Battisti Acoustic Band live!

L’Oratorio San Luigi e la Battisti Acoustic Band presentano il tributo al grande Lucio Battisti!

L’appuntamento è per sabato 25 maggio alle ore 21:00 presso il teatro dell’Oratorio.

Ingresso 5€, biglietti disponibili presso il bar dell’Oratorio.

Il ricordo di Mons. Olmi nella commemorazione di Mons. Luigi Corrini

Mons. Olmi, Vescovo Ausiliare Emerito della Diocesi, domenica 30 settembre, a chiusura delle Sante Quarant’ore, su suo espresso desiderio ha concelebrato la S. Messa con Mons. Eraldo Fracassi a suffragio, a due mesi dalla morte, di don Luigi. E’ nota l’amicizia che da sempre ha legato i due sacerdoti: compagni di studi in seminario, direttori degli oratori di Alfianello e di Bassano Bresciano e successivamente parroci di Montichiari e Verolanuova.

Entrambi hanno vissuto la loro esperienza pastorale in un periodo storico molto delicato e carico di grandi novità; hanno saputo interpretare le attese e le speranze contenute nei documenti conciliari e calarle in una realtà in continuo cambiamento. I quattordici anni vissuti da don Luigi a Leno (1961-1975) sono stati ricchi di esperienze ed hanno lasciato un segno soprattutto in campo sociale, grazie alla sua dedizione all’associazione delle ACLI e alla sua passione per la musica, quale direttore della Scuola di Canto S. Benedetto, che si è distinta in diverse occasioni a livello diocesano.

Una particolare attenzione don Luigi ha riservato agli anziani e agli ammalati che visitava e incontrava con attenzione e delicatezza. Dal 16 luglio riposa nel cimitero di Verolanuova, accanto ai suoi parrocchiani che ha servito pastoralmente per 28 anni (1975-2003). A distanza di sei mesi Mons. Olmi ha raggiunto in Paradiso il suo amico fraterno don Luigi.

I cantori della Scuola di Canto S. Benedetto

Coro San Martino

Il coro di Porzano trova le sue origini al tempo di Don Cesare, circa 50 anni fa, quando un ragazzino di nome Giannino Boffelli comincia a studiare organo e canto corale, su invito proprio del parroco per accompagnare la S. Messa domenicale. Qualche anno più tardi è Suor Emerenziana a condurre il coro di voci bianche.

Questa volontà di avere sempre un sottofondo musicale attinente alle funzioni liturgiche continua con Don Michele Portesani e il maestro Geminiano. Intorno agli anni ’90 arriva un gruppo di giovani chitarriste Porzanesi che raccolgono un bel numero di adolescenti e danno un’impronta giovane e ritmata, imparando i canti del Gen Rosso, Gen Verde ecc.

Dal 1998 ad oggi e con l’arrivo, nell’anno 2000 di Don Roberto Rovaris, il coro è cresciuto, si è trasformato in un gruppo di adulti che conservano la loro passione per il canto e la rafforzano mettendola al servizio della comunità di Porzano in tutte le funzioni liturgiche, di qualsiasi genere e in ogni occasione. Paola con Davide accompagnano il coro composto da uomini e donne di varie età. Si impegnano a seguire anche un piccolo coro di voci bianche perché come dice Sant’Agostino “chi canta prega due volte”.

Educare al bello della musica

Le proposte della Scuola di musica Santa Cecilia illustrate da don Roberto Soldati, responsabile della formazione liturgica e del coro di Voci Bianche

Come ogni realtà formativa che si rispetti, anche la Scuola diocesana di Musica Santa Cecilia, dopo la pausa estiva sta per far suonare idealmente quella campanella che segna la ripresa delle attività. Sono infatti aperte sino al 6 ottobre le iscrizioni ai corsi e alle proposte della Scuola che ha la sua sede negli spazi del Polo culturale di via Bollani.

Radici. La scuola che affonda le sue radici nella prima metà del secolo scorso, ha come finalità la preparazione di animatori del canto liturgico, organisti, strumentisti e direttori di coro; la proposta di attività volte a “conservare il patrimonio della musica sacra e favorire le nuove forme del canto sacro”, la promozione dello studio della musica per chi ne ha le attitudini, e, per ultimo, la diffusione della cultura musicale e la valorizzazione del prezioso patrimonio organario bresciano. Finalità che la Scuola diocesana Santa Cecilia persegue con una nutrita serie di proposte aperte a tutti.

Mission. “La mission principale della scuola – afferma don Roberto Soldati responsabile della formazione liturgica e del coro Voci Bianche della Santa Cecilia – continua a essere quella della formazione liturgico-musicale. La nostra realtà è nata proprio per sostenere e formare coloro che si impegnano nel servizio musicale nella liturgia ed è naturale che profonda un grande impegno in questa direzione”. Sono tante, infatti, le attività proposte in campo: dal corso di canto gregoriano a quello di base del canto liturgico, da proposte di musicologia (che la scuola è disponibile a realizzare anche in quelle parrocchie che desiderano far compiere ai loro gruppi liturgici appositi cammini formativi) ai corsi di organo, che continua a essere lo strumento principe della scuola. Altrettanto importante, in questa prospettiva, è il corso per direttore di coro che può contare anche su un laboratorio di letteratura e vocalità corale. Da qualche anno la Scuola diocesana di Musica Santa Cecilia propone anche un corso di lettura espressiva per coloro che si prestano nelle parrocchie di appartenenza per il servizio di lettura della Parola di Dio nella liturgia. “Per un altro anno ancora – continua don Soldati – la scuola propone un corso di latino liturgico musicale, che dà la possibilità di entrare in contatto con i testi liturgici, soprattutto quelli legati al canto gregoriano. Non vogliamo formare latinisti, ma dare a tanti la possibilità di comprendere e, di conseguenza, gustare meglio ciò che sono chiamati a cantare”.

Formazione. La Scuola diocesana di Musica Santa Cecilia propone molte attività anche sul fronte della formazione musicale… “Sì – sottolinea il sacerdote – . Perché possa realizzarsi la formazione di musicisti per la liturgia è infatti necessario pensare alla formazione dei musicisti in senso generale, con proposte di approfondimento di tutti quelli che sono i filoni della musica”. Questo tipo di formazione è rivolta a un pubblico di tutte le età, a partire dai più piccoli a cui sono riservati corsi di avviamento al ritmo e proposte prevedono anche l’educazione al canto, propedeutiche a un eventuale ingresso nel coro di Voci Bianche Santa Cecilia che è uno dei fiori all’occhiello della scuola”.

Dipartimento. Altra eccellenza della Scuola diocesana è il Dipartimento di Musica Antica, nato dalla sinergia con Palma Choralis, una realtà che da più di un decennio è riconosciuta a livello internazionale. La proposta del dipartimento è molto ampia con iniziative pensate per chi vuole iniziare a conoscere questo tipo di musica. Non meno importante è l’attenzione che la Santa Cecilia dedica al rapporto con la scuola. “Con Wonderful machine – racconta don Soldati – proponiamo un vero e proprio viaggio alla scoperta dell’organo. Si tratta di un percorso pensato per gli alunni degli ultimi due anni della scuola primaria e per l’intero ciclo di quella secondaria di primo grado. Per gli studenti delle secondarie di secondo grado cui sono gli incontri “Musica storia musiche” tenuti da Francesco Iuliano. Grazie a un protocollo d’intesa siglato con la Scuola editrice i docenti hanno la possibilità di partecipare a questi incontri ottenendo, su richiesta, la certificazione di partecipazione. La proposta, ovviamente, non è per i soli docenti di musica.

In ricordo di Giuseppe

Caro Giuseppe,

eri una persona socievole, dalla mente eclettica. Con te si poteva dissertare su ogni argomento. Amavi la musica ed il bel canto e, per questo hai fatto parte, nella sezione dei tenori, della nostra Corale. Proprio in una sera di prove, per un imminente concerto, ti abbiamo visto sofferente: ti lamentavi che un mal di schiena non ti dava tregua. É stato l’inizio della tua estenuante battaglia difensiva, lunga anni, contro il feroce nemico che ti aveva assalito. Poi… la resa, consapevole, lucida, dignitosa. Ti abbiamo salutato, accompagnando il tuo commiato, con brani che tu stesso hai spesso cantato. Porteremo nel cuore il ricordo di te, sicuri che ogni nostro canto corale ti raggiungerà ovunque tu sia. Lo ascolterai, come sempre ci hai ascoltati e seguiti in questi anni.

Ciao Giuseppe!

I Coristi ed il Maestro della Corale s. Benedetto

Padre Mella e Van de Sfroos: parole e musica

Nell’evento conclusivo del Festival della Missione, all’Auditorium San Barnaba, Davide Van de Sfroos dialoga in un mix di note e parole con padre Franco Mella. Qui la sua storia raccontata dal settimanale Credere.

«Non piangiamo perché abbiamo paura o perché ci avete fatto perdere la faccia. Piangiamo per rabbia!».

Sono le parole della sua ultima canzone, proposta per la prima volta in pubblico poche domeniche fa a Hong Kong. Come sempre, parole forti, di denuncia e di protesta. A scriverle è un missionario del Pime, padre Franco Mella che, al Festival della Missione di Brescia, “duetterà” con il cantautore lombardo Davide Van De Sfroos. Padre Franco − 69 anni il 10 ottobre − è un personaggio a dir poco eclettico: missionario, appunto, vive tra la Cina continentale e Hong Kong dal 1974. Attivista per i diritti umani, la libertà e la democrazia, ha partecipato a tutte le più grandi battaglie che hanno attraversato questa complessa parte di mondo negli ultimi decenni. Sempre al  fianco dei più poveri, marginalizzati, esclusi… E sempre − di fondo − con un forte anelito di liberazione e speranza. Come dice il suo nome in cantonese: Kam Chai, «dolce grande speranza». L’ultima canzone è dedicata ai giovani della cosiddetta “Rivoluzione degli ombrelli”, un movimento di protesta che nell’autunno del 2014 ha occupato le strade di Central, il cuore  finanziario di Hong Kong. Padre Franco era lì, al loro fianco, insieme a un piccolo gruppo di cattolici, per condividere le istanze dei giovani che temono un inasprirsi del controllo di Pechino su Hong Kong e una progressiva erosione delle libertà e degli spazi di democrazia. «Tre leader del movimento sono stati messi in carcere negli scorsi mesi», ricorda mentre si prepara a rientrare in Italia. «Un provvedimento ingiusto e antidemocratico. Per questo ho scritto questa canzone. Per dar voce, anche attraverso la musica, alla nostra protesta».

Amico di gioventù di Enzo Jannacci, milanese come lui, padre Mella ne ricalca lo stile, dando voce agli ultimi e agli esclusi di una megalopoli ultramoderna come Hong Kong, che nasconde al suo interno sacche enormi di povertà ed emarginazione. Ma quello che racconta è innanzitutto ciò che ha vissuto: l’esperienza di lavoro come operaio in fabbrica per dodici anni e poi i dieci trascorsi sulle barche con i boat people, cinesi del continente a cui era impedito di scendere a terra. «In quegli anni vennero a trovarci Madre Teresa e il cardinale Carlo Maria Martini e anche lo stesso Jannacci!». Con un altro missionario del Pime, padre Franco Cumbo, ha avviato agli inizi degli anni Ottanta la prima scuola popolare per i ragazzi che vivevano sulle barche e che non avevano accesso all’istruzione. Da allora, il tema dell’educazione è sempre stato un  lo rosso delle sue iniziative. «L’istruzione rende l’uomo libero», dice convinto. «Per questo mi sono attivato per organizzare corsi e scuole, dalla materna all’università, dai corsi per disabili a quelli per i profughi».

Attualmente a Hong Kong porta avanti l’Università del Right of abode (diritto di residenza), riservata ai richiedenti asilo. Sono previsti corsi di lingua, ma anche di  filosofia, storia, yoga, chitarra e disegno. «È una vecchia battaglia quella per il diritto alla residenza», riprende Mella, che ne è stato tra i principali promotori e sostenitori con iniziative giudiziarie, sit in e scioperi della fame. E non è finita. «Oggi ci sono circa ottantamila persone che aspettano i documenti. Ora il governo vorrebbe espellerli».

Migranti, donne ed istruzione

Padre Mella ha esplorato anche nuove possibilità di missione con le donne filippine (che sono circa 400 mila insieme alle indonesiane), sfruttate come vere e proprie schiave nelle case dei loro “padroni”. L’impegno con le donne riguarda non solo l’accompagnamento spirituale, ma è anche un segno di rispetto e umanità nei confronti di chi non è considerato nessuno. A loro volta alcune di queste donne, che vivono recluse negli appartamenti sei giorni su sette, si impegnano la domenica a supportare il lavoro di padre Mella nelle carceri, dove il missionario visita circa 250 detenuti, molti dei quali stranieri e dunque senza nessuno che possa andare a trovarli. Poi c’è il fronte della Cina continentale. Dopo vent’anni di permanenza e cinque in cui non gli è stato concesso il visto, padre Franco è potuto rientrare in Cina nell’autunno del 2016. Le sue mete principali sono ancora oggi Kaifeng − dove c’è un’antica tradizione di presenza del Pime − e Xuzhou. Qui sopravvive, nonostante le difficoltà, un ostello per senzatetto. Ma l’impegno principale di padre Mella oggi è quello dell’insegnamento. «Mi dedico ai più piccoli, in una scuola materna con bambini sordomuti e ciechi e altri normodotati. È un’esperienza bella e interessante insegnare loro l’inglese: reagiscono con grande entusiasmo, specialmente quando uso le canzoni».

Ecco che ritorna la musica, una passione che unisce. Come in un recente concerto, di fronte al City Hall di Hong Kong, dove si sono esibiti un gruppo di rifugiati, alcune donne filippine, degli africani, una band di giapponesi, due arabi… e padre Mella. Un concerto in cui ciascuno ha portato le proprie istanze e tutti si sono sentiti uniti dalla passione per la musica. Ed è quello che accadrà anche al Festival della missione, quando due mondi − quello missionario “cinese” di padre Mella e quello laico “lumbard” di Van De Sfross − si incontreranno per un finale che promette sorprese.

Il canto, voce del cuore

Riprendono le varie attività parrocchiali. Anche il coro “S. Benedetto” riprende la propria attività per abbellire col canto le solennità liturgiche e per aiutare le assemblee liturgiche a cantare.

Dal Concilio Vaticano II: “Il canto sacro, unito alle parole, è parte integrante della liturgia solenne. Il fine della musica sacra è la gloria di Dio e la santificazione delle anime. Dev’essere però vera arte. La qualità artistica riguarda la musica, il testo, l’esecuzione del canto, o del brano melodico. Nella modulazione musicale si può esprimere la fede, la speranza, la gioia, il dolore, il pentimento, la gratitudine, la lode a Dio che pervade il cuore dei fedeli”.

Chi è capace di cantare deve sempre prendere parte al canto. E se qualcuno volesse far parte del coro “San Benedetto” sarà certamente il benvenuto  o la benvenuta ed una gioia per tutto il coro.

Per informazioni rivolgersi allo 030/906419

Messa concertata per le Feste Patronali

Coro Elikya: energia, forza e positività

L’energia, la forza e la positività sono gli ingredienti chiave della musica del Coro Elikya per offrire una musica sana e pulita, che ci permette di incontrare l’’anima dell’’Africa e cogliere l’’importanza dell’arricchimento che deriva dall’’aprirsi alla diversità.

Colori, note, voci e silenzi per la missione in piazza al Festival della Missione. Domenica 15 ottobre, Piazza Paolo VI si è trasformata per l’occasione in un palcoscenico cosmopolita a cielo aperto. Più di 40 gli elementi sul palco, carichi di energia per far vibrare ognuno il proprio strumento: chitarre, tamburi, bonghi ma non mancano anche i classici suoni dolci dei violini e le voci dei coristi femminili e maschili.

Il Coro Elikya, termine congolese che identifica la speranza, nasce dall’esperienza del COE, centro orientamento educativo, che mira alla formazione culturale e alla crescita personale nelle scuole e parrocchie dei Paesi in difficoltà. È formato da persone di molteplici etnie come Italia, Camerun e Russia, tutte capitanate dal maestro congolese Raymond Bahati, voce profonda e struggente che ha donato, a chi guarda, un senso di fratellanza.

Impossibile per il pubblico resistere alla tentazione di cantare e ballare, proprio come se si trovasse in Africa, illusione favorita anche dal sole che riscalda la città della Leonessa a mezzogiorno.

Questo singolare complesso di voci ha ottenuto, anche in passato, un grande successo: il direttore artistico del Festival, Gerolamo Fazzini, ha ricordato in apertura l’interesse riservato da papa Benedetto XVI e papa Francesco nei confronti delle melodie del maestro Bahati.

L’energia, la forza e la positività sono gli ingredienti chiave della musica del Coro Elikya per offrire una musica sana e pulita, che ci permette di incontrare l’anima dell’Africa e cogliere l’importanza dell’arricchimento che deriva dall’aprirsi alla diversità.

Scuola di Musica: anno scolastico 2017/2018

“La Musica come la Vita si può fare solo in un modo. Insieme”
– Ezio Bosso –

Con l’arrivo di settembre ripartono le attività della Scuola di Musica del Corpo Musicale Lenese “Vincenzo Capirola” sita nella splendida Villa Badia, via Re desiderio,1.

I corsi proposti per l’anno scolastico 2017/2018 sono: flauto traverso, oboe, fagotto, clarinetto, sassofono, corno, tromba, trombone, euphonium, basso tuba, percussioni, chitarra classica e moderna, pianoforte, basso elettrico, canto, musica giocando, propedeutica musicale, musica di insieme e il corso per adulti gratuito.

Inoltre quest’anno, il Corpo musicale Lenese “V.Capirola” offrirà tre borse di studio (ovvero l’intera annualità gratuita) per i corsi di trombone e euphonium, e dei prezzi speciali per i nuovi iscritti ai corsi propedeutici e di strumenti bandistici.

Fiore all’occhiello del percorso didattico della Scuola di Musica sono le lezioni collettive di Musica Giocando, Propedeutica Musicale, Musica di Insieme, e della Banda Giovanile “Luca Colosio”. Il percorso che porta allo studio di uno strumento musicale inizia a partire dai quattro anni con i corsi di Musica Giocando e Propedeutica Musicale in cui attraverso il gioco ritmico, il movimento, il canto, l’utilizzo del flauto dolce e di altri strumenti propedeutici a percussioni il bambino compie la sua prima esperienza musicale e acquisisce i prerequisiti necessari per affrontare successivamente lo studio di uno strumento.

Successivamente inizia lo studio dello strumento musicale. Il percorso di studi fin dal primo anno affianca alla lezione individuale di strumento una lezione collettiva di formazione musicale, prevista solo per i corsi di strumenti a fiato e percussioni. In questa lezione vengono fornite le basi di teoria e solfeggio e viene avviata la magica esperienza del “fare musica insieme”, fulcro e cuore pulsante di tutto il percorso didattico. Il piano di studi prevede tre anni di musica di insieme e successivamente l’ingresso in Banda Giovanile “Luca Colosio”. In questo modo i ragazzi, divisi per anno di studio, possono procedere di pari passo, vivere le stesse esperienze, soddisfazioni e fatiche, e oltre all’insegnamento musicale entrano in gioco altre dinamiche pedagogiche, relazionali e di amicizia fortificate e cementate dal magico mondo della Musica.

Gli allievi della Scuola di Musica si esibiscono varie volte durante l’anno scolastico affrontando sempre repertori nuovi e adatti al livello raggiunto. Appuntamenti tradizionali della Banda Giovanile “Luca Colosio”  e dei Gruppi di Musica di Insieme sono diventati il Concerto di Santa Lucia,  la rassegna di bande giovanili “Crescendo..Giovani in Concerto” e l’immancabile appuntamento con il saggio di fine anno, oltre ad esibizioni al di fuori di Leno in occasione di inviti a concerti e rassegne.

Da qualche anno l’offerta della Scuola di Musica si è arricchita di un corso gratuito per adulti: “La Grammatica della Musica”. Il corso è rivolto a tutti gli adulti che vogliono avvicinarsi al magico mondo della Musica, non è mai troppo tardi per imparare. Lo scopo è quello di formare un gruppo di musica di insieme di principianti che poi verranno inseriti nell’organico della Banda maggiore.

“Regalate uno strumento musicale ai bambini, affinché formino la loro sensibilità verso il bello, affinché riescano ad entrare nel mondo a modo loro e non in un modo precostituito, affinché riescano a comprendere che l’impegno e la volontà non sono una perdita di tempo, ma una scala verso un futuro migliore, affinché imparino che sognare non è una perdita di tempo, ma un modo per diventar grandi.
Questo ha insegnato a me suonare uno strumento musicale: mi ha insegnato a crescere come persona, a sviluppare la fantasia, ad essere sensibile ed aprire il cuore, a non aver paura del giudizio altrui, ad ottenere con forza ciò desidero e a sognare sempre come un bambino.”
– Marco Napoli –

Le iscrizioni ai corsi della Scuola di Musica sono sempre aperte.

Per qualsiasi informazione:
Corpo Musicale Lenese “Vincenzo Capirola”
Sede Scuola di Musica: Villa Badia, via Re Desiderio, 1 – Leno
tel: 339 6725976 / 338 8514351
mail: segreteria.cmlcapirola@gmail.com

Il Meglio di Leno

Nella seconda edizione di “Giornate della Solidarietà” la Caritas di Leno, con il patrocinio della Parrocchia e dell’Oratorio San Luigi, presenta

il Meglio di Leno

Hai un talento? Sai ballare, cantare, recitare o raccontare barzellette?
Iscriviti e partecipa il 19.08.2017 presso l’Oratorio S.Luigi durante la nostra festa.

Compila il modulo che puoi scaricare di seguito e consegnalo al bar dell’oratorio entro e non oltre il 10.7.2017.

Modulo iscrizione Il Meglio di Leno 2017

Per maggiori informazioni chiama Beatrice e Martino al numero 030.9038522 o passa a trovarci il martedì e il venerdì dalle 15.00 alle 17.00!