A Fatima, cento anni fa…

Cento anni sono trascorsi dalle apparizioni della Vergine ai tre piccoli pastori, Lucia Dos Santos, Francisco e Giacinta Marto avvenute tra il 13 maggio e il 13 ottobre del 1917. Nel 1930 la Chiesa Cattolica proclama il carattere soprannaturale delle apparizioni e ne autorizza il culto. La nostra Associazione fonda sulle apparizioni di Lourdes e Fatima la sua spiritualità e l’apostolato. Segue il racconto delle ultime due apparizioni riportate nel volume “Due richiami un solo scopo” curato da sorella Elvira Myriam Psorulla. (centro Volontari della sofferenza).

Giovedì 13 settembre ore 12 QUINTA APPARIZIONE

La folla intervenuta a Cova da Iria supera le 2000 persone che, fiduciosamente pregando, attendono la visita della Vergine Santa. Lucia, giunta sul luogo, esorta la gente a recitare la corona. A mezzogiorno in punto, il sole radioso incomincia ad attenuarsi; l’atmosfera, come durante le altre apparizioni, prende un colore giallo-oro. E’ il quinto colloquio che la celeste Signora accorda ai piccoli pastorelli di Aljustrel.

MADONNA: “Perseverate nella recita della corona per ottenere la fine della guerra. Ritornate qui immancabilmente il giorno 13 del mese di ottobre. Verrà san Giuseppe col Bambino Gesù come pure Nostra Signora Addolorata e Nostra Signora del Carmelo”. Lucia chiede grazia per alcuni infermi che le raccomandano gli astanti.

LUCIA: “Non vorrete guarire questa piccola bambina sordomuta?”.

MADONNA: “Prima che passi un anno, essa troverà qualcosa di meglio”. Lucia prega ancora per altri ammalati.

MADONNA: “Alcuni li guarirò, altri no, perché il Signore non si fida di loro”.

LUCIA: “Il popolo vorrebbe costruire qui una cappella”.

MADONNA: “Si adoperi metà dei soldi fino qui raccolti per costruire i padiglioni. L’altra metà servirà per la costruzione della cappella”.

LUCIA: “Mi hanno dato queste due lettere e questa boccettina di profumo per voi”.

MADONNA: “Codesta roba non serve in Cielo”.

LUCIA: “Fate un miracolo perché tutti credano!”.

MADONNA: “Si, in ottobre farò un miracolo perché tutti credano”. É durante questa apparizione che la Madonna consiglia ai piccoli prescelti di non portare, durante la notte, il cilicio che essi si erano fatti con una grossa fune.

MADONNA: “Il Signore è contento dei vostri sacrifici, ma non ha piacere che dormiate con la corda. Portatela soltanto durante il giorno”.

Sabato 13 ottobre ore 12 – Sesta apparizione

Verso le ore 11.30 già più di 50.000 persone sono sul posto a Cova da Iria, nonostante la pioggia che ininterrottamente fin dalla sera avanti sta scendendo. Più tardi la folla raggiunge il numero di 70.000; sono tutti in una pozzanghera d’acqua e di fango, noncuranti della pioggia che continua a bagnarli e ad inzupparli. I tre bambini sono presenti. Si recita il rosario e si cantano lodi alla Madonna. A mezzogiorno preciso Lucia ha un gesto di sorpresa e interrompendo la preghiera esclama:

LUCIA: “Un lampo…” e guardando verso il cielo;

LUCIA: “Eccola, eccola!” “Il viso della bambina si fa più bello di quello che era, prendendo un colorito roseo ed assottigliandosi  le labbra”.

LUCIA: “Chi siete voi, Signora, e che cosa volete da me?”.

MADONNA: “Io sono la Madonna del Rosario. Desidero in questo luogo una cappella in mio onore”. Per la sesta volta la Vergine Santa raccomanda di “continuare a recitare la corona tutti i giorni”, aggiungendo che la guerra sarebbe cessata presto e che i soldati non avrebbero ritardato a far ritorno alle loro case.

LUCIA: “Avrei  tante cose da domandarvi. Vorrei sapere se le concordate tutte o no”.

MADONNA: “Alcune le concederà, altre no”. E subito ritornando al punto centrale del messaggio:

MADONNA: “Che non si offenda più Nostro Signore che è già troppo offeso!”. Queste sono le ultime parole del messaggio celeste. Nell’atto di congedarsi dai piccoli bambini, la Madonna ancora una volta apre le sue mani verginali, facendone uscire grandiosi fasci di luce superna. Levandole poi in alto verso il cielo, addita il sole, che incomincia ad apparire dietro le nubi, le quali improvvisamente si squarciano. Lucia con un grido dice alla folla: “Guardate il sole!” La moltitudine contempla uno spettacolo stupendo, unico, mai visto! E’ il grande miracolo promesso dalla Madonna.  La pioggia cessa immediatamente, le nubi si squarciano e appare il disco solare, come una luna d’argento, poi gira vertiginosamente su se stesso, simile ad una ruota di fuoco, proiettando in ogni direzione fasci di luce gialla, verde, rossa, azzurra, viola… che colorano fantasticamente le nubi del cielo, gli alberi, le rocce, la terra, la folla immensa. Si ferma alcuni momenti, poi ricomincia di nuovo la sua danza di luce come una girandola ricchissima.

Si arresta ancora per incominciare una terza volta più svariato, più colorito, più brillante. La moltitudine estatica, senza fiatare, contempla. Ad un tratto tutti hanno la sensazione che il sole si stacchi dal firmamento e si precipiti su di loro! Un grido unico, immenso, erompe da ogni petto: esso traduce il terrore di tutti, e nelle varie esclamazioni esprime i diversi sentimenti:
– Miracolo, miracolo! – dicono alcuni;
–  Credo in Dio – esclamano altri;
–  “Ave Maria” – pregano;
– Mio Dio, misericordia! – gridano i più, e, cadendo a terra ginocchioni nel fango, recitano ad alta voce l’atto di contrizione.

Questo spettacolo dura dieci minuti!

Credenti e miscredenti, semplici contadini e cittadini colti, uomini di scienza, corrispondenti di giornali e non pochi sedicenti liberi pensatori, i quali tutti senza preparazione di sorta, senza altra suggestione che la voce di una fanciulla, che grida: “Guardate il sole!”, vedono gli stessi fenomeni, con le stesse frasi, nello stesso tempo, nel giorno e nell’ora da mesi promessi e preannunziati. Lucia descrive i particolari di quest’ultima apparizione: “Nel cielo, accanto al sole, per tutta la durata del prodigio solare, ho visto S. Giuseppe e il Bambino Gesù accanto alla Madonna. In seguito ho visto Nostro Signore che benediceva la folla. Poi, la Madonna si è mostrata vestita come Nostra Signora dei Sette Dolori, ma senza la spada nel petto. Infine, l’ho vista vestita in altro modo; non so come dire ma mi sembra che era Nostra Signora del Carmelo. Ella era vestista in bianco, con un mantello blu e teneva in mano uno scapolare. Il Bambino era nelle braccia di S. Giuseppe. Era molto piccolo; sembrava avesse circa un anno. Tutti e due erano vestiti di color rosa chiaro”. La visione multiforme non è accompagnata da nessuna parola.

La Chiesa ha accolto il messaggio di Fatima: “Convertitevi e credete al Vangelo”. Gli interventi dell’Immacolata a Fatima diventano espressione dell’ansia materna di Maria che si preoccupa della sorta dei suoi figli, che accompagna verso la salvezza attraverso la penitenza, la conversione, la riparazione come dono di sé per la salvezza dell’uomo. Noi ammalati facciamo nostre queste esortazioni della Madonna di Fatima offrendo le nostre sofferenze in riparazione dei peccati e come dono per la salvezza del mondo.

Risonanze del Centenario

 Un grande “Evento” nella vita della nostra Parrocchia è stato la “Settimana (poco più) della Missione” per la celebrazione del primo centenario di Consacrazione della Chiesa.

Non è possibile dimenticare i vari, bei momenti che la Comunità lenese, per intero, ha vissuto, rispondendo, partecipando alle varie iniziative. Suggestivo è stato l’inizio con la Celebrazione dell’Eucarestia. I presenti hanno accolto con commozione l’entrata processionale dei Ministri (sacerdoti e missionari) che incedevano all’Altare con molta compunzione, accompagnati dal suono dell’organo e dal canto della corale.

Il profumo dell’incenso si diffondeva per la grande navata e avvolgeva i presenti che rispondevano al canto delle bellissime Litanie dei Santi, “prega o pregate per noi”.

Nella liturgia della Parola, Monsignore ha evidenziato il valore della ricorrenza centenaria e il significato dello slogan, proprio della Missione, “Siamo Pietre Vive”. Questo centenario di Consacrazione della nostra chiesa, oltre ad essere cara memoria, è un memoriale perché, con il lavoro a catena umana dei buoni lenesi che da Milzanello a Leno “passavano di mano in mano” le antiche pietre, “si cementava un rapporto di fede e comunione tra la gente”.

Quelle pietre costruirono allora il meraviglioso tempio, oggi i fedeli che vogliono vivere il Vangelo, costituiscono le nuove pietre vive del “tempio di Dio: la Chiesa”: il “passaggio dai muri alla vita”.

Altro momento significativo: la consegna delle Lampade alle varie zone cittadine nella persona dei responsabili. Stupendo, poi, il Mandato ai catechisti che, processionalmente, sfilavano e sostavano davanti al libro del Vangelo posto al centro della chiesa, mentre tutto il popolo snodandosi dai lati, si portava al centro per esprimere sul Vangelo il Credo, al canto: “il tuo popolo in cammino” una vera, delicatissima danza raccolta e serena, di preghiera e di fede.

Solenne il momento in cui tutti i concelebranti, attorno all’Altare, hanno steso le mani per invocare lo Spirito Santo sul pane e sul vino, perché, il Mistero della Croce e il Mistero della Chiesa si compissero ancora una volta attraverso quel cerchio di ministri, cerchio che congiungeva la Chiesa della terra con quella del Cielo, presente nei Santi Patroni: Pietro, Paolo, Benedetto, Vitale, Marziale e tutta la corte celeste.

Massima espressione dell’Eucarestia si è avuta la domenica, con la celebrazione del nostro Vescovo. Egli ha amministrato la Confermazione ai 72 ragazzi che per cinque anni, insieme ai loro genitori, si erano preparati per ricevere i Sacramenti dell’Iniziazione Cristiana. I medesimi poi, dalle sue mani hanno ricevuto, per la prima volta, il Corpo di Cristo.

È stato dato spazio, nei vari giorni, a tanti altri bei momenti: quello della Parola nei Centri di Ascolto. La Parola è il Verbo, il Signore. La celebrazione della carità alla presenza delle varie associazioni o gruppi impegnati nelle diverse forme. Il trittico: Eucarestia, Parola, Carità si è consolidato.

Infine la festa tradizionale della Madonna del Rosario è stata l’espressione più viva e sentita della Comunità che ha onorato la Regina del Rosario con la processione per le vie cittadine: un vero trionfo dovuto alla Madre di Dio e nostra, con devozione, preghiera e fede. Alla Madonna affidiamo il vissuto di questo primo Centenario della nostra Chiesa locale; a lei ancora affidiamo i secoli che le generazioni future vivranno con fedeltà, fede e carità.

Suor Maria Pia