Signore, sei risorto! Ma dove sei?

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In questo tempo così complicato e caotico parlare della presenza di Gesù risorto risulta molto difficile, perché come i compaesani di Gesù e coloro che lo schernivano sotto la croce, anche gli uomini del nostro tempo pretendono segni eclatanti della sua presenza: “I segni che hai fatto a Cafarnao falli anche qui da noi … Ehi tu, che distruggi il tempio e lo riedifichi in tre giorni, scendi dalla croce e ti crederemo … Ha salvato altri e non può salvare se stesso!”.

Noi chiediamo miracoli che Dio non compie non perché non sono alla sua portata, ma perché ci ama troppo e ci rispetta nella libertà in cui ci ha creato. Ma certo che Dio, come ha risuscitata Gesù con grande potenza, con la stessa potenza potrebbe sbaragliare tutti i suoi nemici, facendo piazza pulita una volta per sempre dei violenti, dei guerrafondai, dei terroristi, dei mafiosi, dei ladri, dei truffatori, dei pedofili … di tutti coloro che nel mondo impediscono una vita serena e dignitosa. Ma, secondo la misura di ognuno e di ogni diversa cultura o società, probabilmente dovrebbe fare piazza pulita di ogni uomo sulla terra, dunque anche di chi invoca un intervento definitivo di Dio contro i malvagi di questo mondo, quindi anche di noi. Non è questa, per fortuna la strategia di Dio. Non sono questi i segni che dobbiamo cercare per trovare la sua presenza nel mondo. Ogni giorno Egli compie miracoli d’amore, ma noi siamo sempre girati da un’altra parte e non li cogliamo e continuiamo a dirgli: “Scendi dalla croce e ti crederemo!”. Sì, Gesù potrebbe scendere dalla croce e si salverebbe, ma non salverebbe noi! Proprio per questo Lui è venuto, per offrire la sua vita al posto nostro, perché solo Lui, che è l’unico uomo senza peccato, può entrare nella morte, incontrarla faccia a faccia e sconfiggerla anche per noi. Noi, se entriamo nella morte, senza che Lui ci sia passato, vi rimaniamo. Ecco dove è il Risorto: è nella nostra morte! Non solo nella morte fisica del nostro corpo, ma anche e soprattutto, nella morte del nostro peccato, della nostra solitudine, della nostra malattia, della nostra sofferenza, delle nostre guerre, del nostro odio, delle nostre disgrazie, dei nostri rancori, delle nostre vendette, delle nostre disonestà  … Con la sua risurrezione entra in questa nostra morte per aiutarci a sconfiggerla e a tirarci fuori, a farci risorgere con Lui. E la sua pasqua di morte e risurrezione, avvenuta una volta per sempre, entra continuamente con il suo effetto di trasformazione vitale in tutte le situazioni della nostra vita, presentandoci la croce gloriosa, perché per mezzo di essa si compie la vittoria della risurrezione: non c’è risurrezione senza la croce. E allora quando noi non troviamo più i segni della presenza di Gesù-Risorto è solo perché cerchiamo e domandiamo segni che non rientrano in un progetto d’amore universale, ma in un angusto progetto di “qualità di vita” che riguarda solo me e pochi altri che mi interessano, mentre a Dio interessa tutta l’umanità, anche quella che mina alla base l’armonia della convivenza sociale e la salvaguardia della vita stessa. Dio lascia crescere insieme “grano buono e zizzania … fa piovere sui giusti e sugli empi”, nel tentativo di convertire tutti al suo amore, perché tutti possano entrare nel Regno eterno di verità, giustizia, amore e pace.

Se tutto ciò richiede lotta e fatica è solo perché tutti siamo chiamati ad assumere con Gesù la responsabilità della salvezza dei nostri fratelli, e perciò siamo chiamati ad abbracciare la croce, resistendo alla tentazione di scendere o di abbandonarla: potremmo salvarci per un momento dalle pene di questo mondo, ma rischieremmo di perdere quella vita che andiamo cercando.

Ecco dove è il Signore Risorto: è ancora sulla croce nella persona di tanti nostri fratelli che attendono di conoscere il Vangelo, che soffrono per vari motivi, che sono schiavi di diverse schiavitù umane, che misurano la vita sul denaro, sul successo, sull’avere … è anche sulla nostra croce, che siamo chiamati a portare ogni giorno, certi che è una croce “gloriosa”, in quanto su questa croce Gesù ha già vinto la morte e ci ha aperto alla risurrezione.

«Ma tu parli con Gesù? Tu gli dici: Gesù, io credo che tu vivi, che tu sei risorto, che tu sei vicino a me, che tu non mi abbandoni?» (Papa Francesco in una delle omelie feriali in Santa Marta). Per comprendere tutto ciò è necessario avere il cuore dei piccoli:  “Dio non ha difficoltà a farsi capire dai bambini, e i bambini non hanno problemi a capire Dio” (Ancora Papa Francesco).

L’augurio che vi rivolgo per questa Pasqua allora è questo: che il Signore risorto doni a tutti un cuore da bambini per comprendere come la sua Pasqua sia un segno del suo amore per me, per te, per tutta l’umanità!

Buona Pasqua.

Monsignore

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