Sinodo per la Famiglia: un primo bilancio

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Il testo finale del sinodo  non va certo sottovalutato, ma non si deve neppure sopravvalutarlo. Si tratta di una serie di 94 proposizioni che fungeranno da “base” pe l’elaborazione del testo magisteriale che, una volta pubblicato, di fatto andrà a prendere il posto del testo sinodale, con altra autorità. Per questo, se valutassimo il testo come “definitivo”, andremmo incontro ad un abbaglio.
Piuttosto, esso ha avuto un duplice compito: mettere a confronto le diverse culture nella chiesa di fronte alle sfide che la famiglia subisce; preparare un consenso diffuso per sostenere un aggiornamento e la “conversione” della pastorale familiare. Il tono è stato sereno e costruttivo; ciò nondimeno, vi sono state  resistenze, forse anche più forti di quanto si sarebbe pensato.

ALCUNI CASI ESEMPLARI: relazioni omosessuali e comunione ai divorziati risposati.

Non vi è dubbio che nel sinodo del 2014 la gestione di argomenti delicati aveva creato resistenze e opposizioni, che si erano tradotte in un numero di voti contrari più alto del previsto. E’ però paradossale che nel testo di oggi, di fatto si siano letteralmente dimenticate alcune questioni.
Della relazione omosessuale di coppia non si fa parola. La questione della comunione ai divorziati risposati non viene mai nominata. Si gira attorno al tema, ma senza mai evocarlo direttamente.
Lo ripeto: tutto questo assomiglierebbe ad un occasione persa se non tenessimo conto della provvisorietà della Relazione finale.

Era più importante creare le condizioni di un consenso più vasto, piuttosto che sollevare tutte le questioni teoriche e pratiche e rischiare la divisione!

Quali sono i punti fondamentali che i Padri sinodali hanno sottolineato?

LA FAMIGLIA è SFIDATA DAI TEMPI: pertanto è necessario pensare la famiglia con lo sguardo di Cristo. Ciò è indispensabile in un momento in cui è in atto un cambiamento epocale che chiede diverse attenzioni: vanno utilizzate formule che dicano che l’unico modello che corrisponde alla dottrina della chiesa è quello fondato sul matrimonio tra uomo e donna; occorre attenzione alta ai rischi dell’ideologia del gender , alla sfida del secolarismo, al problema dei figli dei genitori separati, alla cultura dello scarto veicolata dall’emergenza ecologica.
Il sinodo ha rimarcato che la pari dignità tra uomo e donna ha radici evangeliche. Si sono posti tanti accenti forti sulla situazione della famiglia oggi: si è auspicato un cambiamento delle Organizzazioni internazionali che condizionano i loro aiuti per lo sviluppo dei paesi più poveri alle politiche demografiche; si domandano efficaci interventi legislativi a sostegno della famiglia e delle sue necessità.

LA FAMIGLIA IN MISSIONE: lo sforzo di andare all’inizio del discorso missionario sulla famiglia ha fatto recuperare tre temi importanti:

  • la famiglia è soggetto di evangelizzazione (e non solo oggetto di cura)
  • il momento rituale delle nozze come una “soglia della fede” per gli sposi, che accoglie la grazia dello Spirito
  • la conversione pastorale che esige l’attenzione ai linguaggi e alle culture locali.

Si è insistito sul fatto che la pastorale della famiglia debba convertirsi in termini di misericordia, sul modello di Gesù che non l’ha definita, ma l’ha mostrata.

La pastorale della misericordia si esprime nell’accoglienza, nell’accompagnamento, nella comprensione, nella solidale partecipazione. Chi opera nella pastorale familiare è chiamato a portare la paziente e sanante misericordia, senza tradire la verità perché la misericordia non svende la verità, ma cambia la vita.
A papa Francesco l’assemblea sinodale ha consegnato il “progetto” elaborato in tre settimane impegnative e gioiose di lavoro, poiché eli, che è il primo padre sinodale, indichi le soluzioni ai problemi più gravi della famiglia, che il sinodo ha cercato di interpretare con verità misericordiosa, offrendo a lui proposte sul tema della vocazione e della missione della famiglia.

Don Domenico

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don Domenico Paini

don Domenico Paini

Classe 1967 e originario della parrocchia di Castel Goffredo, ha svolto i seguenti incarichi: curato a Calcinato dal 1992 al 2001, curato a Manerbio dal 2001 al 2008. Dal 2008 è curato di Leno, dal 2013 è curato anche di Milzanello e Porzano, seguendo la pastorale familiare.


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