Dalla mia eternità cadono segni

Il tempo che stiamo vivendo è ricco di possibilità e di bellezza. Me lo ripeto con gioia crescente mentre stiamo concludendo le attività estive e già buttiamo un pensiero al prossimo anno pastorale che si apre carico di attese e di iniziative. È un tempo buono, dove il Padre è all’opera – in maniera molto più profonda e incisiva di quanto, a volte, ci è possibile intuire – e dentro il quale chiama anche noi a seminare, a coltivare, a raccogliere. I segni della sua presenza e della sua azione sono, a volte, proprio davanti ai nostri occhi spesso incapaci di riconoscerli, oppure ancora nascosti e in attesa sotto uno strato di terra, ma pronti a rivelarsi e a sorprenderci con i loro frutti quando meno ce lo aspetteremmo. Questo per dire che non è tutto facile, chiaro e immediato – e nessuno ci ha mai assicurato che lo sarebbe stato. Ma è tutto incredibilmente vero, bello e prezioso; tutto è amato da Colui che eternamente ama, ci ama. Mi piace ripartire così, quasi stropicciandomi gli occhi stanchi e annoiati, perché si lascino illuminare e entusiasmare dalla benedetta realtà che forma il nostro vivere.

“Giovani, fede e discernimento vocazionale”. Il tema per la prossima Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi, convocata per l’ottobre 2018, traccia le coordinate essenziali per un itinerario ecclesiale che si preannuncia di assoluto interesse e attualità anche per le nostre comunità cristiane.
È un itinerario che – come Chiesa bresciana – desideriamo condividere e fare nostro, perché diventi una delle linee prospettiche che orientano il cammino oratoriano
dei prossimi anni e ci aiuti a muoverci insieme, e insieme ricercare alcune ulteriori possibilità per continuare ad annunciare e testimoniare il Vangelo nel nostro tempo. Il titolo del cammino sinodale accosta infatti tre termini – giovani, fede, discernimento vocazionale – che costituiscono una sfida e nello stesso tempo una opportunità che ci sembra importante cogliere al volo. L’intenzione che sta all’origine e anima questa iniziativa di approfondimento ecclesiale riguarda infatti la missione propria della chiesa, espressa dal Documento preparatorio con queste parole: “la Chiesa ha deciso di interrogarsi su come accompagnare i giovani a riconoscere e accogliere la chiamata all’amore e alla vita in pienezza, e anche di chiedere ai giovani stessi di aiutarla a identificare le modalità oggi più efficaci per annunciare la Buona Notizia. Attraverso i giovani, la Chiesa potrà percepire la voce del Signore che risuona anche oggi”. Anche solo da questo breve enunciato possiamo cogliere alcune preziose e utili indicazioni operative.

Come già espresso nel titolo è innanzitutto evidente la scelta di legare insieme pastorale giovanile e vocazionale. Nel documento si parla infatti di “pastorale giovanile vocazionale”. Questa reciproca inclusione, pur nella consapevolezza delle differenze, è una prospettiva che – a livello diocesano – abbiamo fatto nostra già da qualche tempo, proprio perché diventi una delle caratteristiche che distinguono e qualificano l’opera educativa nei confronti delle giovani generazioni e, in modo ancor più specifico, il rapporto pastorale con il mondo giovanile. In secondo luogo si esprime con forza il desiderio di andare incontro ai giovani per accompagnare in modo significativo le loro scelte di vita e prendersi cura del loro percorso di fede. Tutto ciò – come ben sappiamo – non è assolutamente di facile e immediata realizzazione. Non poche sono infatti le difficoltà di incontro e dialogo, serio e continuativo, con un mondo giovanile che ci sembra sempre più sfuggente e indefinito. Si tratta dunque di avviare un “movimento di uscita” capace di incrociare le attese, i desideri, i bisogni e tutto il vissuto dei giovani, così profondamente segnato dalla elevata complessità e dai rapidi mutamenti del nostro contesto culturale. Per il prossimo anno pastorale proviamo, semplicemente ma non banalmente, a metterci in ascolto. Scegliamo l’ascolto come modalità di essere “chiesa in uscita”. L’ascolto è già fondamentalmente un atteggiamento di uscita da se stessi per lasciare spazio e prestare attenzione a ciò che è altro da sé.

Il “mettersi in ascolto” ci sembra infatti una modalità e uno stile intelligente e possibile di “uscire”, per incontrare, comprendere e accogliere il mondo giovanile. Ascoltare
ci aiuta, forse, anche ad operare un necessario cambio di prospettiva: da uno sguardo un po’ risentito e sfiduciato sui giovani (…perché non vengono alla messa, non partecipano alle iniziative, non fanno scelte sempre coerenti con la fede…), a uno sguardo più contemplativo e profondo, che ne coglie la bellezza e il valore, che pazienta, perdona, ama. “Accompagnare i giovani – precisa il documento in preparazione al Sinodo – richiede di uscire dai propri schemi preconfezionati, incontrandoli lì dove sono, adeguandosi ai loro tempi e ai loro ritmi; significa anche prenderli sul serio nella loro fatica a decifrare la realtà in cui vivono e a trasformare un annuncio ricevuto in gesti e parole, nello sforzo quotidiano di costruire la propria storia e nella ricerca più o meno consapevole di un senso per le loro vite.”. Non si tratta di somministrare questionari, ma di farsi vicino, di accostare e accompagnare con discrezione, andando oltre lo steccato dei nostri pensieri, delle nostre sicurezze e ragioni, per stabilire un dialogo sincero e un rapporto di reciproca fiducia, per ricercare insieme il senso autentico dell’esistere e, in esso, del credere, dello sperare, dell’amare.

“Mettersi in ascolto”, come Chiesa, significa anche farci continuamente più attenti e disponibili ai segni della presenza del Padre dentro la realtà che viviamo, per riconoscere e discernere la sua voce e i suoi inviti, così che le nostre scelte e le nostre azioni siano sempre più conformi alla sua volontà. È una paziente e fiduciosa ricerca dell’opera di Dio, un discernimento comunitario di ciò che lo Spirito opera, suscita e chiede. Questo potrà significare e comportare l’avvio di una verifica seria e serena sulla qualità della nostra azione pastorale e, in particolare sul nostro sentire e agire l’annuncio della fede ai giovani, ma è una fatica alla quale ci sottoponiamo volentieri, perché all’annuncio della fede ai giovani e al loro accompagnamento non possiamo proprio rinunciare. Anzi è proprio al mondo giovanile che volgiamo con fiducia e speranza il nostro sguardo, consapevoli che possono essere essi stessi i protagonisti più autorevoli e efficaci dell’annuncio e della testimonianza di fede ai loro coetanei. I giovani stessi sono, per le nostre comunità cristiane e i nostri oratori, la risorsa più bella e gli alleati più validi per far incontrare Dio agli altri giovani.

Per favorire alcune occasioni di incontro e ascolto dei giovani – e possibilmente di tutti i giovani, anche di quelli che non frequentano abitualmente i nostri ambienti e itinerari – mettiamo a disposizione degli oratori, dei gruppi e delle associazioni un semplice strumento che abbiamo chiamato listeners’ corner. Si tratta di una simpatica proposta – gestita e animata da un gruppo di giovani stessi – per interagire con altri giovani attorno ad alcune specifiche questioni. L’iniziativa – presentata dettagliatamente da un apposito volantino illustrativo – è strutturata in diverse fasi con l’obiettivo essenziale di creare delle concrete occasioni di ascolto, di esposizione (metterci la faccia), ma anche di rilettura e di comprensione di quanto emerge dall’ascolto. In questo modo tentiamo di sentirci coinvolti e partecipi, anche a livello locale, di quanto la Chiesa, con il Sinodo dei Vescovi, vivrà in forma universale.
Accanto a questa specifica proposta sarà importante continuare a coltivare una sensibilità, già per altro ben presente, per la vita e la vocazione di ogni giovane. Nella proposta degli itinerari formativi, delle iniziative annuali e estive (campi, pellegrinaggi, esperienze di missione e carità…), come in ogni occasione di incontro e dialogo personale l’attenzione alla dimensione vocazionale della vita può costituire un preciso e chiaro riferimento e criterio orientativo per tutta la pastorale giovanile. In questo contesto – in modo particolare e specifico per i presbiteri – la cura all’accompagnamento personale, la disponibilità alla confessione, al discernimento e alla direzione spirituale divengono aspetti di primaria importanza per consolidare tutta l’opera di annuncio del Vangelo.

Come ogni anno il lavoro e l’entusiasmo per portarlo avanti non ci mancano. In quest’opera ci sentiamo e ci poniamo, il più possibile, in comunione con il Padre e tra di noi, per poter realmente camminare insieme. Ci aiuterà sicuramente il Vescovo Pierantonio che, con tanta gioia e simpatia, accogliamo come un dono del Cielo e
una guida sicura per la nostra diocesi.

di Giovanni Milesi

Resoconto attività del centro d’ascolto 2017

In questi primi sei mesi del 2017 molte persone sono passate dal Centro d’ascolto di via Viganovo, 5, al martedì e venerdì pomeriggio dalle 14,30 alle 17. Alcune sono “storiche”, perché hanno cominciato a venire da quando, nel 2015, il Centro è stato aperto e la loro situazione non è ancora cambiata; altre si sono aggiunte sia nel 2016 sia in questi primi sei mesi, e non solo straniere. Sono sempre di più gli italiani in difficoltà che si rivolgono alla Caritas, ciascuno con il proprio peso fatto di precarietà, perdita del lavoro, ricerca del lavoro, bollette da pagare, la sfratto incombente…

Ascoltare, sostenere questi fratelli nella richiesta di rateizzare le loro bollette di luce, acqua e gas, consultare il “Bollettino Informalavoro” alla ricerca di indirizzi cui inviare il  curriculum e la candidatura a quel particolare lavoro, pagare in tutto o in parte le bollette, cooperare con gli uffici dei Servizi Sociali: questa in sintesi la maggior parte delle attività che il Centro di Ascolto ha svolto in questi mesi. La preoccupazione di trovare i fondi per soddisfare le esigenze che si presentano ci ha indotto a mettere in atto iniziative di autofinaziamento per incrementare i fondi parrocchiali e la generosità di chi fa offerte in denaro per le attività caritative.

Così sono nate, in particolare, due proposte:

  • la domenica 5 marzo, sono state distribuite ad offerta libera, sul sagrato della chiesa, le piante fiorite e la mimosa;
  • nel mese di maggio è stata organizzata con l’azienda Imperial life una serata di presentazione dei loro prodotti (“sistema letto”) per ottenere il contributo che la stessa offre in cambio dell’ospitalità ricevuta.

Ci si è avvalsi, infine, del contributo semestrale della Caritas diocesana chiamato briciole lucenti: un rimborso al 50% delle spese sostenute per bollette e quant’altro. Briciole, appunto, anche perché la Caritas diocesana ha dei paletti ben precisi: oltre a  contribuire per un importo totale fino a € 5000,00, considera solo le richieste delle famiglie con figli a carico. Le 30 domande presentate per il primo semestre hanno sforato l’importo-limite e riguardano anche persone singole o famiglie senza figli. Ma… anche loro sono nel bisogno e noi del Centro d’ascolto abbiamo ugualmente teso la mano! L’importo medio per ciascuna Briciola è stato di €200 circa con punte al ribasso (€ 45) e al rialzo (€ 542). Rispetto al 2^ semestre del 2016 ci sono state 9 richieste d’aiuto in più per un importo maggiorato di € 1700.

Un ulteriore settore di intervento è stato rappresentato dall’erogazione, ad alcune famiglie, del Microcredito; questa è una forma di sostegno economico che consente alle famiglie di ottenere dalla banca un credito fino a € 3000,00 da restituire con piccole rate a un tasso irrisorio; condizione imprescindibile per la richiesta è che il richiedente abbia o un lavoro o un introito mensile fisso a garanzia, appunto, della possibilità di pagare le rate. É un cuore pulsante, il Centro di Ascolto! Ed ora ci si prepara, come da pubblicità presente in questo numero della Badia, a vivere, nei giorni 18-19-20 agosto, le Giornate della solidarietà, la festa della Caritas, per stare insieme, divertirsi e conoscere meglio le attività e le possibilità del volontariato CaritasLa partecipazione è una risorsa e lo scambio reciproco, di collaborazione e informazione, la strada per meglio operare a favore dei fratelli nel bisogno.

Mission is possible

Dei festival diffusi ormai in tante città italiane quello di Brescia avrà l’orizzonte aperto, il clima festoso, declinato in una pluralità di linguaggi e di format: dalle conferenze agli incontri con autori, dai concerti alle mostre, dagli spettacoli di strada ai momenti di riflessione. Ma sarà un festival nuovo, dove  i riflettori saranno puntati sulla missione e su i suoi protagonisti: uomini e donne, religiosi e laici che, anche nel XXI secolo, decidono di lasciare tutto per annunciare il Vangelo in quelle che una volta si chiamavano “terre lontane” e che oggi includono, come insegna Papa Francesco, le periferie accanto a casa nostra. Il progetto è frutto della sinergia fra più promotori: la Conferenza degli Istituti missionari ad gentes (dai comboniani ai Padri dei Pime, dai Padri della Consolata, dai Padri e Suore Saveriane…); la Conferenza Episcopale Italiana, attraverso la Fondazione Missio; la Diocesi di Brescia. Un tratto distintivo del Festival della Missione sarà l’ospitalità diffusa per alcune categorie di persone che parteciperanno a tutta la durata della manifestazione: delegati dei Centri Missionari Diocesani, missionari e missionarie, giovani che gravitano intorno ad essi saranno ospitati in case religiose, oratori, famiglie secondo uno stile improntato sull’essenzialità.

PER CHI ANCHE NELLA NOSTRA COMUNITA’ DI LENO DESIDERA FARE QUESTA ESPERIENZA DI OSPITARE : CONTATTI MARISA CELL.3381901306.

L’ISCRIZIONE AL FESTIVAL E’ NECESSARIA PER CHI DA OGNI PARTE D’ITALIA VENENDO A BRESCIA CHIEDE OSPITALITA’, VITTO E ALLOGGIO. info@festival dellamissione.it  Per chi si recherà a Brescia in giornata o provvederà a vitto e alloggio non è necessaria l’iscrizione.                                                                                          

A poco più di tre mesi dal via, il programma è quasi pronto. Dopo alcuni appuntamenti pre-Festival (ad esempio una rassegna cinematografica), si parte la sera di giovedì 12 ottobre con testimonianze missionarie che si terranno in una ventina di parrocchie di Brescia e hinterland nonché, scelta significativa in alcuni monasteri di clausura.

La giornata di venerdì 13 ottobre aperta da una preghiera ecumenica guidata dalla pastora battista Paola Maffei, è pensata in particolare per missionari e delegati del CMD, con tre tavole rotonde sul presente e il futuro della missione ad gentes, sul protagonismo delle donne nell’evangelizzazione e sull’attualità della figura di Matteo Ricci: tra i relatori, il card. Fernando Filoni, prefetto della congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, mons.  Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica di Milano, Padre Federico Lombardi, già portavoce di Papa Benedetto XVI e di Papa Francesco;  Lucetta Scaraffia, storica, giornalista e scrittrice; Suor Angela Bertelli, missionaria Saveriana in Sierra Leone e poi in Thailandia. Ma nello stesso giorno ci saranno anche eventi per i giovani pensati in collaborazione con l’Università Cattolica e le scuole, tra cui una rappresentazione teatrale sulla bresciana Irene Stefani e un incontro su Oscar Romero replicato in varie scuole. Nella sera di venerdì, poi il Festival entra nel vivo con un grande evento, in via di definizione, che vedrà la partecipazione del Cardinal Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila e presidente di Caritas Internationalis, e di nomi noti del mondo dello spettacolo. Il sabato, anch’esso aperto da una preghiera ecumenica, avrà tra i momenti più significativi la consegna del tradizionale Premio Cuore Amico da parte del Cardinale Ernest  Simoni, albanese, unico sacerdote sopravvissuto alla persecuzione comunista. Accanto a spettacoli teatrali, esibizioni corali, mostre fotografiche, sarà possibile incontrare noti scrittori missionari: tra loro, Suor Rosemary  Nyirumbe, ugandese nominata “eroe dell’anno” dalla CNN, autrice di “Cucire la Speranza” (Emi), Blessing Okoedion, nigeriana ex vittima della tratta, autrice del “ Il coraggio della libertà” (Paoline), Padre Alejandro Solalinde, che in Messico lotta per i diritti dei migranti, autore di “I narcos mi vogliono morto” (Emi). E poi, nelle piazze del centro, una proposta originale: “L’ aperitivo con il missionario”, un modo diverso di iniziare il sabato sera. A chiudere la giornata un concerto con l’importante Christian Rock Band italiana e la “notte bianca della missione”, con preghiere e testimonianze missionarie.

La domenica, dopo la Messa in Duomo, vedrà fra le varie proposte, un concerto del Coro Elikya, multietnico e interreligioso, attività di animazione nelle piazze del centro, una tavola rotonda su informazione e missione (con importanti nomi del panorama mediatico), un incontro tra economia e dottrina sociale della Chiesa (con la partecipazione di Gael Giraud, gesuita ed economista, e di un nome di spicco dell’imprenditoria italiana) e un sorprendente concerto finale il tutto mentre, per l’intera durata del Festival, sarà attivo lo Youth Village, con proposte ad hoc per i giovani, e in una chiesa del centro di Brescia, altra particolarità, si terrà l’adorazione eucaristica permanente, a indicare il primato di Dio che rende possibile la missione contro tutte le difficoltà.

Il titolo/slogan della prima edizione “Mission is possible” è stato scelto perché così il mondo missionario è costretto a mettersi allo specchio, ma non per farsi un selfie impietoso e sconfortante: “Siamo sempre meno con i capelli più grigi e la gente ci dà meno ascolto di un tempo…”, bensì per riacquistare la consapevolezza che la missione non è cosa nostra, ma opera di Dio. Per quanto in difficoltà, i missionari rappresentano una realtà, dove senza di loro il volto della Chiesa perderebbe un tratto essenziale. Per tali motivi il Festival sarà ancorato a quanto Papa Francesco scrive in Evangelii Gaudium, il documento che egli stesso ha addidato come bussola alla Chiesa italiana per i prossimi anni perché essa diventi davvero una chiesa in uscita.

II torneo di calcio a 7

Vogliamo raccontarvi come si è svolto il nostro entusiasmante torneo di calcio. Partendo dal presupposto che il calcio è uno sport adatto letteralmente a tutti, abbiamo voluto far vivere ai ragazzi un momento di svago all’insegna del sano divertimento, con l’obiettivo di stringere nuove amicizie, di cooperare, di vivere momenti solidarietà .

Nel mese di marzo e aprile si è svolto il 2° Torneo di Calcio a 7 organizzato dal C.A.G. e dall’Oratorio S. Luigi di Leno, rivolto ai ragazzi e alle ragazze che frequentano la scuola secondaria di primo grado. Sei squadre di atleti si sono affrontate tra di loro con professionalità e impegno, ma soprattutto con gioia e tanto divertimento. L’iniziativa ha coinvolto ed entusiasmato molti ragazzi che con grande voglia di divertirsi hanno formato delle squadre miste composte ragazzi e ragazze, senza vincoli di anno, rispettando tuttavia un regolamento ufficiale ben preciso.  I protagonisti sportivi del torneo sono stati: Black Mamba, Scarsenal, Scooteroni, Atletico Mica Tanto, Mini Muu Punch, American Bool.

Le partite sono state seguite da molti tifosi, amici, famiglie e amanti del calcio. Sabato 9 aprile si sono svolte le finali e i ragazzi hanno giocato con entusiasmo e con grande spirito di partecipazione. Una menzione speciale va a due ragazze presenti al torneo, Mara Lavagnini e Chiara Marazzi,  che hanno giocato con grinta e tenacia, dimostrando che anche le ragazze sanno essere brave e professionali in questo sport. Alla finale e alla premiazione erano presenti: Suor Lidia come rappresentante della Parrocchia, l’assessore ai servizi sociali e istruzione Giacomo Lazzari e l’assessore allo sport Daniele Lanfredi. Ai vincitori sono state consegnate le medaglie  e ricchissimi premi: al primo classificato è stata offerta una cena in pizzeria, ai secondi un buono per un trancio di pizza e bibita, mentre ai terzi un buono gelato, al quarto classificato un buono da spendere al bar dell’Oratorio; il torneo si è concluso con un ricco banchetto aperto a tutti.  Un grazie particolare a Nicola Berardi e Davide Bolentini che, da grandi professionisti, hanno arbitrato meravigliosamente.

A gestire l’intero torneo sono stati i ragazzi del C.A.G che hanno raccolto le iscrizioni, fatto da guardalinee, hanno organizzato le merende,  gestito la parte di segreteria legata all’andamento delle partite…

La Coordinatrice Ornella Duina e le educatrici Sara Della Torre e Elena Martinelli ringraziano di cuore Don Davide sempre presente e disponibile, tutti i partecipanti e tutte quelle persone che a vario titolo hanno collaborato all’organizzazione del torneo.

Le prime tre squadre classificate sono:

1°: Black Mamba; 2° Scarsenal;  3° Scooteroni;

Capocannoniere: Bass Mar

Prima di salutarvi e concludere questo fantastico anno al C.A.G, voglio ringraziare i ragazzi che hanno vissuto quest’ anno scolastico con tanto impegno e anche un po’ di fatica; grazie alla loro energia, alla voglia di vivere e di divertirsi hanno saputo dare, anche a noi educatori, la voglia di impegnarci e di cercare le strategie migliori per camminare con loro. Ogni giorno i ragazzi, necessitano di essere ascoltati, accolti e sostenuti: per tutti questo motivi, siamo chiamati a dare il meglio di noi per renderli sereni,  rispettosi, disponibili agli altri, ma soprattutto persone migliori.

Grazie a madame Anna Georges e alla maestra Giacomina Treccani, che hanno sostenuto i ragazzi migliorando le loro competenze scolastiche e aiutandoli a raggiungere obiettivi positivi; grazie a Elisa che viene con  Giovanna a tenerci compagnia e ad aiutarci ogni venerdì; grazie a Domenico che collabora con le educatrici da quest’anno; grazie ai genitori che ci affidano i loro figli e cercano di capire le loro esigenze; grazie alla dirigente scolastica Vanda Mainardi, agli insegnanti che collaborano e ci sostengono ogni anno per il bene dei ragazzi; grazie a Monsignore e a don Davide; grazie all’Amministrazione Comunale; grazie a chi collabora con noi per rendere migliore il C.A.G e l’Oratorio.

A Brescia il Festival della Missione

Nel variegato panorama dei festival tematici (filosofia, teologia, letteratura, economia, etc.) mancava quello della missione. La lacuna è stata prontamente colmata. Brescia, dal 12 al 15 ottobre, ospiterà la prima edizione del Festival della Missione. Si realizza così l’intuizione del giornalista Gerolamo Fazzini che, da sempre attento alla tematica della missionarietà, da tempo coltivava il sogno di poterla affrontare con uno strumento nuovo e originale come quello di un festival. La Cimi (Conferenza degli istituti missionari italiani) prima, l’Ufficio nazionale Cei per la cooperazione missionaria fra le Chiese e il Centro missionario diocesano di Brescia poi, hanno raccolto la sfida…

All’evento mancano solo 100 giorni; il Festival della Missione di Brescia sarà caratterizzato da un orizzonte aperto, clima festoso, con il tema chiave, declinato in una pluralità di linguaggi e di format: dalle conferenze agli incontri con autori, dai concerti alle mostre, dagli spettacoli di strada ai momenti di riflessione. “Quello bresciano – conferma don Carlo Tartari direttore dell’Ufficio per le missioni – sarà un Festival nuovo, se è vero che sinora in Italia nessuno aveva pensato di puntare i riflettori sulla missione e sui suoi protagonisti: uomini e donne, religiosi e laici che, anche nel XXI secolo, decidono di lasciare tutto per annunciare il Vangelo in quelle che una volta si chiamavano terre lontane e che oggi includono, come insegna papa Francesco, le periferie accanto a casa nostra”.

Nei giorni del Festival Brescia accoglierà tante persone, legate a diverso titolo al tema della missione: delegati dei Centri missionari diocesani, missionari e missionarie, giovani che gravitano intorno ad essi saranno ospitati in case religiose, oratori e famiglie secondo uno stile improntato all’essenzialità. A poco più di tre mesi dal via gli organizzatori a Roma e a Brescia sono al lavoro per definire il programma delle giornate. Quello che può dire è che il via al Festival, nella serata del 12 ottobre, sarà affidato a testimonianze missionarie che si terranno in una ventina di parrocchie di Brescia e hinterland e in alcuni monasteri di clausura. La giornata di venerdì 13 ottobre, aperta da una preghiera ecumenica guidata dalla pastora battista Paola Maffei, è stata pensata in particolare per missionari e delegati dei Centri missionari diocesani. Tre le tavole rotonde messe in programma per riflettere sul presente e il futuro della missione ad gentes, sul protagonismo delle donne nell’evangelizzazione e sull’attualità della figura di Matteo Ricci. Ma nello stesso giorno ci saranno anche eventi per i giovani pensati in collaborazione con l’Università Cattolica e le scuole, tra cui una rappresentazione teatrale sulla bresciana Irene Stefani e un incontro su Oscar Romero replicato in varie scuole. Nella sera di venerdì, poi, il Festival entrerà nel vivo con un grande evento ancora in via di definizione.

Il sabato, sempre aperto da una preghiera ecumenica, avrà tra i momenti più significativi la consegna del tradizionale Premio Cuore Amico da parte del cardinale Ernest Simoni, albanese, unico sacerdote sopravvissuto alla persecuzione comunista. E poi spettacoli teatrali, esibizioni corali, mostre fotografiche e altro ancora. Domenica 15 la messa in Cattedrale e altre proposte. Molti e tutti significativi gli ospiti invitati a Brescia, tutti intimamente legati, seppure da punti di vista diversi, al tema della missione. Alcuni sono già stati annunciati come il card. Fernando Filoni, prefetto della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, padre Federico Lombardi, già portavoce di papa Benedetto XVI e di papa Francesco, il card. Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila e presidente di Caritas Internationalis, il già citato card. Ernest Simoni, albanese, unico sacerdote sopravvissuto alla persecuzione comunista, suor Rosemary Nyirumbe, ugandese nominata “eroe dell’anno” dalla Cnn, autrice di Cucire la speranza, Blessing Okoedion, nigeriana ex vittima della tratta, autrice de Il coraggio della libertà, padre Alejandro Solalinde, che in Messico lotta per i diritti dei migranti, autore di I narcos mi vogliono morto. Altri si aggiungeranno di qui al via del primo Festival della Missione.

“21 grammi” di gusto e felicità

Il 22 Febbraio siamo andati a Brescia, in viale Italia n°23 al laboratorio, prodotti da forno, piccola pasticceria e gastronomia d’ asporto “21 Grammi” (il primo locale di Brescia gestito da ragazzi e adulti con la sindrome di down) con l’obiettivo non solo, di fare una sfiziosa  colazione ma anche, un’intervista al personale che vi lavora  perché  quello aperto da 1 anno (l’anniversario è stato il 27 Febbraio) non è un semplice bar dove assaporare cappuccini, caffè e tramezzini per pranzo e aperitivi (perché quelli li puoi trovare ovunque), ma un locale dove l’atmosfera e il personale che qui sono davvero speciali: molto del personale, quattro sono i dipendenti, Gabriele, Edoardo, Simone e Alessandro, tutti assunti con contratto e una vera busta paga, 7/8 i tirocinanti e, poi tanti volontari sono ragazzi con la sindrome di Down e noi abbiamo avuto la fortuna di intervistarne uno: Gabriele Festa, 39 anni, di Brescia, spirito da ragazzino e con una professione ora nel cuore: cameriere di sala presso il “21 Grammi”!!!

Che dirvi: Gabriele ha risposto ad ogni nostra curiosità (e vi assicuriamo che erano proprio molte!!!) con gentilezza e, soprattutto,  tanta simpatia.

Gabriele, da vera star, si è subito calato nei panni dell’intervistato: ci ha raccontato che l’idea di questo progetto è venuto ad una Onlus chiamata “Big Bang” composta da un gruppo di genitori, soci del centro bresciano Down di Brescia, da tempo impegnata ad inserire nel mondo del lavoro ragazzi con Sindrome di Down, attraverso percorsi di formazione in ambito lavorativo per promuovere l’inclusione sociale atta garantire un futuro ai propri congiunti, oltre che da alcuni sponsor che hanno deciso di investire su questa iniziativa.

Gabriele e il coordinatore del progetto, Alessio Turrini, hanno sottolineato che è stato un percorso molto impegnativo. Pensate che Gabriele con un gruppo di altri utenti ha frequentato un laboratorio di cucina e pasticceria in collaborazione con l’Istituto Alberghiero Mantegna.

Dopo la giornata e gli impegni presso il Centro Diurno la “Mongolfiera”, per Gabriele e i suoi colleghi, ben 3 sere a settimana dalle ore 18 alle 23 erano dedicate ad imparare i trucchi del mestiere del pasticcere, del barista e del buon cameriere.  Una volta effettuato il corso, è partito il tirocinio con l’ inaugurazione del “21 grammi “ e la scelta dei 4 dipendenti: Alessandro, Edoardo, Simone e Gabriele che lavorano 4 ore al giorno, non tutti i giorni, affiancati da professionisti e volontari che sono anche i loro familiari.

Gabriele ci ha raccontato che non è stato facile collaborare con i proprio parenti; è per questo che è stato promosso un percorso formativo ai familiari per imparare a gestire la relazione e la condivisione del luogo e dei ruoli nell’ambiente lavorativo. Gabriele ha aggiunto che prende lo stipendio e che con i soldi si regalerà un viaggio a Barcellona con gli altri suoi colleghi di lavoro e i coordinatori dell’iniziativa.

Il Dottor Alessio Turrini ha specificato che questo progetto di  inserimento lavorativo ha due “anime”: la prima più commerciale mentre, la seconda legata alla Pedagogla  degli  adulti; mentre il nome “21 Grammi” (in senso culinario) fa diretto riferimento non solo, alla “trisomia 21” definizione scientifica della sindrome di Down (che indica la presenza in triplice copia del cromosoma 21), ma è anche il peso dell’anima secondo uno studio, del 1907, del dottor Duncan MacDougall.

Che dirvi: questa intervista ci ha proprio appassionati, diverti. Non ci rimane altro che invitarvi ad andare a sgranocchiare e bervi qualcosa in questa bar/forneria dai nostri nuovi amici.

I ragazzi del CDD Collaboriamo

Le bellissime bambole

Articolo redatto dagli utenti del C.D.D Collaboriamo di Leno

Mercoledì 8 febbraio siamo andati al laboratorio artigianale di Monte Dragone a Nave. Appena arrivati ci hanno accolto la signora Stefania e un altro signore con i loro due cagnolini. Entrati nel laboratorio abbiamo visto tante bambole molto belle che ci hanno subito colpito. C’era Pinocchio, Cenerentola tutta sporca di cenere ma molto bella; il gatto con gli stivali, Pippi Calzelunghe e c’era anche una cesta piena di stoffe per fare i vestiti alle bambole. Poi abbiamo proseguito nell’altra stanza dove c’erano degli scaffali pieni di bambole tutte nude e pelate.

C’erano anche degli gnomi,elfi, folletti e le streghe. In un punto della stanza c’era il forno verde e subito la signora Stefania ha iniziato a spiegarci come vengono realizzate  le bambole di porcellana. Vengono utilizzati degli stampi dove viene versata la porcellana liquida e questi stampi hanno un foro dove esce l’acqua. Lo stampo va messo nel forno a cuocere a temperature molto alte e per tante ore. Quando è cotta, lo stampo viene tolto dal forno e le forme vengono messe sugli scaffali. Poi si procede a rifinire le bambole. Stefania ci ha spiegato che alcune vengono dipinte a mano (gli occhi, la bocca, le lentiggini), altre presentano un buco sulla testa per infilare gli occhi e mettere i capelli, fissati con la colla. Nell’altra stanza c’erano, infatti un signore ed una ragazza che si occupano di vestire le bambole, mettere i capelli,pettinarle, aggiungere i vari accessori.

Un gruppetto di noi è andato nel giardino dove c’era un laghetto con i pesci e le rane. Abbiamo chiesto a Stefania da quanti anni svolge questo lavoro e ci ha detto ben 30 anni! Queste bambole,oltre ad essere molto belle,sono pezzi unici,una diversa dall’altra .Alla fine della visita la signora Stefania ci ha fatto un bellissimo regalo: una bambolina ciascuno che ci è piaciuta tanto. Inoltre , ci ha donato un libro delle fiabe scritto da una sua amica che ha costruito una fiaba utilizzando come personaggi le bambole e gli elfi realizzati nel negozio. Siamo stati molto contenti sia per la visita sia per i bellissimi regali ricevuti,ringraziamo ancora la signora Stefania ed i suoi collaboratori speriamo di poterli andare ancora a trovare,magari nel periodo estivo.

Silvana, Almici, Loredana, Lisa, Ylenia, Ravinder, Claudia, Emanuela e Giorgio

Igiene e salute personale

La salute è da tempo parte integrante delle  finalità educative e necessita sempre più di una riflessione di chi si occupa degli adolescenti, siano essi medici, educatori, genitori, insegnanti, adulti in generale.

L’aumento delle malattie le cui cause sono imputabili a comportamenti a rischio nell’età adolescenziale, come bere, fumare e fare uso di droghe illegali, richiedono  una maggiore consapevolezza da parte di tutti coloro che si occupano degli adolescenti, sia a livello individuale sia collettivo.

In questi anni al C.A.G. abbiamo affrontato temi importanti come quelli menzionati, ma abbiamo ritenuto importante affrontare anche argomenti come l’igiene personale, considerando che nell’età adolescenziale il corpo cambia e deve cambiare il modo di rapportarsi ad esso.

A parlare ai ragazzi sulla necessità di prendersi cura a livello personale è venuta l’ostetrica, Dott.ssa Tiziana Poli, la quale ha detto ai ragazzi che l’igiene personale (consuetudine che tutti dovrebbero avere da quando sono bambini) è più di lavarsi le mani, il corpo, i denti, le ascelle deterse; essa implica anche indossare abiti puliti e adatti, coprirsi la bocca quando si tossisce,  avere unghie pulite e ordinate, avere prodotti giusti per la pelle e per l’età, pensare che maschi e femmine hanno esigenze igieniche intime diverse: tutto questo è essenziale per proteggere la nostra salute e quella di chi ci sta intorno. In altre parole, le abitudini igieniche sono ciò che ci permettono di vivere in buona salute e mantenere una migliore qualità della vita per se stessi e per gli altri.

Ringraziamo la disponibilità e la gentilezza dell’ostetrica Tiziana Poli che annualmente si rende disponibile, volontariamente e gratuitamente, per parlare agli adolescenti del  cambiamento fisico e della salute nell’età della crescita.

Corso di arteterapia

E’ iniziato, a  Marzo,  all’insegna della gioia il corso di arteterapia gestito dalla psicologa Dr.ssa Tanzini Piera, con il supporto della Prof.ssa Tognoli Elena e delle educatrici del C.A.G. Il corso si è tenuto tutti i lunedì per cinque incontri dalle ore 14.30 alle ore 16.30 presso l’Oratorio di Leno, grazie alla gentile disponibilità di Don Davide. La partecipazione era aperta  ai ragazzi e le ragazze che frequentano la scuola secondaria di primo grado. Gli obiettivi del corso sono stati : creare una migliore socializzazione tra i ragazzi; aiutarli a capire meglio se stessi; valorizzare le loro potenzialità cercando di sciogliere i blocchi e le paure che si portano dentro; aumentare le loro capacità di attenzione e concentrazione; sapersi esprimere in modo positivo ed efficace. É sicuramente stata una proposta “diversa” e divertente che ha coinvolto molti ragazzi!

Torneo di calcio

É iniziato venerdì 24 Marzo  il secondo “Torneo a 7” organizzato in oratorio a Leno dal Centro  di Aggregazione Giovanile “Don Milani”, rivolto ai ragazzi e ragazze che frequentano la scuola secondaria di primo grado di Leno. Considerati il successo e l’entusiasmo della scorsa edizione, ci auguriamo che anche quest’anno sia stata una proposta divertente, di svago e di aggregazione.

Nel prossimo numero potremo aggiornarvi sulle classifiche e i vincitori del torneo…

Prendiamo la vita con un sorriso

Come sarà Milano dal tetto del Duomo? È la domanda che ci siamo fatti al C.A.G. un pomeriggio di Dicembre e per rispondere non ci siamo limitati a guardare su internet, ma abbiamo deciso di verificare di persona!

Per vivere questa avventura abbiamo preso l’autobus dalla piazza di Leno, poi il treno e la metropolitana direzione Milano…che emozioni, che avventure!. Il Duomo di Milano, perfetto esempio di arte gotica, lo abbiamo ammirato in tutto il suo splendore a pochi metri dalle sue guglie. Le Terrazze del Duomo hanno una superficie di 8000 mq coperta con lastre di marmo di Condoglia (particolare cava sul lago maggiore). Per ammirare le Terrazze (armati di pazienza) siamo saliti a piedi: 201 gradini ci hanno portato sulla vetta dove abbiamo avuto la possibilità di goderci Milano dall’alto; ad accompagnare la nostra visita c’erano gli archi rampanti, le falconature, le 135 guglie della cattedrale, le oltre 180 statue e soprattutto la pace che sovrasta l’operosa Milano.

Tra una foto e l’altra siamo arrivati ai 108,50 metri di altezza dove si trova, la guglia maggiore del Duomo,in cima si trova la statua della Madonnina in rame dorato, alta quattro metri e sedici centimetri: un’esperienza davvero straordinaria.

Non avrete pensato sul serio che ci saremmo limitati a vedere Milano solo dal punto di vista culturale… infatti, abbiamo proseguito la nostra visita tra negozi illuminati e mercatini di Natale festosi e ricchi di vita.

Dicembre ci ha regalato molte emozioni: la cena dei ragazzi tra musica e divertimento e la tradizionale Tombolata di Natale del C.A.G: il 16 Dicembre alla Tombolata hanno partecipato molte famiglie e ragazzi desiderosi di trascorrere una serata all’insegna dello svago e della serenità.

A rendere possibile questa serata è stata la generosità dei commercianti che hanno ci hanno donato molti premi: ognuno di loro ha contribuito generosamente e noi non possiamo fare altro che ringraziarli con un grazie!

Vogliamo ringraziare in ordine alfabetico: Andreino Bonazza Cartoleria; Azienda Agricola Ortofrutticola Mallaier; Bar “Astoria”; Bar “Il Baretto”; Bar “Lady Caffè”;  Bar Centrale; Bar da Andrea; Bar Oratorio; Barbisotti e Merigo; Boero Enoteca;  Caffè Leon Rampante; Calzature e Accessori abbigliamento Vanity ; Cascina Casali (Ghedi); Cosmopolitan Food’n Drink ; Delacroix Natura SRL;  Estetista Defendy; Farmacia Bravi; Forneria Panina; Frutta e verdura di “Bertoletti Stefania”; Galelli Tessuti SRL; Gastronomia “Moretti Alfredo”; Gioielleria Gozzini; I Fiori di Wilma; Il Tagliere (Ghedi); L’Edicola di Cirimbelli Valentina; La bottega del gelato; Lanzagel; Lavanderia Rapida di Filippini Claudio; Lavasecco Patrizia; Macelleria equina “Bodini Walter”; MA-TI Caffè; New Age Lidia; Pasticceria Lodigiani; Pasticceria” Ratafià”; PC Maxistore (Ghedi); Pizzeria Caminito; Pizzeria Oasi; Prato Carni SRL (Gottolengo); Profumeria “Jolly” (Ghedi); Punto Caldo di Guerreschi Alberto; Roby Service (vendita vino sfuso); Salumeria Lanfredi Andrea; Sig.ra Anonima; Sky Service; T.M. Mascarello; Terroni Ghedi ; The Gustibus (San Gervasio); Trattoria “L’Ocanda”; Vamos Amigos.

Auguriamo a tutti un sereno 2017 che sia ricco di gioia, di salute e felicità.

Noi del C.A.G. proveremo ad affrontare questo nuovo anno con un sorriso e proprio per questo motivo vi lasciamo con una frase di Madre Teresa di Calcutta:”Fate che chiunque venga a voi se ne vada sentendosi meglio e più felice. Tutti devono vedere la bontà del vostro viso, nei vostri occhi, nel vostro sorriso. La gioia traspare dagli occhi, si manifesta quando parliamo e camminiamo. Non può essere racchiusa dentro di noi. Trabocca. La gioia è molto contagiosa.”

Buon anno a tutti Ornella.

Bon ton social Hamici

Tutto pronto è arrivato ottobre… entusiasti,motivati,con voglia di fare,speranza,sorrisi pronti… affrontiamo questa nuova esperienza. Abbiamo pubblicizzato con locandine,  volantinaggio porta a porta ma, purtroppo non è bastato… le richieste non sono arrivate.

Con il nostro progetto “BON TON SOCIAL HAMICI” speravamo di far conoscere alla società gratuitamente il mondo della disabilità e allo stesso tempo, portare aiuto e buon umore nelle case di tanti anziani in cui, a volte, un sorriso e un piccolo aiuto nelle faccende domestiche può essere fondamentale, il tutto svolto con ragazzi disabili accompagnati dai volontari certi di poter essere utili.

Dove siamo stati abbiamo portato buon umore tanto che ci chiedevano di tornare anche il giorno dopo, per questo ci dispiace di non aver potuto dare aiuto a tante persone. Si poteva costruire col tempo, una grande rete relazionale e di sostegno a chi purtroppo si sente solo e ha bisogno e ha bisogno anche “solo” di un sorriso in più per essere sereno e non solo. Ci dispiace per i ragazzi che avevano buona volontà e voglia di provare a mettersi in gioco, farsi conoscere, pronti per dare compagnia e mettersi a disposizione per qualunque lavoretto o solo per la spesa, il ritiro dei medicinali sempre seguiti da volontari. Con questo progetto abbiamo, anche se limitati, trasmesso ai ragazzi la responsabilità del lavoro e il valore del denaro, ottenuto con l’impegno, cosa vuol dire autonomia economica, sforzarsi per portare avanti un progetto a cui si tiene molto, e, cosa più importante l’autostima la responsabilità ed il sentirsi utili.

Alcuni pensieri dei ragazzi e dei volontari:

Barbara –  “Mi aspettavo tante richieste e mi dispiace che non ci siano state chiamate. Mi piace stare con la signora perché vedo che è felice. Mi dispiace per Fabrizia  che ci teneva tanto a questo progetto. Avere una ricompensa per il mio impegno mi faceva sentire contenta e importante. Avrei voluto aiutare tanti anziani che si sentono soli, anche solo per fargli un po’ di compagnia “

Roberto – “Peccato che non ho risposto a nessuna chiamata. Speravo davvero in qualche richiesta”

Nicola –  “ Mi dispiace che è finito. Però a mio parere si poteva continuare! Sono andato da un signore, mi sono trovato bene e avrei voluto continuare”

Era tutto ben organizzato squadra volontario-ragazzo, ma la richiesta non c’è stata, l’impegno di tre mesi è stato formidabile da parte di tutti ma, anche le più belle cose devono avere una fine se non vengono apprezzate, delusi e amareggiati a gennaio il progetto si è concluso.
PS. Esperienza stupenda per impegno e collaborazione disabilità e volontariato voto 9,5 promossi
Sì era un progetto studiato per rendere visibili alcune diversità superabili con poco, persone gratuitamente disponibili ad aiutare. Pensavamo che questa nostra goccia servisse a questo mare, ci spiace però siamo contenti che a Leno non ci siano persone che hanno bisogno di un piccolo aiuto grazie ugualmente.  Nonostante la delusione noi di Hamici siamo duri, non ci arrendiamo e voltiamo pagina, a gennaio riprendiamo  con entusiasmo rinnovato tutte le nostre attività.

Ora alcune date per informare le persone che ci tengono a sapere cosa facciamo:

FEBBRAIO:

sabato 25   sede
domenica 26  spiedo in sede

MARZO:

sabato 4 inizio laboratorio musicale in serata uscita alternativa
domenica 5   carnevale
mercoledì 8   festa della donna (con gli uomini)
sabato 11    sede
domenica 12   film e merenda al Forajido
sabato 18   sede
domenica 19   pranzo in sede
sabato 25   sede
domenica 26  pomeriggio a tema
martedì 28   saremo al mercato per la vendita delle uova di Pasqua
venerdì 31   ultimo venerdì di palestra si riaprirà il 21/4

APRILE:

sabato 1 tutti in pizzeria e mercatino al Simply
domenica 2   tombolata in sede
venerdì 27   via crucis
sabato 8   ultimo di laboratorio musicale si riprenderà sabato 29/4
domenica 9   tutti in sede per gli auguri di Pasqua
mercoledì 12   chiusura pomeriggi attivi
lunedì 17   Pasquetta!!!
Venerdì 21   apertura palestra
sabato 22   sede
domenica 23   si preparano ami e canne
martedì 25   giornata di pesca
sabato 29   sede
domenica 30   pomeriggio a tema

PER  INFORMAZIONI TELEFONO 3408728139