Vivere il Vangelo per diventare santi

Il Centro Oreb di Calino si propone di accogliere quanti, da soli o in gruppo, desiderano approfondire la vita di fede o verificare la vocazione

Prosegue il viaggio nei “Luoghi dello Spirito”, per conoscere meglio la realtà del Centro Oreb “Santa Maria dell’Arco” di Calino, che ha sede in una signorile residenza della fine del ‘700, donata, nel luglio del 1974, dalla signorina Maria Consonni. Dopo i lavori di ristrutturazione, l’8 gennaio 1983 ebbe luogo l’inaugurazione ufficiale, alla presenza di autorità civili e religiose. Il Centro Oreb si propone di accogliere quanti, da soli o in gruppo, desiderano approfondire la loro vita di fede o verificare la propria vocazione facendo un’intensa esperienza spirituale. Ne parliamo con la responsabile della struttura, Antonella Ruggeri.

Esistono diversi Centri Oreb, espressione e concretizzazione del carisma del movimento Pro-Sanctitate: in cosa si distinguono dalle altre case di spiritualità?

Il carisma del movimento è la chiamata universale alla santità. Il Centro Oreb di Calino è sede del movimento Pro Sanctitate; qui vivo io con altre tre laiche consacrate; insieme gestiamo e animiamo il Centro.

Da cosa deriva il nome Oreb? Perché questa scelta?

La montagna e il suo silenzio è il luogo privilegiato per l’incontro con Dio. Il monte Oreb è il monte dove, secondo le Sacre Scritture, Mosè ed Elia ebbero la rivelazione divina: il primo quando vide il roveto ardente e, successivamente, ricevette la Legge ed il secondo quando percepì la presenza divina in un “mormorio di vento leggero”.

Quali sono le principali proposte del Centro Oreb di Calino?

Ogni anno il movimento Pro Sanctitate propone un tema: sulla base di questo, al Centro Oreb vengono proposti corsi biblici, corsi di teologia fondamentale, esercizi spirituali residenziali, una scuola di preghiera e degli esercizi spirituali nella vita corrente. Il tutto, grazie alla collaborazione di sacerdoti e Vescovi. Ogni 15 giorni circa si tengono incontri più specifici, dedicati al Movimento.

Chi sono le persone che frequentano il vostro Centro?

Sono molti coloro che frequentano il nostro centro: adulti, singoli o coppie, giovani, bambini, famiglie, che sentono l’esigenza di rispondere alla chiamata di Dio attraverso l’adesione al movimento e al suo carisma o che, semplicemente, sono nostri “simpatizzanti” o ospiti.

Da quanto tempo vive in questo Centro? Come l’ha visto evolversi?

Vivo a Calino da 19 anni. Con il passare degli anni ho notato che l’attenzione della Diocesi per il nostro Centro è andata sempre aumentando. Nel tempo ho percepito l’affetto, la benevolenza e l’attenzione. Grazie all’opera silenziosa dei volontari siamo sempre riusciti a gestire al meglio il Centro e a farvi i necessari lavori di manutenzione. Anche la partecipazione alle iniziative proposte è sempre stata buona.

Come si entra a far parte del Movimento Pro Sanctitate?

Per entrare a far parte del Movimento è necessario esprimere il proprio impegno durante una celebrazione chiamata “Festa della Luce”.

Cosa significa esprimere e portare nel mondo la santità?

Parlare di santità significa vivere il Vangelo, attraverso una vita spirituale profonda e impegnata; grazie all’impegno apostolico che ci conduce fuori dal Centro per fare proposte nel territorio, possiamo proporre iniziative come la mostra sulla santità, nata per esprimere i diversi volti della stessa, che verrà inaugurata il prossimo ottobre a Calino ma sarà poi itinerante, come il nostro impegno per portare Gesù nel mondo.

Sostare, ascoltare ed affidarsi a Dio

Dal 1967 il Centro Mater Divinae Gratiae, gestito dalle Dorotee di Cemmo, è un luogo di formazione umana e di incontro con il Signore

Il Centro Mater Divinae Gratiae nasce in città nel 1967 come luogo di formazione umana e d’incontro con Dio. Nella struttura, in via Sant’Emiliano 30 a Urago Mella, abita una comunità di suore dorotee di Cemmo che condivide la passione educativa soprattutto delle giovani generazioni. Per il calendario completo delle iniziative sul sito 

Suor Alessandra, lei è solo da qualche mese alla guida del Centro. Da che esperienza proviene?

Sono stata vent’anni a Cemmo, in un centro culturale della fondazione Cocchetti, esperienza che si è rivelata molto intensa per la bellezza delle relazioni e dei percorsi creati. Questo lungo periodo si è rivelato una crescita personale, oltre che un dono fatto attraverso il servizio. Il centro culturale è luogo di ascolto, meditazione e ricerca creativa, un aiuto alla formazione critica delle coscienze. Il percorso che ho fatto, attraverso dialogo e arte, formazione e promozione di una cultura ispirata alla fede in Cristo, vuole essere cornice delle finalità del Centro: annunciare, formare e animare la vita secondo il Vangelo.

Da quante suore è composta la vostra comunità?

Siamo in otto. Alcune si dedicano all’opera degli esercizi, altre al servizio parrocchiale, in un connubio che si rivela caratteristico del luogo di formazione alla vita cristiana: una ricerca attenta e vivace di percorsi che possano rispondere alle esigenze della vita ecclesiale e quindi confluire in un servizio alla pastorale diocesana e parrocchiale.

Quali sono le attività svolte al Mater?

Ci sta molto a cuore la pratica degli esercizi spirituali, in quanto il Centro è nato come luogo di formazione e rinnovamento dello spirito. La Beata Annunciata, nostra fondatrice, ha dedicato tutta la vita all’opera delle meditazioni, attraverso una progressiva crescita intellettuale e attenta alla spiritualità, quindi globale. Da quando è stato inaugurato il Centro, ogni anno viene riproposta questa forte esperienza: offrire la possibilità di sostare, riposare, ascoltare il Signore nella propria interiorità per essere in grado di guardare con più serenità e fiducia alla vita e all’incontro con Dio. Le nostre porte sono aperte anche a coloro che desiderino un’ospitalità individuale e a gruppi che vogliano proporre le loro iniziative in linea con le nostre finalità.

Importate per voi è anche il rapporto con l’arte…

Brescia è molto ricca, il percorso “Arte e Parola” è un itinerario artistico che proponiamo attraverso luoghi di spiritualità che hanno segnato la storia della città. A inizio luglio abbiamo tenuto un corso di formazione per gli insegnanti di religione cattolica “Il Vangelo secondo Brescia” che ha voluto valorizzare le tracce del cristianesimo. Inoltre, ospitiamo allestimenti di arte sacra contemporanea, soprattutto durante l’Avvento e la Quaresima, dove l’arte diventa preparazione al mistero dell’incarnazione e al mistero pasquale.

Nel corso degli anni, le proposte del Mater si sono aggiornate. C’è un filo conduttore fedele al vostro carisma?

Sì, esiste una continuità del carisma nella discontinuità delle situazioni storiche in perenne mutamento. Posso dire che il Mater ha sempre cercato di coniugare l’ispirazione iniziale del carisma, la sua proiezione nel presente e lo sguardo volto al futuro. Questo percorso, compiuto insieme, stimola a rendere attuale il dono che lo Spirito ha dato alla Beata Annunciata. Oggi di cosa ha bisogno l’uomo?: questo quesito richiede dinamicità di lettura e mettersi in ascolto di Dio.

Progetto “Scoprire la disabilità attraverso le abilità 2019”

Silvana e Patrizia

Dal 18 Gennaio, per due mesi circa siamo andate all’Asilo Nido di Bagnolo Mella  “Fasani”. Tutti i venerdì dalle 10.00 alle 11.00, abbiamo letto ai bimbi dei libri presi in prestito dalla biblioteca di Leno. Abbiamo potuto anche festeggiate il Carnevale ed assistere allo spettacolo di un mago. L’ultimo incontro ci siamo impegante nel giardinaggio e abbiamo piantato le piantine aromatiche. Le insegnanti che ci hanno gentilmente ospitate si chiamano Sonia e Betty. Noi pensiamo che siano molto brave perchè i bimbi, anche se sono molto piccoli, sanno già fare e dire molte cose. L’asilo è molto grande con tanti giochi e spazi ben organizzati. I bambini sanno andare in bagno e usare il vasino.

Patty: ricordo con piacere quando un bimbo, dopo essere caduto, è venuto in braccio a me per avere le coccole . Gli ho letto delle storie e lui si è calmato. Mi è piaciuto andare all’asilo e vedere tanti bambini piccoli. La prossima volta mi piacerebbe piantare anche delle fragole, oltre alle piante aromatiche. Quando abbiamo fatto giardinaggio i bimbi prendevano le foglioline delle piante aromatiche per annusarle. C’era un bambino pallido che non si sentiva troppo bene. Sono molto contenta di partecipare all’uscita alla fattoria didattica del 24/05. Andremo con i bimbi, i loro genitori e Betty e Sonia. Dall’8 Marzo proseguiremo ad andare all’asilo a Venerdì alterni.

Silvana: mi è piaciuto molto trascorrere del tempo con i bimbi dell’Asilo, perchè sono belli e bravi. Mi è piaciuta molto la “Caccia al Tesoro” in giardino e tutti i giochi fatti con loro. Mi è rimasta impressa Isabel perchè è carina. I bimbi ci venivano in braccio!

Tutti per uno, uno per tutti!

Si sono svolte il giorno 14 Maggio, dalle ore 14:00 alle ore 17:00, le elezioni per la nomina del Sindaco dei Ragazzi e delle Ragazze del Centro di Aggregazione Giovanile presso l’Oratorio “San Luigi”  di Leno (BS). Le votazioni si sono svolte nei locali del Centro con tutti i criteri di legge obbligatori: carda d’identità, cabina e tessera elettorali.

A contendersi il titolo sono stati due ragazzi del C.A.G accompagnati dal loro staff e più precisamente Michele Oprea e Jennifer Pedercini. Dopo una campagna intensa e piena di colpi di scena, ma leale e rispettosa, ha vinto il simpatico e determinato candidato Michele Oprea del Gruppoprea contro la tenace e impegnata Jennifer Pedercini del gruppo Castronerie Autonome Giovanili.

Per vincere le elezioni ogni candidato ha dovuto dapprima preparare un breve discorso in cui presentarsi e spiegare il proprio programma per migliorare il paese partendo dal C.A.G.; in un secondo momento ha dovuto nominare la sua squadra di governo, ossia scegliere i ragazzi che sarebbero diventati assessori per aiutarlo a raggiungere la vittoria; infine, ma non meno importante ed impegnativo, ha dovuto sostenere una campagna onesta e leale. Ad affiancare i due gruppi  ci sono state le educatrici Sara Della Torre per Michele e Giada Romeri per Jennifer, che hanno stimolato ed affiancato i candidati: a vigilare e controllare l’attendibilità e la correttezza dei due contendenti la Coordinatrice Duina Ornella, che è stata inoltre presidente di seggio.

Questo progetto ha avuto l’obiettivo di coinvolgere e far partecipare i ragazzi alla vita sociale e democratica, per educarli ad una cittadinanza attiva. Grazie a questo lavoro sono emerse delle diversità ma anche dei valori: ognuno è diventato consapevole del ruolo proprio e di quello degli altri. Ogni ragazzo ha compreso appieno le procedure, ha investito  tempo ed energie per valutare il proprio lavoro e quello degli altri. Siamo felici ed onorati di avere un rappresentante del C.A.G.

Per concludere il lavoro, in data 22 Maggio, è venuta il Sindaco Cristina Tedaldi a ufficializzare la carica di Michele Oprea e a conoscerlo. Ha gentilmente regalato ai due candidati dei libri sul nostro paese e una lettera indirizzata personalmente a ciascuno; inoltre al “collega” sindaco Oprea ha donato la targa del Comune di Leno. 

Il Sindaco Cristina Tedaldi ha approfittato dell’occasione per sottolineare l’importanza di vivere questa carica così importante con spirito si servizio verso tutti.

Cogliamo l’occasione per ringraziarLa di cuore della cortese disponibilità.

Ringraziamo inoltre le volontarie, la Maestra Giacomina Treccani e la Professoressa Anne Georges, che hanno seguito e aiutato i nostri ragazzi durante tutto l’anno scolastico con tanta pazienza e dedizione. Buona Estate a tutti!!! 

Le educatrici
Ornella, Sara e Giada

Il primo viaggio a Kiremba

San Paolo VI e Kiremba, un connubio indissolubile che è sinonimo della generosità dei bresciani, della storica vocazione missionaria della Chiesa diocesana. È qui, nella provincia di Ngozi, Stato del Burundi, nell’Africa centrale, che si è svolto il primo viaggio missionario del Vicario generale, mons. Gaetano Fontana

San Paolo VI e Kiremba, un connubio indissolubile che è sinonimo della generosità dei bresciani, della storica vocazione missionaria della Chiesa diocesana. È qui, nella provincia di Ngozi, Stato del Burundi, nell’Africa centrale, che si è svolto il primo viaggio missionario del Vicario generale, mons. Gaetano Fontana. Accompagnato da don Roberto Ferranti, direttore dell’Ufficio per le missioni, e dal medico Giuseppe Lombardi, mons. Fontana farà ritorno a Brescia venerdì 10 maggio. Al termine di questo viaggio sono principalmente due i sentimenti che lo pervadono, come testimoniano le parole raccolte da don Ferranti.

A conclusione del viaggio missionario in Burundi, nello specifico a Kiremba, quali sono le impressioni scaturite da questa esperienza, la prima in veste di Vicario generale, in un luogo caro alla Chiesa bresciana?

I sentimenti che mi pervadono sono due: il primo è personale, il secondo è legato al mio ruolo di Vicario generale della diocesi, in rappresentanza del Vescovo. Questa prima esperienza missionaria l’ho vissuta con un profondo sentimento di meraviglia e stupore. Sono molteplici i fattori che hanno determinato tale stato d’animo. In primis c’è il contatto con la natura. In vista del viaggio in Africa pensavo di vedere immensi spazi deserti, in Burundi ho trovato invece una terra fertilissima, rigogliosa dì vegetazione: fiori, frutti e alberi maestosi qui ci circondano. Un aspetto non secondario riguarda le persone: non ho mai visto così tanta gente riversarsi sulle strade, a piedi come in bicicletta, ma sempre in compagnia. È una dimensione comunitaria che mi ha molto colpito, soprattutto se confrontata con la realtà bresciana. Sono rimasto colpito anche dalle abitudini che ho trovato qui: concelebrando l’Eucarestia domenicale nella parrocchia di Kiremba, ad esempio, ho provato una fortissima emozione nel distribuire il Corpo di Cristo a tantissime persone che si avvicinavano a me con questi occhi grandissimi nel raccogliere Gesù come Pane di vita eterna, sostegno per la nostra e per la loro vita. Tralasciando la dimensione personale e calandomi nel mio ruolo di Vicario generale, posso dire che dopo quasi un anno in questa veste, un mandato importante ricevuto dal nostro Vescovo, colgo la profondità di quanta ricchezza e quanta fede la nostra diocesi ha profuso negli anni. In occasione dell’elezione al soglio pontificio del bresciano Paolo VI, la nostra diocesi volle infatti costruire l’ospedale di Kiremba, il più povero tra i luoghi di queste terre. Tutto questo ha dato un significato profondo anche alla mia presenza qui, come rappresentante della Chiesa bresciana insieme a don Roberto Ferranti e il Dott. Giuseppe Lombardi. Qui vengono accolti i poveri, gli indigenti, chi soffre perché malato, anche in modo grave. Si prendono cura di loro in questo ospedale sperduto in mezzo alla natura, in una dimensione di estrema povertà. Da tutto questo ho imparato, anche come Vicario, a ripensare a quante cose inutili circondano la nostra quotidianità. Ho potuto rivedere determinate priorità, notando come spesso ci facciamo prendere dalla futilità delle cose.

A Kiremba, l’ospedale eretto grazie alla carità e alla passione della Chiesa bresciana non vive in un contesto avulso dalla dimensione comunitaria. È inserito in una parrocchia dove hanno operato anche i nostri missionari. Proprio a Kiremba abbiamo incontrato altre espressioni missionarie bresciane, soprattutto guardano alle religiose che operano in questa terra. Le diverse sfaccettature degli incontri fatti che segno Le hanno lasciato?

Incontrando il vescovo di Bujumbura e Ngozi ho potuto appurare quanto sia giovane questa Chiesa: è desiderosa di incontrare Cristo, una Chiesa in cammino come la gente che percorre a piedi nudi le strade di queste terre. La persone, con il passare del tempo, stanno riconoscendosi come un corpo solo, un’unica comunità cristiana che si interessa l’uno dell’altro nel cammino della fede. Pensando a Brescia, a quanto il nostro vescovo Pierantonio tenga all’aspetto liturgico dell’Eucarestia, ho potuto constatare come anche qui tutto sia preparato nel migliore dei modi. Ci sono persone addette al canto anche nei giorni feriali, chierichetti che servono con una precisione non tanto statica ma come “corpo” che sta vivendo l’Eucarestia. Canti e danze diventano espressione di una Chiesa viva, di un cammino di fede. Più significativa di tante parole è l’immagine delle persone che partecipano in modo massivo alle celebrazioni. Lunedì eravamo in 13 a distribuire la Comunione. Abbiamo impiegato un quarto d’ora, immaginate quante persone erano presenti, compresi i bambini che, nonostante la giovane età, si sono dimostrati molto compassati. Un altro aspetto che mi ha stupito sono state le dichiarazioni del parroco, padre Giambattista: mi ha riferito che negli ultimi due sabati sono stati celebrati 800 battesimi e 600 matrimoni. Sono numeri che ci interrogano se pensiamo alle nostre parrocchie.

Anche il mondo missionario qui è molto vivace…

Abbiamo avuto la grande gioia di incontrare le suore bresciane presenti in Burundi. Sono suore di varie congregazioni: le Operaie, le Dorotee di Cemmo, le Mariste e le Ancelle della Carità. La loro presenza è indice della bellezza della condivisione con i più poveri. Il tutto è fatto per amore di Dio. Questa è la testimonianza più bella.

La missione, nel cammino della Chiesa, ha subito diverse trasformazioni. Siamo passati da un’esperienza unidirezionale, una Chiesa che inviava e una che riceveva, a una missione dalle forti connotazioni di cooperazione. Ognuno ha bisogno dell’altro. Adesso ci sono due Chiese che si scambiano doni, esperienze e anche stili. Nell’ottica della cooperazione, Kiremba, ormai da tantissimi anni, è legata alla nostra Chiesa diocesana. Qui il nome di Paolo Vi lo troviamo quasi su ogni parete. Guardando alla cooperazione, la Chiesa bresciana cosa può imparare da una realtà come quella del Burundi?

Qui noi portiamo tante realtà, tante cose. Come bresciano, come uomo di Chiesa e come Vicario generale porterò con me tanta ricchezza che dovrà essere uno stimolo per noi, legato a molteplici aspetti. Il primo è legato alla condivisione. Pensiamo a una semplice stretta di mano, a un saluto. Gesti il cui valore spesso ignoriamo tanto siamo presi da noi stessi. Il secondo aspetto è la forte partecipazione a livello liturgico. Il terzo fattore determinante è la capacità di vivere l’incontro con il Signore nella Chiesa. Vedere queste persone ci ha stimolato a rivedere il senso della fede che non deve ridursi a un semplice essere “bravi e buoni”. Bisogna essere capaci di dare accogliere il Signore nelle nostre vite, dandogli il giusto spazio: è un Dio che si incontra in Cristo Gesù, un Dio che desidera vivere questo grande amore anche attraverso il nostro volerci bene.

Alla scoperta dei segreti del castello

Lunedì 4 Marzo (a casa da scuola per il Carnevale… meraviglia!!!) abbiamo fatto una bellissima gita a Brescia… alla scoperta della nostra città.

Il viaggio stesso è stata un’avventura, visto che alcuni di noi non avevano mai preso una corriera. Arrivati a Brescia, fermata Le Carceri, abbiamo scarpinato fino in cima al monte Cidneo, dove il castello domina la città… che scapinata (per fortuna Orni aveva raccomandato di non mettere i tacchi!).

In castello ci aspettava il Sig. Gianpiero dell’Associazione Brescia Underground; sinceramente abbiamo pensato alla solita noiosissima visita guidata, in realtà è stata breve, sintetica e davvero interessante. Vi diamo qualche rimando, sperando di non annoiarvi.

Il nostro castello è la seconda fortificazione militare per estensione in Europa; il primo si trova in Spagna, ma risale al XVIII secolo, mentre il nostro castello, le prime pietre, sarebbero state poste da Cidno, re ligure, circa 2000 anni prima di Cristo… un bel primato!

Varie popolazioni si sono succedute nel tempo (dai Romani, ai Celti, ai Veneziani, ai Francesi…) e la nostra visita si è incentrata sulla Torre dei Prigionieri. Vi sono cinque livelli sovrapposti ( due non accessibili) e noi ne abbiamo visitati tre; due muniti di cannoniere disposte a raggiera che sono diventati nel tempo delle prigioni. La nostra guida ci ha parlato del tempo in cui vi erano segregati i partigiani, 50 per livello, in condizioni disperate e ci ha fatto notare le scritte che lasciavano sui muri (lineette che servivano per contare i giorni, poesie alle fidanzate, nomi e pensieri…): che strano effetto pensare che queste testimonianze furono le ultime parole prima della fucilazione.

L’ultimo piano è invece caratterizzato da un camminamento di ronda a 36 e dalla presenza di caditoie ed ha il tetto in legno.

Abbiamo anche visto i resti delle cisterne romane (sempre nella torre) e i deposi alimentari (olio, vino, grano, acqua) sempre risalenti all’epoca romana.

Ovviamente il tutto è stato reso ancora più coinvolgente dalla splendida vista che si gode da lassù… peccato ci fosse foschia!

Dopo la visita al castello abbiamo raggiunto la Freccia Rossa a piedi zigzagando per le vie della città; in Freccia, affamati, abbiamo mangiato davvero tanto.

É stata una bella giornata che ha unito cultura, divertimento, gioia di stare insieme e buona cucina (che non guasta mai!).

Alla prossima
Ornella, Sara, Giada
e i ragazzi del C.A.G.

La Democrazia è partecipazione!

Come avevamo già spiegato nel numero precedente della “Badia”, quest’anno al C.A.G ci si prepara alle elezioni, proprio così, nel senso che anche noi da Gennaio  siamo entrati in campagna elettorale. Infatti vogliamo  far conoscere ai ragazzi le modalità attraverso cui il cittadino esercita il proprio diritto democratico e percorrere le tappe che portano l’individuo responsabile ed onesto a votare il proprio Sindaco. A parlarci di democrazia e del ruolo di Primo Cittadino è venuta, nel mese di Dicembre, la Dott.ssa Cristina Tedaldi, Sindaco di Leno. 

Onorati della sua presenza, abbiamo ascoltato con attenzione le tappe che ci hanno portato al voto democratico in Italia e abbiamo cercato di capire meglio quale fosse il ruolo del Sindaco e della sua Giunta; inoltre le abbiamo fatto una piccola intervista per capire meglio la vita e i pensieri di una persona che si dedica anima e corpo a questo lavoro. Il Sindaco ci ha raccontato che il voto è un diritto conquistato attraverso molte lotte  e che la democrazia si basa sulla partecipazione attiva di tutti; se non si va a votare non esiste democrazia. Ogni voto conta ed è importante: l’insieme dei singoli dà vita ad un progetto più grande; è necessario essere cittadini responsabili  e partecipi quando si tratta di migliorare il proprio Paese.

Ci ha raccontato del suo ruolo di Sindaco e ci ha spiegato il compito della Giunta e del Consiglio Comunale. Tra le tante domande che le abbiamo rivolto, ci ha colpito il fatto che ha scelto di occuparsi della sua Comunità lasciando il suo lavoro di avvocato, per dedicarsi completamente a ruolo di Primo Cittadino. La Dott.ssa Tedaldi, durante il suo mandato amministrativo, ci ha detto che ha avuto molti momenti belli ma anche momenti difficili; ci ha spiegato che come Sindaco ha tanti impegni e doveri, ma che ha sempre fatto il suo lavoro con amore perché le sta a cuore il bene del paese e della sua Comunità. Il suo desiderio è quello che a Leno i cittadini possano vivere sereni e in sicurezza e che i ragazzi e gli adulti imparino sempre di più a rispettare l’ambiente e la terra: perché come dice un proverbio Masai  “Tratta bene la terra su cui viviamo: essa non ci è stata donata dai nostri padri, ma ci è stata prestata dai nostri figli”.

Ringraziamo il Sindaco di Leno Dott.ssa Cristina Tedaldi per la sua disponibilità e per l’interessante momento di confronto.

bty

A grande richiesta (e con voto democratico!) abbiamo trascorso una nottata al C.A.G.: ragazzi ed educatrici armati di sacchi a pelo, pigiami fantasiosi, cuscini e materassini si sono accampati nelle stanze del Centro. Fantastica la nottata che abbiamo trascorso… rigorosamente svegli! Anzi no… a dire il vero qualcuno è caduto in un sonno profondo nonostante la musica, il film, la pizzata e la merenda alle 3 di notte. E’ stata un’esperienza magnifica conclusasi con una succulenta colazione. I ragazzi sono stati davvero bravissimi!!!…e già incalzano gli educatori per ripetere l’esperienza!!!

Ornella Duina, Sara Della Torre, Giada Romeri, Anne Georges, Giacomina Treccani, Mattia Zoppini e i ragazzi e le ragazze del C. A.G. augurano a tutti Buon Anno! 

Svelare senza barriere

Come ogni anno a settembre è arrivato il momento del campionato provinciale di vela per velisti diversamente abili organizzato dal gruppo nautico Dielleffe giunto alla sua undicesima edizione. Da questa primavera ci siamo allenati fino ad arrivare a settembre che è il periodo più intenso, ricco di speranze, impegno, fatiche, ma anche tanta felicità e soddisfazioni!

Con noi gareggiavano altri centri: Fobaf-Anffas di Brescia, la Rondine di Mazzano e Annfas Desenzano-Rivoltella che conosciamo da anni ed è sempre bello condividere insieme i pranzi e le forti emozioni!

A farci da compagnia e un grande tifo c’era il nostro caro, ormai esperto, volontario Giuseppe Cocchi e la nostra compagna-amica Patrizia della comunità che ci hanno seguito durante tutto il percorso di quest’anno. Il campionato questa volta  si è svolto in modo diverso perché c’era una novità: la regata era di flotta, cioè vedeva impegnate tutte le otto barche con i rispettivi equipaggi e a noi questa nuova formula è piaciuta perché ci ha dato la possibilità di provare barche diverse dai J2U che usiamo durante gli allenamenti, anche se risultava più difficile orientarsi e svolgere le  manovre. In più abbiamo conosciuto nuove persone (skipper) simpatiche e disponibili come ad esempio Roberto, Francesco con la sua barca “frantumata” e Luigi Zeni che stavolta ci faceva da skipper sul J24. Sono state quattro giornate di regate (dal mercoledì al sabato), in tutto sei prove belle impegnative, con tanto caldo e sole ma ricche di emozioni e soddisfazioni.

L’equipaggio formato da Mnuel, Ermanno e l’educatore Angelo si è aggiudicato il quarto  posto mentre quello composto da Lucrezia, Ravinder e Cristian con l’educatrice Emanuela il quinto posto. Inoltre l’equipaggio “LENO1”  ha vinto un premio in legno (una barchetta di legno rossa appoggiata su un piedistallo) “Costa arredo cup” realizzato da costa arreda e consegnato da Matteo Costa.

La squadra di “LENO2” si è aggiudicata invece  un premio speciale “Trofeo challenge Luigina” in quanto l’equipaggio diversamente giovane: una vela in marmo di Carrara che resterà al cdd per un anno e verrà riconsegnato l’anno prossimo al Dielleffe per poter essere assegnato ad un nuovo equipaggio e quattro piccole riproduzioni consegnate ai quattro membri dell’equipaggio.

Sui passi di Francesco

Dal 23 al 25 aprile, il Centro oratori bresciani organizza un pellegrinaggio ad Assisi con il vescovo Pierantonio

È ancora vivo nella memoria delle migliaia di giovani bresciani il ricordo dell’esperienza vissuta con il vescovo Pierantonio quando in aula Nervi, lo scorso 7 aprile nel corso di Roma Express, hanno incontrato papa Francesco.

Meta. Quest’anno cambia la meta, ma non le attese e le speranze dei circa 1.200 ragazzi che si sono già iscritti al tradizionale pellegrinaggio di primavera: destinazione Assisi, sui passi di San Francesco. Il pellegrinaggio, promosso dalla Diocesi grazie all’organizzazione del Centro oratori bresciani e al supporto logistico di Brevivet, si terrà dal 23 al 25 aprile.

Cob. “Scegliere Assisi – ha sottolineato don Claudio Laffranchini, vice direttore del Cob – significa concentrarsi sulla bellezza della santità. La figura di San Francesco ci permetterà di entrerà in questa bellezza, in questo cammino in cui ognuno di noi è inserito, proprio come ci sprona a fare il nostro Vescovo. Con lui faremo questo pellegrinaggio ad Assisi, cercando di conoscere, attraverso alcune testimonianze, la vita di questo santo”.

L’appuntamento più atteso della prima giornata è la S.Messa con il vescovo Pierantonio nella Basilica Superiore di San Francesco. Qui darà il mandato ai partecipanti, ai ragazzi nati negli anni 2005/2006/2007. Il pellegrinaggio proseguirà poi alla scoperta dei luoghi cari a S. Francesco attraverso l’ascolto di diverse testimonianze: nella chiesa di San Domenico potranno ascoltare le parole di un frate, nella Basilica di S. Francesco, la catechesi sul ciclo pittorico di Giotto, nella chiesa di Santa Chiara è prevista la testimonianza di una Clarissa, mentre al Santuario della Spoliazione, la proposta vocazionale a cura del Seminario minore.

Cammino. Attraverso il cammino sui passi di San Francesco, “si crea un bell’intreccio – sono ancora parole di Laffranchini – fra l’esperienza di Chiesa e quella della testimonianza. Vedere tanti ragazzi insieme in questo cammino di santità ‘incontrando’ alcuni testimoni come S. Francesco e altre figure che ci parlano della bellezza di questo percorso ci permette di creare un perfetto connubio fra Chiesa e testimonianza”.

Informazioni. Sono due i pacchetti proposti: quello diocesano (175 euro a pellegrino) e l’iscrizione per gruppi autonomi (5 euro). Giovedì 11 aprile alle 20.30, a pochi giorni dalla partenza, è in calendario l’incontro dei capigruppo e la consegna dei materiali di viaggio a Casa Foresti in via Giovanni Asti 21 a Brescia. Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito del Centro oratori bresciani

Programma C.A.G. 2018/2019

Quest’anno il Centro di Aggregazione Giovanile “Don Milani” vuole affrontare il tema delle elezioni e ricreare le tappe fondamentali per la realizzazione del Consiglio comunale dei ragazzi . 

Il progetto di educazione alla cittadinanza è in stretta collaborazione  con la Giunta e il Consiglio Comunale di Leno e ha come obiettivo la creazione di un vero e proprio consiglio comunale di giovani, con un suo sindaco e suoi consiglieri, che possa discutere ed elaborare proposte  da presentare ai “colleghi” adulti.

Questo  progetto,  pensato per stimolare nei più giovani una partecipazione attiva alla vita della comunità di cui fanno parte, ha la finalità di far conoscere ai ragazzi le modalità attraverso cui il cittadino esercita i propri diritti democratici, incoraggia  la cultura del dialogo e della legalità,  promuove la conoscenza del funzionamento delle amministrazioni locali. Sappiamo bene che i cittadini hanno un ruolo importante nel costruire una società migliore e più democratica; e che sviluppare le competenze e gli atteggiamenti per una cittadinanza attiva è essenziale nell’educare i giovani.

I cittadini attivi non solo conoscono i loro diritti e le loro responsabilità, ma mostrano anche solidarietà con le altre persone e sono pronti a dare qualcosa alla società. 

L’attività sarà articolata in diversi momenti:

  • Incontro con il Sindaco di Leno Cristina Tedaldi, che spiegherà come si è giunti alla nascita della Costituzione e all’importanza del diritto di voto: seguirà una breve intervista al Sindaco. 
  • presentazione, da parte dei ragazzi interessati,  della propria candidatura a sindaco con il proprio entourage di consiglieri; seguirà la presentazione di un programma elettorale;
  • organizzazione della campagna elettorale da parte dei candidati, con strutturazione di manifesti, volantini ecc., e presentazione delle liste formatesi agli altri ragazzi del C.A.G;
  • Visita in Comune per vedere gli spazi adibiti al Consiglio Comunale per conoscere le autorità;
  • elezione dei consiglieri e del Sindaco da parte dei ragazzi del C.A.G, scrutinio e proclamazione ufficiale degli eletti;
  • insediamento del Consiglio e del Sindaco;
  • incontro tra il Sindaco del C.A.G. e le istituzioni.

Le proposte dell’anno

Attività e uscite 

  • Cene (animazione a seguire: gara di Just Dance): a Gennaio e a Maggio
  • Visita in Comune per vedere gli spazi adibiti al Consiglio Comunale 
  • Un incontro con un’ostetrica del distretto di Ghedi che tratterà il tema dei problemi adolescenziali con i ragazzi di terza media (Maggio 2019)
  • Uscita serale con classi terze (indicativamente Aprile)
  • Gite di tutta la giornata (una uscita con i mezzi pubblici e una con il pullman): il 4 Marzo (lunedì di Carnevale) e venerdì 26 Aprile (vacanze pasquali)

Don Davide e le educatrici del C.A.G.