Cosa cambia a Natale

Aggiornamenti del Vicario Generale

Cari sacerdoti,

il DL Natale del 18 dicembre 2020 conferma le misure già poste in atto ed in vigore fino al 15 gennaio 2021, definendo in vista delle festività natalizie un calendario modulare nel quale alcuni giorni saranno considerati su tutto il territorio nazionale di “zona arancione”, altri di “zona rossa”. Per comodità di lettura richiamiamo le norme relative alla zona “gialla” e, di seguito, le limitazioni delle zone “arancione” e “rossa”.

1. Zona Gialla (21,22,23 dicembre)

  • S. Messe e Funerali: i fedeli potranno partecipare alla S. Messa, ai Funerali e a celebrazioni penitenziali e di preghiera in genere senza necessità di autocertificazione. È possibile, quando non esplicitamente vietato dalla normativa, lo spostamento tra Comuni. Si raccomanda la scrupolosa applicazione di tutte le normative e il controllo degli accessi. In particolare richiamiamo l’uso della mascherina e la sanificazione delle mani da parte dei ministri prima della distribuzione della comunione.
  • Celebrazione dei Sacramenti: possono essere celebrati con l’applicazione scrupolosa dei protocolli ad hoc.
  • Il sacramento della Riconciliazione. Confronta la nota specifica
  • Coprifuoco dalle 22 alle 5. Le attività parrocchiali (comprese le azioni liturgiche) dovranno essere concluse in modo da consentire il rientro presso il proprio domicilio dei partecipanti entro le ore 22.
  • Coro: è possibile composto da non più di 3 persone.
  • Incontri del clero: è prudenzialmente opportuno limitare gli incontri in presenza del presbiterio al fine di non incorrere soprattutto in quarantene incrociate che potrebbero mettere in difficoltà il servizio alle comunità, comprese le congreghe.
  • Processioni, manifestazioni non statiche, fiaccolate: non sono possibili.
  • La visita agli ammalati da parte dei ministri straordinari della comunione non è possibile. Per quanto concerne i ministri ordinati (sacerdoti e diaconi) è possibile per situazioni gravi o se richiesti, in accordo con i familiari, con le seguenti attenzioni: igienizzazione delle mani; comunione sulla mano possibilmente; nella stanza ci siano meno persone possibili e tutti indossino sempre la mascherina. Per amministrare il sacramento dell’unzione dei malati si usi un batuffolo di cotone.
  • Presepi viventi: non sono consentiti.
  • Presepi o decorazioni natalizie da visitare: organizzati secondo una logica che consenta adeguato distanziamento.
  • Apertura dell’oratorio: sono possibili l’apertura del cortile (con adeguata custodia), l’accesso al bar e l’accesso per incontri o riunioni definite, come da indicazioni riportate (protocollo Cortile aggiornato).
  • Riunioni e incontri: Le riunioni e gli incontri possono essere effettuati se necessari alla vita delle comunità parrocchiali (si veda Protocollo aule). Non servono autocertificazioni per gli spostamenti. È bene comunque privilegiare, ove possibile, le modalità a distanza.
  • Catechesi: possono riprendere i cammini di catechesi in presenza per bambini, ragazzi e adolescenti e i ritiri, nella logica dei protocolli già forniti (si veda protocollo aule). Si raccomanda attenzione alle situazioni di accesso e uscita dei ragazzi. Gli incontri di catechesi e ritiri dei genitori/adulti in genere non sono consentiti in presenza.
  • Attività educativa per minori: può essere svolta per tutti i minori (bambini, ragazzi, adolescenti), anche in forma di laboratori, nella logica del distanziamento, dei piccoli gruppi e secondo i protocolli già in essere. Si possono mettere a disposizione stanze, opportunamente organizzate e con postazioni distanziate, per lo studio (si veda protocollo aule). È possibile prevedere (stante le attuali normative) l’organizzazione di attività tipo “Grest invernale” per minori” (nella logica dei protocolli Summerlife, non sono previste autorizzazioni da parte di enti terzi).
  • Attività sportiva: “Le attività motorie e di sport di base possono essere svolte presso centri e circoli sportivi esclusivamente all’aperto senza l’uso degli spogliatoi, fermo restando il rispetto del distanziamento sociale e senza alcun assembramento. Pertanto, sempre all’aperto, sarà possibile solo svolgere a livello individuale gli allenamenti e le attività sportive di base, che il decreto del ministro dello sport del 13 ottobre 2020 individua fra gli sport da contatto. Gli allenamenti per sport di squadra, parimenti, potranno svolgersi in forma individuale, all’aperto e previo rispetto del distanziamento”.
  • Attività teatrale o spettacolare: sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico e restano chiuse le sale della comunità e cinematografiche.
  • Feste, sagre e mercatini natalizi: sono vietati.
  • Bar dell’oratorio: è consentita l’attività di ristorazione e bar (nella logica del protocollo bar) fino alle 18. Dopo tale orario e, comunque entro le 22, è possibile l’attività di asporto o consegna a domicilio. I bar afferenti a circoli (Anspi, Noi, Acli…) rimangono chiusi.
  • Gite, pernottamenti e campi invernali: vietati fuori dal territorio regionale, in ogni caso sconsigliati.
  • Concessione di spazi: possibile la concessione di stanze per riunioni inderogabili, non possibile la concessione per feste o incontri non necessari.

2. Zona Arancione (28,29,30 dicembre e 4 gennaio)

  • S. Messe e Funerali: i fedeli potranno partecipare alla S. Messa, ai Funerali e a celebrazioni penitenziali e di preghiera in genere senza necessità di autocertificazione all’interno del proprio Comune di residenza. Per i funerali (e cresime, battesimi e matrimoni) fuori Comune oltre all’autocertificazione serve la dichiarazione del parroco per i parenti stretti. Si raccomanda la scrupolosa applicazione di tutte le normative e il controllo degli accessi. In particolare richiamiamo l’uso della mascherina e la sanificazione delle mani da parte dei ministri prima della distribuzione della comunione.
  • Il sacramento della Riconciliazione. Confronta la nota specifica
  • Celebrazione dei Sacramenti: possono essere celebrati con l’applicazione scrupolosa dei protocolli ad hoc.
  • Coprifuoco dalle 22 alle 5. Le attività parrocchiali (comprese le azioni liturgiche) dovranno essere concluse in modo da consentire il rientro presso il proprio domicilio dei partecipanti entro le ore 22.
  • Altri spostamenti da fuori Comune per quanto riguarda attività di culto, parrocchiali o oratoriane in genere non sono consentite.
  • Coro: è possibile composto da non più di 3 persone.
  • Incontri del clero: è prudenzialmente opportuno limitare gli incontri in presenza del presbiterio al fine di non incorrere soprattutto in quarantene incrociate che potrebbero mettere in difficoltà il servizio alle comunità, comprese le congreghe.
  • Processioni, manifestazioni non statiche, fiaccolate: non sono possibili.
  • La visita agli ammalati da parte dei ministri straordinari della comunione non è possibile. Per quanto concerne i ministri ordinati (sacerdoti e diaconi) è possibile per situazioni gravi o se richiesti, in accordo con i familiari, con le seguenti attenzioni: igienizzazione delle mani; comunione sulla mano possibilmente; nella stanza ci siano meno persone possibili e tutti indossino sempre la mascherina. Per amministrare il sacramento dell’unzione dei malati si usi un batuffolo di cotone.
  • Presepi viventi: non sono consentiti.
  • Presepi o decorazioni natalizie da visitare: organizzati secondo una logica che consenta adeguato distanziamento.
  • Apertura dell’oratorio: rimane sospesa la libera frequentazione, possibile l’accesso per incontri o riunioni definite.
  • Riunioni e incontri: Le riunioni e gli incontri possono essere effettuati se necessari alla vita delle comunità parrocchiali. Lo spostamento dei partecipanti all’interno del comune di residenza è consentito. È bene comunque privilegiare, ove possibile, le modalità a distanza. (si veda Protocollo aule).
  • Catechesi: possono riprendere i cammini di catechesi in presenza per bambini, ragazzi e adolescenti e i ritiri, nella logica dei protocolli già forniti (si veda protocollo aule). Si raccomanda attenzione alle situazioni di accesso e uscita dei ragazzi. Gli incontri di catechesi e ritiri dei genitori/adulti in genere non sono consentiti in presenza.
  • Attività educativa per minori: può essere svolta per tutti i minori (bambini, ragazzi, adolescenti), anche in forma di laboratori, nella logica del distanziamento, dei piccoli gruppi e secondo i protocolli già in essere. Si possono mettere a disposizione stanze, opportunamente organizzate e con postazioni distanziate, per lo studio (si veda protocollo aule). È possibile prevedere l’organizzazione di attività tipo “Grest invernale” per minori (nella logica dei protocolli Summerlife, non sono previste autorizzazioni da parte di enti terzi).
  • Attività sportiva: “Le attività motorie e di sport di base possono essere svolte presso centri e circoli sportivi esclusivamente all’aperto senza l’uso degli spogliatoi, fermo restando il rispetto del distanziamento sociale e senza alcun assembramento. Pertanto, sempre all’aperto, sarà possibile solo svolgere a livello individuale gli allenamenti e le attività sportive di base, che il decreto del ministro dello sport del 13 ottobre 2020 individua fra gli sport da contatto. Gli allenamenti per sport di squadra, parimenti, potranno svolgersi in forma individuale, all’aperto e previo rispetto del distanziamento”.
  • Attività teatrale o spettacolare: sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico e restano chiuse le sale della comunità e cinematografiche.
  • Feste, sagre e mercatini natalizi: sono vietati.
  • Bar dell’oratorio: è consentita solo l’attività di consegna o ad asporto entro le 22.
  • Gite: solo nel territorio comunale e in giornata.
  • Pernottamenti e campi invernali: non sono consentiti.
  • Concessione di spazi: possibile la concessione di stanze per riunioni inderogabili, non possibile la concessione per feste o incontri non necessari.

3. Zona Rossa (24,25,26,27,31 dicembre e 1,2,3,5,6 gennaio)

  • S. Messa e Funerali: I fedeli potranno partecipare alla S. Messa, ai Funerali e a celebrazioni penitenziali e di preghiera con autocertificazione nella chiesa più vicina alla propria abitazione. Per i funerali (e cresime, battesimi e matrimoni) fuori Comune oltre all’autocertificazione serve la dichiarazione del parroco per i parenti stretti. Si raccomanda la scrupolosa applicazione di tutte le normative e il controllo degli accessi. In particolare richiamiamo l’uso della mascherina e la sanificazione delle mani da parte dei ministri prima della distribuzione della comunione.
  • Il sacramento della Riconciliazione. Confronta la nota specifica Celebrazione dei Sacramenti: possono essere celebrati con l’applicazione scrupolosa dei protocolli ad hoc.
  • Coprifuoco dalle 22 alle 5. Le azioni liturgiche dovranno essere concluse in modo da consentire il rientro presso il proprio domicilio dei partecipanti entro le ore 22.
  • Coro: è possibile composto da non più di 3 persone.
  • Incontri del clero: solo a distanza.
  • Processioni, manifestazioni non statiche, fiaccolate: non sono possibili.
  • La visita agli ammalati da parte dei ministri straordinari della comunione non è possibile. Per quanto concerne i ministri ordinati (sacerdoti e diaconi) è possibile per situazioni gravi o se richiesti, in accordo con i familiari, con le seguenti attenzioni: igienizzazione delle mani; comunione sulla mano possibilmente; nella stanza ci siano meno persone possibili e tutti indossino sempre la mascherina. Per amministrare il sacramento dell’unzione dei malati si usi un batuffolo di cotone.
  • Presepi viventi: non sono consentiti.
  • Presepi o decorazioni natalizie da visitare: non consentiti
  • Altre attività parrocchiali, di oratorio e catechesi: sono sospese.
  • Attività educativa per minori: Possibile per la fascia prima elementare – prima media. Sono sospese le gite.
  • Bar dell’oratorio: Il servizio bar e il servizio ristorazione sono sospesi. Si sconsiglia vivamente ogni attività anche di consegna o asporto.
  • Attività sportiva: è vietata ogni tipo di attività sportiva in ambiente chiuso (sport, ginnastica, ballo, etc.) e negli spazi aperti dell’oratorio.
  • Attività teatrale o spettacolare: sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico e restano chiuse le sale della comunità e cinematografiche.
  • Feste, sagre e mercatini natalizi: sono vietati
  • Pernottamenti e campi invernali: non sono consentiti.
  • Concessione di spazi: non consentita.

A tutti l’augurio di un Santo Natale.

don Gaetano Fontana

Zona gialla: Messe senza certificazioni

La Regione Lombardia, a seguito dell’Ordinanza del Ministero della Salute dell’11 dicembre, passa in “Zona Gialla”. Rimangono in vigore le misure generali del DPCM 3 dicembre 2020 e vengono sospesi gli ulteriori provvedimenti restrittivi relativi alla “zona arancione”. Tali normative sono integrate dall’Ordinanza Regionale n. 649 del 9 dicembre 2020.

Le principali novità che riguardano la vita delle nostre parrocchie sono le seguenti:

  • S. Messe e Funerali: i fedeli potranno partecipare alla S. Messa, ai Funerali e a celebrazioni penitenziali e di preghiera in genere senza necessità di autocertificazione. È possibile, quando non esplicitamente vietato dalla normativa, lo spostamento tra Comuni (vedi giornate 25-26 dicembre e 1 gennaio 2021). Si raccomanda la scrupolosa applicazione di tutte le normative e il controllo degli accessi. In particolare richiamiamo l’uso della mascherina e la sanificazione delle mani da parte dei ministri prima della distribuzione della comunione.
  • Celebrazione dei Sacramenti: possono essere celebrati con l’applicazione scrupolosa dei protocolli ad hoc.
  • Il sacramento della Riconciliazione. Confronta la nota specifica.
  • Coprifuoco dalle 22 alle 5. Le attività parrocchiali (comprese le azioni liturgiche) dovranno essere concluse in modo da consentire il rientro presso il proprio domicilio dei partecipanti entro le ore 22.
  • Coro: è possibile composto da non più di 3 persone.
  • Incontri del clero: è prudenzialmente opportuno limitare gli incontri in presenza del presbiterio al fine di non incorrere soprattutto in quarantene incrociate che potrebbero mettere in difficoltà il servizio alle comunità, comprese le congreghe.
  • Processioni, manifestazioni non statiche, fiaccolate: non sono possibili.
  • La visita agli ammalati da parte dei ministri straordinari della comunione non è possibile. Per quanto concerne i ministri ordinati (sacerdoti e diaconi) è possibile per situazioni gravi o se richiesti, in accordo con i familiari, con le seguenti attenzioni: igienizzazione delle mani; comunione sulla mano possibilmente; nella stanza ci siano meno persone possibili e tutti indossino sempre la mascherina. Per amministrare il sacramento dell’unzione dei malati si usi un batuffolo di cotone.
  • Presepi viventi: non sono consentiti.
  • Presepi o decorazioni natalizie da visitare: organizzati secondo una logica che consenta adeguato distanziamento.
  • Apertura dell’oratorio: sono possibili l’apertura del cortile (con adeguata custodia), l’accesso al bar e l’accesso per incontri o riunioni definite, come da indicazioni riportate (protocollo Cortile aggiornato).
  • Riunioni e incontri: Le riunioni e gli incontri possono essere effettuati se necessari alla vita delle comunità parrocchiali (si veda Protocollo aule). Non servono autocertificazioni per gli spostamenti. È bene comunque privilegiare, ove possibile, le modalità a distanza.
  • Catechesi: possono riprendere i cammini di catechesi in presenza per bambini, ragazzi e adolescenti e i ritiri, nella logica dei protocolli già forniti (si veda protocollo aule). Si raccomanda attenzione alle situazioni di accesso e uscita dei ragazzi. Gli incontri di catechesi e ritiri dei genitori/adulti in genere non sono consentiti in presenza.
  • Attività educativa per minori: può essere svolta per tutti i minori (bambini, ragazzi, adolescenti), anche in forma di laboratori, nella logica del distanziamento, dei piccoli gruppi e secondo i protocolli già in essere. Si possono mettere a disposizione stanze, opportunamente organizzate e con postazioni distanziate, per lo studio (si veda protocollo aule). È possibile prevedere (stante le attuali normative) l’organizzazione di attività tipo “Grest invernale” per minori (nella logica dei protocolli Summerlife, non sono previste autorizzazioni da parte di enti terzi).
  • Attività sportiva: “Le attività motorie e di sport di base possono essere svolte presso centri e circoli sportivi esclusivamente all’aperto senza l’uso degli spogliatoi, fermo restando il rispetto del distanziamento sociale e senza alcun assembramento. Pertanto, sempre all’aperto, sarà possibile solo svolgere a livello individuale gli allenamenti e le attività sportive di base, che il decreto del ministro dello sport del 13 ottobre 2020 individua fra gli sport da contatto. Gli allenamenti per sport di squadra, parimenti, potranno svolgersi in forma individuale, all’aperto e previo rispetto del distanziamento”.
  • Attività teatrale o spettacolare: sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico e restano chiuse le sale della comunità e cinematografiche.
  • Feste, sagre e mercatini natalizi: sono vietati.
  • Bar dell’oratorio: è consentita l’attività di ristorazione e bar (nella logica del protocollo bar) fino alle 18. Dopo tale orario e, comunque entro le 22, è possibile l’attività di asporto o consegna a domicilio.
  • Gite, pernottamenti e campi invernali: vietati fuori dal territorio regionale, in ogni caso sconsigliati.
  • Concessione di spazi: possibile la concessione di stanze per riunioni inderogabili, non possibile la concessione per feste o incontri non necessari.
  • Circa le Messe di Natale (vigilia, notte, aurora e giorno) si rispetti l’indicazione del coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino stabilito dal DPCM del 3 dicembre. Il Vescovo celebrerà in Cattedrale la Messa della notte alle ore 20.00. Ogni comunità, tenuto conto della capienza della propria chiesa e della conformazione del proprio territorio, ipotizzi soluzioni che mirino a garantire da un lato la massima partecipazione possibile dei fedeli alle Messe di Natale e dall’altro l’ordinato svolgersi delle procedure di sicurezza con sufficiente personale incaricato. Per questo potrebbe essere necessario coinvolgere la pubblica amministrazione o il volontariato del territorio. Non si escludano eventuali cambi di orario, celebrazioni aggiuntive e all’aperto.
  • Sono in via di definizione le norme circa gli spostamenti tra comuni nei giorni 25/26 dicembre e 1 gennaio 2021, ad oggi non sarà possibile generalmente muoversi fuori dal proprio Comune se non per i pochi casi previsti dalla normativa. Dal 21 dicembre al 5 gennaio 2021 rimane comunque vietato ogni spostamento al di fuori della Regione Lombardia.

L’antidoto del Natale

Se ce ne fosse stato bisogno, il signor Coronavirus (chiamiamolo pure così, perché non si arrabbi e inveisca ulteriormente!) ci ha ricordato una verità fondamentale: che tutti gli esseri umani sono interconnessi e interdipendenti. Siamo tutti sulla stessa barca. Ci siamo accorti infatti che il mio star bene dipende dalla salute degli altri e che lo star male degli altri mina anche la mia salute. Nel bene e ne male ci condizioniamo reciprocamente.

Questa verità, oggi dolorosamente riscoperta, ci può forse aiutare a comprendere meglio due aspetti importanti della nostra fede cristiana, intimamente collegati fra loro, quello del cosiddetto “peccato originale” e quello della redenzione o salvezza cristiana.

Il “peccato originale” è un male che ci precede e di cui non siamo immediatamente responsabili; è una specie di inquinamento morale, un male che ci intacca, anche se non è stato compiuto e causato da noi, ma da altri. È il male della cattiveria, dell’egoismo, della disonestà, della violenza, della chiusura a Dio e agli altri che noi respiriamo fin dal concepimento e che ci condiziona, rendendoci inclini, come ha dimostrato anche la psicologia, a ripeterlo. Questo male del mondo si chiama “peccato”, perché va contro la volontà di Dio che, all’inizio (“in principio”) ha creato e voluto un mondo e un uomo “buono”. Si chiama però anche “originale”, perché si è costituito fin dalle origini, in conseguenza del peccato di Adamo ed Eva. Da allora tutti quelli che hanno peccato a somiglianza di Adamo, disobbedendo a Dio e commettendo del male, hanno a loro volta contribuito ad aumentare il male del mondo, rendendolo più violento, cattivo, disonesto, ecc. In altri termini, quando facciamo del male, anche noi siamo Adamo ed Eva e contribuiamo a dilatare un mondo di “peccato (originale)”, che inquina tutti i suoi abitanti.

Questo inquinamento morale (peccato originale), che intacca anche il bambino appena concepito, non essendo una colpa personale di cui essere responsabili, non è in grado di privarci della comunione con Dio o di mandarci all’inferno. Per questo la Chiesa, pur sottolineando la necessità del Battesimo, non ha mai affermato che un bambino morto senza Battesimo vada all’inferno. Tuttavia il peccato originale ci condiziona negativamente, inclinandoci al male.

Se tuttavia la dottrina del peccato originale ribadisce la conseguenza negativa del nostro essere interconnessi e interdipendenti, non bisogna dimenticare che il discorso vale anche in senso positivo. Ogni mio atto buono rende il mondo migliore per tutti. Ora, nella storia dell’umanità, c’è stato soprattutto un fatto che ha cambiato le sorti del mondo, creando una situazione nuova di bene e di salvezza di cui tutti beneficiano, anche senza saperlo: è il fatto dell’incarnazione di Dio in Gesù di Nazareth. Quell’avvenimento, che trova il suo culmine nella morte e risurrezione di Gesù per tutti gli uomini, ha introdotto nel mondo inquinato aria nuova e salutare, il respiro stesso di Dio, il soffio dello Spirito santo, che ci rende partecipi dell’amore di Dio e ci spinge ad amare.

Il santo natale di Gesù è quindi l’antidoto contro ogni inquinamento morale e contro ogni male. Esso ci precede come dono di Dio per tutti e ci attira e inclina al bene. Certo da solo non è in grado di garantire la salvezza, cioè il compimento dell’uomo nell’amore, poiché c’è di mezzo la libertà dell’uomo. Ma il rifiuto del dono non è in grado di cancellare il dono stesso, che come bene sommo è entrato nel mondo, dando inizio ad un nuovo clima salutare e benefico, che, una volta accolto, guarisce dal male e rende possibili il bene e l’amore.

Lo fa capire molto bene l’apostolo Paolo, che fa un paragone tra Adamo, iniziatore del male del mondo (peccato originale) e Cristo, portatore di una vita nuova e salutare:

Come a causa di un solo uomo [Adamo] il peccato è entrato nel mondo e, con il peccato la morte…, così per l’opera giusta di uno solo [Cristo] si riversa su tutti gli uomini la giustificazione che dà vita (Romani, 5, 12-19).

Quindi noi siamo strattonati, sballottati tra il bene e il male alla pari?

No, risponde sempre san Paolo. “Il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo tutti morirono, molto più la grazia di Dio, e il dono concesso in grazia del solo uomo Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti” (5, 15).

È una iniezione di ottimismo. Siamo legati gli uni gli altri (grazie signor Coronavirus che ce lo hai ricordato!); reciprocamente condizionati nel bene e nel male. Ma il bene è “molto di più”, perché il bene, prima di tutto, è Gesù, il Dio che, col Natale, è venuto ad abitare con noi e vi rimarrà per sempre. Grazie Gesù!

Aggiornamenti a seguito dell’Ordinanza del Ministero della Salute del 27 novembre e valida fino al 3 dicembre 2020

Cari sacerdoti e fedeli,
con l’Ordinanza del Ministero della Salute del 27 novembre la Lombardia, e quindi anche il territorio della nostra Diocesi, diventa “zona arancione”.

Con questo provvedimento, sempre nel contesto di una situazione di diffusione del virus CoVid-19 con rischio alto, alcune misure di contenimento che toccano anche la vita delle nostre comunità parrocchiali vengono riviste ed aggiornate. È bene ricordare che ciò che non è esplicitamente modificato da questa nota dice riferimento a quanto specificato in precedenza e resta in vigore.

  • S. Messe e Funerali. I fedeli potranno partecipare alla S. Messa e a Funerali senza necessità di autocertificazione all’interno del proprio Comune di residenza. Per i funerali (e cresime, battesimi e matrimoni) fuori Comune oltre all’autocertificazione serve ancora la dichiarazione del parroco per i parenti stretti. Si raccomanda la scrupolosa applicazione di tutte le normative e il controllo degli accessi.
  • Celebrazione dei Sacramenti. Rimane valido quanto già indicato nell’ultimo aggiornamento. Possono essere celebrati con l’applicazione scrupolosa dei protocolli ad hoc.
  • Coprifuoco dalle 5 alle 22. Le attività parrocchiali (comprese le azioni liturgiche) dovranno essere concluse in orario adeguato per consentire il rientro presso il proprio domicilio dei partecipanti entro le ore 22.
  • Altri spostamenti da fuori Comune per quanto riguarda attività di culto, parrocchiali o oratoriane in genere non sono consentite.
  • Riunioni e incontri. Le riunioni e gli incontri possono essere effettuati se necessari alla vita delle comunità parrocchiali. Lo spostamento dei partecipanti all’interno del comune di residenza è consentito. È bene comunque privilegiare, ove possibile, le modalità a distanza.
  • Catechesi. È possibile riprendere i cammini di catechesi in presenza per bambini, ragazzi e adolescenti e i ritiri, nella logica dei protocolli già forniti (si veda protocollo aule sul sito del Centro Oratori). Si raccomanda attenzione alle situazioni di accesso e uscita dei ragazzi.
  • Attività educativa per minori (Cag, doposcuola ecc.). Può essere svolta per tutti i minori (bambini, ragazzi, adolescenti), nella logica dei piccoli gruppi e secondo i protocolli già in essere.
  • Attività sportiva. È vietata ogni tipo di attvità sportiva in ambiente chiuso (sport, ginnastica, ballo, etc.) ed è vietato l’uso degli spogliatoi. È consentita solo l’attività motoria “singola” all’aperto.
  • Attività teatrale o spettacolare. Sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico e le prove. Restano chiuse le sale della comunità, cinematografiche e teatrali.
  • Feste e sagre. Sono vietate.
  • Bar dell’oratorio. Il servizio bar e il servizio ristorazione sono sospesi (tranne perquanto riguarda eventuali servizi mensa o simili dedicati alla scuola). È possibile effettuare “servizio a domicilio” o “da asporto”.
  • Incontri del clero e ritiri. Come già comunicato nella nota del 17 ottobre scorso è “prudenzialmente opportuno limitare gli incontri in presenza del presbiterio al fine di non incorrere soprattutto in quarantene incrociate che potrebbero mettere in difficoltà il servizio alle comunità”, comprese le congreghe. Anche per il ritiro previsto per giovedì 10 dicembre verrà predisposta una proposta online. Circa lo svolgimento seguiranno indicazioni più puntuali a tempo debito.

Visto il repentino evolversi della situazione epidemiologica e delle normative legate alle zone di rischio, ad oggi, non è possibile dare indicazioni precise circa lo svolgersi delle Messe di Natale (notte e giorno). Si può suggerire che in ogni comunità, tenuto conto della capienza della propria chiesa e della conformazione del proprio territorio, si inizino a ipotizzare alcune soluzioni che mirino a garantire da un lato la massima partecipazione possibile dei fedeli alle Messe di Natale e dall’altro l’ordinato svolgersi delle procedure di sicurezza con sufficiente personale incaricato. Per questo potrebbe essere necessario coinvolgere la pubblica amministrazione o il volontariato del territorio. Non si escludano eventuali cambi di orario e celebrazioni all’aperto.

Nel tempo dell’attesa del Signore che viene ricordiamoci reciprocamente nella preghiera. Buon cammino di Avvento.

don Gaetano Fontana

Non lasciamoci rubare l’energia dalla delusione

..dall’omelia di don Davide della XXXII domenica del Tempo Ordinario – Mt 25, 1-13

Chi di noi può dire di conoscere tutto quello che ci sta attorno, quello che siamo o quello che cerchiamo? La risposta è evidente: nessuno! Tutti noi, invece, dobbiamo riconoscere che ignoriamo molte cose. Bisogna, però, ammettere che seppur non conosciamo tutto, alcune cose, anche se non le conosciamo, non è per noi un problema. Per esempio, se non conosco la teoria delle stringhe e il suo tentativo di conciliare la meccanica quantistica con la relatività generale, si scampa lo stesso! Il guaio sorge quando non conosco ciò che più direttamente incide sulla mia esistenza. Per esempio, ancora, se non so dove debba andare o non conosca ciò che mi renda felice, questo è un problema perché correrò il rischio di perdermi e di essere traballante in buona parte delle scelte che dovrò affrontare.

C’è, di per sé, un altro aspetto ancora più problematico che dice come ogni volta che noi tendiamo verso una meta, se questa tarda ad essere raggiunta, forse perché le cose non sono andate come ce le eravamo immaginate, rischiamo di abbandonare. Perché? Il percorso della decisione di lasciare, normalmente passa per alcune tappe, io ne riconosco almeno tre.

  • L’esperienza della fatica. Fin qui non è ancora un problema, anzi la fatica è nostra amica perché ci aiuta a superare le difficoltà. Non si è mai visto superare situazioni problematiche senza fatica;
  • La stanchezza. È vero che la fatica è necessaria ma se diventa eccessiva si arriva alla stanchezza che di per sé non è ancora un problema perché ci si può riposare come normalmente facciamo tutti i giorni. L’elemento negativo è dato invece dal fatto che a volte la stanchezza non venga “gestita” e se non è gestita si arriva alla tappa successiva:
  • La delusione. È la differenza tra ciò che desideriamo e quello che è accaduto. La delusione è sufficiente a farci abbandonare una meta? Dipende da quanto per noi sia grande e da quali strumenti abbiamo per affrontarla. Se non abbiamo le forze per fronteggiarla, prima o poi lasciamo e il pensiero che ci ha segnato è riassunto dalla frase: “chi me lo fa fare?”. Accade, così, che la delusione ci abbia tolto l’energia di continuare a cercare ciò che volevamo.

Il Vangelo di San Matteo e più in generale la Sacra Scrittura che abbiamo ascoltato possono aiutarci a non farci derubare l’energia dalle varie delusioni che tutti sperimentiamo.

Innanzitutto nella prima lettera di San Paolo ai Tessalonicesi si dice:

Non vogliamo poi lasciarvi nell’ignoranza, fratelli, circa quelli che sono morti, perché non continuiate ad affliggervi come gli altri che non hanno speranza. Noi crediamo infatti che Gesù è morto e risuscitato; così anche quelli che sono morti, Dio li radunerà per mezzo di Gesù insieme con lui.

La comunità di Tessalonica era in attesa del Messia ma si poneva la domanda circa il fatto che quelli che fossero già morti non l’avrebbero incontrato ed erano preoccupati per la loro sorte. Un po’ come capita anche a noi che vorremmo sapere dove sono i nostri morti. Ecco, San Paolo ci dice di stare tranquilli e che il Signore verrà e ci inviterà tutti alla sua festa. Quindi è come se ci dicesse di avere chiaro che il nostro obbiettivo è entrare in quella festa e di non dimenticarlo.

Nel Vangelo ci vengono descritte dieci ragazze, cinque di loro sagge e cinque superficiali che potremmo dire non si erano attrezzate per reggere al tempo di attesa che si stava prolungando. Si sono allontanate cercando strumenti per recuperare ma quando sono tornate ed hanno bussato la risposta è stata: “Non vi conosco” che è come dire non c’è relazione. Questa risposta è un’indicazione precisa che ci dice come il coltivare la relazione col Signore sia lo strumento privilegiato per non perdere di vista il nostro obbiettivo – entrare alla festa con Dio e con le persone che amiamo – e quando Gesù conclude dicendo di vegliare ci sta dicendo che se manteniamo la relazione con Lui, questo sarà ciò che non permetterà che ci venga rubata l’energia dalle delusioni.

Informazioni riguardanti la pastorale dell’Oratorio in seguito al DPCM del 3 novembre 2020

Cari ragazzi e ragazze, catechisti e famiglie che a vario titolo, frequentate l’Oratorio,
vi informiamo in merito ad alcune scelte che, in seguito alle indicazioni della Diocesi di Brescia, abbiamo dovuto prendere dopo il DPCM del 3 novembre scorso:

1 – Catechesi

Tutte le attività di catechesi che prevedano la presenza in Oratorio, per ragazzi, adolescenti e giovani, sono state sospese fino a quando ci verrà permesso di riprenderle;

2 – Celebrazioni

Le Sante Messe domenicali e feriali sono state mantenute e accessibili ai fedeli secondo i numeri consentiti per chiesa. A tal proposito vi invitiamo a scaricare l’autocertificazione “fedeli” da tenere “in tasca” dove in caso di controllo da parte delle forze di polizia sarà possibile esibirla dichiarando la causale: “situazione di necessità”.

Le celebrazioni della cresima e prima comunione previste per il 15 e 22 novembre, alle ore 10, in chiesa parrocchiale a Leno, sono confermate. A tal proposito vi invitiamo a scaricare l’autocertificazione “padrini e madrine” dove in caso di controllo da parte delle forze di polizia sarà possibile esibirla dichiarando la causale: “situazione di necessità”. Ricordiamo che i padrini e madrine non possono spostarsi tra le Regioni, quindi se tra loro ve ne fossero alcuni che ricadono in questo caso si deve provvedere a identificare altre persone per questo compito e contattare don Davide (3383912010).

Tappe celebrative e riti di passaggio previsti per il mese di novembre 2020. Nello specifico:

  • Prime confessioni previste per i ragazzi del 4° anno e programmate per domenica 8 novembre sono state sospese;
  • Il rinnovo delle promesse battesimali previsto per i ragazzi del 3° anno e programmato per domenica 29 novembre è stato sospeso;
  • L’ammissione al catecumenato prevista per i ragazzi del 5° anno e programmate per domenica 29 novembre è stata sospesa.

3 – Spazi

L’Oratorio rimarrà chiuso fino a quando ci verrà data la possibilità di riaprirlo.

Sperando di aver dato informazioni utili vi auguriamo di trovare forza nel Signore Gesù.

I sacerdoti

Nota circa le Cresime e le Prime Comunioni a seguito del DPCM 3 novembre 2020

Cari sacerdoti della diocesi di Brescia,

Il Ministro della Salute con provvedimento promulgato in data odierna e valevole dal giorno successivo, ha inserito la Lombardia nelle “aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto”, c.d. “zone rosse”.

L’art. 3 del DPCM 3 novembre 2020 non vieta le celebrazioni e precisa al c. 5 che per quanto non disposto diversamente trova applicazione l’art. 1 dello stesso DPCM, che al c. 9 lettera q permette le celebrazioni seguendo il Protocollo concordato tra la Conferenza Episcopale Italiana e il Governo del 7 maggio 2020 integrato con le successive indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico della scorsa estate. Queste integrazioni permettono la celebrazione della Cresima nelle modalità indicate dalla Nota del 24 settembre scorso.

Lo stesso art. 3 del DPCM 3 novembre 2020 vieta gli spostamenti in entrata, in uscita e all’interno delle “zone rosse” se non giustificati da specifiche motivazioni, tra cui le comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute.

Vista la particolare situazione, è bene che il Parroco faccia discernimento con la Comunità cristiana (specie con il Consiglio Pastorale, i catechisti e i genitori) circa l’opportunità di celebrare i sacramenti nelle date fissate nel mese di novembre o se rinviare a un altro periodo. Venga comunque data a ciascuna famiglia la possibilità di celebrare il sacramento in un altro periodo.

I sacerdoti e i diaconi, se sottoposti a controllo da parte delle Forze di Polizia negli spostamenti legati al loro Ministero, potranno esibire l’autocertificazione in cui dichiarano nella causale “comprovate esigenze lavorative”. È vivamente raccomandato scegliere Ministri della Cresima che abbiano residenza, domicilio o dimora all’interno della Regione Lombardia.

Sacristi, organisti e coloro che svolgono un servizio liturgico, retribuiti o volontari, se sottoposti a controllo da parte delle Forze di polizia nel tragitto tra la propria abitazione e la chiesa e viceversa, potranno esibire l’autocertificazione in cui si dichiara nella causale “comprovate esigenze lavorative”. “Sebbene il servizio liturgico non sia direttamente assimilabile a un rapporto di impiego, tale giustificazione è ritenuta valida e non saranno applicate sanzioni per il mancato rispetto delle disposizioni in materia di contenimento Covid-19” (Lettera del Ministero dell’Interno al Segretario Generale della CEI del 27 marzo 2020).

I padrini o le madrine possono raggiungere il luogo della celebrazione se abitano all’interno della Regione Lombardia. Se sottoposti a controllo da parte delle Forze di polizia nello spostamento tra la propria abitazione e la chiesa e viceversa, potranno esibire l’autodichiarazione in cui dichiarano nella causale “situazione di necessità”.
I genitori del comunicando o del cresimando, se sottoposti a controllo da parte delle Forze di polizia nello spostamento tra la propria abitazione e la chiesa e viceversa, potranno esibire l’autodichiarazione in cui dichiarano nella causale “situazione di necessità”.

Gli altri fedeli possono partecipare alle celebrazioni nei limiti di capienza dell’aula liturgica e seguendo i Protocolli. È vivamente raccomandato che si rechino solo nella chiesa nelle vicinanze della propria abitazione o nella stessa Unità Pastorale o almeno nel proprio Comune. Se sottoposti a controllo da parte delle Forze di polizia nello spostamento tra la propria abitazione e la chiesa e viceversa, potranno esibire l’autodichiarazione in cui dichiarano nella causale “situazione di necessità”.

I modelli di autodichiarazione sono scaricabili di seguito

Autocertificazione padrini e madrine
Autocertificazione fedeli

Brescia, 5 novembre 2020

don Gaetano Fontana
(Vicario Generale)

Consacrazione e unità del vivere

Ciò che non era mai riuscito a nessuno l’ha compiuto un essere minuscolo, invisibile, il signor Coronavirus. Solo lui è stato capace di fermare l’uomo con tutta la sua frenesia, di obbligarlo a stare a casa, a ricuperare alcuni aspetti preziosi della vita, per i quali normalmente non ha tempo, a pensare forse un po’ di più al senso della propria vita, normalmente spappolata in mille occupazioni.

Un rischio drammatico dell’uomo contemporaneo infatti è proprio quello di essere e sentirsi diviso in se stesso, di aver perso l’unità della sua vita e così, alla fin fine, di non sapere più chi egli sia, moltiplicando il senso dell’angoscia. Quando la nostra vita è fatta di tantissime cose da fare, di una infinità di obiettivi da raggiungere nel più breve tempo possibile e tutti ugualmente importanti, in realtà facciamo finta di essere dei superuomini onnipotenti, di poter governare e dirigere tutto, di avere noi tutto sotto controllo, ma poi ci accorgiamo che non ce la facciamo, che siamo deboli e fragili, e subentrano angoscia e disperazione.

Nel dialogo con Marta, che era tutta presa dalle molte cose da fare, Gesù propone una mirabile terapia, profondamente attuale: “Marta, Marta, tu ti preoccupi e ti agiti per molte cose, ma una sola è la cosa di cui c’è bisogno” (Lc 10, 41). L’invito di Gesù è di ricuperare la cosa di cui c’è più bisogno, cioè la relazione di fiducia e amicizia con lui, e rifare attorno a questa l’unità del vivere, mettendo nel giusto ordine il valore di tutto il resto.

Io vedo soprattutto in questa prospettiva l’importanza della presenza nel mondo di alcune persone che con la loro scelta di vita fanno dell’unica cosa necessaria il senso della loro esistenza e sono così un richiamo vivente e una presenza provvidenziale per dire a tutti che è possibile superare l’angoscia del vivere, proprio ricuperando il centro unificante e pacificante del tutto. Sono queste le persone consacrate a Dio.

La nostra comunità di Leno, in questo ultimo mese, ha avuto la fortuna di avere due persone che, a titolo diverso, si sono consacrate a Dio: suor Florence, con la sua professione perpetua, e don Nicola, con la sua ordinazione sacerdotale. La consacrazione a Dio con cuore indiviso, cioè la disponibilità ad essere completamente di Dio al servizio di tutti, rinunciando anche ad avere una propria famiglia, non cancella le molte occupazioni del vivere, ma le colloca nel loro giusto valore, “relativizzandole”, cioè mettendole in relazione con l’unica cosa necessaria ed assoluta, che è il Signore Gesù, colui che dà senso a tutti i momenti della vita, lieti o tristi, colui che ti fa sentire nelle mani sicure del Padre, che ti dice di fare solo quello che puoi senza pretendere di strafare, perché è lui l’unico Signore, colui che porterà a compimento ciò che noi su questa terra possiamo sempre e solo incominciare.

Carissima Suor Florence e carissimo don Nicola, grazie per la vostra coraggiosa scelta di vita. Che la vostra consacrazione totale al Signore, l’unica cosa di cui c’è assolutamente bisogno per poter vivere e soffrire senza disperarsi, ci aiuti a liberarci dalla divisione interiore, dalle troppe cose e preoccupazioni che occupano il cuore e lo dividono. Pregate perché possiamo ricuperare tutti l’unità dell’anima e del cuore, l’unità del nostro vivere. Grazie.

Il Parroco