Corrispondenza ai lettori – marzo 1963

«Desidero sapere con quali parole Gesù nell’istituzione del sacramento del matrimonio, proibisce la limitazione delle nascite. Oppure in riferimento a quali parole di Gesù, la Chiesa ci dà questa chiara e ferma legge morale. È questo un problema sempre vivo e spinoso per tutte le giovani famiglie che hanno già due o tre figli».

Un padre

In tutto il Vangelo non esiste una sola parola di Gesù che esplicitamente tratti il problema della limitazione delle nascite, per il semplice motivo che nel tempo in cui Gesù parlava e per le persone alle quali direttamente era rivolta la sua parola, tale problema non esisteva. Presso gli ebrei, infatti, la sterilità era ritenuta il massimo disonore per una donna e una numerosa figliolanza, non solo non era temuta, ma era desiderata come una benedizione di Dio e costituiva un motivo di orgoglio per gli sposi. Ora Gesù parlava in modo concreto alle persone che aveva davanti, conformando la sua parola alla loro mentalità e alle loro necessità. Egli non aveva bisogno di trattare problemi che sarebbero sorti dopo, perché a questo aveva stabilito di provvedere diversamente, e cioè eleggendo gli apostoli e mandandoli per il mondo con la promessa della sua assistenza ad essi e ai loro successori, che sono i Papi e i vescovi. Questi avrebbero parlato a nome di Gesù, toccando i vari problemi a tempo opportuno, come e quando si sarebbero presentati nel corso della storia, attualizzando così in modo continuato l’insegnamento ricevuto.

Se oggi Gesù fosse visibilmente presente come Maestro in mezzo a noi, egli indubbiamente direbbe la sua parola a proposito della limitazione delle nascite, come la direbbe a proposito di tanti altri problemi, che oggi travagliano gli uomini, che ieri non erano neanche avvertiti. Non essendoci Lui visibilmente, parla al suo posto la Chiesa. E quando parla la Chiesa docente è come se parlasse personalmente Gesù, anzi per mezzo della Chiesa è Gesù che parla : «Chi ascolta voi  ascolta me».
Bisogna anche tener presente che la Chiesa trae il suo insegnamento non esclusivamente dal Vangelo e quindi dalle parole di Gesù che esso ci riporta, ma da tutta la Rivelazione, la quale è contenuta, oltre che nei quattro Vangeli, anche in tutti gli altri libri che compongono la Bibbia e nella Tradizione. La Rivelazione non è né cominciata né terminata con Gesù. Essa si apre col primo libro della Bibbia, il Genesi, e si chiude con la morte dell’ultimo Apostolo.

In base a quanto sopra esposto, si può rispondere che la Chiesa attinge il suo insegnamento sul problema della limitazione delle nascite alla Rivelazione, contenuta nella Scrittura e nella Tradizione, e alla morale naturale. Secondo questo insegnamento, la limitazione delle nascite con mezzi che impediscono positivamente la procreazione costituisce un grave peccato, perché va contro la finalità dell’atto coniugale, che è evidentemente la procreazione stessa, spezzando il legame naturale che esiste fra l’uno e l’altra. Una limitazione delle nascite, che non rompa tale legame naturale (astensione periodica con o senza metodo Ogino Knaus), praticata per giusti motivi, è invece lecita; talvolta doverosa.

Dopo le Sante Missioni

Carissimi Parrocchiani,

in quei giorni fortunati e benedetti il pietoso Redentore si è avvicinato a noi, come presso il paralitico del Vangelo; ed a noi ammalati nell’anima, forse paralizzati da anni nella vita spirituale, ha rivolto le medesime parole usate nel risanare l’Inferno: «Ti sono rimessi i peccati, sorgi, prendi il tuo letto, cammina e ritorna alla tua casa».

RISORGI: Gesù, ci ha steso la sua mano, ci ha offerto il suo aiuto. Noi vi abbiamo, corrisposto e si è operato per la Sua grazia e, divina potenza, il miracolo della nostra resurrezione, col dono di una pace intima, consolante.

PRENDI IL PESO DEL TUO LETTO: dopo tale resurrezione, Gesù ci ricorda, che la nostra debole natura, non è mutata e che ogni giorno dovremo ancora sostenere l’insistenza delle tentazioni, la ribellione delle disordinate passioni, come portare il peso della croce, nella lotta quotidiana. Per conservare il frutto della spirituale resurrezione, bisogna essere attenti, fuggire le occasioni, usare vigilanza e mortificazione.

CAMMINA: dopo, le sante Missioni, dobbiamo muovere i nostri passi di virtù in virtù, mantenendo i propositi fatti; progredire come Gesù adolescente, non solo in età, ma in sapienza e grazia. Occorrono sforzi continui e generosi, navigare contro corrente. Ricordiamo che il fermarsi, è già un retrocedere.

CAMMINA: la via è indicata nei Comandamenti della legge di Dio. Non c’è altra strada che porti a salvezza. Non crediamola troppo difficile ed impraticabile. Il giogo del Signore è dolce e soave; grande è la pace per chi li osserva e Gesù ci sostiene ed aiuta.

CAMMINA: ma, con lo sguardo rivolto alla presenza di Dio, che tutto vede. Tale pensiero ci trattiene dal peccato, ci anima all’adempimento dei nostri doveri, ci conforta nelle tribolazioni, ci rende invincibili nella lotta.

CAMMINA: e se lungo la via si cade, o se nel combattimento si rimane feriti? C’è modo di subito risorgere e risanare. Vi è il Sacramento della Penitenza, che è perdono e medicina. E se lungo la via ci assale la stanchezza? Vi è pronto l’alimento per il viaggio: la S. Eucarestia. La Comunione frequente è pane di forza e di vita.

CAMMINA: sì, sempre, ed in compagnia della Madre, con la devozione figliale alla Madonna. Dobbiamo sentirci sempre piccoli ed affidarci alle sue cure materne.

CAMMINA e va alla tua casa: la nostra casa è il Cielo, l’eterno Paradiso. Non mai perdere di mira, il gaudio ed il premio che ci attendono.

ACCOGLIETE, o carissimi, questi paterni suggerimenti. Approfittate della S. Quaresima per praticarli. Conserverete il frutto delle Sante Missioni e celebrerete nella prossima Pasqua, le vostre vittorie spirituali, con la gloriosa vittoria di Cristo Risorto.

Portando nel cuore, la vostra generosa corrispondenza alle Sante Missioni, vi benedico assieme ai Rev.mi Padri Missionari, che vi assicurano del loro perenne ed ammirato ricordo.

Vostro
Mons. Arciprete

 

La grazia è come il sangue

Non riesco a spiegarmi quale utilità derivi alla Chiesa dagli Ordini Contemplativi Claustrali, tanto più che sento dire che attualmente versano in grave crisi economica. Al contrario sono felice di vedere Ordini Religiosi che si prendono cura degli ammalati, degli orfani, dei vecchi.

Laura

La chiesa non rifiutando nessun tipo di vocazione, preferisce le prime che tu critichi, alle seconde che ammiri. Pio XI, il potente ideatore del più recente piano di conquista Missionaria, colui che volle si penetrasse nei luoghi più impervi dell’Africa, dell’Asia, dell’interno della Russia, ordinò si erigessero in Roma stessa vari istituti per formare uomini adatti a questa penetrazione; quando doveva prendere di mira la conquista Missionaria d’uno Stato o d’una Regione, dicono che cominciasse sempre col fondarvi un Convento di frati o di suore d’un Ordine contemplativo.

Per la realtà del corpo Mistico, per la realtà della Grazia che è comunicativa, il grande come il piccolo sacrificio sono un momento della universale salvezza. Se noi sosteniamo con i sacrifici, che nascono dal nostro attivo lavoro, queste umili suore che nel chiuso dei Monasteri soffrono e pregano e lavorano, esse a loro volta, con l’orante sacrificio sostengono il nostro braccio nel duro lavoro quotidiano. È questa la «circolazione» della Grazia nella vita del Corpo Mistico, come il sangue circola nelle vene del nostro corpo mortale. Anche gli Ordini Religiosi che non sono di per sé esclusivamente votati alla preghiera, non avrebbero alcuna vitalità, non potrebbero durare nella loro azione di aiuto al prossimo, se in qualche modo non vivessero almeno qualche ora al giorno, di pura presenza con Dio.

Il Pescatore

Vita delle A.C.L.I

Febbraio è stato un mese di intensa attività per l’ACLI locale. Il Consiglio uscente ha presentato nella prima domenica del mese il consuntivo dell’attività annuale.
Il presidente nella sua relazione ha esordito affermando che il Consiglio uscente non aveva nulla da rimproverarsi perché, pur affrontando difficoltà non trascurabili, gli impegni demandati al direttivo erano stati affrontati nel pieno disinteresse e con senso di responsabilità. Il Presidente passava poi ad elencare le varie attività annuali:

1. ATTIVITA’ FORMATIVE

  • Scuola di Addestramento Professionale: sono state perfezionate le attrezzature di laboratorio. Novanta giovani hanno frequentato costantemente le lezioni serali, per sei mesi, con profitto notevole.
  • Scuole di cultura ed economia domestica che ha registrato la partecipazione di quaranta signorine.
  • La «Tre Sere» commemorativa delle encicliche sociali con l’intervento dei relatori competenti in materia storica, sociale, economica.
  • Corsi formativi estivi per giovani e signorine. Una decina dei nostri giovani aclisti hanno partecipato a questi corsi.
  • Quattro incontri domenicali di formazione sociale-politica tenuti presso la sede locale.
  • Quattro incontri per giovani lavoratrici, presso l’Oratorio femminile, organizzati in unione alla G.F. parrocchiale.
  • È stato dato corpo ad organizzazione al gruppo giovanile aclista.

2. ATTIVITA’ RICREATIVE

  • E’ stato affrontato l’annoso problema del circolo ricreativo.
    Le opere murarie di trasformazione, le attrezzature ed il moderno arredamento hanno assorbito un impegno finanziario di quattro milioni. Gli otto mesi di gestione, del cui movimento i soci sono stati ampiamente edotti, fanno sperare in un sicuro ammortizzamento dei prestiti.
  • In settembre i soci hanno effettuato una gita sociale in grande serenità di spirito.
  • L’Associazione ha partecipato al torneo notturno locale con una propria squadra.
    Lo spirito sportivo ed agonistico che ha contraddistinto la rappresentativa aclista ha creato simpatia in un largo strato di pubblico e ciò è servito a far conoscere l’ACLI, anche per queste finalità.

Sulla relazione del Presidente veniva aperta la discussione. Consensi e riserve hanno contribuito ad animare l’assemblea dei soci, in uno spirito democratico, per un’opera sempre più feconda e rispondente alle alte finalità di una istituzione tanto cara alla Chiesa.
Al termine il presidente uscente, indiceva, a norma di statuto, le elezioni per il nuovo consiglio direttivo.
Con larghissima partecipazione di soci queste avevano luogo la domenica 17 febbraio. Il nuovo Consiglio direttivo espresso dalla recente consultazione si è già insediato. Gli auguriamo buon lavoro nel servizio disinteressato alle sorti sempre più prospere del movimento cattolico.

L’assistente
don Luigi

XI fiera – Mercato di S. Benedetto

Si avvicina la primavera e Leno fedele alla sua tradizione sta preparando l’XI rassegna fieristica; Leno che in passato ha esercitato una funzione di guida e di propulsione delle attività, non solo economiche, sente viva le responsabilità di tornare ad essere centro motore di vita. Ne ha titolo e merito per la sua storia millenaria, per la sua posizione geografica e soprattutto per la volontà dei reggitori della cosa pubblica e della popolazione di perseguire tale meta. La fiera-mercato di S. Benedetto quest’anno avrà luogo nei giorni 17-18-19 marzo.

Già numerosi espositori hanno invitato la loro adesione e si prevede sarà molto interessante sia per la quantità che in qualità delle merci, macchinari, mobili, motoveicoli, ecc. che verranno esposti. Richiamerà senz’altro, come nelle precedenti edizioni, gran folla di visitatori, alcuni interessati agli acquisti, altri per curiosità, ai quali Leno operosa porgerà il benvenuto.

II programma della fiera, oltre che alla esposizione delle merci, prevede convegni interessanti l’agricoltura, una mostra zootecnica ed altre interessanti iniziative che stanno per essere concretizzate. Inoltre, il giorno 18, lunedì, avrà luogo la tradizionale corsa ciclistica per dilettanti «Coppa Leno» che tanto concorso di pubblico e di atleti ha sempre ottenuto.

Auguriamo che anche questo anno la fiera, organizzata sotto il patrocinio del Santo di Norcia – S. Benedetto – abbia buon esito e dia quei frutti che gli Organizzatori si prefiggono e meritano di ottenere a coronamento dei loro sforzi per il bene della Comunità.

Civis

A ricordo della S. Missione e del “Ventennio di Parrocchiato”

A coronamento di un ventennio di parrocchiato che ha avuto come unico motivo propulsore il motto paolino «mi darò tutto a tutti», Mons. Arciprete ha voluto elargire alla parrocchia il dono inestimabile della S. Missione. Altri diranno di questo grande avvenimento che indubbiamente ha segnato una pietra miliare nella storia spirituale della parrocchia. Qui si vuol solo ricordare come questa Grazia di Dio, le cui proporzioni ed effetti non certo commensurabili con fredde statistiche, anche se, confortanti, ha avuto l’effetto di una esplosione di primavera nel pur rigido febbraio. Primavera di Sole, la cui luce ha inondato migliaia di menti e il cui calore ha riscaldato altrettanti cuori.

Grazia di Dio maturata dalle preghiere dei buoni e strappata alla Madonna di Lourdes dalle sofferenze dei nostri cari ammalati. Grazia grande, ed è doveroso sottolinearlo, che ha avuto nel cuore generoso di Mons. Arciprete il suo primo germoglio. A suggello di un avvenimento spirituale storico e a testimoniare il felice compimento di un ventennio di parrocchiato fecondo di opere note alcune agli uomini e moltissime solo a Dio, la Parrocchia offrirà in omaggio a Monsignor Arciprete il «Nuovo Sagrato della Parrocchiale».

La necessità e l’urgenza di questa opera da tutti rilevata e da molti reclamata. L’attuale lastricato del sagrato sottoposto alla erosione del tempo e delle intemperie, ridotto in condizioni pietose, è in stridente contrasto con la superba mole architettonica della nostra Chiesa.

La spesa dell’opera, il cui progetto è esposto alle porte della parrocchiale, supera, nel preventivo, i 3 milioni. La proverbiale generosità dei Lenesi ci dà molto affidamento. Per far fronte alla copertura delle spese abbiamo pensato di aprire una sottoscrizione.

Gli offerenti potranno versare le loro offerte presso e solo ai Reverendi Curati. Le offerte verranno pubblicate mensilmente su «La Badia». Perché a tutti sia data la possibilità di concorrere alla spesa di un’opera tanto importante e che rivestirà il carattere di omaggio a Mons. Arciprete; verranno distribuite buste in tutte le famiglie nell’occasione della celebrazione solenne del «Ventennio di Parrocchiato».

La festa che avrà un carattere di intimità nella famiglia parrocchiale sarà celebrata il 19 maggio p. v. Le manifestazioni che non avranno alcun sapore accademico saranno imperniate sulla Messa delle ore 8.00 con la Comunione Generale e sarà il momento più intimo tra il Padre e i figli e sulla Messa Vespertina durante la quale, all’offertorio, saranno presentate a Mons. Arciprete le offerte per affrontare le spese dell’opera omaggio. Altri particolari verranno pubblicati su «La Badia» di maggio.

Ci auguriamo che la celebrazione del «Ventennio» sia motivo a superare egoismi e rancori e concorra a perfezionare l’unione tra i figli ai quali il Padre comune si donò venti anni fa perché tutti avessero vita sempre più abbondante.

I vostri Curati

I Volontari della Sofferenza

Il movimento dei «Volontari della Sofferenza» è sorto in Italia nel maggio 1947, per opera del Rev.mo Mons. Luigi Novarese e di un manipolo di generosi che ne attuarono per primi il programma.
Il «Centro Volontari della Sofferenza», che oggi conta 5.000 iscritti, fu approvato, benedetto e incoraggiato ripetutamente dal grande Pontefice Pio XII di v. m., il quale, in un indimenticabile discorso, rivolto a 6.000 «Volontari della Sofferenza» convenuti a Roma per il primo decennale del Centro, ne illustrò autorevolmente l’importanza, la bellezza e la preziosità.

Il Santo Padre Giovanni XXIII, elevando in perpetuo – con «Breve Apostolico» in data 24 novembre 1960 – la Pia Unione dei «Silenziosi Operai della Croce» alla dignità di «Primaria» insieme con le consociazioni della «Lega Sacerdotale Mariana», dei «Volontari della Sofferenza» e dei «Fratelli degli Ammalati», ha conferito a questo movimento apostolico la piena personalità giuridica ecclesiastica, inserendolo ufficialmente nella grande corrente dell’apostolato cattolico, lodandone la preziosa attività e arricchendolo di copiose indulgenze.

Superiore Generale della Pia Unione è lo stesso Fondatore, Mons. Luigi Novarese, della Segreteria di Stato di Sua Santità. La Direzione Centrale è Roma (Piazza Monte Savello, 9).

Mezzi di apostolato del centro
Stampa: a tutti gli iscritti viene inviata gratuitamente, dalla Direzione di Roma, «L’Ancora», rivista di    formazione che illumina, ricrea, conforma, sostiene e unisce. Alla rivista si aggiunge periodicamente l’invito di circolari inerenti ai problemi dei sofferenti e al loro apostolato.

Radio: ogni venerdì alle ore 17.00 la Radio Vaticana mette in onda un programma speciale per i «Volontari della Sofferenza», chiamato «Quarto d’ora della serenità» (onde medie: 196 e 384; onde corte: 48, 47, 41, 21, ,31, 10).

Esercizi spirituali e giornate di studio: presso la grandiosa «Casa Cuore immacolato di Maria» a Re, in Val Vigezzo ( Novara ), una delle più stupende e sorprendenti realizzazioni della vita cristiana.

A Brescia, la Direzione diocesana è fraternamente vicina agli iscritti e, li tiene uniti tra loro mediante «Voce del Popolo» (pagina periodica per i malati e comunicazioni circa l’attività dei «Volontari»), con circolari mensili, corrispondenza personale, convegni parrocchiali e di zona, feste degli ammalati, organizzazione di pellegrinaggi a Re per gli Esercizi, ecc.

(continua)

 

 

La nostra missione

Domenica 17 febbraio alle ore 18.00, accolto dalle solenni note del mottetto «Ecce Sacerdos Magnus» faceva il suo ingresso nel nostro stupendo tempio, gremito all’inverosimile, il Vescovo Ausiliare Mons. Giuseppe Almici. La liturgia solenne officiata e la calda parola del Vescovo suggellavano una settimana intensa di meditazione e di preghiera. Settimana nella quale i fedeli di Leno, in altissima percentuale, concedendo un po’ di respiro alle ansie terrene, erano passati dalla «Casa del Padre» per ascoltare la parola che non passa, atta a ridimensionare i valori della vita.

La cronaca che tante volte pecca per mancanza di obbiettività, non è affatto valida a registrare l’invisibile opera della Grazia. Ogni anima ha la sua esperienza intima col divino ed ogni tentativo di commisurare con fredde statistiche il misterioso colloquio tra il Padre e i figli avrebbe il sapore di chiudere in schemi matematici l’ineffabile amore di Dio che opera invisibilmente negli spiriti con la sua voce forte e soave.

A testimonianza di una settimana che ha fatto molti Lenesi più buoni ed altri più pensosi, riportiamo alcune impressioni che a nostro avviso costituiscono il campionario del vario e vasto uditorio sempre attento alla parola di Dio, bandita con competenza e cuore dai validi missionari ai quali, da queste colonne, va la nostra riconoscenza ed il nostro ringraziamento.

don Luigi

Le vie del nostro centro insolitamente animate, suoni di campane, passi affrettati, voci sommesse, tutto denotava un’ansia, un impegno fervoroso. Su ogni viso, si coglieva, all’inizio, un atteggiamento raccolto, pensoso, che, man mano, si trasformava e diveniva più sereno, più lieto, più buono. Quella meditazione, quei richiami quelle riflessioni che scendevano nel nostro cuore, ci hanno rasserenate, illuminate perché questi incontri personali col Signore ci hanno rinnovate. La chiesa poi è indimenticabile! E’ stata l’esplosione necessaria di quella gioia intima che non si poteva più arginare. Si vive in un’atmosfera limpida e ci sentiamo ora più vicini gli uni agli altri. Hanno lasciato una punta di nostalgia, quelle Parole e quei canti che avremmo voluto fermare, per sempre gustarli. Questa scia di luce e di pace, Doni di Dio, non dureranno sempre; la vita non è, non può essere solo queste cose. Ma deve rimanere una cosa, più grande ancora perché non termina qui sulla terra: volerci bene tutti; la Madre di Tutti vuole questo. Un vivo ringraziamento al nostro Rev.mo Monsignor Arciprete per averci offerto questi giorni indimenticabili!

Una mamma

 

Sono un padre di famiglia numerosa e penso sempre con profonda preoccupazione al difficile compito dell’educazione morale dei figli. Quanto viene fatto dalla scuola e dalla famiglia non lo considero sufficiente per una completa formazione morale e pertanto provo un grande sollievo quando la parrocchia predispone delle proficue iniziative di predicazione straordinarie. II giorno che Monsignore ha preannunciato le S. Missioni ho provato un vivo senso di conforto pensando al loro grande valore spirituale ed alla possibilità che si presentava ai miei figli di trarne dei vantaggi decisivi per il loro avvenire.
Il mio compito durante la settimana delle missioni è stato quello di ricordare l’orario delle prediche e di insistere perché tutti vi partecipassero. Non posso certo lamentarmi dei risultati ottenuti, notando un nuovo impegno in tutti i miei figli nel considerare come le cose spirituali e divine valgono assai più di qualsiasi bene umano.
Desidero porgere a Monsignore, ai suoi collaboratori ed ai missionari i ringraziamenti più fervidi per tutto quanto hanno fatto, per la buona riuscita dello straordinario avvenimento che ha lasciato indubbi effetti in tantissime famiglie della parrocchia.

Un papà

 

L’annuncio delle S. Missioni fu per me emozionante e straordinario quasi come quello del Concilio Ecumenico. Infatti la preparazione è stata intensa perché i nostri Sacerdoti non hanno tralasciato un’occasione per ricordarcene l’importanza. Non sapevo come potessero svolgersi le Missioni ma le ricorderò sempre come gli «Esercizi spirituali della mia Parrocchia».
I Padri Missionari hanno presentato le verità, che per tante volte si erano sentite in un modo così forte e chiare da farle sembrare ancora più evidenti e vere. Questa parola illuminata è scesa nei nostri cuori come una rugiada benefica e ristoratrice.

Una signorina

 

La nostra Chiesa è sempre stata assiepatissima, non di persone che assistono passivamente e con indifferenza come ad un comizio in piazza, ma di gente attenta, ben disposta e pronta a capire ed a mettere in pratica gli insegnamenti del Signore. I Missionari sono stati per essa dei veri ed efficaci Maestri di vita, luci inconfondibili e di rara luminosità. L’esposizione chiara e breve del Maestro, scevra da infiori nature, sfoggio di cultura ed inutili dissertazioni, la competenza del discepolo, interprete della mentalità del popolo con rara efficienza, hanno contribuito in modo determinante a far presa su ciascuno di noi.
Seguita con molto interesse, che in alcuni momenti ha rasentato la commozione, è stata la meditazione finale e particolare di ogni istruzione in cui si è rilevato ed apprezzato lo zelo sacerdotale di don Palazzini nonché la sua efficace parola. Indubbiamente questa forma di dottrina fatta, con intelligenza è la dignità che hanno caratterizzato con evidenza i nostri interlocutori, è molto efficace; certo è che vi necessita una corrispondenza totale da parte degli ascoltatori come del resto si è verificato tra di noi.
Al buon esito della S. Missione hanno contribuito, e non meno intensamente dei suddetti Mons. Arciprete che da mesi ci preparava con i consueti zelo, ardore e competenza, nonché i nostri Rev. Sacerdoti.
Auguriamoci che il Signore ci conceda la grazia di viverne ancora di questi santi giorni, ricordo incancellabile di profusione di luce e di grazia. Noi giovani li abbiamo sentiti in modo particolare, ne sia viva testimonianza l’impegno che metteremo nella attuale
S. Quaresima e in futuro, ben consci delle nostre responsabilità nei riguardi di Dio di noi stessi e della società.

Un Giovane

Gli ammalati di Leno per la “casa di Re”

L’accorato appello di Mons. Luigi Novarese per la «Casa Cuore Immacolato di Maria» di Re, oberata da impegni finanziari che ipotecano seriamente la sua altissima funzione per il futuro, ha trovato pronta risposta tra i «Volontari della sofferenza» di Leno. Tutti hanno sentito nell’appello di Mons. Novarese l’eco della voce della Madonna di Lourdes.
Hanno voluto che questa casa di conforto e di approdo per tanti sofferenti nel corpo e nello spirito sopravviva a questa prova e continui la sua confortatrice missione. È commovente constatare come tanti ammalati, bisognosi di tutto, abbiano voluto contribuire con le proprie offerte alla sottoscrizione che ha fruttato la somma notevole di L. 210.000.
Da queste colonne si ringraziano tutti coloro che hanno contribuito ad un’opera cristiana ed altrettanto sociale. Gli offerenti ignoti agli uomini sono scritti nel libro della vita e la Madonna di Lourdes, sotto la cui protezione la casa di Re è sorta, non mancherà di benedirli e di assisterli con il suo materno amore.

Quaresima – tempo di angoscia cristiana

L’angoscia non è soltanto un motivo filosofico di bruciante attualità; non è soltanto il patetico luogo comune di tanti giovani che s’imbattono nelle loro prime, critiche esperienze spirituali; deve essere una realtà nel nostro tempo, specialmente nel periodo quaresimale, in cui il cristiano si prepara nell’allenamento delle proprie facoltà spirituali a capire meglio lo storia dell’angoscia, della incertezza, della sconfitta e della vittoria di Cristo, per riviverle nella propria vita.

Gli uomini di oggi non trovano il tempo per trovare una spiegazione alla propria angoscia; la vita ci ha talmente fatto inaridire, che in certi istanti “vuoti” non ci viene in mente proprio nulla. Eppure dovremmo trovare qualche istante per pensare seriamente alle nostre colpe, che il Cristianesimo chiama più giustamente «peccati», che sono la causa del tormento, dell’angoscia umana. La Quaresima rappresenta un’occasione buona per pensare a noi stessi.

I cristiani devono accorgersi, ora, che Cristo può essere la spiegazione di tutta la stanchezza, del lavoro, della pena, dell’angoscia di ogni giorno.

Gli aspetti della nostra vita devono essere spiegati in Cristo, perché l’immagine di Cristo sopravviene sempre con un alone di certezza ed il fatto certissimo della sua resurrezione dà a noi tutti la spiegazione della nostra sofferenza.

Dacché Cristo è esistito, molte cose sono cambiate nella vita del cristiano: tutte le cose buone che facciamo hanno valore di imitazione di un Cristo Risorto, quindi di Dio. E le cose che non ci riesce di fare o, addirittura, i peccati che non ci riesce di impedire, possono sì angosciarci, ma mai farci disperare; perché la Sua vittoria, di valore universale, deve darci speranza e forza.

L’angoscia del cristiano che esca dallo schema di sofferenza riparatrice quaresimale, voluta dalla Chiesa, sarebbe sfiducia nella Resurrezione di Cristo, che in nessun caso può risultare inutile.

F. d. L.