Danza va… in scena!

Giugno ha portato un’esperienza emozionante per il gruppetto di danza di comunità: la nostra terapeuta Eliana Elesbani ci ha proposto di partecipare allo spettacolo della sua palestra Espressioni Corporee che proprio quest’anno ha compiuto 25 anni!

Noi abbiamo accolto la sua idea con entusiasmo e ci siamo impegnati nelle prove con 5 ballerine della sua palestra: Giulia, Federica, Francesca, Arianna ed Elena.

Così, sabato 15 giugno 2019 ci siamo ritrovati al teatro Politeama a Manerbio per partecipare all’evento “Un gran bel pezzo di vita”.

Il teatro era pieno di gente così come le quinte, il caldo si faceva sentire e noi eravamo carichi di tante emozioni… e sicuri del nostro “pezzo”.

La serata è iniziata con un ingresso-sfilata a suon di banda e poi siamo scesi nelle quinte ad aspettare il nostro turno, lì l’adrenalina si faceva sentire da parte di tutti!!

Poi..è arrivato il nostro momento ed è stato tutto molto naturale, ognuno di noi ha mostrato sé stesso liberamente e con serenità.

Alcuni pensieri…

Claudia: “Ero emozionata, ma anche agitata. Stavo bene con Federica, c’erano i miei genitori e mia sorella Simona e la mia mamma mi ha detto “Brava, Complimenti”

Erika: “Sul palco sono stata bene a ballare, ero felice. Mia mamma era molto contenta ed emozionata!”

Ylenia: “Ho provato gioia. Mi sono sentita bene a teatro, sul palco stavo bene, ho sentito gli applausi!!

Cristian: “Mi sono sentito bene come il sole. Ho ballato tanto, ero allegro. É piaciuto a tutti i miei famigliari.”

Ravinder: “Avevo un po’ di vergogna, ma non paura! Ero contento!”

Marco B.: “Quando sono arrivato volevo tornare a casa perché ero agitato, ma poi mi sono trovato sul palco e provavo varie emozioni… sono soddisfatto di com’è andata!!”

Emanuela: “Per me è stata un’esperienza bellissima ricca di emozioni intense vissute tutto l’anno nell’attività e condivise nel nostro “pezzo” con i ragazzi di danza, con Lidia e con le ragazze di Eliana. É stato bellissimo ritrovarci, vedere tutti vestiti con i jeans e camicia bianca, incontrare i parenti/genitori e tutte le persone che sono venute ad assistere allo spettacolo…e poi fare la sfilata accompagnati dal suono della banda e salire sul palco, l’attesa della nostra entrata in scena, le paure, la tranquillità e la felicità, la voglia di vivere il nostro momento… Grazie ad Eliana per questo bellissimo anno, per quest’esperienza e grazie alle sue ragazze! Grazie a tutti i ragazzi di danza presenti e non allo spettacolo! Grazie a tutti!

Lidia: “Mi emoziono ancora  quando ricordiamo quella serata fatta di timori, insicurezze, fatica ma anche coraggio, condivisione e voglia di provare esperienze nuove!! Mi sono sentita parte di qualcosa di grande e libera di stare su un palco con gli altri… grazie ad Eliana per averci permesso di vivere questa esperienza!!

Eliana: “Una felicità grandissima! Magari lo faremo ancora!  Ho incontrato le mie ragazze che han ballato con voi e sono felicissime, si sono emozionate tanto. Ho ricevuto complimenti e bei commenti da molti spettatori tra cui qualcuno diceva… il Collaboriamo… da togliere il fiato…

NOÉ

Siete pronti per tornare a teatro?

L’Oratorio San Luigi di Leno presenta lo spettacolo NOÉ, realizzato dai ragazzi dei gruppi adolescenti e ispirato al racconto dell’Arca con la quale Noè salvò dal diluvio una coppia di ogni specie animale.

Sono in programma due date: sabato 8 alle ore 21:00 e domenica 9 dicembre alle ore 20:30; sarà possibile accedere al teatro 20 minuti prima della rappresentazione.

I biglietti sono già disponibili; potete richiederli all’indirizzo mail info@oratorioleno.it o presso il bar dell’Oratorio. Il costo è di 10€.

Con la partecipazione di: Alessandro Davo, Alessia Abbadati, Alessia Amoruso, Anna Malagni, Anna Spotti, Camilla Giusti, Cesare Rossi, Christian Conforti, Claudia Mor, Daniele Amoruso, Davide Colombi, Enrico Bresciani, Federica Astuto, Federico Lombardi, Florence Santos, Gabriele Bertinelli, Giorgia Scaglia, Giovanni Rossi, Gloria Tirelli, Katia Porta, Laura Fiammeni, Leonardo Chiozzi, Lorenzo Calabria, Lorenzo Campochiaro, Lorenzo Oneda, Luca Ciceri, Luca Zicchetti, Luisa Reghenzi, Martina Piscopo, Massimiliano Grazioli, Matteo Bani, Mattia Lanzanova, Nicola Bellini, Nicola Berardi, Rebecca Bertinelli, Rebecca Malagni, Riccardo Festa, Sanja Astuto, Simona Bonetta, Sofia Bresciani, Stefano Frosio.

Notte bianca della Festa dell’Oratorio

Arriva la notte più esaltante di tutte!

La consueta preghiera comunitaria nella cappella dell’Oratorio sarà sempre alle ore 18.30.

Alle 19.30, finita la celebrazione in chiesa parrocchiale, aprirà lo stand gastronomico. La serata animata avrà inizio alle ore 21.00 e vedrà alternarsi la scuola di danza Doppiopasso, il gruppo #newsbalac e dj Maurizio.

Alla fine della serata, da mezzanotte fino al mattino di domenica, si potrà rimanere nella chiesetta dell’oratorio per l’adorazione notturna animata.

Non puoi mancare, sarà la miglior serata di sempre!

Bada bim pam pam

Alle ore 19.00 ci sarà l’ormai consueto momento di preghiera aperto a tutta la comunità presso la cappella dell’Oratorio.

Subito dopo inizierà l’esibizione dei ragazzi della Bassa Bresciana Rugby. Durante l’esibizione sarà organizzato un piccolo torneo di Touch Rugby, una versione del gioco nella quale i placcaggi sono sostituiti con un semplice tocco ad una o due mani, aperto a tutti i presenti.

A partire dalle ore 21.00 sarà il turno dello spettacolo di danza dell’ASD Espressioni corporee nel teatro.

Cosa state aspettando?

il vento che sussurra alle orecchie

Leggi la prima parte:

Mutare le forme e diventare danza

In che cosa credo? Quel che credo assomiglia alla mia vita? Per anni ho creduto nella mia cantina, luogo in cui ripararmi e dedicarmi alla musica, fucina di parole e sensazioni che alchimisticamente hanno preso forma. Forme incompiute, è vero, ma forme che ancora trattengono la forza del confronto che le ha partorite. Ecco, oggi ancor di più credo, credo in quel dialogo di ascolto, di poca ragione e di meraviglia e di istinto; ricordo che un giorno mi dissi: «il filo logico lo appoggerò in un angolo …». In cosa credo? Credo nelle parole che si distillano all’improvviso perché troppo arduo è il racconto narrativo. Credo nel desiderio che è il ricordo di un cammino iniziato in fiducia, senza domande, ma che si svela tanto più si fa distante la sua genesi. Credo nella ricapitolazione, perché è lì che si avanza di un passo verso la verità.

A motivo della loro dignità tutti gli uomini, in quanto sono persone, dotate cioè di ragione e di libera volontà e perciò investiti di responsabilità personale, sono spinti dalla loro stessa natura e tenuti per obbligo morale a cercare la verità, in primo modo quella concernente la religione.

Difficilmente questo pensiero potrà essere canzone, ma credo nella musica che mi accompagna silenziosamente nell’atto di scriverlo. Con il tempo ho imparato a danzare sulle sue note, ad abitare il mio corpo, ad abitare i luoghi del presente, a edificarmi nel presente dell’incontro con l’altro da me. Il corpo, il pensiero, il luogo, altro non sono che la stessa qualità del mio essere e oggi ne riconosco il mistero.

Il Corpo mistico di Gesù si incarna nella Chiesa. Ma il corpo, scrive il Papa, richiede anche moltitudine di membri i quali siano totalmente fra loro connessi da aiutarsi a vicenda. E come nel nostro mortale organismo, quando un membro soffre, gli altri si risentono del suo dolore e vengono in suo aiuto.

Durante un’esperienza di danza nel deserto del Sahara, sul mio taccuino scrissi:

il mio volto è una tenda, desidero sia abitata da chi incontro. Nella mia tenda irrompe una duna di sabbia rossa ed io riposo su di essa in ascolto di Dio, mentre mi abbaglia il chiaroscuro dell’ingresso. Il mio petto è il fuoco al centro del bivacco e il mio ventre è una giara ricolma d’acqua limpida, che rispecchia, e tu ne puoi vedere il fondo. Puoi vedere il piccolo granello di sabbia che si deposita mentre ondeggia cullato.

Rievocando questo ricordo mi scopro a trattenere le lacrime, non so … forse per una gioia rievocata, forse per amore. Mi sciolgo dalle rigidità della scrittura e penso che il viaggio che ho intrapreso è ancora lungo ma so di non aver bisogno di alcun bagaglio. Continuo, senza affanno, a cercare luoghi di silenzio per riconoscerne la musica di sottofondo, luoghi nuovi o antichi non importa. A volte la duna di sabbia rossa si trasmuta in verdeggianti campi d’erba e sento ugualmente il vento che batte alle spalle, che sussurra alle orecchie, finché, nel silenzio, capisco di non essere solo. Luoghi, colori e tempo da ascoltare, fiducioso, come il lattante fra le braccia della madre, prima di addormentarsi. Ecco perché non posso fare a meno di ripetermi il passaggio del Salmo 23. Se mi addormento posso anche sognare. Spesso sono sogni di una lingua ermetica, lontana, arcana. Ci sono sogni che ritornano negli anni e si interrompono sempre lì, proprio quando stai per capire. Ci sono sogni in tonalità di grigi, chiaramente frutto dell’influenza del pensiero razionale. Altri sogni invece ti costringono al risveglio in un sussulto, nel titanico sforzo di riacquistare il controllo della tua vita in pericolo.

Possiamo sognare insieme, perché no? Sogniamo che ciascuno di noi si costruirà un’identità aperta, dialogante, tollerante, curiosa degli altri, non impaurita e arroccata in difesa; formando una simile identità, aiuterà anche l’altro a viverla

Ma i sogni migliori sono quelli che faccio ad occhi aperti, perché non sono desideri e neppure allucinazioni. Sono solo momenti, attimi fuggenti, di inattesa consapevolezza. Il corpo inizia a danzare e nel vento diventa preghiera. Una preghiera con voce di violoncello, un largo, un deserto da attraversare, abitando lo spazio di una seconda attenzione. Tutto scorre e allo stesso tempo si ferma. Il cuore ammutolisce un istante, lasciando l’eco dell’ultimo rintocco: così largo, così immanente. E continuo a camminare col volto accarezzato dal vento, con lo sguardo inumidito da una lacrima densa che mi solca lo zigomo, fino a trovare rifugio all’angolo dell’orecchio. E sussurra… Prima che il cielo si trapunti di stelle, lascio scorrere e ascolto. Prima che un pensiero mi distragga dall’accadere, lascio che accada. Osservo, testimone di una testimonianza invisibile.

Mutare le forme e diventare danza

Elaborato a cura di Giuseppe Santoni
esame tenutosi presso

Università Cattolica, sede di Brescia

Che cos’è la paura rispetto al timor di Dio? È un bieco contrarsi in immobilità sterile e allo stesso modo un repentino sussulto che discosta dall’appartenenza. La paura trasforma il grido di gioia in soffocante e rauca apnea. Il timore invece trova la forza della richiesta d’aiuto, confidando dal basso nel gesto misericordioso e d’amore dell’Alto. L’uomo non conosce nella paura, non si arricchisce, per il troppo amor proprio. A tal proposito si interroga Giuseppe Angelini nel suo discorso sulla fede:

Sorge il dubbio che proprio la straordinaria fede del bambino sia all’origine della sua capacità straordinaria di apprendere; l’adulto non apprende forse così poco proprio perché ha perso la sua originaria capacità di meravigliarsi, e quindi anche di formulare interrogativi?

Conosco la paura e mi spinge all’orientamento, al discernimento, ma tuttavia ancora soffro i luoghi in cui riscopro il mio corpo inerme, incapace di agire. Troppi corpi intorno a me incapaci di agire, ignoranti di tempo, ciechi di luce, insensibili a vicinanze e procacciatori di distanze. Allora cerco di mutare le mie forme, le mie sembianze, le parole, l’intensità dei respiri … danzo.

L’odore del mare riempie le narici. […] L’esperienza della guarigione gli ha insegnato che il corpo e lo spirito sono due dimensioni inseparabili dell’umano, dalla cui armonica integrazione dipendono la salute e l’equilibrio della persona

Il Meglio di Leno

Nella seconda edizione di “Giornate della Solidarietà” la Caritas di Leno, con il patrocinio della Parrocchia e dell’Oratorio San Luigi, presenta

il Meglio di Leno

Hai un talento? Sai ballare, cantare, recitare o raccontare barzellette?
Iscriviti e partecipa il 19.08.2017 presso l’Oratorio S.Luigi durante la nostra festa.

Compila il modulo che puoi scaricare di seguito e consegnalo al bar dell’oratorio entro e non oltre il 10.7.2017.

Modulo iscrizione Il Meglio di Leno 2017

Per maggiori informazioni chiama Beatrice e Martino al numero 030.9038522 o passa a trovarci il martedì e il venerdì dalle 15.00 alle 17.00!

Qualche pensiero sulla Festa del Teatro

Di seguito riportiamo qualche pensiero dei protagonisti della Festa del Teatro, che si è tenuta domenica 7 febbraio nel teatro del nostro Oratorio.

Che dire, splendida giornata all’insegna dell’arte di far spettacolo: danza, canto, musica…  La festa del Teatro di domenica 7 febbraio, dovrebbe essere un evento ricorrente ogni anno, per condividere emozioni ed avvicinare sempre più adulti, ragazzi e bambini, ad un mondo che nel suo essere spettacolare avvicina tutte le età annientando qualsiasi tipo di “limite” mentale.
Grazie ai ragazzi che hanno organizzato tutto questo! Bravissimi anche i ragazzi che hanno portato in scena la storia di Giuseppe, difficile strutturare uno spettacolo di tale spessore, senza cadere nella banalità; con impegno e dedizione questi ragazzi hanno centrato il punto! Non solo sono riusciti a creare qualcosa di bello, ma soprattutto hanno saputo sfruttare la forza del gruppo creatosi fra loro, spalleggiandosi l’un l’altro, portando in scena una bellissima storia. Complimenti ancora, continuate così!

Giampietro

Festa del Teatro: cosa è stato?
Un incontro delle diverse realtà lenesi: forme d’arte, linguaggi  di cultura e di intrattenimento, in uno spirito che ha unito le diversità, le particolarità e le caratterstiche di ciascuno per un obiettivo comune.

Quale è stata la nostra esperienza?
Ecco alcune parole cardine: sentirsi, ascoltarsi, osservare, riflettere, inventare, agire, divertirsi…comunicare il nostro NOI CI SIAMO

Che cosa ci ha lasciato?
La curiosità e il piacere di trovarsi a vivere un’esperienza divertente ed emotivamente intensa nella condivisione. Nel realizzare qualcosa insieme, ci siamo accorti che  l’arte è  propriamente un’esperienza di vita.

Quale è l’obiettivo principale raggiunto?
Un’importante occasione ricreativa e socializzante per STAR BENE INSIEME. Tutti si sono impegnati a mettersi in gioco e a confrontarsi divertendosi.

Che cosa ci auguriamo?
Confidiamo di trovare e di creare nel tempo un teatro aperto e vivo, in costante dialogo con le diverse realtà. Speriamo che possa diventare un punto di riferimento per tutti i piccoli e grandi artisti. Ci auguriamo che al termine di questa esperienza, qualcuno abbia sentito il desiderio di…rifare questa esperienza!!!

Brecht diceva che il teatro non può cambiare il mondo, ma può cambiare gli spettatori. Gli spettatori se desiderano possono cambiare il mondo.
Il teatro ha in sé questa possibilità.

Eliana e le ragazze dell’A.S.D. Espressioni Corporee

Guarda il video della Festa del teatro su ORATube!

Festa del Teatro

Benvenuti a teatro. Dove tutto è finto ma niente è falso…

Il teatro.
Un luogo magico dove la finzione della messa in scena diventa la realtà e la realtà del mondo al di fuori di essa cede il posto a ciò che solo sul palcoscenico avrebbe senso di esistere. Un’esperienza che nella Grecia classica aveva funzioni terapeutiche, serviva a “purificarsi” interiormente per ritornare nel mondo come persone nuove. Un palco per dire al mondo “ci sono!”

Da questo trae spunto l’idea di creare un momento per dare visibilità al teatro. Non solo come luogo, come una poltrona più o meno comoda dove sedersi e guardare gli eventi susseguirsi in scena, ma come esperienza. Esperienza che fa varcare le porte dell’uscita essendo sicuri di aver con sé qualcosa in più.

Festa del Teatro

Questo è il nostro obiettivo: rendere partecipi della realtà che è il teatro all’interno della nostra comunità.

Per questo abbiamo chiesto aiuto ad altre realtà che ci aiuteranno ad esplorare e vivere l’esperienza che è il teatro, in tutte le sue forme: musica, canto, danza… e a conclusione della giornata l’attività regina del teatro e sintesi del suo spirito, la recitazione.

Il Re dei Sogni

Non vogliamo svelare nulla di più: vi aspettiamo per provare l’esperienza del teatro, anche solo per pochi minuti, domenica 7 febbraio 2016 a partire dalle ore 15:30 presso il teatro del nostro Oratorio!

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