Come cambiano i giorni del lutto

La Diocesi è al lavoro per un nuovo direttorio sulle esequie che affronti il cambiamento, partendo dall’importanza dell’accompagnamento spirituale in un frangente delicato della vita e dal ruolo esercitato dalle sale del commiato

Da sempre i riti funebri caratterizzano tutte le comunità umane. Gli scheletri di Neanderthal vennero ritrovati coperti da uno strato di polline e questo fa pensare che fossero sepolti con un cerimoniale simboleggiato da un omaggio floreale. Nel tempo, ogni cultura ha adottato un proprio modello. E così per i cinesi il periodo di lutto si può prolungare per oltre 100 giorni, mentre sono minimo 40 per gli albanesi. La tradizione ortodossa romena prevede, invece, tre giorni e tre notti di veglia, anche se gli orari delle camere mortuarie e la ristrettezza stessa degli spazi domestici rendono difficile il rispetto della tradizione. Tra i sikh, i familiari, in attesa della cremazione, leggono i testi sacri per 48 ore consecutive, mentre tra i rom il corpo viene vegliato in continuazione per 24 ore. Alcune popolazioni predispongono anche dei banchetti funebri con la distribuzione del cibo. Nel rituale islamico anche il momento della morte va vissuto in maniera dignitosa, perché, diversamente, la disperazione sarebbe sinonimo di poca fede. Un capitolo a parte meriterebbe anche (nella religione musulmana) il lavaggio del corpo da parte delle persone dello stesso sesso e per un numero dispari di volte. Per gli indù e i buddhisti la cremazione non è altro che l’ennesima rinuncia all’attaccamento al corpo e alle passioni, garanzia di una reincarnazione più positiva. In molti casi si assiste anche a una deritualizzazione forzata, perché alcune abitudini non possono essere sempre salvaguardate: per esempio la bara inviata nei Paesi di origine non può essere aperta e quindi non può essere avvolta nel lenzuolo.

Come cambia. Oggi la salma è spesso affidata alla struttura ospedaliera o alle sale del commiato, che solo nella nostra Provincia sono 48. È pur vero che la maggior parte dei decessi oggi avviene in ospedale a causa di una sempre diffusa medicalizzazione della stessa morte (con la tecnologia e le conoscenze odierne fino all’ultimo si tenta un disperato salvataggio). “L’abitazione − spiega bene Carla Landuzzi nello studio su I rituali funebri nelle diversità etniche e culturali dell’ambiente urbano − ha perso quel carattere specifico di luogo intimo, di luogo accogliente anche dei momenti essenziali della vita come la nascita, la morte e la sofferenza”. Anche la morte diventa, quindi, quasi un fatto privato. Un evidente paradosso nella società dell’immagine e dei social network. Nel mondo occidentale vengono meno i manifesti funebri e, in alcuni casi, si chiede di non visitare il defunto. Purtroppo “anche i riti funebri − continua Landuzzi − si svuotano della loro carica drammatica e simbolica. Il lutto rigido e prolungato è ormai considerato uno stato sproporzionato che deve essere abbreviato e cancellato nel più breve tempo possibile in quanto interferisce ed è incompatibile con i ritmi temporali dell’urbano. Anche la cremazione è inclusa nell’ambito della negazione: la persona cremata va in fumo e viene dimenticata più facilmente; ciò che resta del defunto viene collocato in una piccola urna cineraria senza eccessivi decori”. Viene meno la simbologia del passato: dai ceri alle tombe stesse. Le tombe non sono semplicemente il luogo della sepoltura, ma custodiscono anche i legami di un’intera famiglia con il suo territorio. Nel nostro territorio, come riportiamo grazie ai numeri forniti dal Gruppo Altair, la pratica della cremazione è sempre più gettonata dalle persone.

Il Direttorio. La Diocesi di Brescia è al lavoro con una commissione per redigere un direttorio in grado di affrontare alcune questioni spinose (evitare che le sale del commiato diventino anche lo spazio per la celebrazione dei funerali) e, al contempo, ribadire l’importanza di questo argomento per la pastorale che riguarda un momento estremamente delicato, ma anche assai significativo, nell’esperienza delle persone. La Chiesa ha già ribadito in più circostanze che “per evitare ogni tipo di equivoco panteista, naturalista o nichilista, non è permessa la dispersione delle ceneri nell’aria, in terra o in acqua o in altro modo oppure la conversione delle ceneri cremate in ricordi commemorativi, in pezzi di gioielleria o in altri oggetti”. Sarebbe buona cosa attingere dal Direttorio per la celebrazione delle esequie promulgato nel 2017 dalla diocesi di Milano e presentato da mons. Tremolada. “Il lutto, il confronto con la morte, sono realtà − affermava Tremolada − che segnano profondamente, ma che diventano anche occasione di annuncio del Vangelo. Una visione cristiana della morte, la capacità di creare quel clima di speranza che consente di affrontarla senza disperazione, la rilevanza che hanno i legami con la persona che ci ha lasciato, sono contesti che la Chiesa, da sempre, considera meritevoli di grande cura e considerazione. Ci ha molto colpito che la prassi della cremazione, nel giro di poco tempo, sia diventata prioritaria: di fatto, in questo momento, la percentuale delle richieste di cremazione rispetto a quelle di tumulazione è molto alta. Le ragioni potrebbero essere tante, ma questo dato ci fa pensare e deve essere assunto pastoralmente. L’intervento della Santa Sede sulle ceneri (a lato si può leggere una sintesi, nda) sottolinea proprio la necessità di una simile attenzione, indicando in modo preciso di non disperderle, ma di tumularle per ragioni evidenti. Infatti la possibilità di avere un luogo dove potersi recare per pregare, ricordando la persona scomparsa, e di collocare le ceneri in un spazio ben preciso e riconosciuto dalla comunità cristiana di appartenenza, non è certo secondaria. Questi sono soltanto alcuni dei problemi che dicono quanto sia rilevante tale aspetto”

Il saluto dei gruppi parrocchiali

…dalla Fraternità Francescana

Carissimo Monsignore,

sei anni, vorremmo paragonarli ai giorni della Creazione, quando Dio guardando ciò che aveva creato lo giudicò molto buono. Pensiamo che, anche Lei guardando al lavoro compiuto, finalizzato alla crescita e maturazione spirituale della Comunità, con- sideri i frutti ottenuti molto buoni. È stato il Pastore che ha guidato le pecore con l’insegnamento della Parola; è stato il mezzo, il cui esempio ha spronato il gregge a percorrere nuove vie, per acquisire una visione più ampia, relativa all’insegnamento di Cristo. “Ha avuto l’odore delle pecore” e noi aggiungiamo anche quello della polvere che ricopriva gli angoli più nascosti della nostra bella Chiesa. È stato un Padre umile e disponibile, quando, in Quaresima in occasione della cena povera per i poveri, ha indossato il grembiule del servizio.

Per tutto ciò che di buono ha realizzato noi le diciamo “Grazie” e per tutto ciò che non siamo stati capaci di comprendere le chiediamo “Perdono” ricordandoci reciprocamente nella preghiera le auguriamo che la sua Missione sia secondo il cuore di Dio.

Con affetto e riconoscenza
La Fraternità Francescana

…dalla Commissione Missionaria

Come si dice arrivederci a un Don che se ne va? Questa domanda mi è frullata in testa per giorni, accompagnata da un sentimento misto a gioia e tristezza. Ed ora eccomi qui, davanti al computer a pensare al mio tempo, Monsignor Giovanni trascorso in questi anni con lei. Il suo arrivo in Parrocchia ha coinciso, oltre al mio impegno all’ interno della Commissione Missionaria e alle varie attività ad essa collegate, al il mio ritorno a collaborare in alcuni servizi Parrocchiali, che per motivi famigliari per alcuni anni avevo accantonato.

La ringrazio della disponibilità, accoglienza e fiducia che ha sempre avuto nei miei confronti. Nella Commissione Missionaria e nelle attività di sensibilizzazione (Ottobre Missionario, Infanzia Missionaria, Quaresima Missionaria, Giornate varie di raccolta per le Missioni Comboniane), e nelle attività pratiche (es. principale “la Menonera Missionaria”), ha saputo inserire le sue profonde riflessioni, e momenti di formazione sulla visione che noi cristiani, come “Battezzati” siamo missionari, e il nostro operato deve essere svolto nel mondo verso tutti: verso la dimensione “Ad-Gentes” e verso “la missione quotidiana”, il luogo dove siamo chiamati a vivere: la nostra famiglia, il nostro lavoro, i nostri impegni di volontariato e sociali, la nostra Parrocchia, in comunione con la nostra Chiesa locale e universale.

Per questo la ringraziamo di cuore, e la ringraziamo per la sua sensibilità, e paziente tolleranza, specie quando qualche nostro comportamento è stato un po’ al limite, lei Monsignor Giovanni sa bene di cosa parlo. Personalmente le auguro, e penso di esprimere con questo augurio anche i sentimenti di ogni persona che con me condivide l’ impegno nella Commissione Missionaria, e nell’ attività estiva della “menonera missionaria”, di trovare sempre fedeli che con lei sappiano fare vera Chiesa, condividere con lei quei momenti così importanti che come Sacerdote ha celebrato tante volte per noi, e che continuerà a celebrare per altri fedeli: sull’altare il consacrare e lo spezzare il pane, la benedizione nei Sacramenti, l’ accoglienza e la vicinanza nella preghiera, l’accoglienza e l’ amare nei rapporti di relazione, persone a cui possa trasmettere la sua spiritualità, così ricca e sempre attuale. Monsignor Giovanni le auguriamo infine un lungo futuro pieno di felicità e soddisfazioni, confidando sempre nella misericordiosa benevolenza di nostro Signore.

Per la Commissione Missionaria
Marisa

…dal Gruppo Liturgico

Carissimo Monsignore,

in questi anni, a poco a poco, molti parrocchiani hanno avuto la possibilità di contribuire attivamente ed in vari modi alle celebrazioni eucaristiche. In particolare, seguendo i suoi suggerimenti, anche Leno si è dotato di un gruppo liturgico ben strutturato e, grazie al suo aiuto e alla sua guida, opportunamente formato per garantire ad ogni messa dei lettori coscienti di quanto loro richiesto ed affidato.

All’interno dello stesso molti hanno intrapreso questo compito perché da Lei invitati e, nonostante certe titubanze iniziali, oggi ne sono davvero felici, riconoscendo in questo incarico una grande occasione per meditare la Parola di Dio e quindi viverla più sinceramente. Altri, non pochi, già svolgevano questo compito da diverso tempo, ma anche per loro Lei ha suggerito nuove prospettive per vivere il servizio abituandoli al confronto con gli altri. Certo, non è facile cambiare le vecchie abitudini, ma con molta pazienza oggi tutti noi lettori siamo ben disposti a collaborare all’interno di una realtà ormai consolidata ed in grado, possiamo dirlo, di offrire alla parrocchia il servizio che merita.

Tutto questo grazie alla sua lungimiranza, perché ha insistito affinché anche la nostra comunità si dimostrasse una «Chiesa in uscita», una parrocchia attiva e capace di collaborare per un bene comune. Sappiamo che ci sono ancora molti aspetti migliorabili, sia dal punto di vista organizzativo, sia nell’adempimento del servizio: lo faremo seguendo la via da Lei indicataci, impegnandoci affinché il gruppo liturgico si rafforzi come solida realtà parrocchiale. Siamo certi che col tempo riuscirà ad affinarsi ed allargarsi, permettendo così a più persone di partecipare a questa nostra piccola missione che Lei ci ha fatto scoprire.

La salutiamo facendoLe i migliori auguri per il nuovo ministero affidatoLe.

Il Gruppo Liturgico

Attività estiva: Menonera Missionaria

Un Sinodo di speranza: il riconoscimento dei diritti culturali e territoriali delle popolazioni tradizionali dell’Amazzonia è una conquista ottenuta al caro prezzo di molte lotte e sangue. La loro consacrazioni in norme, negli ultimi decenni, ha portato a vittorie significative, che ora però sono minacciate. Le lotte di questi popoli sono comuni a migliaia di esperienze che storicamente hanno cercato di mettere in pratica “un altro modo di possedere la terra”. Siamo fiduciosi che il Sinodo sull’Amazzonia, che si terra il prossimo Ottobre, apra davvero nuovi cammini per la Chiesa e per un’ecologia integrale, facendo conoscere le esperienze di queste popolazioni, aiutandole a difendere i propri diritti.

Anche quest’anno si è conclusa la nostra attività, coordinata dalla Commissione Missionaria, ha visto la partecipazione di un centinai odi volontari, appartenenti alla commissione stessa, gli adolescenti e i gruppi famiglie, il centro Diurno Disabili e il centro Eureka del Gabbiano di Pontevico, Manuel, Patrizia, Silvana della Casa Alloggio Monica-Crescini di Leno, che hanno svolto un servizio gratuito. Il ricavato dell’ iniziativa andrà a sostegno dei missionari per le loro opere di evangelizzazione, nella pastorale della catechesi e della liturgia, nella promozione umana attraverso corsi di alfabetizzazione, educazione sanitaria, nelle formazione professionale. I nostri referenti sono missionari di origine lenese e non. Sacerdoti religiosi e laici che operano attraverso il Centro Missionario Diocesano, Padri Saveriani e Comboniani, e alcune Associazioni. Ringraziamo tutti i volontari e gli amici, che passando a trovarci ci hanno permesso di realizzare tutto questo. 

Commissione Missionaria

Da alcune settimane si è concluso il festival della missione che si è tenuto a brescia, che cosa rimane di questo evento che ha coinvolto migliaia di persone provenienti dalle diocesi e istituti religiosi di tutta italia.
Alcuni volti della missione incontrati:
Padre Alejandro Solalinde, sacerdote messicano e fondatore di “Hermanos en el Camino”, un centro di aiuto per i migranti diretti negli Stati Uniti, ha presentato il suo libro “I narcos mi vogliono morto”. Padre Alejandro ha ottenuto diversi riconoscimenti per il suo impegno, come il Premio Nazionale per i diritti umani. Più volte è stato minacciato di morte dai “cartelli” dei narcotrafficanti perché ne denuncia senza timori soprusi e violenze. Diverse associazioni hanno avanzato la sua candidatura al Nobel per la pace.

Suor Rosemary Nyirumbe Ugandese 60 anni, religiosa della congregazione delle Suore del Sacro Cuore di Gesù, ostetrica, laureata e con master in etica dello sviluppo, suor Rosemary si dedica da anni alle vittime della violenza dell’ Lra, milizia che dal 1987 semina morte in Africa, in particolare le ragazze sequestrate e fatte schiave sessuali o trasformate in baby soldatesse. La battaglia di suor Rosemary è fatta di istruzione, lavoro e riscatto attraverso ciò che sa fare meglio e che insegna alle sue ragazze a cucire e cucinare. I risultati sono straordinari , come racconta nella sua autobiografia , Rosemary Nyrumbe. Cucire la speranza (EMI). É stata nominata eroe dell’anno dalla Cnn nel 2007, e inserita da Time tra le 100 persone più influenti nel mondo nel 2014. Ha inoltre ricevuto il Premio Women Impact dell’ONU nel 2014. Il Premio Veritatis Splendor dell’Arcidiocesi di Cracovia nel 2016 e il Premio Elsa Morante 2016.

Matteo Ricci –  L’Amicizia come valore della Missione questo il tema dell’incontro tenutosi in Università Cattolica a Brescia. É stata l’occasione per un momento di riflessione sul valore della scelta missionaria ai nostri giorni, sull’esempio del Padre Gesuita che è vissuto nel ‘500.

Tra le centinaia di missionari e laici arrivati a brescia per il festival, proponiamo alcune testimonianze sulle esperienze missionarie.

In una delle periferie di San Paolo in  Brasile, ospiti presso la Comunità Missionaria di Villareggia di cui  come marito e moglie siamo  volontari da vent’anni. Stiamo vivendo una esperienza bella e toccante, dove abbiamo incontrato persone che ci hanno dimostrato che si può vivere serenamente con niente, dandoci testimonianza di come la sofferenza possa essere strumento di crescita personale.

Quattro anni fa sono partita per la prima volta in Bolivia Sud America, sono stata in due missioni, esperienza bellissima, ho incontrato gente,  conosciuto nuove culture e la consiglio a tutti.

L’estate scorsa ho passato un mese in missione in Tanzania esperienza che mi ha cambiato la vita, il modo di vedere la vita.

La mission is possible continua… Nelle nostre parrocchie – nella nostra vita!

Progetti di sostegno nella diocesi di Rreshen

Brescia 16 Giugno 2017 

A Don Giovanni e alla Commissione Missionaria Parrocchiale
Leno

La Missione fisica in Albania appartiene a un tempo ormai “passato” e del quale sono profondamente riconoscente al Signore, una esperienza che ho potuto sempre affrontare anche attraverso il vostro aiuto. Gesù nel Vangelo ricorda che “i poveri li avrete sempre con voi”… così tornando a casa io, non è che i poveri che ho incontrato ora non esistono più nella mia vita, anzi, intendo continuare un sostegno di quelle situazioni  più bisognose che ho incontrato e ormai appartengono in modo definitivo alla mia vita. Ecco perché vi sarei grato se, nel limite del possibile, all’interno delle vostre iniziative fosse possibile mantenere questa finestra aperta sull’Albania. Io mi faccio ovviamente garante di questa carità che continuerò a condividere con questi fratelli. Come sempre allego alcune idee concrete che continuerò a sostenere e per le quali vi chiedo di avere un’attenzione.

Sempre disponibile a ogni chiarimento, con amicizia vi auguro buon lavoro e buone attività.

Con riconoscenza

Don Roberto Ferranti

Progetti di sostegno attività educative e socio-assistenziali nella diocesi di di Rreshen (Albania) nella missione bresciana nella regione del Mat

Progetto 1 –  “Fondo Cassa Farmaceutico”

Sostegno per acquisto materiale per una famiglia – 500,00 €

Tra le tante carenze e assenze con cui ci dobbiamo confrontare troviamo la totale assenza di un servizio sanitario nazionale che mette i malati, e soprattutto i più poveri, nella impossibilità di accedere anche alle minime cure, nonché all’acquisto anche di medicinali generici di prima necessità ecco perché tengo sempre un piccolo fondo cassa che destino all’acquisto di medicine per persone bisognose che accompagniamo nel loro cammino. Sostegno al Fondo Cassa per le medicine 500,00 € (per una persona per un anno)

Progetto 2 – “Borsa di studio scolastica o universitaria”

Borsa di studio per “Università Cattolica” per un anno 1.500,00 €
Borsa di studio per “Università statale” per un anno 1.000,00 €
Borsa di studio per Scuola Superiore per un anno 500,00 €

Non è facile pensare a un futuro in una terra dove manca la capacità di progettare il futuro; ecco perché mi piace investire nella formazione di giovani che pian piano iniziano a pensare a innalzare il proprio livello culturale… e mi piace investire aiutandoli a studiare. Non è un’opera evidente come costruire case o ospedali, ma è un’opera che forse ci aiuta a mettere le basi per un futuro diverso. Siamo riusciti anche ad aprire una vera e propria “Università Cattolica” dopo che la comunità musulmana ha accettato questa cosa, per formare soprattutto medici, infermieri e farmacisti che hanno a cura la vita. Aiutare un giovane ad affrontare questi percorsi universitari ha un valore forse non evidente, ma decisamente grande. Le famiglie di questi giovani sono tutte che vivono di un’agricoltura di sussistenza (1 capra, 1 mucca e un po’ di orto) i pochi soldi che hanno vengono da emigrati. Ecco perché mi impegno a garantire alcune borse di studio.

Progetto 3 – “Aiutiamo una famiglia ad affrontare l’inverno”

Sostegno per acquisto legna per una famiglia 250,00 €

L’inverno tra non molto inizierà e non sempre le condizioni delle case e delle situazioni economiche permette di avere gli strumenti per affrontare il freddo che si presenterà… Le case non hanno impianti di riscaldamento, spesso nei villaggi anche l’energia elettrica è debole… non resta che la legna come sorgente di calore. Ma anche l’acquisto della legna per molti è un problema. Ho individuato alcune famiglie bisognose alle quali vorrei dare una mano per l’acquisto della legna per vivere almeno in modo più confortevole anche se in situazioni difficili.

La nostra solidarietà a favore di…

Le iniziative sostenute dalla Commissione Missionaria, hanno come obiettivo l’eliminare alla base le cause di povertà e puntare sulle risorse culturali, sociali ed economiche dei popoli coinvolti.
Le aeree di intervento sono:                                                                                                      

  • Il sostegno ai missionari nelle loro opere di evangelizzazione.
  • La pastorale nelle forme della catechesi e della liturgia.
  • La promozione umana con le proposte dei corsi di alfabetizzazione, dell’educazione sanitaria e della formazione professionale.

I nostri referenti sono missionari di origine lenese e non. Nello specifico: sacerdoti, religiosi e laici che operano attraverso il Centro Missionario Diocesano, Padri Comboniani e Saveriani, lo S.V.I. e alcune associazioni.

Nel 2016 abbiamo sostenuto con l’attività estiva della Menonera Missionaria e del Mercatino di Solidarietà Natalizia:

  • Padre Eugenio Petrogalli (missionario lenese in Ghana-Africa).
  • Suor Erminia Petrogalli (missionaria lenese in Sud-Sudan – Africa).
  • Don Roberto Ferranti (referente missione Rrshen – Albania).
  • Suor Agata Gressioli (missionaria lenese in Cile).
  • Sostegno allo studio di un seminarista indigeno.
  • Padre Silvio Turazzi (referente progetto Goma nella Repubblica Democratica del Congo – Africa).
  • Maestre Pie Venerini per i loro progetti missionari.
  • Servizio dei Padri Oblati alla Parrocchia.
  • Sostegno alle attività della Caritas locale.
  • Sostegno alle attività dell’Oratorio San Luigi.
  • Contributo in memoria di tre famigliari di amici tornati alla casa del Padre.
  • Contributo anonimo tramite la Parrocchia.
  • Contributo alla Diocesi delle Marche per il terremoto.

Ringraziamo quanti partecipando alle nostre iniziative, ci hanno permesso di sostenere i progetti sopra citati.

Ricordiamo che le attività della Commissione Missionaria sono:

  • Sensibilizzazione pastorale e missionaria attuata in Parrocchia (in collaborazione con il Centro Missionario Diocesano), condivisa con il Consiglio Pastorale Parrocchiale, con la Commissione Oratorio, con la Commissione Zonale Missionaria (dove abbiamo nostri rappresentanti), creando “rete” con altre commissioni e gruppi parrocchiali, con un’apertura alle iniziative sociali del territorio.
  • Menonera Missionaria.
  • Mercatino di solidarietà natalizia.
  • Bollettino parrocchiale “la Badia” attraverso la stesura delle pagine missionarie.
  • Divulgazione della stampa missionaria in Chiesa.
  • Collaborazione con l’Associazione “Ad Gentes” che segue la vendita dei prodotti equo-solidali presso la sede in via Re Desiderio.

Con le iniziative dell’ Associazione ad Gentes nel 2016 si sono sostenuti:

  • Don Vincenzo e Suor Rosaria per progetto: “Villaggio della Speranza” (Tanzania-Africa).
  • Adozioni progetto: “Museke” (Africa).
  • Adozioni a distanza: “Associazione senza Frontiere” (Brasile).
  • Peppo e Adriana Piovanelli per progetto: “Centro del Artes San Nicolas” (Jiigua – Ecuador).
  • Don Roberto Ferranti (referente progetto in Rreshen – Albania).

Chi fosse interessato a conoscerci e ad unirsi a noi, può contattare                                                     Sig. Marisa Pietta al numero : + 3381901306                                                                                       Mons. Giovanni Palamini al numero: + 030906512

Commissione missionaria parrocchiale: menonera missionaria 2017

Si concluderà mercoledì 23 agosto l’attività estiva che la Parrocchia di Leno propone la “Menonera Missionaria” un’attività alla quale stanno partecipando un centinaio di volontari appartenenti alla Commissione Missionaria, gli adolescenti e i gruppi famiglie, gli amici dell’Associazione locale Solidaretè, il Centro Diurno Disabili ed il centro Eureka del Gabbiano di Pontevico, Manuel e Patrizia della Casa Alloggio Monica-Crescini di Leno, il Centro Diurno Disabili Sergio Lana di Ghedi, il Centro Diurno Anfass di Brescia, (la Menonera è anche attività estiva per alcuni C.C.D. della zona). Anche quest’anno stiamo proponendo: angurie, meloni, panini, gelati, cene con la specialità della sera, prodotti equo-solidali, informazione missionaria, si è giocato un torneo di beach-volly, si sono svolte due serate musicali, e sicuramente abbiamo e stiamo vivendo tanti momenti sereni in allegria.

Con dei cartelloni stiamo sensibilizzando sulla più che mai attuale realtà dell’immigrazione. Proprio in questi giorni l’ UNICEF  attraverso una campagna di sensibilizzazione ci informa che nel 2016 oltre 25.000 bambini non accompagnati o separati dalle loro famiglie, hanno rischiato la vita per arrivare in Italia, fuggendo da situazioni disperate di guerra, violenza, povertà. La maggior parte sono stati salvati in mare, dopo un viaggio lungo e pericoloso, che troppo spesso si trasforma in tragedia. E 6.000 di questi bambini sono scappati e diventati irreperibili. Accogliere questi bambini con umanità è la missione dell’UNICEF: presente sulle navi della Guardia Costiera  dove distribuiscono ai bambini beni di prima necessita, supporto psicologico;  la presenza prosegue nei Centri di Accoglienza per fare in modo che i bambini possano imparare l’italiano, andare a scuola e partecipare ad attività ricreative, anche di incontro con i ragazzi locali, per un arricchimento personale e sociale.  Essere presente nelle strade con operatori sociali e mediatori culturali, perché è proprio li che i bambini corrono i maggiori rischi di rimanere vittime di traffici criminali, lavoro minorile e di sfruttamento sessuale. Cercare dove è possibile di ricongiungere i bambini al proprio nucleo famigliare, anche se si trova in altri paesi europei, o occuparsi dell’ adozione per i bambini privi di famiglia.

Il ricavato economico dell’iniziativa andrà a sostegno dei missionari per le loro opere di evangelizzazione, nella pastorale della catechesi e della liturgia, nella promozione umana attraverso corsi di alfabetizzazione, educazione sanitaria, nella formazione professionale. I nostri referenti sono missionari di origine lenese e non. Sacerdoti, religiosi e laici che operano attraverso il Centro Missionario Diocesano, Padri Comboniani e Saveriani, e alcune Associazioni.

É grazie a chi entra ed esce dalla nostra vita, anche attraverso un’esperienza di volontariato estivo come la “Menonera Missionaria”, dove Dio non ci manda le persone che vogliamo, ma fa in modo che le persone di cui abbiamo bisogno incrocino la nostra strada, che diventiamo ciò che siamo destinati ad essere.

Commissione Missionaria – La nostra solidarietà a favore di…

Le iniziative sostenute dalla Commissione Missionaria, hanno come obiettivo l’eliminare alla base le cause di povertà e puntare sulle risorse culturali, sociali ed economiche dei popoli coinvolti.

Le aree di intervento sono:

  • Il sostegno ai missionari nelle loro opere di evangelizzazione;
  • La pastorale nelle forme della catechesi e della liturgia;
  • La promozione umana con le proposte dei corsi di alfabetizzazione, dell’educazione sanitaria e della formazione professionale.

I nostri referenti sono missionari di origine Lenese e non. Nello specifico: sacerdoti, religiosi e laici che operano attraverso il Centro Missionario Diocesano, Padri Saveriani e Comboniani, lo S.V.I. e alcune associazioni.

Nel 2015 abbiamo sostenuto con attività estiva menonera missionari e mercatino di solidarietà natalizia:

  • Padre Eugenio Petrogalli (missionario Lenese in Ghana – Africa);
  • Suor Erminia Petrogalli (missionaria Lenese in Sud Sudan – Africa);
  • Don Roberto Ferranti (missionario Lenese in Rrëshen – Albania);
  • Suor Agata Gressioli (missionaria Lenese in Cile);
  • Sostegno allo studio di un seminarista indigeno;
  • Suor Agnese Bonazza (missionaria in Sudan – Africa);
  • Padre Silvio Turazzi (missionario a Goma nella Repubblica democratica del Congo – Africa);
  • Maestre Pie Venerini per i loro progetti missionari;
  • Pastorale missionaria locale per iniziative di formazione;
  • Sostegno alle attività della Caritas locale;
  • Sostegno alle attività dell’Oratorio San Luigi;
  • Contributo in memoria di un amico scomparso;
  • Contributo anonimo tramite la Parrocchia;
  • Contributo alla Diocesi per il terremoto in Ecuador.

Con le iniziative dell’Associazione Ad Gentes” nel 2015, attraverso  la vendita dei prodotti equo-solidali abbiamo sostenuto:

  • Don Vincenzo e Suor Rosaria per progetto: “Villaggio della speranza” (Tanzania – Africa);
  • Adozioni progetto: “Museke” (Africa);
  • Adozioni a distanza: “Associazioni senza frontiere” (Brasile);
  • Peppo e Adriana Piovanelli per progetto: “Centro del Artes San Nicolas” (Jiigua – Ecuador);
  • Don Roberto Ferranti (missionario Lenese in Rrëshen – Albania);

Ringraziamo quanti partecipando alle nostre iniziative, ci hanno permesso di sostenere i progetti citati.

Ricordiamo che le attività della Commissione Missionaria sono:

  • Sensibilizzazione pastorale e missionaria attuata in Parrocchia (in collaborazione con il Centro Missionario Diocesano) condivisa con il Consiglio Pastorale e con la Commissione Oratorio, con la Commissione Missionaria Zonale (dove vi sono nostri rappresentanti), creando “rete” con altre commissioni e gruppi parrocchiali, con un’apertura alle iniziative sociali del territorio.
  • Menonera missionaria; mercatino di solidarietà; bollettino parrocchiale: “La Badia” attraverso la stesura delle pagine missionarie; divulgazione della stampa missionaria in chiesa.
  • vendita di prodotti equo-solidali presso la sede dell’Associazione “Ad Gentes” in Via Re Desiderio;

Chi fosse interessato a conoscerci e ad unirsi a noi, può contattare
Signora Marisa Pietta al numero: +39 3381901306
Monsignor Giovanni Palamini al numero: +39 030906512

Leggi il menù della Menonera Missionaria.

“Agli amici della Commissione Missionaria di Leno”

Burrel, 16 Novembre 2015

Carissimo don Giovanni,
carissimo don Davide,
amici della Commissione Missionaria
e Volontari della Menonera Missionaria,

vi scrivo queste righe dopo che da due mesi quasi ho ripreso la mia presenza missionaria in una zona periferica della diocesi, ricompattando cosi la presenza missionaria bresciana in questa regione del Mat a maggioranza musulmana insieme a un altro fidei-donum di Brescia (don Gianfranco Cadenelli) e insieme a tre Suore Dorotee anche loro di orgine bresciana e bergamasca. Io in particolare abito in questa città musulmana di nome Burrel dove mai nessun prete, fino ad ora, ha abitato. E’ una sfida davvero per essere segno del Signore Gesù ma è una cosa che ne vale la pensa di essere vissuta e sto cercando di raccontarla attraverso gli articoli che mensilmente compaiono sul sito web dell’oratorio e che don Davide mi ha stimolato a scrivere.

Vi scrivo per dire un nuovo grazie perché avete voluto mettere sulla Badia anche il mio pensiero di gratitudine per quanto ho ricevuto come frutto del vostro impegno per la missione ad-gentes, consapevole che non sono tempi facili ma che nonostante tutto ne vale la pena non chiudersi nei propri bisogni.

Finestra sui Balcani 2015

Vi scrivo anche per una idea che abbiamo maturato pensando a tutta la nostra missione e non solo a me; ovvero quello di offrirvi, in libertà, un progetto realizzabile ben definito e che potrete anche documentare con delle fotografie. Il progetto si articola su due fronti:

– la nostra missione (oltre alla città musulmana di Burrel dove abito e dove celebro in un negozio che abbiamo acquistato e trasformato in sala di incontro-preghiera) si compone di 7 villaggi sulle montagne che raggiungiamo ogni settimana per la catechesi dei bambini…e per poter incontrare i bambini dobbiamo aspettarli all’uscita della scuola perché se vanno a casa (spesso molto lontano) poi non tornerebbero più. Loro con impegno, prendendo una posizione davanti anche ai loro coetanei musulmani, si fermano un’altra ora dopo la scuola con noi per la catechesi. Dato che la fame si fa sentire offriamo a loro una grossa brioche che producono qui, che si chiama “Molto”, proprio per la sua consistenza. La nostra presenza in questi villaggi per questi bambini è la discriminante tra il tutto e il niente, tra il sentire una parola diversa dal solito sulla vita e il rassegnarsi a una quotidianità senza prospettive che aiutano a guardare in alto. La proposta è per cui di sostenere questo nostro andare per la catechesi compiendo km su km ogni settimana e dare ai bambini questo piccolo dono alimentare ogni settimana… una spesa annuale di circa 2.000 euro.

Finestra sui Balcani 2015

–   l’altro fronte riguarda invece una “periferia” della nostra missione; essendo di nuovo in due sacerdoti insieme che si rendono presenti sul territorio, ecco che io ho ripreso una “esplorazione” oltre la nostra missione in villaggi dove fino ad ora non eravamo stati in modo stabile e cosi sono arrivato a un villaggio di nome Patin, sulle montagne, dove vivono alcune famiglie cattoliche. Ci hanno accolto con grande gioia quando siamo andati per la benedizione dei cimiteri per la Commemorazione del 2 Novembre di Tutti i Morti e ci hanno raccontato di come loro, non avendo altre possibilità, quando hanno desiderio di pregare vanno proprio nel luogo dove seppelliscono i morti i cattolici e lì pregano con le preghiere che la tradizione famigliare gli ha insegnato. Abbiamo deciso di dare loro la possibilità una volta al mese di scendere alla nostra Missione di Suc dove abbiamo la Chiesa per la messa e noi di salire ogni tanto per la visita e la preghiera nelle famiglie. Ci hanno però chiesto di poter costruire, vicino al piccolo cimitero cattolico, una piccolissima cappella, segno del loro legame con Dio. Una cosa che vorremmo poter garantire… e che vi chiederemmo di aiutarci a costruire. Sarà una cosa essenziale e semplicissima, ma segno del Dio della Miserciordia anche per coloro che sono lontani e abbandonati. Il progetto di questa piccola cappella si aggira attorno ai 4.000 euro. E potrebbe essere un piccolo dono che facciamo in questo anno giubilare.

Finestra sui Balcani 2015

Vi ringrazio della bontà di avermi letto fino a qui; vi saluto a nome mio e di don Gianfranco… e vi chiedo di poter considerare queste due idee, senza pretese e senza impegno.

Vi assicuro ogni lunedi il mio ricordo nella preghiera nella celebrazione della Santa Messa per i nostri benefattori…

don Roberto