Vado a vivere da solo

Sullo schermo nel piazzale dell’oratorio, più volte al giorno appare la scritta:

L’oratorio è casa mia.

Amatevi gli uni gli altri Gv 15,17

Una casa è tale se ci vivi, ci lavori e porti pace

Queste parole che don Davide ha deciso di mettere in evidenza costituiscono la verità. Sì certo, in teoria, ma in pratica? Concretamente quante persone considerano l’oratorio come la propria casa?

Spesso succede così nella nostra vita: conosciamo alla perfezione la teoria ma poi ci manca l’esercizio. Sappiamo benissimo cosa dice Gesù nei Vangeli eppure il nostro essere cristiani sembra solo un bell’insegnamento che applichiamo di rado.

Viste le premesse possiamo dunque dire che tra il dire e il fare c’è di mezzo il…provare! È per questo motivo che alle porte dell’estate don Davide, le suore e noi educatori abbiamo cercato di trasformare la teoria in pratica coinvolgendo il gruppo adolescenti di terza media.

Prendendo alla lettera la frase sopra citata, l’ultima settimana di Maggio abbiamo fatto le valige e, salutati i genitori, ci siamo trasferiti a vivere in oratorio! Per circa tre giorni: da giovedì sera a domenica mattina l’oratorio è stato a tutti gli effetti la nostra casa.

L’aula verde si è trasformata in una spaziosa camera da letto, il covo con il suo immenso tavolo è diventato la nostra sala da pranzo. Per lo studio abbiamo messo a disposizione le aule di catechismo e le docce del campo da calcio hanno fatto proprio al caso nostro. 

Probabilmente penserete che sia stato una sorta di campo-scuola in oratorio ma vi sbagliate.Uno degli obiettivi di questa esperienza è stato quello di accrescere l’indipendenza dei ragazzi e aiutarli a comprendere che la fatica è loro alleata.

Solo lavorando in un posto cercando di renderlo migliore, amando chi ci sta accanto possiamo sentirci veramente a casa. 

Spesso i nostri adolescenti non si sentono a casa nemmeno nelle loro abitazioni e questo perché non ci “lavorano” ma, i genitori, per evitare loro la fatica, fanno più del necessario.

A quale adolescente non è mai stato detto dalla madre “questa casa non è un albergo!”? Forse generazioni fa ci si sarebbe sognati una frase del genere ma oggi credo sia la prassi. D’altronde un antico detto recita in questo modo “la madre perfetta fa la figlia inetta”. Con questo non voglio dare tutta la colpa ai genitori, ma un po’ di verità in questo modo di dire c’è…

Sull’onda di questo detto quindi abbiamo lasciato i ragazzi liberi di sperimentare cosa significhi “cavarsela” senza il supporto degli adulti, lasciandoli liberi…anche di sbagliare e di poter migliorare a partire dai loro errori. Noi educatori abbiamo fatto da supervisori e in alcune situazioni “dispensatori di consigli”.

Quindi, dopo esserci trasferiti per vivere in oratorio abbiamo sperimenta cosa volesse dire lavorarci. Come? Innanzi tutto gli adolescenti hanno fatto rifornimento di tutti i viveri che avrebbero utilizzato per cucinare i pasti (facendo attenzione a non sforare il budget di 15 euro a testa).

A turni hanno pulito ed ordinato gli spazi comuni, apparecchiato, lavato le stoviglie, cucinato il pranzo, la cena e delle torte per la colazione. Alcuni di loro si sono dedicati al giardinaggio mentre altri hanno preparato gli addobbi per la festa dell’oratorio.

Non sono mancati momenti per lo studio e i compiti così come per lo sport e lo svago.

Una sera, con i soldi avanzati siamo riusciti ad andare al famoso fast-food di Ghedi a piedi, passando per la “Strada Costa” che ci ha offerto un paesaggio bucolico ritemprante. La camminata, accompagnata dallo scrosciare della Santa Giovanna e dal vento che stormiva tra le  foglie, ci ha regalato momenti di pace e tranquillità immersi nel verde della nostra bellissima campagna.

Complessivamente i tre giorni trascorsi insieme sono stati un semplice assaggio di quello che significa far sì che un luogo diventi veramente casa.

Manca però un ultimo aspetto: casa è tale se porti pace!

Allora qui dobbiamo veramente e seriamente chiederci se nelle nostre abitazioni viviamo “a casa”… c’è pace nelle nostre famiglie?

La pace, che è diversa dal quieto vivere, purtroppo o per fortuna non possiamo darcela da soli. La pace vera possiamo attingerla solo da Colui che è la fonte e culmine della Vita: Cristo! Egli stesso infatti in Gv14,27 dice: “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo io la do a voi”. Ecco allora che solo l’incontro con il Signore ci permette di portare la Pace nelle nostre abitazioni e ci permette di farle diventare case, luoghi dove riceviamo e doniamo amore.

È così che con la preghiera comunitaria abbiamo scoperto che nella piccola ma accogliente chiesetta c’è il cuore pulsante dell’oratorio, lì c’è il Signore che ci aspetta, che vuole donarci la sua Pace! 

Questi giorni comunitari sono dunque stati un valido esercizio: abbiamo provato a mettere in pratica la teoria e abbiamo scoperto che il don aveva proprio ragione! Tutti noi educatori, don e suore ci auguriamo che questa non sia stata un’esperienza sterile.

Ci auspichiamo che i nostri ragazzi continuino a frequentare l’oratorio e che chiunque vi entri si possa sentire parte di una grande famiglia, donando il suo tempo, lavorando, ricercando dal Signore quella pace che Lui ci promette!

Insomma, speriamo che ognuno in oratorio si possa sentire a CASA!

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Vado a vivere da solo

Carnevale a Milzanello

Domenica 3 marzo si è svolto nel nostro oratorio l’edizione 2019 del carnevale. È stato davvero un pomeriggio trascorso in serenità con le famiglie e tanti bambini che si sono addirittura sfidati in una piccola gara con tanto di giudici per stabilire le due mascherine più belle.  Anche il tempo ci ha accompagnati, in una giornata dal sapore veramente primaverile! Dopo una piccola sfilata per il paese le nostre mamme ci hanno aspettato per le dolcissime lattughe che hanno preparato con le loro stesse mani!!! Un ringraziamento ai volontari e a tutte le persone che si impegnano a farci vivere questi bei momenti, agli animatori che con don Ciro non hanno avuto timore a indossare abiti stravaganti per strappare un sorriso anche ai più grandi. Al prossimo anno!

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Carnevale 2019 a Milzanello

Camposcuola in montagna!

All’interno delle proposte per le attività estive, ecco quella dei campi scuola sempre molto frequentati e apprezzati. La destinazione, quest’anno, è San Giacomo in Val Aurina.

Due sono le opportunità: la prima, per i ragazzi delle scuole medie, prevista per i giorni dal 20 al 27 luglio e la seconda, per i ragazzi delle superiori, prevista dal 27 luglio al 3 agosto.

La casa che ci ospiterà è l’Hotel Kappellenhoff. Il viaggio di andata e ritorno, per entrambe i campi, sarà in pullman. La quota di partecipazione alle spese che chiediamo a quanti si vorranno iscrivere è di € 280,00. Ulteriori e dettagliate informazioni saranno fornite durante l’incontro esplicativo con i genitori previsto per martedì 11 giugno 2013 alle ore 21.00 in Oratorio.

Cosa state aspettando?!

Scarica il modulo di iscrizione.

Torna NOÉ!

NOÉ, lo spettacolo realizzato dai ragazzi del gruppo adolescenti, torna in scena presso il teatro del nostro Oratorio. L’appuntamento è per sabato 16 marzo alle ore 21:00.

I biglietti sono già disponibili presso il bar dell’Oratorio al costo di 5€.

Guarda le immagini della prima:

NOÉ

 

Auguri di Natale

Vi auguriamo un buon Natale con i ragazzi dei gruppi adolescenti!

Vi lasciamo inoltre con un video bonus: il messaggio di don Davide all’interno dello spettacolino realizzato dai ragazzi del VII anno del cammino ICFR. Grazie ad Erika Gerardini per la realizzazione del video.

Corsi: formazione continua per educatori

Inizia lunedì 19 novembre a Casa Foresti il corso di tre incontri per educatori degli adolescenti, dal titolo “Come elefanti fra cristalli”

Con il mese di novembre riparte a pieno regime la stagione formativa di Casa Foresti, con i corsi organizzati dall’Ufficio per gli oratori, i giovani e le vocazioni. Cercando di declinare l’invito del vescovo Pierantonio di “riscoprire la grandezza e la bellezza della vita spirituale; troppo a lungo è rimasta sconosciuta ai più!” e il suo desiderio “che in quest’anno pastorale ci dedicassimo particolarmente alla preghiera”, il tema dei primi due corsi è dedicato alla possibilità e alle modalità per introdurre alla preghiera preadolescenti ed adolescenti.

Preadolescenti. Il corso appena concluso, dedicato a catechisti ed educatori dei preadolescenti, aveva come titolo: “Sei collegato? Il dialogo dei ragazzi con Gesù” e in due incontri, a partire dal racconto delle esperienze di due oratori della diocesi ha indagato le caratteristiche dell’età preadolescenziale intesa quale momento di “migrazione”, cercando di porre l’attenzione sul cambiamento che investe la spiritualità dei ragazzi nel loro passaggio dall’infanzia alla pubertà. Nel secondo incontro padre Rosario Bologna (dei Carmelitani Scalzi di Adro) ha raccontato come la preghiera può diventare per i ragazzi un dialogo di amicizia con Gesù.

Come elefanti fra cristalli. Inizia invece lunedì 19 novembre il corso di tre incontri per educatori degli adolescenti, dal titolo “Come elefanti fra cristalli”. Aiutati da don Gianmaria Peretti (Opera Famiglia di Nazareth di Verona), gli educatori si interrogheranno sulla possibilità dell’incontro con Gesù, da parte dei propri adolescenti. Durante le serate, attraverso il racconto di tre esperienze di oratori diocesani e ad un laboratorio per fissare tempi e luoghi favorevoli per vivere la preghiera, si tenterà di progettare alcune esperienze innovative da utilizzare in parrocchia. A febbraio, inoltre, è previsto il consueto corso di formazione e aggiornamento per segretari e segretarie di oratorio: si toccheranno i temi della modulistica, della gestione corretta di dati e fotografie, di una accoglienza organizzata e chiara, di una buona prima nota per la gestione amministrativa dell’oratorio. Continua nel frattempo la formazione e l’accompagnamento delle guide dell’oratorio: il gruppo è formato da 15 guide che hanno ricevuto il mandato negli scorsi anni e da 10 tra giovani e adulti in cammino. Questa esperienza, che quest’anno segna il suo terzo anno, è una forte occasione di confronto e crescita a partire dal vissuto delle guide e dei loro oratori: rimane sempre possibile, per i parroci, candidare, segnalandolo all’ufficio diocesano, nuovi giovani per questo itinerario.

NOÉ

Siete pronti per tornare a teatro?

L’Oratorio San Luigi di Leno presenta lo spettacolo NOÉ, realizzato dai ragazzi dei gruppi adolescenti e ispirato al racconto dell’Arca con la quale Noè salvò dal diluvio una coppia di ogni specie animale.

Sono in programma due date: sabato 8 alle ore 21:00 e domenica 9 dicembre alle ore 20:30; sarà possibile accedere al teatro 20 minuti prima della rappresentazione.

I biglietti sono già disponibili; potete richiederli all’indirizzo mail info@oratorioleno.it o presso il bar dell’Oratorio. Il costo è di 10€.

Con la partecipazione di: Alessandro Davo, Alessia Abbadati, Alessia Amoruso, Anna Malagni, Anna Spotti, Camilla Giusti, Cesare Rossi, Christian Conforti, Claudia Mor, Daniele Amoruso, Davide Colombi, Enrico Bresciani, Federica Astuto, Federico Lombardi, Florence Santos, Gabriele Bertinelli, Giorgia Scaglia, Giovanni Rossi, Gloria Tirelli, Katia Porta, Laura Fiammeni, Leonardo Chiozzi, Lorenzo Calabria, Lorenzo Campochiaro, Lorenzo Oneda, Luca Ciceri, Luca Zicchetti, Luisa Reghenzi, Martina Piscopo, Massimiliano Grazioli, Matteo Bani, Mattia Lanzanova, Nicola Bellini, Nicola Berardi, Rebecca Bertinelli, Rebecca Malagni, Riccardo Festa, Sanja Astuto, Simona Bonetta, Sofia Bresciani, Stefano Frosio.

Adolescenti affamati

Patatine, biscotti, barrette di cioccolata, caramelle sono gli alimenti preferiti dei nostri adolescenti. Per certi versi la settimana del campo-scuola è il momento buono per fare una bella scorpacciata di tutto quanto si desideri. Nonostante ci siano dei cuochi eccezionali in cucina, scoprirete (provate a chiederlo agli adolescenti) che durante il campo, nascosto in qualche armadio, sotto i letti o addirittura sui balconi si possono trovare snack di ogni genere. I nostri ragazzi sono proprio affamati eh? Eppure abbiamo sempre servito almeno due portate di piatti deliziosi per pasto con possibilità di fare il bis (anche il tris talvolta). Ma siamo sicuri che questa sia veramente fame? Cosa c’è dietro questa voracità irrefrenabile dei nostri ragazzi?

È evidente che l’uomo, quando mangia non lo fa come semplice risposta ad un bisogno primario, basti pensare che quando si è un po’ tristi la Nutella sembra essere la nostra migliore amica. Inoltre noi non ci limitiamo a mangiare come fossimo animali, abbiamo bisogno di apparecchiare la tavola, ricerchiamo il giusto equilibrio tra i sapori ma non solo, i pasti diventano occasioni aggregative, romantiche e molto altro ancora. L’alimentazione dunque è una questione di ritualità, relazione, cultura, dono e condivisione.

A questo proposito il titolo dei lavori di gruppo è emblematico:

dimmi come mangi e ti dirò chi sei

Io oserei dire che spesso mangiamo senza ricordarci chi siamo. Mi spiego meglio: secondo la Parola di Dio noi siamo stati creati ad immagine e somiglianza di Dio che ci ha creati per essere in relazione con Lui. I problemi sorgono quando noi non ci ricordiamo che il fine ultimo della nostra vita gira attorno alla relazione con Dio e crediamo che il nostro vero Dio sia il nostro io.

Essendo noi fatti per Dio è inevitabile non trovare una completa soddisfazione in ciò che ci circonda: c’è sempre una parte di noi che desidera qualcosa di più grande che possa saziare la propria esistenza in modo vero.

A mio parere il problema è quando ci dimentichiamo di come siamo strutturati e cediamo alla tentazione più comune: mettere a tacere quella fame di infinito con la realtà materiale che ci circonda che può essere un pacchetto di patatine, un’auto nuova, una carriera soddisfacente e chi più ne ha più ne metta.

Penso che nell’adolescenza questa richiesta interiore sia molto evidente: c’è una ricerca implacabile di senso, una ricerca di dominio e di controllo della vita. C’è un bisogno di amore infinito. Per quanto si abbiano accanto persone fantastiche questo bisogno non è mai pienamente placato. L’uomo è smisurato nel bisogno di amare. E dunque chi siamo? Gente ingorda che è destinata ad ingozzarsi del mondo intero illudendosi che sia Amore?

Al pozzo di Sicar Gesù dice alla donna samaritana che aveva cambiato cinque mariti:

chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell’acqua che io gli darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna.

Gesù è la risposta a quella domanda infinita di amore, perché Lui è l’Amore fattosi carne per noi. Egli stesso offrendosi per noi diventa cibo e bevanda: solo mangiando di Lui e seguendo Lui possiamo essere veramente uomini e donne, possiamo essere veramente noi. L’eucarestia però non è un atto egoistico: non possiamo utilizzare il corpo di cristo per placare questo bisogno di amore. Il rito stesso dell’eucarestia, come ci ha spiegato don Davide è un continuo ricevere e donare. Come se noi fossimo un cuore che per funzionare ha necessariamente bisogno di una cavità, di un vuoto che deve essere riempito ma immediatamente dopo espulso. Anche noi come il cuore abbiamo questo vuoto che viene riempito dell’Amore ma che non può restare solo in noi, deve essere donato a chiunque ci circondi.

Dopo questa riflessione mi chiedo se la fame dei nostri ragazzi, ormoni a parte, sia veramente fame. Non è che forse hanno questo vuoto e cercano in tutti i modi di colmarlo? Abbiamo mai detto loro che tutto questo è normale? E che Gesù, se noi lo vogliamo, è disposto ad inondarci del suo amore (anzi, di Lui che è Amore)?

Guarda le immagini del campo:

Folgaria 2018

Iscrizioni al catechismo | 2018-2019

Carissime famiglie,

diamo inizio ad un nuovo anno pastorale ricco di opportunità per vivere l’esperienza della comunità cristiana, condividendo la nostra fede e la nostra appartenenza alla Chiesa.

Se ora ci stiamo incontrando, è perché abbiamo scelto di fidarci della provvidenza del Signore ed anche delle proposte che la Parrocchia esprime per facilitare la partecipazione alla vita comunitaria. Se ci stiamo incontrando, ancora, è anche perché avete responsabilmente scelto di accompagnare i vostri figli attraverso i percorsi di catechesi, dove alcuni tra voi cominciano assieme a famiglie nuove ed altri continuano le esperienze in atto.

In base alle diverse fasce d’età, ciascun gruppo avrà un calendario con le indicazioni per gli incontri dei ragazzi e dei genitori e comprensibilmente diversi saranno i momenti nei quali ci si ritroverà. Ci sembra però bello e pensiamo esprima anche un forte senso di appartenenza, che assieme, tutti, ci presentiamo a Dio in un momento di preghiera per ringraziarlo delle attività estive appena concluse e per affidarci in vista del nuovo periodo. Ecco, allora, che in occasione delle Sante Quarantore, che già sono una tappa significativa all’interno dell’anno pastorale, possiamo dare inizio ufficiale al catechismo davanti all’Eucarestia.

Ci incontreremo in un unico momento:
DOMENICA 30 settembre alle ore 10.30 in Chiesa;

in quell’occasione vi chiediamo di riportare compilato il modulo di iscrizione che avete ricevuto in Oratorio. L’invito è esteso a tutta la famiglia.
Augurandoci ogni bene nel Signore Gesù, vi salutiamo.

I Sacerdoti, le Suore e i Catechisti.

Le iscrizioni saranno dal 17 al 23 settembre, dalle ore 15:00 alle 18:00 presso la segreteria dell’Oratorio.

Quando arrivate in chiesa parrocchiale vi invitiamo a consegnare il modulo iscrizione all’ingresso e ad accomodarvi nella parte indicata sulla piantina sotto riportata.