In cammino cuore a cuore

Partecipare una settimana al camposcuola è una bellissima esperienza dove si è respirato un clima familiare, tanta serenità e divertimento garantito. Condividere le nostre esperienze d coppia con gli altri, ci ha permesso di crescere sia come coppia sia come famiglia e anche come comunità.

Non è mancata la dimensione spirituale grazie a Don Ciro che con la sua squisita solarità e semplicità ci ha aiutati a portare la parola di Dio nella nostra quotidianità e a far si di poterne far tesoro per camminare cuore a cuore.

Il Don e Suor Graziella non sono stati solo il prete e la suora, ma due come noi e tra di noi, due di famiglia e questo, a nostro parere, è stato un ottimo ingrediente. Grazie a chi si è reso disponibile a far si che tutto funzionasse al meglio, ai cuochi che ci deliziavano il palato ogni giorno e  a tutte le famiglie presenti che ci hanno donato il loro esserci. Il camposcuola delle famiglie è sicuramente un’esperienza da fare e rifare, provare per credere!!!

Una coppia di sposi

Anche quest’anno, nel mese di agosto si è svolto, nella bellissima località di Telfes in Austria, il CAMPO ESTIVO PER FAMIGLIE, organizzato dalla Parrocchia di Leno. La struttura situata in uno dei luoghi tra i più incantevoli delle Alpi, ha ospitato circa un’ottantina di persone, famiglie che hanno trascorso alcuni giorni all’insegna della condivisione, della preghiera, del divertimento e del riposo.

Alcune novità di questo campo rispetto agli anni precedenti sono state, la presenza di un “nuovo” pastore, Don Ciro e la presenza di alcuni ospiti, nuovi a questa esperienza di gruppo, come alcune famiglie non appartenenti alla Comunità di Leno, ed i ragazzi e accompagnatori dell’associazione “HAMICI” che hanno contribuito a rendere unica e speciale questa esperienza.

Le famiglie presenti si sono trasformate in un’unica famiglia, le diverse realtà dalle quali provenivano hanno da subito reso speciale questa grande unione. La mia famiglia, come credo molte altre porta con sé una ricchezza “nuova” da questa esperienza: vedere i propri figli unirsi ed amalgamarsi ai ragazzi di HAMICI senza porre limiti o barriere e senza fare domande!

È proprio da questo esempio vissuto e donatoci dai nostri figli, essenza della nostra famiglia, che vediamo mettere in pratica l’insegnamento che cerchiamo di dare a loro quotidianamente e che loro ancora una volta hanno dato a noi in maniera unica e nella sua semplicità esemplare, senza retorica!

Perché la famiglia è “vera famiglia” se si apre agli altri, se ognuno in famiglia fa un passo indietro e ascolta l’altro, se lo accetta, con i suoi difetti, i suoi limiti, i suoi pregi, i suoi diversi modi di pensare o di fare;

Amore è per definizione amare gli altri, chi è diverso da noi.

Non possiamo pensare di amare l’esatta copia di noi, altrimenti finiremmo per amare solo noi stessi. È da questi spunti di riflessione portati da Don Ciro nei momenti di incontro tra le famiglie presenti, durante la vacanza, che credo non ci fosse miglior “esperienza vissuta sul campo” a darne l’esempio come questa vissuta tra le famiglie, veterane o nuove al “campo” e il gruppo HAMICI. Fondamentale la guida di Don Ciro e Suor Graziella che con i nostri figli è stata molto disponibile ed amorevole.

Grazie quindi a tutti i volontari che hanno reso possibile questo soggiorno, per la bravura in cucina e per la disponibilità a soddisfare le esigenze di tutti, grandi, “molto grandi” e piccini. Grazie ai genitori e accompagnatori di Hamici per l’esempio di amore incondizionato che ci hanno “regalato” e per le belle parole scambiate con alcune mamme! Grazie a tutti insomma per aver condiviso insieme questa esperienza, per l’accoglienza e per aver donato un po’ di sé all’altro!

Un’esperienza da vivere, condividere e consigliare!

Guarda la galleria:

Campofamiglie Telfes 2017

Campofamiglia 2012

Anche quest’anno, come i 2 precedenti, abbiamo deciso di fare questa esperienza. Sapevamo come erano organizzate le giornate ma il gruppo di famiglie con cui dovevamo condividere la settimana era per noi nuovo e quindi un po’ un punto di domanda; ha fatto presto poi a diventare un’incognita positiva e a farci considerare anche questa terza volta una scelta azzeccata.

Campovacanza 2012

La settimana è trascorsa alternando delle splendide gite sulle cime del Cadore a delle mattinate di riflessione, una parte condivisa col proprio compagno e l’altra in gruppo, per poi concludersi con la Messa. Quest’ultime non sono mai risultate troppo “pesanti” grazie all’ironia di Don Domenico, alla sua capacità di sintesi e il saper sempre rendere non anacronistico ma attuale e quotidiano il Vangelo. Vedendo queste “vacanze” dal di fuori si può pensare che si preghi dalla mattina alla sera, che sia solo per certe persone o che sia un full-immersion nel Vangelo mentre non è altro che riscoprirlo nella semplicità e bellezza dello stare con la propria famiglia, nell’affrontare col proprio coniuge argomenti che si erano accantonati da tempo, nel giocare e scalare la montagna con i propri bambini. Dal confronto con gli altri poi ti accorgi di quanto le tue difficoltà, le tue aspettative e problematiche verso i figli o marito e moglie siano le stesse di tutti, se riesci ad elaborarle ed a farle tue hai già fatto, con soddisfazione, un passo avanti.

Che altro dire quindi: quando vedi i tuoi figli mettere da parte il Nintendo perché preferiscono correre e giocare come si giocava un tempo, nei boschi e a contatto con la natura; quando ti sembra di essere ritornato più complice e  in sintonia con il tuo compagno di vita pur consapevole che al ritorno un po’ di questo si dissolverà; quando ti  rendi conto che chi rimane più soddisfatto da questa esperienza è colui che vi partecipa per le prime volte o addirittura che non andava a Messa da anni, allora pensi che sia valsa la pena anche condividere il bagno con gli altri, servire in tavola o alzarti il mattino presto per preparare la colazione a tutti.

Stefania e Emilio

Per la prima volta quest’anno abbiamo partecipato al campo famiglia… Un’esperienza davvero importante, banale e riduttivo definirla vacanza!

Campovacanza 2012

Partiti con una buona dose di entusiasmo ma nello stesso tempo con qualche dubbio e perplessità sin dal primo giorno ci siamo sentiti accolti, parte di una grande famiglia: “una famiglia di famiglie”.

Tante persone con età, indole, carattere ed esperienze molto diverse tra loro ma accumunate dal desiderio di continuare a cercare, ad accrescere la propria fede. Il segreto… non sentirsi mai “arrivati”, mettersi in gioco per riuscire a guardare il mondo e le persone con occhi sempre nuovi. Abbiamo imparato a condividere tempi, spazi e pensieri, abbiamo sperimentato cosa significa mettersi a servizio dell’altro. Collaborare è la parola d’ordine, ognuno secondo le proprie capacità, e non è forse questa la Chiesa? Sette giorni per riflettere, per parlare, per ascoltare, per divertirsi, per ammirare la natura, per riposare e per pregare, una pausa indispensabile per rallentare e nello stesso tempo per ricaricarsi e trovare nuova forza, nuovo entusiasmo per affrontare la quotidianità.

Cose dell’altro mondo qualcuno penserà… ma per fortuna appartengono al nostro mondo! Un grazie di cuore al Don che ci ha guidato in questa avventura e a tutti i partecipanti che ci hanno fatto sentire a casa.

Anna, Stefano e Andrea
Giorgio e Mariangela con Michele, Laura e Alessandra

Campofamiglie 2011

La nostra famiglia è veterana del campo-vacanza, ma è sempre difficile portare per iscritto  la tempesta di emozioni che si provano in una settimana di grande condivisione vissuta in uno dei luoghi più belli del mondo (Dolomiti patrimonio mondiale UNESCO). Ogni anno questi sette giorni ci aiutano a metterci in ascolto, sia della Parola che dei compagni di avventura; a porci molte domande e a cercare insieme le risposte; ad apprezzare quanto è meraviglioso il creato e ad avere la certezza che se Dio ci ha donato tutto questo è solo per amore e che, come ringraziamento, la nostra risposta può essere solo il rispetto della natura.

Campofamiglie S. Vito di Cadore 2011 - 50 di 58

Le tematiche presentate da Don Domenico, come sempre, ci hanno fatto riflettere e ci hanno portato ad un confronto che sicuramente darà frutti nel corso dell’anno che ci aspetta prima di poter godere di un’altra settimana a San Vito. Un grazie particolare al Don, a suor Graziella, al nostro Direttore Angiolino e a Rita, al grande Chef Armido e Caterina, a Beppe, ai ragazzi dell’animazione (con loro non ti puoi annoiare!) e a tutte le famiglie che anche quest’estate hanno condiviso con noi questa esperienza.

Vanessa e GianLuigi

È difficile riuscire a spiegare il vero senso di un campo vacanza per famiglie a chi, con sorrisetti beffardi, ti dice che è solo per i pochi “eletti”, che ci vai solo per farti vedere, stare attaccato alla sottana del prete e per la foto sulla Badia. Certo, una parte fondamentale deve essere quella del divertimento e dell’allegria (ci mancherebbe altro), ma devi comunque vivere in un ambiente comune, CHE TI è FAMIGLIARE IN PROPORZIONE A QUANTO TU VUOI METTERTI IN GIOCO. Ci sono poi i turni di servizio, quelli in cucina, il dormire in camerata e l’utilizzare i servizi in comune; tutte cose che non a tutti possono piacere. Ci sono infine le giornate dei lunghi coltelli ( come le ha chiamate un nostro amico), quelle del confronto  di coppia; quelle che, grazie agli ottimi spunti offerti da Don Domenico, ti portano inevitabilmente a toccare nervi scoperti, a scoprire ferite mai guarite, ma che alla fine ricompattano e spronano la coppia a camminare insieme.

Campofamiglie S. Vito di Cadore 2011 - 11 di 58

MA, se a fine settimana te ne vai con tristezza perché vorresti rimanere ancora; se i tuoi figli piangono perché non vogliono partire; se vedi persone ( anche di una certa età) che, abbracciandoti con gli occhi lucidi, ti ringraziano solo perché c’eri; capisci che ne vale sempre e comunque la pena.

Anna e Luca 

Campo famiglie: San Vito di Cadore 2010

Anche quest’anno, così come da alcuni anni la nostra famiglia ha partecipato al campo vacanza estivo.

Così sabato 6 agosto di buon’ora, insieme ad alcuni amici siamo partiti in direzione Borca di Cadore. All’arrivo eccoci il tipico clima montano e l’accoglienza di chi ci ha preceduto nella casa vacanze. Una breve perlustrazione degli spazi, la sistemazione nelle camerate e la vacanza comincia.

Quando decidi di partecipare ad un campo scuola devi avere in te la consapevolezza che si tratta di un’esperienza particolare, un po’ speciale.

Con te ci sono tante persone: conoscenti, amici e non con i quali condividere gran parte della giornata, gli spazi, i tempi e le numerose attività.

Il campo scuola è un momento di crescita personale, di coppia e famigliare.

Di grande aiuto sono i temi che ci propone il nostro Don, sempre interessanti e adatti a creare un terreno fertile alla discussione, al confronto e alla condivisione di tematiche attuali e di vita quotidiana.

È sempre emozionante partecipare alla Santa Messa con le preghiere personali e con i canti accompagnati dalla dolce melodia delle chitarre e dai battiti di mani.

Al campo non mancano momenti di gioco e di divertimento…Anche i nostri figli vivono bene l’esperienza. Il bosco è per loro l’attrazione principale; cercare le “orme” degli animali di montagna è la loro meta giornaliera. Al termine del campo scuola ci assale un velo di tristezza. Lasciare le persone con le quali hai trascorso un’intera settimana provi una strana sensazione di vuoto.

Ma una cosa è certa: rientriamo nelle nostre case pieni di energia e con le “pile ricaricate” convinti che Dio c’è e che bisogna costantemente cercarlo.

Licia e Maurizio

 

* * *

Per noi che partecipiamo al campofamiglia da diversi anni, questo è stato il primo da coniugi e genitori; pensiamo che sia un’esperienza forte e formativa che ci aiuta a vivere, guidati da Gesù, le tappe importanti della nostra vita.

Questo tipo di vacanza, infatti, aiuta a rinfrancare il corpo, ma anche lo spirito. Grazie alle riflessioni di don Domenico e ai momenti di confronto di coppia e di gruppo abbiamo potuto comprendere meglio i messaggi ancora molto attuali che ci manda la parola di Dio. Lo scambio di idee ed esperienze con coppie più mature ci ha permesso di ragionare sulle tappe che dobbiamo ancora affrontare e questo ci sarà molto di aiuto.

Il corpo ha potuto ritrovare nuove energie, aiutato sia dall’ottima cucina che dalla strategica posizione della casa, proprio nei pressi di una pista pedonale/ciclabile.

Un grazie speciale a Gesù che ci ha donato la fede, a don Domenico e agli organizzatori che ci hanno fatto vivere questa bella esperienza e uno a tutte le compagne di stanza che ci hanno aiutato nella gestione della quotidianità.

Matteo, Michela e Francesca

* * *

Con la nostra famiglia abbiamo partecipato per la prima volta al camposcuola. Con l’unico cruccio di un letto non troppo comodo abbiamo trascorso una settimana “speciale” divisa in momenti di vera pace e piacere nello stare insieme a persone nuove.

E poi chi lo sapeva che il Don giocava così bene a ping-pong?

Pierangelo e Anna

* * *

Accogliamo l’invito di don Domenico e proviamo a mettere su carta i nostri pensieri e le nostre emozioni riguardo la nostra esperienza al campo famiglie di quest’anno.

È la seconda volta che partecipiamo… quest’anno siamo uno in più!

Prima di dare la conferma ora come due anni fa ci siamo fatti qualche domanda:

Ci troveremo bene?

La condivisione di tempi e spazi con così tante persone (alcune neanche le conosciamo!) ci peserà?
Campofamiglie 2010
Ci servirà a scoprire e capire cose nuove di noi il confronto con gli altri in quanto singoli, coppie e famiglie?

E come due anni fa la risposta è: proviamoci.

Beh già da subito il clima che si instaura è piacevole e cameratesco.

Le giornate volano tra vivaci incontri di gruppo e sentite funzioni eucaristiche.

Le escursioni rappresentano non solo un salutare riavvicinamento alle bellezze della natura ma anche e soprattutto un sentire al meglio il nostro spirito.

Ci piacerebbe sapere quanti nostri compagni d’avventura, nell’occasione della celebrazione della S. Messa, sistemati alla meglio tra le rocce con nient’altro che il cielo a circondarci, hanno provato come noi la sensazione di condividere il dono di un posto privilegiato per pregare il Signore.

Questi sette giorni ci hanno aiutato a metterci in ascolto, a farci domande e a cercare di trovare insieme delle risposte.

Abbiamo riscoperto quanto è il nostro bisogno e quanta sicurezza ci dà poter affidare noi stessi, i nostri bambini ed i nostri cari a Gesù.

L’aria pura della montagna è stata sicuramente salutare per il corpo ma, ancor di più, ci ha aiutati a togliere quell’offuscamento dal cuore che troppe volte non ci fa riconoscere il Signore nella nostra vita quotidiana.

Detto tutto questo, non possiamo che considerare positiva la settimana trascorsa a Borca ringraziando di cuore don Domenico che, pur conoscendo la nostra famiglia molto poco, ci ha trattati come amici di vecchia data.

Grazie a lui e a tutti quelli che hanno condiviso con noi questa esperienza.

Daniele e Debora

* * *

Finalmente, dopo un anno di assenza al camposcuola, il giorno è arrivato e siamo così partiti alla volta della nuova casa in Borca di Cadore!
Campofamiglie 2010
Abbiamo potuto accertare subito che la casa è confortevole e la zona meritevole, ma quello che più ci ha colpito, è stato il ritrovare il solito clima familiare che ti avvolge e ti rincuora. Ci è piaciuto molto il lavoro di coppia che ci ha dato la possibilità di confrontarci e ci è piaciuto ancora di più vedere tanti bambini giocare e divertirsi insieme per tutta la settimana.

Come sempre il bilancio è stato positivo, non avevamo dubbi, è una vacanza che consigliamo a tutti perché ti carica di belle emozioni!

Un grazie caloroso al Don, suor Graziella, le babysitter, Armido, Caterina, Angiolino e Angiolino Bol. per le sue belle storie.

Fam. Fabio Bonazza