Cresciuto in Oratorio… a Venezia!

Gratuite
Costanti nel tempo
Sintetiche

così don Samuele Marelli, responsabile Odielle, nella conferenza per la presentazione di “CRESCIUTO IN ORATORIO” alla 74 Edizione del Cinema di Venezia, ha definito le relazioni che si instaurano in oratorio, tenutasi nell’accogliente Sala Tropicana 1 dell’Hotel Excelsior al Lido di Venezia, presenti Giacomo Poretti e Davide Van De Sfroos.

L’iniziativa tende a rivedere lo stereotipo dell’oratorio, non più “luogo di sfigati” o “riserva di caccia” ma “luogo dove si accoglie la sfida educativa”, dove si “attua un sistema educativo aperto formale ed informale”, dove “vi è la coscienza della bellezza e del bene”, e, soprattutto “è una realtà reale e non virtuale”, in cui tutti “possono sperimentarsi” ed in cui viene “gettato un seme”.

Premiazione di “Cresciuto in Oratorio” al Festival di Venezia

Così, in sintesi, si dicono d’accordo sia Giacomo Poretti sia Davide Van De Sfroos, anche le se motivazioni che li hanno spinti a promuovere l’iniziativa sono diverse: Giacomo ha sperimentato la vita dell’oratorio mentre Davide non ne ha avuto modo e simpaticamente ha aderito “per vendetta”.

Perchè il Festival del Cinema di Venezia? Perchè il palco di San Siro? Perchè quello che tu dai (ai ragazzi) in termini di opportunità e di possibilità ti viene reso in modo esponenziale, ti dà una carica,un’energia ed un’emozione che difficilmente trovi.
E questa carica e questa emozione noi l’abbiamo vissuta partecipando alla conferenza stampa che si è tenuta giovedì 7 Settembre, per assistere alla proiezione del documentario, in cui risaltavano i video di Stefano e Luca, scelti da Giacomo Poretti fra i tanti filmati pervenuti da tutti gli oratorio lombardi che hanno aderito all’iniziativa.

Laura, Luisa, Giovanni Battista

Guarda le immagini:

74 Mostra del Cinema di Venezia – Cresciuto in Oratorio

Gli oratori della Lombardia alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia

I 2.307 oratori della Lombardia sono stati protagonisti al Lido di Venezia nei giorni della 74° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica con il cinema di Giacomo Poretti e la musica di Davide Van De Sfroos. L’evento “Cresciuto in oratorio” ha avuto luogo nello spazio della Fondazione Ente dello Spettacolo presso l’hotel Excelsior, a conclusione della campagna omonima. Oltre a Poretti e Van De Sfroos, erano presenti il Presidente di FEdS (Fondazione Ente dello Spettacolo) mons. Davide Milani, il coordinatore di Odielle (Oratori diocesi lombarde) don Samuele Marelli, presentati dal giornalista e conduttore di Rai3, Massimo Bernardini.

Durante l’evento è stato proiettato in anteprima il cortometraggio sugli oratori realizzato da Giacomo Poretti con le immagini che gli sono state inviate da 72 ragazzi lombardi, che hanno voluto raccontare in video la propria storia di oratorio.

«Ho aderito all’iniziativa – ha detto Poretti – perché l’oratorio è stato tra le più belle esperienze della mia vita, era davvero un luogo speciale che mi ha accolto dai 6 ai 13 anni». In oratorio è nata anche la sua passione per la recitazione: «In Lombardia – ha ricordato – ci sono più di 2.300 oratori, più della metà ha una sala cinema o teatro. I miei colleghi Aldo e Giovanni hanno frequentato l’oratorio di Sant’Andrea a Milano e in quel teatrino si sono fatti suggestionare dalla recitazione. Io, da bambino in provincia di Milano, ho incontrato don Giancarlo: amava più il teatro dei Santi e devo a lui l’input per la mia professione. Ogni anno allestiva uno spettacolo con la compagnia dialettale del paese. Sport, teatro, musica sono incontri e semi che nascono in oratorio. Molti ragazzi vedono una sala teatrale solo se vanno in oratorio e lì hanno la possibilità di sperimentarsi». Commentando il filmato realizzato con i 70 contributi degli oratori, ha detto: «Definire qualcosa “oratoriana” allude alla mancanza di professionalità e a ingenuità, ma è l’aspetto forse più bello che ho rilevato nei filmati. Tutti i 70 e più video dicono la stessa cosa: l’amore, l’adesione e l’appartenenza al proprio oratorio». Una passione che vale, ha aggiunto, «oggi più dei miei tempi, quando l’oratorio era l’unico posto dove andare: adesso il mondo è cambiato e le famiglie prediligono iscrivere figli a decine di corsi, hanno un’agenda incredibile. I genitori impazziscono per l’inglese: all’asilo fanno il corso di inglese, alle elementari il corso di inglese, alle medie il corso di inglese, le vacanze in Inghilterra. Ma l’inglese non è una panacea… anche Trump sa l’inglese, eppure…», ha concluso sorridendo.

Davide Van De Sfroos ha invitato le band degli oratori a fargli sentire la loro musica. In 70 hanno raccolto l’invito. Tra loro, il cantautore ha scelto 3 gruppi che hanno aperto il suo concerto allo stadio di San Siro lo scorso 9 giugno. A Venezia è stato proiettato il video backstage di questa giornata storica per le tre band: “Watt”, “Nuovo Corso Café” e “Neverending”.

«Abbiamo messo una freccia nell’arco della campagna, per farla andare più lontana – ha detto Van De Sfroos –. La patina del “gruppetto dell’oratorio” è il nuovo trasgressivo, che deve lottare contro un fiume di luoghi comuni e magari scontrarsi contro trasgressioni finte». Il cantautore ha vissuto l’oratorio di riflesso: «Per me – ha raccontato – l’oratorio è un non luogo, non l’ho frequentato, ma i miei 3 figli sì, in modo totale ed entusiastico. Rientro in oratorio a 52 anni con questa esperienza». L’esperienza di San Siro, ha aggiunto, è stata emozionante: «Dopo che le tre band degli oratori hanno cantato, mi hanno ringraziato e vedendo i loro occhi mi è venuto un nodo in gola. Mi hanno dato loro l’energia che mi ha fatto cantare, subito dopo, per tre ore».

I video di Cresciuto in Oratorio proiettati a Venezia!

Giovedì 7 settembre alle ore 15.00 presso la Sala Tropicana 1 dell’Hotel Excelsior nello spazio della Fondazione Ente dello Spettacolo verrà proiettato in anteprima il cortometraggio realizzato da Giacomo Poretti con i filmati provenienti da 72 oratori della Lombardia che hanno aderito alla campagna “Cresciuto in oratorio”, promossa da Odielle (Oratori della Lombardia) e Regione Lombardia. Saranno presenti, oltre a Poretti, anche don Samuele Marelli, direttore di Odielle, e il cantautore Davide Van De Sfroos che canterà dal vivo due brani.

Tra i filmati selezionati da Giacomo Poretti ce ne sono anche due realizzati dai ragazzi del nostro Oratorio!

Stefano – Cresciuto in Oratorio

Luca – Cresciuto in Oratorio

Cineforum San Luigi

Appassionato di cinema o semplicemente curioso? Sei nel posto giusto!

Sta per cominciare il cineforum organizzato dai ragazzi del gruppo comunicazione e non puoi assolutamente mancare.

Le proiezioni inizieranno alle ore 20:30 e saranno seguite da un dibattito sul film (in caso il film fosse di lunga durata potremmo anticipare l’orario della proiezione). La nostra speranza è che la visione del film possa portare ad una discussione partecipata ed interessante.

Di seguito potete trovare le schede dei film che compongono questo cineforum:

La partecipazione è gratuita, chiediamo un’iscrizione per motivi organizzativi. É sufficiente inviare una mail all’indirizzo info@oratorioleno.it o lasciare il proprio nome ed un recapito telefonico al bar dell’Oratorio.

Per qualsiasi curiosità o informazione potete inviarci un messaggio tramite il modulo nella pagina Contatti.

Cosa aspettate ad iscrivervi?

Colloqui coi genitori – Vigilare su figli

Uno dei doveri fondamentali dei genitori è la vigilanza sui figli. Compito non facile, riconosciamolo subito, in quanto suppone che i genitori sappiano vigilare prima su stessi. L’esempio, lo abbiamo visto nella nota precedente, è il più eloquente degli educatori. I genitori devono vedere tutto, senza parere, e intervenire al momento opportuno. Sorvegliando attentamente i propri figli innanzitutto è possibile prevenire moltissime mancanze. Quante tristi esperienze si potrebbero, evitare se i giovani non venissero lasciati troppo di frequente senza alcun controllo nelle letture, quando si divertono in casa e fuori, quando sono con gli amici!

Ogni qualvolta poi si debba intervenire perché sono state commesse delle mancanze, lo si faccia per persuadere e incoraggiare, e non per mettere timore. Intervenire per reprimere è creare degli ipocriti e dei ribelli. Dal modo di intervenire, ricordiamolo sempre, dipenderanno i rapporti fra genitori e figli per tutta la vita. Il nostro intervento perciò non deve far venire meno il rispetto, la riconoscenza, l’amore imperituro dei nostri figli. Ricordiamo pure che on basterà un solo intervento per stabilire la normalità.
Chi deve vigilare? Tutti e due i genitori. Il padre, e questo capita assai di frequente, non scarichi la responsabilità sulla madre.

Molte sono le cose sulle quali i genitori devono vigilare. Esaminiamo oggi un argomento che richiede una particolare attenzione: il cinema e la televisione. Meriterebbero da soli un lungo discorso per il carattere contagioso che hanno assunto da alcuni anni, potendo costituire nella società un prevalente veicolo di maleducazione; un sottile, veleno di cui sono vittime specialmente i ragazzi ed i giovani. Davanti a troppi spettacoli si genera in essi un pericoloso squilibrio, gravido di funeste conseguenze fisiche, intellettuali e morali.
Le nuove generazioni non possono fare a meno del cinema e della televisione. In una recente inchiesta svolta fra un centinaio di ragazzi di Leno, dai 9 ai 12 anni, è risultato che l’85 per cento si reca al cinema una o due volte alla settimana, e coloro che seguono la televisione, quasi ogni giorno, sono l’89 per cento. Nulla di male se si recassero al cinema in ambienti appositi dove, di solito, vengono proiettate pellicole adatte ai ragazzi, in ora opportuna e solo per loro; oppure si limitassero a seguire alla televisione i programmi che ogni pomeriggio vengono trasmessi per i ragazzi.

Ciò che preoccupa è il constatare (riferisco ancora i risultati dell’inchiesta sopra citata) che il 41 per cento dei ragazzi interrogati hanno dichiarato di recarsi al cinema quasi sempre da soli, per vedere pellicole che non sono riservate a loro e il 53 per cento, di seguire alla televisione i programmi degli adulti ogni sera, quasi sempre in luoghi pubblici e, in non pochi casi, fino ad ora tarda. Come si vede, in generale, si permette con troppa tranquillità che i ragazzi vedano cinema e televisione.

«Bisogna che si abitui, in fin dei conti. Non potrà stare sempre attaccato alle gonnelle materne! E’ meglio abituarli subito, una volta che domani dovranno fare da sé!». Ecco, d’altra parte, come la pensano i genitori. Perché allora non lasciamo mangiare ai nostri figli quello che vogliono, quando vogliono e come vogliono? Si rovinerebbero la salute! si risponde.

E la salute dello spirito forse conta meno di quella del corpo? Forse non siamo del tutto convinti dei pericoli cui vanno incontro i ragazzi recandosi in ambienti pubblici dove vengono dati spettacoli non adatti a loro.
Ricordiamoci dei discorsi che sentiamo anche noi quando ci rechiamo in certi ambienti; delle scene poco edificanti cui si assiste davanti o vicino a noi; dei sottintesi e dei commenti salaci che vengono fatti allo spettacolo. Certe scene poi di crudo realismo, che possono lasciare indifferenti noi adulti, nel ragazzo invece, anche se per il momento non possono ancora portare alcun turbamento nella sua anima ignara, gli si imprimono profondamente nella memoria e, siamone certi, torneranno colorite da una forza irresistibile nel momento del pericolo morale.

Non vi pare che certi spettacoli sguaiati, scandalosi, scurrili sono per le tenere anime altrettanti traumi che non si cicatrizzeranno più? E poi ci lamentiamo e non sappiamo, spiegarci che a una certa età i nostri figli siano svagati, distratti, irascibili. Perché meravigliarci che sulla loro bocca ci sia un frasario da indiani; ripetano, in ogni momento della giornata, gesti e versi che ci esasperano? L’opera vigilatrice dei genitori in questo campo è più che necessaria. Facciamo pure vedere cinema e televisione una o più volte la settimana. Sarebbe ottima norma però che vi fosse al loro fianco la mamma o il babbo, per mitigare l’impressione delle sequenze crude, pronti a spiegare con limpida parola il passaggio oscuro, che può prestarsi a equivoca interpretazione.

Se non è possibile accompagnarli, e questo capita spesso, si mandino al cinema e alla televisione da soli, ma solamente in ambienti sicuri, dove possano seguire spettacoli adatti alla loro età. Al ritorno in casa non dimentichiamo di farci ripetere quanto hanno visto; discutiamo insieme lo spettacolo, approvando ciò che vi è stato di positivo e condannando quanto c’è stato di negativo. In tale modo, non solo si neutralizzano le tossine velenose, ma è possibile avere spunti per chiarimenti ben precisi su un piano educativo e morale. Aiuteremo così i nostri ragazzi a conquistare idee giuste e vere, formeremo nel loro cuore e nella loro mente il germe dell’uomo di domani. Li prepareremo ad affrontare e a saper superare altri pericoli che incontreranno nella vita. Se veramente ci preoccupiamo dell’educazione dei nostri figli non possiamo trascurare questo nostro compito. Basta volerlo e sacrificarsi un po’.

Leonense (un papà)