Don Ciro amministratore parrocchiale a Visano

Don Ciro Panigara, attuale curato a Leno, Milzanello e Porzano, è stato nominato amministratore parrocchiale della parrocchia dei Santi Pietro e Paolo in Visano. La parrocchia era guidata dal 2014 da don Roberto Soncina, nuovo parroco di Castenedolo.

Classe 1977 e originario della parrocchia di Ghedi, don Ciro ha svolto i seguenti servizi pastorali: curato a Isorella (2004-2008); curato di Adro (2008-2013); curato di Torbiato (2009-2013); cappellano collaboratore in Poliambulanza (2013-2016); dal 2016 è curato di Leno, Milzanello e Porzano.

É tempo che vi svegliate dal sonno

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Con l’inizio dell’Avvento e del nuovo anno pastorale abbiamo pensato di aprire una nuova sezione sul sito, dedicata alle omelie tratte dalle s. messe tenute nella chiesa parrocchiale. In questa sezione troverete l’omelia solitamente tratta dalla s. messa delle 18:30 della domenica, o eventualmente da altre ritenute significative.
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27 novembre 2016

C’è una frase che riassume bene questa domenica, e anche un po’ tutto il tempo d’avvento: è quella che abbiamo sentito tratta dalla lettera ai romani, quando S. Paolo dice «è tempo che vi svegliate dal sonno».

Degli uomini addormentati ce li ha presentati il Signore nel Vangelo che abbiamo appena sentito. Uomini più che addormentati completamente distratti. Quegli uomini vissuti al tempo di Noè sono così dentro la loro routine quotidiana, normalissima routine quotidiana, mangiare, bere, sposarsi, tutta quella che è la vita normale che anche noi viviamo oggi… Questi uomini non si accorgono che proprio lì accanto a loro c’è questo strano personaggio, Noè, che sta costruendo questa mega barca, questa imbarcazione. Non si sono domandati come mai questa imbarcazione? Sono così disattenti e concentrati solo sulle loro cose che nemmeno si accorgono che il cielo sta cambiando, che si sta riempiendo di nubi minacciose, e che sta per arrivare (ormai era arrivata) tutta quell’acqua del diluvio che stava travolgendo tutto.

Perché non si accorgono questi uomini? Non si sono accorti perché si sono dimenticati di Dio e del Bene, e dice Gesù «non si accorsero di nulla». Questo non accorgersi di nulla, questo torpore, questo sonno, in questo tempo d’Avvento deve scomparire. La Parola di Dio ci dice che dobbiamo stare svegli, vigilati, attenti, pronti. Allora il tempo d’Avvento è un po’ come la sveglia del mattino: quella è odiata, quando suona pochi vogliono svegliarsi, si preferisce stare al caldo, nel letto. Ma proviamo a pensare: se vogliamo vivere una vita di torpore, rimanere cioè nel letto, una vita così ti impedisce non solo di avere un lavoro, ma di avere impegni, relazioni, tutte cose che perderei se non rispondessi a quella sveglia del mattino che ogni giorno suona. Allora il Signore ci dice di stare svegli, di più: ci dice di vegliare. «Vegliate dunque». Addirittura il Signore si paragona a un ladro che viene di notte, accidenti, questo per dire la nostra sveglia continua, la nostra vigilanza continua che dobbiamo avere.

E che cosa vuol dire vegliare? Vegliare non significa che non dobbiamo vivere nella nostra routine quotidiana, anzi… Ognuno si sveglia al mattino, deve andare al lavoro ecc… Ma dobbiamo vivere la nostra realtà con gli occhi ben spalancati ad un qualcosa di nuovo che ogni giorno può venire da Dio, anzi che ogni giorno sicuramente viene da Dio. Essere persone che vegliano significa essere persone che non sono chiuse, sono nel loro presente, nella loro vita, nel loro giro ristretto… vegliare vuol dire spalancare occhi e cuore, e accorgersi che la storia che ci circonda, anche quando non ci sembra, ci parla di Dio, che ha qualcosa da dirci e da donarci.

Il cristiano è uno che sogna sempre più in grande di tutti.

Una cosa che vogliamo allora chiedere a Dio in questo Avvento che ci prepara al Natale è proprio quella di non farci seppellire da troppe distrazioni, che sono tante, anche a messa ci si distrae subito… Allora viviamo un Avvento meno da distratti; potrebbe essere un bell’impegno: l’Avvento è un mese, vola via! Altrimenti facciamo come quelli che giravano intorno a Noè: nemmeno si accorgevano che lui c’era e quello che stava succedendo.

Accorgiamoci che Dio opera nella storia, nella nostra piccola storia personale e nella storia di tutti, ogni giorno. E chiediamoci in questo Avvento: Signore, io voglio vegliare, voglio stare sveglio in questo Avvento, però Tu aiutami a capire cosa vuoi da me oggi, cosa posso fare per stare sveglio, per stare attento, perché non mi capiti come un ladro di notte, perché io possa essere pronto. L’immagine di quelle due donne, una che viene tolta, l’altra che rimane, è un’immagine molto semplice. Noi vogliamo essere quella donna che viene presa e portata via dal proprio lavoro, perché quella donna era attenta ai segni dei tempi e attenta alla Parola di Dio. Siccome noi siamo fatti per il cielo, non per la terra, quella donna è stata portata con il Signore. Allora Signore io voglio stare dalla tua parte, però Tu aiutami, dimmi cosa devo fare in questo Avvento, per me, per la mia famiglia, per le persone che in ogni giorno incontro sul mio cammino.

Camminerò per e con ciascuno di voi

Grazie. Può sembrare strano, vero, iniziare ringraziando, sono appena arrivato, nemmeno vi conosco; ma è il sentimento principale che porto nel cuore quest’oggi mentre inizio, su incarico del Vescovo, questa mia nuova esperienza pastorale, in mezzo a voi.

Sono felice di essere qui con voi, davvero.

Assemblea parrocchiale e ingresso don Ciro - 10 di 43

Un molteplice grazie sale a Dio oggi, innanzitutto perché fidandosi di me mi ha mandato qui da voi; spero di avere l’umiltà necessaria per poter essere a suo e a vostro servizio, in questo senso vi chiedo: pregate per me.  Un grazie alle comunità di origine e servizio che mi hanno accompagnato fino ad ora: vedo gli amici di Ghedi, di Esenta, di Lonato, ero seminarista a quel tempo, di Cogozzo Val Trompia, dove ho prestato il servizio da diacono, gli amici di Isorella qui davanti, qualcuno dalla Poliambulanza e figuriamoci se non mancava il gruppo numerosissimo di Adro, con tanto di amministrazione comunale al completo, sono nascosti ma ci sono. Vedervi qui per essere partecipi a questa Eucaristia è davvero segno che ci siete stati e che ci sarebbe sempre nel Signore; non immaginate nemmeno quanto questo sia importante per me, grazie, vi voglio bene.

Assemblea parrocchiale e ingresso don Ciro - 39 di 43

Grazie ai sacerdoti di Leno e devo dire, soprattutto a Monsignore, che in queste settimane ha fatto di tutto per ben accogliermi. Un grazie a Padre Stefano, che rappresenta i Padri Carmelitani del Santuario della Madonna della Neve. Cosa volere di più, davvero nulla.

Vi lascio un segno, simbolo, a cui sono particolarmente legato e vuole esprimere la mia stessa amicizia nei vostri confronti: alcune melagrane. Sapete che il frutto nasconde tantissimi semi, stretti tra di loro, dolci; il frutto del melograno anticamente era il segno della Chiesa, che accoglieva a sé i fedeli. I pittori, poi, spesso mettevano proprio la melagrana in mano a Gesù Bambino, quale simbolo della nuova vita donata all’umanità. In effetti la melagrana deve essere aperta, squartata per far uscire i suoi semi e distribuire la sua dolcezza; e visto che il prete, secondo la teologia, è un altro Cristo, sappiate che volentieri io camminerò per e con ciascuno di voi, per portare la notizia sempre nuova e affascinante di Gesù.

Assemblea parrocchiale e ingresso don Ciro - 18 di 43

Cari lenesi vi chiedo solo un favore, in Diocesi avete la fama di essere una bella comunità; fatemi assaporare con la vostra presenza questa bellezza che sicuramente, dal Vangelo, anche voi avete imparato a conoscere e ad incontrare.

Voi contate davvero sulla mia preghiera e sulla mia presenza… buon Anno Pastorale, grazie e buon cammino.

don Ciro

Sì cammineremo insieme

Una volta ordinati sacerdoti per l’imposizione delle mani del Vescovo, noi preti attendiamo con trepidazione l’assegnazione della Parrocchia in cui prestare il proprio servizio pastorale. Mi ritrovo già al mio quarto incarico, ma la voglia di ricominciare è tanta come quella che avevo da pretino novello, e la curiosità del “nuovo” mi spinge ancor di più a volermi mettere in gioco. Ed eccomi qui cari parrocchiani di Leno, Milzanello e Porzano! Il mio saluto va innanzitutto alle famiglie di queste comunità parrocchiali, poiché la mia nuova avventura sarà soprattutto con loro e per loro. Devo essere sincero: non mi piacciono le grandi presentazioni ufficiali, quindi perdonatemi la stringata presentazione personale; ci vedremo più che volentieri faccia a faccia e spero cuore a cuore, per conoscerci e camminare insieme. Ciro: un nome dal sapore meridionale ma che affonda le sue radici profondamente bresciane nella Bassa; sono di Ghedi, ho 39 anni e ho lavorato come elettricista. Dopo la “scossa” che il Signore mi ha lanciato, sono entrato nel nostro Seminario Diocesano. Compiuti gli studi ho prestato il servizio come diacono a Cogozzo di Villa Carcina, e poi come curato a Isorella, parrocchia che per le sue dimensioni e per la carenza di sacerdoti non ha più avuto il curato all’Oratorio. Il Vescovo mi ha poi proposto un’altra comunità, in Franciacorta, ad Adro per la precisione. Infine ho avuto la grazia di poter passare tre anni come cappellano presso la Poliambulanza. Esperienza quest’ultima molto profonda che, non mi vergogno a dirlo, mi ha fatto maturare molto, incontrando nei malati il volto di Cristo sofferente.

Dopo questi poco più di dodici anni di sacerdozio, senza timore e a voce alta posso dire quanto sia bello essere prete, quanto davvero valga la pena di essere di Cristo e di testimoniarlo in tutte le occasioni di incontro che oggi il mondo ci offre. Ne sono profondamente convinto, Lui si presenta personalmente nei sacramenti, in chi incontriamo e ci accompagna in ogni sguardo che incrociamo (e sa dirci e darci qualcosa!), ed è presente in ogni attività che compiamo per la costruzione del Regno. Se questo è vero, figuriamoci nella vita di una comunità parrocchiale! Io mi sforzerò in ogni modo perché Gesù sia amato anche nelle più piccole attività e realtà quotidiane; porterò quel Gesù che ho incontrato in primis alle famiglie poiché sarà il mio incarico particolare, ma ogni occasione mi auguro sia buona per poterci sforzare a vivere al meglio il Vangelo. In questi giorni ho ricevuto telefonate di alcuni sacerdoti e persone che mi dicono essere una bella realtà quella di Leno, Porzano e Milzanello: sono certo che queste parole le saprete tramutare in fatti concreti! Abbiate soltanto pazienza con me e datemi un poco di tempo per ambientarmi. Ho anche incontrato prima Monsignor Abate e tutti i sacerdoti della parrocchia: desidero ringraziarli per l’accoglienza sincera e la fraternità che fin dalle “prime battute” mi hanno già fatto respirare. Grazie quindi per come già, voi tutti mi state accogliendo; alle persone che nei miei anni di sacerdozio ho avuto la grazia di incontrare, e che in questa nuova avventura, sono presenti ancora, con la loro presenza e la loro preghiera. In questo breve tempo che ci separa ci ricordiamo allora proprio nella preghiera; tra poco inizieremo insieme un nuovo anno pastorale. Sarà bello nella misura in cui ognuno di noi vorrà lavorare per fare la sua parte per incontrare e fare incontrare agli altri Colui che è la ragione dei nostri giorni, Colui che è la nostra speranza, il Signore Gesù. A presto!

Don Ciro

Don Ciro

S.E. il Vescovo Luciano Monari ha nominato don Ciro Panigara nuovo curato a Leno.

Don Ciro Panigara

Classe 1977, don Ciro è stato ordinato nel giugno del 2004. É stato vicario parrocchiale a Isorella (2004-2008), ad Adro (2008-2013) e a Torbiato (2009-2013). Il suo ultimo incarico era di cappellano  presso l’Ospedale Poliambulanza di Brescia, dal 2013.

L’ingresso nella nostra comunità sarà Domenica 23 ottobre.