Vado a vivere da solo

Sullo schermo nel piazzale dell’oratorio, più volte al giorno appare la scritta:

L’oratorio è casa mia.

Amatevi gli uni gli altri Gv 15,17

Una casa è tale se ci vivi, ci lavori e porti pace

Queste parole che don Davide ha deciso di mettere in evidenza costituiscono la verità. Sì certo, in teoria, ma in pratica? Concretamente quante persone considerano l’oratorio come la propria casa?

Spesso succede così nella nostra vita: conosciamo alla perfezione la teoria ma poi ci manca l’esercizio. Sappiamo benissimo cosa dice Gesù nei Vangeli eppure il nostro essere cristiani sembra solo un bell’insegnamento che applichiamo di rado.

Viste le premesse possiamo dunque dire che tra il dire e il fare c’è di mezzo il…provare! È per questo motivo che alle porte dell’estate don Davide, le suore e noi educatori abbiamo cercato di trasformare la teoria in pratica coinvolgendo il gruppo adolescenti di terza media.

Prendendo alla lettera la frase sopra citata, l’ultima settimana di Maggio abbiamo fatto le valige e, salutati i genitori, ci siamo trasferiti a vivere in oratorio! Per circa tre giorni: da giovedì sera a domenica mattina l’oratorio è stato a tutti gli effetti la nostra casa.

L’aula verde si è trasformata in una spaziosa camera da letto, il covo con il suo immenso tavolo è diventato la nostra sala da pranzo. Per lo studio abbiamo messo a disposizione le aule di catechismo e le docce del campo da calcio hanno fatto proprio al caso nostro. 

Probabilmente penserete che sia stato una sorta di campo-scuola in oratorio ma vi sbagliate.Uno degli obiettivi di questa esperienza è stato quello di accrescere l’indipendenza dei ragazzi e aiutarli a comprendere che la fatica è loro alleata.

Solo lavorando in un posto cercando di renderlo migliore, amando chi ci sta accanto possiamo sentirci veramente a casa. 

Spesso i nostri adolescenti non si sentono a casa nemmeno nelle loro abitazioni e questo perché non ci “lavorano” ma, i genitori, per evitare loro la fatica, fanno più del necessario.

A quale adolescente non è mai stato detto dalla madre “questa casa non è un albergo!”? Forse generazioni fa ci si sarebbe sognati una frase del genere ma oggi credo sia la prassi. D’altronde un antico detto recita in questo modo “la madre perfetta fa la figlia inetta”. Con questo non voglio dare tutta la colpa ai genitori, ma un po’ di verità in questo modo di dire c’è…

Sull’onda di questo detto quindi abbiamo lasciato i ragazzi liberi di sperimentare cosa significhi “cavarsela” senza il supporto degli adulti, lasciandoli liberi…anche di sbagliare e di poter migliorare a partire dai loro errori. Noi educatori abbiamo fatto da supervisori e in alcune situazioni “dispensatori di consigli”.

Quindi, dopo esserci trasferiti per vivere in oratorio abbiamo sperimenta cosa volesse dire lavorarci. Come? Innanzi tutto gli adolescenti hanno fatto rifornimento di tutti i viveri che avrebbero utilizzato per cucinare i pasti (facendo attenzione a non sforare il budget di 15 euro a testa).

A turni hanno pulito ed ordinato gli spazi comuni, apparecchiato, lavato le stoviglie, cucinato il pranzo, la cena e delle torte per la colazione. Alcuni di loro si sono dedicati al giardinaggio mentre altri hanno preparato gli addobbi per la festa dell’oratorio.

Non sono mancati momenti per lo studio e i compiti così come per lo sport e lo svago.

Una sera, con i soldi avanzati siamo riusciti ad andare al famoso fast-food di Ghedi a piedi, passando per la “Strada Costa” che ci ha offerto un paesaggio bucolico ritemprante. La camminata, accompagnata dallo scrosciare della Santa Giovanna e dal vento che stormiva tra le  foglie, ci ha regalato momenti di pace e tranquillità immersi nel verde della nostra bellissima campagna.

Complessivamente i tre giorni trascorsi insieme sono stati un semplice assaggio di quello che significa far sì che un luogo diventi veramente casa.

Manca però un ultimo aspetto: casa è tale se porti pace!

Allora qui dobbiamo veramente e seriamente chiederci se nelle nostre abitazioni viviamo “a casa”… c’è pace nelle nostre famiglie?

La pace, che è diversa dal quieto vivere, purtroppo o per fortuna non possiamo darcela da soli. La pace vera possiamo attingerla solo da Colui che è la fonte e culmine della Vita: Cristo! Egli stesso infatti in Gv14,27 dice: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo io la do a voi”. Ecco allora che solo l’incontro con il Signore ci permette di portare la Pace nelle nostre abitazioni e ci permette di farle diventare case, luoghi dove riceviamo e doniamo amore.

È così che con la preghiera comunitaria abbiamo scoperto che nella piccola ma accogliente chiesetta c’è il cuore pulsante dell’oratorio, lì c’è il Signore che ci aspetta, che vuole donarci la sua Pace! 

Questi giorni comunitari sono dunque stati un valido esercizio: abbiamo provato a mettere in pratica la teoria e abbiamo scoperto che il don aveva proprio ragione! Tutti noi educatori, don e suore ci auguriamo che questa non sia stata un’esperienza sterile.

Ci auspichiamo che i nostri ragazzi continuino a frequentare l’oratorio e che chiunque vi entri si possa sentire parte di una grande famiglia, donando il suo tempo, lavorando, ricercando dal Signore quella pace che Lui ci promette!

Insomma, speriamo che ognuno in oratorio si possa sentire a CASA!

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Vado a vivere da solo

Associazione Casa Garda

Cinque mesi sono passati dall’inizio dell’anno e sono stati vissuti intensamente con tantissime iniziative per soddisfare le esigenze dei nostri associati. Iniziative come la gara di bocce svoltasi dal lunedì al sabato dal 1 aprile al 6 con 32 partecipanti suddivisi in 16 coppie che si sono affrontati con grande professionalità, impegno e correttezza. Grande presenza di spettatori accorsi per fare il tifo ad amici o parenti in gara. I classificati sono stati: 1. Soldi Adriano e Armando Bresciani 2. Bartoli e Felter Bruno.

Venerdì 3 maggio si sono svolti i tornei di piattello e di calciobalilla con sedici partecipanti suddivisi in 8 coppie sia per il piattello che per il calciobalilla; è stata una giornata all’insegna del divertimento puro e sano come era una volta ai nostri tempi. La palma dei vincitori nel piattello è andata alla coppia Stabiumi Rinaldo e Filosi Luigi mentre, i primi classificati a calciobalilla sono stati Giacomelli Riccardo e Girardi Giuseppe.

Le attività sopraelencate oltre ad essere divertenti e ricreative sono anche terapeutiche; sono attività che sanno di sportivo senza affaticare troppo ma rendono più sciolto e agile il nostro corpo. Vi invitiamo a  frequentare il nostro centro… Vi aspettiamo!

Associazione Casa Garda: apertura sede

Con l’arrivo della bella stagione venerdì 3 maggio 2019 i volontari di casa garda dalle ore 14.00 in poi apriranno l’Associazione di via Collegio, 3 a tutti i pensionati lenesi.

Per tutti coloro che volesser trascorrere un pomeriggio in totale relax qui troveranno un ambiente accogliente e confortevole con angoli dedicati alla lettura di riviste, al gioco delle carte, dama e scacchi o semplicemente socializzare incontrando amici nuovi o rivedere quelli già conosciuti. Per intrattenere i partecipanti nel giardino verranno organizzati dei mini tornei di calciobalilla e piattello al termine dei quali si premieranno le persone in gara. Va ricordato che l’Associazione organizza tutto l’anno per gli associati corsi di yoga, cucito, ballo liscio e di gruppo, inglese ed anche cicli di cure termali in quanto molto attenta alle esigenze dei fruitori del centro. Alla fine del pomeriggio verrà offerto un rinfresco per tutti.

Il Presidente, i consiglieri ed i soci colgono l’occasione per augurare a tutti i più sereni auguri di Buona Pasqua.

Accogliere, proteggere e custodire

Il Vescovo ha visitato Casa Delbrel, una struttura di accoglienza per famiglie ferite e in difficoltà, e ha incontrato gli ospiti e i volontari

Mons. Pierantonio Tremolada si è mostrato un uomo di parola…. Ha mantenuto fede alla promessa che aveva fatto di visitare Casa Delbrel – Dimensione Famiglia, l’ex-convento delle Suore Carmelitane di Torino. Donato all’Associazione Punto Missione Onlus (realtà nata dal Movimento Ecclesiale Carmelitano), è diventata una struttura di accoglienza per famiglie ferite e in difficoltà; al centro c’è l’insegnamento di un’assistente sociale significativa per l’Associazione: Madeleine Delbrel. Dopo il benvenuto del Direttivo di Casa Delbrel, mons. Tremolada ha potuto incontrare gli ospiti nelle loro case.

Dopo aver incontrato le volontarie del Centro aiuto alla vita che hanno aperto uno sportello alcuni mesi fa, ha visitato la comunità di donne con i loro figli: momenti emozionanti, durante i quali le mamme e i loro bambini hanno potuto percepire l’abbraccio paterno di un papà, che in quel momento era tutto per loro, in un ascolto pieno delle loro storie e delle loro attività. Nella sezione superiore di Casa Delbrel ha incontrato, invece, le famiglie richiedenti protezione internazionale, accolte in collaborazione con la Cooperativa Kemay di Caritas diocesana di Brescia. L’incontro è avvenuto in cucina, in un silenzio assordante: anche i bimbi silenziosamente osservavano “il grande papà” con grande rispetto e un po’ intimiditi. Lentamente poi ogni famiglia ha avuto la possibilità di stare alcuni minuti personalmente con mons. Tremolada e di raccontarsi. Scendendo di un piano, è entrato nella numerosa famiglia di Carla e Ferruccio Valetti, famiglia che risiedeva a Capriolo e che si è trasferita per garantire una presenza costante e discreta all’interno di Casa Delbrel.

Qual è il loro ruolo? Una famiglia custode, non tanto degli ambienti, quanto delle persone di Casa Delbrel, delle loro relazioni. Una famiglia, che silenziosamente testimonia nella quotidianità la sua fede operosa. Il Vescovo è passato anche in cappella dove c’è il Santissimo, che permette di ricordare il centro di Casa Delbrel: una presenza viva che accompagna le scelte nella quotidianità: dopo un applauso, i volontari di Casa Delbrel hanno potuto incontrare il Vescovo che così ha salutato: “Vi ringrazio per l’esperienza che mi state donando. È un’esperienza che si sta rivelando davvero molto significativa. La prima reazione è quella di un sentimento di gratitudine per chi sta realizzando un’opera, un’azione che mi pare molto evangelica. Ha le caratteristiche del Vangelo così come il Signore ce lo ha annunciato. Ho avuto occasione di incontrare le persone che qui sono accolte e mi ha molto colpito ciò che mi hanno detto, il modo con cui me lo hanno detto… Tutto questo so che voi lo vivete con quella giusta e sana umiltà che lo rende autentico. Qui si prova il senso del trovarsi bene, espressione e testimonianza di una sana modalità di azione e lo si fa per il bene delle persone stesse che si accolgono”.

Nuova casa per il monumento AIDO

L’attività del Gruppo Comunale AIDO “Giuseppe Pavia” di Leno si è concentrata nell’anno 2018 su due direttrici principali.

In primis, la prosecuzione e il consolidamento della diffusione del messaggio a favore della donazione di organi. A fianco della consueta modalità di esprimere il proprio consenso alla donazione attraverso l’iscrizione all’AIDO (tuttora possibile), si è concretizzata la possibilità di farlo all’atto del rilascio o del rinnovo della carta d’identità presso l’ufficio anagrafe del comune di Leno. Questa opportunità permette di raggiungere quotidianamente un elevato numero di potenziali donatori. Nel primo anno di attivazione del servizio, solo il 10% circa dell’utenza ha manifestato la propria volontà (favorevole o contraria) presso l’ufficio anagrafe (fonte: Comune di Leno). Il nostro impegno sta nel continuare a lavorare affinché tale percentuale raggiunga il 50%: obiettivo ambizioso, lo sappiamo, ma restiamo fermamente convinti che una decisione così importante vada assunta in prima persona.

Il secondo grande tema ha riguardato i lavori preparatori allo spostamento del monumento AIDO, dal parco di via Toscana al parco di via Re Desiderio, dove sarà maggiormente visibile e fruibile dai cittadini lenesi.

Il presidente
e il direttivo AIDO Leno

Corsi: formazione continua per educatori

Inizia lunedì 19 novembre a Casa Foresti il corso di tre incontri per educatori degli adolescenti, dal titolo “Come elefanti fra cristalli”

Con il mese di novembre riparte a pieno regime la stagione formativa di Casa Foresti, con i corsi organizzati dall’Ufficio per gli oratori, i giovani e le vocazioni. Cercando di declinare l’invito del vescovo Pierantonio di “riscoprire la grandezza e la bellezza della vita spirituale; troppo a lungo è rimasta sconosciuta ai più!” e il suo desiderio “che in quest’anno pastorale ci dedicassimo particolarmente alla preghiera”, il tema dei primi due corsi è dedicato alla possibilità e alle modalità per introdurre alla preghiera preadolescenti ed adolescenti.

Preadolescenti. Il corso appena concluso, dedicato a catechisti ed educatori dei preadolescenti, aveva come titolo: “Sei collegato? Il dialogo dei ragazzi con Gesù” e in due incontri, a partire dal racconto delle esperienze di due oratori della diocesi ha indagato le caratteristiche dell’età preadolescenziale intesa quale momento di “migrazione”, cercando di porre l’attenzione sul cambiamento che investe la spiritualità dei ragazzi nel loro passaggio dall’infanzia alla pubertà. Nel secondo incontro padre Rosario Bologna (dei Carmelitani Scalzi di Adro) ha raccontato come la preghiera può diventare per i ragazzi un dialogo di amicizia con Gesù.

Come elefanti fra cristalli. Inizia invece lunedì 19 novembre il corso di tre incontri per educatori degli adolescenti, dal titolo “Come elefanti fra cristalli”. Aiutati da don Gianmaria Peretti (Opera Famiglia di Nazareth di Verona), gli educatori si interrogheranno sulla possibilità dell’incontro con Gesù, da parte dei propri adolescenti. Durante le serate, attraverso il racconto di tre esperienze di oratori diocesani e ad un laboratorio per fissare tempi e luoghi favorevoli per vivere la preghiera, si tenterà di progettare alcune esperienze innovative da utilizzare in parrocchia. A febbraio, inoltre, è previsto il consueto corso di formazione e aggiornamento per segretari e segretarie di oratorio: si toccheranno i temi della modulistica, della gestione corretta di dati e fotografie, di una accoglienza organizzata e chiara, di una buona prima nota per la gestione amministrativa dell’oratorio. Continua nel frattempo la formazione e l’accompagnamento delle guide dell’oratorio: il gruppo è formato da 15 guide che hanno ricevuto il mandato negli scorsi anni e da 10 tra giovani e adulti in cammino. Questa esperienza, che quest’anno segna il suo terzo anno, è una forte occasione di confronto e crescita a partire dal vissuto delle guide e dei loro oratori: rimane sempre possibile, per i parroci, candidare, segnalandolo all’ufficio diocesano, nuovi giovani per questo itinerario.

Molto orgogliose dei nostri ragazzi!

È finita l’estate e sta per iniziare un nuovo anno scolastico… di già!!!

Vogliamo però cogliere l’occasione di questo articolo per complimentarci con i nostri ragazzi che a Giugno, felici ed entusiasti, ci hanno portato a far vedere le schede: che bei voti! Che bravi! Quanti 7,8,9,10… e anche gli ammessi agli esami: chi con 7, chi con 8, chi con 9 e qualcuno persino con il 10… quindi per prima cosa sfatiamo il pregiudizio che il CAG sia un posto frequentato solo da ragazzi che faticano a scuola…i risultati lo comprovano.

Congratulazioni a tutti, siete stati davvero eccezionali!

Ci teniamo a ribadire che il CAG è sì un luogo dove personale competente supporta i ragazzi nello studio e nello svolgimento dei compiti (qualora lo richiedano e ne abbiano bisogno), ma è soprattutto un luogo (tra l’altro non dimentichiamolo in ORATORIO… LA NOSTRA CASA) dove i nostri ragazzi stanno bene insieme e passano tante ore della giornata (4 ore al giorno; 20 a settimana).

É per noi doveroso ringraziare tutti i professori che collaborano attivamente con il Servizio, sempre disponibili al confronto e all’ascolto anche fuori orario di lavoro e sempre collaborativi nel cercare e trovare soluzioni adeguate e diverse per i nostri e i loro ragazzi.

Ringraziamo tutti i genitori che hanno creduto e credono in noi, che ci hanno affidato i loro figli, che hanno sostenuto le nostre scelte educative e che hanno collaborato con noi e con i nostri progetti.

Ringraziamo i nostri volontari, in particolare la maestra Mina Treccani, la Prof.ssa Anne Georges e Mattia, che sono per noi una risorsa molto preziosa; donare il proprio tempo per supportare il Servizio merita davvero un sentito “grazie di cuore” da parte nostra.

Infine ringraziamo ovviamente (ma non diamolo mai per sottinteso perché è importante esplicitarlo a gran voce) Don Davide che crede nel CAG, lo sostiene e, sempre con occhio vigile e attento, è presente in Oratorio da bravo “padrone di casa”.

Torniamo ai ragazzi: ancora congratulazioni a tutti… sperando che l’estate e le vacanze vi abbiano ricaricato, vi e ci auguriamo un buon inizio e noi… vi aspettiamo in Oratorio.

Ornella, Sara e Giada

Per riflettere sui legami familiari

“La farfalla e l’aquilone” è il libro di don Comini: il ricavato finalizzato alla realizzazione e gestione della casa-famiglia “l’Isola che non c’è”

“Non sei fregato veramente finché hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla”. Questa, la frase, tratta dal monologo “Novecento” di Alessandro Baricco, con cui il pubblico, assai numeroso, è stato introdotto a un’insolita ma significativa presentazione del libro di don Giorgio Comini, “La farfalla e l’aquilone”. “Ho desiderato presentare questa mia opera durante una vera e propria festa della famiglia, dedicata a Papa Paolo VI, alla presenza di moltissime persone, con ognuna delle quali ho stretto, negli anni, importanti legami ordinari”, ha detto don Comini, all’inizio della serata.

“Il libro narra di legami familiari, di bellezza, di responsabilità, ma anche di assenza, di dramma, di fatica ed è nato, principalmente, per tre motivi. In primo luogo, mi ha sempre affascinato l’idea che la nostra prima casa sia stata il corpo di un’altra persona e volevo parlare di legami, come questo, che sono in grado di cambiare il mondo. In seconda istanza, desideravo aiutare i miei lettori ad approcciarsi a un importante documento, quale l’Humanae Vitae, cambiando la loro prospettiva e aiutandoli a leggerla con gli occhi di figli. Infine, ho scritto questo libro per poter sostenere, anche economicamente, un progetto diocesano ideato dall’Ufficio per la famiglia, per la realizzazione e la gestione della casa-famiglia ‘l’Isola che non c’è’. L’opera si apre con una dedica – continua – che ognuno di noi può ritenere rivolta a se stesso e al bambino che è stato: il formato leggero e i caratteri, che cambiano colore, rendono più semplice la lettura di un’opera scritta sotto forma di favola, perché possa far sognare coloro che la leggeranno”.

Casa Garda

Dal 16 al 19 di ottobre si è svolta, presso la sede del centro anziani di Casa Garda, la gara di bocce che ha visto la partecipazione di 32 appassionati giocatori. Il torneo, il secondo della stagione dopo quello organizzato in primavera, ha visto per quattro giorni, sedici coppie di arzilli pensionati darsi battaglia durante le combattute eliminatorie che hanno preceduto la finale, disputata giovedì 19 ottobre. Come spesso succede nello sport, i pronostici sono stati sovvertiti. L’agonismo e l’entusiasmo, unito a un pizzico di fortuna, di chi non era favorito, ha avuto la meglio, imponendosi a sorpresa nella finale che è stata vinta dalla coppia Felter Sandro e Bertoletti Angiolino. Al secondo posto si sono piazzai Piccinelli Adriano e Massetti Mauro. Le due coppie finaliste sono state premiate con dei graditi cesti gastronomici, mentre la terza e quarta coppia classificata, sono state omaggiate con dei premi di consolazione. Ha fatto da cornice per tutta la durata del torneo un pubblico attento e partecipe che non ha fato mancare il proprio sostegno. La serata finale è stata allietata da un rinfresco offerto ai partecipanti e a quanti hanno seguito con entusiasmo l’intero svolgimento del torneo, che ha rappresentato un vero e proprio momento di festa per tutti gli amici di Casa Garda. Il torneo è stata una piacevole occasione di svago, di incontro e di divertimento aperta a tutti, che ha contribuito a rendere più solidi i rapporti di amicizia tra tutti i frequentanti di Casa Garda, sia quelli abituali, che quelli occasionali. Il successo dell’iniziativa e la grande affluenza di pubblico, hanno gratificato i coordinatori del campo bocce che sicuramente la riproporranno per la prossima primavera. Il gradimento riscontrato, sarà da stimolo per un rinnovato impegno per il prossimo anno. A tuti coloro che si sono spesi per la buona riuscita della manifestazione, va il sentito ringraziamento di tutto il consiglio. Un grazie va all’amministrazione comunale, alla coordinatrice , ai volontari e a tutti quanti in qualsiasi modo contribuiscono al buon funzionamento dell’associazione. Auguriamo a tutti un Buon Natale e un sereno 2018 con noi a “Casa Garda”

CAG: l’Oratorio è casa mia

Il progetto educativo del C.A.G per l’anno 2017/2018

Come ogni anno il C.A.G sviluppa un Progetto Educativo per i ragazzi che frequentano il centro, con la finalità di creare percorsi che rendano l’azione educativa più mirata, continuativa ed efficace.

Il Progetto Educativo è lo strumento attraverso il quale si rende trasparente e leggibile ciò che fa e perché lo si fa, esso nasce da comuni scelte di fondo e si esprime concretamente nei programmi sotto elencati.

L’ORATORIO È LA MIA CASA: da questo presupposto riparte l’anno del C.A.G 2017/2018.

L’Oratorio è una realtà educativa della Parrocchia che offre diverse possibilità per ritrovarsi. É un luogo che è il frutto di tanta generosità e dedizione con alle spalle una tradizione antica e ci chiede di entrare nello stile che lo ha portato ad essere quello che è. È un luogo che può “diventare” casa nel momento in cui, non solo vi entro ma mi adopero per sentirlo un po’ mio, altrimenti rischia di essere vissuto come un albergo o un centro di servizi che frequento perché mi serve qualcosa.

Occorre che mi appassioni che lo viva riservandogli cura e attenzione; è un luogo che vede, nei termini dell’ospitalità, la presenza di molte realtà a volte anche molto diverse tra loro con l’intento di accogliersi gli uni gli altri.  Proporre ai ragazzi dei momenti di pulizia e riordino degli spazi interni ed esterni al CAG, in sinergia con le altre realtà educative dell’Oratorio. Queste attività, verranno svolte a turno e senza togliere del tempo a studio e gioco. La cura dell’ambiente rende i ragazzi responsabili e capaci di attenzione verso le piccole cose, li aiuta a capire gli atteggiamenti giusti e sbagliati da tenere in un luogo che fa dell’ospitalità educata la sua mission e fa sì che intervengano in maniera seria ed opportuna verso chi non si comporta correttamente.

Proseguirà anche il progetto educativoil corpo è la nostra casa” iniziato lo scorso anno. Il nostro corpo rappresenta le nostre fondamenta, la nostra casa, il posto dove la nostra energia vitale emerge, il luogo dell’anima. Ciò che nella nostra vita accade al di fuori di noi non è altro che un riflesso di ciò che accade dentro di noi. Quindi, muovere il corpo significa muovere la vita! Per avere un corpo sano si deve iniziare ad avere un corretto stile di vita ed un buona alimentazione.

  • Per parlarci dell’importanza di una sana alimentazione nell’età dell’adolescenza, abbiamo invitato: Robecchi Samanta, Naturopata Psicosomatica, esperta in salute naturale, con l’intento di far conoscere ai nostri ragazzi abitudini alimentari corrette. L’incontro è previsto per la fine di Novembre.
  • Sono previsti, durante l’anno, più incontri gestiti da Giada Romeri ( la nuova fantastica educatrice che ha sostituito Elena) che ci farà sperimentare l’arte marziale del Brazilian Jiu Jitsu, disciplina specializzata nella difesa personale. Il BJJ, attraverso il movimento, favorisce la coordinazione neuromotoria e permette di aumentare la conoscenza e la consapevolezza del proprio corpo; favorisce inoltre la formazione dello spirito di gruppo e la fiducia in sè stessi.
  • Cercheremo, in primavera, di capire attraverso la testimonianza straordinaria di Enrico Ghidoni (63 anni) quanto lo spirito e la volontà influiscano sul corpo e viceversa. Enrico è il “re dei ghiacci del Nord America”. «Enrico la leggenda», così lo ha ribattezzato il sito ufficiale della Yukon arcticultra che ne ha seguito passo dopo passo le gesta realizzando un’impresa incredibile: in otto giorni e 21 ore Ghidoni ha coperto a piedi i 700 chilometri che dividono Whitehorse, città del Canada, da Dawson City, estremo nord del territorio dello Yukon al confine con l’Alaska, e lo ha fatto in condizioni climatiche estreme. Questo eccezionale sportivo verrà a trovarci e a parlarci della sua esperienza tra i ghiacci, per far capire che una sana alimentazione unita ad un’attività sportiva può far realizzare cose incredibili, anche a chi non è più giovane.

Nel mese di marzo/aprile si svolgerà il “3°Torneo a 7” organizzato in Oratorio, rivolto ai ragazzi e ragazze che frequentano la Scuola Secondaria di primo grado di Leno. A tutto questo non mancheranno compiti, cene, feste, gite e tanto divertimento!!

Per iniziare alla grande abbiamo fatto una splendida gita a Serle nell’Altopiano di Cariadeghe dove abbiamo trascorso una meravigliosa giornata all’insegna del divertimento alla ricerca delle castagne.

Ci attendono momenti di gioia, di impegno e molte altre esperienze.

Don Davide, Ornella, Sara, Elena