I tempi di Giovanni Battista, l’ultimo profeta dell’antico testamento

La registrazione dell’incontro del 14 gennaio, guidata da Francesco Maria Feltri, storico dell’ebraismo.

Cammini per adolescenti e giovani

Nello scorso ottobre, dopo un adeguato tempo di programmazione, sono partiti i cammini per gli adolescenti e i giovani che interesseranno tutto l’anno pastorale. Tre, sono i gruppi che si sono formati con i rispettivi educatori e ovviamente tre sono le progettualità e le modalità operative. 

Il primo interessa la fascia dei ragazzi dai 13 ai 14 anni e di questi, una cinquantina hanno aderito alla proposta. Con questo gruppo di ragazzi, proveremo a sviluppare un percorso che provi innanzitutto ad ascoltarli nelle loro esigenze e proponga la riflessione e l’approfondimento di 4 punti cardine, ossia: riconoscere l’unicità di ciascuno; l’apprendere che la vita “funziona” se la doni e per questo l’esempio più grande ci viene dal Signore Gesù, capace di andare fino alla croce; il maturare una capacità critica e la conseguente possibilità di scegliere ciò che è secondo Dio che per noi vuol dire il bene e rigettare ciò che non sia secondo la sua volontà; infine, dando spazio al “bisogno di futuro” e la naturale propensione al desiderio che è insito nell’animo umano. Proveremo, a differenziare anche la proposta, all’interno delle programmazioni, a seconda della componente femminile e di quella maschile facendo attenzione alla comprensione che abbiamo del nostro corpo.

Il secondo gruppo di ragazzi, è rivolto a quelli della fascia 15-18 anni. Per questi 30, già lo scorso anno ha funzionato la proposta del teatro, ricordiamo la bella esperienza di Noè in chiave moderna, una produzione Oratorio San Luigi. Quest’anno, anche a partire dalla loro richiesta, abbiamo dato inizio ad un nuovo progetto: “Quando cadono le stelle”. In questo caso, il piano educativo che passerà attraverso la dimensione teatrale, proverà a toccare i temi della ricerca della felicità e la scoperta della propria libertà. Le dimensioni dell’avventura, dello stupore, della ricerca e del saper cogliere gli aiuti che ci possono venire da chi ci sta accanto o incontriamo lungo il cammino, porteranno i protagonisti della nuova opera targata Oratorio San Luigi, nella prima metà del secolo scorso, in un’America carica di opportunità ma anche di contraddizioni. Lì, vedranno, come l’amore, che è il riflesso di quello di Dio, diventa la chiave per riconoscere la bellezza di maturare relazioni significative.

Il terzo gruppo, riguarda i più grandi. In realtà non sempre come età, ma come esperienza in Oratorio sì. La proposta, ha trovato l’accoglienza di una trentina di ragazzi dai 16 ai 22 anni. Con loro, abbiamo stabilito un percorso che è stato il risultato di una riflessione comune. Innanzitutto, va ricordato che l’input è partito proprio da loro, dopo la bella esperienza del servizio all’ultimo Grest e questo ha dato l’opportunità anche di coinvolgere altri ragazzi che normalmente non hanno una presenza costante in Oratorio. Complimenti, quindi a loro e al loro entusiasmo. L’idea è quella di confrontarci su ciò che ci permetta di realizzarci e diventare uomini e donne liberi, nel senso, appunto di cogliere le possibilità per raggiungere la felicità. Per questo, proveremo a incontrare persone che hanno vissuto esperienze di riscatto, che hanno saputo trovare attorno a loro e in loro, le forze per rialzarsi. Ci confronteremo con quanti stanno vivendo esperienze di dono attraverso l’attenzione ai più bisognosi. Ci metteremo in ascolto della Parola di Dio e proveremo a condividere la nostra fede. Abbiamo messo in programma quattro giorni di esercizi spirituali e daremo spazio a esperienze di volontariato. Infine, è stato calendarizzato un cammino da Assisi a Roma nella prossima estate. 

Come potete vedere, di opportunità ve ne sono parecchie. Che il Signore, benedica l’impegno e i desideri di quanti interverranno in tali proposte. Seguiteci su oratorioleno.it.

“Credo in un solo Dio”, ma non in un Dio solo. Qual’è lo specifico della fede cristiana?

Incontro tenuto da Monsignor Renato Tononi, teologo. Percorso di formazione teologica per catechisti, 20 novembre 2019.

Iscrizioni al catechismo

Leno, 31 agosto 2019

Carissime famiglie,

diamo inizio ad un nuovo anno pastorale ricco di opportunità per vivere l’esperienza della comunità cristiana, condividendo la nostra fede e la nostra appartenenza alla Chiesa.

Se ora ci stiamo incontrando, è perché abbiamo scelto di fidarci della provvidenza del Signore ed anche delle proposte che la Parrocchia esprime per facilitare la partecipazione alla vita comunitaria. Se ci stiamo incontrando, ancora, è anche perché avete responsabilmente scelto di accompagnare i vostri figli attraverso i percorsi di catechesi, dove alcuni tra voi cominciano assieme a famiglie nuove ed altri continuano le esperienze in atto.

In base alle diverse fasce d’età, ciascun gruppo avrà un calendario con le indicazioni per gli incontri dei ragazzi e dei genitori e comprensibilmente diversi saranno i momenti nei quali ci si ritroverà. Ci sembra, comunque, bello e pensiamo esprima anche un forte senso di appartenenza, che assieme, tutti, ci presentiamo a Dio in un momento di preghiera per ringraziarlo delle attività estive appena concluse e per affidarci in vista del nuovo periodo. Ecco, allora, che in occasione delle Sante Quarantore, che già sono una tappa significativa all’interno dell’anno pastorale, possiamo dare inizio ufficiale al catechismo davanti all’Eucarestia.

Ci incontreremo in un unico momento: domenica 29 settembre alle ore 10.30 in Chiesa; in quell’occasione vi chiediamo di riportare compilato il modulo di iscrizione che avete ricevuto in Oratorio. L’invito è esteso a tutta la famiglia.

Augurandoci ogni bene nel Signore Gesù, vi salutiamo.

I Sacerdoti, le Suore e i Catechisti.

Quando arrivate in chiesa parrocchiale vi invitiamo a consegnare il modulo iscrizione all’ingresso e ad accomodarvi nella parte indicata sulla piantina sotto riportata.

Le iscrizioni saranno aperte dal 16 al 23 settembre, presso l’Oratorio, dalle ore 15:00 alle ore 18:00.

Il Battesimo pone in noi il seme della santità Catechesi battesimale

“Siate santi perché Io sono santo” – Continuiamo la catechesi battesimale, prendendo in considerazione i segni e i simboli all’interno del rito del battesimo.

Il Battesimo, come tutti i Sacramenti, prevede l’utilizzo di elementi materiali, di parole e canti, di gesti simbolici e segni non verbali che, tutti insieme, danno vita a questa celebrazione preziosa e imprescindibile nell’esistenza di un cristiano. 

Dio è intervenuto nella storia del suo popolo con fatti e parole. Allo stesso modo si è comportato Gesù. 

Anche la Chiesa nella celebrazione del battesimo agisce sia con parole e sia con gesti e segni concreti. 

Ecco come si svolge la liturgia battesimale.

La struttura della celebrazione presenta uno sviluppo dinamico che ha un suo significato: inizia con l’accoglienza del bambino alla porta della chiesa e termina all’altare. 

Sono previsti quattro momenti essenziali:

  1. Riti di accoglienza, che si esprimono con : saluto iniziale – dialogo celebrante e genitori con la richiesta del nome – segno della croce sulla fronte del bambino.
  2. Liturgia della Parola, che è composta da: Letture bibliche – Omelia – Preghiera dei fedeli – Invocazione dei Santi – Esorcismo e unzione pre battesimale. 
  3. Liturgia del battesimo, che si sviluppa in questo modo: Benedizione dell’acqua – Rinuncia a Satana e professione di fede – Battesimo per infusione dell’acqua o per immersione – Unzione con il sacro crisma – Consegna della veste bianca e del cero acceso – Rito dell’effetà.
  4. Conclusione all’altare con la preghiera del Padre Nostro e la Benedizione dei genitori e di tutti i presenti.

1. Riti di accoglienza

Il battesimo è la porta di ingresso nella comunità della Chiesa. Attraverso di esso veniamo accolti nel suo seno, rimaniamo incorporati in essa e facciamo parte della famiglia dei figli di Dio. Si tratta, quindi, di una «vocazione» e di una «convocazione»: da parte della comunità ecclesiale e per la comunità ecclesiale. «Noi tutti – dice S. Paolo – siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo» (1 Cor 12,13). Nessuno è estraneo agli altri. Siamo tutti membra vive e contribuiamo a edificare il corpo della Chiesa. 

Ecco il significato del saluto e del dialogo iniziale tra il sacerdote e i genitori e padrini, alla presenza della comunità cristiana. I genitori, all’ingresso della chiesa, accolti dalla comunità cristiana, presentano il loro figlio con il suo nome proprio e chiedono al sacerdote di ammetterlo a far parte della Chiesa, assicurandola che, insieme ai padrini e sostenuti dalla comunità stessa, si impegnano a trasmettere al figlio la fede cristiana, che oggi per lui chiedono alla Chiesa come dono di grazia.

All’interno dei riti di accoglienza il sacerdote chiede ai genitori il nome del loro figlio.

Il bambino è designato con il suo nome, è riconosciuto come persona unica e diversa dalle altre, con una ricchezza di doni di cui Dio lo ha nutrito per arricchire la Chiesa.

Attraverso il nome ogni persona si differenzia dalle altre. Non è un numero interscambiabile. Il nome diventa parte integrante della sua identità. Nel suo nome è riassunta tutta la storia della sua vita.

“Ti ho chiamato per nome: tu mi appartieni”(Is. 43,1): è la parola rivolta da Dio al profeta Isaia. Ciò vale anche per ciascuno di noi personalmente. 

“Quando Dio ti chiama per nome esprime con questo il fatto che per Lui sei importante. Davanti a Dio sei unico. Dio stesso ti ha creato. Tu gli appartieni. Nessun essere umano ha potere su di te. Dio riversa il suo amore divino nel tuo nome. Dio si rivolge a te, Dio ti conosce per nome, conosce il tuo cuore, sa che cosa provi. Ha una relazione individuale con te. Non sei solo uno tra i tanti. Sei unico. Per Dio hai un’importanza particolare: Egli è sostegno per la tua vita, qualcosa che costituisce le fondamenta su cui edificare la tua esistenza. Il nome con cui Dio ti chiama ti dimostra la tua inconfondibile dignità di essere umano.

Dio ha un progetto speciale per te. In te deve rifulgere la sua gloria. In te deve apparire un po’ della bellezza divina. 

Gesù non ha soltanto chiamato i discepoli per nome in un lontano passato, anche oggi pronuncia il tuo nome. Gesù ti conosce personalmente. 

Quando Gesù ti chiama per nome, nessuno ti può rapire dalla sua mano, nessuno ti può sciogliere dal tuo legame con Lui. La sua mano ti protegge, ti dona un riparo e ti sostiene” (A. Grun).

All’interno dei “Riti di accoglienza” il primo gesto compiuto sul bambino è il segno di una croce sulla fronte: il sacerdote, i genitori e i padrini tracciano sulla fronte del loro bambino un segno di croce. 

La «segnatura», la marchiatura dei beni e anche dell’uomo deriva da un’abitudine antichissima. Chi portava un segno, specie se un segno indelebile, apparteneva per sempre al suo padrone e proprietario, sottostava per sempre al suo potere e alla sua protezione.

Col segno di croce sulla fronte il battezzando viene dichiarato proprietà di Cristo; Lui, che è morto in croce ed è vittoriosamente risorto, nel battesimo prende possesso della persona. La croce tracciata sulla fronte sancisce una volta per tutte l’accoglimento del bambino nella famiglia di Dio. Come i genitori garantiscono la vita terrena dei loro figli, così Dio garantirà la loro salvezza. Il segno di appartenenza a Cristo non va perciò frainteso nel senso di un «segno di schiavitù»; coloro che sono stati segnati col segno di croce appartengono al Signore così come gli sposi si appartengono reciprocamente.

Il segno di croce è anche un segno di protezione. I genitori sanno per esperienza a quanti pericoli vada incontro un bambino. Egli ha bisogno di un protettore più ancora di un adulto. I genitori, segnando il loro figlio col segno di croce, lo affidano a colui che può salvare da tutti i pericoli e, particolarmente, da quelli del tentatore.

Il rito esprime, dunque, il sigillo di Cristo su colui che sta per appartenergli e significa la grazia della redenzione che Cristo ci ha acquistato per mezzo della sua croce. La Croce è il segno distintivo dei cristiani.

Dopo i riti di accoglienza, il sacerdote precede il corteo nel cammino verso l’altare, accompagnato dal canto.

Questo cammino è segno della vita qui sulla terra, che è un cammino, un pellegrinaggio gioioso di tutta la Chiesa incontro al suo Signore. E’ la gioia di un popolo che nella ferialità dei suoi giorni sa di essere accompagnato dallo spirito del Risorto, fin quando sarà giunto nella Terra promessa, che è il Paradiso, la pienezza della vita in Dio. L’altare diventa così il segno sacramentale di quella meta, perché rappresenta il Cristo che è “l’altare” su cui Egli stesso, che è anche il “sacerdote”, offre al Padre la “vittima sacrificale”, che è ancora Lui, per la salvezza dell’uomo.

Così, l’altare verso cui il corteo battesimale si incammina, rappresenta la meta della Chiesa e di ogni battezzato, chiamati a partecipare di quel banchetto pasquale, segno dell’eterno banchetto celeste, preparato per ogni salvato, nel Regno eterno di Dio.

Il battesimo è, così, l’ingresso in questo popolo di battezzati che cammina, cantando di gioia, perché attraverso i segni sacramentali offerti qui sulla terra ha la certezza di poter raggiungere la meta eterna: Gesù morto e risorto, che siede alla destra del Padre e ci prepara un posto nel suo Regno.

2. Liturgia della Parola

Sia quando il sacramento del Battesimo viene celebrato all’interno della Messa come al di fuori di essa è sempre contemplata la liturgia della Parola.  

Essa è costituita da: letture bibliche, omelia, preghiera dei fedeli, invocazione dei Santi, esorcismo e unzione pre-battesimale. 

Letture bibliche

Tutti i sacramenti fanno riferimento alla Parola di Gesù, che, per mezzo di segni e l’invocazione dello Spirito Santo da parte della Chiesa, compie oggi nell’intimo della persona e della Chiesa l’opera spirituale che i segni significano e donano la grazia propria di ogni sacramento, che è sempre dono di salvezza. Per questo ogni volta che si celebra un sacramento si fa precedere la proclamazione della Parola di Dio, perché senza di essa non c’è l’efficacia del sacramento. Così, perché nel battesimo la persona sia lavata dalla vita del peccato (dell’uomo vecchio) e rinasca alla vita nuova (l’uomo nuovo) in Dio, è necessario che venga invocato lo Spirito Santo sull’acqua con la preghiera della Chiesa e, pronunciando la parola di Gesù, venga versata l’acqua sul capo della persona dal ministro della Chiesa. Lo Spirito Santo, la Parola e il segno rendono “efficace” l’azione della Chiesa, cioè fanno sì che avvenga ciò che la parola dice e il segno esprime.

Quando il Battesimo viene celebrato all’interno della S. Messa, normalmente si proclama la Parola del giorno, generalmente della domenica; quando viene celebrato senza la S. Messa si possono scegliere le letture indicate dal Rituale Romano per la celebrazione del sacramento del Battesimo.

Invocazione dei Santi

Per mezzo del battesimo, il cristiano partecipa della santità stessa di Dio e, quindi, partecipa della comunione con tutti coloro che sono stati resi santi per mezzo dell’immersione battesimale. Per questo l’assemblea invoca i Santi, affinché siano loro a proteggere il bambino o l’adulto nel cammino che sta cominciando a intraprendere in seno alla Chiesa. Cammino di impegno, di coerenza e di testimonianza di fede, di speranza e di amore.

Unzione pre-battesimale con l’olio dei catecumeni

L’olio dei catecumeni è essenzialmente l’olio dell’atleta di Cristo. S. Ambrogio dice: “Arrivato al fonte, tu sei stato unto … come un atleta di Cristo, come se tu stessi per dedicarti a un combattimento in questo mondo”. Il Battesimo libera dal peccato e dal diavolo. Sul battezzando viene pronunciata la preghiera di esorcismo e successivamente viene unto con l’olio dei catecumeni. Quest’olio, applicato sul petto, è come uno scudo che respinge il demonio e difende la fede. E’ come uno strumento che prepara il futuro cristiano alla lotta della vita e gli dona coraggio e forza per resistere al male e al maligno. Dio sa, infatti, che il diavolo (colui che divide), il satana (il tentatore che, illudendo con proposte apparentemente alettanti, cerca di far imboccare la strada della morte) è come la presenza di un “leone ruggente, che si aggira cercando chi divorare” (1Pt 5,8-9); per questo ci dona i mezzi della grazia per “resistergli, saldi nella fede” (1 Pt 5,8-9). Questo olio è stato benedetto dal Vescovo nella Messa crismale del Giovedì santo e, perciò, è anche segno di piena comunione con la Chiesa locale, presieduta dal Vescovo, e con la Chiesa universale, il cui segno di unità è il Papa.

Il battezzato cerca il volto santo di Dio in ogni uomo e donna, suoi fratelli

“Siate santi perché Io sono santo” (Lv. 11,44) – Le tappe del nostro cammino di riscoperta del battesimo – 1

Cosa è il battesimo

  • Immersione: la parola “battesimo” deriva da una parola greca che significa “immersione”. Ancora oggi in alcune Chiese il battesimo si fa immergendo e facendo riemergere per tre volte dall’acqua la persona. Infatti il battesimo ci immerge nella morte (nel sangue) di Gesù per lavarci dal peccato e farci risorgere (riemergere dalla morte) con Lui a vita nuova, la vita dei figli di Dio che si apre all’eternità.
  • Sacramento: segno efficace e strumento attraverso cui Dio compie nell’oggi della storia di ogni uomo la salvezza. Gesù ha affidato alla Chiesa i sacramenti, che garantiscono, ogni volta che vengono da Lei celebrati, accompagnati dall’invocazione dello Spirito Santo, quella trasformazione che l’occhio umano non può vedere. Vedo un segno, ascolto la parola e sono certo che lo Spirito Santo opera ciò che la parola esprime e il segno significa. Nel Battesimo l’acqua purifica dal peccato e dona la vita di figli di Dio.
  • Il primo dei sette sacramenti che Gesù ha donato alla sua Chiesa per garantirle la grazia dello Spirito Santo, che opera nella Chiesa e in ogni battezzato. Ecco i sette sacramenti: Battesimo, cresima, eucaristia, penitenza, unzione degli infermi, ordine, matrimonio.

  • Il sacramento chiamato “porta della fede”: ci introduce nella Chiesa, nella quale possiamo ascoltare l’annuncio del Vangelo e, in libertà di spirito, aderirvi, sostenuti dalla grazia (gratuità dell’amore di Dio) che ci è offerta per avere la forza dello Spirito Santo di vivere da discepoli di Gesù e, in Lui, figli di Dio.
  • Il primo dei tre sacramenti dell’iniziazione cristiana. Gli altri due sono la Confermazione (o Cresima) e l’Eucaristia. Essi si chiamano della “iniziazione cristiana” perché “iniziano”, “introducono” la persona nella vita cristiana, cioè di discepoli di Gesù e figli di Dio. Il culmine di questo ingresso è l’Eucaristia, che raccoglie tutti i figli di Dio intorno alla tavola del Padre, come in una famiglia, per saziarli della Parola e del Pane: Gesù che dona la vita per noi e ci dona se stesso come cibo, perché possiamo essere trasformati in Lui. Il Battesimo inizia questo percorso di introduzione alla vita cristiana, che, poi, continua sostenuto dallo Spirito (Cresima) e si completa con l’Eucaristia, che porta a compimento l’appartenenza a Cristo e alla Chiesa. Al cristiano è chiesto di esprimere questa appartenenza attraverso la condivisione della mensa della Parola e del Pane (la S. Messa) ogni domenica, riunendosi con la comunità (La famiglia dei figli di Dio) intorno a  Cristo per alimentarsi di Lui e imparare a vivere il suo amore verso il prossimo, sostenuti dal suo nutrimento spirituale.
  • Sacramento della rigenerazione o rinascita a figli di Dio. Come la Madonna è madre di Gesù, avendo offerto il suo grembo verginale allo Spirito Santo, perché il Figlio di Dio venisse generato nella carne, così la Chiesa, per mandato di Gesù, è madre perché, attraverso l’annuncio del Vangelo e il battesimo degli uomini e delle donne che accolgono l’annuncio, li rigenera come figli di Dio e li aggrega alla famiglia del Padre celeste, a cui Gesù appartiene come il Figlio Unigenito, cioè Colui che non è “diventato” figlio, come chi viene battezzato, ma lo è dall’eternità. La Chiesa è “grembo materno”, fecondato dallo Spirito Santo, che fa fruttificare l’opera evangelizzatrice della Chiesa e i sacramenti che essa celebra nel nome di Gesù. E’ Lo Spirito Santo che apre i cuori al Vangelo e rende l’acqua battesimale capace di rigenerare a vita divina.
  • Alleanza d’amore sponsale. Dopo che l’umanità con il peccato ha rifiutato l’amore di Dio, Lui ha messo in atto una storia per cercare di ristabilire l’alleanza d’amore con l’uomo. Questa alleanza ha i lineamenti dell’amore sponsale: fedele, esclusivo, tenerissimo; ha le caratteristiche di un amore paterno: forte, solido, sicuro; ha i tratti di una dolcezza materna, viscerale, accorata. Da parte di Dio, il desiderio di alleanza è desiderio di comunione profonda, di intensa comunicazione di vita, di vera solidarietà, di piena condivisione. Questa alleanza viene conclusa nel sangue di Gesù, alla quale l’uomo, attraverso l’umanità di Gesù, sarà sempre fedele. Il battesimo immette il credente nella forza e nella grazia dell’alleanza. In tal modo a ciascuno è possibile instaurare un rapporto di vera intimità con Dio, una intimità quasi sponsale, tanto farci uno con Cristo. Ogni credente diventa “coniuge”, un alleato, un compagno di Dio nella fede, della Chiesa nella speranza, dell’uomo nella carità.
  • Orientamento all’Eucaristia.
    Il Battesimo non solo è condizione indispensabile per poter partecipare all’Eucaristia, ma ancor più il Battesimo si realizza in pienezza nell’eucaristia. I battezzati, infatti, sono stati inseriti nel corpo di Cristo: sia quello della Chiesa, sia quello eucaristico. L’Eucaristia ogni giorno nutre, ravviva, sostiene, rafforza l’unità del corpo ecclesiale in cui il battesimo ha incorporato i figli di Dio nati dall’acqua e dallo Spirito Santo “perché tutti siano una cosa sola” (Gv 17,21). Dunque, la mensa eucaristica è l’approdo naturale e permanente del cammino di fede iniziato col Battesimo. Qui, insieme, i cristiani rivolgono al Padre la preghiera che Gesù ha insegnato ai suoi come sintesi di tutto il Vangelo e come scuola di vita cristiana e che è stata consegnata nel Battesimo. Attorno alla mensa eucaristica brilla con maggior evidenza il volto paterno di Dio e su quella mensa Egli continua ad offrire con abbondanza i suoi doni.
  • Inizio del discepolato e della sequela.
    Il battesimo non è solo un “dono”, è anche un “impegno”, una “missione”. Col battesimo si diventa discepoli di Gesù, disposti a camminare dietro e Lui e con Lui; pronti ad imparare, ad accogliere, a donare, ad annunciare la gioia di appartenere a Gesù: ad essere “cristiani” (di Cristo). Questo cammino richiede volontà di imitazione del Maestro, per vivere secondo il suo stile di vita, nel pieno abbandono alla volontà di Dio, che non sempre corrisponde al nostro modo di pensare, di vedere e di giudicare. Seguire Gesù comporta e richiede uno stile di vita bello e buono secondo il Vangelo, fuggire il male, fare il bene, ricercare la bellezza che cattura il cuore e lo rende fresco, pulito, vivace e gioioso. Il battesimo, donandoci lo Spirito di Gesù, ci rende capaci di scoprire e contemplare nel volto di ogni uomo un fratello da amare, perdonare, aiutare, riabilitare … Di più: il battesimo ci fa scorgere nel volto di ogni uomo, soprattutto povero, ammalato, affamato, bisogno … il volto stesso di Gesù.