Un, due, tre… Stella!

Ritorna il contest fotografico alla Festa dell’Oratorio: anche quest’anno vogliamo proporre una “sfida” a suon di fotografie. L’idea di base resta la stessa, catturare in un’istantanea lo spirito della Festa come viene visto da chi vi prende parte e spargerlo il più possibile.

Partecipare è semplicissimo: da giovedì 14 a domenica 17 (fino al pranzo) vieni a metterti in posa sulla nostra passerella. Puoi farti fotografare anche in gruppo, con amici o sconosciuti!

Pubblicheremo le foto in un album sulla nostra pagina Facebook, Oratorio San Luigi Leno, che sarà condiviso più volte durante la Festa. Il vincitore sarà semplicemente chi avrà accumulato più “mi piace” al momento della premiazione, che sarà domenica 17 alle 18:30. Conteremo come validi solo i “mi piace” messi direttamente alla foto, non alle condivisioni. Il premio? Una sorpresa fantastica!

Passa a trovarci, rimarrai sorpreso!

N.B. Per la pubblicazione della foto è necessaria l’autorizzazione da parte della persona ritratta, o dei genitori in caso di minore. Per questo ti chiederemo di firmare una liberatoria al momento dello scatto.

Ci canta prega due volte!

I canti per la Santa  Messa della domenica mattina sono accompagnati dal coretto, composto principalmente da bambini e alcuni genitori. Il sabato pomeriggio è dedicato alla preparazione dei canti, ci ritroviamo nella chiesetta dell’oratorio per provare e riprovare, siamo un po’ stonate, qualche volta sbagliamo, ma è bello tutte insieme ritrovarsi e allegramente preparare i canti per accogliere e festeggiare Gesù.

Il coretto e le loro famiglie  sabato primo giugno hanno festeggiato l’ultimo giorno con una biciclettata verso l’oratorio di Milzanello. E’ stata una magnifica festa, i bambini e genitori hanno giocato fra di loro, divertendosi in un clima gioioso e sereno. La merenda, la Santa Messa (animata dal coretto), la cena con pane e salamina, hanno accompagnato la giornata e per concludere le buone torte fatte dalle mamme.

Ringrazio Suor Graziella e Don Davide che ci hanno dato l’opportunità di vivere questa esperienza.

Un affettuoso ” GRAZIE “ va soprattutto al mitico GIOVANNI che ci aiuta, ci supporta e ci sopporta con tanta pazienza.

Ringrazio Tarcisio che ci ha accolto e ospitato all’oratorio di Milzanello.

Un grazie particolare va a tutte le bambine che ogni sabato con impegno dedicano parte del loro tempo alle prove dei canti.

Grazie!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Maria

I due canestri

Alla fine della vita ci presenteremo tutti al giudizio della storia e di Dio.

Ci guarderemo attorno e vedremo tre file in attesa. Nella prima si incontreranno tanti con il proprio cesto di peccati e miserie.

Tutti riconosceranno le proprie miserie, perché come può un uomo essere giusto e perfetto davanti a Dio?

 Essi chiederanno la misericordia: “Signore… abbiamo peccato…ci dispiace”.

Il Signore dirà: “E io vi perdono… ma avete un cesto soltanto?”

Gli risponderanno stupiti: “Perché? Quanti cesti bisognava portare?”

Nella seconda fila ci saranno altri con due canestri: quello dei peccati e quello delle opere buone.

E il Signore sorriderà nel guardare dentro il secondo cesto e dirà a ciascuno: “Bene, servo buono e generoso. Avevo fame, ero bisognoso e tu… mi hai aiutato”.

E a tutti dirà, soprattutto agli altri: “Nel Vangelo non ho chiesto prima di tutto di essere impeccabili, ma di amare”. E quel secondo cesto che contiene le opere buone diventerà luminoso e pieno di calore, perché contiene l’amore e la benedizione di Dio.

Allora quelli della terza fila si guarderanno le mani; mani senza il cesto dei peccati e senza il cesto delle opere d’amore; mani che – ai loro occhi – non si erano mai macchiate di peccati e sozzure come i peccatori e di cui andavano fieri e orgogliosi; mani linde e pulite: così fino ad allora sembravano. Ma… erano mani vuote. E sentiranno freddo e si sentiranno soli e infelici, perché non hanno conosciuto il fuoco dell’Amore.

Chissà come mai tanti bravi cristiani (e non cristiani) si fanno l’esame di coscienza e si reputano più o meno bravi dicendo: “Quanti peccati ho fatto? Erano peccati piccoli o peccati grandi?”

E pensano che andranno in paradiso o in purgatorio o all’inferno secondo la grandezza e la quantità dei peccati.

E pensano di essere bravi perché sono andati a confessarsi e hanno promesso di non fare più peccati!

Eppure Dio ha detto che guarderà se è pieno il cesto delle buone opere.

Che cosa bisogna fare per andare all’inferno?

Niente! Basta non fare niente !

 Anche nell’amore non devo dire: “Non ho fatto nulla di male?”; ma invece: “Che cosa sto facendo di bene?”

Il grande pericolo di un matrimonio, col passare del tempo, non è che ci si possa fare del male; ma che si perda interesse a farsi del bene (attenzioni, coccole, premure…). Il contrario dell’ amore non è l’odio, ma il disinteresse!