Iscrizioni al catechismo

Leno, 31 agosto 2019

Carissime famiglie,

diamo inizio ad un nuovo anno pastorale ricco di opportunità per vivere l’esperienza della comunità cristiana, condividendo la nostra fede e la nostra appartenenza alla Chiesa.

Se ora ci stiamo incontrando, è perché abbiamo scelto di fidarci della provvidenza del Signore ed anche delle proposte che la Parrocchia esprime per facilitare la partecipazione alla vita comunitaria. Se ci stiamo incontrando, ancora, è anche perché avete responsabilmente scelto di accompagnare i vostri figli attraverso i percorsi di catechesi, dove alcuni tra voi cominciano assieme a famiglie nuove ed altri continuano le esperienze in atto.

In base alle diverse fasce d’età, ciascun gruppo avrà un calendario con le indicazioni per gli incontri dei ragazzi e dei genitori e comprensibilmente diversi saranno i momenti nei quali ci si ritroverà. Ci sembra, comunque, bello e pensiamo esprima anche un forte senso di appartenenza, che assieme, tutti, ci presentiamo a Dio in un momento di preghiera per ringraziarlo delle attività estive appena concluse e per affidarci in vista del nuovo periodo. Ecco, allora, che in occasione delle Sante Quarantore, che già sono una tappa significativa all’interno dell’anno pastorale, possiamo dare inizio ufficiale al catechismo davanti all’Eucarestia.

Ci incontreremo in un unico momento: domenica 29 settembre alle ore 10.30 in Chiesa; in quell’occasione vi chiediamo di riportare compilato il modulo di iscrizione che avete ricevuto in Oratorio. L’invito è esteso a tutta la famiglia.

Augurandoci ogni bene nel Signore Gesù, vi salutiamo.

I Sacerdoti, le Suore e i Catechisti.

Quando arrivate in chiesa parrocchiale vi invitiamo a consegnare il modulo iscrizione all’ingresso e ad accomodarvi nella parte indicata sulla piantina sotto riportata.

Le iscrizioni saranno aperte dal 16 al 23 settembre, presso l’Oratorio, dalle ore 15:00 alle ore 18:00.

Le radici del perdono – parte seconda

… Arrivarono intorno al 51 a.C. e trovare a casa Giulio Cesare fu una vera impresa, si diceva in città che i Galli gli stavano procurando non poche preoccupazioni, ma secondo alcuni messaggeri il giorno del suo ritorno era imminente

Federico, Gioele e Sofia si appostarono davanti al suo palazzo attrezzati con panini e sacchi a pelo e con pazienza lo attesero. Finalmente dopo alcuni giorni tornò vittorioso dalla sua campagna in Gallia, preceduto da cortei e fanfare e carico di onore, di oro e di schiavi.

Cesare esprimeva superbia e orgoglio con tutto il suo aspetto e, degnandosi di ricevere quegli strani giovani, li guardò dall’alto al basso un po’ stupito per i loro abiti barbari e il loro linguaggio decisamente “volgare”.

I giornalisti posero anche a lui la domanda sul perdono e sdegnato, il famoso Giulio, a causa del disgusto che questa idea gli provocava, cadde rovinosamente dal suo trono. Rialzandosi aiutato dai centurioni urlò: “E’ uno scandalo, è uno scandalo, non nominate neppure quella parola, volete forse distruggere Roma? I valori su cui fondiamo l’impero sono: la forza, la conquista, il successo, la sottomissione, lo sfruttamento dei nemici vinti e così via. Siete forse spie dei Galli? Volete creare disordini in città?”  Dopo qualche timido tentativo di spiegare, i giovani, notando che nel condottiero la rabbia saliva in modo preoccupante, temendo una condanna a morte, con un frettoloso “Ave Cesare”, un po’ delusi si accomiatarono rapidamente. Fortunatamente la macchina del tempo era parcheggiata fra due bighe fuori dal portone del palazzo: la loro ricerca era ancora in alto mare.

Ripartirono sfuggendo per un pelo a una intera centuria inferocita che su ordine di Giulio li seguiva con pessime intenzioni e si trovarono così in Palestina intorno al 30 d.C. Gesù e i suoi amici erano sempre in movimento, non avevano fissa dimora, nessun indirizzo, nessun cellulare da chiamare.

Dopo un lungo vagabondare sotto un sole cocente e senza nemmeno una Coca Cola per dissetarsi, i tre cronisti stavano quasi per rinunciare all’intervista, quando la loro attenzione fu attirata da un gruppo di persone schiamazzanti intorno a una donna. La donna era a terra tra la polvere, con gli abiti strappati e il volto inondato di lacrime. Gli uomini intorno a lei tenevano in mano grosse pietre. C’era anche un uomo alto con barba, capelli lunghi e uno sguardo intenso, fermo e in silenzio insieme ad alcuni che parevano suoi seguaci. Sembrava Gesù, era Gesù!

I tre giovani dopo qualche minuto di smarrimento capirono, non potevano crederci, stavano per assistere in diretta all’episodio della adultera: “Che scoop!” Sapete tutti come è andata a finire. Dopo l’episodio, nella piazza non era rimasto più nessuno ed essi riuscirono ad avvicinare Pietro che era ancora un po’ scosso per l’accaduto, non li guardò neppure e non si accorse del loro aspetto poco palestinese: “L’ha perdonata… capite, una donna così e Lui… l’ha perdonata! E quegli uomini pronti a uccidere se ne sono andati tutti, è bastata qualche parola per trasformare una folla inferocita in un gregge di agnelli.

Questa è proprio una bella novità, cosa significa? Perdonare i peccatori, perdonare i nemici, porgere l’altra guancia. Sarà difficile far entrare quest’idea nelle nostre teste dure di pescatori”. I ragazzi esultarono. Finalmente avevano trovato le radici del perdono. Il perdono cominciava qui. Povero Pietro, dopo secoli di legge del taglione, questa novità era sconvolgente, cambiava totalmente la sua vita e quella di tanti altri che in futuro lo avrebbero seguito sulle orme di Gesù

Sofia, Federico e Gioele decisero di salutare il futuro apostolo, lasciandolo seduto su una grossa pietra con la testa fra le mani. Ora bisognava dargli un po’ di tempo per capire e imparare a vivere questa nuova idea

Obiettivo raggiunto!  Tornati alle loro case i ragazzi fecero una seria ricerca su internet e scoprirono che da Gesù in poi: anche se non tutti gli uomini avevano capito, anche se qualcuno non capisce ancora adesso e spesso anche ognuno di noi se ne dimentica, qualcosa cambiò. Questa idea rivoluzionaria del perdono si diffuse, nei secoli successivi tanti uomini e donne ne fecero un ideale di vita, furono capaci di rovesciare addirittura imperi con la loro rivoluzione pacifica e furono seminatori di pace.

E fu a questo punto che Gioele da sempre convinto pacifista, con una variopinta bandiera arcobaleno sul muro della camera capì, che non era quella bella bandiera a fare di lui un seminatore di pace, ma la sua capacità di perdonare a cominciare dal suo compagno picchiatore. Perché la pace, la vera pace, quella che umilmente, silenziosamente, ma implacabilmente cambia il mondo ogni giorno, ogni mese, ogni anno, ogni generazione, comincia sempre, sempre dal perdono.

Comunicazioni appuntamenti VI anno catechesi

Ai genitori dei ragazzi del
VI anno di catechesi

Gentili Signori, con la presente, siamo a comunicarvi alcune date di appuntamenti che pensiamo possano essere significativi per il cammino di catechesi dei vostri figli in preparazione alla celebrazione dei sacramenti della confermazione ed eucarestia:

Giovedì Santo, 18 aprile

  • Per chi volesse, ci sarà la possibilità di partecipare alla Santa Messa Crismale, in cattedrale a Brescia, presieduta dal Vescovo Pierantonio. Questa celebrazione indica l’inizio del triduo pasquale. Referente per questa possibilità è la catechista Annalisa. Chi fosse interessato può contattarla al n.3341823495;
  • Tutto il VI anno è invitato alle ore 20.30, in chiesa, a Leno, a partecipare alla Santa Messa “nella Cena del Signore”, dove verrà fatta memoria del gesto di Gesù di lavare i piedi ai suoi discepoli. Alcuni ragazzi/e del VI anno, saranno incaricati di rappresentare gli apostoli. Gli incaricati verranno indicati durante gli incontri di catechismo precedenti.

Venerdì Santo, 19 aprile

L’invito è ancora esteso a tutto il VI anno, per la celebrazione del BACIO AL CROCIFISSO, alle ore 20.30, in chiesa, a Leno; Qualora non fossero possibili le partecipazioni serali, invitiamo alle preghiere che verranno fatte il venerdì mattina e il sabato mattina, alle ore 10, sempre in chiesa, a Leno.

Domenica 28 aprile

Ritiro spirituale all’oratorio di Milzanello, in preparazione alla celebrazione dei sacramenti. Il programma prevede:

  • Ore 09.45: arrivo alla chiesa di Milzanello;
  • Ore 10.00: Santa Messa;
  • Ore 11.00: proposta di riflessione e preghiera personale;
  • Ore 12.00: pranzo al sacco;
  • Ore 13.30: lavori di gruppo;
  • Ore 15.00: conclusione.

In merito al ritiro spirituale, per quanto concerne i trasporti, chiediamo a ciascuna famiglia di organizzarsi per gli spostamenti. La stessa cosa vale per il pranzo al sacco. Informiamo, inoltre, che tutta la proposta si svolgerà nella chiesa e nell’oratorio della parrocchia di Milzanello.

Ricordiamo, ancora, che nelle date di sabato 23 marzo e 27 aprile p.v. come accordatici durante l’ultimo incontro, ci saranno le prove di canto per il coro dei genitori. Le prove si terranno in aula verde, alle ore 20.30. Come stabilito, i ragazzi possono venire con i genitori in occasione delle prove e per loro sarà organizzata un’attività.

Ricordiamo, infine, che le confessioni e le prove per la celebrazione dei sacramenti, si svolgeranno sabato 11 maggio 2019, alle 20.30 in chiesa a Leno.

Cogliamo l’occasione per augurare un buon cammino quaresimale.

Don Davide e i catechisti

Iscrizioni al catechismo | 2018-2019

Carissime famiglie,

diamo inizio ad un nuovo anno pastorale ricco di opportunità per vivere l’esperienza della comunità cristiana, condividendo la nostra fede e la nostra appartenenza alla Chiesa.

Se ora ci stiamo incontrando, è perché abbiamo scelto di fidarci della provvidenza del Signore ed anche delle proposte che la Parrocchia esprime per facilitare la partecipazione alla vita comunitaria. Se ci stiamo incontrando, ancora, è anche perché avete responsabilmente scelto di accompagnare i vostri figli attraverso i percorsi di catechesi, dove alcuni tra voi cominciano assieme a famiglie nuove ed altri continuano le esperienze in atto.

In base alle diverse fasce d’età, ciascun gruppo avrà un calendario con le indicazioni per gli incontri dei ragazzi e dei genitori e comprensibilmente diversi saranno i momenti nei quali ci si ritroverà. Ci sembra però bello e pensiamo esprima anche un forte senso di appartenenza, che assieme, tutti, ci presentiamo a Dio in un momento di preghiera per ringraziarlo delle attività estive appena concluse e per affidarci in vista del nuovo periodo. Ecco, allora, che in occasione delle Sante Quarantore, che già sono una tappa significativa all’interno dell’anno pastorale, possiamo dare inizio ufficiale al catechismo davanti all’Eucarestia.

Ci incontreremo in un unico momento:
DOMENICA 30 settembre alle ore 10.30 in Chiesa;

in quell’occasione vi chiediamo di riportare compilato il modulo di iscrizione che avete ricevuto in Oratorio. L’invito è esteso a tutta la famiglia.
Augurandoci ogni bene nel Signore Gesù, vi salutiamo.

I Sacerdoti, le Suore e i Catechisti.

Le iscrizioni saranno dal 17 al 23 settembre, dalle ore 15:00 alle 18:00 presso la segreteria dell’Oratorio.

Quando arrivate in chiesa parrocchiale vi invitiamo a consegnare il modulo iscrizione all’ingresso e ad accomodarvi nella parte indicata sulla piantina sotto riportata.

Lettera ai cresimandi

Sono già volati 5 anni insieme, 5 anni che ci hanno portato a questo giorno di festa, all’incontro con il Signore.

Siamo cresciuti insieme ed è stato bello farvi conoscere in modi diversi attraverso la preghiera, l’ascolto, il canto, il gioco quanto è bello e prezioso Gesù. É Lui il tesoro, il regalo più bello di questo giorno è lui la roccia su cui poggiare la vita che vi aiuterà a non vacillare, a non perdervi fra le mille voci di questo mondo.

Questo è l’augurio che vi facciamo: saltate lo steccato della mediocrità, volate alto insieme a Gesù per vedere realizzati i vostri sogni ed avere una vita piena. L’amore di Dio Padre e di Gesù siano per voi la certezza su cui poggiare le fondamenta della vostra crescita. Nelle curve pericolose sulla strada della vita restate ben saldi a colui che è vero e che non delude mai e che Forza, Sapienza, Scienza, Intelletto e Consiglio siano al vostro fianco e non vi manchi mai la Pietà verso il prossimo e il Timore di Dio.

Noi che vi vogliamo bene, vi terremo stretti nel nostro cuore come una grande famiglia riunita davanti all’altare, 

Buon viaggio ragazzi!

L’oratorio del catechismo

Il testo dal titolo “L’oratorio del catechismo” è la prima opera della collana dei quaderni della storia dell’oratorio bresciano

Il testo dal titolo “L’oratorio del catechismo” è la prima opera della collana dei quaderni della storia dell’oratorio bresciano. Questo testo presenta la figura e la dimensione educativa di Monsignor Lorenzo Pavanelli (1886-1945) e permette di riscoprire buona parte della storia iniziale della vita oratoriana bresciana. A partire dalla chiave di lettura dell’annuncio educativo e della catechetica rivolta alla fascia sia dell’infanzia sia giovanile, Pavanelli fu educatore capace di mettersi a servizio dell’opera educativa. Fu curato dell’oratorio di Sant’Alessandro, successore di padre Piamarta e nell’esperienza parrocchiale mantenne uno sguardo profondamente rinnovato e positivo  dentro un tempo segnato anche da dialettiche particolarmente oscure come quelle dell’anticlericalismo sorto dalla seconda metà dell’800 bresciano. In una società che si trovava politicamente e socialmente frammentata, l’oratorio è sempre rimasto ponte tra la vita intima della Chiesa e la realtà sociale.

Ai contenuti del catechismo si andavano spesso  accostando opere di associazionismo. Nell’attenzione alla realtà giovanile variegata dal punto di vista studentesco, operaio e agricolo molte furono le intuizioni di Pavanelli. Grande fu in particolare la sua capacità di sintesi delle risorse che venivano emergendo dall’attività di molti cattolici bresciani: l’attenzione alla cultura dovuta all’opera del beato Tovini e al nascente operare del settimanale cattolico La Voce del Popolo, così come le innumerevoli iniziative per costruire ponti sempre più solidi tra la chiesa e la scuola che rischiavano di essere indeboliti da alcune posizioni dello Stato neonato sabaudo, furono solo alcune delle intuizioni e costellarono la sua azione in un’epoca di forte cambiamento anche eccelsiale. L’oratorio diveniva così luogo di formazione sotto tutti gli aspetti, ma mai di improvvisazione pedagogica. Il testo di Pietro Guarneri ci permette di riconoscere una profonda progettualità e un desiderio di lungimiranza da parte delle figure promotrici della vita oratoriana dell’epoca. L’impianto educativo di Pavanelli risulta di forte impronta personalista, percorre le categorie delle passioni, del sentimento e della ragione con il desiderio di una educazione integrale che vede nella famiglia, nella scuola e nella chiesa i luoghi fondativi della persona. Scriverà: “lo scopo dell’educazione è la felicità dell’uomo”.

In particolare scelte educative come quelle di un metodo ciclico e di un sistema intuitivo permettevano di comunicare contenuti simili a generazioni diverse stratificando i significati per poter procedere per spiegazioni coerenti, ma sempre più profonde, a partire dalla fanciullezza verso l’età giovanile rinforzando così i contenuti della fede e anche gli strumenti intellettuali per poterla conoscere portare avanti. Il testo si rivela prezioso per la innumerevole quantità di citazioni dirette dei testi di Pavanelli così come delle fonti documentarie dell’epoca, permettendoci un’immersione nella tensione educativa positiva che si respirava dentro la minaccia di una secolarizzazione sistematica. Pensieri e ideologie sorgendo con una potenza inattesa diventavano fonti di confusione e smarrimento anche per quanti avevano vissuto una stabilità e fedeltà la loro fede cristiana. Dalla raccolta delle fonti si evince anche come il lavoro svolto si nella Diocesi di Brescia risultasse particolarmente significativo per il territorio nazionale. Eventi, congressi e pubblicazioni affrontavano la sfida educativa che troppo spesso consideriamo solo contemporanea. Entrare con serenità e conoscere quelli che sono stati i passi significativi della vita degli oratori bresciani ci da così di poter stimare le radici di quella che sarà una florida crescita nei decenni successivi dei quali ancora oggi noi godiamo gli effetti ed il privilegi.

Domenica 4 febbraio: Festa della Vita!

La vita è un dono immenso che va ricordato, onorato e festeggiato. A Milzanello i bambini hanno voluto dimostrare la loro gioia di vivere e durante la messa hanno portato all’altare:

  • Una ciotola di terra, come simbolo dei miliardi di uomini che vivono sulla Terra; ognuno con la propria storia, razza, cultura, carattere. Tutti, però, amati da Dio e con un grande compito: rispettare il prossimo e la natura che li circonda.
  • Una brocca di acqua, in ricordo del giorno del Battesimo quando siamo diventati figli di Dio e discepoli di Gesù chiamati a testimoniare la sua Parola  con la vita.
  • L’immagine del sole, in ricordo dell’inizio della giornata. E’ bello ogni giorno scoprire la vita con le sue gioie, i suoi dolori, le sue speranze.

Questi gesti hanno aiutato tutti a riflettere sulla grandezza del dono e del mistero della vita; lode e ringraziamento al nostro Dio.

É stata rivolta al Signore della vita anche questa bella preghiera:

O Dio, luce del mondo,
fa’ che sappiamo vedere il riflesso del tuo splendore
sul volto di ogni uomo:
nel mistero del bimbo che cresce nel grembo materno;
sul volto del giovane che cerca segni di speranza;
sul viso dell’anziano che rievoca ricordi;
sul volto triste di chi soffre, è malato, sta per morire.
Suscita in noi la volontà e la gioia di promuovere,
custodire e difendere la vita umana sempre,
nelle nostre famiglie, nella nostra città, nel mondo intero.
Per intercessione di Maria,
piena di grazia e Madre dell’Autore della vita,
manda su di noi il tuo Santo Spirito,
e fa’ che accogliendo e servendo l’immenso dono della vita,
possiamo partecipare alla tua eterna comunione d’amore. Amen.

Al termine della Messa, ogni famiglia ha ricevuto una primula come simbolo di rinascita e i palloncini colorati, con i pensieri dei bimbi, sono diventati il segno della gioia di vivere di tutta la comunità.

I piccoli di Milzanello hanno voluto fare un gesto che dimostrasse concretamente il loro amore per tutti i bambini, donando all’associazione “Un sorriso di speranza” il ricavato della vendita dei loro lavori realizzati in oratorio durante l’Avvento. La cifra donata è di euro 76,50.

Un grazie di cuore ai volontari che hanno aiutato i ragazzi.

Guarda le immagini della giornata:

Festa della Vita a Milzanello – 2018

Bellezza e piacere

La ripresa dell’incontro di formazione per i genitori dei ragazzi del VI e VII anno ICFR tenuta dal prof. Giuseppe Mari il 3 febbraio 2018.

Relatore: Giuseppe Mari
Ordinario di Pedagogia generale, Università Cattolica del Sacro Cuore (giuseppe.mari@unicatt.it).

(…) la Chiesa esiste per comunicare proprio questo: la Verità, la Bontà e la Bellezza “in persona”. (Papa Francesco, Discorso, 16 marzo 2013)

Perché la chiesa annuncia la bellezza “in persona”?

  • Perché annuncia Cristo, il “Buon Pastore”;
    Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore. Il mercenario invece, che non è pastore e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge e il lupo le rapisce e le disperde; egli è un mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre; e offro la vita per le pecore (Vangelo secondo Giovanni 10,11-15)
  • L’originale dice “bel (kalós) pastore”. Che cosa c’è di bello in Gesù?
  • Che dà la vita;
  • La radice della “bellezza” è morale, lo dice la parola stessa: “bello” dal latino benolus, diminutivo di bonus (“buono”). Ecco perché ciò che è bello corrisponde a ciò che è buono e a ciò che è vero;
  • La bellezza che cambia (perché è soggetta al potere del tempo) non è la “vera” bellezza e nemmeno quella “buona”. Non significa nulla? Certo che significa qualcosa, ma – appunto – solo una parte (la superficie) di quello che vuol dire la bellezza, che significa molto di più;
  • Lo stesso vale per il piacere. Tutto ciò che è buono genera piacere, ma non tutto ciò che genera piacere è buono. Come facciamo a orientarci? Dobbiamo fare attenzione a chi diventiamo attraverso quello che facciamo. La favola di Pinocchio insegna.

Un antico racconto per riflettere insieme

Eracle, al momento del passaggio dalla fanciullezza alla giovinezza, quando i giovani, ormai padroni di sé, mostrano se nella vita si indirizzeranno sulla via della virtù o su quella del vizio, si recò in un luogo solitario e seduto si domandava quale strada prendere; ed ecco gli apparvero due donne che venivano verso di lui (…). [Una] gli disse: “Vedo che tu, o Eracle, sei in dubbio su quale indirizzo dare alla tua vita. Allora, se mi farai tua amica, io ti porterò per la strada più dolce e facile, e non ci sarà piacere che tu non gusterai e passerai la vita senza fare esperienza del dolore”. (…) Ed Eracle, dopo averla ascoltata, chiese: “Donna, come ti chiami?”. E quella: “Felicità mi chiamano gli amici, ma quelli che mi odiano mi chiamano con disprezzo Vizio”. E intanto l’altra donna, avvicinatasi, disse: “Anch’io giungo a te, o Eracle, conoscendo i tuoi genitori (…). Non ti ingannerò con promesse allettanti, ma ti spiegherò senza menzogne come gli dei hanno ordinato la realtà delle cose buone e belle che ci sono, infatti, nessuna essi concedono agli uomini senza fatica e impegno (…). Se ti prenderai cura di affrontare questi sacrifici, tu potrai, o Eracle, figlio di nobili genitori, acquistare la più beata felicità”.
(Senofonte, Memorabili, II, 21-34; RCS 2001, pp. 161-169)

  • La forza fisica è sfidata a mostrarsi forza morale;
  • Il piacere attira ed è una aspirazione che tutti abbiamo;
  • I due discorsi si assomigliano molto, ma c’è un particolare unico nel discorso di Virtù;
  • È il richiamo ai “genitori”. Ci ricorda che abbiamo una provenienza, cioè qualcosa di originario: la nostra dignità. Siamo liberi solamente se scegliamo quello che ci merita ossia quello che vale. In caso contrario la bellezza e il piacere, che costituiscono due richiami che possono essere buoni, diventano cattivi perché ci fanno agire male cioè in modo incoerente rispetto al bene che siamo.

Spettacolo di Natale del gruppo di Catechismo del 7° Anno

I Ragazzi del gruppo Catechistico del 7° anno, giovedì 23 dicembre 2017, hanno raccontato, con uno spettacolo presso il teatro dell’Oratorio, il loro percorso di catechesi di questi ultimi mesi. Buona visione.