Puliamo il mondo

…Conosciamo bene l’impossibilità di sostenere l’attuale livello di consumo dei paesi più sviluppati e dei settori più ricchi delle società, dove l’abitudine di sprecare e buttare via raggiunge livelli inauditi…

Laudato sì, Papa Francesco

Anche quest’anno il Circolo Legambiente Fiume Mella ha organizzato la giornata di “Puliamo il mondo”.

 Puliamo il mondo è un’iniziativa di cura e pulizia del territorio da rifiuti abbandonati che Legambiente organizza dal 1993. I cittadini che ne hanno voglia, all’insegna del senso civico e per chiedere città più pulite e vivibili, si ritrovano a condividere per diverse ore un’azione concreta come quella di ripulire un parco pubblico, delle piazzole, l’argine di un fiume con risultati immediatamente tangibili.

A Leno anche quest’anno Puliamo il mondo, in collaborazione con l’assessorato all’Ambiente del nostro Comune si è svolto come negli anni precedenti con la partecipazione di alcune classi elementari dell’Istituto Comprensivo di Leno, nelle mattinate di venerdì 28 e sabato 29 settembre. All’iniziativa, aperta a tutti, hanno aderito anche alcuni volonterosi lenesi.

Le giornate sono iniziate con il ritrovo presso il teatro civico e dopo la consegna del materiale utile al lavoro da effettuare, i partecipanti si sono recati nei luoghi indicati dal Circolo per le attività di pulizia che sono durate circa due ore, permettendo agli alunni coinvolti il rientro a scuola nei tempi stabiliti. Questi due giorni sono stati occasioni di incontro tra bambini e adulti per stimolare la consapevolezza fra i cittadini sulla necessità di un impegno civile a livello quotidiano, per attivare comportamenti responsabili di tutela e cura del territorio e per contrastare l’inciviltà purtroppo ancora assai presente dell’abbandono.

Puliamo il mondo è un atto concreto di impegno sociale, un gesto che ci avvicina agli altri senza distinzioni di etnie, culture e religioni: siamo convinti che un mondo migliore passi da un impegno collettivo.

Circolo Legambiente Fiume Mella

Nella difesa dell’ambiente non si può perdere tempo | Conclusione

Discorso del santo padre Francesco ai partecipanti alla conferenza internazionale in occasione del terzo anniversario dell’enciclica “Laudato si'” – Venerdì, 6 luglio 2018

Leggi la prima parte.

Tutte queste azioni presuppongono una trasformazione a un livello più profondo, cioè un cambiamento dei cuori, un cambiamento delle coscienze. Come ebbe a dire San Giovanni Paolo II: «Occorre […] stimolare e sostenere la conversione ecologica» (Catechesi, 17 gennaio 2001). E in questo le religioni, in particolare le Chiese cristiane, hanno un ruolo-chiave da giocare. La Giornata di Preghiera per il Creato e le iniziative ad essa connesse, iniziate in seno alla Chiesa Ortodossa, si vanno diffondendo nelle comunità cristiane in ogni parte del mondo.

Infine, il confronto e l’impegno per la nostra casa comune deve riservare uno spazio speciale a due gruppi di persone che sono in prima linea nella sfida ecologica integrale e che saranno al centro dei due prossimi Sinodi della Chiesa Cattolica: i giovani e i popoli indigeni, in modo speciale quelli dell’Amazzonia.

Da un lato «i giovani esigono un cambiamento. Essi si domandano com’è possibile che si pretenda di costruire un futuro migliore senza pensare alla crisi ambientale e alle sofferenze degli esclusi» (Laudato si’, 13). Sono i giovani che dovranno affrontare le conseguenze dell’attuale crisi ambientale e climatica. Pertanto, la solidarietà intergenerazionale non è «un atteggiamento opzionale, bensì una questione essenziale di giustizia, dal momento che la terra che abbiamo ricevuto appartiene anche a coloro che verranno» (ibid., 159).

Dall’altro lato, «è indispensabile prestare speciale attenzione alle comunità aborigene con le loro tradizioni culturali» (ibid., 146). È triste vedere le terre dei popoli indigeni espropriate e le loro culture calpestate da un atteggiamento predatorio, da nuove forme di colonialismo, alimentate dalla cultura dello spreco e dal consumismo (cfr Sinodo dei Vescovi, Amazzonia: nuovi cammini per la Chiesa e per un’ecologia integrale, 8 giugno 2018). «Per loro, infatti, la terra non è un bene economico, ma è un dono di Dio e degli antenati che in essa riposano, uno spazio sacro con il quale hanno il bisogno di interagire per alimentare la loro identità e i loro valori» (Laudato si’, 146). Quanto possiamo imparare da loro! Le vite dei popoli indigeni «sono una memoria vivente della missione che Dio ha affidato a tutti noi: la protezione della nostra casa comune» (Discorso nell’incontro con popoli indigeni, Puerto Maldonado, 19 gennaio 2018).

Cari fratelli e sorelle, le sfide abbondano. Esprimo la mia sentita gratitudine per il vostro lavoro al servizio della cura del creato e di un futuro migliore per i nostri figli e nipoti. A volte potrebbe sembrare un’impresa troppo ardua, perché «ci sono troppi interessi particolari e molto facilmente l’interesse economico arriva a prevalere sul bene comune e a manipolare l’informazione per non vedere colpiti i suoi progetti» (Laudato si’, 54); ma «gli esseri umani, capaci di degradarsi fino all’estremo, possono anche superarsi, ritornare a scegliere il bene e rigenerarsi» (ibid., 205). Per favore, continuate a lavorare per «il radicale cambiamento richiesto dalle presenti circostanze» (ibid., 171). «L’ingiustizia non è invincibile» (ibid., 74).

San Francesco d’Assisi continui ad ispirarci e a guidarci in questo cammino, e «le nostre lotte e la nostra preoccupazione per questo pianeta non ci tolgano la gioia della speranza» (ibid., 244). In fondo, il fondamento della nostra speranza riposa sulla fede nella potenza del nostro Padre celeste. Egli, «che ci chiama alla dedizione generosa e a dare tutto, ci offre le forze e la luce di cui abbiamo bisogno per andare avanti. Nel cuore di questo mondo rimane sempre presente il Signore della vita che ci ama tanto. Egli non ci abbandona, non ci lascia soli, perché si è unito definitivamente con la nostra terra, e il suo amore ci conduce sempre a trovare nuove strade. A Lui sia lode!» (ibid., 245).

Vi benedico. E, per favore, non dimenticatevi di pregare per me.

Grazie!

PAPA FRANCESCO

Nella difesa dell’ambiente non si può perdere tempo

Discorso del santo padre Francesco ai partecipanti alla conferenza internazionale in occasione del terzo anniversario dell’enciclica “Laudato si'” – Venerdì, 6 luglio 2018

Signori Cardinali, Eminenza,cari fratelli e sorelle, illustri Signori e Signore,

do a tutti voi il mio benvenuto… Vi ringrazio di esservi riuniti per “ascoltare col cuore” le grida sempre più angoscianti della terra e dei suoi poveri in cerca di aiuto e responsabilità, e per testimoniare la grande urgenza di accogliere l’appello dell’Enciclica ad un cambiamento, ad una conversione ecologica. La vostra è la testimonianza per l’impegno non differibile ad agire concretamente per salvare la Terra e la vita su di essa, partendo dall’assunto che “ogni cosa è connessa”, concetto-guida dell’Enciclica, alla base dell’ecologia integrale.

Anche in questa prospettiva possiamo leggere la chiamata che Francesco d’Assisi ricevette dal Signore nella chiesetta di San Damiano: “Va’, ripara la mia casa, che, come vedi, è tutta in rovina”. Oggi, anche la “casa comune” che è il nostro pianeta ha urgente bisogno di essere riparato e assicurato per un futuro sostenibile.

Negli ultimi decenni, la comunità scientifica ha elaborato in tal senso valutazioni sempre più accurate. «Il ritmo di consumo, di spreco e di alterazione dell’ambiente ha superato le possibilità del pianeta, in maniera tale che lo stile di vita attuale, essendo insostenibile, può sfociare solamente in catastrofi, come di fatto sta già avvenendo periodicamente in diverse regioni» (Enc. Laudato si’, 161). C’è il pericolo reale di lasciare alle generazioni future macerie, deserti e sporcizia.

Auspico pertanto che questa preoccupazione per lo stato della nostra casa comune si traduca in un’azione organica e concertata di ecologia integrale. Infatti, «l’attenuazione degli effetti dell’attuale squilibrio dipende da ciò che facciamo ora» (ibid.). L’umanità ha le conoscenze e i mezzi per collaborare a tale scopo e, con responsabilità, “coltivare e custodire” la Terra in maniera responsabile. A questo proposito, è significativo che la vostra discussione riguardi anche alcuni eventi-chiave dell’anno in corso.

Il Vertice COP24 sul clima, programmato a Katowice (Polonia) nel dicembre prossimo, può essere una pietra miliare nel cammino tracciato dall’Accordo di Parigi del 2015. Tutti sappiamo che molto deve essere fatto per l’attuazione di quell’Accordo. Tutti i governi dovrebbero sforzarsi di onorare gli impegni assunti a Parigi per evitare le peggiori conseguenze della crisi climatica. «La riduzione dei gas serra richiede onestà, coraggio e responsabilità, soprattutto da parte dei Paesi più potenti e più inquinanti» (ibid., 169). Non possiamo permetterci di perdere tempo in questo processo.

Oltre agli Stati, altri attori sono interpellati: autorità locali, gruppi della società civile, istituzioni economiche e religiose possono favorire la cultura e la prassi ecologica integrale. Auspico che eventi quali, ad esempio, il Summit sull’azione globale per il clima, in programma dal 12 al 14 settembre a San Francisco, offrano risposte adeguate, col sostegno di gruppi di pressione di cittadini in ogni parte del mondo. Come abbiamo affermato insieme con Sua Santità il Patriarca Ecumenico Bartolomeo, «non ci può essere soluzione genuina e duratura alla sfida della crisi ecologica e dei cambiamenti climatici senza una risposta concertata e collettiva, senza una responsabilità condivisa e in grado di render conto di quanto operato, senza dare priorità alla solidarietà e al servizio» (Messaggio per la Giornata Mondiale di Preghiera per il Creato, 1 settembre 2017).

Anche le istituzioni finanziarie hanno un importante ruolo da giocare, come parte sia del problema sia della sua soluzione. E’ necessario uno spostamento del paradigma finanziario al fine di promuovere lo sviluppo umano integrale. Le Organizzazioni internazionali, come ad esempio il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, possono favorire riforme efficaci per uno sviluppo più inclusivo e sostenibile. La speranza è che «la finanza […] ritorni ad essere uno strumento finalizzato alla miglior produzione di ricchezza e allo sviluppo» (Benedetto XVI, Enc. Caritas in veritate, 65), così come alla cura dell’ambiente.

Continua

Viaggiatori sulla terra di Dio

Proposta della diocesi per la Giornata del Creato, 3 settembre 2017

Programma

ore 09.30
Ritrovo nella chiesa parrocchiale di Bione Pieve (quota 600 m) e preghiera iniziale

ore 10.00
Camminata alla chiesa di San Bernardo (quota 900 m: un’ora di cammino con la possibilità, per chi desidera, di trasporto in auto fino ai Piani di Ló, quota 800 m)

ore 11.30
S. Messa presieduta da don Alessandro Laffranchi, dottore in geologia, prete novello

ore 13.00
pranzo al sacco presso il rifugio alpino di Piani di Ló

ore 14.00
intrattenimento presso il rifugio

Lavori di manutenzione per il tetto dell’Oratorio

Quest’anno la Commissione Oratorio di concerto con il Consiglio per gli Affari Economici della Parrocchia, hanno dato il via ai lavori di manutenzione straordinaria di parte della copertura dell’Oratorio. L’intervento si è reso indispensabile per salvaguardare non solo la salubrità dei locali utilizzati come aule per il catechismo ma anche per evitare l’ammaloramento dell’intero stabile con conseguenti aumenti dei costi destinati alla manutenzione ordianria dell’edificio.

L’intervento ha comportato il lievo completo della copertura in coppi e della sottocopertura in onduline catramate, questo ha permesso il posizionamento di lastre in laterocemento “ecologico” fissando poi i coppi mediante l’uso di schiume poliuretaniche apposite al fine di evitare lo scivolamento dei coppi. Si è inoltre proceduto all’installazione di “linea vita” necessaria ed utile anche per lavori futuri che dovessero rendersi necessari.

La supervisione dei lavori è stata assicurata da componenti interni della Commissione Oratorio limitando i costi, mentre l’incarico di coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione dell’opera è stato affidato a membro esterno per assicurare terzietà ed indipendenza necessari per lo svolgimento pieno di funzioni di vigilanza.

L’importo lavori è stato affidato secondo il preventivo di 34.200 euro al netto di IVA e oneri per la sicurezza, questi sono stati riconosciuti secondo quanto stabilito dai preziari per le opere pubbliche, computati inizialmente come singole voci in accordo con il coordinatore in fase di progettazione, declinati e quantificati al bisogno durante i lavori.

Siamo certi che, anche quest’interento finalizzato al mantenimento decoroso del patrimonio della Parrocchia, possa essere un ulteriore esempio di come le scelte di oggi possano assicurare un futuro, a ciò che in fin dei conti abbiamo solo in prestito.

Commissione Oratorio
Area Manutenzioni