Torna NOÉ!

NOÉ, lo spettacolo realizzato dai ragazzi del gruppo adolescenti, torna in scena presso il teatro del nostro Oratorio. L’appuntamento è per sabato 16 marzo alle ore 21:00.

I biglietti sono già disponibili presso il bar dell’Oratorio al costo di 5€.

Guarda le immagini della prima:

NOÉ

 

NOÉ

Siete pronti per tornare a teatro?

L’Oratorio San Luigi di Leno presenta lo spettacolo NOÉ, realizzato dai ragazzi dei gruppi adolescenti e ispirato al racconto dell’Arca con la quale Noè salvò dal diluvio una coppia di ogni specie animale.

Sono in programma due date: sabato 8 alle ore 21:00 e domenica 9 dicembre alle ore 20:30; sarà possibile accedere al teatro 20 minuti prima della rappresentazione.

I biglietti sono già disponibili; potete richiederli all’indirizzo mail info@oratorioleno.it o presso il bar dell’Oratorio. Il costo è di 10€.

Con la partecipazione di: Alessandro Davo, Alessia Abbadati, Alessia Amoruso, Anna Malagni, Anna Spotti, Camilla Giusti, Cesare Rossi, Christian Conforti, Claudia Mor, Daniele Amoruso, Davide Colombi, Enrico Bresciani, Federica Astuto, Federico Lombardi, Florence Santos, Gabriele Bertinelli, Giorgia Scaglia, Giovanni Rossi, Gloria Tirelli, Katia Porta, Laura Fiammeni, Leonardo Chiozzi, Lorenzo Calabria, Lorenzo Campochiaro, Lorenzo Oneda, Luca Ciceri, Luca Zicchetti, Luisa Reghenzi, Martina Piscopo, Massimiliano Grazioli, Matteo Bani, Mattia Lanzanova, Nicola Bellini, Nicola Berardi, Rebecca Bertinelli, Rebecca Malagni, Riccardo Festa, Sanja Astuto, Simona Bonetta, Sofia Bresciani, Stefano Frosio.

Imparare grazie a Noè

Durante il Grest di Milzanello, nelle tre settimane comprese tra l’11 e il 29 Giugno, bambini e ragazzi hanno avuto modo di divertirsi, di giocare e di crescere, di imparare. Di Imparare a stare insieme trascorrendo parte della propria estate in compagnia, con gli amici… Di Imparare, anche grazie a Noè. Noè che, illustrato insieme all’arca sulle loro magliette ed interpretato dagli animatori durante le tante scenette, li ha accompagnati in questo percorso.

Un percorso costruttivo, di gare e di concentrazione, di tornei e di laboratori, di corse per tuffarsi in piscina e di corse per prendere il tanto ambito “ghiacciolo azzurro”. Un percorso che ha permesso di scoprire nuovi aspetti a chi già lo aveva provato e che ha permesso di conoscere un nuovo mondo a chi vi ha partecipato per la prima volta: cantando, ballando, cucinando, piangendo poi la serata finale. Quando appunto le quattro squadre (arancioni, azzurri, verdi, gialli) si sono presentate a genitori e parenti ciascuna con uno spettacolo messo in scena; portando sul palco impegno e grinta. E dopo aver reso l’oratorio un po’ casa e il don, con gli animatori, un po’ famiglia, per i bambini si è conclusa questa esperienza… Che si spera essere per loro un ricordo felice, un pensiero che quando arriva li possa far sorridere.

Da parte di tutti è nato infine uno spontaneo “grazie” a don Ciro: per le sue parole, per la sua capacità di interagire e di stare insieme; alle mamme che con pazienza hanno collaborato e lavorato; a Laura, ai capigruppo e agli animatori, che sono stati compagni di avventura dei bambini.
A chiunque abbia contribuito a rendere il Grest di Milzanello un’arca capace di cavalcare tanti cuori.

Guarda le immagini:

Grest 2018 a Milzanello

Verso l’Arca di Noè

Il percorso di questo anno catechistico proposto agli adolescenti è legato alla figura di Noè ed ancora di più al ruolo che l’Arca svolge e continua a svolgere. L’obiettivo è quello di realizzare uno spettacolo che attualizzi il messaggio dell’Arca.

Il messaggio legato all’arca di Noè dice l’esperienza umana che si trova invischiata in un circolo vizioso dal quale è incapace di ripartire togliendosi la zavorra del male. Occorrono, l’intervento di Dio, la fiducia e la collaborazione dell’uomo per navigare oltre le onde di un mistero che non può e non deve farci perdere la rotta dell’esistenza.

L’idea è di raccontare la vicenda dell’arca, attualizzandola ai tempi nostri, per dire come ai ragazzi di oggi, che sembrano privi di futuro, sia, invece, aperta la possibilità di costruire e percorrere con Dio una via che ci porti alla felicità. La nostra vera vocazione è la felicità, facilmente dimostrabile, pensando al fatto che nessuno vorrebbe essere infelice. La ricerca della felicità si concretizza, storicamente, nelle diverse strade che ognuno di noi percorre. Oggi, ci sono molte strade, alcune pericolose ed altre anche belle e veloci, ma purtroppo, molte di queste non portano da nessuna parte e si rischia di perdersi in viaggi che ci portano lontano da casa senza, poi, essere capaci di ritrovare la via del ritorno.

Si diceva che i ragazzi di oggi sembrano privi di futuro perché ricevono ripetutamente messaggi discontinui sul domani. Precarietà del lavoro, fragilità delle relazioni, povertà crescente e instabilità politica. Unitamente a questo, va ricordato come nel nostro contesto culturale che sembra aver dimenticato Dio, le presunzioni di onnipotenza degli scorsi anni, cominciano a scontrarsi con l’impossibilità di far fronte alle nuove sfide che ci vedono più fragili o comunque meno forti di quanti arrivano da contesti di povertà.

L’uomo è felice nella misura in cui ha qualcuno da amare o ha qualcuno che lo ama e nulla è compensativo della potenza delle relazioni. Amare comporta impegno e speranza. Se non si è disposti a mettere in conto l’idea di consegnarci a qualcuno per essere realizzati, saremo costretti a consegnarci a noi stessi ma questo ci manderà in corto circuito che è quello che sta sempre più accadendo. Troppo spesso ci rinchiudiamo nelle nostre case, incapaci di riappropriarci degli spazi pubblici e sospetto e pretese ci rendono lontani non solo dalla condivisione ma dalla possibilità di creare legami che ci portino avanti.

Occorre la presa di consapevolezza di quello che stiamo vivendo e la lucidità di riconoscere che ci sia bisogno di mani sicure, occhi lungimiranti e un cuore capace di amarci. C’è bisogno di Dio, di ridargli casa nelle nostre case, voce nei nostri linguaggi, speranza nei nostri desideri.