In ascolto del Signore che parla

“La Bibbia, scrutate le Scritture” edita dalla San Paolo per i 1600 anni della morte di San Girolamo, autore della prima traduzione in latino della stessa. Tra i curatori anche il sacerdote bresciano, Ezechiele Pasotti, che racconta le linee che hanno guidato il lavoro della nuova pubblicazione

Il Gruppo Editoriale San Paolo, impegnato da oltre cento anni nell’evangelizzazione e nella diffusione dei valori cristiani, ha realizzato uno straordinario progetto che vede il suo compimento nella pubblicazione di una versione unica al mondo delle Sacre Scritture: “La Bibbia, scrutate le Scritture”. L’iniziativa nasce in occasione dell’anniversario dei 1.600 anni dalla morte, avvenuta il 30 settembre del 420, di san Girolamo, attento conoscitore della Parola e autore della prima traduzione in latino della stessa.

“La Bibbia, Scrutate le Scritture”, disponibile da qualche giorno in libreria, sarebbe stata oggetto di una presentazione anche a Brescia, ma il giro di vite all’organizzazione di eventi pulblbici imposta dalle nuove normative antiCovid hanno fatto rimandare il tutto a tempi più opportuni. Tra gli invitati alla presentazione avrebbe dovuto esserci anche don Ezechiele Pasotti, uno dei biblisti che hanno preso parte all’operazione che ha portato alla realizzazione dell’opera. “Mettere mano a una nuova edizione della Bibbia è sempre un’impresa – racconta il biblista Ezechiele Pasotti – . E quella a cui abbiamo lavorato è un‘edizione che presenta alcuni interessanti elementi di unicità”. Il lavoro a cui don Pasotti e gli altri curatori sono stati chiamati ha risposto ad alcune linee guide. “La prima – continua – è quella di leggere la Bibbia con la Bibbia: rifacendoci alla tradizione ebraica e patristica, secondo cui la Bibbia avrebbe in se settanta modalità di incontro con la parola in essa contenuta. Abbiamo cercato proprio attraverso la lettura delle sue pagine, di comprenderne tutti i volti, tutte le modalità di incontro con il Signore”.

Un’altra linea guida seguita nella realizzazione de “La Bibbia, scrutate le Scritture” è stata quella di cercare di incontrare Dio al di là del versetto, perché come sosteneva Levinas, è in quella dimensione che c’è Dio stesso. A muovere le edizioni San Paolo verso questa nuova iniziativa editoriale sono state le parole di papa Francesco, che più volte ha affermato, scrivendolo anche nella lettera apostolica Aperuit Illis, che “la Bibbia non può essere solo patrimonio di alcuni e tanto meno una raccolta di libri per pochi privilegiati. Essa appartiene, anzitutto, al popolo convocato per ascoltarla e riconoscersi in quella Parola. La Bibbia è il libro del popolo del Signore che, nel suo ascolto, passa dalla dispersione e dalla divisione all’unità. La Parola di Dio unisce i credenti e li rende un solo popolo”. Di qui l’idea di realizzare un’edizione della Bibbia che si rivolge a tutti, per la preghiera individuale e comunitaria.

 “La Bibbia, scrutate le Scritture” è unica al mondo perché valorizza la via della Scrutatio, seguendo la tradizione rabbinica e quella patristica, grazie alla presenza di 380 note concepite come veri e propri percorsi tematici all’interno dell’intera Scrittura su altrettanti temi biblici. Attraverso queste molteplici possibilità il lettore può costruire un’esperienza inedita e personalizzata, oltre a un metodo specifico di lettura del testo. L’opera offre ai lettori un’Introduzione generale che illustra con chiarezza i principi per una lettura orante della Bibbia e, nelle introduzioni ai singoli libri, non si sofferma solo sugli aspetti storici o letterari, ma li presenta nell’insieme della Bibbia, evidenziando come ciascuno di essi venga ripreso e riletto da un altro testo biblico. Le note esegetiche-storiche-teologiche non vengono trascurate, per ricordare che la Parola è “incarnata”: abita un tempo, una geografia e una condizione sociale, prediligendo quelle che aiutano a contestualizzare e a chiarire il testo. Una Bibbia unica al mondo perché ricca di passi paralleli, sia per quanto riguarda il numero che l’ampiezza di associazioni che permettono accostamenti tra i due Testamenti, favorendo una lettura vitale della Bibbia. È un progetto editoriale pensato proprio per una lettura orante della Parola, in un clima di ascolto e di dialogo con Dio. L’opera ha una dimensione che don Pasotti definisce “pastorale” per le parrocchie, i gruppi, i singoli fedeli, per aiutare a trasmettere la fede. “Quella edita dalla San Paolo – conclude il biblista – è una Bibbia pensata proprio per questo. L’insieme delle note specifiche che accompagnano la pubblicazione permette di mettersi in ascolto del Signore che parla”.

Ascolto e presa in carico

Al centro la cura e la protezione dei più piccoli. Il Vescovo ha nominato i membri del nuovo Servizio diocesano tutela minori: don Carlo Tartari, referente diocesano; Adele Ferrari (nella foto), responsabile del primo ascolto; don Adriano Bianchi (area comunicazione); Egle Castrezzati (area pastorale); don Giorgio Comincioli (area formazione); Luciano Eusebi (area giuridica); Carla Lojacono Gheruzzi (area ascolto); don Claudio Laffranchini (area pastorale), Giovanni Battista Tura (area ascolto). Un servizio nuovo (con una sezione dedicata sul sito della Diocesi), che nasce per rispondere ad alcune esigenze e ha tre aree di riferimento: il cambiamento culturale, la denuncia e la prevenzione. Con Adele Ferrari, psicologa e responsabile del primo ascolto, abbiamo cercato di tratteggiarne le finalità.

Come e perché è nato questo servizio?

Il servizio nasce da una proposta che il nostro Papa sta portando avanti negli ultimi anni, che si è concretizzata con un Servizio tutela minori nazionale da cui sono nati i Servizi regionali e infine diocesani. Il primo compito è la formazione dei laici impegnati nelle parrocchie e nei servizi educativi, ma anche dei parroci e dei sacerdoti e di tutti coloro impegnati negli oratori. C’è poi il tema della prevenzione, che si sta sviluppando a livello nazionale con la pubblicazione di vari scritti e vademecum che nei prossimi mesi saranno divulgati anche a livello diocesano. L’area dell’ascolto prevede compiti di accoglienza e riflessione con la collaborazione di altri professionisti, è sempre molto complesso accogliere la sofferenza di persone che possono aver vissuto situazioni difficili in diversi ambiti parrocchiali. Il nostro impegno è quello di non lasciar perdere nessuna segnalazione, abbiamo un buon livello di competenza e cercheremo di affrontare il tutto con la massima responsabilità, approfondendo e proponendo opportune soluzioni d’intervento. Al primo posto c’è sempre il rispetto per le persone, saremo molto attenti a chi è stato vittima, per aiutarlo a recuperare un livello di vita equilibrato e armonico soprattutto nel caso di un minore.

Come pensate di muovervi?

Siamo ancora ai primi passi, contiamo di riuscire a coinvolgere le varie realtà della Diocesi per estendere innanzitutto le buone prassi, divulgate a livello nazionale e che contengono messaggi molto importanti. Uno di questi è l’attenzione al mondo dei social; dobbiamo educare ad un uso responsabile di questi mezzi, grazie anche all’aiuto e alla collaborazione delle famiglie.

Quali sono i rischi maggiori che corrono le famiglie?

Spesso le famiglie non sono a conoscenza delle attività dei figli sui social. Anche solamente una foto diffusa in un’atmosfera goliardica può generare situazioni molto complicate. Questo aspetto non va trascurato, ma è quello che, come educatori di una comunità cristiana, dobbiamo maggiormente monitorare.

Il Servizio Tutela Minori nasce per alzare il livello d’attenzione, da questo punto di vista ha la percezione che anche le nostre comunità abbiano sottovalutato alcuni atteggiamenti?

Probabilmente il tema della sessualità è stato tenuto scarsamente in considerazione nei percorsi con adolescenti e preadolescenti. Bisogna recuperare un’educazione all’amore dove la sessualità è un compito, ma anche un dono e come tale può essere vissuto correttamente nella relazione con le persone. Tutto ciò è stato un po’ lasciato in disparte e non è stato coltivato da altre realtà educative, dobbiamo quindi sforzarci di essere presenti anche in questo ambito.

Ti.Conto.Salute con la Caritas

Il comitato di aiutiAMObrescia ha donato un contributo di 300mila euro per sostenere gli interventi dei Centri di ascolto Caritas

Grazie al comitato di aiutiAMObrescia che ha valutato l’opportunità di sostenere, con un contributo di 300mila euro, l’articolato sistema di risposte di Caritas diocesana Brescia in particolare relativamente all’area socio-sanitaria, dal 15 luglio 2020 prende avvio Ti.Conto.Salute finalizzato a sostenere i Centri di ascolto Caritas attivi nella Diocesi di Brescia, incluso il Centro di ascolto Porta Aperta, nel far fronte a spese legate all’ambito salute. Le spese sanitarie ammesse al contributo sono distinte tra standard e straordinarie, solo queste ultime richiedono una autorizzazione previa alla Fondazione Opera Caritas San Martino. “Il nostro ringraziamento particolare va al comitato di aiutiAMObrescia per la specifica attenzione che ha riservato a sostegno dell’articolato sistema di risposte di Caritas diocesana Brescia, anche nella fase post Covid-19. Il contributo accordato a Fondazione Opera Caritas San Martino, braccio operativo di Caritas diocesana, verrà finalizzato alla realizzazione di “Ti Conto salute”, un progetto volto a sostenere i Centri di ascolto Caritas attivi nella Diocesi di Brescia, incluso il Centro di Ascolto Porta Aperta, per far fronte, in linea con la finalità di sostegno alla sanità bresciana del Fondo aiutiAmoBrescia, alle spese legate all’ambito salute.

L’enfasi sulla dimensione relazionale nel quale avverrà il riconoscimento del contributo economico – spiega don Maurizio Rinaldi (nella foto), direttore di Caritas diocesana – è evidenziata del pronome personale (ti) che abbiamo esplicitato nel titolo del progetto: i Centri di ascolto Caritas svolgono infatti la funzione ‘di incontrare, accogliere, ascoltare e prendere in carico una persona che vive una situazione di fragilità sociale, economica e culturale’ e nel contempo si propongono di ‘stimolare la solidarietà e la corresponsabilità di tutta la comunità nel servizio verso il prossimo’.

Al fine di favorire la gestione del progetto sono stati predisposti un vademecum e due moduli di richiesta da parte dei centri di ascolto, utili a favorire anche il monitoraggio di “Ti Conto salute”, del quale la Caritas si impegna a dare periodicamente riscontro. Per le spese ordinarie è sufficiente la rendicontazione trimestrale da presentare con apposito modulo. Per le spese straordinarie va richiesta autorizzazione previa a Fondazione Opera Caritas San Martino per valutare il singolo intervento. Se autorizzata, la parrocchia potrà valutare se richiedere il pagamento diretto della prestazione da parte di Fondazione o il successivo rimborso. Predisposto un modulo di richiesta specifico. La richiesta di rimborso, fino ad un massimo di mille euro per trimestrale, deve essere firmata dal Parroco e corredata da tutta la documentazione richiesta.

Lettura sapienziale: cammino da iniziare

Il momento di ascolto della Parola con la meditazione del Vescovo per presbiteri e diaconi del 14 maggio diventa uno strumento utile per l’inizio della lettura sapienziale nelle comunità

La capacità di rileggere quanto è successo e, allo stesso tempo, di guardare avanti per identificare delle priorità. “In che modo il suo mistero di amore misericordioso si è manifestato in questi giorni drammatici? Che cosa in questi due mesi mi ha particolarmente addolorato? Che cosa mi ha profondamente consolato? Che cosa ho meglio compreso dell’uomo, del mondo e della Chiesa stessa? Che cosa lo Spirito si aspetta dalla nostra Chiesa che riprende ora il suo cammino? In che cosa dovremo rinnovarci per essere sempre meglio la Chiesa del Signore? Su che cosa dovremo puntare?”. Nella meditazione per i presbiteri e i diaconi del 14 maggio, il vescovo Tremolada formula alcune domande che possono aiutare il discernimento e una rilettura spirituale di quanto si è vissuto e di discernimento pastorale per quanto ci apprestiamo a vivere.

Narrazione sapienziale. L’ascolto della Parola di Dio (il video è sul canale You Tube del nostro settimanale) è il primo passo per compiere una rilettura spirituale dell’esperienza nella quale siamo stati coinvolti. La meditazione diventa uno strumento utile per l’inizio delle lettura sapienziale all’interno dei consigli pastorali. “Da questa memoria deriverà un discernimento pastorale, che orienterà il nostro cammino futuro”. L’ascolto è prezioso. Il Vescovo ha proposto il brano del Libro dell’Apocalisse nel quale sono presentate la prima e l’ultima delle sette lettere che Giovanni scrive alle sette chiese della Provincia romana dell’Asia. “Si tratta in verità della parola che il Cristo risorto rivolge alla sua Chiesa in cammino nella storia. Nel Libro dell’Apocalisse il numero sette è simbolico: indica totalità e pienezza, ma in questo caso ricorda anche che la Chiesa è viva ed è calata nel tempo e nello spazio, è composta di comunità diverse tra loro e insieme in reciproca comunione. Il Cristo risorto è per tutte le comunità principio di vita e insieme criterio di giudizio”.

La conversione del cuore. Nella Chiesa di Efeso, come sottolinea il Vescovo, la vita ecclesiale si è trasformata in una religione senza cuore: “La Chiesa diventa così secca e sterile, per nulla attraente e quindi inutile”. Nella Chiesa di Laodicea, il pericolo viene dalla mondanità, “dall’adeguamento totale alle categorie del mondo”, annullando così la sua missione. Sono “due tentazioni costanti nella storia della Chiesa, cui non può essere considerata esente anche la nostra Chiesa di Brescia. Anche noi – afferma mons. Tremolada – ci sentiamo esortati, come la Chiesa di Efeso e di Laodicea, a compiere in questo momento un’opera di discernimento, in ascolto dello Spirito”. Ma qual è ora la situazione della nostra Chiesa? “Siamo esortati ad una decisa conversione del cuore, sulla base di quanto abbiamo meglio compreso della vita. Sentiamo il bisogno di un rinnovato affidamento alla promessa del Cristo risorto, lui che è il vincitore. E siamo profondamente consolati dalla confidenza che egli fa anche a noi, quando manifesta il suo desiderio di sedere a tavola con noi per renderci partecipi della sua gloria. Egli bussa alla nostra porta, come un mendicante che in realtà è in grado di offrire l’unico vero tesoro”.

Un cammino da iniziare

Il momento di ascolto della Parola con la meditazione del Vescovo per presbiteri e diaconi del 14 maggio diventa uno strumento utile per l’inizio della lettura sapienziale nelle comunità

La capacità di rileggere quanto è successo e, allo stesso tempo, di guardare avanti per identificare delle priorità. “In che modo il suo mistero di amore misericordioso si è manifestato in questi giorni drammatici? Che cosa in questi due mesi mi ha particolarmente addolorato? Che cosa mi ha profondamente consolato? Che cosa ho meglio compreso dell’uomo, del mondo e della Chiesa stessa? Che cosa lo Spirito si aspetta dalla nostra Chiesa che riprende ora il suo cammino? In che cosa dovremo rinnovarci per essere sempre meglio la Chiesa del Signore? Su che cosa dovremo puntare?”. Nella meditazione per i presbiteri e i diaconi del 14 maggio, il vescovo Tremolada formula alcune domande che possono aiutare il discernimento e una rilettura spirituale di quanto si è vissuto e di discernimento pastorale per quanto ci apprestiamo a vivere.

Narrazione sapienziale. L’ascolto della Parola di Dio (il video è sul canale You Tube del nostro settimanale) è il primo passo per compiere una rilettura spirituale dell’esperienza nella quale siamo stati coinvolti. La meditazione diventa uno strumento utile per l’inizio delle lettura sapienziale all’interno dei consigli pastorali. “Da questa memoria deriverà un discernimento pastorale, che orienterà il nostro cammino futuro”. L’ascolto è prezioso. Il Vescovo ha proposto il brano del Libro dell’Apocalisse nel quale sono presentate la prima e l’ultima delle sette lettere che Giovanni scrive alle sette chiese della Provincia romana dell’Asia. “Si tratta in verità della parola che il Cristo risorto rivolge alla sua Chiesa in cammino nella storia. Nel Libro dell’Apocalisse il numero sette è simbolico: indica totalità e pienezza, ma in questo caso ricorda anche che la Chiesa è viva ed è calata nel tempo e nello spazio, è composta di comunità diverse tra loro e insieme in reciproca comunione. Il Cristo risorto è per tutte le comunità principio di vita e insieme criterio di giudizio”.

La conversione del cuore. Nella Chiesa di Efeso, come sottolinea il Vescovo, la vita ecclesiale si è trasformata in una religione senza cuore: “La Chiesa diventa così secca e sterile, per nulla attraente e quindi inutile”. Nella Chiesa di Laodicea, il pericolo viene dalla mondanità, “dall’adeguamento totale alle categorie del mondo”, annullando così la sua missione. Sono “due tentazioni costanti nella storia della Chiesa, cui non può essere considerata esente anche la nostra Chiesa di Brescia. Anche noi – afferma mons. Tremolada – ci sentiamo esortati, come la Chiesa di Efeso e di Laodicea, a compiere in questo momento un’opera di discernimento, in ascolto dello Spirito”. Ma qual è ora la situazione della nostra Chiesa? “Siamo esortati ad una decisa conversione del cuore, sulla base di quanto abbiamo meglio compreso della vita. Sentiamo il bisogno di un rinnovato affidamento alla promessa del Cristo risorto, lui che è il vincitore. E siamo profondamente consolati dalla confidenza che egli fa anche a noi, quando manifesta il suo desiderio di sedere a tavola con noi per renderci partecipi della sua gloria. Egli bussa alla nostra porta, come un mendicante che in realtà è in grado di offrire l’unico vero tesoro”.

Voci di passione | Passione secondo Giovanni

Proposta per la Quaresima 2020 a cura di Acec Brescia

A seguito della cancellazione totale di tutte le iniziative Quaresimali, fatto salvo per ciò che può essere trasmesso in streaming, abbiamo pensato ad una proposta che possa alleviare il silenzio nel quale siamo obbligati a permanere fino alla fine di questa epidemia.

Un progetto che valorizza la meditazione personale perché si possa offrire alla comunità un luogo dove ascoltare e meditare di fronte all’Eucarestia.

In questo articolo: Passione secondo Giovanni.

Giorgio Albertazzi legge la Passione Secondo Giovanni accompagnato dalle musiche di Paolo Fresu e Uri Caine (da Crucifixus 2005)

Giovani: un ascolto che sorprende

È questo il primo dato che emerge dal lavoro condotto, su invito del vescovo Tremolada, nei mesi scorsi grazie a rapporti personali e in contesti informali.

Ascoltarli. Questa era la sfida proposta per l’anno di preparazione al Sinodo dei Vescovi sui giovani. Ascoltare i giovani. Scelta onesta e seria, di fronte ad un Sinodo che non vorrebbe essere – e preghiamo perché non lo sia – il classico momento nel quale enunciare i problemi di un’età e, nello stesso tempo, dichiararla futuro della Chiesa e dell’umanità. No, il sinodo dei Vescovi sarà vento per la Chiesa se saprà cogliere dai giovani spunti interpretativi, direzioni, esigenze gridate e sussurrate. Un po’ nello spirito, a volte dimenticato, della regola di s. Benedetto, quella regola che inizia proprio “Ascolta, figlio” e ricorda: “Abbiamo detto di consultare tutta la comunità, perché spesso è proprio al più giovane che il Signore rivela la soluzione migliore”. Quindi: ascoltare. E questa necessità profonda l’abbiamo avvertita nelle parole del vescovo Tremolada, quando il 5 novembre si è presentato di fronte ad una cinquantina di giovani per dialogare con loro e farsi suggerire come ascoltare i loro coetanei, legati o meno alla vita della chiesa bresciana.

A quell’incontro il Vescovo portò quattro domande, l’ultima delle quali era: “Come metterci in ascolto? Come possiamo ascoltare le domande sulla fede, sulla vita? Come raggiungerli con semplicità e simpatia?”. Stesse domande rivolte poi, ad una quindicina di giorni di distanza, ai curati riuniti in Assemblea. Non faccio fatica a immaginare che il Vescovo qualche risposta avesse provato ad abbozzarla, eppure, con la libertà di un ascolto sincero, abbia scelto di ripiegarla e metterla in tasca. Perché i giovani presenti quella sera hanno indicato una strada per l’ascolto: non con i sondaggi e i questionari! Di indagini sociologiche – anche ottime – ne abbiamo molte. Non con i social, di queste cose si parla di persona. Non attraverso grandi eventi. Ci si ascolta davvero guardandosi negli occhi, mettendosi vicini.

E così, a partire dai giovani presenti, coinvolgendo i curati, coinvolgendo i gruppi giovanili presenti in alcuni oratori (quante sono le parrocchie in diocesi che, purtroppo, non hanno alcun cammino di formazione per i giovani sopra i 16 anni!), grazie al supporto della pastorale universitaria, di alcuni giovani dell’associazioni, l’ascolto è cominciato. Un ascolto personale. Magari con un blocchetto per le note in mano, di fronte ad una birra, oppure recuperando a casa, dopo un incontro, le parole dette. Con i Listeners’ corner nella piazza del paese. Oppure in università con i compagni di studi.

Ascoltando gli amici credenti e quelli che non lo sai. Ascoltando chi parla male dei preti e chi ha conservato una nostalgia per gli anni da ragazzino in oratorio. Tantissime risposte. Domande che generano domande. Considerazioni taglienti e libere. Affetto e indifferenza. La percezione di incontrare una generazione che non ha idea e non può immaginare con un certo grado di sicurezza (e fiducia) i lineamenti del futuro. Una generazione che sogna in grande e vive alla giornata. Che desidera credere ma non sa bene in cosa. Che ha fatto un’esperienza di chiesa in gran parte deludente. Una generazione piccola numericamente e fortissimamente dispersa in piccoli villaggi dalle opinioni forti sui singoli temi e dai pensieri sfumati su cosa tiene insieme quelle opinioni.

Di questo enorme lavoro di ascolto una breve sintesi, fatta soprattutto degli estratti delle parole dei giovani, verrà consegnata a Papa Francesco dal vescovo Tremolada durante l’udienza del 7 aprile con i ragazzi delle medie. Un lavoro davvero provvidenziale, qualsiasi cosa ne sarà, rispetto ad un Sinodo che guarderà ai giovani di tutto il mondo e alla chiesa universale. Provvidenziale perché chi ha ascoltato, sempre, ha poi deciso di incontrarsi e interrogarsi per capire il significato delle molte parole annotate e raccolte. Il lavoro sta continuando, anche perché, come potrete riscontrare in queste pagine di Voce, di fronte a quanto raccolto è difficile fare finta di nulla. È difficile non prendere sul serio gli interrogativi posti alla chiesa – e alla sua fedeltà al Vangelo e alla formazione alla fede che hanno ricevuto, che raramente ha permesso loro un incontro personale con Dio.

Un’ultima annotazione, presa a prestito da una celebre meditazione di Giuseppe Dossetti. Di fronte a quello che leggiamo due atteggiamenti sono indispensabili: “la notte va riconosciuta come notte”, cioè dobbiamo saper leggere il tempo che viviamo senza la paura di denunciarne i limiti (e le false promesse). Allo stesso tempo non ci deve essere “nessun rimpianto per il giorno precedente”. Quello che stiamo provando a comprendere e intuire da questo ascolto è una profonda richiesta di conversione alla nostra chiesa. Quella conversione – personale e comunitaria – che è l’invito continuo rivolto alla vita cristiana.

Resoconto attività del centro d’ascolto 2017

In questi primi sei mesi del 2017 molte persone sono passate dal Centro d’ascolto di via Viganovo, 5, al martedì e venerdì pomeriggio dalle 14,30 alle 17. Alcune sono “storiche”, perché hanno cominciato a venire da quando, nel 2015, il Centro è stato aperto e la loro situazione non è ancora cambiata; altre si sono aggiunte sia nel 2016 sia in questi primi sei mesi, e non solo straniere. Sono sempre di più gli italiani in difficoltà che si rivolgono alla Caritas, ciascuno con il proprio peso fatto di precarietà, perdita del lavoro, ricerca del lavoro, bollette da pagare, la sfratto incombente…

Ascoltare, sostenere questi fratelli nella richiesta di rateizzare le loro bollette di luce, acqua e gas, consultare il “Bollettino Informalavoro” alla ricerca di indirizzi cui inviare il  curriculum e la candidatura a quel particolare lavoro, pagare in tutto o in parte le bollette, cooperare con gli uffici dei Servizi Sociali: questa in sintesi la maggior parte delle attività che il Centro di Ascolto ha svolto in questi mesi. La preoccupazione di trovare i fondi per soddisfare le esigenze che si presentano ci ha indotto a mettere in atto iniziative di autofinaziamento per incrementare i fondi parrocchiali e la generosità di chi fa offerte in denaro per le attività caritative.

Così sono nate, in particolare, due proposte:

  • la domenica 5 marzo, sono state distribuite ad offerta libera, sul sagrato della chiesa, le piante fiorite e la mimosa;
  • nel mese di maggio è stata organizzata con l’azienda Imperial life una serata di presentazione dei loro prodotti (“sistema letto”) per ottenere il contributo che la stessa offre in cambio dell’ospitalità ricevuta.

Ci si è avvalsi, infine, del contributo semestrale della Caritas diocesana chiamato briciole lucenti: un rimborso al 50% delle spese sostenute per bollette e quant’altro. Briciole, appunto, anche perché la Caritas diocesana ha dei paletti ben precisi: oltre a  contribuire per un importo totale fino a € 5000,00, considera solo le richieste delle famiglie con figli a carico. Le 30 domande presentate per il primo semestre hanno sforato l’importo-limite e riguardano anche persone singole o famiglie senza figli. Ma… anche loro sono nel bisogno e noi del Centro d’ascolto abbiamo ugualmente teso la mano! L’importo medio per ciascuna Briciola è stato di €200 circa con punte al ribasso (€ 45) e al rialzo (€ 542). Rispetto al 2^ semestre del 2016 ci sono state 9 richieste d’aiuto in più per un importo maggiorato di € 1700.

Un ulteriore settore di intervento è stato rappresentato dall’erogazione, ad alcune famiglie, del Microcredito; questa è una forma di sostegno economico che consente alle famiglie di ottenere dalla banca un credito fino a € 3000,00 da restituire con piccole rate a un tasso irrisorio; condizione imprescindibile per la richiesta è che il richiedente abbia o un lavoro o un introito mensile fisso a garanzia, appunto, della possibilità di pagare le rate. É un cuore pulsante, il Centro di Ascolto! Ed ora ci si prepara, come da pubblicità presente in questo numero della Badia, a vivere, nei giorni 18-19-20 agosto, le Giornate della solidarietà, la festa della Caritas, per stare insieme, divertirsi e conoscere meglio le attività e le possibilità del volontariato CaritasLa partecipazione è una risorsa e lo scambio reciproco, di collaborazione e informazione, la strada per meglio operare a favore dei fratelli nel bisogno.

Quaresima 2016 – Centri di ascolto

In questa periodo Quaresimale, abbiamo partecipato alla catechesi del centro di ascolto in Parrocchia, nel quale don Alberto ci ha fatto riflettere su alcuni passi dell’Antico Testamento, in particolare sulle letture della liturgia delle prime tre Domeniche di Quaresima. Gli incontri, al giovedì sera, sono stati 3 e sono stati molto interessanti.

Nel primo incontro abbiamo letto il capitolo 26 del libro del Deuteronomio, i passi 4-10. Abbiamo scoperto che il popolo di Israele era tenuto sempre, durante i riti di preghiera, a ringraziare Dio per le primizie e i doni della terra. Il ringraziamento, dunque, va a Dio, sempre, per tutto ciò che ci dona.

Per questo abbiamo approfondito il valore della parola “gratitudine”, senza la quale non si scopre l’Amare di Dio e l’Amore del prossimo. Perciò chiamati, nel nostro cammino spirituale, a leggere che tutto quello che abbiamo e riceviamo è sempre un “Dono” di Dio.

Nel secondo incontro ci è stato proposto il capitolo 15 del libro della Genesi ai passi 5-18. In questo passo si cita Abramo, capostipite della fede Ebraica, Cristiana e Mussulmana, che ha un’età avanzata, e nonostante abbia una profonda fede nel progetto di Dio, è assalito dal dubbio. Dove nasce questo dubbio? La sua vita sembra sia essere arida. Infatti non ha eredi, nonostante Dio gli abbia promesso una grande discendenza. Il Signore allora interviene e invita Abramo a guardare il cielo e a contare le stelle che ci sono in esso. Impossibile! Ma non per Dio. La promessa riconferma la discendenza, più numeroso delle stelle! La fiducia in Dio non deve mai mancare anche quando le nostre attese sembrano non avverarsi.

Spesso Dio non interviene quando va tutto bene, ma quando le cose sembrano andare per il verso sbagliato. Leggere la Parola di Dio aiuta a guardare i fatti della nostra vita sotto lo sguardo Dio, che non ci abbandona mai!

“Lampada ai miei passi è la tua Parola, luce al mio cammino”. Signore aumenta la nostra fede. Nel terzo incontro abbiamo trattato il capitolo 3 dell’Esodo ai passi 1-15. Si tratta dell’episodio di Mosè davanti al roveto ardente, che brucia e non si consuma. Mosè si rende conto che è davanti ad un evento “straordinario, divino”. Il fuoco che arde e non consuma il roveto, è l’Immagine della santità di Dio e della sua purezza. Il fuoco infatti, è un elemento puro, che ti scalda e purifica, ma al quale anche non puoi avvicinarti. Dio chiama Mosè per la seconda volta e gli chiede di farsi carico del suo popolo, Israele, e in particolare della sua liberazione dalla schiavitù dell’Egitto. Tutto questo ci fa capire che davanti al fallimento dei nostri progetti, Dio ha sempre fiducia in noi, nell’uomo, nonostante i suoi limiti. La sua misericordia è senza limiti, immensa e giusta. Dio pensa al bene dell’uomo e alla sua libertà.

Infine, questi incontri, a nostro parere, sono stati molto fruttuosi; hanno favorito l’esprimersi di diversi punti di vista e soprattutto hanno messo la base per costruire insieme una comunità più unita nella fede. Ci siamo sentite meno sole e più aperte alla conoscenza, al dialogo e alla preghiera. Ringraziamo per questo il Signore.

Pensieri di alcune fedeli