L’altro Risorgimento dei cattolici

Il giorno 15 maggio è stato presentato, presso l’Università Cattolica di Brescia, il nuovo libro di Giovanni Preziosi, intitolato “Un altro Risorgimento – Alle origini dell’Azione Cattolica”. Alla conferenza di presentazione hanno partecipato anche Mario Taccolini, Giuliana Sberna e Pierangelo Milesi, riflettendo sulle origini dell’Azione Cattolica, sul suo presente e sul suo futuro

Nel 1867, il Regno d’Italia, nato da pochi anni, è uno stato fragile, eterogeneo, con una nazione ancora in via di formazione, che tende all’unità, ma ancora è lacerata da tensioni dualistiche, dialettiche, non sempre fertili, tra l’entusiasmo di una sofferta unificazione recente e la presenza di gravi problemi, che tormentano il Paese.

In questo clima difficile, ricco di contraddizioni, Mario Fani e Giovanni Acquaderni hanno l’idea, a Bologna, di far nascere la “Società della gioventù cattolica italiana”, che in seguito diventerà “Azione Cattolica”. Il testo di Enrico Preziosi “Un altro Risorgimento – Alle origini dell’Azione Cattolica”, Edizioni San Paolo, vuole approfondire tale contesto storico, studiando in particolare le figure dei due giovani fondatori del primo nucleo dell’associazione.  Il libro è stato presentato in una conferenza, coordinata da Luciano Zanardini, con gli interventi di Mario Taccolini, Giuliana Sberna, Pierangelo Milesi, Michele Busi e dello stesso autore. L’opera, per Taccolini, è preziosa, poiché si inserisce nella nobile tradizione della storiografia cattolica italiana, che annovera grandi studiosi come Pietro Scoppola, anche se, nell’ultimo periodo, ha conosciuto un certo declino. Secondo Preziosi, la storia dei cattolici in Italia non è da ripetere o da rimpiangere, ma è da rendere attuale, cercando di cogliere l’essenza della loro presenza nel panorama sociale, politico e culturale del nostro Paese. Infatti non dobbiamo dimenticarci che l’azione e il pensiero del cattolicesimo sono una delle radici più profonde sia dello stato sia della nazione dell’Italia. Esse si muovono nel mare agitato del Risorgimento, subiscono le ferite dell’annessione dello Stato Pontificio, della spaccatura tra laici e cattolici, del “non expedit” di Pio IX, ma sanno superare questi momenti problematici, fino a diventare partito di massa, con don Luigi Sturzo e il Partito Popolare del 1919, ed essere tra i protagonisti della fase costituente, che fa nascere la Repubblica italiana.

Tale radice va rivitalizzata, nella temperie che stiamo attraversando, caratterizzata da complessi processi di globalizzazione e spinte localistiche. Secondo Sberna, seguendo l’insegnamento di Vittorio Bachlet, i cattolici devono dare il loro contributo alla politica, senza, però, avere dei “nemici”: essi devono essere capaci di far nascere un progetto di società, fondato dai valori cristiani, in un’ottica di amore, non di odio. Solo in questo modo, si rispetta il pensiero di Fani e Acquaderni, che, con le stelle polari di “preghiera, azione e sacrificio”, vogliono far entrare nella società, nella cultura e nella politica una nuova linfa vitale. Anche per Milesi, la presenza dei cattolici nella “polis” è importante: proprio nella nostra epoca, dove assistiamo a forti lacerazioni del tessuto sociale e a ripiegamenti identitari spesso non connotati da uno spirito costruttivo, ma da una dialettica sterile di mera contrapposizione, i laici cattolici possono agire in modo fertile, mettendosi in gioco e impegnandosi per il bene comune. Inoltre, sul piano etico e culturale, in un tempo, come quello attuale, in cui tutto sembra effimero, frammentario, privo di un senso profondo, il “carisma” dell’Azione Cattolica, come ricorda Busi, può aiutare a recuperare una visione del mondo legata a valori essenziali: essa, nella “prassi”, nel tempo, fa vivere qualcosa di eterno, l’idea del bene, l’orizzonte della verità.  Di conseguenza, l’esperienza che Preziosi definisce l’”altro Risorgimento”, può diventare un modo di essere perenne dei credenti, che, vivendo nel mondo, muovendosi nella storia e nelle dialettiche sociali e politiche, hanno, come fine, una dimensione verticale, la trascendenza, ciò che va oltre l’hic et nunc. Essi, con la fede e l’intelligenza, possono vedere l’esistenza come un inizio continuo, una “rinascita”, un vivere che, stando nell’immanenza, trova il suo senso nella spiritualità, quindi nell’eternità.

Raccontarsi per condividere le esperienze

Sono P.

É da poco tempo che collaboro con la Caritas della nostra parrocchia. Da pochissimi mesi, ho pensato di aiutare, di dare una mano (e non solamente in senso figurato), di donare un po’ del mio tempo a chi ne ha bisogno. Ho scoperto che la nostra Caritas ha un bellissimo progetto che abbraccia tutte le dimensioni della solidarietà cristiana: ascolto, distribuzione, consolazione, cura e preghiera.

La persona che si trova in un momento di difficoltà e disagio (che può essere materiale, interiore o spirituale) è così “accolta“ e  “accompagnata“ integralmente. Il mio contributo è minimo, aiuto nella distribuzione (più esattamente nella raccolta di indumenti ed oggetti di vario genere da distribuire alle famiglie che diversamente non potrebbero permetterseli) e due volte la settimana, al mattino, seguo, non da sola ma con altre collaboratrici della Caritas, i bambini delle mamme che frequentano presso Casa Garda la Scuola di Italiano.

Questo piccolo impegno mi ha permesso di rendermi conto che ci sono ancora tanti nuclei familiari che versano in difficoltà economiche e di sentirmi concretamente utile e vicino ad una realtà (quella della povertà) che  oggi, nel terzo millennio, ancora persiste. Le molte persone che fanno pulsare il cuore della Caritas, che ho avuto la fortuna ed il piacere di conoscere e che ringrazio di avermi dato l’opportunità di affiancarle, sono infaticabili, generose, positive e creative, sempre alla ricerca di iniziative nuove e coinvolgenti che possano sensibilizzare alla solidarietà, anzi alla Carità, a quell’amore verso il “prossimo“ che la parabola del Buon samaritano ci insegna e che da sempre ci interroga riguardo ad una domanda a volte scomoda:

Chi è il mio prossimo? I miei parenti? I miei connazionali? Quelli della mia religione

A ciascuno di noi è assegnato il compito di coglierne il vero significato e di dare una risposta che non resti astratta ma diventi concretezza.

P.

Ciao, sono Vanessa.

Durante un percorso di crescita personale, sono venuta a contatto con i volontari della caritas parrocchiale di Leno e ho iniziato il mio percorso al Centro d’ascolto. Qui sono diventata più consapevole dei vari problemi che ci affliggono quotidianamente: non solo le “classiche scadenze”, ma soprattutto il bisogno di essere ascoltati e di sfogarsi, la paura del momento e quella del futuro, la solitudine…

Non sempre riusciamo a risolvere tutte le problematiche, ma cerchiamo di alleviarle il più possibile. 

Confrontandoci nelle varie situazioni, riusciamo ad aiutare anche noi stessi.

La fruttuosa collaborazione con l’ACR

Nei giorni 2 e 3 marzo, i volontari caritas hanno realizzato con i ragazzi dell’ACR una bella, vivace e intensa collaborazione.

Mantenendo fede alla promessa fatta quando avevano visitato la sede caritas, il fantastico gruppo  dei ragazzi con i loro responsabili, Damiano e Alessandro, si sono buttati a capofitto in una iniziativa di autofinanziamento del Centro d’ascolto: confezionare e distribuire, ad offerta libera, delle piante fiorite alle porte della chiesa.

Laboratorio: sala stampa dell’Oratorio e “lavoro a catena”. Si tagliavano la carta crespa e le strisce di nastro colorato, si rivestivano i vasetti di primule e margheritine, si applicava il rotolino di carta con stampato un pensiero di riflessione.

Tutto fatto con la gioia ed l’entusiasmo manifestato anche la domenica vicino alle porte della chiesa per la distribuzione insieme alle volontarie caritas.

Grazie, ragazzi! Vi aspettiamo per altre iniziative!  

Azione Cattolica Ragazzi: “Ci prendo gusto!”

L’8 Dicembre, come di consueto, l’A.C.R. ha celebrato il tesseramento animando la messa delle 10:30; nel pomeriggio lo slogan dell’anno, “Ci prendo gusto”, è stato presentato ai grandi dell’A.C. con un momento di preghiera e ballando l’inno. 

So di parlare a nome di tutti gli animatori quando dico che la festante partecipazione dei ragazzi in momenti come questo diventa per noi un utile sprone a continuare nel nostro impegno. La loro risposta ci dimostra che la strada intrapresa sin qui era quella giusta e in loro possiamo riconoscere quella “terra buona” su cui il seme darà buon frutto. 

Fiduciosi quindi nell’entusiastica disponibilità dei nostri ragazzi, abbiamo inaugurato il nuovo anno all’insegna della novità, proponendo loro nuove iniziative volte a riscoprire l’importanza di un associazionismo cattolico capace di farsi carico di opere di volontariato a favore della comunità locale.

Per avviare il nuovo progetto educativo, abbiamo chiesto aiuto ai nostri più esperti amici di Caritas-Non solo noi affinché ci illustrassero il funzionamento basilare di simili iniziative; inoltre, siccome la nostra associazione non vuole essere solo “comprensione” ma soprattutto “azione”, abbiamo osato proporci per un piccolo gemellaggio che ci permettesse di sperimentare concretamente e in prima linea l’esperienza del volontariato: così l’A.C.R. ha collaborato alla realizzazione della vendita dei fiori tenutasi domenica 3 marzo per iniziativa della Caritas fuori dalle porte della chiesa. 

Felici ed orgogliosi di questa nuova esperienza, ci auguriamo che il nostro impegno possa continuare ad aprirsi al prossimo a noi più vicino e magari -perché no?- ispirare anche i più grandi ad imitarci, collaborando collettivamente per un fine più grande.

Damiano e gli educatori ACR

Paolo VI raccontato ai bambini

L’Azione Cattolica ha pubblicato un libro “Paolo VI. Tanta Vita” pensato per i bambini. Contiene anche un fumetto e un’attività da fare online

I Santi sono persone come noi. Sono amici degli uomini e di Dio. Paolo VI è diventato Santo perché ha saputo stare con Dio e con gli uomini, ha saputo spiegare l’umanità perché sentiva molto vicino Gesù. Ha incontrato e capito gli uomini di tutti i continenti perché vedeva, nei loro volti, Gesù.

Per questo, l’Azione Cattolica diocesana ha deciso di raccontare la storia e le scoperte di Paolo VI per meravigliarsi delle cose belle che fa Dio e per stupirsi delle cose leggendarie che sanno fare gli uomini quando stanno con Dio e per dire che la strada verso la santità è alla portata di tutti. Il libro è stato consegnato personalmente da don Mattia Cavazzoni al Papa. Come accompagnatoria c’era anche una lettera scritta dai ragazzi dell’Acr: “Paolo VI è nato e cresciuto in uno dei paesi della nostra terra e chiediamo a lui di aiutarci ad essere Santi, belli come lui e sempre a Lui, per Te, chiediamo di proteggerti e accompagnarti nel compito difficile ma bello di guidare la Chiesa tutta per essere come piace a Gesù”. Il volume cerca di rispondere anche alla richiesta del vescovo Pierantonio di rendere sempre più popolare la figura di Paolo VI che, ancora oggi, in molti non conoscono. Questo lavoro ben curato può essere preso in mano in famiglia o nei gruppi di catechismo come occasione per conoscere meglio Giovanni Battista Montini.

Le prime pagine parlano di Paolo VI da ragazzo: cosa faceva a casa, a scuola, con gli amici e quando giocava. Sono le vicende belle di ciascun ragazzo o ragazza… forse quelle di Giovanni Battista (così si chiama Paolo VI) sono di qualche tempo fa, ma ci sono cose che valgono sempre: c’è modo e modo di vivere l’amicizia, di andare a scuola o giocare… Per scrivere una canzone (e la vita è una musica bellissima) ci vogliono sette note, da combinare, da mischiare, da ritmare. Ecco allora che l’Azione Cattolica consegna a tutti i ragazzi sette note per ascoltare la canzone che Giovanni Battista (Paolo VI) ha composto: la famiglia, la preghiera, gli amici, la scuola e il gioco, l’oratorio, il coraggio e il dialogo. E poi ogni lettore sarà chiamato a comporre la sua canzone. Nel testo, edito da Gam, il lettore trova anche un fumetto (i disegni sono di Roberto Viesi) che cerca di raccontare la vita di questo grande Papa canonizzato il 14 ottobre. Nella terza parte, infine, è contenuto l’invito a proseguire l’avventura online per continuare a scoprire altre curiosità sul Pontefice bresciano. Il testo (24 pagine, 7,90 euro) si può richiedere presso la sede dell’Ac di Brescia, presso il Centro Oratori Brescia e presso le Librerie Paoline di tutta Italia.

Tradurre la Parola

Per l’iniziativa di solidarietà, l’Azione Cattolica ha scelto “di guardare ai giovani disoccupati e di scendere in campo per loro”

“Dopo esserci impegnati a custodire la memoria della nostra storia di fedeltà a Dio e all’uomo per discernere l’essenziale della nostra vocazione, nel secondo anno del triennio associativo ci lasceremo provocare in modo particolare dal tema della popolarità, una delle attenzioni scaturite nella XVI Assemblea diocesana e unitamente alla cura della parrocchia, al dialogo e confronto con le culture, alla cura della vita del laico”. Così si è espressa Giuliana Sberna, presidente diocesana dell’Azione Cattolica, nell’ultimo numero di Ac Notizie. Domenica 16 l’Azione Cattolica si è ritrovata per la tradizionale assemblea di inizio anno. Il tema, scelto anche dal Consiglio Nazionale e proposto al convegno delle presidenze (“un Popolo per tutti”) nel maggio del 2018, prende le mosse dalle parole provocatorie che papa Francesco ha rivolto ai membri del Fiac il 27 aprile 2017 e dal numero 6 dell’esortazione “Gaudete et exultate”.

“Oggi ancora piccoli e grandi, adulti e giovani, laici e pastori insieme scegliamo di scommettere nella possibilità di vivere l’incontro con il Signore, di continuare a vivere l’esperienza di un popolo che cammina accompagnando, e che accompagnando aiuta a diventare grandi nella vita. Per la nostra associazione ciò significa – continua la presidente – proseguire l’impegno assunto con il documento assembleare a essere ‘con tutti e per tutti’, a porsi in ascolto delle domande, a trovare linguaggi e forme perché il Vangelo arrivi a tutti. Significa continuare lo sforzo di guardare alla vita quotidiana delle persone, delle famiglie, delle comunità non soltanto per crescere nella capacità di guardare con grande attenzione alla vita quotidiana degli altri, ma anche per aiutare le persone a guardare alla propria vita come lo spazio, il tempo abitato da Dio”.

L’iniziativa di solidarietà. Ogni anno l’Azione Cattolica insiste sulla cura del legame associativo, che “vuole esprimere la cura per la vita di ogni persona”. In questo scenario trova collocazione e senso l’Iniziativa di Solidarietà diocesana che, tra le forme di nuova povertà che caratterizzano la nostra società postmoderna, ha scelto “di guardare ai giovani disoccupati e di scendere in campo per loro, di stare al loro fianco per fare emergere e rendere visibili a loro e agli altri le loro potenzialità, i loro talenti”. E come indicato dall’icona biblica di Marta e Maria, scelta per il prossimo anno associativo, per realizzare tutto ciò “Di una cosa sola c’è bisogno”: “ascoltare e tradurre in vita la Sua Parola, trovare il giusto equilibrio, occuparsi e non preoccuparsi per lasciare spazio all’ascolto e all’accoglienza dell’altro. Il Signore ci invita a guardarlo negli occhi a prestare attenzione alla Sua Parola e al contempo ai bisogni degli altri”.

A.C.R.: festa zonale

La festa zonale è un’occasione molto importante per l’A.C.R. perché permette ai giovani associati di cogliere, almeno parzialmente, la grandezza della realtà di cui fanno parte. Si tratta infatti di un evento grazie al quale l’A.C.R. di Leno incontra gli altri paesi della zona (Bagnolo, Flero, Quinzano) celebrando con una giornata intera la fine del cammino annuale. Il paese ospitante cambia ogni anno e stavolta, il 27 Maggio, siamo stati accolti dagli amici di Quinzano. Al mattino, come da tradizione, si è svolto il lavoro di gruppo improntato sul Vangelo dell’anno (Mc 12, 41-44). La riflessione, ispirata all’episodio della vedova raccontato nel Vangelo, ribadiva l’importanza di saper educare lo sguardo per cogliere nella vita quotidiana gli interventi dello Spirito Santo che arricchiscono anche il gesto in apparenza più insignificante. I temi affrontati non sono mai banali, ma i ragazzi, divisi per fasce di età, possono approcciarsi ad essi nel modo più adeguato.

Il pomeriggio è trascorso invece all’insegna del gioco e del divertimento: si tratta pur sempre di una festa! Suddivisi per squadre, i ragazzi stringono nuove amicizie e capiscono di partecipare ad una realtà condivisa con molti altri loro coetanei che, sebbene sconosciuti, contribuiscono a renderla più bella. Il momento è significativo anche per noi educatori perché si tratta di una preziosa occasione per confrontarci con gli altri paesi, così da poter migliorare nel nostro operato e imparare a collaborare con altri. I giochi pomeridiani sono in effetti il momento più intenso della giornata: il divertimento spontaneo dei ragazzi rivela a noi educatori l’effettiva importanza di questa festa e lascia a tutti un bel ricordo dell’anno che si è concluso.

L’A.C.R. e il nostro oratorio

In Italia l’A.C.R. sisvolge in moltissimi paesi e ciascuna, pur partendo da un’origine comune, si sviluppa secondo stili diversi adatti al luogo d’appartenenza, ai ragazzi che vi partecipano e tante altre variabili. In questo modo ogni esperienza A.C.R. rimane “unica nel suo genere” perché le attività di una differiranno da quelle di un’altra pur svolgendosi in paesi relativamente vicini. Quel che rende unica la nostra A.C.R. è “La Notte in Oratorio”.

Ogni anno i ragazzi aspettano impazientemente il weekend primaverile che ci permette di organizzare l’esperienza: dal sabato pomeriggio alla domenica mattina ragazzi e animatori giocano, mangiano e stanno insieme, gentilmente ospitati in oratorio. Per l’occasione ci è possibile svolgere attività più elaborate, dalla caccia al tesoro ai lavori di gruppo, e nel frattempo, seppur per poco tempo, si fa esperienza di vita comunitaria.

In effetti anche le altre A.C.R. non sono certo prive di esperienze simili, basti pensare ai campi-scuola estivi che vengono organizzati ogni anno. Quel che però avvalora la nostra Notte è la possibilità di vivere in modo diverso e originale un luogo che potremmo visitare quotidianamente sia per giocare con gli amici sia per venire a catechismo, ma che per due giorni diventa davvero la nostra casa.

Il valore aggiunto di questi due giorni è proprio la possibilità di “vivere” l’oratorio, di conoscerlo meglio e di prendercene cura, non solo per quei due giorni, perché, come casa nostra, anche l’oratorio diventa uno spazio a cui siamo affezionati e che perciò vogliamo mantenere bello e pulito. Sotto la stesso tetto i legami si rafforzano, le amicizie migliorano e dopo due giorni lasciamo l’oratorio arricchiti di belle esperienze, ricordi e tanto voglia di rifare l’esperienza l’anno dopo!

La carica dell’AC

Erano circa 1400 i bambini e ragazzi che hanno partecipato al Meeting diocesano dell’Azione Cattolica

“Next to you”: voglio dire, voglio fare, voglio esserci. Il tema del Meeting diocesano dell’Azione Cattolica, ospitato domenica 22 aprile a Castelcovati, chiama in causa il protagonismo di un’Associazione che vuole continuare a essere al servizio della Chiesa e della società. la giornata si è conclusa con la Messa presieduta dal vescovo Tremolada, che è stato particolarmente colpito dalla vivacità del Meeting.

La ricerca della prossimità e della vicinanza risulta essere un tema sempre più frequente e attuale nella società contemporanea. Fare festa assieme, conoscere il prossimo, venire in contatto con realtà diverse dalle proprie e non per questo sentirsi diversi: l’inclusione infatti resta un punto di forza del Meeting che prende spunto dall’omelia di Tremolada: “Santità e popolo sono due parole che ho molto a cuore e trovo importanti da riportare in questa giornata. Spero che l’Azione Cattolica riesca nell’intento di aiutare la Chiesa di Brescia a vivere la santità di popolo. Aiutiamoci a capire come si può camminare insieme nella santità del popolo di Dio, per capire allo stesso tempo come dare consistenza e verità alle nostre esistenze negli anni a venire”.

I tanti bambini e ragazzi presenti sono stati una carica di energia per gli educatori e le famiglie dei bambini. Dire, fare, esserci: sono tre atteggiamenti che insieme chiudono il cerchio dell’armonia e dell’unione, una ricerca e obiettivo a cui lavorano tante persone impegnate in questo cammino: “Dobbiamo continuare il cammino e dobbiamo farlo insieme – ha continuato Tremolada -. Voi siete una porzione preziosa della Chiesa di Brescia, c’è un’eredità che va colta e continuata. Sono contento di celebrare con voi l’eucaristia che è il cuore pulsante della vita cristiana, facciamolo con grande riconoscenza e raccoglimento interiore, noi ci sentiamo uniti grazie a voi”.

Si tratta di un momento fondamentale per l’intera associazione in cui il tema della prossimità diventa elemento prezioso, occasione per trascorrere assieme una giornata all’insegna dell’esperienza, la più vasta possibile, che ognuno in modo diverso vive e trasmette al prossimo: questo significa essere parte di una comunità che accoglie e si lascia accogliere imparando ad interfacciarsi e a collaborare. Prossimo appuntamento l’8 maggio, per il mese mariano, con il pellegrinaggio diocesano verso il santuario Madonna in pratis di Rudiano.

Al termine della celebrazione, è stato benedetto un busto di Paolo VI donato alla parrocchia di Castelcovati e realizzato a partire da un calco messo a punto da don Vittorio Brunelli, parroco di San Gervasio.

Un 8 dicembre come tanti

L’8 Dicembre è, tradizionalmente, un giorno di festa per l’A.C. perché, nel giorno dell’Immacolata, si distribuiscono le tessere del nuovo anno associativo. A Leno la giornata comincia con la celebrazione eucaristica animata da A.C. e A.C.R. e prosegue nel pomeriggio in Oratorio, dove, prima dell’effettiva consegna delle tessere, i ragazzi dell’A.C.R. presentano il tema del nuovo anno. Il tema di quest’anno è la fotografia, riassunto nello slogan “Pronti a Scattare”, introdotto agli adulti e ai genitori per mezzo di un video da noi realizzato durante gli incontri.

Fin qui niente di speciale, sembrerebbe, nell’ 8 Dicembre 2017. L’eccezionalità della giornata, però, sta proprio nella sua “tradizionalità”. Riuscire a festeggiare questo giorno come quelli di tutti gli anni precedenti era un obbiettivo da raggiungere e per niente scontato perché ripartire con l’A.C.R., quest’anno, è stato particolarmente complicato. Per impegni lavorativi e di studio, infatti, Io, Marta e Damiana non potevamo dare la piena disponibilità garantita negli anni precedenti e già l’anno scorso constatammo la difficoltà di gestire 20, quasi 30 bambini di diverse età con solo 3 animatori. Nonostante tutto però, grazie all’aiuto di nuovi animatori (Alessandro, Fabrizio, Giacomo e il più esperto Daniele) e a qualche modifica agli incontri settimanali, siamo riusciti a fare tutto come sempre.

Di questa “normale” festa del tesseramento, perciò, siamo particolarmente felici e non ci resta che ringraziare i genitori sempre disposti a partecipare con i loro ragazzi ai momenti importanti per l’associazione.

Guarda il video:

Festa del Tesseramento – ACR 2017