Il ricordo di Mons. Olmi nella commemorazione di Mons. Luigi Corrini

Mons. Olmi, Vescovo Ausiliare Emerito della Diocesi, domenica 30 settembre, a chiusura delle Sante Quarant’ore, su suo espresso desiderio ha concelebrato la S. Messa con Mons. Eraldo Fracassi a suffragio, a due mesi dalla morte, di don Luigi. E’ nota l’amicizia che da sempre ha legato i due sacerdoti: compagni di studi in seminario, direttori degli oratori di Alfianello e di Bassano Bresciano e successivamente parroci di Montichiari e Verolanuova.

Entrambi hanno vissuto la loro esperienza pastorale in un periodo storico molto delicato e carico di grandi novità; hanno saputo interpretare le attese e le speranze contenute nei documenti conciliari e calarle in una realtà in continuo cambiamento. I quattordici anni vissuti da don Luigi a Leno (1961-1975) sono stati ricchi di esperienze ed hanno lasciato un segno soprattutto in campo sociale, grazie alla sua dedizione all’associazione delle ACLI e alla sua passione per la musica, quale direttore della Scuola di Canto S. Benedetto, che si è distinta in diverse occasioni a livello diocesano.

Una particolare attenzione don Luigi ha riservato agli anziani e agli ammalati che visitava e incontrava con attenzione e delicatezza. Dal 16 luglio riposa nel cimitero di Verolanuova, accanto ai suoi parrocchiani che ha servito pastoralmente per 28 anni (1975-2003). A distanza di sei mesi Mons. Olmi ha raggiunto in Paradiso il suo amico fraterno don Luigi.

I cantori della Scuola di Canto S. Benedetto

Saluto a mons. Luigi Corrini

“Il Signore è mia eredità: nelle Tue mani è la mia vita” (Salmo 16)

Mercoledì 18 luglio, nella Basilica Minore di San Lorenzo in Verolanuova, sono stati celebrati i funerali di Don Luigi Corrini, presieduti da Sua Eccellenza Mons Pierantonio Tremolada, con la partecipazione di numerosi sacerdoti confratelli in rappresentanza del clero bresciano.

Don Luigi si è spento lunedì 16 luglio a Mompiano, presso la Fondazione Mons Pinzoni, dove era ospite da quattro anni, amorevolmente assistito dal personale sanitario e religioso e dai volontari che sempre gli sono stati vicini.

Riposa ora nel cimitero di Verolanuova, nella cappella dei sacerdoti, come da suo desiderio, più volte espresso, per essere accanto ai suoi verolesi, che ha amato e servito per 28 anni.

Durante la sua lunga permanenza come parroco della comunità verolese don Luigi, fin dal primo anno, nel 1975, fondò il bollettino “L’Angelo di Verola” organo di informazione parrocchiale, presente ogni mese nelle famiglie verolesi; incoraggiò un gruppo di giovani a dare avvio alla radio parrocchiale, un servizio efficace e al passo con i tempi.

Sin da subito riservò grande attenzione ai lavori di ristrutturazione della Basilica minore e delle chiese sussidiarie; il tutto grazie al generoso sostegno e alla collaborazione di tanti verolesi; nel 1990 furono completati i lavori di ristrutturazione dell’oratorio parrocchiale, dedicato al Vescovo verolese Giacinto Gaggia.

L’impegno di don Luigi, unito all’aiuto dei curati e di tanti laici, ha permesso, nel tempo, di tenere vive le grandi tradizioni culturali, sociali e caritative della Comunità cristiana verolese, che ancora oggi riconosce in lui la figura di un sacerdote che si è distinto per fede e impegno sociale.

Proveniente da Seniga, da una famiglia di umili origini, da sempre ha messo a fondamento della sua azione pastorale l’umiltà, il servizio per il prossimo, la solidarietà, valori propri della civiltà contadina.

Dopo la consacrazione sacerdotale, nel 1953, fu destinato, come giovane curato, alla comunità di Bassano Bresciano, per otto anni, dove il suo ricordo è ancora vivo oggi, tra i suoi ex ragazzi dell’oratorio.

Nel 1961 iniziò il servizio pastorale nella Parrocchia dei SS. Pietro e Paolo in Leno, con permanenza per quattordici anni, con l’incarico specifico di assistente spirituale del Circolo Acli e di direttore della scuola di canto San Benedetto, attività nella quale ebbe modo di esprimere la grande passione per il canto, finalizzato a condecorare le funzioni religiose.

Dopo pochi mesi dal suo arrivo a Leno, incoraggiato dall’Abate Mons Galli, diede vita al bollettino parrocchiale “La Badia”, che vide la sua prima uscita il 1 gennaio 1962, giornale parrocchiale che ha superato i cinquanta anni di vita.

Raggiunti i settantacinque anni canonici, Mons Luigi decise di ritornare a Leno, comunità a lui familiare ed accogliente, dove per altri dieci anni mise a disposizione le sue energie, soprattutto a favore degli ammalati, dedicandosi, altresì, alle celebrazioni liturgiche e alle confessioni.

Negli ultimi quattro anni di vita, caratterizzati da precarie condizioni di salute, amava spesso rievocare gli anni giovanili, vissuti a Seniga.

In particolare riaffioravano in lui i ricordi legati al suo primo incontro con il giovane sacerdote don Karol, futuro Papa Giovanni Paolo II.

Don Luigi, giovane chierico, nel luglio 1947, ebbe la fortuna di condividere, per 10 giorni, esperienze di vita quotidiana con il giovane sacerdote polacco. In quell’estate, infatti, don Karol trascorse alcuni giorni a Seniga, ospite dell’amico e collega di studio don Francesco Vergine.

Nell’immediato dopoguerra, entrambi erano studenti a Roma, presso le facoltà teologiche. I due sacerdoti e il chierico Luigi Corrini facevano passeggiate in bicicletta; la meta preferita era il Santuario della Madonna di Comella. Don Luigi ha sempre ricordato, con immutata meraviglia e stupore, il profondo raccoglimento e l’intensità della preghiera del giovane sacerdote polacco. Non si stupì quando l’Amico Karol, divenuto Vescovo e poi Papa, scelse, a voler sottolineare il profondo legame alla Vergine Maria, come motto del suo stemma “Totus tuus”.

Giovanni Fiora

L’addio a mons. Corrini

Il 16 luglio il Signore ha chiamato a sè il nostro fratello mons. Luigi Corrini. La salma, in origine presso la R.S.A. Mons. Pinzoni a Mompiano, è stata trasferita ieri nel primo pomeriggio presso la chiesa di San Rocco in Verolanuova. I funerali presieduti da S. Ecc. Mons. Pierantonio Tremolada sono previsti per oggi mercoledì 18 luglio alle ore 16.00 nella Basilica di Verolanuova. Mons. Luigi verrà sepolto nel Cimitero di Verolanuova.

Per lui e per i suoi familiari il nostro ricordo nella preghiera.

Il novantesimo compleanno di mons. Luigi Corrini

Quei dieci giorni indimenticabili vissuti a Seniga nel luglio del 1947 con Don Karol Wojtyla

Il 26 settembre mons. Luigi Corrini ha festeggiato i novant’anni, sessantaquattro dei quali dedicati al ministero sacerdotale. La sua vita è stata caratterizzata da fatti ed avvenimenti degni di essere ricordati.

Il lungo percorso pastorale ebbe inizio, come giovane sacerdote, nella parrocchia di Bassano Bresciano; otto anni caratterizzati dall’impegno nella costruzione del nuovo oratorio, nella animazione delle varie associazioni e nella direzione della scuola di canto.

Successivamente, per quattordici anni, operò nella parrocchia abbaziale di Leno, dove si distinse come assistente spirituale del Circolo Acli e direttore della scuola di canto. Fin dai primi mesi fondò il periodico mensile di informazione “La Badia”, nato dall’unione di due precedenti esperienze dell’oratorio maschile “Il Missile”, e dell’oratorio femminile “Il Duemila”. Il bollettino parrocchiale, caratterizzato sempre più da articoli relativi a tematiche religiose e culturali, diventava portavoce dell’intera comunità parrocchiale; ancora oggi entra nelle famiglie da ben cinquantasei anni.

Don Luigi fece il suo ingresso in Verola il 12 ottobre 1975 ed iniziò il suo parrocchiato, che durerà ben 28 anni. Prese servizio ed ebbe modo di raggiungere la sua maturità sacerdotale in una distinta e storica parrocchia onorata da nobili figure come il verolese mons. Giacinto Gaggia, Vescovo di Brescia; da Sant’Arcangelo Tadini, fondatore delle suore operaie; dal verolese di adozione don Primo Mazzolari, sacerdote ricco di fortezza e di carità evangelica.

Nel popoloso centro della Bassa bresciana numerose sono state le iniziative in campo liturgico, culturale e sociale, da lui promosse ed attivate. Don Luigi riservò una attenzione particolare ai lavori di ristrutturazione e restauro della Basilica di San Lorenzo e delle Chiese sussidiarie di San Donnino e di San Rocco, opere che riuscì a realizzare grazie alla collaborazione  degli organismi parrocchiali e di tutta la popolazione. Con l’aiuto fattivo dei curati e dei collaboratori laici, ristrutturò anche l’oratorio, per offrire ai giovani un ambiente idoneo alla loro formazione.

Nei primi mesi del suo servizio pastorale fondò il bollettino “L’Angelo di Verola”, organo di informazione che da oltre quarant’anni entra puntualmente nelle famiglie verolesi.

Raggiunti i settantacinque anni canonici mons. Luigi decise di ritornare a Leno, comunità a lui familiare ed accogliente, dove per altri dieci anni mise a disposizione le sue energie, soprattutto a favore degli ammalati, dedicandosi, altresì, alle celebrazioni liturgiche e alle confessioni.

In questi ultimi quattro anni, caratterizzati da precarie condizioni di salute,  vive in una struttura riservata ai sacerdoti, in Brescia; spesso ama rievocare gli anni giovanili vissuti a Seniga, suo paese natale. In particolare riaffiorano in lui i ricordi legati al suo primo incontro con don Karol Wojtyla, futuro Papa Giovanni Paolo II.

Don Luigi, giovane chierico, nel luglio del 1947, ebbe la fortuna di condividere, per dieci giorni, esperienze di vita quotidiana con il giovane sacerdote polacco. In quell’estate, infatti, don Karol trascorse alcuni giorni a Seniga, ospite dell’amico e collega di studi don Francesco Vergine.

  Nell’immediato dopoguerra entrambi erano studenti a Roma, presso le facoltà teologiche. I due sacerdoti e il chierico Luigi Corrini facevano passeggiate in bicicletta; la meta preferita era il Santuario della Madonna di Comella. Don Lugi ricorda ancora, con immutata meraviglia e stupore, il profondo raccoglimento e l’intensità della preghiera del giovane sacerdote polacco. Non si stupì quando l’Amico Karol, divenuto Vescovo e poi Papa scelse, a voler sottolineare il Suo profondo legame alla Vergine Maria, come motto del Suo stemma “TOTUS TUUS”.

Giovanni Fiora

In cammino pastorale tra tradizione e rinnovamento

Nel momento in cui Monsignor Giambattista Targhetti si accinge, dopo un lungo servizio pastorale, a lasciare la nostra parrocchia, viene spontaneo tracciare una breve sintesi di un parrocchiato che ha segnato la vita della nostra comunità. Gli anni che vanno dalla fine del secolo scorso ai nostri giorni sono stati senza dubbio ricchi di fermenti e mutamenti rapidi che, dal punto di vista ecclesiale e pastorale, hanno richiesto risposte, interventi e percorsi nuovi.

Mons. Giambattista, trovandosi di fronte ad una realtà postconciliare che stava secolarizzandosi, ha avuto il merito di rinnovare la vita parrocchiale nel rispetto delle tradizioni lenesi. La via maestra del suo impegno pastorale è stata caratterizzata dalla nuova evangelizzazione imperniata su una fede vissuta attraverso la testimonianza e la missionarietà. La fede come più volte è solito sottolineare nei suo interventi scritti e nella predicazione, è un dono che viene dall’alto; chi ha la fortuna di averla ricevuta, oltre a sentire il bisogno di valorizzarla e irrobustirla, è spinto a comunicarla e a diffonderla quasi per contagio.

Non si spiegherebbe, e lui stesso spesso sottolinea, come da un gruppo ristretto di dodici apostoli, titubanti e timorosi, grazie all’illuminazione dello Spirito Santo, la fede attraverso i secoli abbia generato e sostenuto la Chiesa. Lo stile pastorale del nostro Abate ha avuto come sbocco naturale l’avvio di una rinnovata catechesi imperniata sulla “Nuova evangelizzazione”: I genitori sono i primi responsabili del cammino di fede dei figli attraverso la riscoperta dei sacramenti.

Monsignor Targhetti ha avuto anche il merito di armonizzare e valorizzare la vita e le attività delle varie associazioni e aggregazioni parrocchiali, nella convinzione che il servizio e la testimonianza evangelica hanno valore se sorretti dalla Carità che esclude ogni forma di competitività e personalismi. Non spetta a me dare un giudizio sulle attività più propriamente strutturali e amministrative della parrocchia. Mi soffermo soltanto su alcuni tratti della personalità del nostro parroco, limitandomi allo stile della predicazione e alle capacità di relazione. La sua predicazione risulta varia, ricca di riflessioni ed efficace perché egli sa unire, attraverso la parola e il gesto, la semplicità alla profondità. La vivace intelligenza gli permette, anche nelle occasioni più impegnative di comunicare e trasmettere contenuti e messaggi che sanno coinvolgere e arricchire l’assemblea che lo ascolta. Per questo lo si potrebbe definire un predicatore mente e cuore.

Sento il dovere, nella circostanza in cui Monsignor Giambattista celebra il cinquantesimo anniversario dell’ordinazione sacerdotale, di esprimere il mio augurio, la mia gratitudine al parroco per l’affetto fraterno con cui mi ha accolto e ha saputo valorizzarmi in questi ultimi dieci anni trascorsi a Leno come “Presbitero collaboratore”. La confidenza e l’amicizia hanno creato un clima direi di fraternità e hanno reso piacevole la mia permanenza nella comunità lenese. Anche se il futuro sta per dividerci sono convinto che le belle esperienze vissute a Leno con Monsignor Abate e i cari confratelli rappresentano una risorsa che ci permetterà di farci sentire uniti nel ricordo e nella preghiera.

Don Luigi Corrini

Vita delle A.C.L.I

Febbraio è stato un mese di intensa attività per l’ACLI locale. Il Consiglio uscente ha presentato nella prima domenica del mese il consuntivo dell’attività annuale.
Il presidente nella sua relazione ha esordito affermando che il Consiglio uscente non aveva nulla da rimproverarsi perché, pur affrontando difficoltà non trascurabili, gli impegni demandati al direttivo erano stati affrontati nel pieno disinteresse e con senso di responsabilità. Il Presidente passava poi ad elencare le varie attività annuali:

1. ATTIVITA’ FORMATIVE

  • Scuola di Addestramento Professionale: sono state perfezionate le attrezzature di laboratorio. Novanta giovani hanno frequentato costantemente le lezioni serali, per sei mesi, con profitto notevole.
  • Scuole di cultura ed economia domestica che ha registrato la partecipazione di quaranta signorine.
  • La «Tre Sere» commemorativa delle encicliche sociali con l’intervento dei relatori competenti in materia storica, sociale, economica.
  • Corsi formativi estivi per giovani e signorine. Una decina dei nostri giovani aclisti hanno partecipato a questi corsi.
  • Quattro incontri domenicali di formazione sociale-politica tenuti presso la sede locale.
  • Quattro incontri per giovani lavoratrici, presso l’Oratorio femminile, organizzati in unione alla G.F. parrocchiale.
  • È stato dato corpo ad organizzazione al gruppo giovanile aclista.

2. ATTIVITA’ RICREATIVE

  • E’ stato affrontato l’annoso problema del circolo ricreativo.
    Le opere murarie di trasformazione, le attrezzature ed il moderno arredamento hanno assorbito un impegno finanziario di quattro milioni. Gli otto mesi di gestione, del cui movimento i soci sono stati ampiamente edotti, fanno sperare in un sicuro ammortizzamento dei prestiti.
  • In settembre i soci hanno effettuato una gita sociale in grande serenità di spirito.
  • L’Associazione ha partecipato al torneo notturno locale con una propria squadra.
    Lo spirito sportivo ed agonistico che ha contraddistinto la rappresentativa aclista ha creato simpatia in un largo strato di pubblico e ciò è servito a far conoscere l’ACLI, anche per queste finalità.

Sulla relazione del Presidente veniva aperta la discussione. Consensi e riserve hanno contribuito ad animare l’assemblea dei soci, in uno spirito democratico, per un’opera sempre più feconda e rispondente alle alte finalità di una istituzione tanto cara alla Chiesa.
Al termine il presidente uscente, indiceva, a norma di statuto, le elezioni per il nuovo consiglio direttivo.
Con larghissima partecipazione di soci queste avevano luogo la domenica 17 febbraio. Il nuovo Consiglio direttivo espresso dalla recente consultazione si è già insediato. Gli auguriamo buon lavoro nel servizio disinteressato alle sorti sempre più prospere del movimento cattolico.

L’assistente
don Luigi

In memoriam

Adelino Pari non è più tra noi.

Tragico incidente stradale recideva il fiore della sua giovinezza e Dio lo ha trapiantato nei cieli. Il cordoglio per la sua dipartita è stato generale. Una fiumana di popolo seguiva la sua bara e molti facevano eco alle preghiere dei sacerdoti e al pianto dei familiari.

I lenesi hanno sentito battere l’ala gelida della morie che ha rapito Adelino e un fremito generale di commozione ha inondato gli animi. Ognuno si è sentito un poco diminuire nella di lui morte e la campana che suonava l’estremo saluto è parsa suonare un poco anche per noi. Venti anni così pieni di speranze non possono lasciare indifferenti.

L’hanno salutato Mons. Arciprete a nome della comunità parrocchiale e gli amici della scuola di canto, con i quali poche ore prima della morte aveva cantato con entusiasmo pastorali natalizie.

La sera del Natale, la sua anima che al mattino si era unita nell’amplesso eucaristico a Gesù Bambino, seguiva l’eco dei canti pastorali che aveva sciolto e penetrando i cieli, si univa al coro delle schiere angeliche per eternare il canto di lode a Gesù Redentore.

Il dogma cristiano della «Comunione dei Santi» fa ripercuotere in ciascuno di noi il dolore che ha colpito la famiglia. Siamo vicini alla mamma affranta, al papà desolato, ai fratelli piangenti e ci associamo al loro cordoglio con il nostro cristiano suffragio.