Trinità

L’omelia della Santa Messa della domenica della Festa dell’Oratorio 2019 – 16 giugno 2019

A parecchi di noi, quando eravamo piccoli e abbiamo incominciato a muovere i primi passi, o ci spostavamo ancora a gattoni, ci hanno detto, nel tempo invernale, di non toccare la stufa o il fuoco del camino perché ci saremmo scottati. Era praticamente impossibile pensare che avremmo potuto capire che cosa volesse dire scottarsi, lo abbiamo però compreso bene quando abbiamo messo per la prima volta le dita su qualcosa di bollente. Allora sì che abbiamo capito cosa volesse dire scottarsi.

Questo per dire che cosa? Che noi viviamo l’esperienza e non l’idea. Nella grande maggioranza dei casi noi impariamo, conosciamo a partire dalla praticità e meno dal concetto, anche dal concetto ma meno rispetto alla praticità. Facendo un esempio molto semplice, quasi banale: se dovessi spiegare a qualcuno che non ha mai mangiato un gelato, che cosa è un gelato e che sapore ha, per quanto io possa a sforzarmi, quella persona potrà immaginarsi che cosa sia un gelato e che sapore possa avere, ma arriverà a capire con esattezza il sapore del gelato solo dopo che lo avrà assaggiato.

Questo è quello che capita anche con la nostra fede; la nostra fede è molto concreta, molto pratica, la abbiamo resa noi un po’ confinata in una dimensione troppo intellettuale, ma è molto concreta. Anche qui potrei fare un esempio, forse un po’ più crudo dell’altro, senza voler turbare nessuno, ma mettiamo il caso che si stia vivendo una prova particolare, una fatica, un dolore, magari anche per un lutto. Se hai fede, sei disposto a metterti nelle mani di Dio, se non ce l’hai non lo fai. È molto concreta la cosa; anche perché la fede non è solo un dono, ma è anche una scelta, quindi possiamo sempre farla. Ecco, approfondire la solennità della Trinità, è possibile se noi oggi ci mettiamo alla scuola di Gesù, il quale ci parla della realtà di Dio tenendo conto delle nostre caratteristiche e delle nostre capacità.

Che cosa è la Trinità? O meglio, chi è la Trinità?

È la base della nostra fede, cioè noi crediamo in un Dio che è Padre, Figlio e Spirito Santo. Perché questi tre nomi? Perché Gesù ce ne ha parlato in questi termini, non è un’invenzione degli uomini, ma ce l’ha rivelata Gesù. Se dovessimo racchiudere in uno schema molto veloce quello che Gesù ci ha detto circa Dio, quello che è venuto a raccontarci, a fare con i suoi gesti, ma anche con la predicazione, potremmo dire che Dio ama tanto l’uomo e il mondo in cui vive, che desidera essergli vicino, quindi manda nel mondo il figlio. Questo figlio, Gesù, ci insegna a chiamare Dio come Padre. Questo figlio, sempre, è accanto allo Spirito perché possiamo vivere come Dio. Ecco, questo è uno schema un po’ efficace, molto stringente per dire quello che grosso modo possiamo dire della Trinità. E ora lasciamolo per un attimo da parte, non perché non sia importante capire, ma perché non vorrei corressimo il rischio di rinchiudere Dio in uno schema anche un po’ freddo, in un concetto.

Dio non è un concetto da capire, Dio è una manifestazione d’amore da accogliere, a noi compete quello, l’amore da accogliere. Anche perché, e il testo ce lo ha anche detto un po’ oggi, quando Gesù ci dice che per ora i suoi discepoli non hanno la capacità di portare il peso della conoscenza di quello che lui andrà a fare; noi non siamo in grado di capire tutto Dio, bisogna essere qui molto pratici, non possiamo definire Dio, Dio è infinito.

Ma se da un lato è vero che non possiamo capire tutto Dio, è però altrettanto vero che noi possiamo sperimentare tutto Dio. Come? Per esempio nei sacramenti, per esempio nell’amore, nel perdono. E quindi ecco che torna il fatto che noi, sperimentando, conosciamo e impariamo. Noi viviamo l’esperienza più che l’idea. Noi viviamo e sentiamo Dio quando sperimentiamo la sua presenza più che avere l’idea di un Dio che esista o meno; e in sintesi, che cosa, che scopo ha allora questa festa della Trinità? Per un verso vuole rimandarci all’identità di Dio, quindi a capire non solo chi è, ma anche cosa fa. Ci dice che è colui che vuole prendersi cura delle persone che gli stanno care, farci che noi gli siamo cari, e che questo Dio ha al suo interno una relazione d’amore che vuole condividere con l’esistenza umana. Per un altro verso invece, vuole rimandarci alla gloria, alla gratitudine. Perché diciamo gloria al Padre, al Figlio e allo Spirito santo? Per dire che siamo grati a questo Dio che vuole prendersi cura di noi. Praticamente è come se dicesse che la nostra vita non è abbandonata, ma sussiste per una relazione che ci è costantemente data, rinnovata.

Mentre vi guardavo, facevo un pensiero: noi siamo qua, nel mese di giugno del 2019, in questo bel contesto, vedo le vostre facce, i vostri volti, conosco molte delle vostre storie, sento di appartenere a voi, e vi dico con amicizia che non vorrei essere da nessun altra parte se non qua e vi ringrazio per quello che siete stati e siete per me. Grazie. Lo dico attorno all’altare, perché qui noi siamo un corpo, una comunità. 

500 anni della Apparizione della Madonna ad Adro

In occasione dei 500 anni della Apparizione della Madonna ad Adro i revv. padri Carmelitani hanno predisposto una statua identica all’originale e custodita presso il Santuario e che come “pellegrina” sta visitando molte comunità parrocchiali. Anche a noi pareva bello vivere un intenso momento mariano nelle nostre parrocchie, in questo anno di riscoperta della santità, avendo davanti a noi lei, Maria, la tutta santa.

1519 – 8 luglio – 2019

Preghiera per i 500 anni dell’Apparizione a Adro

Quanto sei bella, o Vergine Maria.
Quanto sei bella! Il tuo volto è pieno di bontà. Maria, tu che sei apparsa al piccolo Gian Battista con occhi di Paradiso;
Maria, tu che in questa terra hai mostrato l’immenso tesoro di misericordia di Dio;
Maria, tu punto d’arrivo del pensiero di Dio,
tu paradigma di ogni educazione,
tu riferimento di ogni genitore
nel crescere i propri figli in età, sapienza e grazia davanti a Dio e davanti agli uomini…
A te affidiamo in modo particolare
i bambini che non hanno salute, scuola, cibo e pace: aiutaci a condividere, aiutaci ad essere buoni e generosi. A te affidiamo chi è solo, anziano e ammalato.
A te affidiamo chi non conosce
la felicità nel cuore e nella vita.
In questo Santo Giubileo a cinquecento anni
dalla tua apparizione ad Adro per le tue preghiere e per la tua intercessione la benedizione di Dio scenda abbondante sulle nostre famiglie,
sulla nostra comunità e su tutto il mondo.
Amen.

Appuntamenti

Castelletto

Venerdì 31 maggio
Ore 20.00 S. Messa a comunità riunite con padre predicatore e processione a Squadretto
Sabato 1 giugno
Ore 18.30 S. Messa con padre predicatore
Domenica 2 giugno
Ore 10.00 S. Messa con padre predicatore

Milzanello

Lunedi 3 giugno
Ore 9.00 S. Rosario
Ore 20.30 S. Messa con padre predicatore
Martedì 4 giugno
Ore 9.00 S. Rosario
Ore 20.30 S. Messa con padre predicatore

Porzano presso la chiesa della Madonna della stalla

Mercoledì 5 giugno
Ore 10.00 S. Rosario e S. Messa
Ore 20.00 S. Rosario e S. Messa con padre predicatore
Giovedì 6 giugno
Ore 10.00 S. Rosario e S. Messa
Ore 20.00 S. Rosario e S. Messa con padre predicatore

Leno

Venerdì 7 giugno
Ore 8.00 S. Messa. Segue S. Rosario
Ore 9.30 S. Messa.
Ore 19.30 S. Rosario
Ore 20.30 S. Messa con padre predicatore Adorazione Eucaristica notturna fino alle ore 8.00
Sabato 8 giugno
Ore 8.00 S. Messa. Segue S. Rosario
Ore 9.30 S. Messa.
Ore 17.30 S. Rosario
Ore 18.30 S. Messa con padre Predicatore
Domenica 9 giugno
Ore 10.30 S. Messa conclusiva a comunità riunite presieduta da P. Gino Toppan, Priore del Carmelo di Adro.

Giuditta ed Ester al servizio del loro popolo

Formazione spirituale per adulti – Montecastello 1-3 giugno 2018

L’appuntamento annuale con Montecastello è diventato ormai una buona consuetudine per la parrocchia, pausa di formazione e riflessione da consigliare a tutti per ricaricare lo spirito.

Tema di questi esercizi la lettura e meditazione dei libri di Giuditta ed Ester, testi inconsueti ed alquanto sconosciuti. Mai scelta fu più appropriata poiché il nostro gruppo contava quattordici partecipanti al femminile.

Di questi personaggi biblici conoscevamo praticamente solo il nome o poco più ed è stata una piacevole scoperta vedere quanto siano ancora attuali e quanto la Bibbia meriterebbe una conoscenza maggiore.

Giuditta ed Ester, due donne ebree, vedova la prima, ragazza e giovane sposa la seconda, che hanno rischiato la vita per la sopravvivenza della loro gente, il popolo di Israele. Queste due donne hanno vissuto alla presenza di Dio, si sono messe al Suo servizio, hanno pregato ed agito di conseguenza.

Giuditta ed Ester hanno attraversato la storia testimoniando la fede nel SIgnore e l’amore ai fratelli facendo scelte coraggiose. Non hanno disgiunto la preghiera dall’azione e si sono messe in gioco certe della fedeltà del Dio, mai disattesa, e della certezza del suo intervento nella storia umana di cui resta il Signore.

Il racconto di Giuditta assume un tema pasquale, il Signore è passato in mezzo ad un popolo e lo ha liberato servendosi di una donna. Nel suo libro la regina Ester insegna che dalla preghiera nasce l’azione giusta da compiere, incisiva anche nella società civile. Nella condivisione è emerso un quesito: Noi che popolo siamo? Siamo solo italiani o siamo anche popolo di Dio?

Le due cose dovrebbero andare di pari passo perché questa nostra società ritorni al rapporto intenso con Dio. Alla luce della situazione italiana infatti e per le condizioni socio-culturali che la connotano, questa è la sfida più attuale ed urgente per noi che ci diciamo cristiani.

La crescita umana e cristiana della comunità in cui viviamo dipende anche da noi. Prendendo come riferimento Giuditta ed Ester camminiamo portando il nostro piccolo contributo al regno di Dio che è qui tra noi, ognuno nel ruolo che ci compete.

Mettiamoci in gioco e crediamoci! Questo è l’augurio che di cuore facciamo a noi tutti.

Al prossimo anno

Rossella e Lucia

Il Vangelo della famiglia, gioia del mondo

IX incontro mondiale della famiglia, Dublino 21-26 agosto

Nel prossimo mese di agosto si svolgerà a Dublino il nono incontro mondiale delle famiglie. Questi appuntamenti sono nati da un’intuizione di Papa Giovanni Paolo II che nel 1994 decise di costituire un’occasione internazionale di preghiera, catechesi e festa che attirasse partecipanti da tutto il mondo con l’obiettivo di rafforzare i legami tra le famiglie e testimoniare l’importanza fondamentale del matrimonio e della famiglia per tutta la società. Il mio ricordo non può non andare al Family 2012 di Milano, dove decine di famiglie dei Gruppi Famiglia di tutta Italia parteciparono a questo evento. L’incontro di Dublino sarà il primo dopo la pubblicazione dell’Esortazione apostolica Amoris Laetitia, documento che non è stato un semplice aggiornamento della pastorale familiare, bensì un modo nuovo di vivere la Chiesa e di realizzare l’amore di Dio Padre con gioia e speranza in famiglia e nella collettività. Papa Francesco chiede ad ognuno di noi: il Vangelo continua ad essere gioia per il mondo? E ancora: la famiglia continua ad essere buona notizia per il mondo di oggi?

Con una visione realistica possiamo guardare alle nostre piccole chiese domestiche, alle nostre comunità, alle nostre parrocchie e comprendere meglio se questo Vangelo è al centro della nostra vita, se lo leggiamo insieme per far sì che possa rigenerarci, aiutarci ad essere suoi testimoni fedeli. Possiamo dirci con onestà che non sempre “vi riconosceranno da come vi amerete” (Gv 13), ma siamo in cammino, crediamo a questa buona notizia e cerchiamo di testimoniarla. Papa Francesco cosi risponde: “La famiglia è il ‘si’ del Dio Amore. Solo a partire dall’amore la famiglia può manifestare, diffondere e rigenerare l’amore di Dio nel mondo. Senza l’amore non si può vivere come figli di Dio, come coniugi, genitori e fratelli”.

Quanto siamo consapevoli, allora, che la nostra piccola o grande famiglia è colma dell’amore di Dio? ll papa continua: “Desidero sottolineare quanto sia importante che le famiglie si chiedano spesso se vivono a partire dall’amore, per l’amore e nell’amore. Ciò, concretamente, significa darsi, perdonarsi, non spazientirsi, anticipare l’altro, rispettarsi. Come sarebbe migliore la vita familiare se ogni giorno si vivessero le tre semplici parole permesso, grazie, scusa. Ogni giorno facciamo esperienza di fragilità e debolezza e per questo tutti noi, famiglie e pastori, abbiamo bisogno di una rinnovata umiltà che plasmi il desiderio di formarci, di educarci ed essere educati, di aiutare ed essere aiutati, di accompagnati, di scernere e integrare tutti gli uomini di buona volontà”.

Tutti noi condividiamo questo sogno di una Chiesa misericordiosa, vicino a chi soffre, a chi è debole e stanco, ed è perciò che, nella nostra quotidianità, siamo chiamati ad edificare mattoncini di questa Chiesa, aiutandoci vicendevolmente a percorrere la strada con speranza e fiducia nello Spirito Santo che ci guida ed indirizza verso il bene comune Nei nostri Gruppi Famiglia, attraverso la lectio divina, la revisione di vita ed i campi estivi, possiamo ricaricarci di questo amore grande e misericordioso he deve continuare a sconvolgere le nostre vite e contagiare chi incrociamo ogni giorno. Le nostre relazioni, occasionali o permanenti, in famiglia, al lavoro, nel tempo libero, siano permeate sempre di gioia, ottimismo, coraggio e verità a partire dal vissuto di ognuno, come Gesù che accoglieva ed incontrava tutti, ciascuno, proprio lì dove la persona si trovava, senza giudicare.

Colazione equa e solidale

Domenica 21 maggio, presso l’oratorio S. Luigi di Leno, si terrà l’ormai
consueto appuntamento della Colazione Equa e Solidale, in cui sarà
possibile condividere una gustosa colazione seguita da un aperitivo in
compagnia, che permetterà di scoprire e assaporare i prodotti del commercio
equo e solidale.

L’appuntamento della Colazione dà la possibilità di portare avanti il
sostegno a distanza di due bambini ruandesi, Tabita (quattordici anni) e
Bomide (tredici anni), tramite la Fondazione AVSI.

Grazie al supporto dell’adozione a distanza, Tabita e Bomide possono
proseguire il percorso di studi e completare la costruzione delle loro
case, inoltre è garantito a loro e alle rispettive famiglie l’accesso alle
cure sanitarie.

Parte del ricavato di questo evento è destinato anche ad un orfanotrofio
che accoglie duecentosettanta bambini dalle strade, in una baraccopoli di
Dacca, in Bangladesh.

Partecipando a questo evento sarà così possibile portare un aiuto concreto
a chi ne ha bisogno.

Vi aspettiamo numerosi!