1,9), mediante il quale gli uomini per mezzo di Cristo, Verbo fatto carne, hanno accesso al Padre nello Spirito Santo e sono resi partecipi della divina natura (cfr. Ef 2,18; 2 Pt 1,4). Con questa Rivelazione infatti Dio invisibile (cfr. Col 1,15; 1 Tm 1,17) nel suo grande amore parla agli uomini come ad amici (cfr. Es 33,11; Gv 15,14-15) e si intrattiene con essi (cfr. Bar 3,38), per invitarli e ammetterli alla comunione con sé. Questa economia della Rivelazione comprende eventi e parole intimamente connessi, in modo che le opere, compiute da Dio nella storia della salvezza, manifestano e rafforzano la dottrina e le realtà significate dalle parole, mentre le parole proclamano le opere e illustrano il mistero in esse contenuto. La profonda verità, poi, che questa Rivelazione manifesta su Dio e sulla salvezza degli uomini, risplende per noi in Cristo, il quale è insieme il mediatore e la pienezza di tutta intera la Rivelazione (2).

DV 4. Dopo aver a più riprese e in più modi, parlato per mezzo dei profeti, Dio «alla fine, nei giorni nostri, ha parlato a noi per mezzo del Figlio» (Eb 1,1-2). Mandò infatti suo Figlio, cioè il Verbo eterno, che illumina tutti gli uomini, affinché dimorasse tra gli uomini e spiegasse loro i segreti di Dio (cfr. Gv 1,1-18). Gesù Cristo dunque, Verbo fatto carne, mandato come «uomo agli uomini », « parla le parole di Dio » (Gv 3,34) e porta a compimento l’opera di salvezza affidatagli dal Padre (cfr. Gv 5,36; 17,4). Perciò egli, vedendo il quale si vede anche il Padre (cfr. Gv 14,9), col fatto stesso della sua presenza e con la manifestazione che fa di sé con le parole e con le opere, con i segni e con i miracoli, e specialmente con la sua morte e la sua risurrezione di tra i morti, e infine con l’invio dello Spirito di verità, compie e completa la Rivelazione e la corrobora con la testimonianza divina, che cioè Dio è con noi per liberarci dalle tenebre del peccato e della morte e risuscitarci per la vita eterna. L’economia cristiana dunque, in quanto è l’Alleanza nuova e definitiva, non passerà mai, e non è da aspettarsi alcun’altra Rivelazione pubblica prima della manifestazione gloriosa del Signore nostro Gesù Cristo (cfr. 1 Tm 6,14 e Tt 2,13).

GS 22. Cristo […], proprio rivelando il mistero del Padre e del suo amore, svela anche pienamente l’uomo all’uomo e gli fa nota la sua altissima vocazione.

Incontro zonale di formazione per catechisti – 18 ottobre 2017

La registrazione dell’incontro zonale di formazione per catechisti tenutosi il 18 ottobre 2017 presso l’Oratorio di Leno, con relatore il prof. Giuseppe Mari.

E dopo il tesseramento si ricomincia!

Come da tradizione, in occasione del tesseramento dell’8 Dicembre, l’A.C.R. si è esibita in un breve spettacolino per presentarsi alla sezione adulti. Quest’anno però, alla tradizionale recita di tema natalizio degli anni precedenti, abbiamo preferito una presentazione totalmente diversa in cui i ragazzi non si impegnassero semplicemente nella recitazione ma anche e soprattutto nella realizzazione di ogni suo dettaglio (nei limiti delle loro potenzialità ovviamente).

Il tema dell’anno (Circondati di Gioia!) ci invita infatti a mettere in gioco tutti noi stessi e tutte le nostre forze per riuscire nell’obiettivo missionario di condividere la gioia con tutti: ecco che allora i ragazzi non hanno semplicemente portato in scena un breve spettacolo circense, ma si sono impegnati nella realizzazione di costumi, scenografia, coreografia e oggetti di scena. Il risultato, malgrado la brevità della presentazione, che senza dubbio non fa testo nella valutazione finale, è stato soddisfacente: i ragazzi hanno sperimentato, con entusiasmo, cosa voglia dire impegnarsi per portare a termine un progetto con le proprie mani e soprattutto sono riusciti (a giudicare dalle risate del pubblico) nell’intento di condividere la propria gioia. Insomma, questo spettacolo ha coronato la prima parte dell’anno dando una prima, positiva conferma del nostro lavoro e ciò contribuisce a far crescere il nostro entusiasmo assieme al numero di tesserati che quest’anno sono 26, tra volti nuovi e facce ormai ben conosciute.

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Il numero di adesioni è certamente incoraggiante, specie se si tiene conto che molti dei ragazzi ribadiscono la loro scelta cercando di conciliare in tutti i modi l’appuntamento del sabato pomeriggio con altre attività. Cominciamo quindi la seconda parte del percorso pronti a metterci in gioco ancor di più per raggiungere risultati maggiori e più gioiosi e se qualche curioso vuol vedere cosa si fa nel nostro circo, niente paura! Sotto il tendone c’è spazio per tutti!

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