Storia di Milzanello e delle sue cascine

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Il nome Milzanello è spiegato dal Vocabolario toponomastico di Gnaga come diminutivo di “Milzano”, mentre il Dizionario dell’Olivieri indica la seguente etimologia: “Come Milzano anche Milzanello è parola di foggia latina. Presuppone in tutti e due un fundus Melicianus o Militianus. La notevole distanza di Milzano da Milzanello darebbe testimonianza di un’originaria proprietà unica assai vasta”. La più antica testimonianza che noi conosciamo, relativa all’esistenza di Milzanello, deriverebbe da un’iscrizione romana ivi ritrovata. Furono rinvenuti altri reperti archeologici, alcuni dei quali conservati nei musei Romano e Cristiano di Brescia.

Durante un’operazione di sbancamento, finalizzata all’estrazione di sabbia e ghiaia, sono state scoperte tracce importanti di una civiltà di 3500 anni fa. Dopo la fondazione dell’abbazia benedettina di Leno (a.758), anche il borgo di Milzanello venne a far parte dei possedimenti leonensi. Verso l’XI secolo, alle usuparzioni periodiche periodiche e sistematiche di molti prepotenti, su latifondi dell’Abbazia, si aggiungono tutte le investiture fatte in questo tempo dagli abati ai Lavellongo, ai Poncarali, ai Lomelli, ai Martinengo e ai Gambara che poi vendettero il territorio di Milzanello alla famiglia Uggeri, nel 1424, per mille ducati.

Dopo quattro secoli di proprietà degli Uggeri, il successore, marchese Leopoldo Guidi Di-Bagno di Mantova vendette i suoi beni, situati a Milzanello, ai Signori:Stocchetti Cristoforo Guarnieri Ludivico, Bocchi Francesco Bertoletti Basilio, Zenucchini Faustino, Gadaldi Giovanni e fratelli Agosti. Infine al Signor Battista Scanzi vendette un podere con casa padronale. Del vecchio palazzo-castello non vi è ora che una muraglia con merli alla guelfa. Nell’interno si ammira ancora un portale del Cinquecento con sopra lo stemma degli Uggeri. (vedi foto dello stemma)

Cascina Biolcheria Fenarola

In occasione della festa di San Rocco (16 agosto), proponiamo la descrizione della cascina Biolcheria Fenarola. Casa colonica situata in via XXIV Maggio n.13 con ingresso ad arco in comune con la cascina Fenarola Piceni. La cascina è la continuazione – verso sera – delle cascine Fenarole ed è costituita essenzialmente da due elementi contrapposti. Nel corpo di fabbrica in lato nord e a mattina sono situate le abitazioni, l’ex stalla tradizionale, con fienile, trasformata in deposito e, verso sera, altra piccola abitazione. 

Corre il portico in otto campate con pilastri in cotto. Sulla parete dell’abitazione verso mattina è dipinta l’effige di San Rocco. Autore di quest’opera è Pietro Milzani, autore anche dei dipinti della chiesa parrocchiale. A mezzodì, si trova il cortile ora abbellito da piante e fiori.

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ORANews

Oratorio San Luigi di Leno


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