Adorare Gesù

Adorare! Cosa significa? Cosa si adora? 

“Al vedere la stella provarono una grande gioia… Videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono…” (Matteo 2, 9-11). “I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto…” (Luca 2,20). 

Davanti ad un bambino appena nato si ammira  con stupore  una meraviglia di amore…  Si rimarrebbe sempre lì, in continuazione. Lo guardiamo con occhi particolari…. con gli occhi del cuore. Questa immagine  ci  rimane e ci dà gioia . 

Adorare è questo: guardare con amore… amare… amare con grande trasporto.

Tutti sappiamo che Gesù è sempre presente e vivo nel Tabernacolo e ad ogni celebrazione eucaristica lo possiamo ricevere. La Chiesa però dona anche la possibilità di esporre il Santissimo Sacramento per adorarlo e questi momenti diventano momenti preziosi e di grande grazia. 

Ogni primo venerdì del mese nella nostra parrocchia abbiamo la possibilità di  vivere e partecipare a questa grazia dell’adorazione eucaristica, che inizia alla fine della messa vespertina (alle 19,00 circa) e continua tutta notte fino alla prima messa del sabato delle ore 8. La scelta della veglia notturna è nata  per ricordarci che  Gesù stesso  ha chiamato per nome gli apostoli affinché  rimanessero con Lui a vegliare e pregare nell’orto degli Ulivi (cfr. Matteo 26, 36-45).

Anche oggi  Gesù ci chiama  personalmente a stare con Lui. Durante l’adorazione  avviene un incontro con Gesù vivo e presente che ci trasforma… É  la gioia dell’uomo che è colpito nel cuore dalla Luce di Dio, gioia di chi ha trovato ed è stato trovato.

Adorare il Santissimo Sacramento significa stare davanti a Gesù con amore, aprendo il nostro cuore  facendo nascere un incontro… Lì impariamo anche  ad ascoltare. Chi adora dà testimonianza di amore ricevuto e contraccambiato. L’adorazione può essere personale o comunitaria. L’adorazione comunitaria rappresenta il bello di essere comunità.  In questo momento di comunione di persone, la preghiera, il canto e la Parola ci fanno diventare un corpo solo in Gesù .L’adorazione personale, in un dolce silenzio, ci permette una intima relazione con Gesù. Sia durante il tempo comunitario che in quello personale  possiamo confidare a Gesù le nostre difficoltà, quelle dei nostri cari, del mondo intero; possiamo dirgli quanto Lui è importante nella nostra vita o quanto vorremmo lo fosse; possiamo chiedergli di aumentare la nostra speranza e fiducia. Se ci abituiamo, Gesù diventa nostro amico e possiamo continuare questo incontro in ogni attimo della vita, dando un valore diverso ad ogni istante che trascorre. Si impara ad adorare adorando, come si impara ad amare amando… Gesù non sarà più un estraneo, ma nascerà un’intimità grande.

Per assicurare una presenza continua durante tutto il tempo dell’esposizione del Santissimo, si è costituito il gruppo “Acqua Viva”, formato da persone che danno la disponibilità e si impegnano ad orari prestabiliti a non lasciare Gesù da solo durante la notte… Per chi partecipa questo è diventato un appuntamento fondamentale che dà forza e speranza per il cammino quotidiano. È un gruppo aperto a tutti quelli che desiderano fare questa esperienza. Dopo circa tre anni possiamo dire che andare e stare davanti a Lui è semplicemente bello. Vi invitiamo  a questa esperienza con le parole di un canto:

“Il Tuo Santo Spirito ci guidi là dove sei Tu… Alla Tua Presenza Signore Gesù!”

Gruppo “Acqua Viva”  (cell. 3395450624;   3317296698)

Acqua bene da tutelare

L’Ufficio per l’impegno sociale interviene con un documento nel merito del referendum consultivo che il Broletto ha fissato per il prossimo ottobre. Enzo Torri: “No a guadagni individuali o di società”

Il prossimo 28 ottobre i bresciani saranno chiamati alle urne per un referendum consultivo sulla gestione interamente pubblica dell’acqua. La decisione è stata presa durante l’ultimo consiglio provinciale che ha accolto la richiesta avanzata dal Comitato promotore sostenuto dall’adesione di 54 Comuni bresciani. L’acqua deve essere fonte di guadagno da parte di privati o, al contrario, deve restare esclusivamente in mano pubblica?

Tendenza. La tendenza alla privatizzazione si è manifestata anche in Italia e, specificatamente, nella provincia di Brescia. La legge nazionale n. 164/2014 (che ha convertito il decreto governativo denominato “Sblocca Italia”) infatti ha stabilito che le modalità di gestione del servizio idrico siano decise autonomamente da ciascuna Provincia, scegliendo fra tre opzioni: attraverso società costituite interamente da soli soci pubblici oppure attraverso società miste di soci sia pubblici sia privati oppure, infine, attraverso società totalmente private, individuate mediante bandi di gara europei. Il Consiglio Provinciale di Brescia con la delibera n. 38/2015, ha scelto la seconda forma (mentre quasi tutte le altre provincie lombarde hanno preferito la prima). Con la delibera n. 3/2016 ha poi istituito una società, “Acque Bresciane s.r.l.”, formata per ora da tutti soci direttamente o indirettamente pubblici (Provincia, Aob2, Garda Uno, Sirmione Servizi), ma obbligata a pubblicare entro il 31 dicembre 2018 un bando europeo per l’ingresso di un socio privato, al quale dovrà essere riconosciuta la proprietà di non meno del 40% e di non più del 49% del capitale. Entra nel merito del referendum l’Ufficio di pastorale sociale della Diocesi con un documento elaborato dalla sua Commissione: “È una scelta – sottolinea il direttore Enzo Torri – che evidentemente è in contrasto con il risultato dei referendum nazionali del 12-13 giugno 2011 sulla gestione dei servizi pubblici che sancirono la salvaguardia dell’acqua come bene comune e diritto universale, evitando che diventi una merce privata o privatizzabile, ma pubblicizzandola mediante una forma di gestione pubblica e partecipata dei servizi idrici”.

Esigenza. L’Ufficio ribadisce l’esigenza di salvaguardare l’utilità pubblica dell’acqua: “Ribadiamo –continua Torri – la necessità di evitare nella gestione del ciclo dell’acqua potabile (captazione, distribuzione, fognature, depurazione, bollettazione) la possibilità di guadagni individuali o di società. Ciò si può realizzare attraverso una gestione pubblica che agisca direttamente (il cosiddetto in house), puntando poi al coinvolgimento di strutture non profit”. Da qui l’invito alla partecipazione attiva della cittadinanza: “Il punto nodale – chiosa Torri – è che tutti i proventi derivanti dalle bollette dei cittadini e dagli investimenti pubblici e non, vadano a beneficio del servizio piuttosto che a enti privati. La Commissione invita pertanto i cittadini bresciani ad approfondire questo importante tema della difesa dell’acqua comune sia ai fini della partecipazione a questo referendum che per effettuare una scelta più consapevole”.