Mettici il cuore… salva una vita

Insieme a AVIS di Leno, la Croce Bianca del Dominato Leonense organizza una  fantastica mattinata all’insegna della sicurezza e dell’educazione.

Evento indirizzato a tutti i cittadini che vogliono imparare le manovre di rianimazione in caso di necessità!! I requisiti sono: maggiore età e tanta voglia di imparare!

Non ve la sentite di iscrivervi? Fa niente! Venite a “curiosare”, si impara sempre!!!

Corso di Primo Soccorso

La Croce Bianca Dominato Leonense organizza il 15° corso di Primo Soccorso gratuito ed aperto a tutti.

Gli incontri avranno luogo presso la sede in via Brescia, 40 a Leno. La serata di presentazione del corso sarà mercoledì 19 settembre alle ore 20:30.

Durata del corso:
Modulo 1 – 42 ore: addetto al trasporto sanitario.
Modulo 2 – 72 ore: soccorritore esecutore (per gli addetti all’emergenza sanitaria).

Per l’avviamento del corso sono richiesti almeno 20 partecipanti.

Per info:
tel 348 2525911 | 345 3393224
mail info@crocebiancaleno.it

Chiamati alla vita

Il 24 marzo la giornata per i missionari martiri

Nata nel 1993 per iniziativa del Movimento Giovanile Missionario delle Pontificie Opere Missionarie italiane, scegliendo come data l’anniversario dell’assassinio di Mons. Oscar Arnulfo Romeo. Arcivescovo di San Salvador (24 marzo 1980). La Giornata di preghiera e digiuno in Memoria dei Missionari Martiri raggiunge quest’anno il suo 23° traguardo nella prospettiva dell’imminente beatificazione di Mons. Romeo che avrà luogo il 23 maggio.

L’iniziativa intende ricordare con la preghiera e il digiuno tutti i missionari che sono stati uccisi nel mondo e tutti gli operatori pastorali che hanno versato il sangue per il Vangelo. Oggi è estesa a molte Diocesi realtà giovanili e missionarie, istituiti religiosi dei diversi continenti. Tanti missionari hanno dato la vita unicamente perché come Cristo, avevano scelto di stare dalla parte dei poveri, perché hanno vissuto le beatitudini evangeliche come operatori di pace e di giustizia per quei popoli che il Signore ha loro affidato di servire. Giornata di memoria ma anche di intercessione per il dono della pace e di una fraternità vera nel rispetto di tutti. Se c’è una cosa che accomuna tutti i cristiani sparsi per i cinque continenti, questa è la croce. Uno strumento di tortura e di morte, che per secoli ha terrorizzato tutti i popoli, fino a quando su quella croce non vi è stato appeso il figlio di Dio, Gesù. Da quel momento in poi la croce, però è divenuta simbolo di salvezza per tutti perché Gesù, morendo vi ha riscattato ogni nostra colpa e ogni nostro peccato.

AAA volontari cercasi!

Ai blocchi di partenza il 14° corso di primo soccorso!

AAA nuovi volontari cercasi!!Anche per l’autunno ormai prossimo ecco che la Croce Bianca è pronta ad avviare, con la consolidata collaborazione di Anpas Lombardia e il patrocinio del Comune di Leno e del Centro Servizi Volontariato (CSV) di Brescia, il 14° corso di primo soccorso volto al conseguimento della qualifica di “soccorritore”.

Il nuovo corso, gratuito ma con frequenza obbligatoria, inizierà martedì 12 settembre p.v. alle 20.30 con una serata di presentazione e si articolerà principalmente in due fasi.

La prima fase di 42 ore sarà adatta a chi vorrà occuparsi puramente di trasporti sanitari (visite, dimissioni, ricoveri, trasporto sangue e dializzati). Le successive 78 ore invece prevedono il conseguimento della certificazione regionale di soccorritore esecutore che permette di operare in emergenza a bordo dell’ambulanza.
Le lezioni si terranno nelle serate di martedì e giovedì dalle 20.30 alle 22.30 presso la sede dell’associazione in via Brescia, 40 a Leno.

Durante il corso gli aspiranti soccorritori impareranno l’uso del defibrillatore e le tecniche di rianimazione cardiopolmonare, a immobilizzare l’infortunato che ha subito un trauma, a fermare un’emorragia, a intervenire su un’ustione, oppure semplicemente a “tranquillizzare” i pazienti vittime di stati d’ansia.

A chi è rivolto il corso? A chiunque voglia regalare parte del proprio tempo aiutando nei trasporti sanitari e nei turni in emergenza…
Il tempo è una risorsa preziosa, in associazione viene valorizzato a favore degli altri.
Questa è solo una parte di ciò che siamo chiamati a compiere noi volontari della Croce Bianca Dominato Leonense di Leno, che siamo ad oggi un centinaio. Ma non si è mai abbastanza… quindi vi aspettiamo al corso e ricordatevi che… FARE DEL BENE… FA BENE!

Per info:
tel.: Rinaldo 345-3393224 / Max: 345 4573120
mail: info@crocebiancaleno.it
web: www.crocebiancaleno.it
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IN SINTESI:
Inizio corso: martedì 12 settembre 2017 ore 20.30
presso la nostra sede di Via Brescia, 40 – Leno
Lezioni: martedì e giovedì dalle 20.30 alle 22.30
1° percorso: 42 ore – qualifica di soccorritore per trasporti sanitari
2° percorso: 78 ore – qualifica di soccorritore esecutore
IL CORSO É GRATUITO CON FREQUENZA OBBLIGATORIA
Per info: Rinaldo – 345-3393224 Massimiliano – 345-4573120

La Croce Bianca aderisce al Servizio Civile Nazionale

Sei giovane e vuoi metterti in gioco nel mondo del volontariato? Hai un’età compresa tra i 18 e i 28 anni? Partecipa al progetto di Servizio Civile Nazionale a cui la Croce Bianca aderisce! La durata è di 12 mesi con un impegno di 30 ore settimanali… un’opportunità di crescita personale e di educazione alla cittadinanza attiva all’interno della nostra associazione! Se vuoi ricevere informazioni più dettagliate chiama il numero 345-3393224!

PENSACI e AFFRETTATI… scarica i moduli di adesione nella sezione documenti, compilali e inviali ad uno dei  seguenti contatti entro e non oltre il 26 giugno alle ore 14!

In originale presso la nostra sede in Via Brescia 40, a Leno.

Via E-Mail: info@crocebiancaleno.it
Via Fax: 030 9060634

La Croce è il Crocifisso

Per i cristiani non esiste una croce che sia nuda cioè due pezzi di legno senza che nessuno vi sia affisso.

Da quando sul mezzogiorno di quel venerdì, su una rozza croce, vi fu inchiodato, agonizzò e morì per noi, la Croce è Gesù Crocifisso.

Nulla di più semplice, nulla di più grande.

La Croce si è identificata con Colui che l’ha scelta e attraverso la sua passione e morte ha rivolto ai suoi fedeli e a tutto il mondo le sue ultime parole. Parole che nel perdono, nell’affido al Padre, nel raccomandare sua Madre Maria, Madre di Giovanni, Madre di tutti gli uomini, ha completato la sua missione. Da quella Croce non sarà staccato se non quando l’ultimo sangue sarà versato e l’ultimo respiro affidato al Padre.

In quella Croce sta l’amore infinito del Padre che, per salvarci ha voluto suo Figlio Crocifisso. Essa, da quel venerdì che diciamo Santo, è l’emblema dell’amore di Dio, è il prezioso nostro riscatto, che da peccatori ci ha resi figli di Dio destinati, per merito del Crocifisso, ad essere partecipi della vita stessa di Dio ed eredi della sua Gloria.

Gesù Crocifisso è immagine dell’Eucaristia, che Lui stesso ha voluto donarci prima di morire. Quel pane che mangiamo perché sia nostro cibo, è “il Suo corpo offerto in sacrificio per noi” e il Sangue che ci viene dato è “il Suo Sangue versato per noi”.

Quel Corpo e quel Sangue, dati a noi in “Comunione” ci uniscono a Gesù Crocifisso. Un legame misterioso, ma vero, si realizza tra noi ed il Crocifisso, nella celebrazione Eucaristica: Viviamo di quel Corpo e di quel Sangue, viviamo per donazione e per merito di Gesù Crocifisso.

Bernardette arrivò a comprendere tutto questo. Nella Santa Messa e nel Crocifisso. Quando il male le impediva l’accesso alla cappella, trovò la ragione del suo vivere, del suo soffrire, del suo amare quel “Buon Gesù” che per lei tutto se stesso aveva dato, immolandosi in croce.

Furono certamente i messaggi ricevuti dalla Madonna a spiegarle ogni cosa. Fu poi la devozione al Crocifisso, il viverlo nella Santa Messa, il farlo sempre più suo con l’offerta dei suoi dolori a quelli di Gesù che la portarono a sempre meglio capire e vivere dentro di sè questo Gesù Crocifisso che le insegnò a pregare con la sua Croce.

Anche a noi Gesù insegna a pregare con la Sua Croce, per meglio affrontare la nostra vita, con tutte le sofferenze che può recare con sè.

M. Piccoli

La croce di santa Rosa Venerini nella Comunità di Leno

7 giugno– ore 18.30: Celebrazione eucaristica e accoglienza della Croce

Rosa Venerini

9 giugno– ore 17.30: Momento di preghiera con i ragazzi delle elementari in S.Michele

10 giugno– ore 17.30: Momento di preghiera con i ragazzi della scuola media in S.Michele

12 giugno– ore 20.30: Momento di preghiera con i giovani e adolescenti in S.MIchele

15 giugno– ore 20.45: Veglia di preghiera con il gruppo famiglia, partendo in processione dalla chiesetta S.Michele alla chiesa Parrocchiale

16 Giugno– ore 9.30:S-Messa in parrocchia; ore 20.30 veglia di preghiera davanti alla croce presso la casa delle suore

17 Giugno: Partenza della Croce con destinazione alla comunità di Terni

I giorni della Salvezza

DOMENICA DELLE PALME

Sei giorni prima della sua morte in croce, Gesù entrò trionfalmente in Gerusalemme, accompagnato dai discepoli e da una folla festante, che, agitando rami di palme, gridava: «Osanna! Benedetto Colui che viene nel nome del Signore! Osanna negli eccelsi!» Fu una manifestazione messianica voluta da Gesù per affermare la sua spirituale regalità, ma fu cosa modesta affinché il popolo non si confermasse nei suoi errori sull’interpretazione politica del Messia. Il rito solenne si svolge nei seguenti momenti:
– Benedizione dei rami di palma o di olivo: Il Sacerdote vestito con abiti rossi, simbolo di regalità, benedice con questa preghiera: «Benedici o Signore questi rami, e donaci la grazia di sentire in noi la Vittoria di Gesù!».
– Distribuzione dei rami: mentre i fanciulli cantano inni di gioia e di trionfo, il sacerdote passa alla distribuzione dei rami.
– Lettura del Vangelo: dove viene ricordato il fatto storico dell’ingresso trionfale di Gesù; mentre tutta la folla agitando rami, osannava al Messia. Solenne processione con i rami benedetti, per ripetere attorno alla Croce l’inno: «Gloria a Te, lode ed onore, o Re Cristo Redentore».
Al termine, la S. Messa introduce al Mistero della rinnovazione del Sacrificio sotto le misteriose apparenze del pane e del vino.

 

GIOVEDI’ SANTO

Il Giovedì Santo è il primo giorno del «Triduo Sacro», che celebra, con solenne austerità, la memoria della passione e della morte del Salvatore e ci fa rivivere avvenimenti lontani nel tempo, ma così vivi nel nostro ricordo e tanto impressi nel nostro cuore da farceli credere e sentire come presenti e come certamente nostri. Nel Giovedì Santo si ricorda principalmente l’istituzione del Sacrificio e del Sacramento eucaristico, gesto supremo di amore compiuto da Gesù alla vigilia della sua morte, al quale l’evangelista S. Giovanni allude con parole che valgono più di ogni altro commento: «Avendo Egli amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine».

Questo è lo svolgimento della solenne liturgia: l’altare è parato a festa ed un velo bianco copre la Croce; il Sacerdote Celebrante, accompagnato dalla solennità degli altri Sacerdoti e del canto, inizia la S. Messa; il momento più commovente è il canto del «Gloria in excelsis», poiché il suono di tutte le campane e dell’organo esplode come d’improvviso, per poi tacere fino alla gioia della notte pasquale. Quasi per rappresentare al vivo la scena narrata dal Vangelo, il Celebrante, lava i piedi a 12 ragazzi; ripetendo il gesto di Gesù prima di istituire la S. Eucaristia. Terminata la S. Messa, il Pane Consacrato viene portato in modo solenne all’altare della Adorazione, preparato con abbondanza di luci e ceri.

Il mistero di questo grande giorno dell’Amore sta riassunto in questa parola di Gesù: «Prendete e mangiate: questo è il Mio Corto sacrificato per voi. Prendete e bevete: questo è il Mio Sangue sparso per voi. Questo fate in memoria di me!»

 

VENERDI’ SANTO

È il giorno più grande che la storia ricordi. Nessun giorno come questo è giorno di morte; nessun giorno come questo è giorno di Vita. Al cospetto del monda intero sta nella maestà della morte il Crocefisso: «La vita offrì la morte per portare con la morte la vita». È in questo giorno che incominciò per l’umanità un’era nuova: dell’amore e della grazia. La solenne funzione liturgica è divisa in quattro parti:

1- Lettura di alcuni grandi fatti del Vecchio Testamento, come il racconto della Pasqua Ebrea, e soprattutto il canto della Passione di Gesù, per narrarci le innumerevoli sofferenze di Gesù per poterci salvare.
2- Sull’altare vengono poste delle tovaglie di lino bianco e poi il Sacerdote celebrante inizia le solenni preghiere per la Chiesa Santa di Dio, per il nostro Beatissimo Papa Giovanni, per i Vescovi ed i Sacerdoti, per coloro che governano i popoli, per coloro che saranno rigenerati dalla grazia del Battesimo, per la necessità dei fedeli cosi presentate al Signore: «Preghiamo fratelli dilettissimi, Dio Padre Onnipotente, affinché purghi il mondo da tutti gli errori, disperda le malattie, scacci la fame, apra le carceri, spezzi le catene, accordi ai pellegrini il ritorno, agli infermi la sanità, ai naviganti il porto della salvezza». Inoltre alza la preghiera per l’unità della Chiesa, per la conversione dei Giudei e degli infedeli.
3- La III parte della solenne liturgia assume un aspetto veramente commovente: un ministro porta all’altare la Croce Velata ed il Sacerdote celebrante ponendosi presso i gradini dell’altare e scoprendo grado grado la Croce Velata canta con tono sempre crescente questa invocazione: «Ecco il legno della Croce, dal quale dipende la salvezza del mondo»; tutto il popolo inginocchiandosi risponde: «Venite, adoriamo!».

Terminato il rito dello scoprimento della Santa Croce, iniziando dal Sacerdote, tutti passano ad adorare la Croce ed a baciare il Crocefisso. Mentre con grande silenzio e raccoglimento si svolge questo rito, la Scuola di Canto ripete: «Popolo mio che ti ho fatto? O in che ti ho contristato? Rispondimi! lo ti esaltai con grande potenza e tu mi sospendesti al patibolo della Croce».
La S. Comunione termina poi il solenne rito del Venerdì Santo.

 

SABATO SANTO

Prima del tramonto di Venerdì, la salma di Gesù era nel sepolcro. La fine di colui che si era proclamato Figlio di Dio non poteva essere più ingloriosa: tradito da un discepolo, scomunicato dal Sinedrio, bestemmiato da un popolo intero, abbandonato perfino dai suoi apostoli, era morto sul patibolo degli schiavi in mezzo a due volgari malviventi. Ora il suo corpo giaceva nel sepolcro.
La vittoria dei nemici di Gesù era completa. Solo che il sedicente Figlio di Dio, ora chiuso e sigillato nel sepolcro, quando era ancora vivo aveva detto: «Dopo tre giorni risorgo!». La mattina della Domenica, le pie donne e i discepoli trovarono il sepolcro vuoto! Non il sepolcro, ma la risurrezione gloriosa è la conclusione della vita terrena di Gesù. Con le feste pasquali celebriamo solennemente il ricordo della risurrezione di Cristo; e perché questo ricordo sia veramente efficace, la Chiesa con riti solenni e suggestivi ci invita a cogliere abbondanti frutti della risurrezione di Cristo, mediante una completa e definitiva rinnovazione inferiore. I riti solenni della veglia pasquale li possiamo presentare in questo modo:

– Il canto della Luce: davanti alla porta della Chiesa viene benedetto il fuoco ed il grosso Cero Pasquale, simbolo di Cristo. Entrando poi dalla porta principale della Chiesa, il diacono che regge il cero, canta a voce solenne: «Lume di Cristo» mentre tutti rispondono: «Siano grazie a Dio». Mentre la processione della Luce entra in Chiesa con i ministri, tutte le luci vanno grado grado accendendosi. Quando il Cero è giunto all’altare, viene posto in centro e circondato da luce e incenso, viene esaltato nel suo simbolismo, con queste mirabili parole: «Si rallegri la terra irradiata da sì grandi splendori, e, illuminata dal fulgore dell’eterno Re, senta di essere finalmente liberata dalle ombre che avvolgevano il mondo intero».
– Il canto dell’acqua: mentre tutti invocano l’aiuto dei Santi, è posto davanti all’altare un recipiente d’acqua. Il Celebrante inizia la solenne benedizione e consacrazione, perché quest’acqua dovrà servire al Battesimo di tutti i nuovi bambini dell’anno. Terminato questo rito, prima che l’acqua sia portata al Sacro Fonte Battesimale, i presenti rinnovano le Promesse battesimali con le quali si rinunzia a Satana ed alle sue opere al mondo che è nemico di Dio e si promette di servire fedelmente il Signore nella Chiesa Cattolica.
– Il canto dell’Alleluia: tutto è pronto; i ministri hanno indossati gli abiti della gioia e l’altare è parato a festa con fiori e luci, ed ecco il momento solenne: con voce commossa il Sacerdote Celebrante canta il «Gloria in Excelsis», prorompe il suono dell’organo, tutte le campane sciolgono il loro concerto. È PASQUA DI RISURREZIONE! Ed allora: «Fratelli, se siete risuscitati con Cristo, cercate le cose del cielo, ove Cristo siede alla destra di Dio; abbiate il gusto delle cose celesti, non di quelle terrene. Poiché voi siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio. Quando Cristo, vostra vita, comparirà, allora anche voi apparirete con lui nella gloria».

 

PREGHIERA DI RESURREZIONE

Per tutto il dolore sofferto ridammi, Dio, la
speranza per cui ho sognato ad occhi aperti.
Tutto un seguir di nuvole sono stati i miei
pensieri; dolce mondo di favole.

Le cose tutte hanno spesso confinato col cielo e
pur mi ritrovo distante da Te.

Non più le piante, i fiori, il mare le albe, i tramonti
mi fanno piangere di gioia: è morta al mio viso
ogni traccia d’incanto. Il tempo ha scandito coi
giorni e le ore anche il vuoto nella mia vita.

C’era nelle stelle un mistero che m’incantava ed
ora non intendo più.

Di nient’altro ho bisogno, o Signore che di
risorgere con Te, null’altro desidero che Te.
Inasprisci il dolore, ma ridonami la resurrezione!

don Pierino