Pregando la Madonna di Fatima

Anche la nostra Diocesi avrà l’onore di ospitare la statua di Maria, dal 6 al 20 maggio, periodo in cui la stessa si troverà, dapprima nella parrocchia di San Bartolomeo Apostolo, a Castenedolo e, successivamente, nella parrocchia di San Giovanni Bosco a Capodimonte, frazione castenedolese, entrambe guidate da don Tino Decca

Lo scorso 7 aprile, un primo saluto in Terra italiana, con una solenne concelebrazione nella Diocesi di Sabina-Poggio Mirteto, ha dato il via al nuovo viaggio della statua della Madonna Pellegrina di Fatima, nell’ambito delle celebrazioni per il centenario delle Apparizioni della Vergine Maria, vissute nel corso del 2017, ma che si protraggono tuttavia anche quest’anno, in preparazione al Sinodo dei Vescovi per i giovani. Di settimana in settimana, la sacra immagine toccherà svariate Diocesi e Parrocchie italiane, prima di concludere il suo itinerario il 29 luglio a Roma. Anche la nostra Diocesi avrà l’onore di ospitare la statua di Maria, dal 6 al 20 maggio, periodo in cui la stessa si troverà, dapprima nella parrocchia di San Bartolomeo Apostolo, a Castenedolo e, successivamente, nella parrocchia di San Giovanni Bosco a Capodimonte, frazione castenedolese, entrambe guidate da don Tino Decca. L’arrivo della Madonna Pellegrina, che giungerà nella frazione di Macina in elicottero, è previsto per le 17 di domenica 6 maggio: dopo il saluto delle autorità, una processione e una solenne celebrazione eucaristica, l’emblema si sposterà a Castenedolo dove verrà intronizzata, salvo poi essere trasferita a Capodimonte nel tardo pomeriggio di domenica 13 maggio, anniversario delle Apparizioni. Giovedì 10 maggio, il vescovo Pierantonio celebrerà, a S. Bartolomeo, alle 20.30.

Ricchissimo il programma di questo importante evento: ogni giornata verrà dedicata a uno specifico gruppo parrocchiale e si susseguiranno celebrazioni eucaristiche, recita delle Lodi e del S. Rosario, pellegrinaggi locali, processioni, preghiere. Era il 13 maggio 1917 quando Lucia dos Santos e i fratellini Francisco e Jacinta Marto videro “una Signora Splendente” che avrebbe cambiato la loro vita e segnato per sempre il Novecento e i secoli futuri. All’epoca dei fatti, il Portogallo stava attraversando una grave crisi economica e sociale. Qualche anno prima la nazione era scesa in guerra; l’incapacità del Governo, aveva impoverito lo Stato, mentre gli operai, disoccupati, morivano di fame nei sobborghi delle grandi città. Fatima era un piccolo paese del Portogallo centrale, dove si trovavano qualche dozzina di case, raccolte attorno a chiesa e cimitero. I tre piccoli pastorelli nacquero e vissero in una frazione del paesino ed ebbero la Grazia di vedere la Vergine Maria, nel suo Splendore, all’interno di una grande spianata verde a forma di anfiteatro chiamata “Cova da Iria”, laddove oggi sorge la Basilica di Fatima, meta di pellegrinaggio incessante. Precedute, tempo prima, da tre visioni di un Angelo, le Apparizioni della Madonna ai tre bambini, furono sei, in tutto, e avvennero con scadenza pressoché regolare, ogni 13 del mese, eccezion fatta per agosto, mese in cui la Vergine apparve loro alcuni giorni più tardi. Durante le apparizioni, Maria chiese ai tre pastorelli di recitare regolarmente il Santo Rosario e svelò loro tre segreti, l’ultimo dei quali rimase tale fino all’anno 2000. Il 13 ottobre 1930 il vescovo di Leiria dichiarò “degne di fede”, le visioni dei piccoli e autorizzò così il culto alla Madonna di Fatima. La causa di beatificazione dei fratelli Marto si aprì nel 1952: Francisco e Jacinta vennero beatificati nel 2000 e canonizzati lo scorso anno. La causa di beatificazione di suor Lucia, scomparsa nel 2005, si è aperta invece nel 2008.

Don Giovanni Palamini

Sono un cristiano della parrocchia di Castenedolo e in questa circostanza mi è stato chiesto di scrivere un articolo per l’ingresso del nuovo parroco don Giovanni Palamini presso la vostra Comunità; compito che ho accettato volentieri, ma che sicuramente non risulterà essere completo ed esaustivo, perché le molte doti e risorse che don Giovanni possiede e saprà mettere a disposizione della Parrocchia di Leno non si riescono ad elencare con un semplice riassunto. In queste circostanze si cerca sempre di rendere noto le virtù della persona che ha trascorso con te una parte importante del cammino cristiano e non potrebbe essere altrimenti, anche se la vita non riserva sempre momenti spensierati o privi di preoccupazioni e che spesso ti mettono in crisi; quindi cercherò di sintetizzare questo, raccontando un aneddoto della mia esperienza personale.

Conobbi don Giovanni quando fece l’ingresso nel nostro paese come parroco, allora ero un cristiano che era fermo sulla soglia della porta e stava a guardare, pensando cosa fare della propria vita, cercando di essere coerente con le varie scelte, soprattutto per passare il buon esempio ai figli; io e mia moglie ci consideravamo adeguati: il ritorno alla messa della Domenica dopo un periodo di allontanamento, i Sacramenti per i figli, un comportamento normale, adatto allo stile del cristiano, cose che oggi non reputo più sufficienti. La vita riserva sempre sorprese, spesso non gradite ed un giorno d’agosto di nove anni fa una grave malattia bussò improvvisamente alla porta della nostra casa e come una tempesta portò desolazione e smarrimento; venne colpita in giovane età una delle mie figlie e per questo ci trovammo a confrontarci con gli estremi dell’esperienza umana, con tutte le emozioni ed i sentimenti che un avvenimento simile ti fa esplodere dentro. In questi momenti io e mia moglie abbiamo sperimentato nella sofferenza, la vicinanza dolce del nostro Dio e abbiamo ricevuto la grazia del totale affidamento alla sua volontà, accettando ogni circostanza che fosse avvenuta, credetemi, non lo dico oggi perché tutto si è risolto positivamente.

La vera svolta cristiana nella nostra famiglia ed il cammino di conversione è iniziato da questo avvenimento ed attraverso gli strumenti che Dio ha scelto ed utilizzato: don Giovanni e don Gianni (il nostro curato), Gesù ha bussato alla porta della nostra casa proponendoci di iniziare una collaborazione da catechisti con il percorso di iniziazione cristiana con i genitori dei ragazzi interessati al cammino, che ha poi successivamente coinvolto anche le nostre figlie. Come potevamo rifiutare questa proposta, che allora risultava molto impegnativa, facendoci riflettere sulle nostre capacità e possibili inadeguatezze, quando ci eravamo resi servibili al Signore e nelle nostre preghiere offrivamo la nostra disponibilità per i suoi progetti?

Da cosa nasce cosa….. e quando ti offri alle necessità della Parrocchia le occasioni per impegnarti non mancano mai, iniziando dai progetti che a volte nascono dalle proposte degli stessi laici cristiani. In queste iniziative, oltre a quelle proposte da lui direttamente, il nostro don Giovanni ci ha sempre fornito sostegno ed assistenza e con determinazione ha supportato e favorito sempre tutte le nuove attività. Non serve dire che non è sempre tutto facile e che l’impegno del cristiano è a volte difficoltoso, richiede coerenza, rispetto, ed a volte obbedienza e fatica, ma quando il Signore, che ci assiste sempre, ti affianca delle persone oneste e giuste, che mettono a disposizione i propri carismi e talenti, tutto risulta più semplice. Concludo questo mio ringraziamento a nome di tutti i castenedolesi, rivolgendomi alla vostra Comunità Cristiana, invitandola ad accogliete gioiosa il vostro nuovo pastore, con la piena consapevolezza che sarete accompagnati da una persona speciale a voi affidata dal Vescovo Luciano attraverso l’intercessione di Dio Padre. Sono felice per la scelta fatta a vostro favore e per questo voglio augurare a voi tutti ed al vostro nuovo Abate giorni felici, lodando e ringraziando Dio per il dono che vi ha fatto.