Fratel Luigi Bofelli discepolo del Divin Maestro

Cinquantesimo di professione religiosa nella Pia Società San Paolo

Partito da Porzano a 14 anni, nell’agosto del 1964, viene accolto nella casa di Roma dalla congregazione della Pia Società San Paolo.

Nell’Aprile 1967 riceve la Vestizione, nel dicembre del 1969 emette la Professione religiosa e nel 1975 conferma i voti perpetui.

Il 7 dicembre 1978 parte in missione per l’Africa a Kinshasa-Zaire (ora Repubblica Democratica del Congo), dove rimane per 35 anni. Nel 2014 rientra a Roma nella casa Generalizia e nel febbraio del 2915 viene eletto Consigliere Generale della Congregazione.

Il 29 giugno 2019 insieme ai confratelli e sorelle della famiglia Paolina ha rinnovato i voti e festeggiato il cinquantesimo di professione religiosa attorniato anche da alcuni famigliari.

Un momento di gioia e di festa, un’importante occasione per confermare di nuovo la volontà di dedicare la propria vita a Dio. Un “Sì” che in questi cinquant’anni è stato rinnovato giorno dopo giorno, non senza difficoltà e sacrifici, ma con la felicità che accompagna la vita di chi sa di aver intrapreso la strada “giusta”, di aver risposto alla “chiamata” e di aver avuto il coraggio di tener fede alla propria vocazione.

75° Anniversario della Conferenza S. Vincenzo di Leno

É un’organizzazione di laici cattolici fondata nel 1833 dal Beato Federico Ozanam e messa sotto la protezione di San Vincenzo de’ Paoli. Ha per obiettivo la promozione della persona umana attraverso il rapporto personale attuato con la visita a domicilio. Aiuta le persone che si trovano in condizione di sofferenza morale e materiale, con rispetto ed amicizia. Opera per rimuovere le situazioni di povertà e di emarginazione attraverso l a ricerca di un maggiore giustizia sociale. E’ formata da uomini e donne, giovani ed anziani, che uniscono le loro forze e agiscono in un comune cammino umano e spirituale. I Vincenziani operano a titolo gratuito e la Società non persegue fini di lucro. Si sostiene con il contributo volontario dei Soci e le donazioni di persone generose e sensibili all’attività della stessa. La Società è diffusa nel mondo ed ha la sede generale a Parigi. In Italia è rappresentata dal Consiglio Nazionale ed opera attraverso Consigli Regionali e Centrali (diocesani) che coordinano 1.700 Conferenze (gruppi di base) con 18.000 membri. Il suo servizio si svolge in ambito cittadino, parrocchiale, presso gruppi giovanili o aziende, e comprende ogni forma d’aiuto. La società svolte anche attività di tipo socio-assistenziale tramite le “Opere speciali” e promuove il Settore Solidarietà e Gemellaggi che opera nel mondo a favore dei Paesi in via di sviluppo con le adozioni a distanza, progetti sociali, aiuti in caso di calamità e guerre, spedizione di container.

Questa è la Società di San Vincenzo de’ Paoli. Vuoi venire anche tu? Giovani ed anziani, donne e uomini, insieme per dare una mano ai poveri ed emarginati.

Preghiera dei vincenziani

Signore, fammi buon amico di tutti,
fa che la mia persona ispiri fiducia:
a chi soffre e si lamenta,
a chi cerca luce lontano da Te,
a chi vorrebbe cominciare e non sa come,
a chi vorrebbe confidarsi,
e non se ne sente capace;
Signore aiutami,
perché non passi accanto a nessuno
con il volto indifferente,
con il cuore chiuso,
con il passo affrettato.
Signore, aiutami ad accorgermi subito:
di quelli che mi stanno accanto
di quelli che sono preoccupati e disorientati,
di quelli che soffrono senza mostrarlo,
di quelli che si sentono isolati senza volerlo.
Signore, dammi una sensibilità che sappia
Andare incontro ai cuori.
Signore, liberami dall’egoismo.
Perché Ti possa servire,
perché Ti possa amare,
perché Ti possa ascoltare
in ogni fratello
che mi fai incontrare.

Buon compleanno sede

Dieci anni sono passati dall’inaugurazione della nostra sede quante cose sono state realizzate e quante persone si sono avvicendate nei vari ruoli.

Obbiettivo comune far si che i nostri Hamici si divertano e possano fare tante belle e nuove esperienze. Ricordo che tante persone ci hanno aiutato ad essere ciò che oggi siamo cioè una realtà radicata in Leno, quanti obbiettivi raggiunti e realizzati con tenacia e tanto impegno, un pensiero va anche a chi ci ha lasciato, ma che sicuramente ci protegge da lassù.

Un grazie di cuore ai Pionieri, che con tenacia e impegno già da subito ci hanno creduto e anche a tutte quelle persone che vedendo cosa stavamo cercando di realizzare hanno creduto in noi e nel nostro lavoro e ci hanno sostenuto.

I risultati ottenuti si sentono e si vedono.

Non ci stancheremo mai di invitare le persone che vogliono investire un po’ di tempo nel volontariato a venire a trovarci, sicuramente saranno le benvenute.

Se vuoi sostenerci con la tua goccia dona il tuo 5 x mille al codice fiscale 97008790178

L’associazione Hamici nella ricorrenza delle festività porge i migliori auguri di Buona  Pasqua 

50 anni di AGE

A.Ge compie 50 anni, un traguardo importante nel servizio alla famiglia, alla scuola e quindi all’intera società. Voglio riportare, come riflessione di tutto ciò, il saluto che il Santo Padre ha rivolto ai vari associati convenuti a Roma per questo evento il 7 settembre scorso.

Papa Francesco, nel suo intervento, parte dalla considerazione che l’  A.Ge è formata da genitori che si ispirano all’etica cristiana, etica di attenzione all’altro nel servizio a favore dell’educazione dei più piccoli all’interno della parrocchia, della catechesi e, non per ultimo, della scuola. Questi sono i principali partner della famiglia nell’educazione.

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Sono lieto di dare il benvenuto a tutti voi, rappresentanti dell’AGe, Associazione Italiana Genitori, che quest’anno compie 50 anni. Un bel traguardo! E un’occasione preziosa per confermare le motivazioni del vostro impegno a favore della famiglia e dell’educazione: un impegno che portate avanti secondo i principi dell’etica cristiana, affinché la famiglia sia un soggetto sempre più riconosciuto e protagonista nella vita sociale.

Molte delle vostre energie sono dedicate ad affiancare e sostenere i genitori nel loro compito educativo, specialmente in riferimento alla scuola, che da sempre costituisce il principale partner della famiglia nell’educazione dei figli. Ciò che fate in questo campo è davvero meritorio. Oggi, infatti, quando si parla di alleanza educativa tra scuola e famiglia, se ne parla soprattutto per denunciare il suo venir meno: il patto educativo è in calo. La famiglia non apprezza più come un tempo il lavoro degli insegnanti – spesso mal pagati – e questi avvertono come una fastidiosa invadenza la presenza dei genitori nelle scuole, finendo per tenerli ai margini o considerarli avversari.

Per cambiare questa situazione occorre che qualcuno faccia il primo passo, vincendo il timore dell’altro e tendendo la mano con generosità. Per questo vi invito a coltivare e alimentare sempre la fiducia nei confronti della scuola e degli insegnanti: senza di loro rischiate di rimanere soli nella vostra azione educativa e di essere sempre meno in grado di fronteggiare le nuove sfide educative che vengono dalla cultura contemporanea, dalla società, dai mass media, dalle nuove tecnologie. Gli insegnanti sono come voi impegnati ogni giorno nel servizio educativo ai vostri figli. Se è giusto lamentare gli eventuali limiti della loro azione, è doveroso stimarli come i più preziosi alleati nell’impresa educativa che insieme portate avanti. Io mi permetto di raccontarvi un aneddoto. Avevo dieci anni, e ho detto una cosa brutta alla maestra. La maestra ha chiamato mia mamma. Il giorno dopo è venuta mia mamma, e la maestra è andata a riceverla; hanno parlato, poi la mamma mi ha chiamato, e davanti alla maestra mi ha rimproverato e mi ha detto: “Chiedi scusa alla maestra”. Io l’ho fatto. “Bacia la maestra”, mi ha detto la mamma. E l’ho fatto, e poi sono tornato in aula, felice, ed è finita la storia. No, non era finita… Il secondo capitolo è quando sono tornato a casa… Questo si chiama “collaborazione” nell’educazione di un figlio: fra la famiglia e gli insegnanti.

La vostra presenza responsabile e disponibile, segno di amore non solo per i vostri figli ma verso quel bene di tutti che è la scuola, aiuterà a superare tante divisioni e incomprensioni in questo ambito, e a far sì che sia riconosciuto alle famiglie il loro ruolo primario nell’educazione e nell’istruzione dei bambini e dei giovani. Se infatti voi genitori avete bisogno degli insegnanti, anche la scuola ha bisogno di voi e non può raggiungere i suoi obiettivi senza realizzare un dialogo costruttivo con chi ha la prima responsabilità della crescita dei suoi alunni. Come ricorda l’Esortazione Amoris laetitia, «la scuola non sostituisce i genitori bensì è ad essi complementare. Questo è un principio basilare: qualsiasi altro collaboratore nel processo educativo deve agire in nome dei genitori, con il loro consenso e, in una certa misura, anche su loro incarico» (n. 84).

La vostra esperienza associativa vi ha certamente insegnato a confidare nell’aiuto reciproco. Ricordiamo il saggio proverbio africano: “Per educare un bambino ci vuole un villaggio”. Perciò, nell’educazione scolastica non deve mai mancare la collaborazione tra le diverse componenti della stessa comunità educativa. Senza comunicazione frequente e senza fiducia reciproca non si costruisce comunità e senza comunità non si riesce a educare.

Contribuire a eliminare la solitudine educativa delle famiglie è compito anche della Chiesa, che vi invito a sentire sempre al vostro fianco nella missione di educare i vostri figli e di rendere tutta la società un luogo a misura di famiglia, affinché ogni persona sia accolta, accompagnata, orientata verso i veri valori e messa in grado di dare il meglio di sé per la crescita comune. Avete dunque una doppia forza: quella che vi deriva dall’essere associazione, ossia persone che si uniscono non contro qualcuno ma per il bene di tutti, e la forza che ricevete dal vostro legame con la comunità cristiana, in cui trovate ispirazione, fiducia, sostegno.

Cari genitori, i figli sono il dono più prezioso che avete ricevuto. Sappiatelo custodire con impegno e generosità, lasciando ad essi la libertà necessaria per crescere e maturare come persone a loro volta capaci, un giorno, di aprirsi al dono della vita. L’attenzione con cui, come associazione, vigilate sui pericoli che insidiano la vita dei più piccoli non vi impedisca di guardare con fiducia al mondo, sapendo scegliere e indicare ai vostri figli le occasioni migliori di crescita umana, civile e cristiana. Insegnare ai vostri figli il discernimento morale, il discernimento etico: questo è buono, questo non è tanto buono, e questo è cattivo. Che loro sappiano distinguere. Ma questo si impara a casa e si impara a scuola: congiuntamente, tutte e due.

Vi ringrazio per questo incontro e benedico di cuore voi, le vostre famiglie e tutta l’associazione. Vi assicuro il mio ricordo nella preghiera. E anche voi, per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Grazie!

Tutto questo molto bello…..

Ma a Leno L’A. Ge cosa fa?

Gli associati collaborano alla Festa della Famiglia, all’Educational Day, alla festa dell’Oratorio e sollecitano la presenza dei genitori all’interno della scuola come rappresentanti di classe o direttamente nel Consiglio di Istituto.

Si preoccupa di raccogliere fondi per garantire la realizzazione di percorsi di formazione sia per ragazzi che per gli adulti.

Se volete conoscere l’associazione potete consultare il sito nazionale www.age.it oppure il sito locale di Leno www.ageleno.it, la pagina Facebook: www.facebook.com/AGELeno.

Per avere ulteriori informazioni scrivete una mail a ageleno@age.it.

Troverete sul sito tutte le informazioni su ciò che abbiamo fatto e ….che vogliamo fare.

Suor Amata Anita Badini

05-04-1927 – 14-09-2018

Venerdì 14 Settembre 2018, la festa dell’esaltazione della Santa Croce, il Signore ti ha chiamato a sé, liberandoti dal dolore e dalla malattia che ti aveva bloccato in un letto.  La malattia ti ha provato molto, ma non ti ha impedito di raggiungere con la preghiera, con un sorriso, una carezza, tutte le persone che hanno avuto la fortuna di incontrarti. La tua  vita è stata un lungo viaggio, cominciato molto presto: a soli 16 anni hai scelto di dedicarti completamente al Signore. Questo viaggio fatto di obbedienza, servizio, preghiera ti ha portato in tanti posti: Breno, Sanatorio infantile di Valledrane, Campiglioni in Toscana, Brescia e Milano.

Ricordiamo la dolcezza del tuo sguardo, la delicatezza delle tue parole sempre piene di amore e comprensione, la speranza e la serenità anche durante la malattia, le mani giunte con la corona del rosario fino all’ultimo respiro.

Per tutta la vita sei stata cuoca ed una cuoca insuperabile, piena di attenzioni e di premure sia nelle grandi cucine che in quelle piccole dei conventi: non mancava mai una torta diversa per la festa di compleanno.

Sembra ancora di sentirti: “Sa di mamma!” quando un piatto semplice era molto buono. Ogni estate ti aspettavamo, nella settimana di riposo che ti veniva riconosciuta, e per noi era una festa: tornavi a Leno e a Porzano ed infaticabile passavi di casa in casa a portare il tuo saluto, il tuo abbraccio, la tua preghiera. E per i bambini , che adoravi, non mancava mai una carezza e un dolcetto.

Nel tuo grande cuore c’era posto per tutti, non dimenticavi mai nessuno ed anche se lontana sapevi esserci vicina nei momenti belli e in quelli tristi con una lettera o una telefonata.

Ci mancherai tanto suor Amata, tu che hai scelto di vivere in semplicità, in punta di piedi, come dicevi tu, ci hai insegnato quanto è grande l’amore di Dio che ricolma di doni la vita di ogni uomo e la rende preziosa.

Per te ogni persona aveva un dono. Dal cielo continua a sorriderci e a pregare per noi che ora ci sentiamo più soli. Ciao suor Amata ti vogliamo bene.

Le tue bionde

Un “luogo” in più

Un “luogo” in più, così lo soprannominammo dieci anni fa, quando nell’autunno 2008 si iniziò a pensare e creare questo progetto.
Furono giorni molto intensi che andarono ad arricchire la nostra vita in oratorio di un’esperienza nuova, mai vissuta prima, quella cioè di dare vita ad uno spazio virtuale che raccontasse la vita dell’oratorio, passata, presente e futura.
Ricordo molto bene le serate (anche fino a tarda ora) trascorse in ufficio del don a scegliere articoli, notizie, fotografie, che potessero essere le ideali per il lancio del sito. Grazie poi alla professionalità di Raffaele, Giorgio e Armando, veri pionieri e sviluppatori di questo progetto, nei primi di dicembre la rete aveva un nuovo ambiente pronto per essere navigato: il nostro spazio, il sito web dell’oratorio.

Nei giorni, mesi e anni successivi, l’attenzione è stata comunque sempre quella di non cadere nella tentazione di rendere questo spazio il più importante dell’Oratorio, ma ricordarsi sempre che l’Oratorio è fatto di persone, luoghi concreti, relazioni vive e vere. Il virtuale rimane comunque utile a migliorare la conoscenza della realtà oratoriana ma non deve sostituire la realtà.

Con questo impregno, nel corso degli anni e con l’avvento dei social, l’Area Comunicazione ha dovuto stare al passo coi tempi e cavalcare le nuove tecnologie di informazione. Sono stati quindi migliorati look, funzionalità, format, anche grazie all’impegno di nuovi giovani sempre più esperti e pieni di passione.

Vorrei ringraziare tutte le persone che a vario titolo hanno contribuito nel lancio e nella gestione costante del sito in questi anni e tutti coloro che con i loro consigli, le critiche e le opinioni hanno stimolato nel raggiungere obbiettivi sempre nuovi.
Un grazie particolare va anche a tutti i ragazzi che attualmente si dedicano alla redazione, coordinati dall’instancabile webmaster Stefano, con l’augurio che le vostre idee e la vostra passione, permanga nel tempo e contribuisca ogni giorno a mantenere questo luogo ancora un “luogo in più“.

Mauro (Responsabile redazione web 2008-2013)

Oratorioleno.it X

10 anni fa oratorioleno.it diventava pubblico!

X

Non la X che segna il punto di arrivo ma 10 come gli anni che compiono il nostro sito e l’Area Comunicazione.

10 anni fa il nostro Oratorio si è arricchito di un nuovo luogo che si è aggiunto agli ambienti ed alle esperienze che già lo rendevano unico. Un luogo che non occupa spazio come le nostre strutture ma che richiede altrettanta dedizione per funzionare al meglio. Un luogo che sposta l’Oratorio fuori dalle proprie mura e cerca di avvicinarlo a chi non lo frequenta. E perché no, un luogo dove iniziare ad affezionarsi a una o tutte le attività che vengono portate avanti in Oratorio.

Nel tempo abbiamo sempre cercato di proporre qualcosa di attuale e interessante. Manteniamo il sito costantemente aggiornato, sia tramite interventi di miglioramento che restano invisibili ai lettori che tramite l’introduzione di nuove funzionalità e ritocchi grafici. L’ultimo? La Dark Mode: per attivarla è sufficiente premere il tasto “D” sulla tastiera di un desktop o fare un tap con due dita su un dispositivo touch.

L’oratorio vive ed esiste in funzione delle persone che lo abitano e lo animano.

Ovviamente sono le persone che formano l’Oratorio, non dei contenuti mostrati a schermo. In questi 10 anni la comunicazione del nostro oratorio si è espansa, basti pensare ai social, al canale YouTube, al maxischermo led, ma l’obiettivo è sempre lo stesso: essere una vetrina per tutte le attività che vengono portate avanti dentro e fuori dalle nostre porte.

Ci tengo a ringraziare chi ci ha aiutato lungo il percorso. Sapete chi siete e quanto il vostro aiuto è stato prezioso. Voglio ringraziare anche voi lettori: senza voi queste pagine sarebbero voce di uno che grida nel deserto; la vostra presenza continua a motivarci e ci spinge a creare un prodotto sempre migliore.

Grazie a chi ci ha permesso e ci permette di crescere: don Carlo prima e don Davide ora. La vostra fiducia è uno sprone a migliorare continuamente. Grazie a Mauro che ha spiegato le vele e ha navigato quasi in solitaria al timone del nostro sito nelle acque inesplorate che sono stati gli inizi della nostra attività.

La nostra speranza è quella di continuare a soddisfare le aspettative che noi stessi abbiamo contribuito a creare. In tutti gli aspetti, dal contenuto editoriale fino alle modifiche per sfruttare al meglio ogni nuova tecnologia e mezzo di distribuzione.

A presto, sempre in questo nuovo luogo. Ma anche in quelli non virtuali.

Stefano e i ragazzi dell’Area Comunicazione

70mo anniversario di suor Maria Pia

Non è facile racchiudere in poche righe i 70 anni di vita consacrata di sr Maria Pia, vissuti con intensità, con leggerezza di spirito da sembrare un soffio. Durante questi anni il sorriso aperto, lo sguardo pieno di Dio, hanno contaminato tutte le persone che l’hanno conosciuta, offrendo speranza e donando sempre una ventata di ottimismo.

Incontrare suor Maria Pia significa ricevere gioia perché la sua vita centrata in Dio la rende disponibile a tutti, e non le mancano mai le parole per esprimere la bellezza e la grandezza della sua vita offerta a Dio! 

Durante questi anni ha saputo spezzarsi come pane buono e fresco in mille modi diversi: è stata un’ottima insegnate per tanti anni dove severità e dolcezza si equilibravano perfettamente nell’educare e nel trasmettere nozioni non solo scolastiche ma anche per la vita. Oggi i suoi alunni, quasi tutti a Livorno dove per la maggior parte della sua vita si è donata nell’insegnamento , portano nel cuore il ricordo di questa maestra che li amava e li rimproverava con la stessa tenerezza e dolcezza.

Quando ormai poteva pensare di …”riposarsi” eccola, timorosa ma sempre sorridente ed entusiasta, pronta a partire per l’Africa. In quella terra non erano le parole a rendere testimonianza, ma il suo sorriso che entrava nei cuori di tutti. Lì, in Cameroon, sr Maria Pia accoglieva coloro che bussavano alla porta, attenta perché ognuno potesse ritornare non solo con ciò che cercava, ma con una parola e un sorriso che li aiutasse a vivere la loro sofferenza o la loro fatica con maggior coraggio e fede.

Ed eccola, rimettersi in gioco in questa piccola comunità pastorale di Leno;  consapevole che non poteva “competere” con le suore giovani nella catechesi o pastorale giovanile, lei trova spazio e modalità diverse per entrare silenziosamente nel cuore di tutti: vive la catechesi della strada! Chiunque incontra, riceve una parola buona, un sorriso o uno sguardo dolce di benevolenza o di rimprovero ….

Questi 70 anni di vita consacrata sono un dono immenso e una grande testimonianza per la Chiesa e per la nostra Congregazione che da sempre la ama e la stima ! Con la sua vita e la sua donazione ci ha aiutate ad essere all’interno della Chiesa strumento di umanizzazione per la società di ogni tempo e segno di comunione.  L’entusiasmo e la giovinezza di spirito di sr Maria Pia testimoniano che una vita povera, casta e obbediente realizza totalmente la persona umana e la proietta verso l’eternità.

Grazie suor Maria Pia per ciò che sei,  per ognuno di questi anni  pieni di freschezza, che hai saputo valorizzare e rendere unici.

Suor Enrica Giovannini

Sia per noi il segno del sorriso di Dio

Carissima suor Maria Pia,

è con vera commozione e grande gioia che le rivolgo, insieme con gli altri sacerdoti uniti a tutte tre le nostre comunità, gli auguri più sentiti e le congratulazioni più sincere per una così alta meta raggiunta: settant’anni di vita consacrata mediante la professione dei consigli evangelici di castità, povertà e obbedienza, nell’Istituto delle Suore Maestre Pie Venerini.

Lei mi dirà che è grazia e dono dell’amore di Dio, ed è vero! E’ Lui, infatti, la sorgente di ogni dono perfetto e noi vogliamo ringraziarlo insieme con Lei e ammirare estasiati le meraviglie che ha fatto in Lei e attraverso di Lei.

Ma è anche vero che senza la corrispondenza alla grazia e ai doni del Signore da parte del chiamato l’opera di Dio rimane sospesa e non arriva a compimento. Dunque, cara suor Maria Pia, grazie anche a Lei per aver saputo corrispondere con fedeltà perseverante alla chiamata del Signore, ovunque l’abbia portata.

Grazie per la sua giovinezza spirituale, la sua gioia, il suo sorriso, la sua dolcezza, la sua pronta e appropriata  parola per ogni persona incontrata: il bimbo, la mamma, il giovane, il politico, l’operaio; per ognuno ha sempre una parola densa di speranza e di incoraggiamento. Grazie per la sua capacità di guardare innanzitutto al bene, di meravigliarsi, di consigliare, di rinnovarsi nella mente e nel cuore, di apprezzare il nuovo che le si presenta. Grazie per le sue premure nei confronti di ogni persona,  per l’attenzione e l’amore riservato a noi sacerdoti. Grazie per la sua bella testimonianza di fede, di preghiera, di amore alla sua vocazione, vissuta come autentico servizio al Regno di Dio. Grazie per l’amore nei confronti delle nostre comunità di Leno, Milzanello e Porzano. Grazie perché, dandosi tutta al Signore nella consacrazione, non ha mai dimenticato e ha continuato ad amare con vera intensità chi l’ha iniziata alla vita cristiana: babbo, mamma, fratelli e sorelle, la sua comunità cristiana di origine e i suoi sacerdoti.

Grazie per la stima che ha per ogni persona, a cominciare dalle sorelle del suo Istituto e per tutte quelle che le sono vicine o che incontra occasionalmente. 

Grazie per la sua presenza in mezzo a noi: non c’importa ciò che è in grado di “fare”, continui ad “essere” quella suor Maria Pia che noi conosciamo; stia in mezzo a noi e continui a sorriderci e ad amarci per essere segno del sorriso e dell’amore di Dio per ciascuno e per tutti noi.

La abbracciamo Con profondo affetto e stima.

Monsignore con don Alberto, don Davide, don Renato, don Ciro, don Riccardo
e le tre comunità di Leno, Milzanello e Porzano

Gloria di Dio è l’uomo vivente

Dedichiamo questa pagina ai 70 anni di professione religiosa di suor Maria Pia

Gloria! Che cosa è la gloria? Un nome, una parola, una preghiera? Me lo son chiesto in questo mio settantesimo anniversario di professione religiosa.

La luce, lo splendore, il cielo stellato, il mare sconfinato, l’universo intero con le sue meraviglie… tutto ciò è bellezza, ma la gloria ha una dimensione infinita: come, dove trovarla?

Le tue opere, Signore, proclamano lo splendore della tua gloria

Il salmo 144, parola di Dio, da la risposta. In questo salmo “gloria di Dio è l’uomo vivente”. Dio ha profuso tutto se stesso in questa sua creatura, che è l’uomo: intelligenza, bellezza, bontà, amore, libertà.

Il Figlio di Dio, venuto sulla terra, si è fatto UOMO. Da qui l’uomo è il riflesso di Dio.

Ciascuno di noi è piccolezza immensa: da qui la gioia. Io ne sono contenta e orgogliosa. Lunga esistenza, tutta dono del Signore! In più la mia totale appartenenza a Lui nella mia consacrazione al suo amore, prima nel battesimo e poi nella mia professione religiosa.

Settant’anni: dono ricevuto e offerto. “O Dio, mio Re, voglio esaltarti e benedire il tuo nome in eterno e per sempre”. “Canti la mia bocca la lode del Signore… la splendida gloria del suo Regno”.

Suor Maria Pia Paradisi