Sostare, ascoltare ed affidarsi a Dio

Dal 1967 il Centro Mater Divinae Gratiae, gestito dalle Dorotee di Cemmo, è un luogo di formazione umana e di incontro con il Signore

Il Centro Mater Divinae Gratiae nasce in città nel 1967 come luogo di formazione umana e d’incontro con Dio. Nella struttura, in via Sant’Emiliano 30 a Urago Mella, abita una comunità di suore dorotee di Cemmo che condivide la passione educativa soprattutto delle giovani generazioni. Per il calendario completo delle iniziative sul sito 

Suor Alessandra, lei è solo da qualche mese alla guida del Centro. Da che esperienza proviene?

Sono stata vent’anni a Cemmo, in un centro culturale della fondazione Cocchetti, esperienza che si è rivelata molto intensa per la bellezza delle relazioni e dei percorsi creati. Questo lungo periodo si è rivelato una crescita personale, oltre che un dono fatto attraverso il servizio. Il centro culturale è luogo di ascolto, meditazione e ricerca creativa, un aiuto alla formazione critica delle coscienze. Il percorso che ho fatto, attraverso dialogo e arte, formazione e promozione di una cultura ispirata alla fede in Cristo, vuole essere cornice delle finalità del Centro: annunciare, formare e animare la vita secondo il Vangelo.

Da quante suore è composta la vostra comunità?

Siamo in otto. Alcune si dedicano all’opera degli esercizi, altre al servizio parrocchiale, in un connubio che si rivela caratteristico del luogo di formazione alla vita cristiana: una ricerca attenta e vivace di percorsi che possano rispondere alle esigenze della vita ecclesiale e quindi confluire in un servizio alla pastorale diocesana e parrocchiale.

Quali sono le attività svolte al Mater?

Ci sta molto a cuore la pratica degli esercizi spirituali, in quanto il Centro è nato come luogo di formazione e rinnovamento dello spirito. La Beata Annunciata, nostra fondatrice, ha dedicato tutta la vita all’opera delle meditazioni, attraverso una progressiva crescita intellettuale e attenta alla spiritualità, quindi globale. Da quando è stato inaugurato il Centro, ogni anno viene riproposta questa forte esperienza: offrire la possibilità di sostare, riposare, ascoltare il Signore nella propria interiorità per essere in grado di guardare con più serenità e fiducia alla vita e all’incontro con Dio. Le nostre porte sono aperte anche a coloro che desiderino un’ospitalità individuale e a gruppi che vogliano proporre le loro iniziative in linea con le nostre finalità.

Importate per voi è anche il rapporto con l’arte…

Brescia è molto ricca, il percorso “Arte e Parola” è un itinerario artistico che proponiamo attraverso luoghi di spiritualità che hanno segnato la storia della città. A inizio luglio abbiamo tenuto un corso di formazione per gli insegnanti di religione cattolica “Il Vangelo secondo Brescia” che ha voluto valorizzare le tracce del cristianesimo. Inoltre, ospitiamo allestimenti di arte sacra contemporanea, soprattutto durante l’Avvento e la Quaresima, dove l’arte diventa preparazione al mistero dell’incarnazione e al mistero pasquale.

Nel corso degli anni, le proposte del Mater si sono aggiornate. C’è un filo conduttore fedele al vostro carisma?

Sì, esiste una continuità del carisma nella discontinuità delle situazioni storiche in perenne mutamento. Posso dire che il Mater ha sempre cercato di coniugare l’ispirazione iniziale del carisma, la sua proiezione nel presente e lo sguardo volto al futuro. Questo percorso, compiuto insieme, stimola a rendere attuale il dono che lo Spirito ha dato alla Beata Annunciata. Oggi di cosa ha bisogno l’uomo?: questo quesito richiede dinamicità di lettura e mettersi in ascolto di Dio.

Il carisma di S. Dorotea

Nuovo volume per approfondire la storia degli oratori bresciani al femminile

La proposta di ricerca per la “Storia dell’oratorio bresciano” continua con il volume: “Oratori al femminile. Il carisma della Pia Opera Santa Dorotea nell’Oratorio bresciano” a cura di Michele Marchesi e suor Veritas Caset. Il tema, che era stato già considerato nel primo Seminario del 6 luglio 2017, riguardava il ruolo svolto dalle Congregazioni religiose femminili nell’animare le esperienze e le strutture impegnate nel servizio alla gioventù femminile delle parrocchie.

“Oratori al femminile” è una sezione dell’articolato percorso di pubblicazioni che si propone di offrire dei quaderni dedicati alle fonti e a documenti che testimoniano il carisma delle comunità religiose al servizio della catechesi e dell’animazione non solo del mondo femminile. La sezione viene inaugurata dal quaderno numero 4 che presenta il carisma della Pia Opera di Santa Dorotea nella diocesi bresciana. Siamo nel 180° della Fondazione dell’Istituto. L’Opera ha sempre cercato di promuovere l’educazione cristiana delle ragazze attraverso il sostegno, il consiglio, l’amicizia, la guida delle stesse coetanee, a loro volta sostenute da giovani donne più adulte.

Un’Opera semplice, diceva il fondatore, don Luca Passi, ma insieme efficace e costruttiva, capace di generare una catena di bene a vantaggio delle persone, della famiglia, della chiesa, della società. Ai promotori del Quaderno pare un bel modo di fare memoria di volti, luoghi, proposte e passioni educative che hanno segnato molte comunità parrocchiali.

Nei prossimi mesi è prevista la pubblicazione di due nuovi quaderni dedicati ad altre Congregazioni. L’appuntamento è giovedì 14 febbraio alle 18.30 presso l’Istituto di Santa Dorotea in via Capriolo 36 a Brescia. Dopo i saluti di suor Carolina Segatore, intervengono: mons. Italo Gorni, Michele Marchesi e suor Veritas Caset. Le letture sono affidate a Luciano Bertoli, l’intermezzo musicale è a cura di Alberto Cavoli. Modera Michele Busi. A tutti i presenti verrà omaggiata una copia del quaderno.