Il saluto del Consiglio Pastorale

Monsignor Giovanni,

In occasione dell’inizio del suo nuovo cammino di apostolato, con queste poche righe, vogliamo ringraziarla per  quanto ha fatto per le nostre comunità parrocchiali durante la sua permanenza fra di noi.

Come membri del Consiglio Pastorale Parrocchiale vogliamo sottolineare e condividere alcuni aspetti che hanno caratterizzato la sua guida come nostro pastore. Ha dato una spinta per la realizzazione dell’unità pastorale superando le problematiche e valorizzandone gli aspetti positivi, aiutandoci ad amalgamarci attraverso i consigli pastorali riuniti che  sono stati fonte di arricchimento. Ci ha aiutato a testimoniare l’aspetto caritatevole della vita cristiana basandolo su 5 punti: distribuire,ascoltare,consolare,curare e pregare. A questo scopo  sono nati il gruppo Caritas, i ministri straordinari  dell’Eucarestia ed il gruppo liturgico dei lettori.

La sua sensibilità verso le persone le ha permesso di rilevare le  nostre necessità spirituali dando vita  all’adorazione eucaristica notturna, stabilendo orari per le confessioni anche al di fuori delle celebrazioni e mettendo a disposizione di tutti la Parola ponendola sull’ambone all’ingresso della chiesa.

Riguardo alle zone pastorali ha puntato con pazienza e determinazione ad aiutarci ad andare oltre alle messe ed i rosari, cercando di stimolarci a raggiungere in modo capillare tutte le persone per creare più solidarietà. Ha saputo stimolarci nella formazione attraverso ritiri spirituali coinvolgendo tutti, con momenti di preghiera comunitaria, celebrazione eucaristica e lavori di gruppo i cui esiti sono stati spunto per la programmazione dell’attività parrocchiale.

La ringraziamo per aver saputo creare un clima familiare durante i nostri incontri. Ci ha fatto sentire partecipi e corresponsabili. Ha indirizzato le nostre energie affinché prestassimo il nostro aiuto nel promuovere le attività pastorali.

Siamo sicuri che ha sempre avuto a cuore la cura delle anime dei suoi parrocchiani e la ringraziamo per l’immancabile preghiera quotidiana per la nostra comunità.

Lettera a “La Badia”

Il 3 febbraio, presso la sede del Gruppo Alpini Leno, si è svolta l’assemblea annuale dei soci; nel contempo, sono state indette  le votazioni per il rinnovo del Consiglio Direttivo che rimarrà in carica per il triennio 2019/2021.

I nuovi eletti, con le rispettive cariche sociali sono:

  • Micheletti Marco – Capogruppo
  • Colombo Mauro – Vice Capogruppo
  • Chini Francesco – Segretario
  • Iseppi Claudio – Tesoriere
  • Romano Michele – Alfiere
  • Ferranti Stefano – Revisore
  • Malagni Gianbattista – Revisore
  • Abbadati Ermanno – Resp. Stampa e Pubbliche Relazioni
  • Ferranti Sergio – Resp. Manutenzione Sede e Attrezzature
  • Braga Roberto – Consigliere
  • Dester Michele – Consigliere
  • Dagani Massimiliano – Consigliere
  • Lombardi Andrea – Consigliere

Nel 2018, abbiamo devoluto in beneficienza la somma di 2.500,00 euro, frutto di una massiccia e generosa partecipazione di tutti Voi cittadini alle nostre iniziative.

Le somme devolute sono state così suddivise:

  • Nuova Nikolajewka Brescia € 1.200,00
  • “Ocio a la pèna”: € 100,00
  • Colonia “Casa Irma”: € 200,00
  • Sede Sezionale Brescia: € 300,00
  • “La Badia”: € 50,00
  • Parrocchia Leno: € 250,00
  • Oratorio Leno: € 250,00
  • Collaboriamo: € 150,00

Ci sentiamo in dovere di ringraziare tutta la cittadinanza protagonista assoluta dei nostri risultati e il Consiglio Direttivo uscente per l’ottimo lavoro svolto.

Tutti noi Alpini siamo già operativi per un 2019 ricco di appuntamenti e attività.

Continuate a starci vicino e restate aggiornati sulle nostre iniziative seguendoci sulla nostra pagina ufficiale di Facebook “Gruppo Alpini Leno” o Istagram “gruppoalpinileno”.

Un saluto e un caloroso abbraccio a tutti.

Gruppo Alpini Leno

Il futuro del seminario minore

Il Consiglio presbiterale e il consiglio pastorale si sono interrogati sull’accompagnamento vocazionale, in particolare sul Seminario minore

Nelle scorse settimane il Consiglio presbiterale prima e il Consiglio pastorale hanno continuato a confrontarsi sull’accompagnamento vocazionale dei ragazzi e delle ragazze, in particolare con un focus sul Seminario minore. La fotografia del contesto in cui viviamo è abbastanza chiara: manca, infatti, la condivisione di un vissuto cristiano. Gli stessi genitori non credono più in una proposta vocazionale di speciale consacrazione. Si sente sempre di più la necessità di un cristianesimo che sappia essere attrattivo nella linea descritta da Evangelii Gaudium. Per andare in questa direzione, diventa fondamentale l’incontro con figure credibili, con testimoni autorevoli. La stessa catechesi deve essere “aperta”, cioè deve portare i ragazzi a visitare e vivere la comunità. Il Seminario minore (va pensato un nuovo nome), così si è espresso il Consiglio pastorale, è molto importante e va mantenuto vivo anche perché il percorso delle comunità territoriali non è sufficiente. Bisogna, però, ripensare all’impostazione, cercando di non guardare più ai giovani che lo vivono come a dei piccoli preti, ma bensì come a ragazzi che camminano per capire come vivere la loro vita. Bisogna pensare anche a un seminario “aperto”, che non isoli i ragazzi ma che possa far vivere loro la comunità.

La riflessione in Seminario. Continuando la riflessione su pastorale giovanile, vocazioni e Seminario, il Seminario Maria Immacolata, lunedì scorso, ha promosso un incontro per riflettere sui capitoli VIII e IX, dedicati alla vocazione e al discernimento, della esortazione apostolica Christus vivit. Un parroco (don Mario Metelli), un curato (don Giovanni Bonetti), il vicerettore del Seminario (don Manuel Donzelli) e due studenti in formazione (Davide Bellandi e Stefano Pe) hanno espresso le loro considerazioni. Don Manuel ha riletto l’importanza del discernimento (“capirsi con Dio” come afferma Rupnik) e ha riletto anche la sua esperienza di educatore in via delle Razziche. “La vocazione è una chiamata, ma una persona non può entrare in sacrestia (e poi in seminario), solo perché le altre cose lo spaventano. Le troppe ‘sponsorizzazioni’ dei sacerdoti possono illudere i giovani seminaristi, mentre serve anche la disponibilità dei ragazzi a uscire dai propri schemi. La rigidità è troppo pericolosa. Come possiamo aiutare la vocazione dei giovani se non sappiamo perché amare Cristo? Dio ci vuole felici. Cristo – come scrive il Papa – vive e ti vuole vivo”. Resta da chiedersi anche, come ha ribadito don Andrea Dotti, se la vita del Seminario è una formazione o è solo una rifinitura di un modello già formato: che tipologia di giovani siamo pronti ad accogliere? Sui giovani, don Giovanni Bonetti ha sottolineato “le situazioni di orfanezza” evidenziate dal Papa: “Ai giovani manca chi racconta loro che la vita ha un senso. Fanno anche esperienze diverse, ma difficilmente trovano chi li aiuta a rileggere quello che hanno vissuto. L’esperienza vocazionale può nascere se non perdo tempo con i giovani? Il Papa ci dice che il segreto è spendersi per gli altri, perché ‘la vita raggiunge la sua pienezza quando si trasforma in offerta’. I giovani sono esigenti e hanno bisogno dell’aspetto relazionale”. Gli spazi offerti dall’oratorio non sono più il luogo principale di ritrovo e di riferimento dei ragazzi. “Non è necessaria per la pastorale giovanile l’esperienza oratoriana”. Don Claudio Laffranchini, vicedirettore dell’Ufficio per gli oratori, i giovani e le vocazioni, ha osservato invece che bisogna ragionare in chiave missionaria anche quando parliamo di pastorale giovanile vocazionale: i giovani diventano i primi evangelizzatori di altri giovani. L’oratorio va rinnovato ma non abbandonato.

News dal Corpo Musicale Lenese

Il 10 Gennaio 2019, presso la sede del Corpo Musicale Lenese “Vincenzo Capirola” in occasione dell’assemblea ordinaria dei soci, è stato eletto il nuovo consiglio direttivo in carica per il prossimo triennio.

  • Agnese Bolentini – Presidente
  • Monica Zanini – Vicepresidente e Tesoriere
  • Nicola Perotti – Segretario
  • Enrico Corsi – Direttore del Scuola di Musicale
  • Ottavia De Feo – Segretario della Scuola di Musicale
  • Giorgia Dagani – Archivista
  • Daniele Guerreschi – Consigliere delegato al coordinamento degli eventi

Un gruppo giovane e dinamico che avrà bisogno del supporto di tutta l’associazione per riuscire a svolgere al meglio il lavoro dei prossimi tre anni.

Ringraziamo in modo particolare il consiglio uscente per il lavoro svolto che ha gettato delle solide basi per poter andare in continuità nella gestione dell’intera associazione.

Quest’anno ci attende un appuntamento importante in quanto la nostra associazione compie 135 anni; un traguardo importante e significativo per la nostra realtà che negli ultimi anni sta diventando sempre più un punto di riferimento per il paese di Leno.

La programmazione artistica e musicale di quest’anno è in via di definizione ma possiamo già anticiparvi che sarà ricca di svariati appuntamenti aperti a tutta la cittadinanza.

Continuate a seguirci e a starci vicino e per rimanere aggiornati sulle nostre attività potete seguire la nostra pagina Facebook Corpo Musicale Lenese “Vincenzo Capirola” o il nostro sito internet www.corpomusicalevincenzocapirola.wordpress.com

Stay tuned!!!

Il Vangelo della Vita, gioia per il mondo

Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente per la 40a Giornata Nazionale per la Vita (4 febbraio 2018)

L’amore dà sempre vita”: quest’affermazione di papa Francesco, che apre il capitolo quinto dell’Amoris laetitia, ci introduce nella celebrazione della Giornata della Vita 2018, incentrata sul tema “Il Vangelo della vita, gioia per il mondo”. Vogliamo porre al centro della nostra riflessione credente la Parola di Dio, consegnata a noi nelle Sacre Scritture, unica via per trovare il senso della vita, frutto dell’Amore e generatrice di gioia. La gioia che il Vangelo della vita può testimoniare al mondo, è dono di Dio e compito affidato all’uomo; dono di Dio in quanto legato alla stessa rivelazione cristiana, compito poiché ne richiede la responsabilità.

Formati dall’Amore

La novità della vita e la gioia che essa genera sono possibili solo grazie all’agire divino. È suo dono e, come tale, oggetto di richiesta nella preghiera dei discepoli:

“Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena” (Gv 16,24)

La grazia della gioia è il frutto di una vita vissuta nella consapevolezza di essere figli che si consegnano con fiducia e si lasciano “formare” dall’amore di Dio Padre, che insegna a far festa e rallegrarsi per il ritorno di chi era perduto (cf. Lc 15,32); figli che vivono nel timore del Signore, come insegnano i sapienti di Israele: «Il timore del Signore allieta il cuore e dà contentezza, gioia e lunga vita» (Sir 1,10). Ancora, è l’esito di un’esistenza “cristica”, abitata dallo stesso sentire di Gesù, secondo le parole dell’Apostolo: «Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù», che si è fatto servo per amore (cf. Fil 2,5-6). Timore del Signore e servizio reso a Dio e ai fratelli al modo di Gesù sono i poli di un’esistenza che diviene Vangelo della vita, buona notizia, capace di portare la gioia grande, che è di tutto il popolo (cf. Lc 2,10-13).

Il lessico nuovo della relazione

I segni di una cultura chiusa all’incontro, avverte il Santo Padre, gridano nella ricerca esasperata di interessi personali o di parte, nelle aggressioni contro le donne, nell’indifferenza verso i poveri e i migranti, nelle violenze contro la vita dei bambini sin dal concepimento e degli anziani segnati da un’estrema fragilità. Egli ricorda che solo una comunità dal respiro evangelico è capace di trasformare la realtà e guarire dal dramma dell’aborto e dell’eutanasia; una comunità che sa farsi “samaritana” chinandosi sulla storia umana lacerata, ferita, scoraggiata; una comunità che con il salmista riconosce:

«Mi indicherai il sentiero della vita, gioia piena alla tua presenza, dolcezza senza fine alla tua destra» (Sal 16,11)

Di questa vita il mondo di oggi, spesso senza riconoscerlo, ha enorme bisogno per cui si aspetta dai cristiani l’annuncio della buona notizia per vincere la cultura della tristezza e dell’individualismo, che mina le basi di ogni relazione.
Punto iniziale per testimoniare il Vangelo della vita e della gioia è vivere con cuore grato la fatica dell’esistenza umana, senza ingenuità né illusorie autoreferenzialità. Il credente, divenuto discepolo del Regno, mentre impara a confrontarsi continuamente con le asprezze della storia, si interroga e cerca risposte di verità. In questo cammino di ricerca sperimenta che stare con il Maestro, rimanere con Lui (cf. Mc 3,14; Gv 1,39) lo conduce a gestire la realtà e a viverla bene, in modo sapiente, contando su una concezione delle relazioni non generica e temporanea, bensì cristianamente limpida e incisiva. La Chiesa intera e in essa le famiglie cristiane, che hanno appreso il lessico nuovo della relazione evangelica e fatto proprie le parole dell’accoglienza della vita, della gratuità e della generosità, del perdono reciproco e della misericordia, guardano alla gioia degli uomini perché il loro compito è annunciare la buona notizia, il Vangelo. Un annuncio dell’amore paterno e materno che sempre dà vita, che contagia gioia e vince ogni tristezza.

Verbale dei CPP riuniti – 5 giugno 2017

Monsignore invita alla preghiera di compieta.

Dopo la preghiera, Monsignore, introduce il tema della sinodalità come stile necessario per una pastorale attenta e condivisa. Questa sera, il primo sforzo di condivisione ci vedrà confrontarci per una verifica dell’anno pastorale. Siamo partiti cercando di definire bene la situazione delle nostre parrocchie e si era sottolineato il bisogno di approfondire la dimensione di appartenenza alla comunità, come il primato della Parola di Dio, della quale siamo chiamati a diventarne familiari. Più comprendiamo la nostra identità, più diventiamo capaci di incontrare in modo autorevole e libero gli altri. Questo può essere un aspetto significativo per l’evangelizzazine.

Altro aspetto che si era messo in evidenza, è come vi sia un individualismo della fede che vada superato in favore della dimensione comunitaria. Molte sono le “forze” disponibili nella comunità, se si riuscisse a permettere che queste forze si esprimano al meglio, offriremmo un’opportunità per un’intensa esperienza ecclesiale.

Mete (vedi itinerario nell’allegato nell’ODG di convocazione).

Per intraprendere questo cammino siamo chiamati al discernimento personale e comunitario e a lasciarci accompagnare spiritualmente nella nostra fede. Come comunità cristiana abbiamo tanti momenti per sperimentare e vivere della Grazia, vedi i Sacamenti, i momenti comunitari, le proposte missionarie e di evangelizzazione.

Non dobbiamo mai dimenticare che il fine di ogni nostra attività è l’incontro con Gesù Cristo che siamo chiamati a vivere in prima persona per poterlo annunciare a quanti incontriamo.

Si dà, ora, inizio ad una verifica per valutare i passi fatti nell’anno pastorale appena trascorso. Secondo le esortazione del Vescovo, rimane primario, l’invito ad una pastorale missionaria.

Inizia la condivisione dopo il confrontro tra i CPP.

Per il CPP di Milzanello, relazione la Signora Agnese: la frequenza alla Messa sembra sia aumentata, tranne che per i bambini. Sono meno seguiti i momenti di formazioni come i centri di ascolto. Buona, invece la partecipazione alle Messe del mese di maggio. Si è cercato di coinvolgere nuove famiglie e si sono fatte delle raccolte alimentari. Viene accolta, in parrocchia, anche la comunità nigeriana, per le celebrazioni. Nel complesso, discreti i risultati raggiunti.

Per il CPP di Porzano, relaziona il Sig. Pietro: è una comunità abbastanza viva, con parecchie iniziative e vengono coinvolte parecchie persone. Nonostante la partecipazione, molto spesso le motivazioni non sono direttamente di fede (almeno condivisa). Ci sono stati momenti forti, durante l’anno che hanno visto una buona partecipazione. Non sappiamo se sia una questione di sensibilità nostra nell’approcciare nuove energie per la catechesi. Dobiamo approfondire l’argomento. Gli spazi per i ragazzi sono un po’ chiusi e vi è una mancanza di giovani che prediligono altri luoghi in paese. Forse, bisognerebbe pensare ad un’apertura di alcuni spazi.

Per il CPP di Leno, relazione la Signora Stefania: si sono prese in considerazione le attività svolte durate l’anno e si è fatta l’analisi. L’assemblea parrocchiale, ha visto una presenza inferiore rispetto allo scorso anno soprattutto nella fascia giovane (20-30 anni). È mancatala presenza di un personaggio che attraesse maggiormente. Può darsi che i motivi della minor presenza siano da ricondursi alla mancanza di senso di appartenenza. Si auspica di sottolineare il senso di comunità. Si potrebbe dare rilievo ai cammini proposti dalla Diocesi. Si potrebbero fare incontri zonali con figure missionarie. È stato sottolineato come siamo anche noi i primi ad aver bisogno di missione e quindi si potrebbero riproporre le missioni come dei padri Oblati. La quaresima itinerante ha visto una buona e profonda parteipazione, così come per il pellegrinaggio a Montecassino. Le attività della catehesi sono più o meno tutte partecipate. I centri di ascolto hanno visto alcune zone con una buona partecipazione e altre dove non si sono svolti per la mancanza di partecipazione. La lectio divina ha visto una poca partecipazione ma piace e se ne sente la necessità.

La partecipazione alle Sante Messe vede un calo di presenza, tranne che per quella dell’ospedale. Qui, sono molte le motivazioni ed è poco plausibile coglierne tutte le sfumature. Ci si accorge che debba essere approfondito il significato della celebrazione eucaristica e in non pochi casi si vive a livello intimistico.

Viste le numerose iniziative proposte, si può dire che c’è stata una bona partecipazione anche se la presenza è un pò sempre quella e ci si dovrebbe insistere sulla necessità di approfondire il tema della missionarietà e dell’evangelizzazione. In molti casi, gli forzi fatti, trovano sono delle partecipazioni periodiche.

Monsignore dice come sia importante la verifica fatta ma a lui è sembrato che il tema della missionarietà sia ancora visto non in uscita ma in entrata. “Non si tratta di portar dentro qualcuno ma di andare da loro”.

Va bene anche la missionarietà “ad intra” ma non è sufficiente. Occorre che si “vada verso”; “si esca”. Questo aspetto andrebbe approfondito. Per esempio, nella verifica, non è emerso il tema della carità.

Ora si tratta di pensare alla programmazione a partire dalla verifica fatta. Il tema rimane quello della missionarietà. Ci sarà anche un sinodo sui giovani e saremo chiamati a rifettere su come rendere i giovani destinatari della pastorale del prossimo anno. L’agurio è che dalla pastorale che terrà conto dei giovani, possa ringiovanirsi nello spirito.

Per domenica, in occasione della giornata di spiritualità e programmazione, verrà preparata una scheda che tenga conto di questi spunti. Sempre per prepararsi all’appuntamento di domenica 11, si può riprendere l’Evangelii Gaudium, soprattutto nella prima parte.

Monsignore, sollecita, un’altra volta alla partecipazione all’incontro di domenica prossima. L’incontro è aperto a tutti. Per motivi organizzativi invita a far sapere della presenza, entro giovedì.

L’assemble termina con la preghiera.

P.S. Viene ricordato come nei CPP scorsi si sia parlato della distribuzione degli orari delle Sante Messe.

Leno:              7.30-8.45-9.15 (ospedale)-10-11 (quando c’è una necessità particolare)-18.30
Feriale: si introduce la Messa alle 9 e non alle 9.30
Porzano:         in estate 8-10.30 in inverno 10.30-18
Milzanello:      resta uguale

I CPP approvano.

Rinnovo delle cariche Azione Cattolica

L’8 gennaio 2017, alla presenza della Signora Cecilia Righi, delegata del Consiglio Diocesano di Brescia, l’associazione è stata chiamata al rinnovo delle cariche, in vista della XVI Assemblea Diocesana.

In tale occasione, il presidente uscente, nel suo saluto di fine mandato ha sottolineato l’impegno dell’AC nella nostra comunità parrocchiale.

“Carissimi tesserati e simpatizzanti, 

alla fine di questo triennio, che oggi volge al termine, voglio ripercorrere con voi le principali iniziative che hanno caratterizzato il nostro cammino.

Come Azione Cattolica, abbiamo vissuto questo triennio attraverso la concretizzazione di tre parole chiave: Polarità, Profezia, Coraggio.

Nella nostra parrocchia l’AC è caratterizzata da una serie di eventi e appuntamenti durante l’anno associativo, vi ricordo i più importanti:

  • Siamo stati fedeli all’impegno mensile dell’adunanza, presieduta qui in canonica da Monsignore, con il quale ci siamo confrontati su varie tematiche di vita, fede e testimonianza;
  • l’8 dicembre è la giornata del nostro “Si” di adesione alla vita associativa con la festa del tesseramento;
  • l’animazione di una via crucis per le vie del paese;
  • il ritiro di quaresima;
  • la giornata degli ulivi, dove i ragazzi offrono durante le S. messe della domenica delle Palme, dei sacchetti di ulivo benedetto;
  • esercizi spirituali a Montecastello, aperti a tutte le associazioni parrocchiali;
  • servizio della “buona stampa”;
  • servizio e collaborazione con “Non solo noi”, esempio di testimonianza e missionarietà verso il prossimo.

Come tesserati dell’Azione Cattolica, portiamo il nostro contributo in numerose altre realtà parrocchiali a servizio del prossimo, come: Ministri straordinari dell’Eucarestia, San Vincenzo, Francescani e Caritas.

In questi impegni cerchiamo di accrescere il carisma dell’Azione Cattolica, inteso come adesione a Cristo e alla chiesa.

Un grazie di cuore a tutti voi che avete partecipato agli incontri e ai vari progetti dell’AC.

Affidiamo alla Madonna tutti i nostri desideri e chiediamo l’aiuto a continuare il cammino tracciato. 

Il presidente
Luigi Lampugnani

A conclusione delle operazioni di voto e di scrutinio, il presidente uscente Lampugnani Luigi è stato riconfermato e il nuovo Consiglio di Azione Cattolica di Leno è risultato così composto:

Presidente: Luigi Lampugnani;

Consiglieri:

  • Bertoletti Ivana,
  • Bissolotti Patrizia,
  • Bonazza Lucia, 
  • Cardellino Giuseppe,
  • Favagrossa Pietro,
  • Ferrari Margherita,
  • Mariotti Damiano,
  • Pedercini M.Cecilia,
  • Stefani Maria Rosa.

Donne e uomini per la vita

NEL SOLCO DI SANTA TERESA DI CALCUTTA

Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente per la 39a Giornata Nazionale per la vita (5 febbraio 2017)

IL CORAGGIO DI SOGNARE CON DIO

Alla scuola di Papa Francesco s’impara a sognare. Spesso nelle udienze fa riferimento ai sogni dei bambini e dei giovani, dei malati e degli anziani, delle famiglie e delle comunità cristiane, delle donne e degli uomini di fronte alle scelte importanti della vita. Sognare con Dio e con Lui osare e agire! Quando il Papa commenta la Parola di Dio al mattino o quando tiene discorsi nei vari viaggi apostolici, non manca di incoraggiare a sognare in grande. È nota la sua devozione a san Giuseppe, che considera uomo del “sogno” (Cfr. Mt 1,20.24). Quando si rivolge alle famiglie, ricorda loro che il sogno di Dio “continua a realizzarsi nei sogni di molte coppie che hanno il coraggio di fare della loro vita una famiglia; il coraggio di sognare con Lui, il coraggio di costruire con Lui, il coraggio di giocarci con Lui questa storia, di costruire un mondo dove nessuno si senta solo, nessuno si senta superfluo o senza un posto”.

I BAMBINI E I NONNI, IL FUTURO E LA MEMORIA

Per Papa Francesco il sogno di Dio si realizza nella storia con la cura dei bambini e dei nonni. I bambini “sono il futuro, sono la forza, quelli che portano avanti. Sono quelli in cui riponiamo la speranza”; i nonni “sono la memoria della famiglia. Sono quelli che ci hanno trasmesso la fede. Avere cura dei nonni e avere cura dei bambini è la prova di amore più promettente della famiglia, perché promette il futuro. Un popolo che non sa prendersi cura dei bambini e dei nonni è un popolo senza futuro, perché non ha la forza e non ha la memoria per andare avanti”.

Una tale cura esige lo sforzo di resistere alle sirene di un’economia irresponsabile, che genera guerra e morte. Educare alla vita significa entrare in una rivoluzione civile che guarisce dalla cultura dello scarto, dalla logica della denatalità, dal crollo demografico, favorendo la difesa di ogni persona umana dallo sbocciare della vita fino al suo termine naturale. È ciò che ripete ancora oggi Santa Teresa di Calcutta con il famoso discorso pronunciato in occasione del premio Nobel 1979: “Facciamo che ogni singolo bambino sia desiderato”; è ciò che continua a cantare con l’inno alla vita: “La vita è bellezza, ammirala. La vita è un’opportunità, coglila. La vita è beatitudine, assaporala. La vita è un sogno, fanne una realtà. … La vita è la vita, difendila”.

CON MADRE TERESA

La Santa degli ultimi di Calcutta ci insegna ad accogliere il grido di Gesù in croce: “Nel suo ‘Ho sete’ (Gv 19,28) possiamo sentire la voce dei sofferenti, il grido nascosto dei piccoli innocenti cui è preclusa la luce di questo mondo, l’accorata supplica dei poveri e dei più bisognosi di pace”. Gesù è l’Agnello immolato e vittorioso: da Lui sgorga un “fiume di vita” (Ap 22,1.2), cui attingono le storie di donne e uomini per la vita nel matrimonio, nel sacerdozio o nella vita consacrata religiosa e secolare. Com’è bello sognare con le nuove generazioni una Chiesa e un Paese capaci di apprezzare e sostenere storie di amore esemplari e umanissime, aperte a ogni vita, accolta come dono sacro di Dio anche quando al suo tramonto va incontro ad atroci sofferenze; solchi fecondi e accoglienti verso tutti, residenti e immigrati. Un tale stile di vita ha un sapore mariano, vissuto come “partecipazione alla feconda opera di Dio, e ciascuno è per l’altro una permanente provocazione dello Spirito. I due sono tra loro riflessi dell’amore divino che conforta con la parola, lo sguardo, l’aiuto, la carezza, l’abbraccio”.

Roma, 22 ottobre 2016 Memoria di San Giovanni Paolo II

IL CONSIGLIO PERMANENTE DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Verbale del Consiglio Pastorale Parrocchiale del 29 febbraio 2016

Dopo la compieta, Monsignore ci invita alla verifica del cammino pastorale, secondo il progetto proposto a settembre dal Consiglio Pastorale.

I Pellegrinaggi Con Maria Madre Misericordiosa.

Abbiamo vissuto fino ad ora tre pellegrinaggi: Santuario Madonna della Stella di Bagnolo, Santa Maria della Formicola a Corticelle, Santuario Madonna Valverde a Rezzato. La partecipazione è stata numerosa ed intensa; i pellegrinaggi si sono svolti fra preghiere, presentazione dei luoghi, catechesi, preghiera giubilare e recita dei rosario.

I centri di ascolto.

Nonostante la difficoltà per l’argomento trattato sono stati supportati da una buona presenza di persone che con fatica, ma con fede, hanno cercato di approfondire e rafforzare la loro fede cristiana nella parola di Dio.

La via Crucis in chiesa parrocchiale il venerdì è stata molto partecipata come pure le Messe feriali. E’ stata realizzata una capanna per la raccolta dei salvadanai per la quaresima missionaria. Viene proposto un servizio di rivendita della Voce del Popolo; sarà interpellata l’Azione Cattolica.

I lavori in chiesa per la sostituzione dei corpi illuminanti: L’80% del lavoro e stato realizzato. Sono da realizzare il posizionamento degli ultimi faretti e l’orientamento di quelli già posizionati. L’inserimento delle luci sulla volta evidenziano ancor di più la grandezza della chiesa. Entro il fine settimana i lavori dovrebbero essere comunque finiti.

Vengono presentate le prossime iniziative: Si organizza per Venerdì 4 marzo una “Ventiquattro ore con Gesù”: un tempo di preghiera e di adorazione, proposto dal Papa Francesco e dal nostro Vescovo Luciano.
Il giorno 6 marzo la Caritas farà una vendita di fiori per poter raccogliere dei fondi.
II primo maggio è in programma il pellegrinaggio delle famiglie da Fiesse a Gambara.
Don Davide inizierà la visita delle famiglie dei bambini che in settembre entreranno nel primo anno del camminino di iniziazione cristiana.
Le offerte raccolte il Venerdì Santo verranno devolute per la Terra Santa.
Il 22 aprile verrà proposto in chiesa uno spettacolo sulla figura di S.Angela Merici, modello e testimone della “misericordia”.
Il 30 aprile, attraverso uno spettacolo di una compagnia teatrale di Castenedolo, sarà proposta una riflessione sulle morti giovanili. Per l’ingresso si propone un’offerta libera, che sarà devoluta ad un’associazione che lavora per persone diversamente abili.

Una nota a finale: tante volte ci lamentiamo dell’assenza dei genitori alle catechesi e dei ragazzi alla messa domenicale, ma anche da parte nostra non c’è una vera, numerosa ed animata partecipazione all’offerta di formazione della parrocchia per catechisti, adulti e giovani, operatori delle varie attività parrocchiali.