50 anni di AGE

A.Ge compie 50 anni, un traguardo importante nel servizio alla famiglia, alla scuola e quindi all’intera società. Voglio riportare, come riflessione di tutto ciò, il saluto che il Santo Padre ha rivolto ai vari associati convenuti a Roma per questo evento il 7 settembre scorso.

Papa Francesco, nel suo intervento, parte dalla considerazione che l’  A.Ge è formata da genitori che si ispirano all’etica cristiana, etica di attenzione all’altro nel servizio a favore dell’educazione dei più piccoli all’interno della parrocchia, della catechesi e, non per ultimo, della scuola. Questi sono i principali partner della famiglia nell’educazione.

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Sono lieto di dare il benvenuto a tutti voi, rappresentanti dell’AGe, Associazione Italiana Genitori, che quest’anno compie 50 anni. Un bel traguardo! E un’occasione preziosa per confermare le motivazioni del vostro impegno a favore della famiglia e dell’educazione: un impegno che portate avanti secondo i principi dell’etica cristiana, affinché la famiglia sia un soggetto sempre più riconosciuto e protagonista nella vita sociale.

Molte delle vostre energie sono dedicate ad affiancare e sostenere i genitori nel loro compito educativo, specialmente in riferimento alla scuola, che da sempre costituisce il principale partner della famiglia nell’educazione dei figli. Ciò che fate in questo campo è davvero meritorio. Oggi, infatti, quando si parla di alleanza educativa tra scuola e famiglia, se ne parla soprattutto per denunciare il suo venir meno: il patto educativo è in calo. La famiglia non apprezza più come un tempo il lavoro degli insegnanti – spesso mal pagati – e questi avvertono come una fastidiosa invadenza la presenza dei genitori nelle scuole, finendo per tenerli ai margini o considerarli avversari.

Per cambiare questa situazione occorre che qualcuno faccia il primo passo, vincendo il timore dell’altro e tendendo la mano con generosità. Per questo vi invito a coltivare e alimentare sempre la fiducia nei confronti della scuola e degli insegnanti: senza di loro rischiate di rimanere soli nella vostra azione educativa e di essere sempre meno in grado di fronteggiare le nuove sfide educative che vengono dalla cultura contemporanea, dalla società, dai mass media, dalle nuove tecnologie. Gli insegnanti sono come voi impegnati ogni giorno nel servizio educativo ai vostri figli. Se è giusto lamentare gli eventuali limiti della loro azione, è doveroso stimarli come i più preziosi alleati nell’impresa educativa che insieme portate avanti. Io mi permetto di raccontarvi un aneddoto. Avevo dieci anni, e ho detto una cosa brutta alla maestra. La maestra ha chiamato mia mamma. Il giorno dopo è venuta mia mamma, e la maestra è andata a riceverla; hanno parlato, poi la mamma mi ha chiamato, e davanti alla maestra mi ha rimproverato e mi ha detto: “Chiedi scusa alla maestra”. Io l’ho fatto. “Bacia la maestra”, mi ha detto la mamma. E l’ho fatto, e poi sono tornato in aula, felice, ed è finita la storia. No, non era finita… Il secondo capitolo è quando sono tornato a casa… Questo si chiama “collaborazione” nell’educazione di un figlio: fra la famiglia e gli insegnanti.

La vostra presenza responsabile e disponibile, segno di amore non solo per i vostri figli ma verso quel bene di tutti che è la scuola, aiuterà a superare tante divisioni e incomprensioni in questo ambito, e a far sì che sia riconosciuto alle famiglie il loro ruolo primario nell’educazione e nell’istruzione dei bambini e dei giovani. Se infatti voi genitori avete bisogno degli insegnanti, anche la scuola ha bisogno di voi e non può raggiungere i suoi obiettivi senza realizzare un dialogo costruttivo con chi ha la prima responsabilità della crescita dei suoi alunni. Come ricorda l’Esortazione Amoris laetitia, «la scuola non sostituisce i genitori bensì è ad essi complementare. Questo è un principio basilare: qualsiasi altro collaboratore nel processo educativo deve agire in nome dei genitori, con il loro consenso e, in una certa misura, anche su loro incarico» (n. 84).

La vostra esperienza associativa vi ha certamente insegnato a confidare nell’aiuto reciproco. Ricordiamo il saggio proverbio africano: “Per educare un bambino ci vuole un villaggio”. Perciò, nell’educazione scolastica non deve mai mancare la collaborazione tra le diverse componenti della stessa comunità educativa. Senza comunicazione frequente e senza fiducia reciproca non si costruisce comunità e senza comunità non si riesce a educare.

Contribuire a eliminare la solitudine educativa delle famiglie è compito anche della Chiesa, che vi invito a sentire sempre al vostro fianco nella missione di educare i vostri figli e di rendere tutta la società un luogo a misura di famiglia, affinché ogni persona sia accolta, accompagnata, orientata verso i veri valori e messa in grado di dare il meglio di sé per la crescita comune. Avete dunque una doppia forza: quella che vi deriva dall’essere associazione, ossia persone che si uniscono non contro qualcuno ma per il bene di tutti, e la forza che ricevete dal vostro legame con la comunità cristiana, in cui trovate ispirazione, fiducia, sostegno.

Cari genitori, i figli sono il dono più prezioso che avete ricevuto. Sappiatelo custodire con impegno e generosità, lasciando ad essi la libertà necessaria per crescere e maturare come persone a loro volta capaci, un giorno, di aprirsi al dono della vita. L’attenzione con cui, come associazione, vigilate sui pericoli che insidiano la vita dei più piccoli non vi impedisca di guardare con fiducia al mondo, sapendo scegliere e indicare ai vostri figli le occasioni migliori di crescita umana, civile e cristiana. Insegnare ai vostri figli il discernimento morale, il discernimento etico: questo è buono, questo non è tanto buono, e questo è cattivo. Che loro sappiano distinguere. Ma questo si impara a casa e si impara a scuola: congiuntamente, tutte e due.

Vi ringrazio per questo incontro e benedico di cuore voi, le vostre famiglie e tutta l’associazione. Vi assicuro il mio ricordo nella preghiera. E anche voi, per favore, non dimenticatevi di pregare per me. Grazie!

Tutto questo molto bello…..

Ma a Leno L’A. Ge cosa fa?

Gli associati collaborano alla Festa della Famiglia, all’Educational Day, alla festa dell’Oratorio e sollecitano la presenza dei genitori all’interno della scuola come rappresentanti di classe o direttamente nel Consiglio di Istituto.

Si preoccupa di raccogliere fondi per garantire la realizzazione di percorsi di formazione sia per ragazzi che per gli adulti.

Se volete conoscere l’associazione potete consultare il sito nazionale www.age.it oppure il sito locale di Leno www.ageleno.it, la pagina Facebook: www.facebook.com/AGELeno.

Per avere ulteriori informazioni scrivete una mail a ageleno@age.it.

Troverete sul sito tutte le informazioni su ciò che abbiamo fatto e ….che vogliamo fare.

A.GE.: perché per educare un bambino serve un villaggio intero

L’AGe – Associazione Italiana Genitori – è nata nel 1968 dalla decisione di alcuni genitori,  animati da un forte senso civico e da una grande passione a favore della famiglia, della scuola, dell’educazione. Oggi è una federazione di oltre duecento associazioni locali, diffusa in tutte le regioni italiane. Le associazioni AGe raccolgono gruppi di genitori che, ispirandosi anche ai valori dell’etica cristiana, intendono partecipare alla vita scolastica e sociale per fare della famiglia un soggetto attivo, perché educare richiede “competenza” e perché associazione vuol dire superamento della solitudine, ricchezza progettuale,  partecipazione democratica, animazione sociale e capacità di incidere.

L’ A.Ge. Leno è stata fondata nel settembre 2011 ed opera prevalentemente nella formazione dei genitori e negli organismi di partecipazione scolastica, collaborando con le realtà educative locali con il fine principale di promuovere quanto è necessario per il bene dei figli sotto il profilo sociale, culturale, etico, fisico e psicologico e di  sostenere i genitori nel loro difficile compito educativo.

Gli associati collaborano alla Festa della Famiglia, all’Educational Day, alla Festa dell’Oratorio, sollecitano la rappresentanza dei genitori nella scuola, raccolgono fondi per garantire la realizzazione di percorsi di formazione sia per ragazzi che per adulti. Anche quest’anno, garantisce la realizzazione del progetto “Educare all’affettività” che coinvolge tutti i ragazzi di prima e seconda media dell’Istituto Comprensivo di Leno, grazie anche ai contributi di Cassa Padana ed al finanziamento mediante Bando Microerogazioni 2017 da parte della Fondazione della Comunità Bresciana.

La tessera di iscrizione annuale all’A.Ge. Leno  ha un costo di venti euro per famiglia – necessari al sostentamento dell’associazione nazionale – per garantire una costante formazione e la partecipazione anche ai tavoli di decisione delle politiche familiari a livello di governo italiano.

Se volete conoscere meglio l’associazione, potete consultare il sito www.age.it, oppure www.ageleno.it, Facebook:www.facebook.com/AGELeno. Per  informazioni inviate una mail a ageleno@age.it.

Ricordate… un genitore che vuole contare di più… si associa!!!