Caritas. Un anno accanto agli ultimi

La Caritas rileva i bisogni e segnala le povertà. “Mi piace dire che, in questo periodo difficile, la realtà di Caritas all’interno della nostra Chiesa ha manifestato ancora di più il proprio valore. La Caritas esiste per ribadire – ha spiegato il Vescovo – che lo stile della vita sociale è quello della carità”

Nelle Controversiae Seneca il Vecchio scrive che è “cosa iniqua non stendere la mano verso chi è caduto”. Siamo nel primo secolo dopo Cristo, ma nulla è cambiato. L’uomo, ogni uomo, prima di tutto. Una volta all’anno la Caritas racconta in un opuscolo il pensiero e l’azione con i numeri che testimoniano una presenza capillare sul territorio in grado di dare delle risposte alle vecchie e nuove povertà.

“Nelle ultime settimane ci siamo resi conto – ha spiegato il Vescovo durante la conferenza stampa di presentazione – che la parola carità ha un significato profondo.  Ci siamo resi conto di quanto sono importanti la vita delle persone, la solidarietà, l’aiuto reciproco e il prendersi cura delle persone. Mi piace dire che, in questo periodo difficile, la realtà di Caritas all’interno della nostra Chiesa ha manifestato ancora di più il proprio valore. La Caritas esiste per ribadire che lo stile della vita sociale è quello della carità. L’emergenza recente ci fa comprendere quanto è importante l’attività ordinaria di Caritas”.

Il Vescovo ha ringraziato lo staff centrale e le Caritas sul territorio. “La Caritas è una sorta di rete. La presenza delle nostre Caritas sul territorio in relazione con le nostre famiglie è molto preziosa. Un ringraziamento va ai giovani che hanno operato lungo questo anno e in questo tempo di emergenza. Abbiamo delle buone prospettive. La solidarietà è parte del dna dei nostri giovani. Alla luce di quello che abbiamo vissuto si deve immaginare un’azione della Caritas su due livelli: continuare l’intervento nei confronti delle povertà endemiche (Mensa, Rifugio…) e capire cosa fare insieme nella ripresa dell’ordinario; dovremo aiutare soggetti che, normalmente, non avevano fatto esperienza della povertà. L’anno pastorale è stato impostato sull’eucaristia. E la celebrazione dell’eucaristia ha due versanti: rituale-liturgico ed esistenziale. Mentre torniamo a celebrare l’eucaristia, incrementiamo quella carità quotidiana di cui l’eucaristia è la sorgente”.

La Caritas diocesana è impegnata, in particolare, su due fronti: la promozione umana e la promozione pastorale.

Promozione umana. Consiste nel rilevare i bisogni e le risorse e nel segnalare, alla comunità ecclesiale e alle società civile, le povertà e l’emarginazione. E vengono promossi dei servizi come “opere segno” in risposta ai bisogni individuati.

Promozione pastorale. Il compito della Caritas è di sensibilizzare, sostenere, animare la maturazione di stili di testimonianza comunitaria della carità; stimolare l’attenzione al tema del dono, della prossimità relazionale, dei legami nell’ambito di una “scelta pastorale delle relazioni”. L’obiettivo più grande è promuovere il valore del radicamento della carità nella comunità. Interessante il coinvolgimento dei giovani con l’Anno di volontariato sociale, un servizio educativo o assistenziale per un anno e per 100 o 75 ore mensili (sono 17 i giovani inseriti), e con il servizio civile.

Accoglienza e alloggio. Caritas offre un percorso che va dall’accoglienza emergenziale e/o temporanea all’inserimento in appartamenti per un periodo di tempo utile a raggiungere un’autonomia alloggiativa. L’Emergenza freddo femminile “Sorella Lucia Ripamonti” accoglie donne sole in condizioni di grave disagio e difficoltà abitativa temporanea; nel 2019 sono state accolte 14 donne (4 italiane e 10 straniere). Il Rifugio Caritas “E lo avvolse in fasce” è finalizzato all’accoglienza di uomini senza fissa dimora; dal 2015 il Rifugio Caritas trova una nuova collocazione presso gli ambienti dell’Ex Seminario; nel 2019 92 persone (52 stranieri e 40 italiani) hanno trovato un riparo. La Comunità di Vita Casa Betel rappresenta uno spazio di tregua per restituire alle donne libertà e giustizia; nel 2019 erano 26. Gli interventi di Housing sociale sono finalizzati, infine, a ridurre il disagio abitativo di individui e nuclei familiari svantaggiati.

Emergenze. Si cerca di integrare il sostegno immediato all’emergenza, guardando ad una progettualità di medio-lungo periodo. All’appello del 2015 di Papa Francesco, la Caritas ha avviato anche un progetto di micro-accoglienza dei richiedenti protezione internazionale; è stata costituita la cooperativa Kemay che, dopo quattro anni di attività, ha accolto 341 richiedenti protezione internazionale, di cui 64 si trovano ancora in accoglienza. Con i corridoi umanitari la Cooperativa Kemay accoglie 13 persone: una famiglia di 6 persone nella parrocchia Santa Giulia del Villaggio Prealpino; una famiglia di 3 persone a Casa Delbrel a Rodengo Saiano; una famiglia di 3 persone e 1 singolo ospitati a Brescia.

Alcuni numeri. Dal 2009 al 2019. Mano fraterna: dar conto di ciò che conta

1039 i beneficiari del Microcredito Sociale; 70 i volontari impegnati negli sportelli. Erogati 2.632.969 euro. Sono 374 le parrocchie che svolgono il ruolo
di partner.

L’Ottavo Giorno ogni anno  sostiene 5.700 famiglie. Coinvolge Fondazione Comunità Bresciana, Fondazione Cariplo, Consorzio Ortomercato, Cooperativa Facchini, Rotary Brescia, Cgil, Cisl…

Sono 464.195 i pasti distribuiti dalla Mensa Menni a favore di 15.363 ospiti. Il soggetto gestore è l’Associazione Casa Betel 2000 onlus. 90 i volontari coinvolti

Del Fondo Briciole lucenti ne hanno beneficiato 7.880 famiglie. Per quanto riguarda il sostegno all’occupazione sono 313 gli accordi lavorativi realizzati

I Santi della Porta accanto

Attraverso la Diocesi di Brescia si può prenotare la mostra “I santi della porta accanto”

Sotto la guida di papa Francesco, la Chiesa universale sta vivendo una stagione di particolare attenzione al mondo giovanile. In quest’ottica, l’associazione Don Zilli e il Centro culturale San Paolo, con il supporto comunicativo del Gruppo editoriale San Paolo, propongono una mostra dal titolo “Santi della porta accanto”. Giovani testimoni della fede, in collaborazione con il Servizio Nazionale per la Pastorale giovanile della Conferenza episcopale italiana e l’Azione Cattolica ambrosiana.

Obiettivi. La mostra consiste in 32 pannelli autoportanti; presenta 24 figure di giovani “testimoni della fede” (alcuni già beati, altri Servi di Dio, altri ancora giovani “normali”, ma esemplari per la qualità della loro fede), italiani e stranieri. Ogni pannello propone un ritratto artistico, una breve biografia del “santo”, una frase incisiva (scritta o pronunciata dalla persona stessa) in grande evidenza e un QR code che rimanda a siti, libri… Sulla scia di quanto si poteva leggere nel documento preparatorio per il Sinodo (“La Chiesa stessa è chiamata a imparare dai giovani: ne danno una testimonianza luminosa tanti giovani santi che continuano a essere fonte di ispirazione per tutti”), la mostra si propone quindi di far conoscere storie di giovani cattolici significative anche per l’oggi. L’obiettivo: stimolare giovani, famiglie, educatori, parrocchie e diocesi, oratori e scuole, associazioni e movimenti, alla consapevolezza della chiamata alla santità anche per gli “under 30” di oggi.

Ideazione e realizzazione. Ideatore e curatore della mostra è Gerolamo Fazzini, giornalista e scrittore, consulente di direzione di “Credere”. Hanno collaborato alla realizzazione dell’iniziativa i giornalisti, Ilaria Nava e Stefano Femminis per i testi, la grafica Mariangela Tentori, l’artista camerunese Francis Nathan Abiamb (in arte Afran), autore delle illustrazioni, e, per la promozione e diffusione, don Ampelio Crema, direttore del Centro culturale San Paolo di Vicenza e Tommaso Carrieri, suo collaboratore.

Utilizzo della mostra. La mostra girerà sull’intero territorio nazionale, come strumento di sensibilizzazione capillare sul Sinodo dei giovani, sia per accompagnare il cammino di preparazione all’evento, sia nel periodo successivo alla celebrazione dello stesso, per rilanciare una prassi pastorale che veda i giovani sempre più protagonisti. La mostra verrà promossa, in più copie, a partire dalla fine di giugno 2018 fino all’estate 2019. È possibile anche, contattando i promotori, predisporre pannelli “personalizzati” su figure particolari di “santi” legati a un’associazione, a un movimento o ad un territorio specifico. Attraverso la Diocesi di Brescia si può prenotare in Curia la mostra “I santi della porta accanto”.