Speranze

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La notizia ha salutato, questa mattina, il mio risveglio. Un uomo di colore è stato eletto alla più alta carica politica, in una nazione dove il colore della pelle è stato a lungo il colore della schiavitù e dove, nonostante l’avvenuta proclamazione dei diritti umani, in un recente passato storico, un “nero” non poteva nemmeno avere un posto a sedere sull’autobus. Come non accorgersi di questa ventata d’aria nuova e come non sottolineare, da queste righe, l’avvenimento e definirlo straordinario! Guardo quest’uomo, per di più meticcio, e vedo il simbolo di un passo avanti sulla strada della dignità di ogni uomo, indipendentemente da ciò che fa o da che posto occupa nella società; un passo avanti nella storia di un popolo che finalmente ha visto in lui non la diversità, ma il suo essere semplicemente e irripetibilmente “persona”.

“Dio si è fatto come noi, per farci come Lui” ci ricorda un canto. Dio si è fatto giallo, nero, bianco, meticcio, albino, zingaro, down, portatore di handicap. Egli abita in ogni uomo. Il soffio di Dio è il respiro vitale della dignità umana. Ad ogni Natale, il vagito di Dio irrompe nel mondo per scuoterci dal nostro torpore, per demolire le nostre barricate, rassicurare le nostre paure. Diventa sempre più difficile udirlo: troppi rumori sovrastano il suo pianto di vita, troppe luci offuscano la cometa.

Ma oggi lasciamo che la notizia, con la quale ho esordito, ci invada di speranza. Forse non tutto è perduto se gli uomini iniziano a vedersi con altri occhi, a volersi conoscere per arrivare, chissà, ad amarsi. Dio è molto paziente.

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