Non lasciamoci rubare l’energia dalla delusione

..dall’omelia di don Davide della XXXII domenica del Tempo Ordinario – Mt 25, 1-13

Chi di noi può dire di conoscere tutto quello che ci sta attorno, quello che siamo o quello che cerchiamo? La risposta è evidente: nessuno! Tutti noi, invece, dobbiamo riconoscere che ignoriamo molte cose. Bisogna, però, ammettere che seppur non conosciamo tutto, alcune cose, anche se non le conosciamo, non è per noi un problema. Per esempio, se non conosco la teoria delle stringhe e il suo tentativo di conciliare la meccanica quantistica con la relatività generale, si scampa lo stesso! Il guaio sorge quando non conosco ciò che più direttamente incide sulla mia esistenza. Per esempio, ancora, se non so dove debba andare o non conosca ciò che mi renda felice, questo è un problema perché correrò il rischio di perdermi e di essere traballante in buona parte delle scelte che dovrò affrontare.

C’è, di per sé, un altro aspetto ancora più problematico che dice come ogni volta che noi tendiamo verso una meta, se questa tarda ad essere raggiunta, forse perché le cose non sono andate come ce le eravamo immaginate, rischiamo di abbandonare. Perché? Il percorso della decisione di lasciare, normalmente passa per alcune tappe, io ne riconosco almeno tre.

  • L’esperienza della fatica. Fin qui non è ancora un problema, anzi la fatica è nostra amica perché ci aiuta a superare le difficoltà. Non si è mai visto superare situazioni problematiche senza fatica;
  • La stanchezza. È vero che la fatica è necessaria ma se diventa eccessiva si arriva alla stanchezza che di per sé non è ancora un problema perché ci si può riposare come normalmente facciamo tutti i giorni. L’elemento negativo è dato invece dal fatto che a volte la stanchezza non venga “gestita” e se non è gestita si arriva alla tappa successiva:
  • La delusione. È la differenza tra ciò che desideriamo e quello che è accaduto. La delusione è sufficiente a farci abbandonare una meta? Dipende da quanto per noi sia grande e da quali strumenti abbiamo per affrontarla. Se non abbiamo le forze per fronteggiarla, prima o poi lasciamo e il pensiero che ci ha segnato è riassunto dalla frase: “chi me lo fa fare?”. Accade, così, che la delusione ci abbia tolto l’energia di continuare a cercare ciò che volevamo.

Il Vangelo di San Matteo e più in generale la Sacra Scrittura che abbiamo ascoltato possono aiutarci a non farci derubare l’energia dalle varie delusioni che tutti sperimentiamo.

Innanzitutto nella prima lettera di San Paolo ai Tessalonicesi si dice:

Non vogliamo poi lasciarvi nell’ignoranza, fratelli, circa quelli che sono morti, perché non continuiate ad affliggervi come gli altri che non hanno speranza. Noi crediamo infatti che Gesù è morto e risuscitato; così anche quelli che sono morti, Dio li radunerà per mezzo di Gesù insieme con lui.

La comunità di Tessalonica era in attesa del Messia ma si poneva la domanda circa il fatto che quelli che fossero già morti non l’avrebbero incontrato ed erano preoccupati per la loro sorte. Un po’ come capita anche a noi che vorremmo sapere dove sono i nostri morti. Ecco, San Paolo ci dice di stare tranquilli e che il Signore verrà e ci inviterà tutti alla sua festa. Quindi è come se ci dicesse di avere chiaro che il nostro obbiettivo è entrare in quella festa e di non dimenticarlo.

Nel Vangelo ci vengono descritte dieci ragazze, cinque di loro sagge e cinque superficiali che potremmo dire non si erano attrezzate per reggere al tempo di attesa che si stava prolungando. Si sono allontanate cercando strumenti per recuperare ma quando sono tornate ed hanno bussato la risposta è stata: “Non vi conosco” che è come dire non c’è relazione. Questa risposta è un’indicazione precisa che ci dice come il coltivare la relazione col Signore sia lo strumento privilegiato per non perdere di vista il nostro obbiettivo – entrare alla festa con Dio e con le persone che amiamo – e quando Gesù conclude dicendo di vegliare ci sta dicendo che se manteniamo la relazione con Lui, questo sarà ciò che non permetterà che ci venga rubata l’energia dalle delusioni.