Mese di maggio con i bambini

Prega e colora i misteri del Rosario

Puoi vivere il rosario con i bambini, nel mese di maggio, con una semplice attività che li coinvolga. Proponiamo 5 misteri del Rosario pensati per loro, con una preghiera conclusiva che qui riportiamo. Accanto ad ogni mistero un disegno da colorare (puoi scaricarlo di seguito).

Serviranno due stecche di legno Leggero (o bambù), della carta leggera ma resistente su cui incollare i disegni proposti.

Scegli un giorno della settimana nel quale il Rosario in famiglia sarà guidato dai bambini, utilizza i misteri suggeriti e concludi ciascuna decina con la preghiera riportata sotto ciascun mistero.

Aiuta i bambini a prepararsi alla preghiera costruendo un aquilone: spiega loro il significato del lavoretto che stanno realizzando.

In particolare, il primo mistero ricorderà che è Gesù con la sua croce la base sulla quale possiamo costruire la nostra vita (e l’aquilone). C’è un disegno da colorare (il primo) che ha proprio questo significato.

Ciascuno dei misteri successivi è accompaganto da un disegno da incollare sull’aquilone… Maria può aiutarci a portare in alto la nostra preghiera.

Di settimana in settimana, l’angolo della bellezza, preparato per la preghiera del Rosario potrà essere abbellito dagli aquiloni che i bambini realizzeranno.

Buona preghiera!

Scarica i disegni

I Misteri

  1. Gesù morto e risorto
    Maria, donna della Pasqua, accompagnaci nella vita a riconoscere tutta la luce che Gesù risorto ha messo nelle nostre giornate.
    Non permettere che ci abituiamo al bene che Lui ci dona, educa il nostro cuore allo stupore e alla meraviglia della risurrezione che continua in noi. Amen
  2. Maria, piena di grazia, sarà Madre
    Maria, ricolmata dell’amore di Dio, rendi il nostro cuore aperto, accogliente e capace di ricevere tutta la grandezza della vita di Gesù. Tu che sei diventata madre del Signore, aiutaci a far nascere dai nostri pensieri, parole e scelte la verità del Vangelo, che è sempre novità da vivere e condividere. Amen
  3. Maria condivide la festa di nozze a Cana
    Maria, madre dal cuore capace di far festa, che intuisci anche la nostra tristezza e insoddisfazione, dacci l’umiltà di presentare al tuo Figlio Gesù la nostra stanchezza:
    Lui solo può trasformare l’acqua stanca della fatica, nel vino nuovo della gioia.
    Insegnaci a fare tutto quello che Gesù ci dirà di compiere. Amen
  4. Maria porta sotto la croce il tuo dolore
    Maria, non ti sei fermata e hai portato tutto il tuo dolore e anche il nostro fin sotto la croce. È l’amore che trasforma la fatica in forza, è l’abbraccio della croce che ci apre il cammino della Pasqua. Nei momenti di sofferenza abbiamo bisogno di te che sei Madre di Gesù e madre anche nostra: consolaci con la stessa tenerezza e lo stesso amore. Amen
  5. Maria accolta nella festa del cielo
    Maria, sei la gioia del cielo: gli angeli e i santi fanno festa perché anche tu sei entrata nel cielo per rimanere sempre accanto a noi.
    La festa del cielo, sia la festa anche del nostro cuore perché Dio non ci abbandona e ci accoglie nella sua misericordia: sappiamo di incontrare te con tutti gli amici di Gesù. Amen

Una giornata all’insegna del colore e del divertimento

Proprio i colori, e la voglia di divertirsi, sono stati gli elementi più evidenti della giornata del martedì 5 marzo scorso: ultimo di carnevale.

Fin dal primo pomeriggio, numerose maschere e coloratissimi costumi, hanno affollato il cortile dell’Oratorio, grazie alla bellissima giornata di sole che lasciava intravvedere l’arrivo della tanto attesa primavera. Aggiungi, della musica per i balli di gruppo, dei bravi animatori e animatrici per ravvivare la partecipazione ai momenti di divertimento, delle ottime frittelle e il “gioco è fatto”. Quest’anno, poi, abbiamo visto, anche una partecipazione più responsabile a proposito dell’utilizzo di bombolette e schiume varie.

Abbondanti, come sempre, invece, i coriandoli e le stelle filanti che al termine della giornata, hanno cambiato l’aspetto dell’Oratorio tanto da farlo sembrare un giardino con fiori di mille colori. É proprio vero che a volte basta poco per divertirsi serenamente e far divertire. Una volta conclusasi la festa, un gruppo di organizzati volontari, nel giro di un paio d’ore, aveva già rimesso tutto in ordine. Grazie a quanti si sono resi disponibili per questa opportunità che rende felici piccoli e grandi.

Un educatore.

Una missione che trasmetta a tutti la festa, i colori e i valori del Vangelo

“Una missione che trasmetta a tutti la festa, i colori e i valori del Vangelo”: questo il triplice augurio e insieme l’impegno che il vescovo di Brescia, Pierantonio Tremolada, ha consegnato a partecipanti e organizzatori del primo Festival nazionale della Missione, al via ieri con la messa da lui presieduta.

Dopo che nel pomeriggio erano state inaugurate le tensostrutture allestite nel centralissimo Corso Zanardelli, dove si susseguiranno presentazioni di libri, testimonianze e momenti di animazione, le persone già confluite nel capoluogo lombardo si sono date appuntamento insieme ai fedeli locali nella Chiesa di sant’Alessandro. “Siamo in una parrocchia che festeggia il suo patrono, ma con questo Festival ci apriamo al mondo intero – ha ricordato nell’omelia mons. Tremolada, riferendosi in particolare agli oltre 200 missionari e missionarie, italiani e stranieri, arrivati da vari Paesi del mondo -. Ciò che è locale è immerso in un quadro universale e non deve mai chiudersi altrimenti soffoca. Ma ciò che è universale deve ricordare che non è mai generico: non esiste l’umanità in genere, esiste il volto di ciascuna persona”.

Alla sua prima uscita pubblica dopo l’ingresso ufficiale in Diocesi di domenica scorsa, il nuovo pastore di Brescia ha indicato tre aspetti che non potranno mai mancare nell’azione missionaria. La festa, anzitutto: “Il Vangelo è capace di farci fare festa ed è molto bella, anche se inconsueta, la scelta di organizzare qualcosa che si chiama “Festival della missione”, un’espressione di solito usata per eventi laici. La buona notizia che noi abbiamo da offrire è che è possibile una vita fondamentalmente serena perché proveniamo da un mistero di grazia e questo mistero ci accompagna di giorno in giorno. La missione dunque ha il compito di far sentire la gioia che viene dal Vangelo”.

E poi, ha proseguito il vescovo, la missione deve sapere insegnare la bellezza di essere diversi, la bellezza dei colori: “Certo, la differenza ti impegna a superare la paura, ma poi ti accorgi che la tua ricchezza si moltiplica. La missione oggi ci aiuta a cogliere meglio la bellezza delle diversità, in un tempo, tra l’altro, in cui siamo chiamati a condividerle su territori sempre più ristretti. Una volta i missionari erano coloro che andavano verso i continenti, ed è giusto che continui a essere così; ma oggi dobbiamo anche imparare a vivere la missione mentre gli altri continenti ci vengono in casa”.
Infine, i valori del Vangelo: la giustizia, l’uguaglianza, la solidarietà, la dignità della persona, “per arrivare al vertice: la carità, la comunione piena e il desiderio che tu sia felice anche a costo di rinunciare a qualcosa di mio. Anche questo fanno i missionari: essere in prima fila nell’agire affinché la vita trovi la sua più bella espressione”.
Una traccia, quella offerta da mons. Tremolada, che gli ospiti di questi giorni avranno il compito di approfondire e concretizzare. Con le loro riflessioni ma soprattutto con le loro testimonianze: come è avvenuto nell’intensa serata di ieri, in cui Brescia e l’hinterland hanno vissuto una sorta di “veglia missionaria diffusa”: non un solo luogo in cui confluire tutti, ma piccole veglie di preghiera sparse in 20 luoghi diversi (tra cui quattro monasteri di clausura), animate da altrettante coppie di missionari.