Meeting dell’AC con il vescovo

Domenica 26 aprile alle 10 dal Centro pastorale Paolo VI la S. Messa presieduta dal vescovo Pierantonio per il Meeting diocesano dell’Azione Cattolica

Come una di quelle feste tradizionali che radunano una grande famiglia una volta all’anno. Dove quello che conta non è il luogo, il programma della giornata, il look o quello che si mangia. Ma l’incontro. Il fatto di esserci, di ritrovarsi insieme, di riconoscersi come parte di una realtà che esiste proprio grazie all’esistenza di ognuno. Così è un meeting dell’Azione Cattolica. Un incontro che è una festa, un intreccio di vite, volti e storie. Bambini, adulti, giovani, anziani che nella varietà delle singole esperienze condividono un cammino e si ritrovano, con le loro associazioni parrocchiali, in una giornata che è l’occasione per raccontarsi le esperienze dell’anno trascorso, per riflettere insieme e progettare un pezzo di futuro, per rinsaldare legami e scoprirne di nuovi, per rivivere il bello dell’essere associazione, del sentirsi parte di una grande famiglia, per celebrare insieme l’incontro con il Signore che dà fondamento e sostegno alla nostra esistenza. Siamo orfani di meeting. Non potremo incontrarci fisicamente domenica 26 aprile, ma avremo un’occasione per essere insieme, “distanti ma uniti” come dice lo slogan ormai entrato nella nostra quotidianità. Alle 10 il vescovo Pierantonio celebrerà la S. Messa come avrebbe fatto durante il meeting. Ognuno di noi seguirà in diretta (su Super Tv e su Teletutto), partecipando da casa con i segni che saranno proposti. Vivremo così il nostro incontro, con l’augurio di tornare presto meno distanti ma sempre più uniti.

Ac: intrecciare storie, intrecciare vita

“Quella che sta camminando oggi è una realtà intensa, vivace e familiare”. Giuliana Sberna, presidente dell’Ac diocesana, si racconta alla vigilia dell’assemblea triennale che si è tenuta l’8 e il 9 febbraio

Intrecciare vita, intrecciare storie. L’Azione Cattolica vive con l’Assemblea diocesana un momento importante della sua vita associativa. Termina il triennio, termina anche, dopo sei anni, la presidenza di Giuliana Sberna. Sabato 8 e domenica 9 a febbraio a Palazzo San Paolo in via Tosio si sono trovati ragazzi, giovani e adulti da ogni angolo della provincia per approvare il documento triennale, la mappa di lavoro per i prossimi tre anni delle ottanta associazioni parrocchiali. Nello stile di lavoro sinodale (il documento ha visto il pieno coinvolgimento dei tesserati) c’è anche tutta la ricchezza educativa di una realtà che vuole continuare a essere significativa. Sono ancora forti le parole che il Papa rivolse all’Ac, nel 2017, per i 150 anni di vita asssociativa: “È nella vocazione tipicamente laicale a una santità vissuta nel quotidiano che potete trovare la forza e il coraggio per vivere la fede rimanendo lì dove siete, facendo dell’accoglienza e del dialogo lo stile con cui farvi prossimi gli uni agli altri, sperimentando la bellezza di una responsabilità condivisa. Non stancatevi di percorrere le strade attraverso le quali è possibile far crescere lo stile di un’autentica sinodalità, un modo di essere Popolo di Dio in cui ciascuno può contribuire a una lettura attenta, meditata, orante dei segni dei tempi”. L’Ac, che con la sua tradizione educativa e formativa ha forgiato intere generazioni, in questi anni ha cercato di rileggere la propria presenza all’interno delle comunità, cercando, senza timore, di essere sempre sale e lievito. Sa bene che non deve guardare indietro, che non deve guardare ai numeri mirabolanti del passato (questo vale per tutte le realtà ecclesiali…), ma semplicemente deve testimoniare, con la vita, la sua presenza preziosa. Lo spazio d’azione è ancora molto ampio e soprattutto spesso scevro di contenuti.

L’Assemblea arriva dopo un percorso nuovo e impegnativo…

L’Assemblea ha visto una forte esperienza di partecipazione e di democraticità. È stato un lavoro sul documento molto bello e interessante. Il percorso è avvenuto in modo singolare. Non abbiamo proposto, come era consuetudine, una bozza di documento elaborata dal consiglio diocesano, ma i consigli parrocchiali, attraverso degli incontri macrozonali, hanno creato loro la prima struttura sollecitati da cinque educatori individuati dal consiglio. Da questa primo passaggio si è arrivati poi a un confronto diretto su una piattaforma digitale con la definizione della bozza che verrà discussa durante l’Assemblea diocesana. Al documento verranno allegati tutti i progetti che le parrocchie sono state invitate, tenendo conto delle loro peculiarità, a formulare. Saranno, poi, verificati annualmente e saranno sottoposti, se necessario, anche a un aggiornamento. Il documento finale, quindi, si radica sul territorio. Non è stato un percorso facile, ma è stato estremamente importante per non perdere di vista la dimensione popolare di un’associazione che abita tutti i luoghi di vita delle persone. L’assemblea sarà la cifra della sinodalità vissuta in questo cammino.

Il titolo “Intrecciare vita, intrecciare storie” è emblematico.

L’incontro che facciamo nella quotidianità con le persone e le relazioni che instauriamo con loro ci aiutano a costruire delle reti: sono una ricchezza che mettiamo a disposizione delle comunità e degli ambiti di vita in cui siamo inseriti. Tutto questo richiede una formazione continua e tanta creatività per essere in grado di affrontare le sfide del nostro tempo.

C’è qualcosa di questi ultimi tre anni di cui andate un po’ più fieri?

Il segreto dell’Ac è la continuità: nessuno di noi è chiamato a chiudere il cerchio, ma a disegnare bene l’arco che gli è stato affidato. Ho ricevuto in affido temporaneo una bella associazione. Quella che sta camminando oggi è una realtà intensa, vivace e familiare. La sfida del futuro è quella di essere un’unica Azione Cattolica che però sa assumere il volto dei diversi territori in cui agisce.

Quali sono, oggi, le necessità maggiori che avvertite?

L’Associazione è una risorsa per la diocesi, perché mette al centro la formazione delle coscienze e richiama tutti a questa priorità specie soprattutto quando sembrano prendere il sopravvento pratiche pastorali meno faticose. Oggi è risaputo che viviamo la tentazione di ritirarci nel privato. Il forte richiamo dell’Ac a una dimensione spirituale è l’invito a una testimonianza personale e associativa che non passa più attraverso la forza dei numeri ma che si sostanzia nella credibilità di vite capaci di costruire buone relazioni e di essere segni di speranza. Questo, secondo me, è il modo di rendere concreta la Chiesa in uscita di cui ci parla Papa Francesco. Le periferie esistenziali vanno riscaldate con il calore di relazioni buone che derivano dalla forza di avere accanto Gesù. Custodiamo, in pratica, quello che è di tutti. Il nostro carisma particolare è essere al servizio della comunione.

L’Ac chiede un impegno quando è più facile rimanere con le mani in tasca…

Sì, oggi potrebbe sembrare più facile. Anche se, in vista dell’Assemblea, abbiamo riletto le ore spese dagli associati per la formazione e per gli approfondimenti dei temi che ci stanno a cuore e ci provocano. Sono dati che ci hanno sorpreso. Nelle comunità ci sono molte persone che spendono tanto tempo per l’incontro e per servire gli altri. Viviamo, quindi, questo tempo con tutte le sue difficoltà come una grazia; siamo invitati a incontrare le persone e a lasciarci interpellare dalla realtà nella quale viviamo e nella quale riconosciamo la bellezza anche della complessità, senza le semplificazioni che la riducono a schemi e stereotipi. Questo ci induce a leggere la realtà nelle sue manifestazioni (diversità di pensiero, di cultura…). Siamo chiamati a cogliere la ricchezza dei segni dei tempi per saper agire con spirito di discernimento. La nostra missione è un’immersione nel mondo che si nutre di desiderio, di stupore e anche di speranza. Vogliamo farci trovare lì dove le persone abitano, studiano, lavorano, giocano e soffrono.

Il saluto dell’Azione Cattolica

Reverendo Monsignor Abate Don Giovanni,

Come lei ben sa le parole spesso non rendono giustizia a quello che il nostro cuore sperimenta. Così come parlando di Dio si rischia di non riuscire a dire l’immensità che Egli è, così noi non riusciamo ad esprimere efficacemente quello che sono i nostri sentimenti ora che sta per lasciarci. Ciononostante proveremo a dirle il nostro grazie.

A nome dell’azione cattolica e cercando di interpretare i sentimenti della Chiesa di Leno le diciamo grazie per il prezioso ministero sacerdotale che ha svolto nella nostra comunità. Vogliamo esprimere la nostra gratitudine perché lei, assistente spirituale di noi associati AC, attraverso l’attività di formazione, ci ha permesso di contemplare il volto misericordioso di Gesù e quello materno della sua santa Chiesa.

Durante questo cammino abbiamo gustato la gioia della riconciliazione piena con Dio che attraverso la Chiesa perdona le colpe, sostiene le debolezze e cura le ferite. La sua testimonianza e le catechesi che ci ha donato ci hanno permesso di crescere nella fede facendoci sperimentare la bellezza e la gioia di essere fratelli perché figli di Dio che è Padre. Siamo dispiaciuti di dover salutare un compagno di viaggio perché per quanto breve sia stato il tragitto, camminare insieme avvicina e crea legami belli.

Questi sei anni, caro don Giovanni, sono trascorsi in un soffio e noi pensiamo che avvenga così quando si ha lo sguardo fisso a Gesù, l’unico fine della nostra vita e meta che ci accomuna tutti. Proprio per questo motivo, nonostante la sua partenza ci dispiaccia e ci faccia molto soffrire, ci rincuora la certezza che anche con percorsi diversi e non più a stretto contatto nella parrocchia, la meta sarà uguale. Quanto altro avremmo da dirle, ma è giunto il momento di salutarla come parroco, del quale siamo molto fieri, ma resterà sempre il nostro caro ed amato don Giovanni al quale diciamo grazie con tutto il cuore.

Le auguriamo di poter gustare con Gioia il nuovo incarico che la provvidenza sapientemente le dona nella nostra cara diocesi di Brescia.

Il presidente Lampugnani Luigi a nome degli associati

Caro Monsignore,

Negli ultimi sei anni molte cose sono cambiate e tra queste anche l’A.C.R. Con noi, lei ha potuto constatare l’affetto che i ragazzi dimostrano per questa realtà, non comune a tutte le parrocchie. L’associazione ha sempre avvertito il suo appoggio e il suo affetto ma il ringraziamento più grande, da parte di animatori e ragazzi, glielo rivolgiamo per averci sostenuto nei momenti cruciali, quando noi animatori, oberati di impegni personali, non sapevamo come continuare il nostro compito, rischiando di deludere i nostri ragazzi. Confrontandoci con lei, abbiamo cercato una soluzione e lei per primo si è impegnato per trovare, con successo, nuovi animatori disposti ad aiutarci. Oggi l’A.C.R. di Leno continua ad esistere e cerca di misurarsi con sfide sempre maggiori per ribadire il suo ruolo nella parrocchia: se ciò è possibile lo dobbiamo anche a lei, per averci aiutato a superare i momenti difficili e spronato a migliorarci ogni anno.

Grazie di cuore!

Gli animatori e i ragazzi dell’A.C.R.

Tradurre la Parola

Per l’iniziativa di solidarietà, l’Azione Cattolica ha scelto “di guardare ai giovani disoccupati e di scendere in campo per loro”

“Dopo esserci impegnati a custodire la memoria della nostra storia di fedeltà a Dio e all’uomo per discernere l’essenziale della nostra vocazione, nel secondo anno del triennio associativo ci lasceremo provocare in modo particolare dal tema della popolarità, una delle attenzioni scaturite nella XVI Assemblea diocesana e unitamente alla cura della parrocchia, al dialogo e confronto con le culture, alla cura della vita del laico”. Così si è espressa Giuliana Sberna, presidente diocesana dell’Azione Cattolica, nell’ultimo numero di Ac Notizie. Domenica 16 l’Azione Cattolica si è ritrovata per la tradizionale assemblea di inizio anno. Il tema, scelto anche dal Consiglio Nazionale e proposto al convegno delle presidenze (“un Popolo per tutti”) nel maggio del 2018, prende le mosse dalle parole provocatorie che papa Francesco ha rivolto ai membri del Fiac il 27 aprile 2017 e dal numero 6 dell’esortazione “Gaudete et exultate”.

“Oggi ancora piccoli e grandi, adulti e giovani, laici e pastori insieme scegliamo di scommettere nella possibilità di vivere l’incontro con il Signore, di continuare a vivere l’esperienza di un popolo che cammina accompagnando, e che accompagnando aiuta a diventare grandi nella vita. Per la nostra associazione ciò significa – continua la presidente – proseguire l’impegno assunto con il documento assembleare a essere ‘con tutti e per tutti’, a porsi in ascolto delle domande, a trovare linguaggi e forme perché il Vangelo arrivi a tutti. Significa continuare lo sforzo di guardare alla vita quotidiana delle persone, delle famiglie, delle comunità non soltanto per crescere nella capacità di guardare con grande attenzione alla vita quotidiana degli altri, ma anche per aiutare le persone a guardare alla propria vita come lo spazio, il tempo abitato da Dio”.

L’iniziativa di solidarietà. Ogni anno l’Azione Cattolica insiste sulla cura del legame associativo, che “vuole esprimere la cura per la vita di ogni persona”. In questo scenario trova collocazione e senso l’Iniziativa di Solidarietà diocesana che, tra le forme di nuova povertà che caratterizzano la nostra società postmoderna, ha scelto “di guardare ai giovani disoccupati e di scendere in campo per loro, di stare al loro fianco per fare emergere e rendere visibili a loro e agli altri le loro potenzialità, i loro talenti”. E come indicato dall’icona biblica di Marta e Maria, scelta per il prossimo anno associativo, per realizzare tutto ciò “Di una cosa sola c’è bisogno”: “ascoltare e tradurre in vita la Sua Parola, trovare il giusto equilibrio, occuparsi e non preoccuparsi per lasciare spazio all’ascolto e all’accoglienza dell’altro. Il Signore ci invita a guardarlo negli occhi a prestare attenzione alla Sua Parola e al contempo ai bisogni degli altri”.

Azione Cattolica: programma associativo annuale 2011/2012

L’ attività associativa che sta per iniziare sarà caratterizzata quest’anno del mandato che ci è stato affidato dall’Assemblea Diocesana dell’A.C. che per il triennio in corso ha ribadito in particolare la centralità della Missionarietà, della Formazione nello spirito, della Popolarità e della Sinodalità.

La nostra associazione non deve compiere l’errore di chiudersi; al contrario, deve rivolgere la propria attenzione ad una dimensione popolare basata sul radicamento nel Vangelo, attraverso un linguaggio che sappia parlare ad ogni uomo.

È necessario quindi dedicare attenzione anche a chi non vive un’esperienza di fede.

Gli incontri mensili, sotto la guida dell’assistente Mons. Targhetti, verteranno sulla lettura e la riflessione del documento diocesano “Comunità in Cammino”, strumento fondamentale per cogliere il significato dell’imminente Sinodo diocesano che si celebrerà prossimamente ed avrà al centro l’analisi e la riflessione sulla istituzione delle Unità Pastorali.

Sinodalità per noi dell’A.C. significa sentirsi pienamente corresponsabili delle scelte della comunità. È lo stile che traduce nella Chiesa la dimensione democratica, la valorizzazione delle ministerialità laicali, il riconoscimento che nella radice battesimale del nostro essere cristiani è racchiusa tutta l’essenza della nostra fede.

Oltre agli appuntamenti mensili di formazione che, come da tradizione si tengono in canonica, il Consiglio Direttivo visto i buoni risultati conseguiti nei tre incontri di carattere sociale dell’anno scorso, stà programmando per la prossima primavera incontri-dibattito di carattere sociale e prepolitico.

I relatori presenteranno un tema di attualità sulla problematica emersa in occasione del recente Convegno di Todi.

Mai come in questo periodo di profonda crisi etica, economica e sociale si sente il bisogno, come più volte hanno sottolineato i nostri Vescovi, di una rinnovata partecipazione e responsabilità dei cattolici per la costruzione del bene comune.

Andrea Corrini     

Tesseramento Azione Cattolica 2008

Questo titolo vuole essere una forte provocazione, specialmente in un tempo ed in una società in cui la vita quotidiana mette a dura prova la nostra fede.

Da 140 anni, l’ideale di Azione Cattolica è accolto dai giovani, dalle famiglie e dalle comunità, per divenire parte integrante di una società che ha fatto e farà storia, portando sugli altari, esempi di Santità Laicale, presi dalle nostre case.

L’Azione Cattolica non deve essere paragonata solo al gesto del tesseramento; la tessera non è fine a se stessa, non è solo un pezzo di carta consumato tenuto nel portafoglio…

Le nostre nonne avevano premure per la tessera, veniva tenuta con cura in un luogo sicuro, perché in quell’immaginetta riponevano con fervore il proprio impegno annuale e vivevano con trepidazione il giorno del tesseramento, come una vera giornata di festa…

È proprio grazie all’amore, per questo piccolo ma importante pezzo di Carta, che è stato possibile raccogliere numerose tessere, a partire dagli anni 40, 50 e 60 riguardanti numerosi archi d’età.

Con l’adesione ci impegnamo a seguire il cammino annuale, nella quotidianità della nostra vita.

Gli spunti sicuramente non mancano all’interno della nostra associazione, partendo dalle adunanze mensili la seconda domenica di ogni mese, la formazione personale attraverso le giornate di spiritualità e i convegni interassociativi diocesani, il dialogo ed il confronto con il prossimo, il proprio appoggio alla pastorale parrocchiale ed ultima ma non la meno importante, la preghiera…

Perché la preghiera ci aiuta, ci rende più vicini al prossimo in difficoltà, e ci fa sentire comunità con Cristo…

Anche per quest’anno, ci ritroveremo alla festa dell’adesione, per impegnarci ad iniziare il nuovo anno con una nuova gioia, per poter donare al prossimo la carica che ci contraddistingue, per riscoprire e rinforzare quei rapporti umani e cristiani, fondamentali per una cultura per il bene comune.

Azione Cattolica:

Essere associazione

– per accompagnarci nella fede,

– per educarci alla responsabilità,

– ‑per metterci a servizio della persona, alla ricerca del bene comune.

Con questa adesione vogliamo esserci. Per la chiesa e la nostra comunità!

Daniele