Celebrazione del sacramento della Confessione

Parrocchie di Leno, Milzanello e Porzano

Nel tempo ordinario dell’anno liturgico, nelle parrocchie di Leno, Milzanello e Porzano è possibile accostarsi al sacramento della Confessione o Riconciliazione secondo queste modalità:

  • Ogni giorno mezz’ora prima della S. Messa
  • Ogni martedì nella chiesa parrocchiale di Leno dalle 7,30 alle 9,00
  • Ogni sabato nella chiesa parrocchiale di Leno dalle 16,30 alle 18,30
  • Anche se non è l’ideale, talvolta nella chiesa parrocchiale di Leno sarà possibile confessarsi anche durante la celebrazione della S. Messa
  • Rimane sempre possibile confessarsi, accordandosi personalmente con un sacerdote

Santità?

Confesso: non ho mai letto volentieri i libri che raccontano le vite dei Santi. Soprattutto i libri della mia generazione. A mio avviso sottolineavano troppo l’aspetto miracolistico e troppo poco la personalità umana dei santi descritti, rendendoli irraggiungibili. Ho sempre pensato alla santità come ad un connubio fra la fede in Dio e l’apertura della mente e del cuore verso i simili, le creature tutte, la natura. Armonia è la parola che, secondo me, oltre a riassumere in sé ciò che ho appena scritto, rimanda alla pace, alla gioia, alla musica della vita. Associo la santità all’armonia. Per raggiungerla è necessario imparare ad amare.

“Qual era la sua paura da giovane?” ha chiesto un ragazzo a Papa Francesco. “La paura di non essere amato”. La sorprendente risposta mi ha colpito e indotto a riflettere.

Per noi esseri umani è indispensabile sentirsi amati, per imparare l’Amore: quello vero, non l’amore che coccola, che vizia, che solletica il nostro orgoglio e protagonismo. Il vero amore ci rivela la vera essenza di cui siamo fatti, ci insegna la sacralità della vita, nutre il nostro cuore, lo sazia di Spirito, accende l’intelligenza e ci fa scoprire la nostra anima con le sue luci e le sua ombre.

“Ama il prossimo tuo come te stesso” ci ha detto Gesù. Se non ci conosciamo e non sperimentiamo su noi stessi il vero amore, come possiamo amare gli altri?

“Ama il prossimo tuo come te stesso” suggerisce uno scambio vicendevole di amore ed è la guida che ci conduce sulla strada della santità. Non è un cammino semplice e facile.Troppe volte gli errori, i limiti, le fragilità, le paure, gli scoramenti ci rinchiudono in noi stessi e fermano il nostro avanzare. Ma Colui che cammina “dietro di noi”, come una madre che sorregge i primi passi del bambino, ci spinge avanti e rende possibile l’impossibile per noi.

“Non aver paura della santità. Non ti toglierà forze, vita e gioia. Tutto il contrario perché arriverai ad essere quello che il Padre ha pensato quando ti ha creato e sarai fedele al tuo stesso essere”. (Papa Francesco: Gaudete ed Exultate par.32).

Avviso ai genitori del terzo anno ICFR per celebrazione prima confessione

Leno, 18 aprile 2017

Ai genitori dei ragazzi
del III anno del cammino ICFR
PER TAPPA CELEBRATIVA
07 MAGGIO 2017

Gentili Signori,
come accennato durante il percorso di catechesi, a proposito del rito di passaggio che riguarda il cammino del III anno, ossia il sacramento della riconciliazione, vi indichiamo alcuni aspetti per la celebrazione. Innanzitutto rammentiamo che faremo due turni nello stesso pomeriggio, per permettere ai ragazzi di celebrare il Sacramento con più tranquillità.

Il primo turno si troverà in Oratorio per le ore 14.15, partirà in processione per le 14.30 e comincerà la celebrazione in Chiesa per le ore 14.45. Questo turno sarà composto dai ragazzi del catechismo del giovedì e dai ragazzi del catechismo del sabato.

Il secondo turno si troverà in Oratorio per le ore 15.30, partirà in processione per le 15.45 e comincerà la celebrazione in Chiesa per le ore 16.00. Questo turno sarà composto dai ragazzi del catechismo della domenica.

Così facendo i due turni sono numericamente equilibrati ma se ci fossero delle difficoltà a far parte del turno assegnato, è possibile spostarsi dall’una all’altra opzione comunicandolo a don Davide.

Al termine di entrambe le celebrazioni, su proposta di alcuni di voi, ci potremo ritrovare in Oratorio per un rinfresco intorno alle ore 17.15. Per quanto riguarda il rinfresco, chiediamo liberamente di portare qualcosa da condividere che potrete collocare in aula (stanza sotto il portico) quando si arriva in Oratorio, prima di partire con la processione. Il primo gruppo, una volta terminata la celebrazione si preoccuperà di allestire tavoli e preparare il tutto anche per il secondo gruppo.

Se ci fossero alcuni aspetti non chiari della celebrazione o delle proposte per la condivisione finale, contattate pure don Davide al numero: 3383912010.
Ricordiamo che la data della celebrazione è prevista per il prossimo 07 maggio in Chiesa. Augurandovi la buona continuazione del tempo pasquale, vi salutiamo.

I sacerdoti e i catechisti

Lettera ai genitori dei bambini che si avvicinano alla prima confessione e comunione

Cari genitori voi che quest’anno avete i vostri bambini che si avvicinano al sacramento della prima confessione, é difficile per loro doversi confrontare con il concetto di coscienza, per questo le catechiste chiedono a voi genitori, primi educatori anche nella fede, collaborazione.

I bambini passano con noi solo un’ora a settimana e questo poco tempo non basta di certo per aiutarli ad “allenare” una coscienza che si forma giorno dopo giorno. Non basta raccomandare loro come si sta a messa o quali sono le piccole regole quotidiane de rispettare in famiglia, a scuola, con gli amici.

Ma soprattutto, insieme a voi, vorremmo aiutarli ad acquisire la consapevolezza che c’è un Dio che ogni giorno ha un progetto per noi e ce lo propone. I genitori giustamente si preoccupano che i figli abbiano da mangiare, da vestire, l’istruzione, lo sport, ma negli ultimi tempi qualche volta si ha la sensazione che si sia persa di vista l’imponenza della coscienza, che si può paragonare a un giardino interiore da coltivare con amore.

Quel giardino va coltivato anche imparando ad ascoltare ciò che Dio ha da dirci, smettendo di voler pensare e decidere solo contando su noi stessi e sulle nostre forze. Quel giardino va coltivato anche con l’incontro domenicale con Gesù che ci ha voluti, creati ed amati fino alla morte.

Quello che noi catechiste vorremmo trasmettere ai bambini e chiediamo anche a voi genitori di riflettere, è che ognuno dl noi è legato a Dio con un filo; quando sbagliamo, quando decidiamo di bastare a noi stessi, il filo si spezza.

Con la confessione e iI perdono Dio fa un nodo a quel filo e questo diventa ogni volta più corto. Di perdono in perdono, ci avviciniamo sempre di più a Dio.

Quando i vostri bambini vi chiederanno che cosa ho peccato potete rispondere che i peccati sono come la pioggia a che Dio è come iI tergicristalli e spazza via i nostri peccati. La pioggia però continua a cadere. Noi continuiamo a peccare, ma lui continua a perdonarci: Dio non conserva nessun registro, non esiste nessun libro dove sono annotati i nostri errori. Egli ci accoglie sempre con il suo amore incondizionato e con il suo perdono Infinito.

Aiutiamo questi bambini a far sì che crescendo, anche se con difficoltà, rimangano sempre vicini al sacramento della confessione, in modo che possano sperimentare l’amore di Dio.

“Vi assicuro che in cielo si fa più festa per un peccatore che si converte che per novantanove giusti che non hanno bisogno di conversione” (Luca 15,7).

Le catechiste Maria, Rosalba e don Alberto

Donaci la grazia di una buona Confessione

“Zampetto” svogliatamente tra i canali della televisione, soffermandomi quando mi sembra di incontrare un dibattito a più voci su tematiche del momento, ma devo arrendermi, il più delle volte quando mi fermo altro non incontro se non programmi caratterizzati dalle “confessioni”.

Confessioni a go go, su tutti i canali, in tutte le salse, a tutte le ore, evvai, e quando dico “confessioni”  non sto usando un sinonimo, purtroppo sto usando il termine nella sua accezione specifica, se vi soffermerete un attimo avrete la possibilità di ricevere, dal primo che capita, le confidenze più intime e personali sue e magari anche di chi sta vicino a lui o lei, intimità sbattute in faccia non solo ai presenti in studio ma anche ai milioni di spettatori.

“Confessioni” cercate, gestite, istigate dalle varie maitresse del “mo te faccio il bucato alla coscienza” a buona mercato,  ai re e alle regine dell’ HYPERLINK “http://www.google.it/search?biw=1680&bih=959&q=effimero,+kitsch&spell=1&sa=X&ei=_xqzUdyeCcimPePtgdgI&ved=0CCgQvwUoAA” effimero e del peggiore stile kitsch “de noartri”, conduttori e conduttrici talmente devoti al dio auditel da non avere nessun scrupolo a passeggiare con aculei tacchi a spillo sulla dignità delle persone.

Tutti gli argomenti sono buoni, se sconfinano con la sessualità è meglio, guardare dal buco della serratura, nuova moda per nuovi adolescenti mai cresciuti, pare faccia salire gli ascolti, se poi scendiamo in particolari scabrosi  e volgari magari ci scappa anche un telepremio, chissà, alla bravura non c’è mai limite.

Moda dilagante  questa,  che sta popolando tutti i mezzi di comunicazione, fate un salto in internet o in  Facebook se volete averne un piccola riprova, dove l’insulto gratuito, le palate di merda, le bestemmie in corsivo, le grigliate di coscienza sono offerte a mani basse, per cosa? Per sentirci il centro del mondo? Perché  se non sei radiografato in un social network non sei nessuno? Perché il confine del mondo finisce appena fuori dal tuo naso? Perché per tutte le stronzate che faccio devo avere da  un altro la conferma con il suo “mi piace questo elemento”?

E proprio vero, da quando abbiamo abbandonato la Confessione, che tra l’altro è gratuita e riservata, facciamo le code a confessarci  nelle piazze virtuali, nei talk show ,forse perché non ci interessa un’ assoluzione, ma affamati di approvazioni tout court sul nostro agire, sul nostro pensare, sul nostro essere.

Il vero bene della Confessione va al di là di queste banalità, ti mette in ascolto del tuo essere, della tua anima, ti mette a confronto con Qualcuno che ti ama e che ha deciso di camminare insieme a te per esserti amico. Ti chiede qual è il bene per la tua vita, ti invita a ricercare il bene per l’ intera vita.

Deporre i propri limiti nelle mani del Signore,  affinchè Lui possa trasformarli in risorse per poter proseguire il nostro cammino non discostandoci troppo dalla metà, vale di più di mille apparizioni televisive,  di mille e più pseudo amici  in internet.

Il sacramento della Prima Confessione

Domenica 24 Maggio, finalmente è arrivato il giorno tanto atteso della confessione. Io e i miei amici avevamo un po’ di ansia e tanta preoccupazione perchè non sapevamo se saremmo stati all’altezza della prova: “Come avremmo raccontato i nostri peccati?” e “Li avremmo detti tutti?” e ancora “Se ne avessimo dimenticato qualcuno?”.

Tutti eravamo sicuri di ricordare la preghiera “O Gesù d’amore acceso”, ma temevamo di fare una brutta figura con il confessore. “I nostri catechisti ci avevano preparato per due anni e avevamo partecipato agli incontri mensili del primo anno” pensavamo per tranquillizzarci, ma la paura rimaneva. Per fortuna, quando la celebrazione è iniziata e ci siamo disposti in fila vicino ai confessori, ci siamo un po’ calmati e alla fine è andato tutto bene. Abbiamo capito che confessarsi significa incontrare il Signore più da vicino e che quando commettiamo dei peccati rompiamo la nostra amicizia con Lui e con i nostri fratelli.

Tutti ne soffriamo e perciò dobbiamo invocare il perdono del Signore.

Un bambino che ha ricevuto la prima confessione

I catechisti raccontano…

Il 17 maggio 2009 la Chiesa si è vestita a festa, pronta ad accogliere i bambini del secondo anno dell’Iniziazione Cristiana.

È stata una bella celebrazione, abbiamo ricordato i segni del Battesimo, l’importanza di far parte della Chiesa, la gioia di essere figli di Dio, e poi i bambini in coro hanno rinnovato le promesse che i genitori avevano fatto nel giorno del loro Battesimo. È solo un piccolo passo nel cammino che li porterà a conoscere Gesù, a crescere nel suo amore, a diventare bravi cristiani, ma è stato importante anche noi riflettere sulla nostra fede, dire ancora una volta con voce ferma “Credo e Rinuncio”.

Ancor più bello è stato ritrovarsi insieme come una grande famiglia e condividere cibo e allegria in Oratorio.

Noi siamo Chiesa, come si insegna a catechismo con la “C” maiuscola, quando non ci fermiamo alla Messa, la Parola entra nei nostri cuori, nelle nostre case, la portiamo con noi a scuola, al lavoro.

Comunione, condivisione sono le due parole dei cristiani per crescere insieme come abbiamo fatto quest’anno, non solo bambini di 7, 8 anni ma anche genitori e catechisti.

Accompagnare nel cammino della vita un bambino è un impegno a volte faticoso per i genitori in primo luogo e anche per i catechisti, ma aiutarli a scoprire in Gesù un amico che ti sta sempre accanto nei momenti belli e in quelli brutti è un’esperienza che ti arricchisce giorno dopo giorno.

Un pensiero per questi piccoli 100 bambini: le vostre risposte sono state chiare e forti: bravi!

Buone vacanze e non lasciate Gesù da solo in Chiesa, portatelo sempre con voi, è un compagno di viaggio fantastico.

Silvia e Monica